Dagli Ispettori Forestali dell’Arma alle Guardie Ambientali Volontarie: la memoria dei Caduti si onora difendendo il presente e il futuro delle nostre comunità.
ROMA – Il 4 novembre non è soltanto una data sul calendario istituzionale, né una semplice ricorrenza per addetti ai lavori. La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate porta con sé un significato profondo che, oggi più che mai, ha bisogno di essere declinato nella realtà quotidiana dei nostri territori, lontano dai grandi palcoscenici romani e vicino alla vita dei piccoli e grandi Comuni del Lazio.
Celebrare l’Unità Nazionale significa ricordare il sacrificio di chi ha combattuto per i confini d’Italia, ma significa anche interrogarsi su chi, oggi, quei confini e quel tessuto sociale li difende ogni giorno dall’incuria, dall’illegalità e dal degrado. Ed è nelle cerimonie locali – davanti ai monumenti ai Caduti che presidiano le piazze della nostra regione – che questa continuità tra passato e presente si manifesta in tutta la sua forza, unendo le Forze Armate dello Stato alle realtà del volontariato civile.
Il presidio dello Stato: l’eccellenza degli Ispettori Forestali
Nelle celebrazioni ufficiali di questa mattina, tra i reparti schierati in alta uniforme, spicca una componente fondamentale per la sicurezza della nostra regione: gli Ispettori Forestali, oggi inquadrati nell’Arma dei Carabinieri. La loro presenza nei picchetti d’onore non è solo una formalità militare. Nel Lazio, terra ricca di parchi naturali, aree protette e polmoni verdi ma costantemente minacciata da incendi, abusivismo e dissesto idrogeologico, l’Ispettore Forestale rappresenta il volto di uno Stato che non si limita a punire, ma vigila sulla salute dell’ecosistema. Vedere i loro berretti e le loro insegne accanto alle altre forze d’arma ci ricorda che la Patria si difende anche salvaguardando il patrimonio naturale che lasceremo ai nostri figli.
La cittadinanza attiva: gli Ispettori Ambientali e le Guardie Volontarie
Ma il 4 novembre nei nostri Comuni ha una particolarità che scalda il cuore: la partecipazione, nei cortei cittadini, dei civili. Accanto alle storiche Associazioni d’Arma – Alpini, Bersaglieri, Marinai in congedo – sfilano sempre più spesso gli Ispettori Ambientali e le Guardie Ambientali Volontarie (GAV e GEV).
Dal punto di vista del cerimoniale di Stato non sono militari, è vero. Non portano armi e non partecipano alle sfilate interforze ministeriali. Eppure, la loro presenza nei cortei municipali, con i gonfaloni delle loro associazioni e le divise ordinate, è sacrosanta e profondamente simbolica. Questi volontari sono cittadini che sottraggono tempo alle proprie famiglie per monitorare le discariche abusive, segnalare gli illeciti sul territorio, educare al rispetto dei beni comuni e supportare i Sindaci nella gestione delle criticità locali.
Se i soldati di ieri hanno dato la vita per conquistare la terra italiana, i volontari ambientali di oggi spendono la propria per mantenerla pulita, sicura e dignitosa. È la declinazione più pura del concetto di “servizio alla comunità”.
Una risposta condivisa per il futuro
Vedere gli Ispettori Forestali e i volontari ambientali uniti, seppur con ruoli e qualifiche diverse, nel ricordo del 4 novembre, traccia la strada per il futuro dei nostri territori. La sicurezza ambientale e l’ordine sociale non possono dipendere esclusivamente dalle pur eccellenti forze dell’ordine; hanno bisogno della spalla forte del civismo, di quella rete di ispettori e guardie volontarie che rappresentano gli occhi e le orecchie della cittadinanza.
Nel rendere omaggio a chi ha fondato l’Italia con il proprio sacrificio, la nostra testata rivolge un ringraziamento speciale a chi, in divisa dello Stato o in veste di volontario, continua a difenderla ogni giorno nelle trincee silenziose della quotidianità laziale. Che l’esempio di questa giornata non rimanga confinato alle celebrazioni di una mattina, ma diventi pratica quotidiana di rispetto per la nostra terra e per la nostra identità nazionale.

