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Pnrr ed economia circolare: ecco la road map italiana fino a 2035

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Uso efficiente delle risorse tramite trasformazione dei modelli produttivi

ROMA โ€“ Con due decreti (DM 259 e DM 257 del 24 giugno 2022), approvati dal ministero della Transizione ecologica,ย lโ€™Italia dร  il via a due riforme strutturali:ย la โ€˜Strategia nazionale per lโ€™economia circolareโ€™ย (SEC) e il โ€˜Programma nazionale per la gestione dei rifiutiโ€˜ (PNGR). Per economia circolare si intende unย nuovo modello di produzione e consumoย volto allโ€™uso efficiente delle risorse e al mantenimento circolare del loro flusso.

Con la Strategia nazionale per lโ€™economia circolare, la SEC, il Governo vuole perseguire nella definizione delle politiche istituzionali per assicurare unโ€™effettiva transizione verso unโ€™economia di tipo circolare. Infatti la SEC definisce nuovi strumenti per potenziare il mercato delle materie prime seconde e costituisce uno strumento fondamentale per il raggiungimento degliย obiettivi di neutralitร  climatica al 2035. Per raggiungere questi obiettivi si necessita di trasformare i modelli produttivi.

La SEC individua 5 modelli di business per un sistema produttivo coerente con lโ€™economia circolare: filiera circolare fin dallโ€™inizio, accesso a materiali derivanti dai rifiuti, a materie prime rinnovabili, riciclabili o biodegradabili; recupero e riciclo, eliminazione del concetto del rifiuto da smaltire; estensione della vita del prodotto, sviluppare prodotti che possano durare a lungo, mettendo a disposizione servizi, aggiornamenti e parti di ricambio; piattaforma di condivisione per mettere in contatto proprietari di beni di consumo e utenti interessati a usarli; prodotto come servizio, il consumatore diventa utente, le imprese mantengono la proprietร  del prodotto e lo offrono a uno o piรน utenti tramite accordi basati sulle prestazioni.

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Per quanto riguarda invece il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, il PNGR, i macro obiettivi individuati sono sei. Il primo รจ la riduzione del divario di pianificazione e di dotazione impiantistica tra le diverse Regioni, perseguendo il progressivo riequilibrio socio economico e la razionalizzazione del sistema impiantistico e infrastrutturale secondo criteri di sostenibilitร , efficienza, efficacia ed economicitร  per corrispondere ai principi di autosufficienza e prossimitร . Il secondo obiettivo รจ quello di garantire il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti e di riduzione dello smaltimento, tenendo conto anche dei regimi di responsabilitร  estesa del produttore per i rifiuti prodotti. Il terzo รจ razionalizzare e ottimizzare il sistema impiantistico e infrastrutturale attraverso una pianificazione regionale basata sulla completa tracciabilitร  dei rifiuti e la individuazione di percorsi che portino nel breve termine a colmare il gap impiantistico mediante la descrizione dei sistemi esistenti con lโ€™analisi dei flussi. Ma anche sostenere la contestuale riduzione dei potenziali impatti ambientali, da valutare anche mediante lโ€™adozione dellโ€™analisi del ciclo di vita di sistemi integrati di gestione dei rifiuti.

Quarto. Garantire una dotazione impiantistica con elevati standard qualitativi di tipo gestionale e tecnologico. Quinto. Promuovere la gestione del ciclo dei rifiuti che contribuisca in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di neutralitร  climatica. Sesto e ultimo macro obiettivo del PNGR รจ quello di definire le azioni prioritarie per promuovere la comunicazione e la conoscenza ambientale in tema di rifiuti ed economia circolare. Obiettivo principale del PNGR รจ quello di fare in modo che entro il 2035 non piรน del 10% dei rifiuti urbani vengano smaltiti in discarica.

Edoardo Romagnoli ย fonte Agenzia DIRE e lโ€™indirizzoย www.dire.it