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CON IL GRUPPO FS IN FRECCIAROSSA DIRETTO DA ROMA A POMPEI

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Oggi il viaggio istituzionale del treno livreato alla presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro Sangiuliano e l’AD FS Ferraris

È partito dal binario 1 dalla Stazione di Roma Termini, il Frecciarossa 1000 diretto senza cambi a Pompei. Per l’occasione alla volta della città campana, oltre al treno passeggeri è partito anche un convoglio speciale livreato con a bordo le Autorità e i giornalisti. Luigi Ferraris, AD FS Italiane e Luigi Corradi, AD di Trenitalia hanno infatti accolto alla partenza il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

L’iniziativa promossa dal Gruppo FS e dal Ministero della Cultura vuole unire l’immenso patrimonio culturale e storico di Roma con quello della città campana. Il treno di punta della flotta di Trenitalia, capofila del Polo Passeggeri del Gruppo FS, diviene così un mezzo di promozione turistico-culturale per unire il Paese nel segno della valorizzazione delle sue ricchezze storiche, ora sempre più accessibili.

Il collegamento diretto tra la Capitale e uno dei siti archeologici più famosi al mondo sarà effettuato ogni terza domenica del mese e i viaggiatori e turisti di potranno andare e tornare in giornata da Roma a Pompei.

La partenza è infatti prevista al mattino da Roma Termini alle 8.53 con fermata a Napoli Centrale alle 10.03 e arrivo alla stazione di Pompei alle 10.40. Ad attendere i viaggiatori diretti agli Scavi il bus navetta Pompei Link. Il ritorno è alle 18.40 con fermata a Napoli Centrale alle 19.23 e arrivo a Roma Termini alle 20.55.

“Il progetto che abbiamo lanciato con il Ministero della Cultura unisce cultura e innovazione”, ha sottolineato l’amministratore delegato del Gruppo FS Luigi Ferraris mercoledì scorso in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa. “Con i nostri treni, che rappresentano anche spazi di incontro e condivisione, portiamo sempre più persone in quei luoghi dove si fa cultura o che attraggono per le loro peculiarità storiche e artistiche”.

Il nuovo collegamento si aggiungerà alle 50 corse giornaliere, andata e ritorno, oggi già esistenti tra Roma e Pompei, che prevedono l’arrivo a Napoli Centrale con l’Alta Velocità e il proseguimento a destinazione con i treni regionali di Trenitalia dalla stazione di Piazza Garibaldi. Anche il nuovo collegamento con i bus Freccialink si aggiunge ai 2 Napoli Afragola-Pompei, attivi durante la stagione estiva, in connessione con i Frecciarossa sulla rotta Milano-Roma-Napoli.

Forza Italia: Battilocchio “Parte dalla manifestazione “Anuman” la nuova stagione con entusiasmo al fianco di Tajani”

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Oltre 130 ragazzi under 25 hanno preso parte oggi a Tolfa, in provincia di Roma, nella splendida cornice del Convento dei Cappuccini, alla quarta edizione dell’iniziativa “Anuman, la Foresta delle Idee” promossa dal deputato e coordinatore provinciale di Forza Italia, Alessandro Battilocchio.  È stata, tra l’altro, la prima uscita ufficiale del nuovo segretario nazionale, Antonio Tajani che ha aperto i lavori sottolineando l’importanza dei giovani nel nuovo progetto di Forza Italia. Presenti anche il deputato e coordinatore nazionale dei giovani, Stefano Benigni, il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, il deputato Francesco Battistoni e l’Assessore regionale Luisa Regimenti. I ragazzi hanno anche partecipato a tavoli tematici ed hanno seguito lezioni di docenti ed esperti in varie materie: al termine dei tavoli sono stati redatti dei documenti con proposte che saranno presentati nei prossimi giorni alla Camera in una conferenza. “Parte proprio dall’evento di oggi questa nuova fase di Forza Italia, che ieri ha indicato all’unanimità Antonio Tajani come segretario nazionale, nel solco della linea tracciata dal nostro Presidente e fondatore Silvio Berlusconi. L’entusiasmo di oggi a Tolfa, per la quarta edizione di “Anuman, la foresta delle idee” è un’ottima spinta per iniziare questo percorso perché i giovani azzurri partecipanti sono una risorsa basilare per il nostro movimento. Con le maniche rimboccate, con il sorriso e, come diceva il nostro presidente, con il sole in tasca siamo pronti alle sfide che ci attendono”. Ha dichiarato in conclusione dell’iniziativa Alessandro Battilocchio, promotore della manifestazione giunta alla quarta edizione.

CALDO: IN 200MILA AL VILLAGGIO DELLA COLDIRETTI A SAN BENEDETTO

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Sono quasi duecentomila le presenze nei tre giorni del Villaggio Coldiretti a San Benedetto del Tronto che hanno sfidato il gran caldo per sostenere l’agricoltura italiana, scesa in piazza per far conoscere i primati del Made in Italy ma anche sostenere la sana alimentazione, indispensabile per aiutare i cittadini ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. E’ il bilancio stimato dalla Coldiretti a conclusione della grande festa di popolo con oltre duecento stand tra mercati degli agricoltori, aree del gusto, street food, agriasili, animali della fattoria, orti, fattorie didattiche, agrichef, laboratori, nuove tecnologie e workshop, presso i quali è stato possibile degustare, apprendere, giocare e divertirsi al fianco di migliaia di agricoltori.

Alla tre giorni del Villaggio Coldiretti con il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo e assieme a Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche, non sono mancate le personalità del mondo politico come il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’economia e delle Finanze, Emanuele Prisco, sottosegretario agli Interni, Mirco Carloni, Presidente Commissione Agricoltura Della Camera, Francesco Acquaroli, governatore delle Marche. Guido Castelli, Commissario alla ricostruzione post terremoto, Antonio Spazzafumo sindaco di San Benedetto del Tronto, oltre al vescovo di San Benedetto monsignor Carlo Bresciani e ad oltre 100 primi cittadini della regione.

Presenti tra gli altri anche Luigi Nigri, pediatra e vice presidente Fimp, Cesare Trippella, Head Of Leaf Eu Philip Morris, Massimiliano Cattozzi, Responsabile Direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo (Af), Angelo Mellone Direttore Day Time Rai, Lanfranco Di Campello, Responsabile di Sistema Agricolo Enel Italia, Fabio Vitale, direttore Agea, Cristina D’Angelo, direttrice regionale vigili del fuoco Marche, il capo dipartimento del Masaf Stefano Scalera e il dg pesca e acquacoltura Francesco Saverio Abate, Roberto Weber, Presidente Ixe’, Felice Adinolfi, direttore del centro studi Divulga, Carmelo Troccoli, direttore della Fondazione Campagna Amica. Non sono mancati “big” dello spettacolo come Anna Falchi, Massimiliano Ossini e Vittorio Brumotti.

Il Villaggio si è aperto con la clamorosa protesta dei pescatori della Coldiretti che al porto sambenedettese, uno degli scali pescherecci più importanti d’Italia, hanno manifestato contro le proposte della Commissione Ue di vietare la pesca a strascico, penalizzando il pesce Made in Italy e favorendo le importazioni dall’estero.

La fondazione Campagna Amica ha donato al Centro di Solidarietà di Porto d’Ascoli due tonnellate di prodotti tipici di alta qualità, dalla pasta alla frutta e verdura, dall’olio extravergine alla carne e al pesce, dai salumi ai formaggi raccolti nel villaggio grazie all’iniziativa di solidarietà la “spesa sospesa”. I pacchi verranno distribuiti alle famiglie in difficoltà. Coldiretti e Campagna Amica insieme a Sport e Salute hanno poi continuato la loro attività di promozione di sani stili di vita con lezioni di cucina accompagnate da sessioni di sport per famiglie e bambini con campioni del nostro paese.

Sono centinaia i bambini poi che hanno partecipato alle attività nella maxifattoria didattica e nell’agriasilo promosse dalle donne della Coldiretti, dove hanno imparato ad impastare il pane, a zappettare l’orto e a riconoscere le diverse varietà di piante il tutto con l’assistenza dei tutor e delle agritate della Coldiretti e di Campagna Amica. Amatassimi dai più piccoli anche gli animali della fattoria negli spazi dell’Aia, l’Associazione italiana allevatori, ma anche quelli del florovovaismo.

In tantissimi hanno seguito le lezioni di economia domestica e i rimedi antichi per donne moderne promosse dalle imprenditrici agricole della Coldiretti. Per i giovani l’appuntamento clou è stato, invece, nello spazio Generazione Agricoltori con le giovani imprese agricole protagoniste della manifestazione per sostenere le zone alluvionate della Romagna, con la distribuzione di frutta in spiaggia. E spazio anche alle iniziative dei Coldiretti senior.

A San Benedetto la manifestazione si è svolta in modo assolutamente regolare, con i massimi livelli di sicurezza nonostante la straordinaria partecipazione di pubblico, grazie alle forze dell’ordine, al Prefetto di Ascoli Piceno Carlo De Rogatis e al Questore Vincenzo Massimo Modeo, con polizia, carabinieri, guardia di finanza, corpo dei vigili urbani, vigili del fuoco, Capitaneria di porto e guardia costiera che da terra e da mare hanno garantito il regolare svolgimento, coadiuvati da sistemi di controllo all’avanguardia, messo a loro disposizione da Coldiretti, con droni e sistemi di video sorveglianza ad alta risoluzione.

Molto apprezzati i menu a 8 euro con il meglio del Made in Italy a tavola, dove sono stati gettonatissimi la pasta con mussoli e patate, gli arrosticini, l’insalata di sgombro, la crescia, il panino col polpo, ma anche la carne 100% italiana della braceria, il pesce a km zero, l’agrigelato e tutto lo street food Made in Italy. Preso d’assalto anche il grande mercato di Campagna Amica circa centoventi aziende – prosegue la Coldiretti – che hanno proposto il meglio delle Marche e del resto d’Italia a tavola dai formaggi ai salumi, dal miele alle verdure fino alle confetture, con uno spazio dedicato all’agricoltura biologica. Folla di visitatori anche per l’Oleoteca e l’Enoteca con le degustazioni di cocktail all’extravergine, vino e birra agricola. Ma anche per le attività che si sono svolte nella scuola di cucina  di Campagna Amica con i Cuochi Contadini e l’evento “Giudici per un giorno” con il pubblico che ha votato i piatti della  tradizione.

“Il Villaggio di San Benedetto del Tronto è stata una grande occasione per far conoscere la biodiversità e la sostenibilità dell’agricoltura italiana e di quella pugliese in particolare, un modello basato sulla distintività e la qualità del made in Italy agroalimentare, lo spirito imprenditoriale dei giovani agricoltori e le frontiere dell’innovazione” ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “i cittadini ancora una volta hanno potuto toccare con mano i primati dell’agricoltura nazionale che dobbiamo ora difendere e sostenere contro la crisi scatenata da guerra e rincari ma anche da modelli alimentari sbagliati e pericolosi come la diffusione del cibo sintetico”.

Gianluca Quadrini ad Arpino per il sopralluogo ai locali che ospiteranno momentaneamente l’Istituto di Istruzione Superiore Tulliano

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Si è svolto il 12 luglio, ad Arpino, il sopralluogo, presso gli istituti scolastici e presso la Fondazione Mastroianni per verificare la possibilità che al loro interno ci siano dei locali che possono ospitare momentaneamente parti delle classi dell’Istituto di Istruzione Superiore Tulliano, oggetto di lavori di manutenzione  e riqualificazione. Il sopralluogo è avvenuto alla presenza dei funzionari della Provincia di Frosinone, dell’ing. Loreta

Iacobone e del Presidente del  Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini che in una nota dichiara -“ oggi abbiamo effettuato un sopralluogo per gli edifici scolastici di Arpino che potrebbero ospitare l’Istituto di Istruzione Superiore Tulliano che oggi è oggetto di lavoro di manutenzione.  In qualità di Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone mi sono attivato sollecitando e sensibilizzando i tecnici del nostro ente affinché si procedesse in maniera celere a dare ai nostri ragazzi uno spazio per lo studio e per la formazione.  Ringrazio la Dirigente scolastica, Prof.ssa Gaita Reali per la disponibilità  dimostrata per lavorare in sinergia tra enti e scuole di diverso grado e  gli uffici provinciali del settore per l’efficienza di azione. La Provincia di Frosinone è sempre più vicina alle esigenze del territorio e dei cittadini. Lavoriamo costantemente affinché venga monitorato il territorio intero.” Così in una nota il Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini  

Fabio De Angelis è il nuovo presidente della Saf – il commento e le dichiarazioni  di Gianluca Quadrini

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Il 13 luglio nello stabilimento della Saf di Colfelice si sono riuniti i sindaci e i delegati dei comuni della provincia, oltre che il Presidente, Luca Di Stefano, eleggendo il presidente e i nuovi membri del Cda della Società Ambiente di Frosinone.  Dopo giorni di manovre politiche, tra gruppi di sindaci e di partiti, Fabio De Angelis è stato scelto come successore di Lucio Migliorelli. A fine assemblea, Gianluca Quadrini, Presidente del Consiglio Provinciale e Capogruppo di Forza Italia In Provincia, commenta il risultato affermando – “Da una serie di considerazioni, di confronti e di riunioni con chi ha condiviso insieme a me scelte strategiche e per anni si è speso per il territorio, non si poteva lasciare la guida di una società così importante a chi oggi ne fa solamente una questione politica. La Saf è del territorio, è dei cittadini, è dei sindaci che sono gli unici azionisti. L’emergenza rifiuti, ricordo ancora una volta, è una criticità che affrontiamo ormai da molto tempo e nel Lazio registriamo una forte mancanza di discariche tanto da indurre a trasferire i rifiuti della nostra provincia in altre parti d’Italia, con conseguenti aumenti dei costi. Questa era una questione che andava risolta assolutamente. Noi di Forza Italia, – continua Quadrini – in accordo con Fratelli d’Italia, abbiamo scelto di dare vita ad una governance seria, formata da persone capaci e che hanno come obiettivo il benessere del territorio e sappiano proporre servizi di qualità, erogati con senso di responsabilità. La provincia di Frosinone torna ancora una volta ad essere protagonista. Le linee di indirizzo condivise con il nuovo cda, sono volte alla tutela del territorio, che dicono no alle discariche in maniera indiscriminata e che tutelano i comuni interessati dagli impianti di rifiuti. Tutto questo sarà possibile grazie al lavoro sinergico tra la Provincia di Frosinone e la Saf, entrambe autonome nelle scelte che vengono da Roma. 

Oggi, – conclude Quadrini – abbiamo dato, insieme ai sindaci, una grande prova di responsabilità proponendo le nostre linee di indirizzo per il nuovo cda nello spirito della condivisione anche al di là degli schieramenti politici e partitici, facendo in modo che si autodeterminassero nelle scelte. Ringrazio per questo tutti i sindaci che hanno seguito la linea dettata da un accordo che risponde alle esigenze di tutti, nell’interesse dei comuni e attraverso uno spirito che dovremmo continuare ad avere per il bene del nostro territorio e delle nostre comunità e che siano rivolte alla salvaguardia e alla tutela dei comuni su cui insistono gli impianti di trattamento. 

Un augurio di buon lavoro ai membri del nuovo cda,  al Presidente, Dott. Fabio De Angelis, al dott. Lucio Migliorelli e Avv. Antonella Galante persone di alta cultura e spessore professionale ma soprattutto esperti del settore.

Un capolavoro dell’arte, a Trevi nel Lazio l’inaugurazione del restauro delle opere pittoriche di Fray Juan Andres Ricci, presente Gianluca Quadrini

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Si è svolto ieri a Trevi nel Lazio un Convegno per l’inaugurazione  del restauro delle opere pittoriche di Fray Juan Andres Ricci, alla presenza dell’ambasciatore di Spagna in Italia  S.E. Miguel Angel Fernandez-Palacios Martinez e del Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini che in una muta commenta “Le opere, celate al pubblico fino ad oggi, sono state finalmente riportate alla loro bellezza originale. Quando è stato tolto il telo è stata una grande emozione poter finalmente ammirare un capolavoro di questo grande artista.  

Una vera e propria rappresentazione dell’arte, un viaggio tra le meravigliose opere di questo strepitoso artista che ho avuto il piacere di ammirare insieme all’ambasciatore di Spagna in Italia S.E. Miguel Angel Fernandez-Palacios Martinez. Grazie al sindaco Silvio Grazioli per l”invito a questo bellissimo evento.” Così in una nota il Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini.

GIUSTIZIA INGIUSTIZIA

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Judge and gavel in courtroom

E’ certo e sicuro che se gli Italiani continuano a starsene alla finestra e a ignorare anzi a non partecipare alla vita che li riguarda, la  situazione volgerà sempre al peggio in quanto la gente che si autoproclama alla  amministrazione  della cosa pubblica e cioè i cosiddetti politici,  si rivela sempre più inadeguata e indegna e nociva. E la Giustizia  è uno di questi contesti: guai a capitarci.

Sia da una certa  stampa attenta sia dai racconti dei protagonisti, anche ora sottoponiamo all’attenzione del lettore alcune perle e perfino malefatte  commesse  sotto la famosa  insegna: la legge è uguale per tutti!  

Non vogliamo ricordare il micidiale stato di abbandono e di approssimazione in cui versa l’apparato giudiziario, comunque ben oleato grazie agli stipendi dello Stato e ai soldi dei clienti ai numerosi avvocati ma  amministrato da personaggi quali alcuni, apparsi nelle cronache, che ben altro meriterebbero che occupare i lautissimi  posti che ricoprono. Impegnati nelle proprie contingenze personali di carriera o di intrallazzo, hanno, per esempio,  risolto la carenza  di magistrati arrivando  al punto di nominare d’ufficio  giudici….gli avvocati!! Figurarsi la qualità e i conflitti di interesse!  

Qualche giorno addietro abbiamo appreso grazie al FATTOQ  che un senzatetto di Firenze, nel 2006  venne sorpreso in un supermercato con un pezzo di formaggio da lui rubato e poi restituito, del valore di 5,20 €uro: subito denunciato per furto alla locale procura. La ingiustizia italiana fa il suo folle e in  questo caso, ridicolo, corso, approdando perfino in appello, cioè due gradi di giudizio per un pezzetto di formaggio! Il colpevole scompare. Pochi giorni fa, dopo oltre sedici anni, si apprende che un attento carabiniere lo individua  in una casa di accoglienza di Bologna: subito in carcere, per scontare due mesi! Sono certo di condividere la opinione generale, nel chiedere anzi pretendere non dico l’immediato licenziamento dei responsabili  di questa grottesca vicenda perché nella nostra beata Italia ciò è impossibile,   ma che almeno tutti gli addetti, i giudici prima di tutti e gli altri coinvolti  in tale procedura  durata sedici anni, chissà quanto costata agli Italiani! siano chiamati a pagare di tasca propria tutte le spese accumulate  nella gestione di tale infame, assurda, veramente kafkiana vicenda.  

Un’altra  vittima mi ha riferito di un’altra esperienza  che lascio al lettore giudicare: in un antico Palazzo, in un cortile secentesco una inquilina, in assenza degli altri inquilini e senza autorizzazione comunale, lascia costruire al di sopra  delle proprie finestre una pensilina stile dolomitico e fa stuccare in bianco l’antica parete in pietra. Un obbrobrio. Detta inquilina inizia una procedura legale, quindi spese in quantità, vista l’inerzia comunale. Il giudice, dopo qualche anno, con il concorso del CTU d’ufficio dichiara illegittimo il manufatto e perciò da abbattere. Cosa che naturalmente  viene fatta. L’inquilina  passa al grado successivo: dopo alcuni anni la giudicessa dell’appello sentenzia che il manufatto, ora abbattuto, è  invece legittimo!!  Quindi l’inquilino che si era opposto al manufatto ora deve pagare le spese che l’inquilina ha richiesto per la ricostruzione dell’obbrobrio!  E’ vero, se ne sentono tante in questa nostra Italia, ma una come questa si è mai sentita fino ad oggi?  Un giudice e il CTU dicono: abbatti!, un  secondo dice: ricostruisci! E l’inquilino vittima deve pagare. E se invece di una pensilina dolomitica si fosse trattato di un grattacielo?

In un passato intervento  abbiamo riferito della vicenda di quell’avvocato  che, in una sentenza del giudice gli viene riconosciuta una parcella di ottomila Euro+ diritti e spese: questa è un ‘altra  italica realtà: per l’avvocato,  le spese e i diritti vanno pagati a parte! e in una parcella  equivalgono a quasi la metà! Privilegio sempre  vigente! E’ la legge! Il bello è un altro: tale avvocato ignora la sentenza del giudice  che tutti sono obbligati a rispettare e in caso di disaccordo, passare al secondo grado.  Ma l’avvocato no,  è esentato dal rispettare  la Legge!  Gli ottomila Euro più diritti e spese fissati dal giudice non gli bastano e allora ecco un’altra peculiarità nostrana: si rivolge al suo protettore cioè al suo sindacato che si chiama ordine e pretende trentamila Euro+spese, ecc.  L’ordine ignora la sentenza del giudice e non fa altro che  riconoscere le pretese del suo  accolito. E quanto stabilisce un ordine professionale è legge, è inoppugnabile! Devi pagare!! E’ da chiedersi: e a chi si rivolge il cittadino? A quale ordine?

Detto avvocato si rivolge a un nuovo giudice per l’approvazione della nuova parcella e quindi altre spese per la vittima, altro processo!! Detto giudice accoglie l’importo dell’ordine ma lo  dimezza, anziché trenta, sedici mila Euro,  il doppio di quanto fissato dal primo giudice in sentenza. Forse per addolcire  l’abbassamento della parcella da trentamila a sedicimila  questo secondo giudice  in un suo afflato lirico ed etico, sentenzia  che l’avvocato vada pagato immediatamente perché ha ‘lavorato’! Un dettaglio: in effetti i giudici sono in un loro empireo e certi dettagli non esistono:  la vittima  ha una pensione di mille euro al mese: come potrà mai pagare quel satrapesco compenso al povero avvocato che ha lavorato?  Il giudice ovviamente non cura tali infimi e  insignificanti particolari! C’è la Legge!!!  A ulteriore paradosso si precisa  che la vittima ha vinto la causa per la quale è stato condannato al pagamento di  ottomila Euro + spese ecc., una causa insignificante del solito costruttore ladro, durata o fatta durare quattordici anni!  e essendo vincitore della causa, non per merito dell’avvocato suddetto bensì grazie ai  calcoli redatti dal Consulente tecnico d’ufficio,  dovrebbe essere la parte soccombente a pagare ! Ma non è così nemmeno per il secondo giudice, figurarsi per il riverito ordine o per il giudice della causa  originaria , un GOT, cioè un avvocato che lo Stato assume come giudice! Tutto dunque comprensibile, e la giustizia si scrive con la minuscola.

Michele Santulli.

LA CIOCIARA  “VU CUMPRĂ”

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Da certe statistiche professionali apprendiamo  che ogni giorno circa cento milioni di visitatori entrano nei musei e gallerie del pianeta e si può essere certi che in numerose gallerie e pinacoteche  si trova appeso alle pareti almeno un quadro che illustra il personaggio o  una scena ciociari: in effetti solo  cristi e madonne superano in quantità tali presenze!  Però avviene che mentre tutti conoscono e riconoscono cristi e madonne,  nessuno  o quasi conosce  il ciociaro…pur conoscendolo! Non è uno scherzo di parole poiché tale soggetto, noto a tutti i cultori d’arte, nei fatti nessuno ne conosce il nome o il luogo di origine: sulle etichette affianco alle opere trovano le connotazioni più varie talvolta bizzarre:  italiano, campagnuolo, costume tradizionale, abruzzese, laziale, napoletano, zingaro, basco…Mai ciociaro! Lasciamo al lettore attento il tentativo di una risposta a tale assurdità, lesiva non tanto della dottrina del folklore quanto della immagine nazionale: tutti i costumi tradizionali europei trovano la loro visibilità e valorizzazione salvo quello più noto e conosciuto e celebrato! pertanto una risposta non ardua a rinvenire  è, a mio avviso, disponibile alla costatazione  che nella patria di questi personaggi che hanno fatto anche loro letteralmente la storia dell’arte europea in maniera quasi unica, di tali opere nelle pubbliche istituzioni non se ne troverà, imperdonabilmente, nemmeno una!  Eppure  qui in abbondanza macchinoni, villoni, palazzi, rotatorie che nemmeno nei paesi dei petrolieri si rinvengono di eguali….Qui ci arrestiamo.

Il personaggio in costume ciociaro conosciuto nelle spoglie del pifferaro, del pecoraio, della ciociarella, dello zampognaro, del brigante famoso, dell’organettaro, del bracciante fanno parte della iconografia realizzata dagli artisti europei per almeno centocinquanta anni, dalla fine del 1700 alle prime decadi del 1900, anche dai giganti quali Degas, Corot, Manet, Cézanne, Van Gogh, Picasso….Quindi una pagina gloriosa della Storia dell’Arte come pochissime, nota già dagli inizi del 1800 con quella celebre  definizione data dagli artisti  belgi: “pittura di genere all’italiana”. Invero fu la prima volta che  nella pittura e non solamente nella pittura, gli ultimi della società assursero al primo piano.

Il ruolo significativo di queste creature era ben noto agli artisti europei primi tra tutti e anche tra quelli italiani ci fu un pittore, Telemaco Signorini, toscano, che già verso il 1860 rammentava in una rivista d’arte dell’epoca indirizzata agli artisti: “amici miei, se vogliamo continuare a vendere le nostre opere allora dobbiamo continuare a far vestire ai nostri personaggi gli abiti dei ciociari.  E così avvenne che sul Lago di Como o sulle piazze della Liguria o in quelle toscane o a Reggio Calabria le donne e uomini dei quadri erano ciociari. I particolari di questi fatti incredibili in:  IL COSTUME CIOCIARO NELL’ARTE EUROPEA DEL 1800 e CIOCIARIA SCONOSCIUTA.

Nei prossimi giorni va in vendita a Londra presso la Sotheby, il capolavoro pittorico di Vincenzo Cabianca  (1827-1902),  sia per le dimensioni sia per la qualità, “Sulla spiaggia di Viareggio” del 1866 dove vediamo  chiaramente messi in pratica i consigli  e le raccomandazioni  di Telemaco Signorini. Infatti  come si vede nella immagine,  assieme alle eleganti ed aristocratiche signore che con ombrellini e cappellini passeggiano sulla spiaggia, si notano anche tre donne in costume ciociaro e una, a differenza delle altre due, in perfetta e folkloricamente accurata vestitura,  addirittura in primo piano che con affianco il pescatore o marito offre agli sguardi delle ben vestite signore il contenuto del cesto sicuramente pieno di pesci appena pescati.

Trattandosi di un soggetto oltre che di grande qualità pur se con una quotazione molto elevata, lo scrivente ha ritenuto doveroso, a parte la eccezionalità  dell’opera,  portarla alla conoscenza del lettore a conferma del ruolo svolto dal costume ciociaro nell’ambito anche della pittura italiana, 

                                                                                              Michele Santulli

I primi 13 atleti paralimpici giurano come agenti di Polizia dello Stato

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Pancalli: “Oggi abbiamo vinto”. Bebe Vio: “Cambiamento culturale nella storia della società”.

ROMA – “Se questo urlo ‘lo giuro’ potesse riecheggiare nel Paese, farebbe comprendere quanto noi si stia tentando di contaminarlo affinché possa essere più civile, equo e solidale”. Tredici atleti paralimpici, 7 uomini e 6 donne – tra i quali Bebe Vio De Grandis, Simone Barlaam e Antonio Fantin – hanno giurato come agenti tecnici della Polizia di Stato da assegnare al gruppo sportivo delle Fiamme Oro, Sezione paralimpica, e per Luca Pancalli si tratta di una vittoria. Il presidente del Comitato Italiano Paralimpico ha assistito insieme al Capo della Polizia, Vittorio Pisani, alla cerimonia che ha suggellato una novità importantissima per tutto il movimento paralimpico e, soprattutto, per lo sport nazionale. Un altro passo verso la totale parificazione tra atleti normodotati e paralimpici, che elimina un’altra barriera e che si inserisce nel percorso di inclusione portato avanti dalla Polizia di Stato ormai da alcuni anni, nel quotidiano e nello sport.
“Noi non facciamo nulla di straordinario- ha aggiunto Pancalli in occasione dell’evento che si è svolto nella sede del Cip- Insegnamo ai nostri atleti a guardare a ciò che abbiamo e non a ciò che abbiamo perso. Non vogliamo stimolare compassione, ma comprensione e, quando la comprensione proviene dalle istituzioni, allora si riesce a cambiare un Paese. Al Capo della Polizia dico che abbiamo aggiunto un tassello a quella silenziosa rivoluzione culturale che il Movimento paralimpico italiano sta realizzando nel nostro Paese. Di questo dobbiamo essere orgogliosi tutti quanti, abbiamo lavorato insieme, e quando lavorano le istituzioni sta a dimostrazione che questo Paese ancora può vincere. Oggi abbiamo vinto”.

https://vimeo.com/844267466

Gli atleti paralimpici entrano a far parte formalmente del ruolo tecnico-scientifico della Polizia di Stato, assunti a tempo indeterminato come agenti tecnici a conclusione di un corso di formazione per allievi iniziato lo scorso 16 gennaio. Con il loro ingresso viene costituita, nella pianta organica della Polizia, la nuova Sezione paralimpica delle Fiamme oro. L’assunzione a tempo indeterminato rappresenta un unicum nei gruppi sportivi paralimpici delle Forze armate e di polizia e contribuirà a rafforzare il legame tra atleti e Istituzione: quando smetteranno di gareggiare, lavoreranno proprio presso la sezione paralimpica delle Fiamme oro.

LE PAROLE DEL CAPO DELLA POLIZIA

“L’importante qui non sono le medaglie- ha spiegato Pisani- ma l’esempio degli atleti, della loro vita straordinaria. Siete un esempio di forza d’animo, di coraggio. Nella vita si può sempre fare di più, e voi ne siete la dimostrazione concreta. La vostra presenza in Polizia sarà di esempio a tutti quanti noi”.
Gli atleti paralimpici che entrano a far parte della Polizia sono: Beatrice Maria Vio Grandis, Ionela Andreea Mogos, Emanuele Lambertini, Edoardo Giordan, Carlotta Gilli, Monica Boggioni, Giulia Ghiretti, Antonio Fantin, Simone Barlaam, Stefano Raimondi, Vincenza Petrilli, Renè De Silvestro, Jacopo Luchini.

LA CAMPIONESSA PARALIMPICA

“A livello morale- ha dichiarato Bebe Vio- è una grandissima emozione, perché sai di avere un appoggio vero e delle persone che realmente credono in te. A livello culturale è un cambiamento nella storia della società. È una battaglia vinta dal presidente Pancalli, è stato il nostro papà e da anni stava lottando per questa cosa. Siamo onoratissimi ad essere i primi a fare questo grande passo e fortunatissimi ad avere Luca come presidente”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it Autore:Marco Melli

Emesso il francobollo dedicato al Napoli Campione d’Italia

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La vignetta raffigura un tipico vicolo di Napoli addobbato con striscioni e bandiere della squadra partenopea

NAPOLI – Viene emesso oggi, dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “lo Sport”, dedicato alla Squadra vincitrice del Campionato di calcio di serie A, relativo al valore della tariffa B pari a 1,20 euro. Lo comunica una nota di Poste Italiane sfecificando che la tiratura è di un milionecinquecentomila esemplari in minifogli da dodici.

Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. Il bozzetto è a cura di Gaetano Ielluzzo e la vignetta raffigura un tipico vicolo di Napoli addobbato con striscioni e bandiere della squadra partenopea, con tifosi che indossano la maglia del club in festa per lo scudetto conquistato. In alto, rispettivamente a sinistra e a destra, sono riprodotti il logo del Napoli e lo scudetto tricolore. Completano il francobollo la legenda “SSC NAPOLI CAMPIONE D’ITALIA 2022-2023” la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo Spazio Filatelia di Napoli. Il francobollo e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito filatelia.poste.it. Per l’occasione è stata realizzata anche una cartella filatelica in formato A4 a quattro ante, contenente il mifoglio da 12 francobolli, una cartolina annullata ed affrancata, una busta primo giorno di emissione, una tessera filatelica e il bollettino illustrativo, al prezzo di 30 euro.

ù fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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