RIETI / ROMA – Nuovo e preoccupante giro di vite sul territorio regionale a causa dell’emergenza legata alla Peste Suina Africana e alla proliferazione incontrollata della fauna selvatica. A seguito del recente ritrovamento di alcune carcasse infette, la Regione Lazio ha firmato un’ordinanza urgente che ridefinisce le zone di restrizione e impone drastiche misure di contenimento a nord della Capitale, lambendo direttamente le porte della provincia di Rieti e della Tuscia.
Il provvedimento, concordato con i sindaci dei comprensori locali e i gestori delle aree protette – tra cui la Riserva Naturale Nazzano-Tevere-Farfa e il Parco di Veio –, introduce forti divieti temporanei per scongiurare la diffusione della malattia. Tra le misure più severe figurano lo stop immediato a picnic e assembramenti all’aperto nelle aree naturalistiche dei territori perimetrati, oltre a rigide prescrizioni di sicurezza per le aziende zootecniche e gli allevamenti di suini della zona.
I sindaci e le amministrazioni di oltre venti comuni interessati hanno fatto fronte comune richiedendo alle autorità sanitarie e al Commissario Straordinario un potenziamento immediato delle attività di cattura tramite gabbie e chiusure controllate. L’obiettivo principale è tutelare l’economia rurale e agricola delle province interne del Lazio, evitando che il blocco delle attività montane e le limitazioni alla raccolta dei rifiuti porta a porta danneggino la filiera agroalimentare locale.
Le forze dell’ordine e il personale guardiaparco intensificheranno i monitoraggi nelle prossime ore per vigilare sul rispetto dell’ordinanza, in attesa che il nuovo tavolo istituzionale definisca risorse e tempi certi per stabilizzare la situazione.

