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Il Cielo in una Stanza. Un’opera teatrale in realtà virtuale che rilegge Pasolini

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Quando Pier Paolo Pasolini scriveva “Orgia” nel 1968, immaginava una coppia che per vivere la sua “diversità” si nascondeva dal mondo, per trasgredire alle regole nel segreto della loro stanza. Oggi, più di cinquant’anni dopo, il regista Fabio Morgan ribalta completamente quella visione, cercando una risposta contemporanea.

Il Cielo in una stanza, un’opera originale interamente concepita per la realtà virtuale, va in scena dal 14 al 16 novembre a Roma, al Teatro Argot, ma poi continuerà a girare il Lazio con date ad Arsoli (venerdì 21 novembre), Sezze (sabato 22), Ostia (domenica 23) e Tuscania (domenica 30 novembre).

“Il cielo in una stanza” trasforma il testo pasoliniano in un viaggio verso la vita invece che verso la morte: un esperimento artistico che utilizza la tecnologia immersiva raccontando la storia più antica del mondo, l’amore. L’opera si svolge interamente in una stanza, durante una sola notte, mentre due attori provano proprio il testo di Pasolini. Ma quello che inizia come una semplice prova teatrale diventa gradualmente la loro vera storia: il confine tra recitazione e vita si dissolve, fino a quando non capiscono che il vero spettacolo non è quello che stanno provando, ma quello che stanno vivendo.

Fabio Morgan, agitatore culturale, si è distinto in questi anni nel tentativo di creare innovativi format di spettacolo dal vivo, come “Fitzcarraldo” – la prima opera lirica su battello in movimento sul Tevere. Con “Il cielo in una stanza” cerca di portare la sua ricerca sui linguaggi teatrali nel mondo della realtà virtuale. “Ho sempre creduto che il teatro debba occupare spazi non convenzionali”, spiega Morgan. “La VR mi permette di creare un’intimità impossibile: lo spettatore è letteralmente dentro la camera da letto di una coppia, testimone invisibile della loro trasformazione”.

“Pasolini raccontava la diversità come una condanna”, spiega Morgan. “I suoi personaggi erano diversi perché desideravano in un mondo che vietava il desiderio. Ma oggi la situazione si è capovolta: siamo in un mondo che ci obbliga a desiderare tutto, a consumare tutto, a mostrare tutto. La vera diversità, oggi, è voler essere normali. È scegliere il silenzio invece del rumore, la privacy invece dell’esibizione, l’amore duraturo invece del consumo di corpi”

L’opera segue questa coppia di attori attraverso sei episodi, ognuno dei quali esplora un aspetto diverso della crisi contemporanea: l’incapacità di comunicare autenticamente, la sterilità emotiva mascherata da iperattivismo, la nostalgia per un mondo dove era possibile essere semplicemente se stessi.

In questo confronto serrato con “Orgia” di Pasolini, si delineano alcune chiare divergenze: Pasolini fotografava la fine di un mondo, raccontava la morte come unica risposta possibile all’oppressione, mentre Morgan, cinquantasette anni dopo, cerca di immaginare l’inizio di un mondo nuovo.  Non nega la crisi contemporanea – la descrive con la stessa lucidità di Pasolini – ma cerca una via d’uscita che non sia la resa.

“Orgia” diceva: siamo diversi, il mondo ci odia, moriamo. “Il cielo in una stanza” risponde: siamo diversi perché vogliamo essere normali, il mondo ci vuole performativi, generiamo vita”

Scritto e diretto da Fabio Morgan

con Diego Migeni, Sarah Nicolucci, Carlotta Sfolgori

Aiuto Regia Emiliano Morana

scene e costumi Giovanni Schiera

sarta Patrizia Martella

Riprese Video, fotografia e sviluppo software Build2Bit

Montaggio, post-produzione e VFX Seven Heroes

Direzione di produzione Simona Centi, Katia Caselli

una produzione Infinito srl

con il contributo di Regione Lazio – Avviso Pubblico Spettacolo dal vivo 2025

Biglietti a partire da 15 Euro

14 novembre ore 20.30 – Teatro Argot, Via Natale del Grande, 27 – Roma

15 novembre ore 19.30 – Teatro Argot, Via Natale del Grande, 27 – Roma

16 novembre ore 17.30 – Teatro Argot, Via Natale del Grande, 27 – Roma

 21 Novembre ore 21 – Teatro Comunale la Fenice, Piazza dei Martiri antifascisti 1 – Arsoli

22 Novembre ore 21 – MAT Spazio Teatro, via S.Carlo 160 – Sezze

23 novembre ore 18 – The Act Studio, via degli Acilii n.22 – Ostia Lido

30 novembre ore 18 – SuperCinema Tuscania, Via Garibaldi 1 – Tuscania

Consegnati i droni e gli attestati da pilota a 94 comuni del Lazio, tra questi Olevano Romano

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Roma, Viti: “Strumenti innovativi per garantire più controlli sul territorio, e dare più sicurezza ai cittadini”

“Le Polizie locali del Lazio continuano a crescere e oggi sono un modello per l’Italia intera: in Regione abbiamo consegnato i droni e i diplomi agli agenti delle Polizie locali dei 94 Comuni del Lazio che hanno partecipato al corso professionalizzante per pilota di drone al quale si poteva partecipare attraverso il bando “Polizia Locale 4.0″. Attraverso questi strumenti innovativi garantiamo alle comunità locali un controllo maggiore e più capillare del territorio: grazie ai droni, infatti, sarà possibile monitorare meglio il territorio e scoprire illeciti altrimenti difficilmente individuabili. Questi strumenti tecnologici sono fondamentali per individuare roghi tossici, abusi edilizi, illeciti ambientali, discariche ed insediamenti abusivi, gestire grandi eventi. Il nostro unico obiettivo è quello di rispondere al bisogno di sicurezza dei cittadini: potenziare le Polizie locali significa rafforzare il primo presidio di legalità e sicurezza sui territori”. Ha esternato con soddisfazione l’assessore al Personale, alla Sicurezza urbana, alla Polizia locale, agli Enti locali e all’Università della Regione Lazio, Luisa Regimenti.  “Desidero rivolgere un sentito ringraziamento ai partner che hanno permesso di portare a termine questo corso, l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale e le scuole di volo che hanno contribuito a formare i nostri agenti. Questo corso è un esempio positivo di come la collaborazione tra Pubblica amministrazione, mondo accademico e privati può portare un valore aggiunto per la collettività. Oggi la sicurezza dei territori passa per le nuove tecnologie. Continueremo a lavorare in questa direzione con il progetto Lazio Sentinel 2030 grazie al quale doteremo i territori di strumenti di ultima generazione – telecamere intelligenti, colonnine SOS, sistemi di gestione dei flussi video con IA e altre innovazioni – per aiutare i nostri agenti a garantire un servizio sempre più efficiente a tutela dei cittadini”, conclude l’assessore Luisa Regimenti. Tra i 94 Comuni che hanno presenziato all’incontro in Regione, anche il Comune di Olevano Romano, rappresentato dagli agenti di Polizia Locale e dal Vice Sindaco Silvia Viti (nella foro con l’Assessore Regimenti). “Oggi il nostro Comando di Polizia Locale -commenta il Vice Sindaco Viti- ha ricevuto un drone e gli attestati del corso per il suo utilizzo, dalla Regione Lazio; finanziati tramite il bando Polizia Locale 4.0 di cui il nostro comune è risultato vincitore, alla presenza dell’assessore proponente Luisa Regimenti e degli agenti di Polizia Locale di tutta la Regione. Questi strumenti innovativi saranno fondamentali per un maggior controllo del nostro territorio e per garantire il bisogno di sicurezza di tutti i cittadini”.

Paolo Battaglia La Terra Borgese: La Clownesse Cha-U-Kao di Henri de Toulouse-Lautrec… nato (lui) un 24 Novembre

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Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa (Albi, 24 Novembre 1864 – Saint-André-du-Bois, 9 Settembre 1901) è una delle figure più affascinanti e pittoresche dell’arte del tardo Ottocento. E il dipinto – precisa il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese – è Collezione Oskar Reinhart “Am Römerholz“, museo d’arte a Winterthur gestito dall’Ufficio Federale della Cultura (UFK) di Berna, nel cantone svizzero di Zurigo

La cattiva salute di nascita – premette Battaglia La Terra Borgese -, che lo vede affetto da picnodisostosi (disordine delle ossa dense, anche nota come sindrome di Toulouse-Lautrec dal nome dell’eponimo pittore) e una serie d’incidenti durante l’infanzia lasciano Henri de Toulouse-Lautrec storpio, e lo inducono a scegliere la carriera artistica.

Toulouse-Lautrec diventa presto una delle figure più affascinanti e pittoresche dell’arte del tardo Ottocento. Nobile di nascita, figlio unico di una delle famiglie dell’alta aristocrazia francese, sembra destinato a una vita di lussi e di piaceri. Ma Henri …ama la vita dissoluta, e rimane vittima dell’alcol e della sifilide che lo stroncano a soli trentasei anni, già vecchio d’aspetto.

In questa sua pur breve carriera, l’artista francese crea un’enorme quantità di opere che immortalano e riflettono l’anima bohémien del suo quartiere Montmartre (dove ha scelto di vivere), sobborgo esuberante, espressivo, pieno di cabarè, di caffè-concerto, di bordelli e di locali discutibili. Di più: quei dipinti tramandano pure, magnificamente, da una generazione all’altra, fino a noi e ai posteri, su tele spettacolari e con precise illustrazioni, tutta la Parigi bohémien dell’Ottocento. Henry, aristocratico bohémien, amante della vita e dell’intrattenimento notturno e personaggio di spicco al Moulin Rouge, s’intende bene di quella movida di allora, e tramanda con competenza, con quelle opere e con manifesti iconici per il Moulin Rouge e altri locali, la Parigi imbevuta di fiumi di assenzio, di prostitute e di vizio.

Lautrec – afferma Battaglia La Terra Borgese – è, infatti, il primo artista a creare pubblicità illustrata attraverso l’arte pittorica e deve considerarsi uno dei primi grandi pubblicitari della storia.

Henri de Toulouse-Lautrec, “La Clownesse ‘Cha-U-Kao’” – 1895, olio su tela, 75 x 55 cm.

La clownessa ‘ballo-e-caos’, nome d’arte del personaggio ritratto per il caos che si scatenava non appena l’artista entrava in scena, ritrae una ballerina ed ex trapezista conosciuta per le sue esibizioni sensuali. L’opera, raffigura principalmente Cha-U-Kao, mentre indossa un distintivo costume nero e giallo e con i capelli acconciati in alto.

Ballerine, mimi, clown, canzonettiste incuriosiscono e affascinano Toulouse-Lautrec. Questa tela raffigura, abbiamo detto, Cha-U-Kao, una ballerina che si esibisce a quell’epoca al Moulin Rouge e che è nota per le sue stravaganze, oltre che per un suo carattere ambiguo, mezzo maschile. Al braccio di lei, di profilo, una vecchia danzatrice, Gabrielle, dal passo ormai stanco. Dietro Cha-U-Kao s’intravede lo scrittore Tristan Bernard al fianco di una signora infagottata in abito rosa.

Tra le opere tipiche di Lautrec – spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese -, questa rivela la sua maestria nel cogliere dal vero i caratteri, con una sottolineatura ironica e amara: caratteri e personaggi di un mondo equivoco, dove il vizio è di casa, e dove l’artista si trova a suo agio. La modernità della sua pittura sta proprio in questo saper cogliere il lato ambiguo, decadente della vita, che sarà poi comune agli Espressionisti.

Ma c’è anche una modernità di stile: la vivezza del segno – avverte Battaglia -, il taglio abilissimo che fa continuare la vita al di fuori del quadro. (E in questo senso Lautrec deve molto a Degas).

In due periodi della sua esistenza, e cioè dal 1891 al 1892 e dal 1894 al 1895, Toulouse-Lautrec s’ispira ai personaggi del circo, e ci lascia pagliacci, acrobati, cavallerizze, colti con l’acutezza e l’immediatezza di rappresentazione che sono la forza della sua arte.

Più tardi, ricoverato nella clinica di Neuilly per malattie mentali, Lautrec riprende a memoria la serie di personaggi dipinti a olio, e con le matite colorate schizza i suoi famosi pastelli sul tema del circo, che devono servire, come infatti serviranno, a dimostrare ai suoi familiari la sua perfetta efficienza mentale. Oggi essi – chiude Paolo Battaglia La Terra Borgese, autore competente e appassionato nel suo campo, capace di analisi profonde e accessibili – attestano qualcosa di più: la perfezione e la modernità con cui Toulouse-Lautrec ha saputo valersi del pastello.

Ue, Confeuro: “Inaccettabile Von Der Leyen, Pac resti regina politiche agricole”

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Ue, Confeuro: “Inaccettabile Von Der Leyen, Pac resti regina politiche agricole”

“Quanto comunicato in queste ore dalla Commissione Europea e dalla Von der Leyen è totalmente insufficiente e insoddisfacente. E lo sarà finché la Presidente della Commissione Ue non deciderà di ascoltare realmente le istanze delle categorie agricole e di istituire un fondo dedicato, autonomo e forte per la Politica Agricola Comune (Pac). Quest’ultima, d’altronde, rappresenta la condizione sine qua non per il rilancio dell’agricoltura europea”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei. “La Politica Agricola Comune – prosegue Tiso – deve restare esclusiva e centrale, anche alla luce del fatto che, con la commistione tra fondi Pac e fondi di coesione, si sono già registrati tagli sensibili all’interno del bilancio pluriennale. Invece di progredire, si sta tornando indietro: una scelta che non possiamo accettare. Non diremo mai sì ad accordi al ribasso, perché la Pac deve rimanere la regina delle politiche agricole europee. In questo contesto – conclude il presidente Tiso – Confeuro rilancia la necessità di convocare una Conferenza europea dell’agricoltura, per decidere con chiarezza quale direzione dare al settore primario. È tempo di proposte concrete e coraggiose che invertano la rotta rispetto agli attuali, inaccettabili provvedimenti della Commissione Europea. Non si ferma la battaglia di Confeuro a tutela dei piccoli e medi produttori agricoli”.

Vivere l’incanto del foliage a Firenze e dintorni

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A novembre Firenze si accende di colori caldi: le foglie danzano leggere, trasformando la città in un poetico abbraccio tra arte e natura

A novembre, Firenze si trasforma in un incanto di colori caldi grazie al fenomeno del foliage, che tinge la città e i suoi dintorni di rosso, oro e arancio. Dai viali alberati del centro storico ai parchi collinari circostanti, la natura regala scenari spettacolari, ideali per gli amanti delle passeggiate o della fotografia. Questo periodo diventa un invito alla contemplazione e alla scoperta dei sapori autentici della Toscana e per coloro che sono in cerca anche di relax, l’FH55 Hotel Calzaiuoli e l’FH55 Hotel Villa Fiesole offrono il migliore comfort nel cuore della città e sulle colline fiorentine.

C’è un momento, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, in cui tutto sembra rallentare. Le foglie si accendono di rosso, oro e arancione, danzando leggere nell’aria come se volessero salutare il sole prima di un lungo riposo. È il tempo del foliage, un incanto che tra ottobre e novembre trasforma i paesaggi in quadri viventi, capaci di trasformare le città, rendendole dei veri e propri exploit di colori e profumi unici.

E tra i luoghi dove questo spettacolo si manifesta con particolare bellezza, ce n’è uno che sa unire arte, storia e natura in un’unica, indimenticabile esperienza.

Con il suo romanticismo innato e il suo fascino senza tempo, Firenze si veste di colori caldi e avvolgenti, regalando scorci mozzafiato e scatti indimenticabili. Il fenomeno del foliage trasforma la città e i suoi dintorni in una location davvero suggestiva, soprattutto per chi ama passeggiare in mezzo alla natura: dai viali alberati del centro storico, ai parchi collinari che circondano la città, fino alle cime più alte dove l’atmosfera autunnale libera tutto il suo fascino innato. Ed è proprio dal Monte Morello e dai boschi del Monte Senario che potrebbe partire il viaggio nell’atmosfera fiorentina del foliage: il primo conosciuto per i percorsi di trekking che partono dal rifugio e toccano le tre punte del monte; il secondo riconosciuto come un’oasi con una vista a 360° che comprende tutta la vallata del Mugello e dell’Appennino Tosco-Emiliano. Poi c’è il bellissimo Parco di Poggio Valicaia, situato sulle colline a sud-ovest di Firenze, nel comune di Scandicci. Questa vasta ex tenuta agricola offre scorci dai colori autunnali molto instagrammabili. Per gli amanti della fotografia, merita una menzione speciale anche il Borgo del Lago di Londa, un angolo incantato dove il tempo sembra essersi fermato. Circondato da boschi di castagni, querce e faggi, ma anche torrenti, questo luogo appartiene all’area del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna. Bellissimo e ricco di vegetazione anche il giardino della Villa Medicea di Castello: la varietà di alberi che si colorano in autunno, le geometrie rinascimentali e le statue creano un contrasto affascinante in un contesto tranquillo. Avvicinandosi verso il centro della città di Firenze, si possono ammirare: il Giardino dell’Orticoltura, poco distante da Piazza della Libertà, e il Giardino delle Rose, ai piedi di Piazzale Michelangelo. A questi si aggiunge il Parco delle Cascine, il più grande della città, che ospita lunghi viali di platani, tigli e querce che in autunno formano tunnel dorati, ideali per camminare o andare in bici immersi nei colori stagionali. Degni di scatti e immagini rubate anche il Giardino dei Semplici, per un foliage più “botanico” e il Giardino di Boboli, con la sua imponenza rinascimentali; le prospettive geometriche si arricchiscono delle tonalità calde degli alberi secolari, regalando scorci intensi tra statue, fontane e sentieri immersi nella quiete.

Del resto, camminare tra alberi che si spogliano con grazia diventa un rito silenzioso, un invito alla contemplazione. Un viaggio per la vista, ma anche per il gusto e l’olfatto in una Terra ricca di sapori genuini e appetitosi, come la Toscana. Per non rinunciare al relax, alla comodità e a tutti i servizi migliori del centro storico e delle colline circostanti, l’avventura continua all’FH55 Hotel Calzaiuoli e all’FH55 Hotel Villa Fiesole.

Presentato il Calendario Storico dei Carabinieri 2026, realizzato con il contributo dell’artista Luigi “Renè” Valeno, e degli scrittori Maurizio de Giovanni, Aldo Cazzullo e Massimo Lugli, insieme agli altri prodotti editoriali dell’Arma

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ROMA, 11 novembre 2025.  Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, alla presenza del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha presentato oggi, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri – Edizione 2026.

Giunto alla sua 93ª edizione, il Calendario Storico si conferma uno dei prodotti editoriali più apprezzati e collezionati: oltre 1.200.000 copie stampate, traduzioni in otto lingue — inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese e arabo — e versioni anche in sardo e friulano.

Diffuso in scuole, uffici e famiglie, il Calendario è da decenni un simbolo di identità e memoria collettiva, capace di unire generazioni diverse e di rinnovare, anno dopo anno, il legame profondo tra l’Arma e il Paese.

Con le sue tavole d’arte e i suoi racconti di vita reale, rinnova un messaggio di fiducia, autorevolezza, solidarietà e spirito di servizio: la certezza che, anche nei momenti più difficili, “accanto ad ogni cittadino c’è un Carabiniere”.

L’evento, condotto da Paola Perego, si è svolto in un clima di grande partecipazione ed emozione, alla presenza di autorità civili e militari, nonché rappresentanti del mondo della cultura e dell’informazione.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Eroi quotidiani”, un omaggio a tutte le donne e gli uomini dell’Arma che, ogni giorno, operano silenziosamente al servizio del Paese, nelle città e nei piccoli comuni, in Italia e all’estero. 

Attraverso un linguaggio che unisce arte e letteratura, il Calendario racconta il volto umano dell’Arma e la sua vicinanza alle comunità.

Un racconto di impegno e speranza: nell’introduzione al Calendario, il Comandante Generale invita a guardare al nuovo anno con fiducia e responsabilità, ricordando che “a chi fa progetti di vita, non di morte, dedichiamo il Calendario. A loro offriamo il costante impegno, l’incessante dedizione, in una parola la cura”. 

Le tavole, realizzate dall’artista René (Luigi Valeno), maestro della nuova Pop Art italiana, rappresentano con uno stile vivace e luminoso i Carabinieri protagonisti della vita quotidiana del Paese.

Ogni immagine mostra uomini e donne dell’Arma nel pieno del loro servizio — tra la gente, nei centri urbani, nei paesaggi naturali e nei luoghi simbolo della cultura italiana — restituendo un’idea di presenza costante, dedizione e vicinanza al Paese.

Le opere di René trasformano così il linguaggio della Pop Art in un omaggio alla quotidianità dei Carabinieri, celebrandone l’impegno, la professionalità e lo spirito di umanità che da sempre ne contraddistinguono la missione.

I testi che accompagnano le diciannove tavole, affidati ancora una volta alla penna di Maurizio De Giovanni, costituiscono un racconto unitario, sviluppato attraverso la lettera di un giovane Carabiniere, appena arruolato, che racconta ai suoi genitori le ragioni della sua scelta e l’esempio che ne trae. In essa il militare, con voce sincera e partecipe, narra episodi di generosità, slancio e altruismo che riassumono le difficoltà e le soddisfazioni di una scelta di vita fondata sul servizio al prossimo ed alla Nazione e le responsabilità di questa missione.

Le parole del giovane, intrise di entusiasmo e di rispetto per la divisa, si intrecciano con episodi di altruismo e coraggio tratti dalla quotidianità, restituendo un mosaico di umanità e dedizione. Ogni tavola è così associata a un momento di crescita personale e professionale: un salvataggio, un gesto di solidarietà, una presenza discreta accanto a chi soffre, un’azione che riafferma la missione dei Carabinieri come presidio di legalità e vicinanza alla popolazione.

I testi diventano un viaggio nel cuore dell’Istituzione, un percorso che racconta non solo il mestiere del Carabiniere ma anche la dimensione umana di chi lo interpreta. Il filo conduttore è la cura, intesa come dedizione quotidiana e silenziosa verso il prossimo. Le storie del giovane Carabiniere si trasformano così in un dialogo affettuoso e morale con i suoi genitori, ma anche in un messaggio universale ai cittadini, un invito a credere nella bontà, nel coraggio e nella forza discreta di chi serve lo Stato con passione e onore.

In ciascuna tavola, la parola si unisce all’immagine per esaltare il senso profondo della divisa: essere accanto a chi ha bisogno, in ogni circostanza, come autentici “eroi quotidiani”.

La prefazione, firmata da Aldo Cazzullo, offre uno sguardo storico e valoriale sull’Arma, ricordando come i Carabinieri, nati nel 1814, abbiano attraversato la storia d’Italia fino a oggi, protagonisti dei momenti fondativi della Nazione — dal Risorgimento alla Resistenza, fino alla modernità — rappresentando un simbolo di unità e sacrificio. Ed è a quei Carabinieri, che hanno pagato con la propria vita, che rivolge un commosso pensiero e ringraziamento.

La postfazione, affidata allo scrittore e giornalista Massimo Lugli, racconta un episodio vissuto in prima persona che diventa emblema della missione dei Carabinieri: la prontezza, il coraggio e la naturalezza con cui, anche nei gesti più quotidiani, sanno donare sicurezza e conforto ai cittadini. 

La tavola del mese di novembre, attraverso la rappresentazione di un militare per ciascuna Forza Armata, è dedicata alla “Difesa” e ai suoi valori. La scelta del mese coincide con la ricorrenza della “Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate”, che celebriamo il 4 novembre, quest’anno suggellata dalla cerimonia nella città di Ancona.

Insieme al Calendario Storico, è stata presentata l’Agenda 2026, che condivide lo stesso tema e la stessa ispirazione. Ad impreziosire l’apertura di ogni singolo mese, i brevi racconti e le note storiche di de Giovanni che risaltano gli “eroi quotidiani” delle nostre comunità: Carabinieri che, con naturalezza e dedizione, si fanno prossimi a chi vive momenti di difficoltà.

L’offerta editoriale comprende poi il calendario da tavolo, dedicato al tema “I Carabinieri nello sport”. Un viaggio attraverso testi e immagini degli atleti dell’Arma che si sono distinti nelle rispettive discipline, valorizzando non solo i risultati sportivi, ma anche i comportamenti esemplari e l’impegno dell’Arma nella promozione dei valori autentici, come: disciplina, lealtà, spirito di squadra. Un modo per ricordare e celebrare i successi del Centro Sportivo Carabinieri, fondato nel 1964, che ha formato atleti di fama internazionale e olimpionici di numerose discipline.

Infine il Planning da tavolo, dedicato a “I Reparti a Cavallo dell’Arma”, centri di eccellenza e simbolo di eleganza e disciplina. Le immagini e i testi raccontano la storia e l’attualità dei reparti montati, che rappresentano ancora oggi un tratto distintivo dell’Istituzione, unendo stile, efficienza e contatto diretto con i cittadini, nel solco della secolare tradizione equestre dei Carabinieri.

Il ricavato dei planning e del calendarietto da tavolo sarà devoluto a sostegno di opere benefiche, in particolare all’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri (ONAOMAC) e all’Ospedale Pediatrico Microcitemico di Cagliari. 

Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio al Museo Alto Garda

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Dopo diciassette anni di ricerca tra le vette e le ferite del paesaggio alpino, dal 29 novembre 2025 al 14 giugno 2026, Claudio Orlandi porta al Museo Alto Garda di Riva del Garda il corpus completo di Ultimate Landscapes, progetto fotografico d’arte che indaga la metamorfosi dei ghiacciai in un tempo di crisi climatica. Un racconto visivo che attraversa le Alpi dal Presena alla Marmolada, trasformando i segni dell’uomo – i teli geotessili stesi a protezione del ghiaccio – in simboli di un gesto ambivalente, sospeso tra cura e accanimento, tra difesa e illusione.

Con la curatela di Matteo Rapanà e Alessia Locatelli, in occasione dell’Anno Internazionale della Preservazione dei Ghiacciai, il Museo Alto Garda dedica così all’artista romano la mostra “Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio”, accogliendo nella Pinacoteca del museo e per la prima volta in un’istituzione pubblica l’intera produzione del progetto, articolata in tredici serie fotografiche che raccontano un viaggio durato quasi due decenni.

Sin dal 2008 Orlandi esplora i ghiacciai delle Alpi costruendo un linguaggio che fonde documentazione e visione estetica. Le sue immagini non si limitano a registrare il ritiro del ghiaccio, ma ne svelano la complessità attraverso dettagli che diventano materia narrativa: pieghe, strappi, cuciture dei teli artificiali si confondono con la trama naturale del ghiaccio, generando forme quasi astratte, ma intrise di senso. In questi paesaggi estremi, ciò che emerge è la fragilità del rapporto tra uomo e natura, la tensione tra conservazione e controllo, tra la volontà di salvare e quella – forse inconsapevole – di perpetuare un modello non più sostenibile.

Il percorso espositivo restituisce la profondità di questa ricerca, in cui ogni serie diventa un capitolo autonomo di un racconto in continua evoluzione. Dal Rhonegletscher svizzero allo Stelvio, fino alla recente salita in Marmolada, “Regina delle Dolomiti”, Orlandi cattura la trasformazione del paesaggio alpino con un linguaggio di malinconica bellezza. Nei suoi scatti, la luce disegna trame mutevoli, i teli si ripiegano come sudari, la montagna respira e si ritrae, lasciando intravedere la fine di un’era. Come ha scritto Maria Fratelli, “sono sudari” – veli di una memoria che si scioglie.

La mostra si inserisce nel percorso di riflessione che il Museo Alto Garda dedica alle trasformazioni ambientali e sociali contemporanee. “I musei oggi sono luoghi di dialogo e di interpretazione del presente – affermano i curatori – capaci di interrogare la realtà e di immaginare il futuro. Il progetto di Orlandi ci invita a fermarci, a osservare, a interrogarci su quale modello di sviluppo vogliamo per la montagna e per il pianeta che abitiamo”.

Con Ultimate Landscapes la fotografia si fa linguaggio etico, strumento di conoscenza e di partecipazione, capace di tradurre l’urgenza ambientale in esperienza emotiva. Ogni immagine diventa una soglia, un varco tra la bellezza e la perdita, tra la forza della natura e la vulnerabilità dell’uomo. E in questa sospensione – tra ciò che resta e ciò che si scioglie – si apre lo spazio di una consapevolezza nuova: il paesaggio, ultimo, è anche il primo segno del nostro futuro.

In occasione della mostra, la narrazione fotografica di Claudio Orlandi incontra l’installazione sonora creata dal sud designer Alessio Mosti che si fa “voce” dello stesso ghiacciaio, suono fisico dello sgretolamento registrato, ripetuto e reso musica. Per la composizione del sound Katabasis, Alessio Mosti ha utilizzato dei campionamenti sonori rilevati in Antartide relativi al collasso delle piattaforme di ghiaccio, fenomeno ormai conosciuto come calving: il materiale sonoro è stato rielaborato, manipolato e inserito all’interno di una composizione elettroacustica di 8 minuti e 22 secondi.
Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio
A cura di Matteo Rapanà e Alessia Locatelli
Museo Alto Garda – Riva del Garda (TN)
Piazza Cesare Battisti 3/A, Riva del Garda
Inaugurazione: sabato 28 novembre 2025, ore 18:00
Periodo di apertura: 29 novembre 2025 – 14 giugno 2026

biglietti: intero €5 – ridotto €4
Info: info@museoaltogarda.it – www.museoaltogarda.it – 0464 573869

Il primo “Atlante dei Rettili del Parco dei monti Simbruini”

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Subiaco, Uno studio accurato, una guida specifica per conoscere i rettili presenti sul territorio

Nell’ambito del progetto  di studio e ricerca di durata triennale (2019-2021), “I rettili nel Parco dei Monti Simbruini” curato dal  biologo  Nicolò Borgianni, che portò ad approfondire  le conoscenze riguardanti i Rettili presenti sul territorio e la  loro conservazione, includendo una  raccolta ed l’analisi dei dati ad opera del ricercatore stesso e del personale del Parco, che portò a rilevare sul territorio del Parco dei Monti Simbruini 15 specie di rettili, pari al 79% delle specie di rettili presenti in tutta la Regione Lazio. Da questa ricerca e da altri studi successivi, nasce il primo “Atlante dei Rettili del Parco dei monti Simbruini”, un’opera molto interessante ed accurata, che sarà presentata giovedì prossimo (13 novembre) presso la “Porta del Parco a Subiaco”. Un evento promosso dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, in collaborazione con Subiaco Capitale Italiana del Libro 2025, il Comune di Subiaco e la Regione Lazio. All’incontro con l’autore il dott. Nicolò Borgianni, sarà presente il Presidente dell’Ente Parco Alberto , il Sindaco della Città di Subiaco Felice Rapone, l’ assessore alla cultura della Città di Subiaco Ludovica Foppoli ,  Daniele Mioni (Sindaco di Vallepietra) il presidente della comunità del Parco Daniele Mioni, l’on. Flavio Cera Consigliere regionale, l’on. Micol Grasselli Consigliere regionale e l’on. Giancarlo Righini Assessore al Bilancio e Sovranità Alimentare, Parchi e Foreste Regione Lazio. “Quest’appuntamento rappresenta un altro evento importante –ha commentato il Presidente Foppoli-  che rientra nel progetto “Simbrulibri”, un percorse alla conoscenza del territorio attraverso i libri, nel più ampio contesto nazionale di “Subiaco Città Italiana del Libro”.  I rettili sono importanti per gli ecosistemi poiché agiscono come predatori, prede, erbivori e dispersori di semi, aiutando a mantenere l’equilibrio ecologico. Svolgono un ruolo cruciale nelle reti alimentari e sono considerati indicatori biologici della salute ambientale. La diminuzione delle popolazioni di rettili, desta preoccupazione non solo per il ruolo ecologico cruciale che ricoprono in vari habitat, ma anche per le implicazioni sulla salute generale dell’ambiente, analoghe al declino di altre forme di vita. Lo studio portato avanti dal dott. Borgianni concretizzato in quest’importante opera, rappresenta un biglietto da visita del nostro Parco, dove la biodiversità , trova gli ambienti specifici che forniscono le condizioni ideali per la sopravvivenza di specie e ecosistemi diversi, tra cui appunti i rettili”.

Sarà una settimana di sole, e torna l’estate di San Martino: cosa dice la leggenda

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Riecco l’estate di San Martino, i giorni di metà novembre dove ‘tradizionalmente’ ci sono sole e clima mite

di Marcella Piretti

BOLOGNA – L’Italia, dicono i meteorologi, si prepara a vivere una settimana di bel tempo, dopo il ciclone che nei giorni scorsi ha portato condizioni di brutto tempo. Ora invece l’alta pressione è in rimonta e l’elemento predominante dei prossimi giorni sarà la stabilità atmosferica, con ampi spazi sereni che interesseranno gran parte delle regioni, da Nord a Sud, garantendo giornate prevalentemente soleggiate. Una piccola eccezione, in questo senso, è rappresentata da Liguria e Toscana, dove ci potrebbero essere nebbia e piogge. In rete, aspettando il bel tempo, tra gli argomenti del giorno è subito spuntata la leggendaria “estate di San Martino“.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Weekend al Frontemare Rimini: dal 14 al 16 novembre tra cena spettacolo, disco anni ’80 e ritmi latini

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Tre serate tra cena spettacolo, revival anni ’80 e ritmi latini per accendere l’autunno della Riviera
Tre serate tra cena spettacolo, revival anni ’80 e ritmi latini per accendere l’autunno della Riviera

Tre serate imperdibili tra musica, ristorazione e intrattenimento per tutti i gusti

Rimini, novembre 2025 – Il Frontemare di Rimini torna protagonista della nightlife romagnola con un nuovo weekend di eventi dal 14 al 16 novembre, all’insegna di musica, spettacolo e gastronomia. Tre serate tematiche pensate per un pubblico variegato, con format consolidati e artisti di rilievo della scena locale e nazionale.

Venerdì 14 novembre: Top Club Show Dinner

Si parte venerdì con il Top Club Show Dinner, una formula che unisce cena e spettacolo dal vivo. Dalle ore 21.00, gli ospiti potranno scegliere tra menu fisso di carne, pesce o buffet, mentre in sala si alterneranno coreografie e performance dirette da Cristina Venzi. La parte musicale sarà curata da Luca Procacci e Alex F., seguita dalla serata disco con Gianni Morri in consolle dalle 23.00.

Sabato 15 novembre: Disco Fever ’80

Sabato torna l’appuntamento con Disco Fever, il party ideato da Enrico Toffa che celebra la musica degli anni ’80, ’90 e 2000. La serata inizierà alle 20.00 con la cena e proseguirà dalle 22.30 con il DJ set di Fabrizio Fratta e Giovanni Lombardo, accompagnati dalla voce di Franz Collini. Un viaggio musicale tra dance, pop e revival, per chi ama l’atmosfera dei club storici.

Domenica 16 novembre: Apericena Latino

Domenica si cambia ritmo con l’Apericena Latino, dedicato agli amanti della salsa, bachata e reggaeton. Dalle 19.00 buffet e drink incluso, con possibilità di prenotare tavoli riservati. A seguire, DJ set firmato Mauro Catalini e staff Urban Italy, con ingresso serale dalle 22.30.

Info e prenotazioni

  • Telefono: +39 0541 478542
  • Email: info@frontemare.it
  • Programma completo: www.frontemarerimini.it

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