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CGTN: Perché i Manoscritti di seta di Chu dovrebbero essere restituiti alla Cina

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La CGTN ha pubblicato un articolo sul rimpatrio dei Manoscritti di seta di Chu, un tesoro culturale cinese risalente a più di 2.000 anni fa e attualmente custodito negli Stati Uniti. Tracciando il percorso del manufatto dalla sua scoperta nel 1942 in un’antica tomba fino al suo trafugamento in America nel 1946 da parte del collezionista John Hadley Cox, l’oggetto presenta prove convincenti di studiosi cinesi e americani che dimostrano la legittima proprietà della Cina.

PECHINO, May 01, 2025 (GLOBE NEWSWIRE) — Nell’inverno del 1942, alcuni tombaroli di Changsha, nella provincia di Hunan, nella Cina centrale, presero di mira un’antica tomba del periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.), introducendosi in questo luogo di sepoltura nel regno di Chu e rubando una serie di manufatti, tra cui oggetti in lacca, spade di bronzo e manoscritti di seta.

Quando vendettero il bottino al sarto e commerciante di antichità Tang Jianquan, i ladri lanciarono casualmente un contenitore di bambù con un pezzo di seta che chiamarono “fazzoletto” come omaggio. Questo “fazzoletto” sarebbe stato in seguito identificato come il famoso Manoscritto di seta di Chu di Zidanku, l’unico testo di seta conosciuto del periodo degli Stati Combattenti in Cina. Zidanku, letteralmente “il magazzino dei proiettili”, si riferisce al sito di scavo, un deposito di munizioni nella periferia della città.

Risalenti a circa 2.300 anni fa, più di un secolo prima dei Rotoli del Mar Morto, i Manoscritti di seta di Chu riportano la cosmologia e i rituali della Cina antica. Il loro testo intricato, le illustrazioni e la squisita fattura li rendono una reliquia unica nel suo genere.

Una tragedia culturale
All’epoca, Tang non riconobbe il valore di quella seta. Il commerciante locale Cai Jixiang acquistò i manoscritti insieme ad altri manufatti. Cai li custodì con molta cura, portandoli con sé anche durante la fuga dal caos bellico.

Nel 1946, Cai portò i manoscritti a Shanghai, sperando di ottenere fotografie a infrarossi per rendere più leggibile il testo sbiadito. Lì, il collezionista americano John Hadley Cox, il quale stava attivamente acquistando manufatti cinesi a Shanghai, entrò in contatto con Cai. Con la scusa di aiutarlo a fotografare, Cox ottenne e portò clandestinamente i manoscritti negli Stati Uniti.

Rendendosi conto di essere stato ingannato, Cai poté solo firmare un contratto inefficace con Cox, valutando i manoscritti a 10.000 dollari, con 1.000 dollari pagati in anticipo e il resto promesso se fossero rimasti in America. Iniziò così l’esilio dei manoscritti durato quasi 80 anni.

Consenso tra studiosi cinesi e americani
Il professor Li Ling dell’Università di Pechino ha trascorso oltre 40 anni a tracciare il burrascoso viaggio di questo manufatto. La sua ricerca esaustiva ha ricostruito una catena completa di prove, dimostrando che i manoscritti attualmente conservati presso il National Museum of Asian Art dello Smithsonian sono in realtà i Manoscritti di seta di Chu di Zidanku.

Ulteriori lettere tra Cai e Cox hanno svelato l’inganno che si cela dietro la sottrazione dei manoscritti. Nella corrispondenza, Cai implorava Cox di recarsi a Shanghai e chiedeva il pagamento dei restanti 9.000 dollari per i manoscritti, ma senza successo.

In occasione della Conferenza internazionale sulla protezione e la restituzione degli oggetti culturali rimossi in contesti coloniali (Conference on the Protection and Return of Cultural Objects Removed from Colonial Contexts), tenutasi nel giugno 2024 a Qingdao, il professor Donald Harper dell’Università di Chicago ha consegnato una prova fondamentale: il coperchio originale della scatola utilizzata da Cox per conservare il manoscritto nel 1946. Il coperchio reca etichette originali e documentazione di ricevute che corrispondono alla cronologia di Li sulla conservazione dei manoscritti tra il 1946 e il 1969.

Harper afferma: “Dovrebbe essere ovvio per i curatori dei musei, per le autorità culturali e per i governi che i Manoscritti di seta di Zidanku appartengono alla Cina e dovrebbero essere restituiti alla Cina”.

Un articolo del New York Times del 2018, “Come un manoscritto cinese scritto 2.300 anni fa è finito a Washington”, conferma questa conclusione.

Un ritorno a casa rinviato
Nel 1966, il medico e collezionista d’arte americano Arthur M. Sackler acquistò una parte dei manoscritti e tentò più volte di restituirli alla Cina. Nel 1976 aveva progettato di consegnarlo allo studioso cinese Guo Moruo, ma il loro incontro non ebbe mai luogo a causa di una malattia di Guo. Negli anni ’80 sperava di donarlo al nuovo Museo Sackler dell’Università di Pechino, ma morì prima dell’apertura del museo.

A seguito della morte del Dott. Sackler nel 1987, il manoscritto è stato collocato nella Sackler Gallery di Washington, ora parte del National Museum of Asian Art. Il sito web del museo riporta il manufatto come “dono anonimo” con “ricerche di provenienza in corso”. Inoltre, fa riferimento al libro di Li Ling, riconoscendo la legittimità della sua ricerca.

Il contratto di Cai, la corrispondenza con Cox, la documentazione di Li sul viaggio dei manoscritti in America, i desideri insoddisfatti di Sackler: tutte le prove confermano che i Manoscritti di seta di Chu appartengono di diritto alla Cina e dovrebbero essere rimpatriati immediatamente.

Dopo quasi 80 anni di esilio, questo tesoro nazionale deve finalmente tornare a casa.

Bimba di pochi mesi lanciata dalla madre giù dal balcone: è morta

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I medici del 118 giunti sul posto non hanno potuto fare nulla per salvarla

PALERMO – Dramma a Misterbianco, in provincia di Catania, dove una bambina di pochi mesi è morta cadendo giù da un balcone. I medici del 118 giunti sul posto non hanno potuto fare nulla per salvarla. Il dramma si è verificato in un’abitazione di via Marchese, in una zona centrale di Misterbianco. La bambina è morta poco prima dell’arrivo in ospedale a causa delle lesioni. Le indagini dei carabinieri sono coordinate dalla procura di Catania.

LA DONNA SOFFRIVA DI DEPRESSIONE

Accusata di avere gettato la propria figlia dal balcone di casa provocando la sua morte è la madre. La donna sarebbe affetta da “gravi patologie psichiatriche, tra cui una forma severa di depressione post-partum”. La conferma alle prime ipotesi circolate nell’immediatezza del dramma che si è consumato nella cittadina catanese arriva dai carabinieri del Comando provinciale. Le pattuglie della Tenenza di Misterbianco sono arrivate in via Marchese poco dopo le 13:30, a seguito di diverse segnalazioni alla centrale operativa.La bimba, di appena sette mesi, è stata lanciata dal terzo piano dell’edificio dove viveva con la famiglia. I militari l’hanno trovata riversa sull’asfalto. Trasportata d’urgenza al Policlinico di Catania, la piccola non ce l’ha fatta ed è arrivata priva di vita.La madre, una 40enne di Misterbianco, era all’interno dell’abitazione ed è stata subito fermata e condotta in caserma. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Catania Fontanarossa e della sezione Investigazioni scientifiche per i rilievi necessari a capire con precisione la dinamica dei fatti.

SINDACO MISTERBIANCO: “SILENZIO E DOLORE, COMUNITÀ COLPITA”

“Quanto avvenuto oggi nella nostra città ci impone un silenzio pieno di dolore e di umanità. Ne soffro da sindaco e da padre, il dolore che prova la famiglia della bambina che purtroppo ha perso la vita in circostanze tragiche è inimmaginabile. La comunità di Misterbianco è rimasta profondamente colpita. Ci stringiamo in preghiera e in un grande abbraccio collettivo, sospendendo ogni attività istituzionale e pubblica in segno di rispetto e dolore”. Così sui social il sindaco di Misterbianco (Catania) Marco Corsaro.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Vasti incendi sulle colline di Gerusalemme. È emergenza nazionale

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Si indaga su un presunto messaggio di Hamas in cui si invita a bruciare tutto

ROMA – Dalle prime ore di questa mattina vasti incendi hanno colpito le colline di Gerusalemme. Villaggi e molti quartieri sono stati evacuati a causa del diffondersi delle fiamme a partire dalla foresta di Eshtaol. È stata, inoltre, chiusa l’autostrada che porta a Tel Aviv. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato l’emergenza nazionale. Ha, poi, diramato un ordine speciale, chiedendo che alcuni reparti dell’esercito israeliano si mettano a disposizione per contenere i roghi.

IL MESSAGGIO DI HAMAS

Mentre continuano le indagini, si cerca di fare chiarezza su un presunto messaggio inviato da Hamas ai palestinesi per “bruciare tutto: boschi, foreste e case dei coloni“.RRESTATO UN 50ENNE IN POSSESSO DI ACCENDINO E MATERIALE INCENDIARIO

Nel frattempo, la polizia israeliana ha fatto sapere di aver arrestato un 50enne: “Un abitante di Umm Tuba è stato arrestato dopo aver presumibilmente tentato di dare fuoco a un campo aperto nella zona meridionale di Gerusalemme- si legge su X-. Gli agenti del distretto di Gerusalemme sono intervenuti immediatamente in seguito alla segnalazione di un civile che aveva individuato il sospetto. Alla vista della polizia, l’uomo ha cercato di fuggire, ma è stato catturato dopo un breve inseguimento. In suo possesso sono stati trovati un accendino, cotone e altro materiale incendiario. Il sospettato, sulla cinquantina, è stato portato in cella per essere interrogato”.

Continuo a fornire aggiornamenti e valutazioni regolari in merito all’incendio, insieme al Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e a tutti i funzionari della sicurezza e del soccorso. Stiamo lavorando con tutte le nostre forze per proteggere la vita dei cittadini e controllare l’incendio.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

PASSO CORESE: I CARABINIERI ARRESTANO UN GIOVANE PER SPACCIO DI SOSTANZE DI STUPEFACENTI

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I Carabinieri della Stazione di Passo Corese, al temine di attività d’indagine, hanno tratto in arresto un giovane per spaccio di sostanze stupefacenti.

I frequenti controlli dei militari nel centro abitato della popolosa frazione del Comune di Fara in Sabina hanno consentito di finalizzare l’importante risultato.

Avuto sentore che si stesse consumando un’attività di spaccio in quella particolare area del territorio, i Carabinieri hanno immediatamente proceduto a svolgere mirati appostamenti e pedinamenti, proseguiti per alcuni giorni.

Accertata la fondatezza di quanto inizialmente solo sospettato, i militari dell’Arma sono passati all’azione, controllando e sottoponendo a perquisizione un giovane italiano, agricoltore della zona, con precedenti specifici. La perquisizione, successivamente estesa anche all’abitazione dell’uomo, ha permesso di rinvenire 5 grammi “cocaina” e 1 grammo di “hashish”, alcuni coltelli certamente utilizzati per “tagliare” le sostanze e, da ultimo, ben nascoste in un angolo dell’appartamento sono state rinvenute banconote di vario taglio per un importo complessivo di quasi 300 euro, considerate provento dell’attività illecita di spaccio.

Tutto il materiale e lo stupefacente sono stati sottoposti a sequestro, mentre l’interessato è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

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Il Cardinale Zuppi tra i favoriti in Conclave

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “In questo momento così importante la comunità è vicina al suo illustre concittadino”

Il Cardinale Matteo Maria Zuppi è tra i nomi favoriti a diventare il successore di Papa Francesco. Da numerosi  media viene definito  il “Bergoglio italiano”,  ed è riconosciuto come una figura di grande spessore all’interno della Chiesa cattolica italiana, con una significativa influenza nella pastorale e nelle questioni sociali. La sua attuale posizione di Arcivescovo metropolita di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana sottolinea la sua autorevolezza e il suo ruolo chiave nelle dinamiche ecclesiastiche. Il 18 agosto dello scorso anno al  Cardinale Zuppi gli venne conferita  dal Sindaco di Trevi Nel Lazio l’avv. Silvio Grazioli, che venta un ottimo legame con il porporato, la cittadinanza onoraria (nella foto in alto). Un momento storico per la comunità trebana, che accolse calorosamente questo gesto espresso dall’Amministrazione Grazioli.   “In questa fase di attesa per il mondo intero, che aspetta di conoscere chi sarà il nuovo Romano Pontefice –commenta il Sindaco Silvio Grazioli- la comunità di Trevi è particolarmente vicina al suo concittadino onorario Sua Eminenza il Cardinale Matteo Zuppi,  e nutre una speranza  che possa essere lui il successore di Bergoglio. Lo scorso anno , manifestai direttamente a S.Eminenza, la volontà da parte dell’Amministrazione di Trevi, di conferirgli la cittadinanza onoraria interpretando  il sentimento di tutta la comunità trebana, in virtù del fatto che vi è uno storico legame tra la famiglia Zuppi ed il nostro territorio, segnatamente gli Altipiani di Arcinazzo. Proprio agli Altipiani il papà Enrico Zuppi affermatissimo giornalista dell’Osservatore Romano costruì una delle prime ville del dopoguerra, realizzando successivamente la cappella funeraria della famiglia presso il cimitero di Trevi, luoghi che il cardinale Zuppi visita frequentemente.  Pertanto conosce benissimo il nostro territorio e le persone che vi abitano,  ed accolse con grande gioia di ricevere questa onorificenza, ed in questo particolare momento siamo molto vicini a lui”.  Il Cardinale Zuppi è  noto per la sua attenzione ai temi del sociale, della pace, della giustizia e dei diritti umani, e senza dubbio rappresenta una figura che può incarnare un nuovo corso per la Chiesa, che  si avvicina alle persone e alle loro esigenze.

Si apre la stagione delle grandi avventure in natura

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Il Ticino si prepara a inaugurare la stagione outdoor con una proposta ricca e variegata, pensata per tutti gli amanti dello sport all’aria aperta. Le giornate più lunghe e il clima mite trasformano il territorio in un autentico parco avventura, ideale per escursionismo, trail running, arrampicata sportiva e tragitti in bicicletta. La fine di aprile segna anche l’inizio simbolico delle escursioni in cresta, una delle esperienze più suggestive per esplorare le montagne ticinesi. I mesi di maggio e giugno rappresentano il periodo ideale per i percorsi d’alta quota, mesi in cui si pianificano le prime uscite per riscoprire i panorami più spettacolari del cantone, come il Bosco Sacro di Mergugno. Grazie alla varietà paesaggistica, ai tracciati ben segnalati e alla morfologia del territorio, il Ticino è meta d’eccellenza per vivere la primavera all’insegna dell’avventura.

Il maggiociondolo alpino del Bosco Sacro di Mergugno

A oltre 1’000 metri di altitudine, sopra Brissago, si trova la riserva forestale del Bosco Sacro di Mergugno, uno dei dieci boschi in Svizzera che si devono visitare almeno una volta nella vita. In questo luogo incantevole, cresce una pianta rara e affascinante: il maggiociondolo alpino. Il bosco, con i suoi esemplari secolari protetti sin dal Medioevo, è tra i più suggestivi dell’ambiente subalpino svizzero. Il periodo migliore per visitarlo è tra maggio e giugno, quando il maggiociondolo sboccia tingendo l’intero paesaggio di gialle con i suoi profumati fiori. Il percorso per raggiungere il Bosco Sacro parte dal paese di Mergugno e segue i cartelli in direzione della Capanna al Legn. Un sentiero ben tenuto conduce tra gli alberi fino a 1’600 metri. Dopo aver attraverso l’Alpe Arolgia si raggiunge finalmente la capanna, ideale per una sosta. Da qui chi è ben allenato potrà proseguire fino al Ghiridone (2’188 metri), la vetta più alta sulle rive del Lago Maggiore. Sulla cresta, accanto alla grande croce di ferro, si apre uno spettacolare panorama a 360 gradi, capace di far dimenticare anche le fatiche della salita.

Bosco Sacro di Mergugno

Tra creste e lago: l’escursione verso il Monte Bar

Il Monte Bar, con i suoi 1’816 metri di altezza, offre un’escursione attraverso pittoreschi paesini, boschi e alpeggi. Partendo da Bogno, in Val Colla, il percorso conduce all’Alpe Cottino, famosa per il suo allevamento di mucche scozzesi, e prosegue verso la Capanna San Lucio, dove si gode di una vista mozzafiato sulla Val Colla e Val Cavargna. L’itinerario, che segue la cresta ed è esposto al sole, invita a una pausa all’Alpe Pietrarossa, famosa per i suoi formaggi locali, prima di raggiungere la Capanna Monte Bar. Qui il panorama spazia dal Lago di Lugano alle Alpi. La discesa finale porta a Corticiasca, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Un’esperienza perfetta per chi cerca natura, tranquillità e prodotti locali.

Verso il Monte Bar

Cimetta trail – dal cielo al lago

In pochi minuti di funivia da Orselina si raggiunge Cardada e in seguito Cimetta, porta d’accesso ad un emozionante sentiero alpino. Da Cimetta, a 1’670 metri, con vista panoramica sul Lago Maggiore e sulle Alpi, parte il trail verso la Cima della Trosa e l’incantevole villaggio di Mergoscia. Lungo il percorso, pascoli, alpeggi e scorci storici accompagnano fino al lago di Vogorno, dove si trova anche la famosa diga della Verzasca. Un’esperienza imperdibile che unisce natura, panorama e cultura nel cuore della Valle Verzasca.

Cimetta trail

Capanna del Pairolo: punto di partenza per il paradiso dell’arrampicata

La Capanna del Pairolo si trova in Alta Val Colla a un’ora di cammino da Cimadera. Con più di 80 aree di arrampicata e un clima particolarmente favorevole, questa zona è un paradiso per gli scalatori. A meno di mezz’ora di cammino dal rifugio si trova il rinomato massiccio roccioso dei “Denti della Vecchia”, un’impressionante roccia dolomitica che si estende fino al confine con l’Italia. Luogo ideale per gli amanti dell’arrampicata e non solo, i “Denti della Vecchia” offrono fino a 300 vie percorribili con vari livelli di difficoltà come anche diverse possibilità di escursioni.

Arrampicata sui Denti della Vecchia

Capanna Pairolo

Adrenalina pura alla diga del Luzzone

Chi è alla ricerca di una scarica di adrenalina in piena regola la può trovare alla diga del Luzzone. Su questa parete verticale in calcestruzzo si trova, infatti, la via d’arrampicata artificiale più lunga al mondo. Su un tracciato equivalente a cinque lunghezze di corda, per un’altezza totale di 165 metri, sono fissati circa 650 ganci e prese. La difficoltà aumenta di continuo, tanto che l’ultima parte è addirittura leggermente a strapiombo. Non c’è che dire: l’arrampicata sulla diga del Luzzone è davvero un’esperienza mozzafiato.

Arrampicata sportiva sulla diga del Luzzone

In sella alla scoperta della Leventina

La discesa attraverso la Leventina, lungo il percorso n. 3 di “La Svizzera in bici” (SvizzeraMobile), offre un’esperienza unica. In pochi chilometri si attraversano tre ambienti e climi differenti: dalle foreste alpine ai vigneti, fino a paesaggi con palme e muretti a secco. Il viaggio è anche culturale: si passa dal Dazio Grande, antica dogana del Gottardo con museo annesso, alle case rinascimentali di Faido, fino alla maestosa chiesa romanica di San Nicolao a Giornico. Il percorso, che include anche il celebre viadotto di Biaschina, prosegue dopo Biasca verso Bellinzona, regalando emozioni visive e storiche.

Percorso Nord-Sud: Airolo-Bellinzona

Arpino torna a splendere: dopo oltre 15 anni di attese per riqualificare la città

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Gianluca Quadrini: “Una svolta attesa, che ho fortemente voluto per la mia comunità”

Dopo oltre quindici anni di attese, Arpino ritrova finalmente l’attenzione che merita. È in corso un intervento massiccio di riqualificazione e manutenzione straordinaria che prevede la risagomatura e bitumatura che coinvolge alcune delle zone più importanti e strategiche del paese, a partire dal Belvedere di Fuoriporta, vero e proprio biglietto da visita della città di Cicerone, passando per la contrada Vuotti, dove è stato rifatto anche lì  il manto stradale, fino ad arrivare al centro abitato della storica contrada di Collecarino, completamente sistemato. Ora anche Viale Belvedere, principale via d’accesso ad Arpino, è oggetto di un ampio intervento di rifacimento e messa in sicurezza.

A rivendicare con orgoglio questi risultati è il Presidente del Consiglio provinciale di Frosinone e consigliere comunale di Arpino, Gianluca Quadrini, che si è fatto promotore instancabile di una battaglia durata anni e solo ora, grazie alla sensibilità del nuovo Presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano, si è concretizzata: “Queste opere non arrivano per caso. Sono il frutto di un lavoro costante, di sollecitazioni continue, di un impegno frutto di una ricerca delle ingenti risorse necessarie che ho assunto davanti ai cittadini e che ho voluto mantenere con fermezza. Come rappresentante della Provincia e come consigliere comunale ho ritenuto doveroso intervenire in modo deciso affinché Arpino potesse tornare ad avere il decoro e la dignità che merita.”

Un’azione amministrativa, quella della Provincia di Frosinone, che dimostra nei fatti la capacità di ascoltare e agire. “Non si tratta solo di asfaltare una strada o sistemare una piazza – prosegue – ma di lanciare un messaggio forte di attenzione e presenza concreta. Arpino, per troppi anni lasciata ai margini, oggi torna al centro dell’agenda istituzionale. E lo fa con un piano di interventi che miglioreranno la vivibilità dei residenti e l’immagine del paese anche sotto il profilo turistico.”

L’intervento è il frutto di una sinergia virtuosa tra la politica e la struttura amministrativa della Provincia di Frosinone, che ha risposto con tempestività e capacità tecnica. “Ringrazio di cuore tutti gli uffici e i tecnici provinciali, il direttore tecnico e dirigente, l’ing. Tommaso Secondini, il suo responsabile di area, ing. Angelo Rondinelli – ha aggiunto – per la disponibilità e la serietà con cui hanno accolto e portato avanti le mie istanze. Senza un apparato amministrativo reattivo e competente, nessuna volontà politica potrebbe concretizzarsi. Questo dimostra che quando la politica e la macchina tecnica collaborano con un obiettivo comune, i risultati arrivano davvero. Un ringraziamento al Presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano, che con attenzione, impegno e autorevolezza ha sostenuto questa visione e ne ha guidato la realizzazione. La sua attenzione nei confronti del territorio si è tradotta in fatti concreti.”

Il Belvedere di Fuoriporta riqualificato, un luogo simbolico per la città, spesso trascurato, che tornerà a essere uno spazio di bellezza e accoglienza. A Collecarino e a Vuotti, la sistemazione del centro abitato e delle periferie rappresenta un segnale di attenzione verso le contrade, che sono parte viva del tessuto cittadino. E Viale Belvedere, che accoglie chi arriva ad Arpino, ora sarà finalmente all’altezza del patrimonio storico e artistico che la città rappresenta.

“Sono fiero di poter dire che questo è solo l’inizio – conclude Quadrini–. Arpino ha bisogno di cura, visione e amore. E io, da figlio di questa terra, continuerò a lavorare ogni giorno affinché il nostro paese cresca, si rafforzi e venga rispettato come merita. Non per propaganda, ma per senso del dovere verso la mia comunità.”

In vacanza con Fido: itinerari pet friendly sulla Costa degli Etruschi

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Spiagge libere, trekking e borghi incantati da esplorare con i nostri amici a 4 zampe

Viaggiare con cani al seguito non è mai stato cosi facile: per vivere esperienze suggestive in Costa degli Etruschi non solo ci sono le rinomate spiagge dedicate ai nostri amici pelosi, ma anche tante piccole perle da scoprire in loro compagnia, per una vacanza a 360°. E per i soggiorni vale la pena approfittare delle offerte proposte dal Relais Antico Podere San Francesco e dal Residence Borgo Verde, due strutture a poca distanza dal mare di Rosignano Marittimo, immerse in contesti paesaggistici unici: qui tutto è studiato ad hoc per ospitare coppie, famiglie con bambini e amici a quattro zampe, a cui sono dedicati servizi per ogni esigenza.

Chi si trova a poter trascorrere qualche giornata di primavera in quel lembo di terra toscana che da Livorno arriva a Piombino, sa che si tratta di luoghi meravigliosi che incantano da sempre visitatori da tutto il mondo. La Costa degli Etruschi, infatti, con la sua miscela perfetta di natura, storia, arte ed enogastronomia, è capace di accontentare le esigenze più disparate. Non in ultimo quelle di chi viaggia con animali al seguito, in particolare cani. La Toscana è ben nota per essere una delle regioni più pet friendly d’Italia, e proprio la Costa degli Etruschi offre un bagaglio di esperienze a 360° per tutti. Il nostro fedele amico, infatti, può andare benissimo ad accompagnare il proprio padrone già da Piombino, in una bella passeggiata che porta alla scoperta del Torrione, l’antica porta d’ingresso, del Palazzo Comunale, della Torre dell’Orologio e della celebre Via del Popolo, fino ad arrivare al Castello del XIII secolo inglobato nella Fortezza Medicea, il cui museo è aperto anche ai cani, ammessi però con guinzaglio. Ci si ferma poi in Piazza Bovio, una vera e propria terrazza sul mare da cui ammirare lo splendido panorama circostante con una sosta rinfrescante. Senza dimenticare che in città si possono trovare numerosi locali e ristoranti molto accoglienti nei confronti dei nostri amici pelosi, cosi come alcuni stabilimenti pet friendly perfettamente attrezzati che includono docce per cani.

Tra questi spicca la Bau Beach di San Vincenzo, una delle spiagge dog-friendly più conosciute e amate della Toscana. Situata all’interno del Parco di Rimigliano, la Bau Beach offre un’area attrezzata con ombrelloni e lettini, ma anche una zona di spiaggia libera accessibile gratuitamente. I servizi includono docce e fontanelle per i cani, presidi veterinari ogni domenica, educatori cinofili, pet-shop, corsi di mobility dog e persino un bar con snack dedicati, come l’originale Gelato per Cani. Un luogo perfetto per far divertire il proprio amico a quattro zampe in totale sicurezza, a due passi da un mare cristallino e immersi nella natura.

Un’altra piacevole meta da prendere in considerazione con animali al seguito è quella di Suvereto, un borgo sospeso nel tempo che avvolge i visitatori con il suo aspetto medievale: anche Fido è pronto a divertirsi passeggiando tra i vicoli e ammirando gli edifici storici tra cui svetta la Rocca Aldobrandesca. Per vere e proprie corse c’è il vicino Parco Naturale di Montioni, a circa 20 minuti di passeggiata dal borgo. Bisogna solo stare attenti che gli amici a quattro zampe non si divertano troppo all’inseguimento di daini e caprioli che qui sono allo stato libero. Passeggiare in questo parco significa lasciarsi ispirare dai resti degli insediamenti etruschi e romani oltre che dalla bellezza dei boschi di lecci. Il Parco di Rimigliano, non è da meno in quanto a meraviglie: tra paesaggi selvaggi, la costa sabbiosa, i tratti di pineta si possono fare incontri ravvicinati con roditori, volpi, donnole, ricci e picchi alternandosi ai percorsi di Mobility Dog. Qui si può trovare un ampio lembo di spiaggia, con la già citata Bau Beach, e tutti i suoi comfort dedicati agli animali.

Raggiungere poi il borgo di Campiglia Marittima significa non solo poter andare a curiosare all’interno del castello medievale che può essere visitato insieme agli animali, ma anche aggirarsi per graziose stradine ammirando panorami mozzafiato tra mare e campagna, ideali per relax e divertimento. Arrivando in cima, dove si trova la Rocca di Campiglia, anche gli amici scodinzolanti possono avere la sensazione di dominare il paese. Perfetti per essere visitati in compagnia del proprio cane per la presenza di diversi punti di ristoro dove sono ammessi senza problemi ecco sfilare anche Castagneto Carducci e Bolgheri, noti grazie al poeta Giosuè Carducci. Dai centri storici di incantevoli borghi dove, tra viuzze e piazzette, si entra nella storia, ad altre spiagge attrezzate per cani il passo è breve. Marina di Bibbona e Cecina sono probabilmente le località di mare più rinomate in Costa degli Etruschi per quel che riguarda l’accoglienza balneare di chi viene in compagnia degli amici a quattro zampe, ma altrettanto al top sono anche le proposte per una vacanza primaverile, come quelle del Relais Antico Podere San Francesco e del Residence Borgo Verde. Si tratta di due strutture che si trovano a poca distanza dalla spiaggia di Vada, frazione di Rosignano Marittimo, e sono perfette per soggiorni in famiglia e con animali al seguito. Sono infatti due realtà rinomate per la cura nei dettagli dedicati agli amici pelosi, inclusi possibilità di pet sitting, veterinario, accessori su richiesta e soprattutto moltissimo spazio circostante in cui correre liberamente, grazie ai tanti ettari di parco in cui la natura regala momenti di autentico relax.

Xonous, Fritz presentano “King Kong”, il nuovo singolo

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Disponibile su tutte le piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “King Kong“, il nuovo singolo di Xonous e Fritz.

“King Kong” è la terra che trema, la musica scacciapensieri. Fritz e Xonous si incrociano per la prima volta su un beat che racconta l’ansia che ti prende quando tutto si muove veloce, ma dentro ti senti sospeso. La vita corre, tu resti lì a guardarla, con la testa piena e il cuore in standby.

Il suono diventa rifugio, sfogo, benzina: l’unico modo per rimettersi in moto. Con la produzione di Emilio Munda, il pezzo vibra tra malinconia e impatto, trasformando il blocco in spinta e il silenzio in voce.

Xonous
Non si sa chi sia, né quanti anni abbia, né da dove venga. Entra nella scena musicale l’ultimo giorno del 2020. Dal nulla raggiunge centinaia di migliaia di visualizzazioni, ascolti e download sulle piattaforme digitali, fino a superare il milione di views con il singolo “Shazam”, per il quale l’azienda “Rollerblade” manda sul set del video i suoi migliori pattinatori, tra cui la pluricampionessa mondiale Erika Zanetti. In radio entra nel circuito di RTL 102.5 conquistando anche il posto tra le Futures Hits di Radio Zeta, nelle classifiche raggiunge la prima posizione e con il singolo “Muevelo” supera i 13 milioni di streaming su Tik Tok. Ha creduto in lui Emilio Munda, produttore artistico, autore e compositore (podio due volte al Festival di Sanremo, autore per Il Volo, Eros Ramazzotti, Umberto Tozzi, Francesco Renga, Nina Zilli, I Nomadi, Michele Bravi e molti altri). Xonous ha già duettato con diversi big della musica italiana e internazionale, attualmente è nella produzione esecutiva della ASTRALMUSIC e sta lavorando insieme alla sua squadra di autori a nuovi progetti in breve uscita.

FRITZ, all’anagrafe Leonardo Frezzotti, è un cantautore di Macerata nato nel ’95. L’interesse per la musica si manifesta già negli anni delle superiori ed inizia a prendere lezioni di chitarra e canto. Si accorge presto di voler trasformare la sua passione in un lavoro e comincia il suo percorso artistico. Inizia così a scrivere testi e comporre musica per i suoi brani. Studia canto da 10 anni e possiede un doppio diploma di canto pop, la laurea al conservatorio Arrigo Boito di Parma e il diploma accademico Lizard. Polistrumentista, suona pianoforte e chitarra. FRITZ ha sempre amato esibirsi dal vivo, come dimostrato dalle molte esperienze live che fanno parte del suo percorso. Nel 2022 rilascia il suo primo singolo “Zig Zag” scritto da lui e prodotto da Emilio Munda insieme a Universal Music Italia che ne cura la distribuzione. Viene poi rilasciato il suo ultimo singolo “Bla Bla Bla” nel 2023. A Marzo 2024 esce “Impariamo Ad Amarci” in featuring con Luca Abete di Striscia La Notizia.

https://release.astralmusic.eu/kingkong

Moldie – E’ uscito il nuovo singolo “Persi”

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Videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=8s3Hd6P0CbE

“Persi” (di Andrea Amati) è il nuovo singolo di Moldie, disponibile nelle principali piattaforme digitali per Hit Factory Productions.

“Persi” non è solo una canzone -spiega l’artista- è il mio specchio. Ogni parola mi attraversa come una lama: “ci guardiamo senza scegliere, ci sfioriamo per poi correre…” Non è solo la mia solitudine, è la nostra. Siamo persi, distratti da noi, distanti ormai. Viviamo con gli occhi dentro gli occhi, ma la testa su una nuvola. Nel mio cuore, ma anche nel mondo… c’è smarrimento, c’è assenza, c’è guerra. E se ancora oggi ci uccidiamo, ci odiamo, ci ignoriamo, significa che siamo davvero persi. Persi nel mondo che c’è. Persi. E l’amore cos’è?

Galia Macovei, in arte Moldie, nasce a Chișinău (Moldavia) in una famiglia di musicisti. Fin da piccola si distingue per talento e versatilità nel canto, nella danza e nella recitazione. A soli cinque anni debutta in pubblico, vincendo concorsi canori nazionali. Studia pianoforte e violino, si forma in diversi stili di danza e si esibisce regolarmente nei teatri moldavi. A 17 anni conquista il titolo di Voce più originale della Moldavia al concorso nazionale “La Voce di Moldova”. Si laurea in Lingue e Letterature Moderne e si trasferisce in Italia, dove fonda con la sorella violinista il gruppo “Music Frappe”. Dopo un periodo nel Sud Italia, approda a Milano, dove inizia importanti collaborazioni con artisti come Sebastiano Rizzo e Philipe Leon, incidendo brani trasmessi in radio e TV. Nel 2004 nasce il progetto NTS+, che la porta sui palchi di tutta Italia e alla vittoria del Cantagiro 2005. Dopo una pausa, torna sulla scena musicale con il produttore Nicolò Fragile, firmando singoli di successo come “Don’t Give Up” e “Love to Be Free”, arrivato primo in classifica in Spagna. Nel 2016 crea lo spettacolo “ABBA Hit”, un tributo visuale e musicale agli ABBA, acclamato in tutta Europa. Seguiranno brani intensi come “Your Destiny”, dedicato alla madre, e l’italiano “Madreluna”. Continua a lavorare con autori italiani per il suo primo album in lingua italiana. Oggi Moldie è una cantante matura e intensa, con il cuore diviso tra la Moldavia e Milano, città che considera il simbolo del suo destino.

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