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“Libertà in Mostra”: Un’iniziativa di riflessione e speranza dalla Casa Circondariale di Cassino

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“Libertà in Mostra”: Un’iniziativa di riflessione e speranza dalla Casa Circondariale di Cassino In rappresentanza della Provincia di Frosinone è intervenuto Gianluca Quadrini

Si è tenuta presso la Sala Restagno del comune di Cassino l’inaugurazione della mostra “Libertà in Mostra”, un’iniziativa unica che ha portato alla luce i disegni e le opere artistiche realizzate dai detenuti della Casa Circondariale di Cassino. L’evento, che ha riscosso una partecipazione significativa, si è svolto alla presenza delle autorità locali e dei principali protagonisti dell’iniziativa.
Il Presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone, Gianluca Quadrini, ha partecipato all’evento su delega del Presidente della Provincia, Luca Di Stefano. Durante il suo intervento, Quadrini ha voluto sottolineare l’importanza di eventi come questo, che non solo danno visibilità alle voci spesso silenziose dei detenuti, ma promuovono anche il valore della rieducazione e della reintegrazione sociale.
“La libertà va oltre le mura di una cella, ed è nell’anima di ogni persona, anche di chi sta pagando per i propri errori. Questa mostra rappresenta un’opportunità di riflessione, ma anche un segno di speranza per chi ha la possibilità di redimersi e ritrovare il proprio posto nella società”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio Provinciale, Quadrini.


Il Presidente ha poi ringraziato l’amministrazione comunale nella realizzazione di iniziative di valore sociale, nonché tutti i relatori presenti, tra cui Luca Fardelli, Consigliere Comunale e Presidente della Commissione Rapporti Internazionali. Un particolare riconoscimento è stato dato anche a Nino Rossi, Presidente dell’Associazione “Cassino Città per la Pace”, che ha introdotto l’incontro, e alla moderatrice Viviana Lancia, Responsabile del trattamento dati personali del Comune di Cassino, per la sua gestione impeccabile dell’evento.
Grazie a questa iniziativa, la Casa Circondariale di Cassino si è aperta alla città, offrendo uno spunto di dialogo e di crescita per la comunità, sensibilizzando i cittadini sul valore della seconda opportunità. Un esempio concreto di come l’arte e la cultura possano essere strumenti di redenzione e speranza.

Impiantistica Sportiva: un seminario per lo sport inclusivo e funzionale

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Si è svolto nel pomeriggio, presso l’Aula Consiliare del Palazzo Comunale di Frosinone, il seminario “Impiantistica Sportiva: Le strutture sportive territoriali come luoghi di sport inclusivi e funzionali”. L’incontro, organizzato dalla Regione Lazio, CONI e dal Comune di Frosinone ha visto la partecipazione di numerosi esperti, amministratori locali e operatori del settore, con l’obiettivo di riflettere sulle prospettive future e sulle necessità di rinnovamento delle strutture sportive del territorio.


Il Presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone e dirigente di Anci Lazio, Gianluca Quadrini, ha partecipato all’evento portando i saluti del Presidente della Provincia, Luca Di Stefano e del Presidente di ANCI Lazio, Daniele Sinibaldi. Nel suo intervento, Quadrini, a sottolineato l’importanza di investire nelle infrastrutture sportive, non solo come luoghi dove si pratica sport, ma come spazi in grado di favorire l’inclusione sociale, la crescita personale e il benessere collettivo.


“È essenziale che le nostre strutture siano moderne, accessibili e inclusive, in modo che ogni cittadino, indipendentemente dalla sua condizione sociale o fisica, possa usufruire di spazi adeguati per praticare sport”.
Ha poi proseguito ribadendo che la Provincia di Frosinone è impegnata a migliorare costantemente la qualità delle proprie strutture, in linea con le necessità delle comunità locali e le politiche di sviluppo sostenibile promosse dalla Regione Lazio. “Un territorio che cresce è un territorio che investe anche nello sport, nei giovani, e nella qualità della vita. Questo seminario è un passo importante verso una progettazione consapevole e mirata”.
Quadrini ha poi ringraziato il Presidente del CONI, Riccardo Viola , per il suo intervento e per il continuo supporto alle iniziative sportive in tutta la regione. “Il CONI è un partner fondamentale per lo sviluppo delle politiche sportive e per il coinvolgimento di tutti, dai giovani agli adulti, nelle attività sportive. Il loro impegno ci permette di fare un passo in avanti verso un futuro in cui lo sport sia veramente alla portata di tutti”, ha così concluso, Gianluca Quadrini.

Le congratulazioni di Gianluca Quadrini ai neo eletti Presidenti di Ance Frosinone, Buccitti e Ance Lazio, Stellino

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Il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, ha espresso le sue più sentite congratulazioni ai neo-eletti Presidenti di Ance Frosinone, Alessio Buccitti e Ance Lazio, Stefano Stellino, sottolineando il grande valore delle loro nomine per il futuro del settore delle costruzioni e per lo sviluppo economico del territorio.
Con parole di apprezzamento e stima, il Presidente del Consiglio ha voluto evidenziare l’importanza di questi ruoli cruciali, che vedranno i due neo-eletti impegnati a guidare e rappresentare i professionisti del settore in un momento di grande trasformazione per l’edilizia e le infrastrutture del nostro Paese. “Entrambi i neo-presidenti sono figure di grande competenza, con una visione chiara e un impegno costante per la crescita e l’innovazione del settore”, ha dichiarato Quadrini che ha poi aggiunto che le sfide che attendono i due nuovi leader sono molte, ma sono anche opportunità straordinarie per portare avanti un cambiamento positivo. “Il mondo delle costruzioni è oggi più che mai chiamato a rinnovarsi, a essere sostenibile e a rispondere alle nuove esigenze di un territorio che cambia. Sono certo che, grazie all’ esperienza e alle capacità di dialogo con le istituzioni, sia Alessio Buccitti che Stefano Stellino sapranno promuovere politiche che non solo rafforzeranno il settore edilizio, ma contribuiranno anche a dare impulso all’economia provinciale e regionale.”
Il Presidente ha infine voluto sottolineare l’importanza di una collaborazione sempre più stretta tra le istituzioni e le associazioni di categoria, che sono chiamate a lavorare insieme per affrontare le sfide legate al mondo edilizio.
Un augurio di buon lavoro dunque ai nuovi Presidenti, con la speranza che il loro mandato sia foriero di importanti traguardi per il futuro del comparto edilizio e per la crescita della provincia e della regione.

Vallerotonda, cerimonia di Alzabandiera in onore del Reggimento San Marco

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Gianluca Quadrini: “bisogna guardare al nostro passato con rispetto e gratitudine, e per trasmettere alle future generazioni il valore di questi momenti storici”

Il 9 Aprile nella Piazza Porta d’Abruzzo di Vallerotonda, si è svolta una solenne cerimonia di Alzabandiera per commemorare l’arrivo del Battaglione Bafile del Reggimento San Marco. I marinai che 81 anni fa arrivarono a ridosso del fiume rapido e furono protagonisti degli eventi bellici sulla Linea Gustav. L’evento ha visto la partecipazione della Brigata Marina San Marco e delle principali autorità locali, tra cui il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, che ha portato i saluti di tutto il consiglio da lui presieduto e del presidente della Provincia, Luca Di Stefano.


La cerimonia, organizzata in collaborazione con il Gruppo A.N.M.I. di Cassino, l’Associazione Nazionale Marina Militare, e il Comune di Vallerotonda, ha avuto un forte significato simbolico, ricordando la storia e il sacrificio sacrificio di chi ha combattuto per la libertà.
Durante il suo intervento, il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone ha sottolineato l’importanza del ricordo e della memoria storica, dichiarando: “Oggi è un momento di grande solennità, un’occasione per onorare il sacrificio e l’impegno dei nostri soldati, che hanno lottato per la libertà e la dignità del nostro Paese. Il loro esempio ci guida ancora oggi e ci ricorda l’importanza di preservare la memoria di chi ha dato tanto per la nostra Patria.”
Quadrini ha inoltre ringraziato gli organizzatori dell’evento, il Sindaco di Vallerotonda, Giovanni Di Meo, e tutti coloro che hanno contribuito a rendere la cerimonia così significativa. “È grazie a voi che possiamo vivere questa emozionante cerimonia, un’occasione per guardare al nostro passato con rispetto e gratitudine, e per trasmettere alle future generazioni il valore di questi momenti storici.”
La cerimonia ha visto la presenza di numerosi cittadini, militari e rappresentanti delle istituzioni locali, che hanno partecipato con il dovuto rispetto ad un appuntamento che ha consolidato il legame tra la comunità di Vallerotonda e la memoria storica del nostro Paese. Il vessillo innalzato dagli uomini della Brigata San Marco sventolerà per 50 giorni, proprio come nel 1944.

La Pastiera Moderna della pastry chef Sara Isopo

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La magia della pastiera, reinventata con leggerezza e raffinatezza

Tradizione, eleganza e creatività si incontrano nella nuova e sorprendente proposta pasquale della pastry chef Sara Isopo, anima dolce del Ristorante Le Spighe all’interno dell’esclusivo FH55 Grand Hotel Palatino, nel cuore di Roma. Per questa Pasqua, la chef firma una reinterpretazione sofisticata e contemporanea di un grande classico della pasticceria italiana: la Pastiera Moderna, impreziosita da crema chantilly, frutti rossi e crumble alla vaniglia. Una creazione che unisce il calore della tradizione partenopea alla leggerezza e alla raffinatezza della pasticceria moderna, pensata per stupire il palato e incantare lo sguardo. Un dolce che racconta una storia di radici e innovazione, da vivere in un contesto d’eccellenza gastronomica come quello de Le Spighe o da preparare a casa per stupire gli ospiti.

Un dessert che racconta la storia e la terra d’origine della pastiera, ma lo fa con leggerezza e stile contemporaneo. La frolla friabile incontra un cuore cremoso a base di grano cotto, ricotta di pecora e fiori d’arancio, impreziosito da una crema chantilly vellutata e da un pan di Spagna delicatamente inzuppato. Il tutto è completato da un crumble croccante alla vaniglia e dalla freschezza dei frutti rossi, per un equilibrio perfetto di consistenze e sapori. Un modo di rendere omaggio ad un simbolo della Pasqua italiana, ma con un tocco personale, leggero e moderno, una coccola da gustare con gli occhi prima ancora che con il palato.

A fare da cornice a questa creazione è il Ristorante Le Spighe, all’interno dell’elegante FH55 Grand Hotel Palatino, nel cuore pulsante di Roma. Un ambiente luminoso e accogliente, dove la cucina mediterranea incontra l’eccellenza dell’ospitalità italiana, con un menu che celebra i sapori autentici e stagionali, valorizzati dalla creatività dello chef Giuseppe Mulargia. In questo contesto d’eleganza senza tempo, la Pastiera Moderna della pastry chef Sara Isopo diventa il finale perfetto di un’esperienza gastronomica unica.

PASTIERA MODERNA CON CREMA CHANTILLY, FRUTTI ROSSI E CRUMBLE ALLA VANIGLIA

Ingredienti per 4 porzioni

Per la crema “pastiera”:

  • 200 g grano cotto
  • 80 g latte fresco intero
  • 25 g burro chiarificato
  • 200 g ricotta di pecora
  • 180 g zucchero semolato
  • 20 g miele millefiori
  • 55 g tuorlo pastorizzato
  • 5 g gelatina in fogli
  • 5 g essenza di fiori d’arancio

Per la frolla:

  • 180 g burro
  • 2 g sale fino
  • 300 g farina 45W
  • 37 g fecola di patate
  • 112 g zucchero a velo
  • 67 g tuorlo pastorizzato
  • 8 g miele millefiori

Per il pan di Spagna:

  • 5 uova medie intere
  • 150 g zucchero semolato
  • 150 g farina setacciata

Per la crema chantilly:

  • 80 g latte fresco intero
  • 25 g panna fresca
  • 30 g zucchero
  • 5 g fecola di patate
  • 5 g amido di mais
  • 1 uovo fresco medio
  • 97 g panna montata

Per il crumble alla vaniglia:

  • 40 g burro
  • 20 g zucchero di canna
  • 50 g farina 00

Decorazione:

  • Frutti rossi freschi
  • Violette edibili

Procedimento

In planetaria amalgamare burro, sale e zucchero a velo. Aggiungere tuorli, miele e le polveri. Formare un panetto, far riposare 1 ora. Stendere a 1 cm, coppare e cuocere i dischi a 170°C per 10 minuti (forno ventilato).

Montare uova e zucchero fino a raddoppio volume, unire delicatamente la farina. Cuocere in stampo imburrato a 160°C per 30 minuti. Raffreddare e tagliare in dischi, più piccoli rispetto alla frolla, da inzuppare leggermente con latte.

Lavorare gli ingredienti in planetaria, sbriciolare su placca con carta forno e cuocere a 180°C per 15 minuti.

Scaldare grano, latte e burro. Aggiungere gelatina ammollata. In planetaria, lavorare ricotta, zucchero, fiori d’arancio e tuorli, poi unire il composto al grano. Trasferire in sac à poche e riporre in frigo per 2 ore.

Scaldare panna, latte e metà zucchero. Unire le uova sbattute con il restante zucchero e le polveri. Cuocere a fuoco dolce finché cremosa. Raffreddare e unire la panna montata.

Sovrapporre il disco di pan di Spagna alla base di frolla. Con la sac à poche, dressare la crema “pastiera”. Servire su piatto con crumble accanto, una quenelle di chantilly, frutti rossi e violette.

La Pastiera Moderna è disponibile nel menu pasquale del Ristorante Le Spighe, situato nel cuore di Roma, a due passi dal Colosseo. Un’occasione unica per celebrare la Pasqua con eleganza e gusto, in un contesto ricco di charme e ospitalità.

EVA – Fuori il nuovo Ep COSA SIAMO STATI

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Dopo un intenso percorso di scrittura e introspezione, EVA è pronta a condividere il suo nuovo EP COSA SIAMO STATI, un viaggio emotivo che attraversa le fasi di una storia d’amore tra alti, bassi e nuove consapevolezze. Un racconto sincero e profondo, nato nel corso degli anni e costruito attraverso stati d’animo che si sono evoluti nel tempo.

Ogni pezzo -spiega l’artista- rappresenta una tappa di questo percorso, una fotografia di un momento preciso, seguendo una scaletta emotiva che, se ascoltata nell’ordine giusto, permette di cogliere l’evoluzione della storia che lo ha ispirato. L’EP racconta un amore nella sua totalità: intenso, autentico, ma anche tormentato.

Attraverso le sue canzoni, EVA mette in musica la crescita interiore che ha vissuto, trasformando le emozioni in parole e melodie. Il brano di punta, Cosa siamo stati, racchiude il cuore dell’intero progetto: l’accettazione di un sentimento che, nonostante il tempo e le circostanze, continua a esistere. Ma ciò che distingue questo EP è anche il suo finale: sebbene le canzoni si sviluppino in tonalità minore, si chiudono su un accordo maggiore, lasciando un senso di apertura e speranza. Un dettaglio che diventa un vero e proprio tratto distintivo dell’artista. Con un sound curato e una scrittura sincera, COSA SIAMO STATI è molto più di un semplice disco: è un archivio di emozioni, un racconto in musica capace di lasciare il segno e accompagnare chi ascolta nel proprio viaggio interiore.

“Cosa siamo stati” (di Eva Sandi/Matteo Sugan – Label Estro Records) è un brano che racconta l’accettazione di un amore che, pur rimanendo forte, non può più esistere nello stesso modo. EVA mette in musica il momento in cui si sceglie di fare un passo indietro, non per mancanza di sentimento, ma per il desiderio sincero che l’altro possa trovare la felicità, anche accanto a qualcun altro. Con parole cariche di nostalgia e dolcezza, la canzone esprime il conflitto tra il dolore della separazione e la speranza che il tempo possa dare un senso a tutto. Il ritornello, intenso ed evocativo, si interroga su ciò che è stato e su ciò che sarà, lasciando spazio a un amore che, pur trasformandosi, non smette di esistere. Con sonorità moderne e un linguaggio diretto ed emotivo, EVA mette in musica un sentimento universale: quel tipo di amore che, pur facendo male, sceglie di non trattenere, perché sa che il vero affetto risiede anche nella libertà di lasciar andare. Dal punto di vista musicale è una ballad intensa che rappresenta il culmine di questo racconto. Il pianoforte, con la sua aura drammatica ispirata al cantautorato italiano, guida un crescendo emotivo arricchito da archi, celesta e un oboe nel secondo ritornello, mentre la chitarra classica intreccia sonorità struggenti dal forte impatto orchestrale.

Multilink: https://cosasiamostati.lnk.to/fM5qSa

EVA, nome d’arte di Eva Maria Sandi, è una giovane cantautrice nata a Palermo il 31 ottobre del 2002. Si avvicina alla musica da piccolina e questa passione cresce insieme a lei. All’età di 9 anni si trasferisce a Roma dove inizia a studiare per intraprendere la sua carriera artistica nella Musica.

Link Social EVA

Instagram: https://www.instagram.com/sonosoloeva/

YouTube: https://www.youtube.com/@soloEVA

Nel libro di De Blasis, la storia dei fratelli Durante

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Filettino, De Meis: “Abbiamo il dovere e l’obbligo morale di ricordare la storia di due eroi”

Con il patrocino del Comune di Filettino, Assessorato alla Culturale e della locale Pro-Loco, verrà presentato nel pomeriggio di giovedì prossimo presso la sala della cultura l’opera di Giovanni De Blasis “I Fratelli Durante, Storia di una famiglia e del sacrificio di due eroi”. Giovanni De Blasis è un medico, già direttore di Chirurgia vascolare presso l’Ospedale di Avezzano, cultore di storia locale, ed autore di numerosi libri. Attraverso una lunga ricerca d’archivio, Giovanni De Blasis ricostruisce in queste pagine le vicende della famiglia Durante nella Valle Roveto, fino alla tragica scomparsa di Mario e Bruno, che il 6 luglio del 2013 su iniziativa del Presidente emerito del Senato della Repubblica, Franco Marini furono insigniti delle Medaglie d’oro al Merito Civile dal Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. La storia dei fratelli Mario e Bruno Durante , è una delle pagine più triste che il territorio tra Lazio ed Abruzzo ha vissuto durante la seconda guerra mondiale. Due giovani vite spezzate atrocemente torturati per giorni per non aver rivelato dove fosse il fratello Faustino, il vero ricercato dai nazisti. Condannati a morte furono dispersi i loro corpi dilaniati dalla crudeltà del nemico, negando ai genitori la possibilità di piangere sulla loro tomba. Una storia di coraggio, amore, dolore e solidarietà, che ha unito i tre fratelli Durante Mario, Bruno e Faustino. Durante l’occupazione militare della Wehrmacht in Abruzzo, appena oltre la linea Gustav e il fronte di Cassino, collaborarono con la brigata partigiana “Patrioti della Marsica”, I fratelli Durante, oltre a proteggere gli Alleati anglo-americani, rallentarono le attività dei tedeschi, oramai prossimi alla ritirata verso nord, attraverso degli attacchi mirati, come quelli volti a rendere intransitabile l’angusta strettoia di Pescocanale, nei pressi della galleria elicoidale di Capistrello. In seguito alla confessione di un militare italiano, che fu catturato sugli altipiani di Arcinazzo, i nazisti giunsero il primo maggio 1944 a Meta dove catturarono i fratelli maggiori Mario e Bruno. I due furono portati prima a Civitella Roveto e subito dopo nel carcere mandamentale di Tagliacozzo. Rifiutatisi di rivelare dove fosse Faustino (che nel frattempo si era rifugiato a Filettino)  e la presenza dei rifugiati politici e militari aiutati da Faustino a nascondersi, furono condotti dopo diversi giorni in un fienile della località di Santa Maria d’Oriente, dove furono brutalmente torturati, senza riuscire a farli parlare. Nella notte tra il 27 e il 28 maggio 1944 furono portati via e probabilmente fucilati in un luogo sconosciuto, non tornarono mai, né vivi né morti, e i loro corpi non furono mai più trovati. “Alla vigilia della ricorrenza nazionale della Liberazione –ha sottolineato il Sindaco di Filettino Paolo De Meis-  assume maggiore forza e significato raccontare l’ultima opera di Giovanni De Blasis, la storia dei fratelli Durante. Una storia drammatica, che parla di  due giovani vite distrutte e martoriate nel corpo, ma il loro coraggio, il loro valore continuano ad essere vivi e motivo di orgoglio per chi oggi gode della libertà conquistata  grazie al loro sacrificio e quello di tanti altri eroi di quel periodo. Non possiamo dimenticare storie come questa, ma abbiamo il dovere e l’obbligo morale di mantenerle vive e soprattutto farle conoscere alle nuove generazioni perché ne facciano un esempio di vita”.

Il romano Giuseppe Andreana candidato alla presidenza del CR Cip Lazio

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Roma – il 12 aprile si voterà per rinnovare le cariche elettive del comitato regionale Lazio del CIP. Si presenta come candidato unico il romano Giuseppe Andreana, storico dirigente sportivo ed allenatore nel panorama laziale. “La mia è una candidatura di servizio, in continuità della precedente presidenza Iannuzzi che ringrazio per la dote di attività e prestigio che mi lascia” , afferma Andreana. “L’obiettivo è consolidare i rapporti col territorio, garantire la migliore sinergia possibile col Comitato Italiano Paralimpico Nazionale, del quale siamo espressione nel Lazio, e tessere relazioni con le federazioni sportive paralimpiche e olimpiche di riferimento e tutte le organizzazioni riconosciute dal CIP”. Andreana è da quarant’anni nel mondo dello sport, in particolare in quelli acquatici, ma la sua è una candidatura per lo sport a tutto tondo: “La mia idea è quella di supportare le attività paralimpiche a 360 grandi, senza distinzioni e senza lasciare indietro nessuno. Sono fiducioso che insieme al nuovo consiglio riusciremo a lavorare in serenità e al servizio dello sport paralimpico”. Una candidatura, la sua, condivisa con la precedente presidenza e che si prefigge obiettivi importanti e prestigiosi; “Tra le priorità rinnovare la firma del protocollo d’intesa CONI Lazio e CIP Lazio, accordo unico nel panorama nazionale e che prende il nome dai due firmatari VIOLA-IANNUZZI, Consolidare i rapporti con INAIL Lazio, Regione Lazio e gli Enti locali al fine di promuovere le azioni di promozione e avviamento alla pratica sportive delle Persone con Disabilità”. Importantissimo il dialogo con le scuole: “Bisogna consolidare e coinvolgere le scuole nelle attività che andremo a intraprendere perché sono un vivaio prezioso e fertile. È necessario avere una fitta rete di connessione con ogni presidio scolastico della regione”.
L’obiettivo di Andreana è dare valore e prestigio al settore paralimpico della regione Lazio, cercando anche di far crescere futuri talenti in ottica di competizioni di alto e altissimo livello.

Paolo Battaglia La Terra Borgese “pasqua, chiese vintage e démodé si occupino di resurrezioni, e non di uccisioni

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Paolo Battaglia La Terra Borgese

Sino a che le religioni non prenderanno una ferma e inneggiata posizione di distanza dalle uccisioni di agnelli indifesi, pasqua e religioni saranno sempre minuscole e triviali

Paolo Battaglia La Terra Borgese

Sino a che le religioni non prenderanno una ferma e inneggiata posizione di distanza dalle uccisioni di agnelli indifesi e innocenti, per me, pasqua e religioni, saranno sempre minuscole e triviali

Credo che da questo punto di vista talune religioni, quasi tutte, abbiano perso pure di vista la realtà: non rendendosi conto quanto loro siano state ampiamente superate da una maggiore raggiunta sensibilità umana, da un’idea di eccellenza sociale e intellettuale, che per quanto possa essere laica, è recepita dai più come superiore alla sensibilità e alla società fideistica.

La totale indifferenza e il freddo distacco di certe associazioni di culto verso la vita delle altre specie testimoniano, a mio immodesto e superiore avviso, quanto siano vintage certe chiese, quanto siano esse di gusto sgradevole e sorpassato, tascio e démodé. Tale disinteresse e noncuranza fanno paura, mettono i brividi ma, grazie a Dio, fanno posto a certo ateismo. Con dubitamento parlando: è come se talune religioni fossero interessate di equipaggiare di anima esclusivamente chi può produrre ricchezza, e girare potere, banconote e voti, giacché a un Agnello è lecito e perciò facile rubare tutto, senza problemi: libertà, uguaglianza, vita, e perfino il corpo, le carni, l’anima; in totale violenza e in nome del corpo di cristo (risorto?).

Le chiese restano indietro, vittime delle loro stesse filastrocche; mentre oramai la domanda espressa da una società di pensiero più evoluto, erudito, più educato e meno indottrinato, si porta avanti, e cresce su diversi fronti, da quello del trasporto a forza animale, come le arcaizzanti carrozze turistiche, a quello circense, da quello del benessere animale alla considerazione di cani guida o di salvataggio; verso l’inclusione tra le specie.

La non comunione, cioè disunione, gretta e retriva, dell’uomo con la natura, non conduce a risultati positivi; e il filisteismo di certe comunità di culto, emana scenari squallidi e deserti color cenere, leva alberi neri sotto un cielo tetro in una atmosfera d’ombra cupa che sembra contribuire a rendere concreta l’angoscia umana.

La Pasqua, quella con la P maiuscola, in tutti gli effetti, occorre che sia letta in chiave esoterica. Racconta della liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù egizia; è perciò, essa, simbolicamente, il passaggio ad altra condizione d’esistenza. È il risveglio dell’uomo alla vera vita; non può dunque essere uccisione d’agnelli; anzi, la Pasqua è rinascita, è comunione di Pace (Colomba), è rispetto della vita (uovo), è Luce di resurrezione.

E allora? Allora preferiamo cibo figlio della non violenza. Siamo già in tantissimi, grazie a Dio, a favorire abitudini alimentari più consapevoli.

Auspico chiese più autorevoli in materia di significato della vita. Sogno di preti, cohanim, presbiteri e pastori che esortino al rispetto della vita animale, al benessere animale. Le tradizioni religiose stiano lontane dalle stragi di agnelli, perché, come abbiamo visto, la Pasqua, quella con la P maiuscola, non c’entra nulla con la strage di agnelli.

Vinca l’amore

Paolo Battaglia La Terra Borgese

Green days – cosa resterà di noi? Nuovo appuntamento All’Argot Studio di Roma

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Green Days – cosa resterà di noi? è una rassegna teatrale interamente gestita e organizzata dallo Young Board di Dominio Pubblico, gruppo di direzione artistica partecipata under 25: si svolgerà da aprile a maggio 2025, nello storico teatro romano dell’Argot Studio, con 4 appuntamenti incentrati su temi generazionali.

Quali sono le mie radici? Sto cambiando? Chi sono io? Ma soprattutto, cosa resterà di noi e qual è il futuro che aspetta le nuove generazioni? Questi sono gli interrogativi che Green Days porterà in scena, frutto delle esperienze degli artisti coinvolti e del pubblico a cui questi si rivolgono, con lo scopo di creare occasioni di dialogo e sviluppo comunitario. 

Il valore unico della rassegna Green Days è la sua matrice generazionale: è infatti interamente gestita e organizzata dal gruppo di direzione artistica partecipata under 25 di Dominio Pubblico, sotto la guida del direttore Tiziano Panici. I ragazzi e le ragazze che prendono parte al progetto sono coinvolti attivamente sia a livello logistico-organizzativo che a livello comunicativo: sono loro a gestire la produzione di contenuti cross mediali e la promozione di talk pubblici con le compagnie.

Ogni spettacolo sarà infatti accompagnato da un TALK di approfondimento con le compagnie, per un confronto aperto al pubblico ripercorrendo la storia, la formazione del collettivo artistico e il processo di lavoro, mettendo in relazione le tematiche affrontate in ogni singolo progetto con l’attualità.

Green Days, nella stagione che segna i 40 anni di attività artistica dell’Argot Studio, propone il 26 e 27 aprile Matrice Teatro e il loro Funambole, spettacolo che esplora il corpo delle attrici in scena in un viaggio a ritroso nel passato, tra ricordi di amicizia e di infanzia: una raccolta di esperienze di vita, non solo legate alle tre persone in scena, ma condivisibili anche da tutte le donne e tutti gli uomini. 

Il 3 e 4 maggio Jacopo Neri porta avanti la sua trilogia sul mondo erotico con Primavera e altre stagioni, spettacolo con cui tenta di dare spazio a quegli aspetti viscerali e ambivalenti dell’amore che spesso tendiamo a ignorare, ma che è indispensabile fronteggiare per comprendere se stessi e l’altro. L’11 maggio Pietro Cerchiello e Nicola Lorusso con Estate di una notte di mezzo sogno (spettacolo finalista Risonanze Network) creano un monologo-confessione in cui “tutto è il contrario di tutto e nulla è come appare”. Una storia semplice, concreta, diretta, che Gino – il protagonista – racconta attraverso un linguaggio poetico e ironico, lucido e sconclusionato. 

Il 24 e 25 maggio il performer anglo-siciliano Sergio Beercock con Quando diventerò piccolo indaga, attraverso il lirismo, la tragica leggerezza dello sviluppo. Con il solo uso del suo corpo, della sua voce, e di una gigantesca camicia jeans, e armato di elettronica dal vivo e illuminotecnica in tempo reale, si ispira agli autori di formazione del ‘900 e del 2000 italiano (Bruno Tognolini, Gianni Rodari, Alberto Savinio, Danilo Dolci), fondendoli con storie dell’infanzia propria e di tutti. 

Green days – cosa resterà di noi? è un progetto di Dominio Pubblico in collaborazione con Argot Studio e in networking con Risonanze Network. Il progetto è vincitore per il secondo anno consecutivo del bando SIAE – “Per Chi Crea” nella categoria live e promozione nazionale e internazionale.

Dominio Pubblico nasce nel 2013 dalla collaborazione di Argot Studio con il Teatro dell’Orologio – altro storico spazio off della Capitale – e negli anni sviluppa nuovi format per il sostegno ai giovani autori come OVER – Emergenze Teatrali, progetto di rete e sostegno produttivo promosso sempre con la complicità di Dominio Pubblico, che coinvolge NEST – Napoli Est Teatro, Fertili Terreni Teatro di Torino, Pim Off di Milano, Teatro Libero di Palermo.

26 e 27 aprile 2025 – Funambole 

3 e 4 maggio 2025 – Primavera e altre stagioni 

11 maggio 2025 – Estate di una notte di mezzo sogno 

24 e 25 maggio 2025 – Quando diventerò piccolo 

Teatro Argot Studio – Via Natale del Grande, 27, 00153 Roma RM

Con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

Biglietti € 8, per info e prenotazioni info@teatroargotstudio.com

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