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CINA-ITALIA, Shanghai, Paolo Battaglia La Terra Borgese: “Occorre abbandonare la concezione europocentrica della storia”

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Il noto critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese incita ad abbandonare la concezione europocentrica della storia, ancora forte nella nostra cultura, che fa della civiltà fiorita intorno al Mediterraneo l’unico modello di civiltà avanzata esistito nell’Eurasia e mette in ombra l’influenza di altri modelli sul mondo attuale

GIUSEPPE BELLANTONIO rileva l’intervista segnalata da S.E. il Senatore Giuseppe Zhu, buon Amico dell’Accademia di Alta Cultura – Presidente dell’Associazione Cina-Italia – di Shanghai, esplorando le Origini della Millenaria Fiamma Ceramica.

L’attenzione del prof. GIUSEPPE BELLANTONIO, giornalista, presidente dell’Accademia di Alta Cultura (di cui il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese è membro – editor’s note), all’intervista al presidente Mr. Xu Dufeng del Museo del Forno Dingzhou di Xi’An nella Provincia Shaanxi.

L’Accademia di Alta Cultura d’Italia:

Da S.E. il Senatore Giuseppe Zhu – Presidente dell’Associazione Cina-Italia di Shanghai, e buon Amico dell’Accademia di Alta Cultura – riceviamo e volentieri pubblichiamo, lasciando integro l’impianto dell’intervista.

Intervista esclusiva, curata da Giovanni Mirulla, dell’Associazione Cina-Italia di Shanghai al presidente Mr. Xu Dufeng del Museo del Forno Dingzhou di Xi’An nella Provincia Shaanxi.

Esplorare le Origini della Millenaria Fiamma Ceramica: Costruire un Ponte Culturale tra Cina e Italia:

Giornalista: Buongiorno, Direttore Xu! Abbiamo notato che la Sua teoria “Le Cinque Grandi Fornaci della Dinastia Song affondano le radici nella Fornace Dingzhou” ha attirato l’attenzione internazionale. Come istituzione culturale italiana, siamo particolarmente curiosi: perché la Fornace Dingzhou viene definita “l’alba dell’arte ceramica cinese”?

Xu Dufeng: Il merito va alle condizioni geografiche uniche di Fuping. La Fornace Dingzhou, adiacente all’antica capitale per tredici dinastie, Chang’an, dopo oltre un decennio di sforzi abbiamo raccolto centinaia di migliaia di frammenti ceramici antichi, scoprendo che la materia prima della Fornace Dingzhou possiede una texture finissima e una varietà unica. Questo vantaggio di “armonia tra cielo, terra e uomo” permise alla Fornace Dingzhou di produrre sia terracotta grezza per uso quotidiano, sia di sviluppare meticolosamente ceramiche celadon e porcellana bianca, creando persino tecniche uniche di incisione e intaglio floreale. Questi prodotti non solo soddisfacevano i bisogni quotidiani del milione di abitanti di Chang’an, ma incarnavano anche le aspirazioni estetiche del periodo d’oro della Dinastia Tang.

Giornalista: Si dice che il vostro museo collaborerà presto con l’Italia per la Mostra Itinerante. Quali parallelismi esistono tra questa diffusione artigianale e gli attuali scambi culturali cino-italiani?

Xu Dufeng: Esattamente come Marco Polo portò la porcellana cinese in Europa 800 anni fa, anche gli artigiani della Fornace Dingzhou dell’Epoca Tang intrapresero viaggi con le loro tecniche, influenzando significativamente la genesi delle Cinque Grandi Fornaci. Attualmente stiamo attivamente preparando questa “Mostra sulla Cultura Ceramica Antica Cinese”, che esporrà non solo capolavori dei dipinti di Giuseppe Castiglione (Lang Shining, 19 luglio 1688—16 luglio 1766), ma permetterà anche al pubblico europeo di approfondire il fascino artistico della Fornace Dingzhou. Inoltre, prevediamo di utilizzare tecnologie digitali per ricreare le scene antiche della produzione ceramica – simile agli scambi culturali lungo la Via della Seta, rappresentando sia un’eredità tecnica che una fusione innovativa.

Giornalista: Secondo Lei, quale ispirazione può offrire la ricerca sulla fornace di Dingzhou alla cooperazione internazionale contemporanea per la protezione dei beni culturali?

Xu Dufeng: Nel processo di restauro di oltre 200.000 frammenti di antiche ceramiche/porcellane, abbiamo adottato una tecnologia di analisi microscopica sviluppata congiuntamente da Cina e Italia. Questo mi ricorda la scoperta della viaggiatrice italiana Vienna Cammarota durante il suo viaggio lungo l’antica Via della Seta: la ceramica non è solo un supporto materiale, ma anche un ponte culturale. Abbiamo in programma di introdurre corsi di tornio in stile italiano nei laboratori di ceramica, trasformando il sito dell’antica fornace in una vera e propria aula culturale vivente un’esemplificazione concreta dello “scambio tra civiltà” sottolineato dal Presidente Xi Jinping.

Giornalista: Infine, potrebbe riassumere in una frase il valore culturale del Forno Dingzhou?

Xu Dufeng: Il Forno Dingzhou è un patrimonio genetico di civiltà sepolto sotto la terra gialla, che testimonia sia la saggezza orientale degli”oggetti come veicolo del Tao”, sia incarna i valori comuni dell’umanità del “ogni bellezza ha il suo valore”. Come ha affermato il presidente Sen. Giuseppe Zhu Yuhua dell’Associazione Cina-Italia di Shanghai, questa fiamma di fornace illuminerà sicuramente la Nuova Via della Seta.

La storia di Annia Regilla sul palco: a Vejano la prima nazionale contro il silenzio del passato

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Il Teatro Comunale di Vejano è orgoglioso di ospitare la prima nazionale di Annia Regilla – Il femminicidio nella storia, uno spettacolo scritto da Angela Turchini con l’interpretazione di Antonella Giuzio. L’evento avrà luogo sabato 12 aprile 2025 alle ore 17:30.

Lo spettacolo affronta temi di grande attualità e riflessione, portando in scena la storia di Annia Regilla, una donna che, nella Roma antica, vive il tragico destino di una morte violenta. La pièce esplora il femminicidio, non solo come crimine, ma come una realtà che affonda le radici in una cultura patriarcale che ha spesso determinato il destino delle donne.

“Ogni storia che si racconta ha una profondità che difficilmente si arriva ad indagare completamente. Le vicende umane sono tali perché appartengono a tutti, in qualche modo si può dire che sono nella nostra memoria. All’inizio ci sono i fatti, così come li scopriamo. Ed è da questi che è iniziato il mio percorso. Certo non mi aspettavo di arrivare a scoprire il dramma di una donna, all’anagrafe Appia Annia Regilla Atilia Caucidia Tertulla, vissuta ai tempi dell’Impero Romano, nel II secolo d.C., così vicino per intensità e dettagli al nostro contemporaneo. Lei è bella, giovane, aristocratica e istruita.  All’ombra di un matrimonio combinato, la sua vita si trasforma in uno spazio angusto e lì, in solitudine, trova la morte per mano del marito, il retore greco Erode Attico. Dal suo passato Annia Regilla mi ha consegnato non solo la storia di un femminicidio ma ha parlato di integrazione, di culture, di potere esercitato nel perimetro di una relazione affettiva senza via di uscita. Ho immaginato la sua voce e ho seguito il suo racconto, scritto solo tra le pieghe della vita dei personaggi che hanno preso parte con lei, nel bene e nel male, a questa vicenda. La storia l’ha resa muta, nessun ritratto, pochissime le testimonianze, forse qualche statua ritrovata a lei riferita, ma priva della testa, sono la prova della sua esistenza. Questa mutilazione, puro scherzo del tempo, mi colpisce perché ancora oggi la voce delle donne, il loro pensiero è ritenuto sovversivo e inopportuno. La modernità di Annia Regilla è l’aver riconquistato la parola persa per dire la sua verità e l’ho immaginata oltre la sua morte, pronta a rivendicare le sue ragioni con il coraggio di donna libera. A lei mi lega un profondo senso di riconoscenza e la convinzione che ce l’avrebbe fatta se le risposte ai suoi dubbi fossero giunte in tempo per salvarla. Il volto di Annia Regilla penso sia qualunque altro volto di donna, sfortunata e violata. Ma la sua voce genera movimento e i “perché”, che mi hanno accompagnato lungo la scrittura di questo testo, sono le chiavi con le quali aprire quelle porte che in molti preferiscono lasciare chiuse.”
Così commenta l’autrice Angela Turchini.

Antonella Giuzio, che il 29 marzo scorso ha già portato in scena con grande successo la lettura scenica de Il Potere di un No, ispirato alla storia di Franca Viola, torna ora sul palco con un’altra intensa interpretazione.

In occasione della prima nazionale, l’attrice ha dichiarato:

“Quando ho letto la prima volta le storie scritte da Ludovica Costantini su Franca Viola e da Angela Turchini su Annia Regilla, oltre a trovare agevole riconoscere in me l’ingiusta da loro subita in quanto donne, ho immediatamente pensato che il loro vissuto mettesse in evidenza innanzitutto una critica determinata a una cultura…la nostra cultura!

Nella storia di Franca questo senso di critica e di ingiustizia porta a una ribellione indubbiamente coraggiosa, che cambia radicalmente una percezione comune.

Ciò che emerge quale filo conduttore del racconto in prima persona della propria morte da parte di Annia, è questa accettazione, dolorosa e abbandonata, che la vita di una donna, al tempo, era al di fuori del suo controllo, tutto ciò che le accadeva era parte di un destino disegnato e deciso a monte. Educata bella, colta, sorridente per… se stessa? No, per un uomo, non per forza amato, conosciuto o voluto da lei. Gli unici impulsi di reazione, Annia li ha nei confronti della cultura greca, nel cui paragone tenta di far valere una propria identità, che è poi in generale quella romana.

Ho riflettuto, quasi di riflesso, sui destini diversi che accompagnano le due donne. Da una parte l’accettazione di Annia che è un seguire la propria cultura, dall’altra parte il “no” di Franca, il no ad un contesto storico-culturale che la voleva moglie del suo carnefice. Queste storie portano inevitabilmente a tentare di definire, se definire, il “destino femminile”.

Franca trova aiuto di reazione nella famiglia. Mi ha colpito moltissimo il fatto che, nelle sue rare apparizioni pubbliche, la donna ringrazia sempre, con sincera e pungente commozione, gli uomini della sua vita che le hanno dato il coraggio di denunciare: il papà e il marito. Questo fa capire quanto sia importante avere l’appoggio certamente di chi ci è più vicino, ma anche la comprensione da parte del prossimo, senza la quale è difficile cambiare le cose. Nonostante quindi l’orgoglio e la consapevolezza di vivere in tempi diversi anche grazie a donne come Franca, da attrice, e madre e donna, riflettere sul destino, su come affrontare la violenza su Franca e la morte di Annia, le loro paure, dubbi, e condizionamenti, non è stato difficile, nel senso che non è stato difficile comprenderle, comprendere sia questa accettazione della realtà, così come si presentava ai suoi occhi dell’una, sia la repulsione dell’altra. E non è stato difficile poiché è di noi che Franca e Annia parlano, poiché tutto è parte di noi, le motivazioni che ci hanno spinto a costituire società che ritenevano naturale che la distinzione tra i generi portasse al riconoscere il “il più forte e il più debole”, sia le motivazioni che ci hanno spinto a cambiare. Così leggo di Franca e Annia parlando al mondo in cui vivo e sento in me ogni loro timido impulso di ribellione, ogni loro piccola riflessione sull’ingiustizia che le decisioni altrui provocano, ogni loro stralcio di speranza che tutto può cambiare, ma più di tutto ho sentito la loro piena, consapevole coscienza che una vita decisa indipendentemente dal nostro volere, porti in ogni caso sofferenza e limitazioni.

Non vorrei dire le storie di queste donne sono storie che “ci insegnano”, perché non vorrei avere necessità di ottenere tali insegnamenti tramite l’esperienza traumatica (come quella di Franca che ha subito una terribile violenza) o fatale (come la morte di Annia). 

Bisogna parlare di loro provando la vergogna di far parte dell’umanità che ci ha così trattato, e cantando la rabbia di chi vuole cambiare per la giustizia, per la difesa del proprio essere e della propria esistenza.”

La rappresentazione, accompagnata da una profonda riflessione culturale, è un invito a riscoprire il valore di donne che, nonostante il passare dei secoli, continuano a parlare alle generazioni future. Un’opera che va oltre la semplice narrazione, proponendo una critica attualissima alla condizione femminile.

Ad arricchire ulteriormente l’evento, presso il Teatro Comunale di Vejano è visionabile una mostra fotografica dedicata alle figure femminili protagoniste degli spettacoli in programma e ad altre donne che collegano il passato e il presente, mettendo in luce il coraggio per la lotta ai diritti femminili.

Dettagli evento

📅 Data: 12 aprile 2025
⏰ Orario: 17:30
📍 Luogo: Teatro Comunale di Vejano
🖼️ Mostra fotografica: visitabile presso il teatro durante l’evento
🎟️ Ingresso: Gratuito con prenotazione obbligatoria
📞Prenotazioni: Teatro Vejano – Tel: 3338537695 | Email: teatrovejano@gmail.com
🌐Per maggiori informazioni: www.teatrovejano.it

Sfilata “MICROTRAME DI VITA, DALLA CELLULA AL TESSUTO” dell’Istituto Superiore Leon Battista Alberti di Roma

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L’Istituto Superiore Leon Battista Alberti di Roma presenta un’importante iniziativa di solidarietà: una sfilata di beneficenza che si terrà il 10 aprile presso lo spazio culturale “La Vaccheria” nel Municipio IX. L’evento, patrocinato dal Comune di Roma, avrà come obiettivo il sostegno alla ricerca scientifica e l’acquisto di macchinari per la fondazione Bambino Gesù di Roma.
“Questo evento è un esempio di come la moda possa essere un potente strumento di solidarietà e impegno sociale”, ha dichiarato Mariano Angelucci, consigliere di Roma Capitale e presidente della Commissione Turismo, Moda e Relazioni internazionali. “La città di Roma è orgogliosa di supportare iniziative che uniscono cultura, arte, sostegno alla ricerca e che testimoniano il grande cuore dei nostri giovani. Inoltre, organizzare eventi di questo tipo in location prestigiose della nostra città offre agli studenti l’opportunità di esprimersi in contesti istituzionali di grande rilievo, contribuendo a valorizzare il loro talento e a farli entrare in contatto con realtà di alto livello”.
Il Dirigente Scolastico, Dott. Vincenzo Lenzoni, sottolinea l’importanza del progetto, che rappresenta un gesto di solidarietà fondamentale per garantire cure di qualità e avanzamenti nel campo della medicina. “Un piccolo gesto può salvare una vita”, ha dichiarato il Prof. Lenzoni, rivelando anche che la sfilata vedrà la partecipazione di importanti personalità del mondo della moda e dello spettacolo, tra cui il Direttore della Copenaghen Academy of Fashion Design, Henrik Folden.
Durante l’evento, gli studenti del Sistema Moda presenteranno una collezione che racconta storie attraverso la moda, con un editoriale che comunica visivamente l’ispirazione dietro i capi d’abbigliamento. Inoltre, sarà distribuito un esclusivo book fotografico realizzato dagli studenti, frutto di uno shooting realizzato presso la Fondazione Bulgari sotto la supervisione delle professoresse Magistro, Cassandro e Bellomo.
Data evento: 10 aprile 2025, h. 17:30 Luogo: Centro Culturale “La Vaccheria”, Roma

Pasqua a Sorrento tra splendide grotte e insenature naturali

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Natura, storia e mistero tra colline in fiore e grotte incantate

La Penisola Sorrentina, tra aprile e maggio, si trasforma in un angolo di paradiso naturale, perfetto per una vacanza di Pasqua. Tra colline fiorite, uliveti e limoneti, si nascondono gioielli naturali e storici come la Grotta Azzurra e la Grotta dello Smeraldo. Non mancano poi le meraviglie archeologiche, come i Bagni della Regina Giovanna e il suggestivo Vallone dei Mulini, famoso per le sue rovine e la vegetazione lussureggiante. Una vacanza ideale per esplorare la costa senza rinunciare alle tradizionali rievocazioni e celebrazioni delle festività a Sorrento, città dal fascino unico dove è possibile soggiornare presso il nuovissimo Hotel Ara Maris.

In primavera, la Penisola Sorrentina si trasforma in un paradiso di colori e profumi, perfetto per una fuga di Pasqua o un lungo weekend di relax. Tra colline in fiore, uliveti e limoneti profumati e un mare che si confonde con il cielo, il territorio nasconde autentiche meraviglie da esplorare.

Le grotte marine della zona sono veri tesori nascosti, piccole insenature che raccontano la storia di questa meravigliosa terra: da aree archeologiche a piccole conche raggiungibili solo via mare, sono tantissimi i tour che conducono a dei veri e propri capolavori nascosti che vale la pena visitare. Dalla celebre Grotta Azzurra di Capri, con il suo spettacolare colore blu e i resti di epoca romana, alla suggestiva Grotta dello Smeraldo, un angolo mistico di acqua cristallina e formazioni rocciose uniche. Spingendosi più avanti, verso la baia di Ieranto, si trova la Grotta Runghetiello, una pittoresca caverna naturale dalle pareti rosso-verdi che prende il nome da un pesce locale, mentre a Sorrento spiccano i celebri Bagni della Regina Giovanna, una piscina naturale circondata dalle rovine di un’antica villa romana, legata alle leggendarie avventure amorose della regina Giovanna d’Angiò. Questa piscina naturale, a pochi passi dal centro di Sorrento, è un’oasi incantevole, ma anche un importante sito archeologico con i resti della villa di Pollio Felice: un patrizio romano del I secolo a.C., che un tempo occupava circa 30.000 mq.

E restando fra i luoghi più suggestivi della città, vi è poi il Vallone dei Mulini, un luogo che sembra uscito da una fiaba: un canyon abbandonato e invaso dalla vegetazione, così affascinante da essere entrato nella nella lista dei 30 luoghi più affascinanti del pianeta, diventando virale su Instagram. Testimone di un’epoca passata, esso ospitava dei mulini ed era un punto di ritrovo per contadini e pescatori; oggi quest’area abbandonata nel tempo è stata ripopolata da felci spettacolari, conferendo alla zona un’area affascinante molto apprezzata dai turisti. E se la natura non bastasse a rendere Sorrento una meta accattivante per il lungo ponte di aprile, a ciò si aggiungono le tradizionali ricorrenze religiose in occasione della Pasqua con rievocazioni, candele e costumi che aggiungono un tocco di solennità in più ai festeggiamenti in città in questo periodo dell’anno.

Banksy e piante tropicali: una Pasqua inaspettata a Lisbona

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Tra le attrazioni della Capitale portoghese anche il Museo dedicato alle opere di Banksy e il Giardino Tropicale.

Visitare Lisbona durante il periodo di Pasqua permette di prendersi tutto il tempo possibile per andare a ricercare delle chicche che non sempre figurano durante i tradizionali percorsi turistici: tra queste meritano una sosta il Banksy Museum, dove si possono ammirare oltre 100 opere del noto street artist provenienti da diverse parti del mondo, e il Giardino Botanico, dichiarato Monumento Nazionale e nato agli inizi del Novecento come centro di studio sulla vegetazione delle ex colonie, ricco di piante esotiche di origine antichissima. Per il soggiorno nel centro storico si può scegliere una delle strutture appartenenti al circuito degli Heritage Hotels, alberghi di charme dove l’ospite viene accolto in una dimensione sospesa nel tempo e dove ogni dettaglio è curato nei minimi particolari. Inoltre, queste strutture offrono l’ingresso gratuito al Museo Nazionale di Arte Antica e al Museo Nazionale di Arte Contemporanea, due tappe imperdibili per gli amanti della cultura e dell’arte.

Per chi pensa di trascorrere le vacanze pasquali in una Capitale europea, Lisbona risulta essere sempre una destinazione capace di accontentare tutti i gusti, ideale per i visitatori di ogni età. In primavera, poi, offre suggestioni e sfumature ancora più spettacolari, merito degli scorci panoramici che tanto la rendono iconica e dalla presenza di numerose attrazioni imperdibili. Tra queste spicca anche il Museo Banksy, che celebra uno degli artisti più importanti al mondo. Il ribelle writer inglese dall’identità sconosciuta, considerato uno dei maggiori esponenti della Street Art, ha offerto al mondo opere di alto valore espressivo, caratterizzate dal taglio ironico e satirico, che stimolano spunti di riflessione su tematiche importanti come la manipolazione mediatica, le atrocità della guerra, lo sfruttamento minorile, il maltrattamento degli animali. le contraddizioni della società occidentale. I temi affrontati vengono abilmente manipolati per essere trasformati in opere piacevoli e brillanti, in grado cosi di catturare attenzione e di sensibilizzare tutti i fruitori sulle problematiche proposte, toccando anche le corde dei bambini che, grazie al suo stile facilmente riconoscibile, interpretano il suo messaggio a modo loro. Ecco che la capitale portoghese, ormai da diversi anni, ha accolto oltre 100 opere offrendo diverse sorprese al Banksy Museum. Si tratta di uno spettacolo che riesce a coinvolgere tutti, grazie all’esposizione che copre l’inizio della carriera del writer, dalla fine degli Anni Novanta, fino ad oggi.

Tra i titoli più conosciuti spiccano “Girl and Balloon” e “Sweep It Under The Carpet”, ed ognuno è presentato nella sua dimensione originale. I visitatori possono ammirare una vasta gamma di creazioni, tra cui murales, pezzi unici provenienti da diverse collezioni, graffiti, tele, proiezioni e installazioni video. Oltre ad apprezzare opere provenienti da diverse parti del mondo, tra cui Francia, Italia, Ucraina, Stati Uniti e Regno Unito, il visitatore si può lasciare affascinare da 40 scenari immersivi che fondano illusioni ottiche e arte 3D, per un viaggio a tutto tondo nell’immenso mondo di Banksy.

Approfittando della bella stagione, poi, si potrebbe pensare a trascorrere emozionanti momenti all’aperto andando alla scoperta del Giardino Botanico di Lisbona, con annesso il Museo Nazionale di Storia Naturale, uno degli orti storici più interessanti di tutto il paese. Nato agli inizi del Novecento per sostenere l’insegnamento della botanica e dei principi dell’agricoltura, questo luogo incantevole ammalia grazie alla presenza della sua collezione di piante di origine tropicale o subtropicale, che include una riserva di specie esotiche. Situato a Belem, vicino al Monastero di Jeronimos, occupa un’area totale di 7 ettari di cui 5 aperti al pubblico ed è classificato come Monumento Nazionale grazie al ricco patrimonio vegetale. Ancora oggi, come in origine, sviluppa attività di carattere scientifico, educativo e culturale, con particolare focus sulla storia e la memoria della scienza dell’impero portoghese. Nacque infatti con esigenza per studiare la vegetazione che proveniva dalle ex colonie portoghesi e come spazio per raccogliere le informazioni sull’agricoltura coloniale, oltre che per promuovere relazioni con istituzioni simili.

Quello che rimane del periodo iniziale del Giardino Coloniale è la Serra Principale, costruita in ferro nel 1914. Non in molti sanno che, tra le numerose specie ospitate, qui c’è una delle maggiori collezioni di cycas, piante antichissime risalenti al tempo dei grandi dinosauri, oppure il Ginkgo Biloba in rappresentanza di quegli elementi già estinti nel loro habitat. A queste si aggiungono meravigliose palme, fichi, una collezione di cactus, tutti raccolti in uno spazio dove regna la più assoluta tranquillità e dove non mancano elementi di abbellimento come laghi, ponti e gruppi scultorei. Il Parco e le Serre del Giardino Botanico Tropicale riuniscono un gruppo di circa 600 specie originarie di diversi continenti, la maggior parte delle quali arrivano da quelle zone di origine tropicale o subtropicale delle aree geografiche dell’ex impero portoghese. Per non perdere nulla di Lisbona e vivere la città al meglio vale la pena scegliere di soggiornare in uno degli Heritage Hotels, un gruppo di alberghi di charme ubicati nel centro storico. Sono strutture gestite dalle famiglie locali che ne sono proprietarie, spesso ricavate in edifici storici per trasportare l’ospite in un’altra dimensione, quasi sospeso nel tempo. Gli ambienti esclusivi, dotati di ogni comfort, sono stati infatti accuratamente studiati e pensati da architetti portoghesi per offrire la migliore esperienza di soggiorno.

CITTADUCALE: I CARABINIERI DENUNCIANO UN VENTISEIENNE PER TRUFFA ON LINE

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I Carabinieri della Stazione di Cittaducale hanno denunciato in stato di libertà un 26enne, originario della provincia di Alessandria e già noto alle Forze dell’Ordine, per il reato di truffa.

L’attività investigativa è stata avviata a seguito della denuncia presentata da una cittadina del posto, vittima di una frode online. L’indagato aveva pubblicato su un noto sito di e-commerce un annuncio riguardante la vendita di un’autovettura usata, fornendo dettagli sulla sua immatricolazione, il chilometraggio e un prezzo particolarmente vantaggioso, con l’intento di attrarre potenziali acquirenti e far loro credere nella reale esistenza del veicolo.

La vittima, attratta dall’offerta, dopo aver contattato il venditore per ottenere ulteriori dettagli, ha effettuato un bonifico di circa 3.000 euro su un conto corrente poi risultato intestato a una società di copertura.

Dopo aver ricevuto il denaro, il truffatore ha immediatamente prelevato la somma per poi rendersi irreperibile, senza consegnare alcun veicolo.

Le indagini condotte dai Carabinieri, successivamente all’acquisizione della denuncia, hanno permesso di identificare l’autore della truffa, il quale è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

I Carabinieri invitano i cittadini a diffidare da offerte eccessivamente convenienti, poiché spesso possono nascondere tentativi di truffa. Si raccomanda inoltre di prestare particolare attenzione nell’acquisto di beni presentati come “miracolosi” o oggetti d’arte e antiquariato, se non si è certi della loro provenienza.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Segnaletica orizzontale sulla strada provinciale Turanense 

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La scrivente Associazione ValTurano Terra Nostra esprime la più sentita soddisfazione per l’annuncio del 3 aprile della Presidente della Provincia relativo alla prossima sistemazione della segnaletica lungo la strada provinciale Turanense, annuncio successivo sia a quello analogo sulla potatura delle piante della stessa strada del giorno precedente sia al nostro comunicato dello stesso 2 aprile sulla proposta del passaggio della Valle del Turano in Abruzzo.                                                                                                                 Soddisfazione ed anche ringraziamento alla Presidente per questo necessario provvedimento che eliminerà i pericoli derivanti dalla mancanza di visibilità del fondo strada a causa delle fitte nebbie che stazionano nell’arteria in quanto l’intervento era stato già richiesto dalla scrivente con un altro comunicato del 22 febbraio.  Ma è ben evidente che questo provvedimento non è sufficiente per risolvere i tanti problemi della Valle, a cominciare da argomenti che sono già stati portati all’attenzione degli Enti competenti.  Ci si riferisce, in particolare: alla completa sistemazione del fondo strada della Turanense e di altre arterie, all’estensione della fibra ottica in tutti i comuni della Valle e dell’Alta Sabina, al miglioramento dei trasporti pubblici compreso un efficiente collegamento con quelli abruzzesi da Carsoli a Roma e viceversa.  Tutti provvedimenti, questi, che potranno consentire di poter lavorare sul territorio ma anche di spostarsi facilmente in maniera tale da non abbandonare la Valle e addirittura di favorire un auspicato reinsediamento di emigrati nonché nuovi arrivi.   E per tutto questo la ValTurano continuerà ad essere disponibile a fornire la massima collaborazione e il massimo stimolo a tutti gli Enti che hanno in capo l’adozione dei provvedimenti a ciò necessari.

AGGIORNATO ELENCO DELLE BOTTEGHE E ATTIVITÀ STORICHE DEL LAZIO: CI SONO IL MERCATO E 13 ESERCIZI COMMERCIALI DI ROCCASECCA

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Il Sindaco Sacco: “Ora i finanziamenti per tutelare questo patrimonio della nostra economia. Grazie all’Associazione Nazionale Ambulanti – U.G.L.” 

La Regione Lazio ha pubblicato l’elenco aggiornato delle botteghe e delle attività storiche nel quale è stato inserito anche il mercato del Comune di Roccasecca e tredici attività commerciali.

Si tratta di un ulteriore passaggio, dopo il riconoscimento del marchio per mercato e attività storica, per accedere ai finanziamenti di azioni tese a tutelare, valorizzare e promuovere sia il mercato che le attività storiche.

Dopo la sottoscrizione del Protocollo d’intesa con il presidente dell’Associazione Nazionale Ambulanti – U.G.L. Ivano Zonetti per valorizzare le attività commerciali, ecco un ulteriore risultato per il Comune di Roccasecca che ha partecipato al censimento regionale per le fiere, i mercati e le botteghe storiche.

Il mercato settimanale della città ha ottenuto il riconoscimento di mercato storico dalla Regione Lazio, in quanto attestato già nei documenti del 1582, mentre le botteghe storiche risalgono ai primi del novecento.

Nei prossimi giorni l’Associazione Nazionale Ambulanti – U.G.L. incontrerà le amministrazioni interessate dal provvedimento, tra le quali quella di Roccasecca, per spiegare gli ulteriori passaggi e adempimenti finalizzati all’ottenimento delle risorse e alla messa a terra dei progetti di valorizzazione.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco: “Voglio ringraziare l’associazione Nazionale Ambulanti Ugl per il prezioso supporto e tutte le attività commerciali che hanno aderito al censimento. Il riconoscimento di mercato storico prima l’inserimento ufficiale nell’elenco aggiornato sono i passaggi essenziali per arrivare ai finanziamenti e tutelare un patrimonio di tradizione come quello del nostro commercio”.

“Da assessore al commercio – ha aggiunto  Glauco Bove – sono molto contento e soddisfatto per il grande risultato raggiunto. Ho seguito tutto il procedimento e ho affiancato il lavoro dell’associazione Nazionale Ambulanti Ugl. Un ringraziamento al Segretario Nazionale ANA-UGL, Marrigo ROSATO, che ha costantemente assistito l’Amministrazione Comunale per il raggiungimento di questo grande risultato. Ora bisogna passare alla fase operativa che, ci auguriamo, prenda avvio a breve”.

“Dall’Abbazia al Territorio: Casamari oltre il Monastero” Un viaggio nel patrimonio culturale di Veroli

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Un viaggio nel patrimonio culturale di Veroli

Ha preso il via oggi, presso l’Abbazia di Casamari, il ciclo di incontri “Dall’Abbazia al Territorio: Casamari oltre il Monastero”. Un’iniziativa culturale che offrirà a residenti e visitatori un’opportunità unica di esplorare la ricchezza storica e culturale del territorio di Veroli, attraverso sette appuntamenti fino al 21 novembre 2025. Ogni incontro si concentrerà su un aspetto diverso del patrimonio che circonda l’Abbazia, un luogo simbolo non solo per il suo valore religioso, ma anche per l’importanza storica e culturale che ricopre nel contesto più ampio della Ciociaria.

La prima giornata di eventi ha visto la partecipazione di esperti, storici e appassionati, che hanno illustrato la storia dell’abbazia e il suo legame indissolubile con il territorio circostante. Durante l’inaugurazione dell’evento, il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, ha voluto esprimere il sostegno della Provincia di Frosinone, portando i saluti del Presidente Luca Di Stefano, a questa iniziativa di grande valore culturale. “un esempio concreto di come la valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale possa essere un motore di sviluppo per il nostro territorio. L’Abbazia di Casamari – ha aggiunto Quadrini – non è solo un monumento di grande valore religioso, ma è anche un elemento fondamentale della nostra identità collettiva“  Quadrini, ha inoltre  sottolineato l’importanza di queste iniziative nel rafforzare il legame tra i cittadini e il patrimonio culturale. “Valorizzare e far conoscere i nostri beni storici e culturali è  un’occasione per stimolare il turismo e il dialogo tra le diverse generazioni. La Provincia di Frosinone continuerà a essere al fianco di queste iniziative, affinché il nostro territorio possa essere sempre più apprezzato e riconosciuto anche a livello nazionale e internazionale.”Quadrini ha rivolto i ringraziamenti al sindaco, Germano Caperna,-  Dom Loreto Camilli, Abate di Casamari, ad Elisabetta Scungio, Direttore regionale Musei nazionali Lazio – Ministero della cultura,e a  Paola Apreda, Incaricata diocesana per i beni culturali della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino

CARBONARA DAY (6 APRILE) 

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10250840 - spaghetti carbonara on casserole

SPAGHETTI, RIGATONI E PENNE I FORMATI PER LA CARBONARA PIÙ AMATI DAGLI ITALIANI 

PER 9 SU 10 IL TIPO DI PASTA FA LA DIFFERENZA 

I PASTAI DI UNIONE ITALIANA FOOD LANCIANO LA CHALLENGE #FORMATOCARBONARA

·     Il 6 aprile i pastai di Unione Italiana Food tornano a celebrare il piatto di pasta più goloso con la 9ª edizione del #CarbonaraDay. Coinvolti Facebook, Instagram e X per chiedere a chef, blogger ed esperti di food di condividere la propria versione della carbonara con il formato di pasta preferito

·     3 Chef Ambassador riveleranno i segreti della propria versione con il formato preferito: Barbara Agosti, Sarah Cicolini e Luciano Monosilio

·     La Presidente dei pastai di Unione Italiana Food, Margherita Mastromauro: “La Carbonara è oggi il laboratorio della pasta che intercetta nuovi stili di vita e modalità di consumo, tra ingredienti nuovi e formati non convenzionali” 

Milano, 02 aprile 2025 – Pasta, guanciale, uovo, pecorino romano e pepe nero, cinque ingredienti per la ricetta italiana più amata, discussa e replicata al mondo (tra le più cliccate secondo i report di Google e con quasi un milione di ricerche mensili secondo la classifica di BonusFinder). La carbonara ha mille volti ma, in tutte queste declinazioni, la pasta rimane il minimo comun denominatore, in cui il formato preferito fa la differenza: per tutti gli italiani o quasi (93,4%) il formato di pasta è importante per la buona riuscita del piatto e per quasi 1 italiano su 2 (47,2%) è un elemento molto importante. La pasta lunga vince sulla pasta corta 6 a 4. Sono, infatti, 6 italiani su 10 (57,9%) a preferire i formati lunghi, contro il 36,8% che preferisce la pasta corta. Prevale inoltre la pasta rigata rispetto a quella liscia: 61% contro il 32,2%. Non sorprende, quindi, che il formato più votato per questo piatto siano gli spaghetti (scelti dal 59,9% degli italiani e il preferito per il 51,7%. Nel 2024, secondo i dati NielsenIQ in Italia ne sono stati consumati oltre 100 milioni di kg). E se tra i formati di pasta corta troviamo i rigatoni (scelti dal 24,6% con un 13,9% che lo dichiara formato preferito) e le mezze maniche (19,5% e 10,0%. Nel 2024 sono stati consumati quasi 69 milioni di kg tra rigatoni/tortiglioni/maccheroni), due formati “classici” della Carbonara, a gran sorpresa, 2 italiani su 10 (19,9%) votano le penne (formato preferito per il 10,1%. Nel 2024 ne sono state consumate 105,5 milioni di kg), che occupano il terzo posto della classifica, dopo i rigatoni e prima delle mezze maniche. 

Lo rivela un’indagine demoscopica realizzata da AstraRicerche per i pastai di Unione Italiana Food per indagare il rapporto degli italiani con la regina delle ricette tradizionali del nostro Paese e scoprire quali sono i formati di pasta preferiti dei consumatori quando la portano in tavola. La ricerca è stata realizzata nel mese di febbraio 2025 tramite 1.009 interviste online ad un campione di italiani 18-65enni. Come dire, anche quando si parla di formato, la Carbonara apre le proprie porte verso una dimensione infinita, ed è così che deve essere perché lei è democratica e le piace mettere tutti d’accordo. Per questo il tema della IX° edizione del#CarbonaraDay è #FormatoCarbonara: spaghetto, rigatone, mezza manica o tonnarello, qual è il formato ideale perla Carbonara? Torna il 6 aprile la spaghettata social più amata al mondo – l’anno scorso ne hanno parlato circa 3 milioni di pasta lovers e i pastai italiani di Unione Italiana Food celebrano il piatto di pasta più goloso su Facebook, Instagram e X, per chiedere a tutto il mondo di condividere la propria versione della “carbonara” con il formato del cuore. 

La Carbonara è un pezzo della tradizione culinaria italiana che, da sempre, dà adito a una querelle: da un lato i tradizionalisti che la preparano esclusivamente con guanciale e pecorino, dall’altro gli innovatori che vedono questo piatto in maniera versatile e riscrivibile in numerose varianti con pancetta e grana, vegetariana o, addirittura, di mare. Ma su una cosa sono tutti d’accordo, il formato di pasta ideale per la carbonara è quello che raccoglie meglio il condimento (72,3%), deve anche essere facile da mantecare (26,9%) e da mangiare (21,6%). 

gli italiani e la carbonara, una passione da preparare a casa più volte al mese per oltre 1 italiano su 2

Partiamo da una premessa: quella con la Carbonara è una relazione basata su una dichiarazione d’amore e fedeltà, da gustare quando si mangia fuori, ma soprattutto da preparare e mangiare all’interno delle proprie mura domestiche: più di 1 italiano su 2 (55,3%) la prepara più volte al mese e più di 1 su 5 (21,5%) lo fa una volta al mese. Solo il 4,3% dichiara di non prepararla mai a casa. E se le fazioni dei Carbonara lovers si dividono tra puristi e innovatori, su una cosa concordano: gli ingredienti per prepararla, escludendo la pasta, sono quattro, ma il guanciale è quello considerato essenziale per oltre 6 italiani su 10 (61,1%) e deve essere croccante (43,8%) o almeno leggermente croccante (45,3%). 

Il motivo di tanta passione verso questa ricetta è legato ad una questione di palato: per 6 italiani su 10, la carbonara piace soprattutto perché è golosa, a cui fa seguito il suo essere un piatto della tradizione (29,1%). Ma c’è anche chi le riconosce un ruolo nel generare buonumore: per 1 italiano su 4 (25,3%) mette allegria per il suo gusto e i suoi colori. Tra le altre ragioni ci sono il suo essere un piatto dai sapori bilanciati (22,7%) e veloce da preparare (20,1%). 

ognuno ha il suo preferito ma 8 italiani su 10 proverebbero la carbonara con formati unconventional

Le motivazioni per la scelta del formato sono diverse: il 35,9% degli intervistati dichiara di scegliere un determinato formato perché lo ritiene quello che meglio si sposa con la ricetta, in quanto raccoglie meglio il sugo, mentre il 26,6% lo sceglie in base al proprio formato preferito in generale, a prescindere dal condimento; ancora, il formato viene scelto perché è considerato quello tradizionalmente più utilizzato per la carbonara (19,5%) o semplicemente per abitudine (17,8%). Nonostante le preferenze personali in tema di formato di pasta, la maggioranza degli intervistati (84,0%) si dichiara comunque disposta a cucinare la carbonara con un formato di pasta considerato meno tradizionale: 56,9% abbastanza e 27,1% molto. E sempre per via della preferenza dei formati lunghi per la preparazione della carbonara, l’alternativa più votata sono le linguine (26,5%). Seguono sedani (12,6%) e vermicelli (10,4%). Molto diversa la classifica per i 18-29enni che subito dopo le linguine scelgono ravioli, conchiglie e orecchiette. 

La carbonara è il piatto che vanta più imitazioni nella storia della gastronomia recente: secondo il rapporto dell’Accademia Italiana della Cucina è la ricetta più interpretata all’estero, mentre il New York Times cita un articolo di Ian Fisher, “Pasta Carbonara, an Unlikely Stand-In”, secondo il quale ci sarebbero 400 versioni di carbonara in giro per il mondo. E, sempre più spesso, l’ispirazione arriva dal web. Secondo Margherita Mastromauro, Presidente dei pastai di Unione Italiana Food, “Ci sono ricette capaci di emozionarci anche fuori dal piatto. La Carbonara è il caso più eclatante e forse oggi possiamo definirla il laboratorio della pasta che intercetta nuovi stili di vita e modalità di consumo, tra rielaborazioni e improvvisazioni dell’ultimo minuto, tra ingredienti nuovi e formati non convenzionali. E va benissimo così. È una sorpresa per noi pastai riscontrare nel consumatore una consapevolezza così alta dei 500 formati di pasta che il mercato mette a disposizione e dell’apertura a quelli meno convenzionali da abbinare alla Carbonara. Questo piatto è sinonimo di libertà e le tante versioni in tutto il mondo di questo piatto ne sono la prova. La pasta ha così successo nel mondo perché è buona e versatile”. 

tre ambassador d’eccezione: barbara agosti, sarah cicolini, luciano monosilio, ognuno con il suo formato di pasta

Il Carbonara Day si festeggia ogni anno il 6 aprile ed è la “spaghettata social” più grande del mondodedicata alla ricetta di pasta più condivisa. Basti pensare che sul solo Instagram sono oltre 2 milioni i contenuti con l’hashtag #Carbonara. Ideato nel 2017 dai pastai di Unione Italiana Food, il #CarbonaraDay ha raggiunto in 6 anni una platea potenziale di 1,7 miliardi di persone, diventando un appuntamento imperdibile per food influencer, media, cuochi e appassionati che desiderano condividere opinioni a proposito di questo piatto e, più in generale, sul rapporto tra tradizione e contaminazione in cucina. Per questa 9ª edizione, i pastai di Unione Italiana Food hanno coinvolto tre Carbonara Master d’eccezione, ognuno esperto di differenti formati: Barbara Agosti (Eggs) l’ambasciatrice della Carbonara a Milano che si diverte a prepararla con i formati più creativi, Sarah Cicolini (SantoPalato), la stella cometa della cucina romana che per la Carbonara sposa il rigatone, e Luciano Monosilio (Luciano Cucina Italiana), il Re indiscusso della Carbonara e maestro del formato con lo spaghetto. 

#CarbonaraDay, la “spaghettata” social più grande del mondo che coinvolge milioni di persone

“Formato Carbonara” vive, infatti, anche sui social. I food ambassador Maria Stella (@burrataepistacchi), Alexandro Basta (@alexandro_b), Carlotta Gennari e Carolina Parri (@Moodlyfood) realizzeranno la loro Carbonara, ciascuno con un formato diverso. Per partecipare all’evento virtuale le regole sono semplici: il 6 aprile basterà seguire gli hashtag #CarbonaraDay e #FormatoCarbonara e cimentarsi in dirette video, condividere opinioni, foto e consigli su Instagram, Facebook e X. 

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