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L’arte del Kintsugi e il valore di guarire le ferite al Centro di Senologia dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata

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Associazione Mnemosyne e Fondazione Prometeus ETS hanno presentato l’innovativa iniziativa di arte terapia per pazienti oncologiche

Roma, 5 aprile 2025 – Se rompiamo un oggetto lo consideriamo inutile e danneggiato, così come le cicatrici fisiche e interiori che ci appaiono come qualcosa da nascondere. Ma è attraverso il Kintsugi, un’antica tecnica di restauro della ceramica giapponese con l’oro, che possiamo iniziare a considerare le nostre crepe e le nostre fragilità come qualcosa di prezioso e autentico. Da questo assunto prende forma il progetto di natura sociale ‘Kintsugi, l’arte di guarire le ferite’, nato dall’idea di una volontaria dell’Associazione Mnemosyne, Margherita de Cesare, e realizzatoin collaborazione con la Fondazione Prometeus ETS e con il Centro di Senologia dell’A.O. San Giovanni Addolorata. Questo innovativo progetto di arte terapia – che unisce una secolare arte giapponese e la medicina – si rivolge alle pazienti oncologiche del centro di Senologia dell’A.O. San Giovanni Addolorata per supportarle nel loro percorso di cura.

Il progetto è stato presentato nella giornata odierna presso l’Antico Atrio del Complesso Monumentale San Giovanni a Roma alla presenza di personalità di spicco.

La conferenza è stata aperta dal Dott. Lucio Fortunato – Chirurgo Senologo, Direttore UOC Senologia Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma e Presidente della Fondazione Prometeus ETS: “Nella Breast Unit siamo impegnati a trattare i tumori alla mammella. Oggi la guarigione completa si assesta su una percentuale del 90% circa. Ma un terzo delle donne che hanno sviluppato tumori soffre di problemi di ansia e depressione, problemi familiari, lavorativi, economici, una su dieci viene lasciata dal proprio partner. Tutto questo, ovvero ciò che avviene ‘dopo’ ci riguarda e non può lasciarci indifferenti. Anche per questo, l’iniziativa ha generato entusiasmo”.

La parola è poi passata ad Hara Takahiro – Primo Segretario dell’Ambasciata del Giappone in Italia, che ha manifestato la sua completa adesione al progetto: “Ho sperimentato personalmente l’arte del kintsugi in Giappone. In un processo di restauro ogni persona ha la sua storia. Sarei davvero felice se il kintsugi si diffondesse come arte terapia per accompagnare le singole storie delle donne in cura. Questo rappresenterebbe un interscambio culturale importante”.

La Dott.ssa Maria Paola Corradi – Direttore Generale dell’A.O. San Giovanni Addolorata ha dichiarato: “Il nostro Centro di Senologia si è sempre caratterizzato per la particolare attenzione che rivolge alle sue pazienti attraverso la promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità di vita e che abbiamo potuto realizzare con il prezioso e imprescindibile sostegno delle Associazioni che collaborano con l’Azienda. Ringrazio di cuore l’Associazione Mnemosyne e la Fondazione Prometeus ETS per questo innovativo progetto, che unendo l’arte giapponese Kintsugi e la medicina, supporta e completa il difficile percorso delle nostre pazienti oncologiche, aiutandole nel recupero del benessere psico-emotivo”.

La conferenza è proseguita con l’intervento di Paolo Linetti, storico dell’arte giapponese, insignito dell’onorificenza dal Ministero degli affari Esteri Giapponese per la promozione della cultura nipponica: “L’oggetto artistico per i giapponesi è ristoratore, da cosa creata diventa ricreativa per l’osservatore Il kintsugi è l’arte di ripristinare un’opera rendendola più solida e bella, ma Anita Cerrato ha saputo trascendere questa filosofia, unendo il Kintsugi alla psiconcologia e all’arte terapia. La vera eccezionalità è che lei ha saputo rendere triplice la natura della creazione: ossia un’opera artistica, un trofeo e un’allegoria di sé stessi.”

“La tecnica del kintsugi è sempre più spesso utilizzata come metafora del rinnovamento e della capacità di trasformare una difficoltà o una brutta esperienza in un’opportunità̀ – prosegue Anita Cerrato, Maestra d’Arte e di Mestiere e nota eminenza nell’arte del Kintsugi, fondatrice con Giancarlo Bozzani dell’atelier Kintsu Handmade –I corsi gratuiti realizzati presso i reparti oncologici, le strutture di recupero e le case famiglia ci avvicinano ad una frase di C.G. Jung, che amo molto: ‘spesso accade che le mani riescano a risolvere un mistero attorno al quale l’intelletto si è affannato inutilmente’

La conferenza si è conclusa con le parole diDaniela Sauda – Coordinator di Fondazione Prometeus ETS:“Come volontaria della Fondazione Prometeus sono molto contenta e orgogliosa che anche i laboratori di Kintsugi entrino a far parte delle attività che la Fondazione offre gratuitamente alle pazienti che afferisco al Centro di Senologia di questo Ospedale. Ringrazio di cuore tutti gli attori del progetto che si sono impegnati perché potessimo raggiungere questo ulteriore obiettivo. e ringrazio tutta la Breast Unit: dai medici, agli infermieri, a tutti gli operatori e a tutte le volontarie impegnati quotidianamente nel Centro di Senologia, che ha saputo diventare un vero punto di riferimento per le pazienti”.

Un omaggio all’arte del kintsugi si è concretizzato infine con la proiezione di “Ferite”, diretto e interpretato da Valentino Bedini. Un viaggio poetico e visivo che svela la bellezza delle imperfezioni umane. Attraverso immagini evocative e un’accorata narrazione, il film esplora le crepe invisibili che la vita lascia su di noi, ferite che non sono segni di debolezza ma testimonianze della nostra resilienza. Ispirato al Kintsugi, il film celebra le cicatrici come simboli di forza e trasformazione. Un omaggio a coloro che, segnati dal dolore, brillano ancora di più.

Al termine della conferenza stampa, presso il Centro di Senologia dell’A.O. San Giovanni Addolorata, ha preso il via il laboratorio di Kintsugi condotto da Anita Cerrato – già allieva della maestra Iku Nishigawa, che vive e opera a Oxford, e del maestro Sato Takahiko, di Kyoto – che ha coinvolto dieci pazienti oncologiche del centro di Senologia dell’A.O. San Giovanni Addolorata.

L’iniziativa ‘Kintsugi, l’arte di guarire le ferite’ è patrocinata da Ambasciata Giapponese in Italia, Istituto Giapponese di Cultura, Fondazione Italia – Giappone, Museo d’Arte Orientale collezione Mazzocchi ed è realizzata in collaborazione con è realizzata in collaborazione con Kintsu Handmade, LAB81® e Santa Ponsa Film.

VINITALY 2025, IL LAZIO DA PROTAGONISTA ALL’EVENTO PIÙ IMPORTANTE PER IL VINO ITALIANO

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Roma, 5 aprile 2025 – Il Lazio scalda i motori per la partenza della 57^ edizione del Vinitaly, che dal 1967 è l’appuntamento internazionale del vino più importante in Italia. Domani, domenica 6 aprile, alle 12.30, con il consueto taglio del nastro, l’Assessore al Bilancio, Agricoltura e Sovranità Alimentare della Regione Lazio, Giancarlo Righini, e il Commissario Straordinario di Arsial Massimiliano Raffa inaugurano il Padiglione del Lazio, dando il via alla manifestazione che promette, tra conferme e novità, di accendere per quattro giorni i riflettori sui vini del Lazio, alla scoperta del gusto monumentale della storia, della cultura e della grande tradizione enologica della nostra regione.

LAZIO MONUMENTAL TASTE è, infatti, il concept scelto nel 2025 quale sintesi per evidenziare la forte identità dei territori del Lazio, ben rappresentati a Verona da 59 aziende vitivinicole e 3 consorzi di tutela: Roma DOC, Cesanese del Piglio DOCG e Frascati.

Tra le conferme: lo strategico posizionamento del Padiglione all’ingresso Cangrande di Verona Fiere e il suo richiamo architettonico ai “monumentali acquedotti romani”, sia all’esterno immersi nella campagna romana, sia all’interno, dove ogni arcata crea e ricrea lo spazio di lavoro ideale per gli operatori del settore vitivinicolo. Un ricco programma di eventi in grado di alternare gli appuntamenti più attesi dagli amanti ed esperti di vini, le “Masterclass” curate dalla FIS-BIBENDA, dal Gambero Rosso e dai Consorzi, agli approfondimenti delle tematiche del mondo agricolo, per presentare una panoramica sulle opportunità offerte dalla Regione Lazio.

Tra le novità: il padiglione ampliato del 20% rispetto allo scorso anno, per un totale di 2.450 mq di superficie, grazie al progetto architettonico, firmato Westway Architects, che ha previsto di innalzare di un piano il cuore nevralgico del padiglione, la navata centrale, articolandola su due livelli: il piano inferiore, che ospita la lounge istituzionale, gli stand delle Aziende partecipanti e dei Partner; il piano superiore, dove sono allestite un’area stampa, due sale per le masterclass e un’area ristorazione che consente di assistere agli show cooking e, poi, gustare i menù proposti dagli chef Marco Bottega e Doriano Percibialli, in abbinamento con pregiati vini del Lazio.  Un avanzato sistema di comunicazione integrata collega i due livelli, con l’obiettivo di rendere l’esperienza immersiva e catturare, anche grazie al grande ledwall posizionato all’ingresso, gli ospiti del Vinitaly Lazio, trasmettendo, in tempo reale, gli eventi del piano superiore, alternandoli a contenuti dedicati ai territori e alle eccellenze vitivinicole della nostra regione.  

«Anche quest’anno, abbiamo investito energie e risorse imponenti sul Vinitaly, – ha dichiarato l’assessore Giancarlo Righini – ritenendo che sia una vetrina internazionale importante per le Aziende del Lazio che stanno raccogliendo i frutti del duro lavoro degli ultimi anni. Questo ci ha dato la possibilità di raddoppiare gli spazi destinati alle Masterclass e di aumentare, così, l’azione di promozione del settore vitivinicolo della Regione e ampliare la conoscenza e la visibilità dei vini eccellenti prodotti dalle nostre Aziende e dai Consorzi».

«Il Lazio si presenta a Vinitaly 2025 – è il commento del Commissario Straordinario di Arsial Massimiliano Raffa – con un progetto ambizioso, frutto di un lavoro condiviso che valorizza il patrimonio vitivinicolo regionale sotto il segno dell’identità, della qualità e dell’innovazione. Con il nuovo claim “Lazio Monumental Taste” vogliamo offrire un racconto autentico e coinvolgente dei nostri territori, dove il vino si fa spesso interprete del paesaggio, della storia e della cultura che rendono unica la nostra regione. La crescita della collettiva regionale, in termini di spazio, partecipazione e contenuti, è il risultato di una strategia che mette al centro le imprese e promuove un modello, quello del Lazio, sempre più riconosciuto a livello internazionale per la sua capacità di fare sistema e generare valore».

IL LAZIO A VINITALTY – IL PROGRAMMA DI DOMENICA 6 APRILE

Grande attenzione alle Masterclass di quest’anno. Dal percorso di scoperta dello scorso anno, si passa al percorso di approfondimento, curato dalla FIS-Bibenda editore, in collaborazione con il Gambero Rosso Lazio, per un totale di dodici “masterclass blind tasting” e degustazioni guidate che si tengono nelle due sale dedicate al piano superiore del Padiglione. I vini delle Aziende della Collettiva del Lazio, ciascuna rappresentata da una etichetta, sfidano un “intruso blasonato” italiano o straniero.

Nella prima giornata sono previste 3 Masterclass condotte da Daniela Scrobogna: alle 13.00 “I grandi Frascati del Lazio vs. Terre Alte di Livio Felluga”; alle 15.00 “I grandi Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon vs. San Leonardo; alle 17.15 “Cesanesi del Lazio vs. Barbaresco di Gaja.

Alle 16.30, la prima delle tre Masterclass curate dai Consorzi “Le Riserve: eccellenze del Lazio”.

Per partecipare alle Masterclass è necessaria la prenotazione tramite piattaforma Eventbrite.

Questi appuntamenti per specialisti ed amanti del vino, si alternano con incontri sulle tematiche del mondo agricolo: alle 10.00 “Le opportunità offerte dai nuovi bandi dello Sviluppo Rurale pubblicati dalla Regione Lazio” a cura di Regione Lazio; alle 16.00 “AKIS: Innovazione nella filiera vitivinicola” a cura di Arsial.

La Regione Lazio a Vinitaly 2025, oltre alla collaborazione istituzionale con Arsial, ha quali partner Camera di Commercio di Roma, Acqua Filette, Di Marco, Fondazione Italiana Sommelier– Bibenda e Blu Banca – Gruppo Banca Popolare del Lazio.

Maggiori informazioni sulla partecipazione del Lazio a Vinitaly sono disponibili sul sito www.arsial.it e sui canali social di Regione Lazio e Arsial.

I Dazi di Trump: Una Minaccia Esistenziale per lo Stabilimento Stellantis di Cassino-Piedimonte San Germano

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Le recenti decisioni dell’amministrazione Trump di imporre dazi del 25% sulle importazioni di automobili e in generale sulla componentistica rappresentano una seria minaccia per l’intero automotive europeo, con ripercussioni non trascurabili per lo stabilimento Stellantis di Cassino-Piedimonte San Germano. 

L’imposizione di tali dazi potrebbe avere effetti devastanti sull’export europeo verso gli Stati Uniti, un mercato chiave per molti produttori e per l’indotto. Secondo il quotidiano Politico, i principali produttori tedeschi, che rappresentano il 73% delle 820.000 unità esportate dall’UE agli USA nel 2024, sarebbero tra i più colpiti . Tuttavia, anche aziende come Stellantis, che in Italia vede numerosi stabilimenti presenti su tutto il territorio, potrebbero subire conseguenze negative, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e gravissime conseguenze per le famiglie. Per non parlare delle numerose aziende della componentistica presenti sul nostro territorio che vedono proprio nel mercato tedesco, ora fortemente danneggiato, uno degli sbocchi più importanti della loro produzione.

La Commissione Europea ha avvertito che tali dazi potrebbero danneggiare anche l’economia statunitense stessa, stimando un impatto negativo sul PIL degli USA nell’ordine di 13-14 miliardi di dollari . Inoltre, l’UE ha dichiarato di essere pronta a ridurre i propri dazi sulle auto dal 10% al 2,5% per evitare una guerra commerciale con gli Stati Uniti .

A livello locale, lo stabilimento di Cassino-Piedimonte San Germano è un pilastro dell’economia provinciale e regionale ed il conseguente calo delle esportazioni verso gli USA potrebbe aggravare la già precaria situazione dell’automotive locale, già alle prese con le incertezze legate alle decisioni aziendali di Stellantis e alla crisi del settore che oltre a colpire gli operai stessi dello stabilimento, colpisce le aziende che ruotano intorno allo stabilimento e che offrono lavoro ad ulteriori migliaia di persone.

In questo contesto, è fondamentale che l’Unione Europea adotti una strategia coesa e determinata per contrastare le politiche protezionistiche statunitensi. Ciò sarà possibile solamente se tutti i paesi dell’EU saranno concordi. Il compito attuale dell’Europa è quello di negoziare con gli Stati Uniti e redigere un documento di sintesi ascoltando tutti i paesi. Al Governo italiano spetta il compito, in questo momento così cruciale, di mantenere l’unità europea, poiché le implicazioni in gioco sono di massima rilevanza e influenzano il tessuto sociale di tutta l’Europa. Così come ci aspettiamo che il Governo si impegni ad assumere tutte le iniziative opportune per tutelare li stabilimenti Stellantis. È necessario rafforzare le alleanze commerciali con altri partner internazionali e promuovere politiche industriali che incentivino l’innovazione e la competitività del settore automobilistico europeo. Come ha ribadito Nicola Zingaretti, capo-delegazione Pd al Parlamento europeo, solo attraverso un’azione concertata a livello europeo sarà possibile tutelare gli interessi delle nostre industrie e dei lavoratori, garantendo un futuro sostenibile per realtà produttive come quella di Cassino-

Piedimonte San Germano. Ora più che mai l’Europa deve essere forte e comune. E soprattutto coesa. Il nostro futuro passa da qui. 

Per far sì che il governo si attivi per ottenere e sostenere la risposta Europea, mi appello a tutta la classe politica provinciale per mobilitarsi unita e decisa in questa direzione. 

Achille Migliorelli, candidato segretario del Partito Democratico di Frosinone

D’AMATO (AZ): PARTITA #ILLUMINAROMA. BENE INVESTIMENTI DI ACEA, CHIEDIAMO A GUALTIERI PIANO STRATEGICO PER L’ILLUMINAZIONE DELLA CITTÀ

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“La campagna #IlluminaRoma è partita oggi con la partecipazione del segretario Carlo Calenda e dei consiglieri comunali Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, e dei consiglieri municipali. Molti cittadini hanno partecipato per condividere le loro esperienze, e in poche ore abbiamo già ricevuto numerose segnalazioni, via mail e tramite WhatsApp. La maggiore preoccupazione percepita è il sentimento di insicurezza tornando a casa la sera. Accogliamo positivamente il piano di investimenti annunciato da Acea, che verrà realizzato da Areti, ma non basta. Avvertiamo uno sforzo negli ultimi due anni per recuperare i ritardi del passato e chiediamo a Gualtieri un vero e proprio piano strategico per l’illuminazione pubblica, che punti su innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e sistemi di telecontrollo. Questa deve diventare una priorità per Roma. Una città più illuminata è una città più sicura, soprattutto per le donne, gli anziani e per chi di notte si muove a piedi o sulle due ruote. Tutte le info della campagna sono sul sito azioneroma.it”. Lo ha dichiarato il segretario romano di Azione e consigliere regionale, Alessio D’Amato.

BUSTO ARSIZIO(VA), DE CORATO(FDI): «RICORDATO SERGIO RAMELLI INTITOLANDOGLI UN LARGO CON TARGA SUA MEMORIA NON SARA’ LASCIATA ALL’OBLIO»

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SUA MEMORIA NON SARA’ LASCIATA ALL’OBLIO»

Milano, 05 Aprile 2025 – «Questa mattina, a Busto Arsizio, abbiamo ricordato Sergio Ramelli intitolandogli un largo della città con targa in suo onore, davanti a moltissime persone intervenute. Sono intervenuti durante la mattinata anche l’Eurodeputato di Fdi Carlo Fidanza, il Sottosegretario di Stato all’Istruzione Paola Frassinetti, il collega On. Umberto Maerna, l’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso, il Sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, il suo vice Luca Folegani e moltissimi amministratori e consiglieri

comunali della zona. Fra pochi giorni ricorrerà il 50° anniversario da quel triste giorno dove, uno dei ragazzi simboli della Destra giovanile, venne sprangato da alcuni membri di Avanguardia operaia. Successivamente all’inaugurazione lo abbiamo ricordato presso l’auditorium Molini Marzoli ‘Sala Tramogge’, con numerose testimonianze, anche del sottoscritto che all’epoca del grave fatto ricopriva il ruolo di Segretario del Fronte della Gioventù. Quella che era in corso a Milano negli anni ‘70 era una guerra mai dichiarata che i ragazzi di destra

subirono vergognosamente. Decine di ragazzi furono colpiti dalle chiavi inglesi. L’allora prefetto della città, Libero Mazza, aveva denunciato che a Milano c’erano 20mila giovani pronti a sovvertire le istituzioni. Non venne ascoltato. Quando in Consiglio Comunale si comunicò la tragedia di Sergio, non applaudì solo la sinistra ma anche tante persone nel pubblico. Quanto accadde a Ramelli e ad altri giovani di destra, ci ricorda che i morti sono – o almeno dovrebbero essere – tutti uguali e che vanno tutti ugualmente rispettati. Ramelli rappresenta per tutti noi un vero simbolo: La sua morte, frutto di quell’odio politico che animava l’Italia in quegli anni, non può e non potrà mai essere lasciata all’oblio». 

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

La confessione di Mark Samson: “Ho ucciso Ilaria perchè ero geloso, era venuta a portarmi dei vestiti”

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BOLOGNA – Ha detto di averla ucciso perchè geloso e di averlo fatto per impulso. Non perchè lo avesse premeditato. è quanto ha riferito Mark Samson, il giovane 23enne di origini filippine che è stato arrestato per l’omicidio della 22enne Ilaria Sula, da lui accoltellata a casa sua, un appartamento nel quartiere africano a Roma, in via Homs. Ilaria, ha spiegato l’assassino che questa mattina è stato interrogato dal gip, era andata a casa di Mark Samson per ridargli alcuni vestiti la sera del 25 marzo. Le coinquiline, infatti, l’hanno vista uscire. Il giovane ha detto che è rimasta a dormire da lui, alla fine, per evitare di tornare con i mezzi visto che si era fatto tardi. Il delitto, stando alla ricostruzione di lui, sarebbe avvenuto la mattina successiva, il 26 marzo. Il giudice ha convalidato il fermo del ragazzo, che resta nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di omicidio volontario.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Borse: secondo giorno di profondo rosso e Piazza Affari giù come l’11 settembre 2001

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DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

L’indice Ftse Mib chiude a -6,53%. La Cina risponde con dazi “alla pari” del 34% e Trump gongola. “È un grande momento per diventare ricchi”

ROMA – Mercati internazionali sempre più giù: va avanti la debacle dopo l’annuncio dei ‘dazi reciproci’ degli Stati Uniti da parte del presidente Donald Trump. Due giorni di grande perdite: solo ieri tonfo peggiore dall’era Covid, registrato nel 2020, con oltre 2.000 miliardi bruciati a Wall Street.

PIAZZA AFFARI

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha toccato una flessione di oltre il 7,5%: un performance simile a quella avuta in uno dei giorni peggiori della storia dell’umanità: l’11 settembre 2001, quello dell‘attacco alle Torri Gemelle. Allora infatti l’indice ebbe un calo del 7,57%.In mattinata infatti è tracollo per il FTSE MIB -7,43%, affossa trainata dal crollo dei titoli bancari ( oltre il – 10%). Il listino milanese ha raggiunto i minimi da tre mesi e la direzione presa è quella verso l’azzeramento di tutti i guadagni del 2025. Ko i principali titoli: flessioni a due cifre per i finanziari  Unipol -9,84% , Banca Monte Paschi Siena -13,2% , Bper Banca -12,2% , Unicredit -11,4% , Banco Bpm -10,5% e la Bca Pop Sondrio -11,9%. Giù anche Iveco Group -10,3% e Leonardo -13,2%. Resta fuori dal burrone Diasorin a +1,28: il settore pharma resta escluso dall’attacco dei dazi Usa, per ora. In chiusura il recupero è minimo: il FTSE MIB crolla definitivamente a – 6,53 in chiusura.

GLI EUROLISTINI

Segni negativi nello scenario borsistico europeo: a Francoforte decremento del 5,21%, Londra registra un ribasso del 3,94% e Parigi perde il 4,26%.

LA RISPOSTA DELLA CINA E DI WALL STREET

La Cina reagisce e annuncia dazi al 34% sulle merci americane, a partire dal prossimo 10 aprile. Lo ha comunicato la Commissione tariffaria doganale del Consiglio di Stato: una risposta commisurata ai dazi di Trump, pure fissati al 34% sulle importazioni cinesi. Per tutta risposta, i listini azionari statunitensi aprono in profondo rosso con il Dow Jones che scende del 2,4%, l’S&P 500 del 6% e il Nasdaq del 2,9%.
Intanto dalla Casa Bianca, lo stesso presidente Usa non si trattiene nel commentare la reazione di Pechino: “La Cina ha sbagliato il gioco, si è fatta prendere dal panico” scrive infatti sul suo social Truth.

L’ENTUSIASMO DI TRUMP

E non è il solo commento sull’impatto dei dazi americani. Mentre i listini del mondo crollano, si susseguono infatti sui social i post dai profili ufficiali del presidente Donald Trump che sprizzano tutto il suo entusiasmo, per citarne solo uno: “Ai tanti investitori che entrano negli Stati uniti e investono grandi quantità di denaro, le mie politiche non cambieranno mai. Questo è un gran momento per diventare ricchi, più ricchi che mai”

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

PETRELLA SALTO:   I CARABINIERI DENUNCIANO UN UOMO PER IL FURTO DI UN’AUTO

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I Carabinieri della Stazione di Petrella Salto hanno denunciato in stato di libertà un 35enne reatino, già noto alle forze dell’ordine, per furto aggravato.

La comunicazione della notizia di reato è stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Rieti al termine delle indagini avviate in seguito alla denuncia presentata da un uomo che, qualche giorno prima, si era recato presso la caserma di Petrella Salto per segnalare il furto della propria autovettura, avvenuto presso un distributore di carburante della zona.

La vittima ha riferito che, mentre si trovava in compagnia di un amico, era scesa dall’auto per recarsi al bar a cambiare dei soldi per il rifornimento. Al suo ritorno, ha constatato che l’uomo che era con lui aveva improvvisamente acceso il veicolo allontanandosi velocemente dal posto.

L’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate presso l’attività commerciale ha confermato che, durante l’assenza della vittima, nessun altro individuo si era introdotto nell’abitacolo del veicolo, oltre all’amico.

Le indagini condotte dai Carabinieri hanno permesso di ricostruire l’accaduto: i due, entrambi con precedenti specifici in materia di sostanze stupefacenti, avevano avuto un diverbio, al termine del quale l’amico si era allontanato con l’auto, abbandonandola poco dopo perché rimasto senza carburante.

Lo stesso giorno, dopo alcune ore, il veicolo è stato rinvenuto in un parcheggio a Gioia dei Marsi e, successivamente, restituito al legittimo proprietario.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Procura Generale della Repubblica presso Corte d’Appello di Bari

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Condannati in via definitiva per associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti: 21 ordini di carcerazione eseguiti dai Carabinieri

 

Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Bari Centro hanno dato esecuzione a 21 ordini di carcerazione (di cui 6 con pena sospesa) emessi dalla locale Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello, nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e/o detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Le condanne scaturiscono dall’indagine denominata “Astra” condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia tra gli anni 2016-2018 e coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, che ha consentito di accertare l’esistenza di un’associazione finalizzata al traffico di droga, contigua al noto clan Palermiti, operante nel quartiere Japigia e nel sud-est del capoluogo nonché nel comune di Mola di Bari.

Le articolate attività tecniche e dinamiche hanno consentito di ricostruire la struttura dell’organizzazione, dotata di una fitta rete di pusher, molteplici canali di approvvigionamento, speciali tecniche di occultamento di droga e denaro, estesasi al punto da operare anche in più comuni della provincia, con particolare riferimento a Mola di Bari, ove era stata aperta una vera e propria succursale. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati 41 kg di hashish, 19 kg di marijuana, 1,5 kg di cocaina nonché 1 mitraglietta Skorpion.

Le risultanze investigative hanno portato nella fase delle indagini preliminari all’emissione di 36 misure cautelari da parte del GIP di Bari, eseguite dai Carabinieri nel maggio 2021, una delle quali compiuta in Albania attraverso l’ausilio del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP).

Le pene inflitte con gli odierni provvedimenti oscillano tra gli otto mesi e i diciotto anni di reclusione, per un totale di 148 anni di carcere.

Elenco condanne

  1. Martiradonna Emanuel, nato a Bari, 03.12.1997 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 10 mesi 7 giorni 5 di reclusione) art. 73 c. 1-4-5-6 dpr 309/90 art. 81 c.p., art. 337 c.p., art. 74 c.2-3-4 dpr. 309/90 art. 81 c.p.;
  2. Carrassi Andrea, nato a Bari, 16.05.1992 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 8 mesi 5 giorni 27 di reclusione) art. 73 c.1-4-5-6 e art.74 c.2-3-4 dpr. 309/90;
  3. Cassano Giacomo, nato a Bari, 23.06.1972 (ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 5, mesi 5 giorni 25 di reclusione) art. 74 c.2-3-4, art. 73 c. 1-6 dpr. 309/90 e art. 81 c.p.;
  4. Abbaticchio Michele, nato a Bari, 03.08.1997 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 7, mesi 6 giorni 17 di reclusione) art. 624 – 625 c. 2 c.p., art. 73 c.1-4-5-6 dpr 309/90 e art. 110 c.p., art. 74 c. 2-3-4;
  5. Bellantuono Michele, nato a Conversano, 25.08.1995 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 10, mesi 6 giorni 24 di reclusione) art. 73 c. 1-4-5-6 dpr. 309/90 art. 110 c.p., art. 337 e art. 110 c.p. e art. 61 c.p., art. 582 c.p.  art. 110 c.p. art. 81 c.p. e art. 61 c.2 c.p., art. 2 legge 895/1967 e art. 648 c.p. art. 110 c.p., art. 74 c. 2-3-4 dpr 309/90;
  6. Genco Giovanni, nato a Conversano, 12.05.1995 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 6 mesi 4 di reclusione) art. 73 c.1-4-5-6 art. 110 c.p., art. 74 c.2-3-4 dpr 309/90;
  7. Esposito Ciro, nato a Bari, 14.01.1977 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 14, mesi 6 giorni 10 di reclusione) art. 648 c.p., art. 477 c.p., art. 482 c.p. art. 110 c.p., art. 337 c.p., art. 73 dpr. 309/90 e art. 81 c.2 c.p., 416 bis c.1-3-4-5-8 c.p.;
  8. Pepe Renato, nato a Bari, 25.11.1983 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 12 mesi 4 giorni 21 di reclusione) art. 73 c.4-5 dpr.309/90 art. 81 e 110 c.p., art. 75 c.2 dlgs 159/2011, art. 640 c.p., art. 74 c.2 dpr. 309/90 ;
  9. martiradonna giuseppe, nato a bari, 14.01.1987 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 18, giorni 29 di reclusione) art. 73 c.5 dpr.309/90, art. 374 bis c.p., art. 482 c.p. art, 476 c.p.,              art. 628 c.1 -3 n.3 c.p., art. 612 bis c. 1-4 c.p., art. 74 c.1-3-4 dpr. 309/90, art. 73 c.1-4-6 dpr.309/90;
  10. Martiradonna Michele, nato a Bari, 17.10.1992 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 5 di reclusione) art. 73 c.1-5-6 d.p.r. 309/90, art. 74 c.2-3-4 dpr. 309/90;
  11. Bottalico Vito Ivan, nato a Bari, 27.12.1998 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 7, mesi 8, giorni 17 di reclusione) art. 73 c.1-4-6 dpr.309/90 e art. 110 c.p., art.337 c.p., art. 74 c.2-3-4 dpr.309/90;
  12. Vaccarelli Alessandro Nicola, nato a Mola di Bari, 16.01.1991 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 8 mesi 7 giorni 20 di reclusione) art. 582- 585 e 110 c.p., art. 629 c.p. e art. 81 c.2 c.p., art. 316 ter c.p. e art. 110 c.p., art. 483 c.p., art. 385 c.p., art. 74 c.2-3-4 dpr. 309/90, art. 73 c.1-4-6 dpr. 309/90;
  13. cirulli michele, nato a bari, 05.02.1980 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 2, mesi 6 giorni 12 di reclusione) art.648 c.p. art. 55c.9 del dlgs 231/2007 art. 81 c.2 c.p., art. 73 c.1-4-6 dpr. 309/90;
  14. Loprino Francesco, nato a Bari, 11.03.1963 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 12 giorni 13 di reclusione) art. 73 c.1 bis-4-5 dpr. 309/90 art. 81 c.p. e art. 110 c.p.;
  15. soloperto massimiliano, nato a bari, 03.04.1974 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 9 mesi 5 di reclusione) art. 648 c.p. art. 485 c.p. art. 73 c.1-6 dpr 309/90 art. 81 e 110 c.p., art. 99 c.4 c.p. 81 e 110 c.p.;
  16. Martiradonna Filippo, nato a Bari, 04.04.1966 (ordine di esecuzione per la carcerazione con contestuale decreto di sospensione per mesi 11 giorni 5 di reclusione) art. 73 c.1 dpr. 309/90 e art. 81 c.1 c.p.;
  17. Cassano Nicola, nato a Bari, 18.09.1998 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione con decreto di sospensione per anni 2 mesi 4 di reclusione) art. 73 c.5 dpr. 309/90 e art. 81 c.p.;
  18. De Zio Alessandro, nato a Bari, 10.04.1982 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione con decreto di sospensione per mesi 10, giorni 11 di reclusione) art. 612 c.2 c.p. art. 110 c.p. e art. 73 dpr. 309/90;
  19. Axhenti Aldo, nato in Albania, 15.06.1985 (ordine di esecuzione per la carcerazione con contestuale decreto di sospensione anni 3, mesi 8 di reclusione) art. 73 c.1-4-6;
  20. Ciliberti Nicola, nato ad Andria, 30.05.1981 (ordine di esecuzione per la carcerazione con contestuale decreto di sospensione per mesi 8 giorni 29 di reclusione) art. 73 c.1-4-6 dpr. 309/90;
  21. nina fatjon, nato in albania, 05.11.1990 (ordine di esecuzione per la carcerazione con contestuale decreto di sospensione anni 1 mesi 3 di reclusione) art. 73 c.1-6 dpr.309/90.

ROMA | LA MASSONERIA ITALIANA GIOCA D’AZZARDO

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La massoneria italiana gioca d’azzardo, ha affermato Paolo Battaglia La Terra Borgese “espertizzando” Rosai. La notizia è che la precisazione pubblica dello storico e più antico Ordine della Massoneria Italiana reca addirittura la firma del N.H. Professor Giuseppe Bellantonio, Presidente della ‘Comunione di Piazza del Gesù’ e sue Sezioni

“Piazza del Gesù non è per tutti” impera il Critico d’Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese, Deputato -direttamente dal Gran Maestro- alla comunicazione per l’esterno di “Piazza del Gesù”.

Nobili Ideali, Antiche Tradizioni, Alti Valori, Spiritualità, Generosità, Amore Fraterno; è a ciò, come precisa il Gran Maestro Giuseppe Bellantonio, che deve essere vocata la nostra Comunione,vera eggregore e ascetica cultura del pensiero filosofico massonizzante – sbotta il noto critico d’arte .

La massoneria di massa? è un azzardo – continua Paolo Battaglia La Terra Borgese – quella basata sul numero degli iscritti (più ne ho e più sembro importante; più ne ho e di più soldi posso disporre grazie alle quote associative) ha intriso con grave detrimento le varie comunioni massoniche oramai zeppe di carrieristi del grembiule lontani anni luce dalla Via iniziatica.

“Nell’epoca della solitudine, entrare in un circolo comporta parecchie opportunità di nuove relazioni, nuove conoscenze che permettono di diventare tessere musive del mosaico sociale. In tutta probabilità ciò che attrae i profani alla Massoneria è proprio il mero interesse personale”.

“Tuttavia la Massoneria, diversamente da altre organizzazioni, è e deve rimanere il luogo del perfezionamento spirituale lungo il viatico iniziatico per eccellenza. Niente di diverso”.

Ecco il perché della necessità di un comunicato pubblico e ufficiale della importante e autorevole Comunione di Piazza del Gesù. È, infatti, il comunicato ufficiale di Piazza del Gesù, oltre a un dipinto di Ottone Rosai, che sono presi quali lente ingrandente dal critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese, lente ricca d’importanti spunti di riflessione, sia per i massoni che per i profani.

Dalla Comunione di Piazza del Gesù, PRIMA e storica COMUNIONE MASSONICA IN ITALIA: il Presidente di Piazza Del Gesù e Sue Sezioni, Giuseppe Bellantonio:

«ROMA – Utilmente premesso, anche a conferma di similari comunicazioni pubbliche, che la nostra Comunione non ha intrapreso né ha in progetto di trattare e quindi procedere a “unificazioni”, partecipazione a “federazioni” o “confederazioni” né tantomeno anche solo ipotizza di assorbire parti provenienti da possibili altre e diverse realtà del medesimo tipo …(.)… circa le possibili vicende delle quali non mostriamo alcun interesse, rispettando l’aurea regola della non ingerenza né interferenza in questioni di altrui competenza e interesse. Ciò allontana strani e del tutto anomali cicalecci, certamente interessati, circa i cui contenuti prendiamo assoluta distanza, riservandoci di interessare le Autorità competenti.

Con l’occasione, si ricorda ancora una volta l’inestimabile nostro patrimonio storico e culturale – sempre nel segno dell’eredità diretta tramandataci dal Sovrano Gran Commendatore e suoi successori – di cui siamo gli unici discendenti diretti – e mai abbandonata, tutelando gli interessi e onorando la bandiera della “Comunione di Piazza del Gesù” e della “Comunione Italiana di Piazza del Gesù” nonché della “Ser.ma Gran Loggia Nazionale Italiana degli Antichi Liberi ed Accettati Massoni” e del “Supremo Consiglio del 33° ed Ultimo Grado per l’Italia-Comunione di Piazza del Gesù del RSAA” già anche corrente con il titolo distintivo di “Supremo Consiglio dei 33°. Giurisdizione Italiana” (novennio 1908-1917) e in modo ancor più completo di “Supremo Consiglio dei Sovr. Gr. Ispettori Generali del 33° ed ultimo Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato Giurisdizione Italiana e sue Colonie” (Decreto 23 Marzo 1908 a firma del SGC Saverio Fera) …(.)… È storicamente provato, ed i documenti lo comprovano, che il SC del 1805 in Italia cessò ogni propria attività nel 1815, con la caduta del règime napoleonico; attività ripresa nel 1859 con la nascita di un nuovo, altro e diverso organismo corrente con il nome di “Grande Oriente Italiano”.

Da qui al 1908, e a ogni tipo di riconoscimento attribuito o concesso alla Comunione ferana, e ininterrottamente mantenuto fino al 1972/1973 per l’Ordine Simbolico, mentre per il Rito è mutata solo la titolarità …(.)… e non certo il titolo distintivo (a testimonianza che non venne varato un nuovo SC ovvero che non vi fu certo confluenza in quello del GOI)».

OTTONE ROSAI “Giocatori”, collezione privata: critica artistica a cura di Paolo Battaglia La Terra Borgese

Nella produzione di Rosai, i soggetti che tutti conosciamo di più sono i suoi patetici omini: fiaccherai, giocatori di carte, di biliardo, mendicanti, venditori ambulanti, suonatori, ritratti con spigliatezza e con accento popolaresco inconfondibili.

Questi Giocatori sono del 1950. Riuniti intorno a un rozzo tavolo d’osteria, i cinque omini sono evocati con forme elementari, larghe superfici di colore e pochi tratti.

Quasi non hanno volto, questi giocatori; eppure sui loro corpi incurvati e macilenti si può leggere una lunga storia di pena.

Sono i personaggi della vita di Rosai, quelli che lui incontrava nel suo rione, vicino alla via Toscanella, dipinta in tutti gli scorci nei suoi quadri, o alle stradine erte con gli alti muri chiari e le sagome scure dei cipressi.

Per i paesaggi di Rosai viene subito in mente Cezanne, con le sue caratteristiche di ordine e rigore stilistico.

Per le figure, si pensa piuttosto all’Espressionismo, tanto sono cariche di accenti psicologici, spesso polemici, e tale è la qualità della materia pittorica usata da Rosai. Ecco perché il suo nome si colloca nella corrente espressionista.

Ma la sua formazione risale al Futurismo, negli anni della rivista Lacerba accanto a Soffici e a Papini. Rosai diciottenne espose in piazza S. Marco a Firenze assieme ai futuristi del 1913.

Nel ’30 fece una personale nella galleria del Milione, a Milano, e da allora venne considerato uno dei sommi maestri italiani: anche se le sue affinità con i grandi movimenti artistici europei sono frutto del suo istinto più che di contatti diretti e di teorie condivise.

Nel 1930 Rosai divenne addirittura la “bandiera” di una rivista, l’Universale, a lui dedicata da un gruppo di amici e tifosi.

Rosai era nato a Firenze esattamente 130 anni fa, il 28 aprile 1895; è morto prematuramente nel 1957 e le sue opere sono oggi valutate parecchi soldi.

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