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RIETI: I CARABINIERI DENUNCIANO UN NEOPATENTATO PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

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I Carabinieri della Sezione Radiomobile di Rieti hanno denunciato a piede libero un ventenne reatino, neopatentato, per guida in stato di ebbrezza.

Il giovane, mentre era alla guida della propria autovettura, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo, finendo fuori strada.

Durante i rilievi del sinistro, i militari dell’Arma hanno riscontrato che il conducente presentava evidenti sintomi riconducibili a un probabile abuso di bevande alcoliche.

Successivamente, il giovane è stato trasportato presso l’ospedale di Rieti, dove gli sono state riscontrate lesioni fortunatamente non gravi. Gli accertamenti sanitari volti a verificare una possibile alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcol hanno evidenziato un tasso alcolemico superiore di oltre tre volte il limite consentito dal Codice della Strada (0,5 g/l).

Per tali motivi, il giovane è stato deferito alla Procura della Repubblica di Rieti e, contestualmente, si è proceduto al ritiro della patente di guida.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Un nuovo Tigre Amico a Leonessa In Via San Francesco n.79

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LEONESSA – È stato inaugurato il 3 aprile, in Via San Francesco n.79 a Leonessa, il nuovo punto vendita del canale franchising “Tigre Amico” di Magazzini Gabrielli. All’interno della struttura, che occupa complessivamente una superficie di 200 metri quadrati, lavoreranno undici addetti.

Il supermercato disporrà di 7.300 referenze, di cui 1.200 freschi e sarà aperto dal lunedì al sabato, dalle 8:30 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30 e la domenica dalle 9:00 alle 13:30: offre un ampio assortimento, con particolare attenzione alle produzioni locali e con un servizio efficiente, completo e di qualità. Inoltre, è presente una vasta gamma di prodotti a marchio Consilia, Selezione Qualità e Fatti Buoni. 

“Siamo orgogliosi – ha dichiarato il Responsabile dell’Affiliazione di Magazzini Gabrielli SpA, Nico Silvestri – che un imprenditore esperto, profondo conoscitore delle meccaniche della Gdo come Giancarlo Colangeli abbia deciso di condividere i valori del nostro progetto franchising. Auguro, a nome mio e di Magazzini Gabrielli, a Giancarlo e a tutti i collaboratori della Gsa Srl i migliori successi professionali”.



“La collaborazione con Magazzini Gabrielli – sottolinea Giancarlo Colangeli, titolare del punto vendita – ha origine dal confronto con altri imprenditori, che hanno evidenziato a loro avviso i punti di forza del programma franchising di Magazzini Gabrielli e che ho potuto personalmente riscontrare. Lavoriamo nel settore della GDO dal 1987, ci aspettiamo da questa collaborazione di essere più competitivi e un grande salto di qualità nei prodotti e servizi offerti”.

PROROGATO L’OBBLIGO DI SOTTOSCRIVERE POLIZZE CATASTROFALI PER LE PICCOLE IMPRESE

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CONFARTIGIANATO: “ORE REGOLE CHIARE E CERTE”

Buone notizie dal Governo per le piccole e medie imprese. Nei giorni scorsi è arrivata la proroga dell’obbligo per le piccole e medie imprese di sottoscrivere contratti assicurativi per danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali. Il termine è stato così differito:

  • per piccole e micro imprese dal 1° gennaio 2026
  • per le imprese di medie dimensioni dal 1° ottobre 2025

Per le grandi imprese resta invece invariato l’obbligo di dotarsi di polizza dal 1° aprile 2025, sebbene, almeno inizialmente, non siano previste sanzioni: per ulteriori 90 giorni non si terrà infatti conto dell’eventuale inadempimento dell’obbligo di assicurazione nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche, anche con riferimento a quelle previste in occasione di eventi calamitosi e catastrofali.

Confartigianato, tramite la sua struttura nazionale, ha partecipato a un tavolo tecnico organizzato il 31 marzo presso il MIMIT, a cui hanno partecipato, oltre alle altre organizzazioni imprenditoriali, anche rappresentanti di istituti bancari e assicurativi. Apprezzato l‘impegno del Ministero a rendere il tavolo permanente e ad inserire, in sede di conversione del decreto-legge sulla proroga dell’obbligo di assicurazione, i correttivi ritenuti necessari per un’applicazione chiara e certa del provvedimento. Gradita anche la volontà dell’Ania di avviare il richiesto tavolo con le organizzazioni imprenditoriali per definire linee guida sugli aspetti contrattuali.

Ricordiamo che in Italia ci sono oltre 4 milioni di imprenditori alle prese con un provvedimento che, oltre a comportare un esborso di almeno 2 miliardi di euro, almeno finora non offre certezza sui beni da assicurare, su quali danni verranno risarciti, sulla confrontabilità delle offerte da parte delle assicurazioni.

“Apprezziamo la sensibilità del Governo che ha compreso la necessità di offrire più tempo per individuare soluzioni e risposte adeguate alle esigenze delle micro e piccole imprese – afferma Franco Lodovici, Presidente di Confartigianato Imprese Rieti – soprattutto in relazione ai tanti dubbi interpretativi che hanno determinato la richiesta di proroga dei termini di applicazione di questo nuovo obbligo. Crediamo che si siano create le condizioni affinché il maggior tempo a disposizione consenta alle imprese di poter adempiere serenamente a un obbligo che possa essere visto non come un contributo forzato, ma come apprezzabile tentativo di mutualizzare i sempre più frequenti rischi catastrofali, creando quelle condizioni di sicurezza che, unitamente agli interventi per la manutenzione e la salvaguardia del territorio, possano mettere al sicuro le imprese sulle possibilità di ripartenza immediata dopo eventuali eventi dannosi”.

Confartigianato Imprese Rieti ha attivato un tavolo tecnico, anche qui nella nostra provincia, con una società di brokeraggio, al fine di individuare gli strumenti assicurativi più adatti per le imprese aderenti alla nostra Associazione.

Approvazione del bilancio comunale di Frosinone, primo passo per nuove assunzioni

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Il Segretario Cuozzo: «Vigileremo con attenzione sulla stesura del PIAO»

L’approvazione del bilancio comunale di Frosinone segna l’inizio di una nuova strada anche in tema di personale. Prossimo passo sarà l’approvazione del PIAO, documento fondamentale sul quale la Cisl Funzione Pubblica annuncia la massima attenzione.

«Apprendiamo con piacere dell’approvazione del bilancio da parte del Consiglio Comunale di Frosinone, un passaggio fondamentale che consentirà di avviare il percorso verso il rafforzamento della pianta organica dell’ente – ha affermato il Segretario Generale della Cisl Fp Frosinone Antonio Cuozzo – Ora sarà cruciale procedere con l’approvazione del PIAO, il Piano Integrato di Attività e Organizzazione, che dovrà definire in modo chiaro il fabbisogno di personale del Comune. Come Cisl Fp vigileremo con fermezza sulla stesura di questo Piano, che dovrà necessariamente affrontare due questioni imprescindibili. Da un lato, sarà indispensabile garantire il turnover, sostituendo senza ritardi il personale che ha già lasciato o sta per lasciare il servizio, così da scongiurare il rischio di un ulteriore svuotamento degli uffici comunali. Dall’altro, sarà fondamentale procedere con nuove assunzioni mirate, rafforzando in modo concreto e strutturale quei settori ormai al collasso a causa della cronica mancanza di personale. Non accetteremo soluzioni parziali o compromessi al ribasso: la macchina amministrativa ha bisogno di risorse adeguate per funzionare, e la Cisl Fp sarà in prima linea per garantire che questo obiettivo venga raggiunto. Il sindacato continuerà a seguire con la massima attenzione ogni passaggio di questo percorso, affinché l’amministrazione comunale dia risposte concrete ai lavoratori e ai cittadini. Monitoreremo con determinazione l’evolversi della situazione, pronti a intervenire per garantire che il Piano sia redatto e attuato nel rispetto delle reali necessità della macchina amministrativa e del territorio».

Riunione del Consiglio Direttivo dell’ANCI Lazio: focus su sviluppo e crescita dei comuni della regione

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Oggi, presso la sede dell’ANCI Lazio in via dei Prefetti, si è tenuta una importante riunione del Consiglio Direttivo, con la partecipazione dei rappresentanti dei comuni della regione. L’incontro ha visto al centro del dibattito temi cruciali per il futuro delle amministrazioni locali.
Il dirigente regionale di ANCI Lazio, Gianluca Quadrini è intervenuto alla riunione dichiarando che questi incontri sono fondamentali per confrontarsi su temi che riguardano da vicino i nostri territori. Quadrini ha ribadito inoltre la necessità di lavorare insieme per rispondere alle sfide globali e locali, con un forte impegno verso la crescita e lo sviluppo . Durante l’assemblea sono stati nominati i coordinatori territoriali di Anci Lazio, Katiuscia Mulattieri, vicesindaco di Pontecorvo, Daniela Fiori, consigliere comunale di Latina, Ermanno Nicolai, vicesindaco di Viterbo, Luca Branciani, sindaco di Montelibretti, Lina Novelli. I membri della Consulta Anci Lazio dell’associazionismo, Giovanni Congedi, vicesindaco di Barbarano Romano, Gianluca Leoni, sindaco di Cantalice, Fiorenzo De Simone, sindaco di Vicovaro, Adriano Di Franco, consigliere di Monte Compatri, Foffo Massimo, assessore comune di Posta comunità montana, Francesco Coculo, vicesindaco di Bellegra e Rita di Sotto, assessore di Aquino, Alessandra Ortenzi, Ronciglione e Mirco Rufini, Rocca Priore.
Quadrini augura ben venuti a tutti un buon e proficuo lavoro a tutti gli eletti.
I lavori si sono conclusi con un rinnovato impegno collettivo per affrontare le sfide sociali ed economiche che i territori lazio devono affrontare, con particolare attenzione alle politiche di coesione sociale e al rafforzamento delle infrastrutture locali.

Visita del Direttore Relazioni Istituzionali della Reno De Medici presso l’ufficio del Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Quadrini

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Si è svolta oggi una visita importante presso l’Ufficio del Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, dove il Direttore delle Relazioni Istituzionali della Reno De Medici, Secondo Attilio Carrara, una delle principali aziende nel settore cartario, ha incontrato il Presidente del Consiglio. L’incontro ha rappresentato un’opportunità significativa per rafforzare la collaborazione tra l’azienda e le istituzioni locali, e per discutere le future linee di sviluppo che possano favorire il territorio.
Durante la visita, il Presidente del Consiglio ha sottolineato il ruolo fondamentale che la Reno De Medici riveste per l’economia provinciale. “La nostra comunità ha bisogno di aziende come la Reno De Medici, che non solo contribuiscono in modo significativo alla crescita economica, ma che rappresentano anche una risorsa cruciale per l’occupazione locale”, ha dichiarato il Presidente. “Negli anni, questa azienda ha attraversato momenti difficili, ma grazie alla determinazione di tutti, con il nostro impegno diretto in prima persona, siamo riusciti a evitare la chiusura dello stabilimento e i licenziamenti dei lavoratori. È stato fondamentale intraprendere un dialogo costante per trovare soluzioni insieme.”
Quadrini ha ribadito l’importanza di mantenere una forte collaborazione tra le istituzioni e il mondo imprenditoriale, affinché il territorio possa crescere in modo equilibrato. “È essenziale continuare a costruire ponti tra le istituzioni e le aziende, affinché si possa lavorare insieme per un futuro prospero”, ha concluso il Presidente.

MILANO, MAXI BLITZ RAPINE, DE CORATO (FDI): «DOMANI MAGISTRATURA INFLIGGA PENE SEVERE AI 24 ‘MARANZA’. SERVE SEGNALE DECISO»!

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Milano, 03 Aprile 2025 – «Mi auguro vivamente che domani la Magistratura infligga pene severe nei confronti dei 24 ragazzi fermati ieri per rapine in strada e sui mezzi pubblici e non faccia, come in altri casi, dove ha rilasciato e liberato subito le persone fermate e arrestate. Serve che il Gip, finalmente, dia un segnale forte e concreto nei confronti di tutti questi ragazzi che delinquono che sono spesso anche recidivi. Ricordo che in città abbiamo centinaia di ‘Maranza’ che pensano di essere a casa propria e fare ciò che vogliono. Un pugno duro dei magistrati, domani, servirebbe anche da lezione per tutti quei giovani ‘Maranza’ e far capire loro che il “vento” in ambito di sicurezza del Paese è cambiato».
Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

MILANO, URBANISTICA, DE CORATO (FDI): «SALA SI DIMETTA E NON SPERI IN TRATTATIVA PROCURA-AVVOCATURA

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LO DEVE AGLI ACQUIRENTI PENALIZZATI DAI SUOI FUNZIONARI».

Milano, 03 Aprile 2025 – «Sala continua a sperare, più di ogni altra cosa, che l’avvocatura del Comune di Milano e la Procura trovino l’accordo e le giuste soluzioni in materia di Urbanistica dopo i numerosi passi falsi commessi da questa Giunta. Lo stesso primo cittadino pensa che attraverso queste trattative si risolvano nel breve termine tutti i problemi causati dalla sua stessa maggioranza. Il Sindaco, però, farebbe bene a dimettersi immediatamente, come noi di Fratelli d’Italia e come migliaia di milanesi gli hanno chiesto, anche attraverso le nostre raccolte firme delle ultime settimane. Le dimissioni le deve, in primis, ai cittadini che hanno acquistato quelle case e sono rimasti gravemente penalizzati a causa dell’iter dei suoi Funzionari». 

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

Le relazioni ‘particolari’ e il ruolo delle donne nella Chiesa dividono l’assemblea Cei

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Salta il voto sul documento finale della seconda assemblea sinodale delle Chiese italiane:”Testo non maturo, da ripensare in toto”

ROMA – Niente da fare, troppo difficile mettere d’accordo gli oltre mille tra vescovi, sacerdoti, religiosi e laici che hanno preso parte alla Seconda assemblea sinodale delle Chiese in Italia, riunita in Vaticano dal 31 marzo scorso e conclusa oggi. Avrebbero dovuto votare un documento finale, i “contenuti delle Proposizioni”, il cui lavoro di elaborazione, analisi e sintesi è stato avviato fin dal 2021.
Ma “le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi” al lavoro “richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti”, in definitiva, il documento andrà riscritto, ridiscusso e la votazione è stata rinviata all’assemblea del 25 ottobre prossimo.

“ASSEMBLEA RIBELLE? NO, VIVA”

A fare una sorta di resoconto dell’Assemblea “ribelle” è l’arcivescovo Erio Castellucci, teologo e presidente del Comitato nazionale dell’assemblea sinodale della Cei, in un lungo intervento. “In questi giorni ho ricevuto attestati di vicinanza da parte di alcuni di voi che, incontrandomi, sorridevano a labbra strette e mi davano una pacca sulla spalla, come si fa quando si porgono le condoglianze” è l’incipit ironico del teologo che descrive l’assemblea di questi giorni non tanto ribelle, come qualcuno l’ha definita, ma “viva, critica, leale, appassionata per la Chiesa e la sua missione”.LE CRITICHE: “TROPPO VAGHI I RIFERIMENTI SU OMOSESSUALITÀ E RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA”

Tra i pomi della discordia, l’uso di espressioni come “accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari”- per intendere le relazioni tra persone dello stesso sesso- o “responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne”: ritenute troppo generiche, non idonee a rendere il senso delle proposte arrivate dalla ‘base’. Emendamenti e interventi critici emersi nell’assemblea- composta da 1.008 persone- hanno fatto capire l’andazzo: il testo non sarebbe stato approvato. Allora meglio soprassedere.“TESTO NON ANCORA MATURO”

Lo stesso presidente del Comitato, nel suo intervento spiega com’è andata: “L’Assemblea di martedì mattina e le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti”, scrive. “I gruppi in queste due mezze giornate hanno lavorato molto bene, intensamente e creativamente- va avanti- ritrovando nel testo talvolta anche ricchezze che non emergevano ad una prima lettura, e hanno integrato e corretto il testo; che tuttavia- conclude- non si presenta ancora maturo”.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

RICHIESTA ESAME PROPOSTA SPOSTAMENTO DELLA VALLE DEL TURANO       NELLA PROVINCIA DELL’AQUILA

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Come noto, il territorio della Valle del Turano è attraversato dalla Strada Turanense che parte da Rieti per raggiungere Carsoli costeggiando il fiume Turano e l’omonimo Lago ricade dal 1927 nella provincia di Rieti, Ente appositamente creato dall’allora Governo nazionale con l’accorpamento di zone fino al allora appartenuti all’Umbria e all’Abruzzo.

La Valle del Turano è una piccola zona dell’ex Stato della Chiesa composta da 11 comuni per un totale di circa 4.000 abitanti ufficialmente residenti ed un territorio di 210 km. quadrati, all’incirca l’estensione della città di Terni.

Storicamente l’economia della Valle è stata sorretta da agricoltura e allevamento, attività che davano il sostentamento appena sufficiente alle comunità locali e poco è cambiato con la creazione dell’omonimo lago (a parte il periodo di impiego di manodopera locale durante la costruzione della diga) fino al secondo dopoguerra. Nei primi anni ‘50 si aggiunsero poi le prime attività di ristorazione rivolte ad un turismo agli albori, legato principalmente alla Capitale.

L’economia della Valle oggi si basa principalmente sulle occasioni di occupazione che offrono sia Rieti sia Carsoli in provincia dell’Aquila, con i loro nuclei industriali sorti nel secolo scorso; resiste poi un minimo di agricoltura e di allevamento derivante essenzialmente da iniziative di quei pochi giovani che hanno creato piccole imprese e che scommettono sul loro territorio perché legati per qualche motivo allo stesso. Resiste anche lo storico comparto del turismo, principalmente nell’area lacustre, con una offerta composta da ottimi ristoranti, B&B, locande e attività commerciali legate a questo comparto, ma che si attiva principalmente nel periodo estivo.

Tuttavia la china che ha imboccato da tempo la valle del Turano sotto l’aspetto socio economico, non lascia presagire nulla di ottimistico.

Dalla seconda metà degli anni ’70 l’economia nazionale ha subito radicali mutamenti, si sono presentate nuove esigenze di vita e la Valle come altre aree interne non ha fatto eccezione a tutto questo: è così iniziata la corsa verso la città e verso nuove possibilità di trovare lavoro altrove.

Conseguentemente l’aspetto demografico ha subito un tracollo preoccupante nella sua costanza: oggi i Comuni contano una media bassissima di residenti, a cui è seguito un inevitabile effetto domino per quanto ha riguardato i servizi: la sanità, la scuola, i collegamenti automobilistici pubblici, la connessione veloce internet, le attività culturali e sportive; tutto a discapito di un preoccupante abbassamento della qualità della vita dei pochi residenti rimasti.

E il ruolo della Politica in tutto questo? Lo Stato, la Regione e la Provincia non hanno sostanzialmente inciso sul miglioramento delle condizioni di vita di questo territorio: nessuna infrastruttura moderna, i collegamenti stradali con il capoluogo praticamente fermi al ventennio, una insistente percezione all’interno della Valle di finire relegati in una posizione marginale (in tutti i sensi) rispetto ad altri territori della provincia di Rieti. L’unica Istituzione che in qualche maniera teneva unito il territorio vallivo era la presenza della VIII Comunità Montana detta appunto “del Turano”, ma a seguito del recente riordino amministrativo voluto dallo Stato, anche questa è stata resa non più operativa, con il conseguente annullamento di un ultimo baluardo di proposta e di confronto politico territoriale a tutela degli interessi dei suoi abitanti.

Così oggi il sentimento che pervade gli abitanti della Valle del Turano è quello di permanente incertezza e precarietà, di un senso di abbandono, soprattutto da parte della “Grande Politica”, che evidentemente non la reputa neanche più un appetibile serbatoio elettorale come una volta causa il consistente e continuo depauperamento demografico.

Ed ecco quindi che aleggiano nuove idee, si fanno nuovi ragionamenti e si prospettano nuovi orizzonti, grazie anche alla realtà nazionale e mondiale che suggerisce nuovi scenari, inutile negarlo. Ad esempio, una nuova idea cha volteggia come un rapace del Parco Naturale Cervia Navegna, altra opportunità che non ha dato i risultati sperati, dalla vista lunga è quella dell’approdo in altre realtà territoriali (almeno da gran parte dei comuni frontalieri): la Regione Abruzzo, vicinissima e invitante che fa al nostro caso. Può essere la svolta? E’ un’idea concreta e non una chimera: iniziative analoghe in altre parti d’Italia hanno avuto ottimi esiti.

Forse questa è l’unica opportunità che rimane almeno per gli abitanti del Centro e del Sud della Valle del Turano, una opportunità che questa Associazione ritiene di dover prospettare a chi opera nel territorio interessato: sindaci e consiglieri comunali, partiti politici, organizzazioni sindacali, associazioni varie e anche singoli cittadini interessati alle vicende pubbliche. E a tutti questi soggetti chiede di aprire un dibattito per verificare concretamente questa opportunità.

Ringraziando per quanto verrà fatto sull’argomento, rivolge a tutti un cordiale saluto

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