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Jan Fabre alla Mucciaccia Gallery

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Dal 31 gennaio al 1° marzo 2025, Roma si prepara ad accogliere l’arte visionaria di Jan Fabre, uno dei più grandi innovatori della scena contemporanea, con una mostra che, per la prima volta in Italia, raccoglie i due più recenti capitoli della sua produzione artistica: Songs of the Canaries (A Tribute to Emiel Fabre and Robert Stroud) e Songs of the Gypsies (A Tribute to Django Reinhardt and Django Gennaro Fabre).

Artista visivo, creatore teatrale e autore, capace di fondere tradizione artistica, filosofia, scienza e spiritualità in un unico personale universo creativo, Fabre porta alla Galleria Mucciaccia di Roma un corpus di opere che attraversano l’essenza del pensiero umano, la fragilità della vita e il potere trasformativo dell’arte, “giocando” con la performatività dei materiali, per esplorare temi esistenziali, spirituali e scientifici attraverso un dialogo costante tra corpo, mente e materia.

Occasione per immergersi in un viaggio tra simbolismo, innovazione e intimità personale, in un percorso espositivo attraverso il quale Fabre continua a spingere i confini dell’arte reinventando antiche metafore per affrontare questioni contemporanee, la mostra è un’esplorazione del rapporto tra materia e spirito, forte di un uso innovativo di materiali come il marmo di Carrara, il Vantablack (la più nera versione esistente del nero) e i colori a matita e tempera.

Il primo capitolo Songs of the Canaries (A Tribute to Emiel Fabre and Robert Stroud) è un tributo poetico alla fragilità della vita, all’inseguimento dei sogni e alla continua ricerca dell’umanità di comprendere il cielo. Fabre esplora queste tematiche attraverso un’installazione composta da opere meticolosamente scolpite in marmo di Carrara e intimi, sorprendenti disegni a matite colorate su Vantablack. Una serie di sculture raffigura canarini appollaiati in cima a cervelli umani, apparentemente in contemplazione dei meccanismi interni della mente. Dettagli come le piume di un canarino – metafora della libertà e della fragilità – o le vene di un cervello si trasformano in una poesia scultorea che armonizza i suoni del cielo con l’eco dei pensieri umani, attraverso titoli evocativi come Thinking Outside the Cage (2024), Sharing Secrets About the Neurons (2024) e Measuring the Neurons (2024).

È al centro di questa prima sezione espositiva che si trova la scultura monumentale The Man Who Measures His Own Planet (2024): una figura si erge su una scala, con le braccia tese come a voler misurare l’immensità del cielo. Il cranio aperto rivela una “terra incognita”, quel territorio in gran parte inesplorato che è il cervello, simbolo dell’incessante ricerca dell’artista e dell’uomo per capire l’incomprensibile; il corpo è modellato su quello di Fabre stesso, mentre il volto rimanda al fratello scomparso prematuramente, Emiel, a cui è dedicata la mostra.

Questo primo capitolo Songs of the Canaries è anche un omaggio a Robert Stroud, detto “Birdman of Alcatraz”, un prigioniero che divenne un rinomato ornitologo, specializzato in canarini. Per poterli studiare, Stroud riuscì a farsi portare in cella centinaia di questi uccelli, creature che anche in cattività trovavano la forza di cantare e ispirare la mente. Quando fu rilasciato, alla domanda dei giornalisti su cosa avesse intenzione di fare per il resto della sua vita, Stroud rispose: “Misurerò le nuvole”.

Il secondo capitolo, Songs of the Gypsies (A Tribute to Django Reinhardt and Django Gennaro Fabre), mescola il jazz e l’arte con la vita personale dell’artista, per esplorare la relazione tra fragilità e creazione in opere sorprendenti che uniscono tradizione iconografica e innovazione contemporanea. Il cuore dell’installazione è costituito da tre grandi sculture di marmo di Carrara in cui Fabre raffigura un neonato fuori scala, suo figlio all’età di 5 mesi e mezzo, ma alto come il padre.

Questa seconda sezione della mostra inizia infatti con una nota personale: Fabre ha chiamato il suo primogenito Django Gennaro, dove Django si riferisce a Django Reinhardt, virtuoso chitarrista gypsy jazz belga, acclamato da musicisti di tutti i generi come geniale e innovativo. Reinhardt era riuscito a eccellere e a inventare un genere musicale personale partendo da un grande svantaggio: una grave menomazione alla mano sinistra dovuta a un incidente da ragazzo.

Jan Fabre ha scelto di omaggiare queste due importanti figure nella sua vita, fonti di ispirazione per la sua arte.

Le delicate forme infantili scolpite incarnano il mistero della nascita e della creazione e sono anche messaggere di partiture musicali jazz, che appaiono sia incise nel marmo sia nei disegni dai colori vivaci, evocando una dimensione giocosa e improvvisata, ispirata alle pitture infantili del giovane Django e ai brani di Reinhardt. Come una partitura musicale multidimensionale che trasporta lo spettatore sulle note dei grandi successi del chitarrista gitano “Minor Swing”, “Nuages” o “Manoir de Mes Rêves”, le opere conducono in un mondo di sogni concreti, di vite fatte d’arte; un lento swing tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, un invito artistico a contemplare la fragilità e lo splendore della condizione umana. La mostra tutta è un inno alla musica, filo conduttore che attraversa entrambe le serie: Fabre intreccia note e immagini, trasformando il gypsy jazz di Django Reinhardt in una colonna sonora visiva, mentre i canarini, simbolo di canto e libertà, diventano messaggeri tra il terreno e il celeste.

Nato ad Anversa nel 1958, Jan Fabre è un innovatore di spicco e una delle figure più influenti del panorama artistico contemporaneo internazionale. Contribuendo all’arte visiva, al teatro e alla letteratura, è stato il primo artista vivente a tenere grandi mostre personali in istituzioni prestigiose come il Museo del Louvre di Parigi nel 2008 e il Museo Hermitage di San Pietroburgo nel 2017. Inoltre, è l’unico artista ad aver ricevuto l’onore della Cour d’Honneur del Festival di Avignone per tre edizioni consecutive (2001, 2005 e 2006) e ad essere stato incaricato di creare un’opera per la Felsenreitschule al Festival di Salisburgo nel 2007.

La mostra, a cura di Dimitri Ozerkov, con contributi di Giacinto Di Pietrantonio, Melania Rossi e Floriana Conte, è accompagnata da un catalogo ricco di analisi critiche e immagini, curato da Melania Rossi e Giovanna Caterina de Feo; un approfondito omaggio alla complessità dell’arte del maestro belga, che intreccia temi personali, simbolici e universali. 

Inaugurazione: 30 gennaio 2025 | ore 18.00

Apertura al pubblico: 31 gennaio – 1° marzo 2025

Sede: Galleria Mucciaccia, largo della Fontanella di Borghese 89, Roma

Orari: dal lunedì al sabato 10.00 – 19.30; domenica chiuso.

Ingresso libero

Informazioni: tel. 06 69923801 – roma@mucciaccia.com

Icon Collection lancia il progetto “PEOPLE” e dà il via ai Recruiting Days

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Un nuovo modello rivoluzionario di formazione e fidelizzazione che mette le persone al centro

Icon Collection, protagonista dell’hospitality di lusso, presenta PEOPLE, un’iniziativa innovativa per valorizzare il personale e costruire insieme un futuro condiviso. Al centro del progetto c’è l’introduzione del concetto di TIL, un sistema di programmi di apprendimento personalizzati progettati per rispondere alle esigenze specifiche di ciascun individuo e migliorare l’efficacia della formazione. Questa iniziativa rappresenta un passo avanti significativo verso la creazione di un ambiente di lavoro che promuove lo sviluppo professionale e personale, rispondendo alle aspettative di una nuova generazione di lavoratori.

PEOPLE è molto più di un semplice programma di gestione del tempo o di formazione. È un autentico percorso esperienziale, progettato per ispirare, coinvolgere e valorizzare ogni collaboratore. Al centro del progetto c’è l’essenza stessa di Icon Collection: collaborazione, crescita e inclusione.

Attraverso attività stimolanti – dai lavori di gruppo agli esercizi creativi, passando per momenti di ascolto attivo e condivisione – il progetto mira a creare un senso di appartenenza autentico, rafforzando il dialogo e la partecipazione attiva. Ogni esperienza è pensata per celebrare la diversità individuale, promuovendo contributi creativi in un ambiente accogliente e privo di giudizi.

In questo scenario di innovazione e valorizzazione del talento, il Gruppo Icon Collection dà il via ai Recruiting Days, un’occasione straordinaria per chi sogna di far parte di un team d’eccellenza e costruire una carriera all’insegna della passione e della crescita professionale. Questi eventi rappresentano una porta aperta verso un mondo di opportunità, dove talento, determinazione e voglia di mettersi in gioco trovano la loro giusta valorizzazione in un ambiente dinamico, inclusivo e orientato al futuro.

Le giornate di selezione si terranno:

  • 31 gennaio e 17 febbraio 2025 presso il Park Hotel Marinetta (Bibbona, LI) anche per le posizioni disponibili al Relais Antico Podere San Francesco e al Borgo Verde (Vada -Rosignano Marittimo, LI)
  • 7 febbraio e 26 febbraio 2025 al The Sense Experience Resort (Follonica, GR)
  • 21 febbraio 2025 all’Hotel Botticelli (Firenze)

Ogni sessione si svolgerà in slot programmati: Slot 1: ore 10:00, Slot 2: ore 12:00, Slot 3: ore 14:30, Slot 4: ore 15:30. Le opportunità lavorative includono ruoli come: Manutentori, Facchini, Commis di sala, Commis di cucina, Chef de rang, Hostess, Cuochi, Camerieri/baristi, Receptionist, Guest Relation e Housekeeper.

Per candidarsi, è possibile inviare il proprio curriculum vitae attraverso i siti web degli hotel (www.hotelmarinetta.it/careers/ e https://www.thesenseresort.it/lavora-con-noi/) o inviare una candidatura alla sezione carrers del sito Icon Collection (https://iconcollection.it/lavora-con-noi/)

“Con PEOPLE vogliamo andare oltre il concetto tradizionale di formazione reinventando il modo in cui lavoriamo insieme,” afferma Federico Ficcanterri, CEO di Icon Collection. “Crediamo fermamente che il rispetto, l’ascolto e la valorizzazione delle persone siano i pilastri per affrontare con successo le sfide del futuro e i Recruiting Days sono un’estensione naturale di questa visione: un’occasione per scoprire nuovi talenti e costruire insieme un futuro straordinario.”

A rendere questo viaggio ancora più straordinario è il supporto di esperti di altissimo livello, come Alessandro Guidi (specialista in trasformazioni organizzative), Federica Colonna (esperta in narrazione e comunicazione) e Pierre Houben (pioniere dei sistemi di governance dinamica).

Con PEOPLE, Icon Collection si conferma apripista nell’innovazione aziendale, creando ambienti lavorativi che valorizzano le persone e promuovono la formazione continua. Questo progetto non solo innalza gli standard del settore, ma delinea una nuova visione per un’hospitality che guarda al futuro con coraggio e determinazione.

Icon Collection

È una società di consulenza del gruppo imprenditoriale Ficcanterri, nata nel 2019, che si occupa di gestire in maniera sinergica una serie di servizi (marketing, revenue, booking, acquisti, amministrazione, controllo di gestione, etc.) per le strutture The Sense Experience Resort, Park Hotel Marinetta, Antico Podere San Francesco, Borgo VerdeeHotel Botticelli. Icon Collection ha il compito di condurre tutte le strutture verso l’innovazione sia nell’ambito dell’offerta di servizi, nel marketing, revenue & sales, nei sistemi di controllo ed efficientamento economico che nell’ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane e finanziarie.

Maria Teresa Reale – Fuori il singolo “Te lo dico adesso”

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Videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=IRNiYGI2XT8

Dopo “Madre”, pubblicata per Universal Music Group con la vittoria a The Voice Senior 2023, Maria Teresa Reale torna con un nuovo inedito dal titolo “Te lo dico adesso”, un brano che porta la firma di Marco Colavecchio.

Ci sono momenti in cui il cuore grida, ma la voce non esce -spiega l’artista- ci sono parole che avrei voluto urlarti, ma il momento giusto è passato. E ora, mentre ti guardo da lontano, so che il tempo che avrei voluto spendere con te non tornerà più. Il silenzio è diventato il nostro ultimo linguaggio ed ogni perché che mi pongo rimane senza risposta. Allora tutto quello che volevo dirti “te lo dico adesso.”

Biografia

M° Maria Teresa Reale cantante pianista musicoterapeuta, laureata al Conservatorio “L. Refice” di Frosinone nel 1989 sotto la guida del celebre mezzosoprano Annamaria Rota. Direttrice dal 2015 ad oggi dell’Accademia “Come d’in Canto” presso Sora (FR). Ha collaborato con diversi cantanti facendo tournée in America, Messico, Canada e Nord Europa e ha ricoperto il ruolo di vocal coach per le trasmissioni televisive “Ti lascio una canzone” e “Prodigi” su Rai1. Vincitrice del programma nazionale THE VOICE SENIOR 2023 su Rai1. Ospite di diversi programmi Rai: La vita in diretta, Domenica in, Viva Rai2, Uno mattina, ecc.

Facebook: @Maria Teresa Reale

Instagram: @officialmariateresareale

TikTok: @mariateresareal2

Youtube: www.youtube.com/@MariaTeresaReale

Fulvio Be presenta il nuovo brano “Faccio come farei”

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Un inno alla leggerezza di chi ha imparato a perdonarsi e a tenere stretti i sogni

Dopo “Giravolte nel Blu”, ecco “Faccio come farei”, il nuovo singolo di Fulvio Be, un brano energico e contagioso che invita ad abbracciare la vita con grinta, promettendo di trasportare il pubblico in un viaggio emozionante di libertà e autenticità.

Già disponibile nelle principali piattaforme digitali, il nuovo pezzo del cantautore e medico bolognese è stato prodotto insieme al noto hitmaker Nicolò Fragile. Produzione esecutiva a cura di Oxa Rags.

Faccio come farei su spotify: https://open.spotify.com/intl-it/track/0SWvHKpj9QR6rG3VqQKMAS

La canzone cattura quel momento in cui ti accorgi di essere arrivato in cima, dopo aver affrontato salite e discese -spiega l’artista- È il respiro profondo di chi si ferma un attimo, guarda indietro senza rimpianti e sorride anche agli errori, perché sono stati parte del viaggio. La canzone è una mattina di sole, un inno alla leggerezza di chi ha imparato a perdonarsi e a tenere stretti i sogni, senza paura di volerli ancora più grandi. Con un ritmo coinvolgente e un sound positivo, il brano trasmette la voglia di dare ancora più gas, di prendere la vita per mano e portarla a ballare, senza troppe domande. È una celebrazione del presente, con lo sguardo rivolto al futuro e il cuore ancorato a ciò che conta davvero.

Fulvio Be è un cantautore rock-pop, attualmente residente a Berlino, dove lavora come medico neurologo d’emergenza. A 34 anni, ha deciso di concretizzare il suo percorso artistico, combinando la sua esperienza professionale con la produzione musicale. La sua musica nasce da profonde riflessioni personali e affronta temi come il cambiamento, la resilienza e il coraggio di superare le aspettative.

Youtube: https://www.youtube.com/@fulviob.eats_Music

Instagram: https://www.instagram.com/fulviob.eats_music/

TikTok: https://www.tiktok.com/@fulviob.eats_music

Sempre più dilagante il fenomeno delle aggressioni al personale ospedaliero

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Frosinone, Sabato presentazione del libro “Volevo solo fare il medico. Storie di aggressioni, mobbing e maxi-risarcimenti”

“Le aggressioni ai medici e al personale sanitario stanno “facendo” molto notizia ma sono un fenomeno che si trascina da tempo. -si legge in una nota stampa- Di questo (e non solo), si occupa il libro “Volevo solo fare il medico. Storie di aggressioni, mobbing e maxi-risarcimenti” edito da Giubilei Regnani e scritto dal giornalista de “Il Messaggero” Giovanni Del Giaccio. Un “viaggio” nel quale: “Si racconta di aggressioni, violenze, mobbing per chi ha denunciato le storture di un sistema, ma anche di maxi-risarcimenti e medicina difensiva. Si analizzano le diverse modalità di aggressione e si fanno parlare i protagonisti. Gli “eroi” che abbiamo presto dimenticato e le tante, troppe carenze del servizio sanitario pubblico”. Il libro, con la prefazione del presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici, Filippo Anelli, sarà presentato sabato 18 gennaio alle 11 presso la sede dell’ordine dei medici di Frosinone, in Via delle Fosse Ardeatine 102. Con l’autore ci saranno il presidente dell’ordine di Frosinone, Fabrizio Cristofari  e  la commissaria della Asl, Sabrina Pulvirenti. Con loro dialogherà la giornalista Laura Collinoli. “Li abbiamo chiamati eroi – si legge nella sinossi – ma ce ne siamo dimenticati presto. Come se il Covid non abbia insegnato nulla, quando in realtà la pandemia ha messo a nudo le carenze del sistema sanitario, la mancata programmazione ed esaltato il ruolo di tutti i medici che sono stati in prima linea. Li abbiamo chiamati eroi, ma continuiamo ad aggredirli e non solo fisicamente. C’è chi ci ha rimesso la vita, è vero, chi ha subito violenza sessuale, chi è stato picchiato o si è trovato di fronte una pistola. Poi ci sono coloro che quelle carenze le hanno denunciate e per questo sono stati messi da parte e inutilizzati (ma non c’è carenza di medici?) e coloro che passeranno il resto della vita in tribunale per difendersi da accuse spesso infondate o maxi-richieste di risarcimento. Raccontiamo le loro storie: volevano solo fare i medici”

Echopop Up – il nuovo singolo è “Nuove Generazioni Bit Bit”

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“Nuove Generazioni Bit Bit” è il nuovo singolo degli Echopop Up, un brano, scritto da Stefano Orlandi e prodotto da Danielle Candosin, già disponibile nelle principali piattaforme digitali per l’etichetta discografica Estro Records.

Nonostante la modernità delle macchine computer -spiega l’artista- alla fine siamo sempre noi che con il cuore e l’amore facciamo andare avanti questo mondo. Una macchina non può sostituire il motore umano e noi siamo gli attori principali.

Echopop Up è un gruppo musicale italiano nato un anno fa, composto da due cantanti, un bassista, due chitarristi e un batterista. La band unisce talenti accomunati dalla passione per il pop, fondendo influenze del pop italiano melodico con sonorità moderne. Con canzoni orecchiabili, testi poetici e arrangiamenti curati, il gruppo si distingue per la capacità di attrarre sia il pubblico nostalgico che le nuove generazioni. Le loro performance dal vivo, coinvolgenti e dinamiche, hanno conquistato un pubblico in costante crescita. Attualmente impegnati nella produzione di nuovi brani, gli Echopop Up puntano a innovare e a consolidare il loro ruolo nel panorama musicale contemporaneo. La loro dedizione e creatività promettono di lasciare un’impronta duratura nel pop italiano.

Link Social: https://www.facebook.com/share/15dB3D78yV/?mibextid=wwXIfr

Roberta Tondelli presenta il singolo “Angelo”

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Un dialogo immaginario con una persona cara che non c’è più

E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali “Angelo”, il nuovo singolo di Roberta Tondelli, un dialogo immaginario con una persona cara che non c’è più, un viaggio nei ricordi di momenti vissuti insieme, di cui si sente la forte mancanza.

E’ un dolore -spiega Roberta- che con la musica si trasforma in speranza, la speranza che questa preghiera possa arrivare ai nostri “angeli”, affinché riescano a farci sentire, in qualche modo, la loro presenza.

Roberta ha scelto di incidere questo brano, scritto da Andrea De Luca e prodotto da Mauro Spenillo, per attraversare il suo dolore che in quel periodo stava vivendo per la perdita di una persona a lei molto vicina e, con la sua interpretazione così sentita ed emozionata, ha dato voce al senso di smarrimento che accomuna tutti coloro che si ritrovano in questa esperienza.

Il pezzo fa parte dell’album di 11 tracce “Tutta ‘a vita affacciata all’ammore” ed il videoclip è stato girato a Napoli per la regia di Alessandro Freschi.

Hanno suonato: Pianoforte e tastiere: Mauro Spenillo; Chitarre: Pippo Seno; Basso: Corrado Calignano; Batteria: Mario Romeo; Sax: Pasquale Nunzio.

Video: https://youtu.be/xtmAIWlJi1E?si=M3m26JrWB_r7MuY9

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/track/39GFKikKGcObkROaWS8O5N

Roberta Tondelli fin da bambina scopre un amore profondo per la musica e per il canto. A 16 anni inizia a studiare e a fare le sue prime esibizioni in pubblico. Nel 2013 partecipa al “Festival di Castrocaro” e nel 2017 incide e produce il suo primo lavoro discografico “CANTERO’… PER CHI MI VUOLE ASCOLTARE”. 2018 Festival di Napoli, con il suo inedito Femmena. Nello stesso anno inizia la collaborazione con IRMA Records. Dal 2019 ad oggi tanti sono stati i concerti tenuti nei teatri e nelle piazze di tutta la Campania e tante le collaborazioni artistiche. A Gennaio 2024, produce e pubblica un nuovo lavoro discografico, in vinile e CD; “Tutta ‘a vita affacciata all’ammore” contenente 11 tracce tra inediti e cover.

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CRITICI D’ARTE, PALERMO, PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE RACCONTA LA DONNA NEL MITO

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PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE

Nel disagio della modernità più terrori da medioevo: l’immagine culturale della donna e della femmina – afferma Battaglia La Terra Borgese -, che la società dei consumi e dell’emancipazione ha oggi disegnato e tracciato, combatte con millenni di valori e regole che da sempre hanno impostato la coniugazione in famiglia e le relazioni umane, e l’arte ne sa qualcosa

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«Sì, la compagine familiare, l’intima unione, la stretta connessione tra coniugi basata sui ruoli e, in ultimo, dai suoni biblici, è adesso cosa altra, e forse, addirittura, non esiste più, in quel senso. Cambia la società, e la giusta emancipazione femminile, poi evoluta anche questa in parità di genere, sradica e toglie residenza a valori di riferimento che oggi non si capisce più quali debbano essere.

Una volta, millenni fa, i figli erano del clan, perché l’odierno concetto canonico di famiglia non esisteva assolutamente: la nozione di società era matriarcale, ciò perché si credeva che la femmina, di suo, Divinamente, procreasse. Poi, un bel dì, si scopre che la femmina resta incinta a seguito dei rapporti sessuali con i maschi, e cominciano le rogne! In coincidenza col nascere dell’agricoltura, l’uomo, da nomade a caccia di cibo, diventa sedentario, prende posto su un terreno e, delineandolo, lo occupa: nasce la proprietà esclusiva, o privata, come diciamo oggi. E la famiglia, già a quel tempo allargata, si pone il problema, o meglio è l’uomo, il maschio, a crearsi il problema: ho difeso il mio terreno, l’ho lavorato per decenni, e quando io non ci sarò più, deve restare a mio figlio. La fedeltà diviene dunque un problema conflittuale tra maschio e femmina, che si apprestano a divenire uomo e donna; perché se con i termini maschio/ femmina si distingue il Sesso di due generi, dal latino “secare” che significa tagliare, separare, ciò che invece distinguerà l’uomo dalla donna in appresso sarà l’unione, che per le ragioni dette, si baserà sul possesso, sia quello dei beni materiali sia, perfino, quello del e della consorte.

Comincia la paura dalle e delle donne

Lo soccorreranno (l’uomo maschio) e ne approfitteranno le religioni, che, spacciatrici di etiche varie, imporranno la fedeltà della femmina (essa, da femmina, diventerà donna, signora e padrona in appresso, per altre ragioni di comodo) all’uomo, al maschio, a garanzia della proprietà e del lavoro svolto, affinché la produttività conforti il credo e viceversa, e, con esso, la superstizione e la dipendenza dal potere clericale, sacerdotale e confessionale. Nasce e specula la finanza e l’economia pubblica: patrimonio, reddito, credito.

Tuttavia non è questa una lezione di economia, o di conformismo servilistico; e nemmeno di quell’etica o teoria gender che propende a separare il sesso dal genere, così che nuove definizioni, nozioni e intendimenti, come Cisgender e Transgender, hanno preso piega e attualità sociale, politica, scientifica e normativa, e dato vita a concetti come Transessuale, Genderqueer, Genderfluid, Bigender, Agender, LGBTQIA+, e altre sei o sette decine di generi sessuali ancora. (Per inciso e provocazione: la neurologia dimostra ancora che il cervello è influenzato dal sesso di appartenenza?)

E la donna? Ricettacolo di peccato e di lussuria, discendente della tentatrice Eva alleata col serpente, in un tempo lungo sino ai nostri giorni 2025, diventa l’esponente per eccellenza della stregoneria, la strega, colei che riprende e attualizza l’alleanza e l’intesa col demonio, assume cioè la conoscenza e perciò la giusta indipendenza dal rude maschio, perché economia e finanza, nel proprio interesse, hanno, oggi, voluto e realizzato che così fosse, istituendo una sorta di “terribilità” del femminile.

E l’uomo? Di fronte ad una giusta proprietà privata femminile, di fronte al paradigma gender, di fronte alle inseminazioni artificiali, è spiazzato. E spiazzato è il suo ruolo e, peggio, egli non ha davanti a sé altri ruoli da dovere o volere conquistare nel senso delle cose che fin qui ci siamo raccontati. Ridotto a spermizzatore disforico per il consumo altrui o altrei di spermatozoi, quasi l’uomo, ridotto a maschio, sembra volersi sbarazzare della femmina in quanto sesso e in quanto donna, divenutagli probabilmente ingombrante in una società dove lei, oggi come allora, può farsi madre e mamma senza un marito, e può giustamente produrre reddito senza dipendergli.  

E giustamente? E i bambini? Giustamente non sappiamo più chi e cosa sono i nostri figli, perché non conoscendo come sarà la società del futuro non sappiamo come e per cosa doverli formare: il pensiero pedagogico e didattico è alla mercé dei nuovi padroni dell’economia, quella economia che produce magliette griffate in Bangladesh sfruttando barbaramente i bambini e i lavoratori adulti; dunque i genitori sono più confusi che persuasi: devo comprare la maglietta griffata al mio bambino per non farlo sentire da meno con i compagni di scuola? o devo educare il mio bambino alla coscienza e all’etica? Ma c’è un interrogativo ancora più drammatico che riguarda la coscienza e l’etica: posso farcela da solo in una società così maledettamente impostata?

C’è da osservare che in altre specie animali gli adulti sanno ancora cosa fare dei loro bambini. L’umanità sta forse degenerando la propria natura? incapace com’è di strutturare una società abdicata ai valori nuovi che gli sono stai imposti dalla moderna schiavitù di cui il Bangladesh è solo un esempio?

Preme sapere che l’arte figurativa non soltanto riproduce ed elabora il “reale”, vale a dire ciò che si percepisce con lo sguardo, o comunque presenta caratteri d’immediata verosimiglianza, ma anche l’immaginario e l’onirico, vale a dire ciò che vive nell’immaginazione o nel sogno e che è “irreale” in quanto non può esistere altro che in essi. L’immagine “irreale” può assumere un carattere frizzante o sospensivo: di eccitazione che gratifica, o che turba, invece, e provoca allarme, mentre l’effetto sospensivo e spaesante resta tra i due sentimenti, pur potendo partecipare più del piacevole e dell’evasivo (sospensione favolosa) o più dello “strano” e alienante. L’immagine “irreale” di natura gratificante è connessa all’annuncio di un bene, a una sorta di promessa, pertiene al sovrannaturale benefico e alla categoria del bello come “buono”; l’immagine preoccupante comporta la minaccia di un male e si apparenta al mostruoso e al malvagio, pur sortendo un effetto di piacere estetico attraverso i meccanismi del “sublime”. Nella civiltà cristiana, le due polarità emotive rinviano alle opposte sfere del paradisiaco e dell’infernale.

L’immaginazione “infera”, come la follia, ha un suo spazio franco nella visione medievale e umanistica; è repressa con l’organizzazione coercitiva dello Stato, che ammette solo l’ottimismo barocco; riesplode nell’età moderna, in forme di un immaginario ormai laico, che ben poco spazio concede alla speranza. È la difesa dall’aggressione mai andata a buon fine, come la donna nel mito».

paolo battaglia la terra borgese

Seychelles: un rifugio per anime gemelle

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Celebrare San Valentino alle Seychelles significa immergersi nella magia di spiagge paradisiache e tramonti spettacolari, un vero inno all’amore.

Festeggiare San Valentino alle Seychelles è un invito a immergersi in un paradiso tropicale, dove natura incontaminata e lusso si fondono per creare un’atmosfera intima e romantica. Questo arcipelago straordinario, con le sue spiagge di sabbia bianca e le acque turchesi, è la meta ideale per celebrare l’amore, tanto che coppie celebri come George Clooney e Amal Alamuddin, Principe William e Kate Middleton, e Beyoncé e Jay-Z hanno scelto queste isole per i loro momenti più romantici.

Le Seychelles sono la destinazione perfetta per coloro che vogliono vivere il San Valentino in modo unico e indimenticabile, seguendo le orme di queste icone internazionali. Da una cena a lume di candela sulla spiaggia, fino a un pic-nic privato su un’isola deserta, ogni dettaglio è pensato per regalare alle coppie esperienze indimenticabili. Con le sue spiagge incontaminate di sabbia bianca, le acque cristalline e i tramonti mozzafiato, le Seychelles rappresentano il luogo perfetto per vivere un San Valentino da sogno. Immaginate di passeggiare mano nella mano lungo la riva di una spiaggia deserta, gustando frutti tropicali freschi, o di godere di una cena a lume di candela sulla spiaggia, accompagnati dal suono rilassante delle onde.

Non sorprende che le Seychelles siano state il rifugio d’amore per tante coppie celebri. Tra i nomi che continuano a ispirare troviamo:

  • George Clooney e Amal Alamuddin, che hanno scelto questo paradiso per la loro luna di miele.
  • Principe William e Kate Middleton, che hanno trascorso qui una romantica fuga dopo il fidanzamento.
  • Beyoncé e Jay-Z, icone globali, che hanno celebrato il loro anniversario godendo del lusso e della privacy di queste isole.
  • Victoria e David Beckham, che hanno spesso elogiato la bellezza e l’atmosfera unica delle Seychelles come rifugio per il loro amore.
  • Cristiano Ronaldo e Georgina Rodríguez, che hanno trovato nelle Seychelles la combinazione perfetta di relax e avventura per la loro famiglia.

Le Seychelles offrono esperienze uniche pensate per rendere indimenticabile ogni momento insieme. Per chi desidera vivere un’avventura, è possibile esplorare la natura selvaggia con escursioni in kayak o a piedi attraverso l’arcipelago, oppure concedersi una crociera romantica al chiaro di luna tra le acque dell’Oceano Indiano.

Chi cerca il relax assoluto può scegliere un trattamento benessere in una spa di lusso, con massaggi rigeneranti e bagni romantici, oppure optare per un pic-nic privato su un’isola deserta, circondati solo dalla natura incontaminata e dall’amore del proprio partner.

Per un tocco speciale, le coppie possono vivere l’emozione di cavalcare lungo la costa al tramonto o ritirarsi in una suite esclusiva con vista sull’oceano per concludere la giornata con stile e intimità.

Celebrare San Valentino alle Seychelles non è solo un tributo all’amore, ma un’esperienza che combina relax, avventura e romanticismo in un ambiente da favola. Non sorprende che coppie leggendarie abbiano scelto queste isole come sfondo per le loro storie d’amore.

Le Seychelles accolgono tutti coloro che vogliono trasformare la festa degli innamorati in un ricordo indelebile, offrendo il meglio della natura, del lusso e dell’accoglienza in un contesto unico al mondo.

Conclusa con soddisfazione la 77a donazione di sangue

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Piglio, Raccolte 46 unità di sangue, al battesimo cinque nuovi donatori

La carenza di sangue rappresenta un’emergenza e sono diverse le iniziative in programma e le azioni adottate per favorire una maggiore partecipazione. Secondo questo principio, in un gesto di solidarietà e impegno per la comunità, lo scorso 11 gennaio , si è svolta presso la sala polivalente  dalle ore 8.00 alle ore 11.00, la 77^ donazione di sangue organizzata dal gruppo donatori sangue di Piglio. Come sempre la partecipazione è stata notevole con la raccolta di  46 unità di sangue su 49 prenotazioni. Presente, l’equipe dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma era composta da 3 medici 4 infermieri e 2 autisti. Per 5 donatori è stata la loro prima volta. La giornata mostra dei  risultati importanti, per una sempre più grande crescita, dimostrando il coinvolgimento della  comunità locale, che ha accolto molto bene il messaggio trasmesso dimostrando generosità e sensibilità verso l’iniziativa.

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