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TIM ENTERPRISE E ANCI INSIEME PER LE SMART CITY DEL VENETO

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La tappa veneta rientra nell’ambito del progetto ‘L’Italia delle città intelligenti e sostenibili. Gli strumenti digitali e attuativi al servizio della PA locale’, che sta interessando alcune tra le principali città italiane

TIM Enterprise e ANCI hanno presentato oggi a Padova il modello di Smart City nel corso dell’evento ‘L’Italia delle città intelligenti e sostenibili. Gli strumenti digitali e attuativi al servizio della PA locale’. L’obiettivo è stato quello di illustrare le ultime novità tecnologiche e le opportunità per i contesti urbani e territoriali a disposizione delle amministrazioni locali del Veneto: spazi urbani più vivibili, sostenibili e sicuri, grazie alle nuove tecnologie capaci anche di valorizzare il ricco patrimonio culturale ed artistico.

L’evento, che si è svolto presso la sala convegni “La Cittadella”, è stato condotto da Antonella Galdi, Vicesegretario Generale ANCI, ed è stato aperto dai saluti istituzionali di Mario Conte, Presidente ANCI Veneto e Sindaco di Treviso, con l’intervento di Carlo Pasqualetto, Consigliere con delega all’Innovazione del Comune di Padova. Claudio Pellegrini, Responsabile Sales Local Government & Health di TIM Enterprise, ha illustrato le prospettive di sviluppo delle ‘città del futuro’, sottolineando la focalizzazione di TIM Enterprise in questo settore in forte crescita. 

L’iniziativa ha voluto dimostrare come l’innovazione al servizio della PA locale possa accelerare lo sviluppo di città sostenibili e intelligenti e il raggiungimento degli obiettivi del PNRR, evidenziare gli impatti sull’ambiente urbano e sulla vita dei cittadini di scelte funzionali alla realizzazione di una Smart City e fornire strumenti di valutazione che consentano agli amministratori pubblici di assumere decisioni efficaci.

Secondo le stime del Centro Studi TIM, infatti, al 2027 gli investimenti in soluzioni ICT per le città intelligenti cresceranno fino a circa 1,6 miliardi di euro, mentre a livello globale il totale della spesa in Smart City raggiungerà un valore di oltre 1.000 miliardi di dollari. In particolare, nel periodo ’23-’27, le applicazioni Smart City basate su 5G, IoT e Intelligenza Artificiale in Italia contribuiranno a ridurre complessivamente di circa 6,5 miliardi di euro i costi del traffico cittadino e di oltre 400 milioni di euro quelli legati all’inquinamento urbano grazie a una migliore programmazione del trasporto, pubblico e privato, e dei flussi turistici. Le nuove tecnologie consentiranno inoltre una riduzione annuale di circa 650mila tonnellate di emissioni di CO2, ad indirizzare l’industria del turismo e ad ottimizzare i servizi per i cittadini.

“Digitalizzare significa migliorare l’efficacia e la velocità dei servizi, ridurre disagi e tempistiche e semplificare le procedure per gli uffici e/o cittadini – dichiara Marco Conte, presidente ANCI Veneto e Sindaco di Treviso -. Una città intelligente guarda anche alla qualità della vita e alla sostenibilità delle nostre comunità. Sono stato di recente a Tallin dove Treviso ha vinto la Green Leaf Award e ho avuto l’occasione di confrontarmi con tante realtà europee, non ultima la capitale estone che ha un intero quartiere totalmente smart. Digitalizzare e rendere ‘intelligenti’ le nostre città significa rendere più facile la vita alle persone, garantire l’accessibilità a luoghi e servizi, favorire la mobilità green e di conseguenza ridurre l’utilizzo di mezzi inquinanti, incentivare l’uso di energie alternative e ridurre il consumo con comportamenti virtuosi. Insomma, tutto ciò che contribuisce alla partecipazione dei cittadini.

Per questo penso che per i Comuni e gli enti locali, quella della transizione digitale sia sfida strategica e allo stesso tempo una grandissima occasione di crescita”.

“Con la tappa di Padova prosegue il percorso che insieme ad ANCI ci vede impegnati in un ciclo di appuntamenti in cui sono protagoniste le amministrazioni locali, che stanno ponendo l’innovazione al centro delle loro scelte per rendere le città sempre più vivibili, sicure e sostenibili – ha dichiarato Claudio Pellegrini, Responsabile Sales Local Government & Health di TIM Enterprise -.Abbiamo tutti gli strumenti e le competenze necessarie per affiancare le amministrazioni locali nelle sfide richieste dalla trasformazione digitale ed accompagnarle verso la realizzazione del modello di Smart City. Esempio importante è sicuramente quanto realizzato a Venezia con la Smart Control Room, una vera e propria cabina di regia che aiuta gli amministratori a governare la città con il supporto dei dati. Non solo grandi città ma anche realtà più piccole possono beneficiare delle nuove tecnologie sfruttando l’intelligenza delle smart city. Ne è un esempio il Comune di Lignano Sabbiadoro che, come altre località balneari, ha la necessità di rilevare accuratamente le presenze nei diversi periodi al fine di ottimizzare la gestione della città”. 

Hanno partecipato all’incontro, tra gli altri, Francesco Meneghetti, CEO Mindicity, Giulio di Giacomo, Public Affairs & Security Office di TIM, Paolo Bettio, Amministratore Unico di Venis, Giordana Castelli, Coordinatrice Progetto Urban Intelligence del CNR, Adamo Ferro, Funzionario della direzione Reti tecnologiche del Comune di Trento, Alberto Corò, Dirigente Responsabile per la Transizione Digitale del Comune di Padova, Luciano Gamberini, Professore UNIPD, Delegato per i rapporti con gli Enti finanziatori della ricerca.

Dopo la tappa di oggi, che segue quelle di Milano, Bari, Catania e Napoli, il progetto continuerà con un ultimo appuntamento territoriale a Roma.

427.000 PERSONE SONO IN CONDIZIONI DI POVERTÀ SANITARIA

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SENZA IL TERZO SETTORE, ALMENO 1/5 
DELL’OFFERTA SANITARIA NON SAREBBE GARANTITO

5/12/2023. Nell’anno in corso, 427.177 persone (7 residenti su 10) si sono trovate in condizioni di povertà sanitaria. Hanno dovuto, cioè, chiedere aiuto ad una delle 1.892 realtà assistenziali convenzionate con Banco Farmaceutico per ricevere gratuitamente farmaci e cure. Rispetto alle 386.253 persone del 2022, c’è stato un aumento del 10,6%.

Intanto, la spesa farmaceutica delle famiglie aumenta, ma la quota a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) diminuisce. Nel 2022 (ultimi dati disponibili), la spesa farmaceutica totale è pari a 22,46 miliardi di euro, 2,3 miliardi in più (+6,5%) rispetto al 2021 (quando la spesa era di 20,09 miliardi). Tuttavia, solo 12,5 miliardi di euro (il 55,9%) sono a carico del SSN (erano 11,87 nel 2021, pari al 56,3%). Restano 9,9 miliardi (44,1%) pagatidalle famiglie (erano 9,21 nel 2021, pari al 43,7%).

Significa che, rispetto all’anno precedente, le famiglie hanno pagato di tasca propria 704 milioni di euro in più (+7,6%). In sei anni (2017-2022), la spesa farmaceutica a carico delle famiglie è cresciuta di 1,84 miliardi di euro (+22,8%). 

A sostenere di tasca propria l’aumento sono tutte le famiglie, anche quelle povere, che devono pagare interamente il costo dei farmaci da banco a cui si aggiunge (salvo esenzioni) il costo dei ticket.

È quanto emerge dall’11° Rapporto Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci realizzato con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici e ABOCA da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico). I dati sono stati presentati il 5 dicembre 2023 in un convegno promosso da Banco Farmaceutico e AIFA.

Senza il Terzo settore, la tenuta del SSN sarebbe a rischio. Le non profit attive prevalentemente nei servizi sanitari sono 12.578 (e occupano 103 mila persone). Di queste, 5.587 finanziano le proprie attività per lo più da fonti pubbliche. Tenendo conto di questo solo sottoinsieme, il non profit rappresenta almeno 1/5 del totale delle strutture sanitarie italiane(oltre 27.000), generando un valore pari a 4,7 miliardi di euro.

Si conferma, infine, la relazione circolare tra povertà di reddito e povertà di salute: la percentuale di chi è in cattive o pessime condizioni di salute è più alta tra chi si trova in condizioni economiche precarie rispetto al resto della popolazione (6,2% vs. 4,3% nel 2021). La qualità della vita legata a gravi problemi di salute, inoltre, è peggiore per chi ha meno risorse rispetto a chi ha un reddito medio-alto (25,2% vs. 21,7%). Le risorse economiche non preservano, di per sé, da gravi patologie (specie all’aumentare dell’età), ma consentono di fronteggiarne meglio le conseguenze. A compromettere lo stato di salute di chi è economicamente vulnerabile, contribuisce la rinuncia a effettuare visite specialistiche, che è cinque volte superiore al resto della popolazione.

«Attraverso il rigore del metodo scientifico dell’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria, vogliamo fornire un contributo di conoscenza su alcuni aspetti essenziali per qualificare la nostra società; in particolare, quest’anno ci preme sottolineare che tante persone in condizioni di povertà non riescono ad accedere alle cure non solo perché non hanno risorse economiche, ma anche perché, spesso, non hanno neppure il medico di base, non conoscono i propri diritti in materia di salute, o non hanno una rete di relazioni e di amicizie che li aiuti a districarsi tra l’offerta dei servizi sanitari. Senza il Terzo settore (e, in particolare, senza le migliaia di istituzioni non profit, di volontari e di lavoratori che si prendono cura dei malati), non solo l’SSN sarebbe meno sostenibile, ma il nostro Paese sarebbe umanamente e spiritualmente più povero», ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Ets.

Programma
11° Rapporto Donare per Curare
Povertà sanitaria e Donazione farmaci

AIFA, 05/12/23 – Ore 11.00

Interventi

  • Giancarlo Rovati
    Università Cattolica, Coordinatore di OPSan
  • Gian Carlo Blangiardo
    Presidente di Istat
  • Padre Camillo Ripamonti
    Presidente dell’Associazione Centro Astalli Odv
  • Maria Chiara Gadda
    Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati

Saluti istituzionali 

  • Anna Rosa Marra
    Direttore generale di AIFA
  • Andrea Mandelli
    Presidente di FOFI
  • Roberto Tobia
    Segretario nazionale di Federfarma
  • Michele Uda
    Direttore Generale di Egualia
  • Mila De Iure
    Direttore generale di Assoram

Conclusioni

Sergio Daniotti
Presidente di Fondazione Banco Farmaceutico Ets

Sono stati invitati 

  • Orazio Schillaci
    Ministro della Salute
  • Maria Teresa Bellucci
    Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Modera
Paolo Nessi
Responsabile della comunicazione di Banco Farmaceutico

Rieti: Inaugurata la mostra su Strampelli al Masaf

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In arrivo oltre 5 milioni per il recupero della stazione. Sinibaldi: “risultato impensabile fino a pochi mesi fa”.

Questa mattina, nell’ambito dell’inaugurazione della mostra dedicata a Strampelli presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste a Roma, è stato annunciato, da parte del Commissario Straordinario alla ricostruzione post sisma, Guido Castelli, il protocollo d’intesa e la successiva ordinanza commissariale grazie alla quale sarà finanziato con oltre 5 milioni di euro il recupero dell’immobile reatino che ha ospitato la stazione di granicoltura.


Ecco la dichiarazione del Sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi:
“Una giornata straordinaria per Rieti, inimmaginabile fino a poco tempo fa. A distanza di pochi mesi dall’avvio del dialogo con il Governo e le altre istituzioni ci troviamo ad inaugurare una mostra dedicata al Mago del grano ma, soprattutto, a raccogliere l’annuncio del finanziamento per il recupero dell’immobile che lo avvierà finalmente a nuova vita con funzioni di studio e ricerca. Tutto questo è stato possibile, dopo decenni di abbandono e disattenzione, grazie all’impegno del Governo e del Ministro Francesco Lollobrigida. È la dimostrazione che quando la politica e

la pubblica amministrazione hanno una visione e la giusta determinazione le cose si possono fare e anche con grande celerità e capacità. Recuperare la figura di Strampelli e l’immobile che ne ha ospitato studi ed esperimenti per noi significa recuperare anche simboli e identità delle nostre terre. È con grande orgoglio, dunque, che ringrazio a nome di tutta la Città e di tutti i reatini, le istituzioni che hanno reso possibile questo grande obiettivo”.

Richiesta danni da moria del kiwi, avviata la procedura da parte della Regione Lazio

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Sambucci: “ Soddisfatto dell’iter avviato”  

La Direzione Regionale agricoltura ha diramato nei giorni scorsi una nota ai Comuni in cui si chiede di raccogliere i dati sulle perdite e compromissioni da moria del Kiwi al fine di inoltrare richiesta di risarcimento.  

“Un altro passo importante – afferma il consigliere regionale Vittorio Sambucci, Vice presidente della commissione agricoltura- dopo l’interesse della Regione in questi mesi Un iter avviato dalla Commissione Agricoltura che ho convocato e presieduto su specifica audizione al riguardo. Sono perciò molto soddisfatto della prosecuzione dell’iter che abbiamo avviato. Le domande vanno mandate ai comuni, nel Comune di Cisterna, il più colpito dal fenomeno , c’è tempo fino al prossimo 15 dicembre tramite specifico link all’indirizzo internet del Comune alla sezione U.M A. Invito tutti gli agricoltori ed imprenditori colpiti a provvedere per tempo. Siamo sulla giusta direzione – continua Sambucci – rispetto a quanto definito come  con l’assessore regionale alla Agricoltura e sovranità Alimentare, Giancarlo Righini oltre che tutti i consiglieri del gruppo di maggioranza e minoranza membri della commissione,  per addivenire a una soluzione tempestiva in deroga alla legge 102 utile ad attuare provvedimenti di urgenza a sostegno del settore” 

Verde, Festa (M5s): “Albero schiantato su area giochi a Prati, cosa si aspetta a rimuoverlo?”

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“Erano le 12 del 25 novembre quando un albero si è schiantato sull’area giochi di viale degli Ammiragli, in zona Prati, vicino a via Cipro. Fortuna ha voluto che non ci fosse nessuno. Ma tuttora, a distanza di 9 giorni, l’albero resta lì e l’area giochi è interdetta, con grande disagio per anziani

e bambini. L’inerzia preoccupante di questa giunta non fa più notizia, ma la fa l’insofferenza dei residenti, che sono ormai esausti e privati di un importante spazio sociale.

Cosa sta aspettando il Sindaco fantasma per togliere quell’albero? Che ne cada un altro, per risparmiare sulle spese di rimozione?”

Così in una nota Federica Festa, capogruppo M5S al Municipio I.

Sulla situazione di Campo Staffi

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Filettino, De Meis: “Abbiamo mantenuto la promessa, dal 1 dicembre gli impianti sciistici sono pronti a partire”

L’amministrazione comunale di Filettino guidata dal Sindaco Paolo De Meis, risponde alle recenti critiche da parte del gruppo di minoranza “Tre Torri” sulla situazione di Campo Staffi, e lo fanno ancora una volta in modo chiaro e diretto. Una risposta che riporta alla realtà, che una minoranza poco concreta cerca di darne una visione distorta dei fatti. “La visione limitata della minoranza –afferma il Sindaco – che si riduce a coinvolgere i comuni di Trevi, Fiuggi, Vallepietra e Piglio, evidenzia quanto possa essere ristretto il proprio concetto di crescita per Campo Staffi e Filettino. In un recente incontro con i sindaci di tutta l’area nord della Ciociaria, si sono gettate le basi per un lavoro di squadra finalizzato a creare un fronte comune che possa aiutare ogni comune nel loro lavoro ed in particolare, per i comuni di Filettino e Guarcino,  a dare nuova linfa a Campo Staffi e Campocatino. Quindi la nostra è una visione più ampia e non è limitata ai comuni limitrofi che riteniamo comunque partners importanti e che erano presenti all’incontro tra i comuni dell’area nord della Ciociaria. Nelle interviste rilasciate, abbiamo dichiarato che gli impianti sarebbero stati pronti per le feste dell’Immacolata e così è stato, anzi il collaudo degli impianti è avvenuto il primo dicembre e quindi gli impianti sono pronti per partire e non come successo negli anni passati  che sono stati resi idonei solo a gennaio. Il nostro bando di gara per la gestione, aveva la scadenza del 28 novembre, in alcun modo può essere imputabile al  comune la mancata partecipazione degli operatori del settore; stiamo per pubblicare un nuovo bando e avremo molto piacere che gli operatori economici di Filettino presenti alla riunione indetta dalla minoranza, si ponessero un fondamentale quesito, e cioè : “Non chiedersi che cosa può fare Filettino per loro, bensì che cosa possono fare loro per Filettino”.  Quello che sin dall’inizio di questo mandato abbiamo voluto sottolineare, è che Campo Staffi e Filettino sono  parte integrante del DNA di ogni singolo cittadino, e dunque tutti devono contribuire per il rilancio del territorio. L’Amministrazione non ha mai smesso di lavorare, anche sotto il “fuoco incrociato” della macchina del fango, messa in moto da chi non ama certo Filettino; abbiamo raggiunto gli obiettivi a breve termine, abbiamo dimostrato di avere capacità e professionalità necessarie. Non esistono disastri compiuti da questa amministrazione piuttosto stiamo riparando quelli che abbiamo ereditato: bilancio disastroso con gravi inadempienze che vedranno il loro epilogo presso la Corte dei Conti; mancanza di progettualità per le opere pubbliche; inefficiente organizzazione degli uffici; a riguardo del bando per l’ostello molte sono le cose poco chiare. Bando eseguito in fretta e furia, in piena campagna elettorale, operatori economici che pur avendo fatto richiesta non sono stati invitati. Tutte queste cose necessitano di valutazione presso gli organi competenti. Il bilancio ereditato dal comune non consente la spesa di circa € 800  al mese per avere un bancomat, stiamo lavorando con Poste Italiane nell’ambito del progetto Polis per avere un postamat che non sia a carico delle casse comunali e se chi ci ha preceduto ci avesse ascoltato, aderendo in tempo utile al progetto tra regione Lazio, Anci e Poste Italiane, oggi anche Filettino avrebbe il postamat, così com’è accaduto a Trevi, dove già è funzionante. Ecco – conclude De Meis–  questa è la concretezza dei fatti, l’unica verità, che smentisce le chiacchiere messe ad arte, da una minoranza non certo costruttiva che forse è essa “inadeguata” a tale ruolo. Il nostro impegno è per Filettino e la sua Comunità. ”

Strappato dalla mamma tra urla e pianti: il piccolo di Ischia portato in casa famiglia. Il sindaco: “Preso come un delinquente”

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La madre, che aveva presentato denuncia per molestie sul bambino da parte del padre biologico, era stata considerata dai servizi sociali ‘alienante’ e ostativa alla bigenitorialità

ROMA – È ‘stato ‘preso’ alla presenza delle Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco, il bambino di Ischia. Presente anche il sindaco del comune di Lacco Ameno, di Ischia. Oggi era fissata l’udienza al Tribunale di Napoli per decidere del prelevamento e collocamento del minore in casa famiglia. La madre, che aveva presentato denuncia per molestie sul bambino da parte del padre biologico, procedimento archiviato, era stata considerata dai servizi sociali ‘alienante’ e ostativa alla bigenitorialità.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Meloni alla Cop28: “Serve una transizione ecologica non ideologica”

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La presidente del Consiglio al summit di Dubai: “Abbiamo tracciato la strada di neutralità al carbonio entro il 2050”

ROMA – “L’Italia sta facendo la sua parte nel processo di decarbonizzazione in modo pragmatico, con un approccio che rispetti la neutralità tecnologica, libero da radicalismo”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento in plenaria alla Cop28. “Se vogliamo essere efficaci serve una sostenibilità ambientale che non comprometta la sfera economica e sociale, una transizione ecologica non ideologica”.

MELONI: SIA SVOLTA SUL CLIMA, AGIRE IN MODO RAGIONEVOLE E CONCRETO

Per la presidente del Consiglio “è un momento chiave del nostro sforzo di contenere le temperature entro 1,5 gradi: anche se ci sono ragioni per essere ottimisti l’obiettivo è lontano, la Cop28 deve essere una svolta. Ci viene chiesto di fissare una chiara direzione e agire in modo ragionevole ma concreto”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

ROSARNO (RC), DURO COLPO DEI CARABINIERI

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ARRESTATI DUE ESPONENTI DI SPICCO DELLA CRIMINALITÁ ORGANIZZATA

Alle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, con il supporto operativo di personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e di unità cinofile, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti – padre e figlio -, ritenuti inserita nel contesto di ‘ndrangheta del centro medmeo, ed in particolare vicini al contesto criminale rosarnese della cosca Pesce. Peraltro il padre risulta gravato da due precedenti condanne passate in giudicato per il reato di cui all’art. 416 bis c.p., quale intraneo alla citata articolazione di ‘ndrangheta.

Le indagini da cui scaturiscono gli odierni provvedimenti restrittivi, emessi dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, consentivano di attribuire agli indagati, allo stato degli atti e salve le successive valutazioni di merito, gravi condotte estorsive – perpetratesi per lungo tempo- e violenze private, tutte aggravate dalle finalità mafiose, avvenute in Rosarno e Cinquefrondi. Le attività svolte dai Carabinieri di Gioia Tauro, corroborate da propalazioni di diversi collaboratori di giustizia, hanno permesso di evidenziare l’elevatissima capacità criminale degli arrestati, espressa in molteplici occasioni con metodologie tipiche degli aggregati mafiosi, imponendo il proprio volere, tramite una generale condizione di assoggettamento ambientale, su individui ed attività commerciali piegati alle loro esigenze ed oppressi dalla loro ingerenza. Tale modus operandi, affiancato al ripetuto ricorso ad intimidazioni – di natura fisica e verbale – si sostanziava in una perdurante sopraffazione ed interferenza in un’attività economica sita nella Piana di Gioia Tauro, nonché nella limitazione della libertà di autodeterminarsi di più individui. Le molteplici e difformi fonti di prova raccolte hanno quindi contribuito a restituire un’immagine complessa dell’aggregato criminale, disvelandone gerarchie ed operatività, delimitandone la sfera di influenza illecita e gli equilibri esterni nel confronto con paritetiche o “superiori” organizzazioni di tipo ‘ndranghetistico. 

L’indagine, tra l’altro e sempre allo stato degli atti, ha dunque permesso di accertare:

  • l’esistenza di una perdurante attività estorsiva ai danni di una cooperativa agricola sita in Candidoni,divenuta nel tempo vera e propria fonte di reddito illecito dei componenti l’aggregato familiare. L’ingerenza sull’attività commerciale, oltre che con l’indebita appropriazione mensile di parte degli utili, si sostanziava nell’esercizio di un controllo diretto de facto, che spaziava dal deciderne le assunzioni e la politica aziendale e gestionale, arrivando financo a regolare contrasti tra i dipendenti. Tale illecito impossessamento, che nella sostanza privava i reali rappresentanti la cooperativa della libertà di autodeterminarsi in ordine all’esercizio dell’attività, si protraeva per circa diciotto anni, a testimonianza di come, l’assoggettamento di imprese, ottenuto mediante minacce ed imposizioni mafiose, sia tutt’ora business di primaria rilevanza per organizzazioni di tipo ‘ndranghetistico;
  • la realizzazione di reiterate minacce nei confronti di un medico, effettuate da più soggetti riconducibili al contesto familiare. Tali comportamenti erano finalizzati ad ottenere un certificato che attestasse l’impellente necessità di effettuare un intervento chirurgico ed il successivo trattamento di riabilitazione neuro-motoria da parte di uno dei componenti della famiglia, in quel momento in carcere. Il professionista, raggiunto anche mediante l’intercessione di un compagno di cella del detenuto e della rispettiva consorte, veniva più volte ingaggiato, sia telefonicamente che di presenza, affinché realizzasse, in tempi brevi e con modalità pedissequamente definite dal congiunto ristretto, l’attestazione a questi funzionale per eludere la restrizione inframuraria ed ottenere una misura alternativa alla detenzione in carcere;
  • la reiterata compromissione della libertà di autodeterminarsi dell’ex moglie di uno degli indagati compressa nella propria sfera privata e costretta, lungo tutto il corso della sua relazione coniugale (già originariamente indotta dalla famiglia del marito), e successivamente al termine della stessa, a subire pressioni ed angherie finalizzate, tra l’altro, ad indurla sia a riavvicinarsi al contesto familiare dal quale si era discostata con la separazione sia a porre in essere condotte delittuose per favorire i traffici illeciti del contesto familiare degli arrestati.

Al termine delle formalità di rito, gli arrestati sono stati tradotti in carcere, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

In capo agli indagati e nel rispetto dei loro diritti, si specifica che questi sono ancora da doversi ritenere soggetti alla presunzione di innocenza attesa l’attuale fase del procedimento, la cui colpevolezza potrà essere acclarata solo attraverso una sentenza irrevocabile.

Concluse le opere di manutenzione sugli impianti di Campo Staffi

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Filettino, A breve sarà pubblicato il secondo avviso per una gestione transitoria

Sulla situazione legata all’apertura degli impianti di Campo Staffi, sono tante le esternazioni che in questi giorni si sono alternate, dopo che la gara di affidamento per la gestione invernale emanata dal Comune è andata deserta. Nel frattempo mantenendo fede a quanto dichiarato in precedenza, sono continuate le opere di manutenzione degli impianti e preparazione delle piste che si sono concluse, come confermato in un comunicato della Casa Comunale  emesso in mattinata.  “Il collaudo degli impianti sciistici di Campo Staffi –si legge nella nota- è stato effettuato con successo, nonostante le difficoltà derivanti da una serie di variabili, di cui avremo modo di parlare a tempo debito. La nostra programmazione ci aveva portato a dichiarare che gli impianti sarebbero stati pronti per i primi di dicembre e così è stato. Campo Staffi è quindi pronto per l’apertura. Ringraziamo il direttore di esercizio, il capo servizio,  le squadre di manutenzione ed i tecnici per il lavoro svolto. Stante le polemiche cui abbiamo assistito in questi giorni, puntualizziamo che abbiamo scelto di pubblicare l’avviso per la gestione di Campo Staffi, solo a manutenzioni avviate, per fare un avviso realistico ed evitare di esporre l’Ente ad ulteriori eventuali  problematiche, dimostrando così senso di responsabilità. Va anche considerato che il nuovo codice degli appalti ha modificato il precedente ed è stato necessario studiarlo attentamente,  prima di procedere con l’avviso. A breve sarà pubblicato il secondo avviso per una gestione transitoria che sia propedeutica ad una gestione solida la quale può avvenire soltanto attraverso  la redazione di un business plan ed un  affidamento a lungo termine (auspichiamo trentennale). Conosciamo le criticità e le potenzialità di Campo Staffi e ce la stiamo mettendo tutta affinchè possa tornare ad essere uno dei luoghi più ambiti dagli sciatori e dagli amanti della montagna”.

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