In Aula grida di gioia. L’assessore alla Scuola Claudia Pratelli: “Valorizzare la gestione pubblica è giusto e conviene”
ROMA – Ora è ufficiale: entro il 31 dicembre 2023 i 2.090 lavoratori della Roma Multiservizi, insieme al servizio da loro svolto, verranno internalizzati nella municipalizzata di primo livello Risorse per Roma, ponendo fine a una vertenza infinita. L’Assemblea capitolina ha infatti approvato all’unanimità, con 39 voti favorevoli su 39 presenti, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, la delibera di Giunta che prevede la liquidazione dell’azienda e il passaggio ‘in house’ di tutti i dipendenti e del servizio scolastico integrato a Risorse per Roma, chiamata ora ad approvare le modifiche statutarie tramite l’assemblea dei soci, che subentrerà nella gestione già dal primo gennaio 2024. L’approvazione dell’atto è stata salutata con applausi e grida da parte di decine di lavoratori presenti nell’area riservata al pubblico dell’aula Giulio Cesare, con la seduta che è stata sospesa per qualche minuto per consentire anche al primo cittadino e ai consiglieri di ‘festeggiare’ con selfie e strette di mano. Dopo un lungo periodo di incertezza e instabilità, con la delibera approvata oggi il servizio scolastico integrato – ausiliariato, manutenzioni, pulizia e assistenza per il trasporto scolastico anche per primarie e secondarie – viene una volta per tutte internalizzato e affidato a RpR, interamente partecipata da Roma Capitale, a cui verrà contestualmente prorogato l’affidamento del servizio di portierato e prima accoglienza nelle sedi istituzionali del Campidoglio. Allo stesso tempo, il provvedimento stabilisce anche la messa in liquidazione di Multiservizi da parte di Ama e la revoca definitiva della delibera 99/2018 sulla gara a doppio oggetto prevista dalla precedente amministrazione M5S guidata da Virginia Raggi, che avrebbe invece esternalizzato il servizio.
A illustrare la delibera all’Aula è stata la proponente Claudia Pratelli, assessore alla Scuola di Roma Capitale: “Questa delibera, dopo l’esame nelle commissioni congiunte Scuola e Bilancio, è l’ultima tappa di un lungo e impegnativo percorso che oggi arriva a cogliere un importante risultato- ha spiegato- Con questo provvedimento, infatti, si decide l’affidamento in house del servizio scolastico integrato alla società Risorse per Roma, interamente partecipata da Roma Capitale, con il passaggio diretto del personale oggi impiegato nel servizio, che manterrà tutti i diritti economici e normativi ai sensi dell’articolo 2112 del Codice civile, garantendo così stabilità alle lavoratrici e ai lavoratori, migliorando i servizi scolastici e facendo anche risparmiare risorse all’amministrazione”. Come ha sottolineato Pratelli, “questo è un atto che vogliamo faccia scuola, con il quale si afferma che valorizzare la gestione pubblica è giusto e conviene: non è per nulla banale affermarlo né praticarlo, soprattutto dopo anni di restrizione del perimetro del pubblico”. Ora, ha precisato l’assessore, “entro il 31 dicembre i lavoratori verranno trasferiti, in modo da consentire a Risorse per Roma di cominciare a gestire il servizio già da gennaio 2024. Ringrazio il sindaco Gualtieri, la Giunta, l’Assemblea e tutti gli uffici coinvolti per essere riusciti tutti insieme a portare a soluzione questa vicenda”.
L’Italia il 21 dicembre non andrà a trovare il Presidente Mattarella al Quirinale: “Lo faremo quando ci sarà possibile, per quei giorni i ragazzi hanno già in calendario da tempo le vacanze”
ROMA – L’Italia non salirà al Quirinale con la Coppa Davis in mano il 21 dicembre, come annunciato. Perché il tennis in quei giorni “è in vacanza”. Va preso un altro appuntamento con Mattarella. Lo spiega Angelo Binaghi, presidente della Federtennis: “Il 21 dicembre purtroppo non potremmo andare al Quirinale: ci dispiace da morire per il presidente Mattarella con cui abbiamo una promessa in sospeso. I ragazzi hanno già in calendario da tempo le vacanze in vista della partenza per l’Australia, dove comincia la stagione agonistica. Lo faremo quando ci sarà possibile. La stagione del tennis è fatta così e noi non dobbiamo cambiare di una virgola, essere sempre gli stessi, non perderci in passerelle, anche se quella al Quirinale ovviamente non lo è. Dico che non dobbiamo cambiare le nostre abitudini che sono l’applicazione, il lavoro, il metodo”.
Subiaco, Foppoli: “Un’importante realtà sportiva, in costante crescita e di grande orgoglio per il territorio”
Il Canoanium Club Subiaco è Associazione Sportiva Dilettantistica di Canoa, che nasce nel 1979 per volontà di un appassionato gruppo di canoisti fluviali. Da allora è stato un crescente di successi sportivi, diventando una grande realtà sportiva, con la duplice funzione di formare atleti di spessore, e di alimentare la passione per questo territorio al centro del quale scorre il fiume Aniene, splendido scenario per questo sport. A chiusura dell’anno sportivo 2023, nel pomeriggio di sabato, presso la Porta del Parco a Subiaco , l’Associazione Canoanium A.S.D., ha riunito i suoi dirigenti ed atleti per festeggiare i titoli nazionali ed internazionali conseguiti durante la stagione agonistica. A premiare gli atleti, erano presenti le autorità sportive per conto della FICK (federazione italiana canoa kayak) il Presidente Luciano Bonfiglio, il Presidente del collegio dei revisori dei conti Massimo Fabri, la Vice Presidente del comitato regionale Lazio Rossi Sabrina (presenti nella foto con il commissario Alberto Foppoli). In rappresentanza del Comune di Subiaco erano presenti il Presidente del Consiglio Comunale con delega allo sport Ludovica Foppoli e il vice Sindaco Emanuele Rocchi che ha portato i saluti del Sindaco Domenico Petrini. Durante la serata, alternata da video di momenti sportivi, di vittorie, interventi delle autorità con presentazione di progetti futuri ed iniziative, è stata data un’importante notizia legata alla probabile candidatura alle Olimpiadi 2024 di Parigi, dell’atleta Elena Micozzi. Tra i presenti anche il commissario del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, Alberto Foppoli, che ha esternato il suo plauso e la sua soddisfazione per questo importante sodalizio sportivo, per i suoi membri e ciò che rappresenta sul territorio, sottolineando quanto sia importante il binomio sport-ambiente. “Il Parco –afferma Foppoli- esprime tutta la vicinanza e rivolge i più sentiti complimenti ai giovani atleti che professionalmente guidati dal loro Presidente Daniele Mariano e dagli istruttori, sono diventati nel territorio un’importante realtà sportiva, raggiungendo lusinghieri traguardi a livello nazionale e internazionale. A tutti auguro i migliori successi”.
Il gruppo Palma da oltre 30 anni attivo sul territorio collaborano con aziende e privati a raggiungere altezze mai viste prima, con noleggio di macchine professionali e tanto altro ancora. Negli anni nasce Palma Servizi Ecologici, nasce la Palma Noleggio fondata da Giancarlo insieme ai figli Michele e Simone. Di seguito la collaborazione con la Sebach , azienda Fiorentina leader del settore della produzione di bagni chimici mobili, la quale Palma Noleggio è concessionario autorizzato per noleggio dei prodotti Sebach a Roma e provincia.
Lo scorso 24 di novembre è andato di scena il 1° Trofeo Palma di calcio a 5,un’ organizzazione perfetta da parte dello staff di Giancarlo Palma, ” si prospettano ore divertenti sono squadre fortissime come il valore della Palma ” le dichiarazioni di Giancarlo Palma durante il torneo. Le squadre partecipanti la Palma Noleggio capitanata da Simone Palma, Palma Restauri e la Sebach capitanata da MichelePalma.
E’ stato un torneo intenso da parte di tutti i partecipanti, si notava il senso di appartenenza di tutti i dipendenti , collaboratori, staff di segreteria, affiatati tra loro dentro e fuori dal campo. “Una giornata storica per la società” le dichiarazioni di Francesca Venditti durante il torneo. Vince e alza il trofeo la Palma Restauri , un triangolare di calcio a 5 molto corretto in una serata di sport e aggregazione. Doverosamente dopo le gare hanno continuato a festeggiare tutti insieme in pizzeria; già partita la macchina organizzativa per il 2° Trofeo Palma 2024.
Manet, Corot, Van Gogh, Picasso e grande quantità di artisti europei, pittori e anche scultori, identificavano, di regola, le ciociare da loro dipinte col nome generico ‘Italienne’. E tale iconografia di queste donne, e non solo donne, nei loro sgargianti vestimenti, è una pagina notissima, come forse poche altre, dell’Arte Occidentale, pur se sconosciuta, perché se ne ignorano fonti e provenienza reali. Pertanto figure quasi familiari anche perché incontrate sin dalla fine del 1700, per le strade delle città europee specie in Francia e Inghilterra, nei loro abiti multicolori, come artisti di strada o girovaghi o come venditori ambulanti o come addetti ai mestieri più umili o, i più abili, alla ristorazione: e quando non definiti semplicemente contadino o popolana o pifferaro o organettaro, le appellazioni ricorrenti, da parte degli studiosi e degli addetti ai lavori, sono: romano, italiano, abruzzese, napoletano, zingaro, savoiardo, basco e altre.
In realtà gli artisti europei hanno eretto un monumento a questi umili personaggi incontrati a Roma per la prima volta e poi per le vie d’Europa, una produzione pittorica e scultorea immensa: connesso a tale avvenimento si registra anche un fatto incredibile nella Storia dell’Arte e che cioè gli ultimi della società, braccianti, nomadi e girovaghi, perfino briganti, sono divenuti, è la prima volta, i protagonisti autentici di primo piano nella quantità sterminata di opere, affianco, coeve, alla mitologia, alla accademia, alle nuove correnti artistiche: è nata la pittura di genere all’italiana, assurta a livelli primari nei libri di storia! E’ un dettaglio che la vestitura ciociara indossata venga identificata dagli artisti come ‘italiana’, è lo stesso che il costume tirolese lo si definisca ‘austriaco’ o quello scozzese ’inglese’ o quello bavarese ‘tedesco’, ecc. Così in sintonia con i costumi suddetti anche la ‘donna italiana’ della produzione artistica di cui stiamo parlando, ha una sua connotazione ‘regionale’, periferica, di ‘ciociara’ originaria della regione ai piedi di Roma, una volta Latium adiectum, poi Campagna di Roma, poi altro ancora, ora da circa due secoli ‘Ciociaria’, concetto folklorico e anche sentimentale, non amministrativo, ecc. perciò ‘costume ciociaro’ la risposta ai dubbi e alla misconoscenza di cui all’inizio! Glossa sfortunata, ciociaro, perché fonologicamente ardua a pronunciare, ancora più ardua a scrivere per uno straniero, quindi ignorata e quasi anonima: perciò semplicemente ‘Italienne’. Di conseguenza avviene che ‘L’Italienne’ di Manet o quella di Van Gogh o quella di Picasso o ‘Donna con mandolino e tamburello’ di Corot ecc. se e quando affrontate anche dal punto di vista folklorico o regionale, cioè sulle loro fonti e radici nazionali, ora hanno trovato la risposta soddisfacente. A maggior puntualità in merito alla attendibilità incontestabile del termine, scopriamo che già nel 1809 ‘ciociaro’ apparve per la prima volta, riferito naturalmente alle particolari vestiture indossate dagli ultimi della società, in un album di acqueforti di Bartolomeo Pinelli, il Daumier italiano: 1809, una data che segna un punto di riferimento indiscusso, pur se limitatamente conosciuto anche negli anni a venire. Poi verso il 1850 apparvero le ricerche ed osservazioni dello studioso Ferdinand Gregorovius, il quale parlò per primo del costume sgargiante delle donne, dei cappelli a cono degli uomini, delle calzature particolari dette cioce, delle modelle ciociare che chiamava figure romane, del corsetto delle donne e di non pochi altri elementi folklorici. Per approfondimenti consiglio caldamente: ‘CIOCIARIA SCONOSCIUTA’ e ‘IL COSTUME CIOCIARO NELL’ARTE EUROPEA DEL 1800’ e il sito web inciociaria.org.
In effetti il contesto iconografico e sociale che stiamo ripercorrendo, nel corso degli anni si è per così dire convertito e quasi trasceso conformandosi alla realtà autentica della iconografia così doviziosamente documentata: non costume ciociaro bensì costume d’Italia! In effetti i creatori sono stati le centinaia e centinaia di artisti di ogni parte d’Europa senza citare gli americani, i brasiliani, perfino i giapponesi, perciò storicamente e artisticamente siamo di fronte ad un indiscutibile patrimonio comune europeo e inoltre, a parte i cristi e le madonne, non è reperibile nella Storia dell’Arte Occidentale un soggetto così universalmente trattato e tracciato come il costume ciociaro/italiano: il costume
davanti ai nostri occhi, affinato e perfezionato folkloricamente nel lungo continuo contatto con gli artisti nel corso degli anni, è dunque solo nominalmente ‘italiano’ in verità essenzialmente patrimonio ‘europeo’! Insomma, costume d’Italia e costume d’Europa: e la primogenitura è solo europea! L’arte pittorica e scultorea europea continuava il proprio percorso e l’iconografia dei ciociari in tutte le sue conformazioni di briganti, pifferari, pecorai, organettari nonché di modelle e modelli di artista, era ormai divenuto soggetto ricorrente e amato. Il palcoscenico non è più Roma, ormai è Parigi, all’epoca, circa 1860, il centro mondiale stimolante e effervescente e più ricco dell’arte e della esistenza e poi Londra e l’Europa intera. E verso il 1890, quando ormai tutto era acclarato e metabolizzato, registriamo la consacrazione internazionale, in Francia e grazie alla Francia, del costume ciociaro/italiano quale costume d’Europa: nell’antico spettacolare edificio della Bourse de Commerce, oggi galleria d’arte contemporanea della società Pinault, sotto la cupola gigantesca di cristallo e acciaio corre una fascia alta circa quindici metri che il Comune di Parigi verso la fine del 1800 diede incarico ad alcuni artisti di affrescare con le immagini dei continenti in rapporti di affari con la Francia nel commercio delle granaglie, ecc.: ed ecco la consacrazione: in questi affreschi il continente Europa, con navigli, mercanzie, facchini, carri, cataste di sacchi, ecc. in primo piano evidenzia una coppia di ciociarelli, a rappresentare al mondo il continente Europa e la sua umanità! La conferma autentica dunque del costume ciociaro lingua franca d’Europa e suo simbolo!! Quanto fin qui argomentato, ora fatto conoscere per la prima volta, era già stato dunque vissuto e illustrato a chiare lettere dalla Francia, grande Paese, nella sua storia. In aggiunta una ufficializzazione del valore simbolico di detta iconografia era apparsa anni prima, verso il 1850, in un giornale dell’epoca, lo Charivari, grazie ad una illustrazione di Honoré Daumier intitolata Le Réveil d’Italie in cui l’Italia che si sveglia alle guerre di indipendenza non è rappresentata da Cavour o da Mazzini o Garibaldi ma da un brigante ciociaro che si sta alzando dal suo sonno, il solo personaggio dunque veramente rappresentativo e europeo!!
“Un’alleanza preziosa tra Comune, Scuola e Famiglia contro la violenza sulle donne”
Fiano Romano – Le iniziative iniziate nella giornata di ieri, di Luce sui nostri Passi, il progetto ideato e promosso dall’Amministrazione Comunale di Fiano Romano e che persegue l’obiettivo di sensibilizzare le persone alle problematiche relative alla disparità di genere, hanno visto la partecipazione di centinaia di bambine e bambini insieme agli Amministratori comunali e alla Consigliera Metropolitana Manuela Chioccia.
È stato inaugurato il mosaico “Las Mariposas” in ricordo di tutte le donne vittime di femminicidio realizzato dall’artista Giovanni Battista Rea con la collaborazione degli studenti delle 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐕 della Scuola Primaria. Sono intervenuti: Letizia Aversano, Referente Area Minori del Comune, Daniela Librandi, Dirigente Scolastica IC Fiano, Francesca Martella, Consigliera con incarico alla Cultura e Pari Opportunità, Mattia Gianfelice, assessore all’Istruzione e alle Politiche Giovanili, il Sindaco Davide Santonastaso e laConsigliera Metropolitana Manuela Chioccia. Al Parco delle Rimembranze, invece, è stato piantato un acero rosso alla presenza delle classi terze della scuola Secondaria di I grado, <<un albero come simbolo della vita che continua – Francesca Martella, Consigliera alla Cultura e pari opportunità – e di speranza di una società più rispettosa delle differenze>>.
Il Sindaco Santonastaso e la Consigliera Chioccia si sono confrontati con i bambini e le bambine che hanno partecipato all’iniziativa. Diversi sono stati i temi che sono emersi e nella totalità degli argomenti affrontati la parola più ricorrente è stata diversità in tutte le sue declinazioni. Una diversità pronta a rispettare e a far rispettare l’unicità di ogni persona. Ma si è parlato anche della grande attenzione verso la scelta del linguaggio, come strumento di pace, da utilizzare anche e soprattutto in tutte quelle situazioni dove non si è d’accordo, dove il confronto rischia di diventare area di scontro. Alle ore 17:00, presso il Palazzetto dello Sport di Fiano Romano, si è giocata la partita di calcio “UNITI CONTRO LA VIOLENZA” dove le squadre, classe 2016, delle due società calcistiche di Fiano Romano (A.S.D. Fiano Romano e ProFiano) si sono unite in squadre miste in un torneo di beneficenza a sostegno delle donne vittime di violenza. La manifestazione è stata accompagnata dalla coreografia del gruppo agonistico e pre-agonistico dell’Ass.ne “Ritmica Feronia”. I fondi ricavati (attraverso donazione spontanea) sono stati devoluti alle donne vittime di violenza del “Centro Antiviolenza del Consorzio Valle del Tevere “Progetto Galassia”.
<<Oltre alle iniziative messe in atto per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – ha dichiarato il Sindaco Davide Santonastaso – abbiamo deciso di proporre alle scuole un percorso di sensibilizzazione, formazione e di smantellamento degli stereotipi di genere. Il compito delle Istituzioni, della Scuola e delle Famiglie, in un’alleanza preziosa, è quello di creare le condizioni sociali per agire con consapevolezza, educando alle differenze e al rispetto. Un altro mondo è possibile, per i nostri figli e per le nostre figlie che in questo smarrimento e dolore diffuso non devono rassegnarsi ad una condizione che appare irreversibile. Così non è e, come Amministrazione, vogliamo essere parte attiva di un cambiamento culturale, urgente e necessario. Non c’è più tempo>>.
Dal libro “Ecologia Interiore” di Daniel Lumera e Immaculata De Vivo (Mondadori, 2022)
Mi inchino alla vita di quegli uomini che accolgono le proprie fragilità e debolezze, che sono capaci di ascoltarle senza rifiuto né giudizio. In quell’accoglienza, in quella presenza, troveranno il potere del femminile in se stessi. Mi inchino alla vita di quegli uomini che non hanno paura di mostrare la propria intimità più profonda, di ascoltare senza rifiuto la propria vulnerabilità e di mettersi in discussione, perché in quel coraggio incontreranno l’amore del femminile nel proprio cuore. Mi inchino alla vita di quegli uomini che scoprono e rivelano la delicatezza della propria interiorità, perché è così che potranno diventare davvero complici del femminile. Mi inchino alla vita di quegli uomini capaci di scoprire, onorare e celebrare la natura divina presente in ogni donna, perché è così che potranno far fiorire il divino in se stessi. Nel corpo femminile vedranno un altare su cui farsi dono. Mi inchino alla vita di quegli uomini che riconoscono nella ciclicità femminile il ritmo della vita. Mi inchino alla vita di quegli uomini che sanno difendere e proteggere, ma soprattutto onore a quegli uomini che hanno l’umiltà di farsi proteggere e difendere dal femminile. Mi inchino alla vita di quegli uomini che sanno perdonare un femminile arrabbiato perché a lungo abusato, che utilizza il proprio potere per contrattaccare, far male e ferire. Mi inchino alla vita di quegli uomini che sostengono con forza e dolcezza il femminile, senza più necessità di riempirlo e dominarlo con il sesso. Mi inchino alla vita di quegli uomini che amano accogliendo maschile e femminile dentro se stessi, perché la vita è una e una soltanto. Mi inchino alla vita di quegli uomini che riconoscono nel corpo femminile la sacralità della natura e il suo miracolo e lo onorano nel rispetto di queste consapevolezze. Mi inchino alla vita di quegli uomini che nel corpo femminile sanno leggere le mappe scritte dall’universo, che tracciano i sentieri della realizzazione e dell’amore. Mi inchino alla vita di quelle donne che sanno comprendere e accogliere la fragilità di un uomo spaventato dal femminile risvegliato, che manifesta il suo potere liberamente. Mi inchino alla vita di quelle donne che sanno rimanere nel cuore, senza fare del proprio potere uno strumento di prevaricazione sul maschile. Mi inchino alla vita di quelle donne che percorrono e riconoscono le vie del cuore e le usano per curare se stesse, gli altri e intere generazioni di esseri viventi con l’amore. Mi inchino alla vita di quelle donne che non usano la sessualità e il proprio corpo come arma di ricatto, ma che credono realmente in una responsabilità condivisa. Mi inchino alla vita di quelle donne che esplorano il piacere attraverso la sacralità più profonda e che attraverso essa sanno condurre il maschile oltre le apparenze manifeste, nei mondi invisibili e sublimi del sentire. Mi inchino alla vita di quelle donne che credono nel dono di se stesse, che non vivono il sesso come un fine, ma come un cammino verso l’amore puro; capaci di insegnare all’uomo come percorrere i sentieri che l’universo ha tracciato sui loro corpi, per poter vivere i segreti della vita. Mi inchino alla vita di quelle donne che sanno davvero accogliere, che conoscono la dolcezza e la dedizione, che si lasciano amare senza paura di mostrarsi streghe, madri, vergini, incantatrici, guerriere, sognatrici, cacciatrici, esploratrici; che guidano l’uomo alla scoperta della ciclicità della vita, che non hanno paura del proprio sangue, ma che in esso trovano i fiumi dell’esistenza che scorrono liberi verso l’oceano dell’essere. Mi inchino alla vita di quelle donne che sanno ancora unirsi nello spirito di sorellanza, in danze sacre che guariscono il dolore del mondo e dei suoi figli. Mi inchino al femminile che si fa cura. Mi inchino al femminile che si fa compassione. Mi inchino al femminile che si fa amore.
Assessore Rinaldi: «Piccole azioni per restare al fianco dei territori»
Firmata la convenzione tra Ufficio speciale per la Ricostruzione del Lazio e LazioCrea per il “Contributo energetico a favore delle imprese operanti nei comuni del cratere sismico”.
L’ accordo è stato necessario per contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico per le imprese operanti nei centri colpiti dagli eventi sismici del 2016 e individuati dal Commissario straordinario per la ricostruzione. Il contributo, di 800mila euro, sarà erogato una tantum, in corrispondenza dello scaglione relativo alla potenza impegnata dal contratto di fornitura.
Scaglione di potenza impegnata fino a 6kW, contributo di mille euro
Scaglione di potenza impegnata oltre i 6kW e fino ai 15kW, contributo di 2mila euro
Scaglione di potenza impegnata oltre i 15kW e fino ai 25kW, contributo di 4mila euro
Scaglione di potenza impegnata oltre 25kW, contributo di 5mila euro
La Giunta regionale, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore, con una delibera, provvederà a comunicare le modalità per la concessione del contributo, nelle quali si potranno individuare i soggetti ammissibili, le micro, piccole e medie imprese iscritte nel registro della Camera di commercio della Provincia di Rieti, con sede operativa in uno dei Comuni del Lazio individuati dall’ordinanza del Commissario straordinario.
Gli strumenti di rilevamento dello scaglione di potenza impegnata sono: la fattura o la bolletta del consumo energetico emessa nel periodo di fatturazione dell’ultimo bimestre antecedente la data di pubblicazione.
«Ringrazio l’ex sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, che con le sue dichiarazioni, ha portato la problematica all’attenzione dell’assessorato. Gli uffici dell’Usr Lazio e Lazio Crea hanno individuato le risorse impegnate per il contributo energetico a favore delle imprese operanti nei comuni del cratere sismico. Sono soddisfatta del lavoro compiuto dagli uffici di competenza. Grazie a loro è stato possibile pubblicare il Bando per dare importanti risposte al territorio», ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, alle Politiche di ricostruzione, alla Viabilità e alle Infrastrutture della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.
«Dal 4 dicembre, sul portale di LazioCrea, sarà possibile caricare le richieste. Sarebbe auspicabile che gli operatori economici del primo cratere inseriscano tali richieste il prima possibile, in modo da allocare le risorse in tempi brevi», ha sottolineato l’assessoreRinaldi.
«Queste sono piccole azioni che l’amministrazione Regionale, e gli uffici competenti del mio assessorato, portano avanti quotidianamente. Cerchiamo di restare al fianco dei territori, con azioni reali», ha concluso Manuela Rinaldi.
non stiamo vivendo giornate come altre. Sono giornate particolari, per l’Ucraina e per tutti noi.
Oggi è 25 novembre e insieme commemoriamo le vittime dell’Holodomor, lo sterminio per fame perpetrato novant’anni fa dal regime sovietico ai danni del vostro popolo e che ha causato milioni di morti.
Oggi è anche il 640° giorno di eroica resistenza del popolo ucraino alla guerra di aggressione russa. È il 640° giorno di resistenza a chi avrebbe voluto piegare il vostro popolo con le bombe, il buio, il freddo e la fame. Non ci sono riusciti, grazie al vostro eroismo e al vostro amore per la vostra libertà e la vostra indipendenza.
Ecco perché l’iniziativa di oggi, Grain from Ukraine, assume una valenza simbolica estremamente potente. L’Italia accoglie con grande favore la volontà del Governo di Kiev di dare continuità a questa iniziativa e intende offrire un contributo ulteriore di due milioni di euro. In questo contesto, torniamo a chiedere alla Russia di rinnovare la sua adesione alla Black Sea Grain Iniziative per garantire che i prodotti agricoli ucraini possano raggiungere i mercati internazionali e aiutare, in particolare, le Nazioni più fragili e che soffrono di più in termini di sicurezza alimentare.
L’impegno che l’Italia assicura oggi alla Grain from Ukraine rientra nel sostegno a 360° gradi – militare, finanziario e umanitario – che abbiamo garantito all’Ucraina dal primo giorno dell’invasione.
L’Italia è e sarà al vostro fianco finché sarà necessario. Perché il futuro dell’Ucraina è un futuro di pace, è un futuro di libertà, è un futuro europeo.
Il popolo ucraino può contare sull’Italia. Ci siamo sempre stati, e ci saremo sempre.
L’inverno è arrivato, ma non la legna per camini e stufe: colpa dell’alluvione, ma anche di chi la raccoglie e la vende illegalmente
FORLÌ- L’inverno è arrivato, e assieme a lui il freddo e le prime spruzzate di neve sull’Appennino romagnolo, ma la legna per camini e stufe manca. Il calo è del 25% rispetto al 2022 e le cause sono diverse, spiega Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini: i boschi isolati dall’alluvione, la manodopera qualificata che non si trova, le aziende non specializzate che danneggiano il mercato e i privati che vendono il prodotto destinato all’autoconsumo. “La campagna era iniziata nel migliore dei modi: la richiesta era alta e c’erano i presupposti per accontentare tutti coloro che, complice le bollette del gas alle stelle nel 2022, avevano scelto di puntare sulla legna da ardere”, sottolinea. “Poi l’alluvione si è abbattuta sulla Romagna causando danni ingenti in collina e montagna, isolando comuni, strade e boschi. In molti casi le nostre aziende non hanno avuto la possibilità di raccogliere gran parte del legname, anche quello già tagliato e sistemato negli imposti e nei piazzali temporanei. Il danno è stato ingente”. A questo si aggiunge la mancanza di manodopera qualificata “che, nonostante la diminuzione dei percettori del reddito di cittadinanza, non è aumentata”, prosegue Carli. Perché “molti ritengono questa attività solo stagionale e cercano soluzioni di più lunga durata”, anche se “il mondo della legna da ardere lavora tutto l’anno e, come dimostrano le esperienze su tutto l’arco Alpino italiano o in altri Paesi come Austria o Svizzera, offre continuità e buone remunerazioni”.
CONFAGRICOLTURA: MANCA MANODOPERA PERCHÉ SI CREDE CHE SIA UN LAVORO STAGIONALE, MA NON È VERO
Senza contare “le aziende non qualificate e i singoli privati cittadini che rivendono illegalmente a terzi il legname raccolto per l’autoconsumo“, accusa Carli. Le aziende non iscritte all’Albo delle Imprese forestali, infatti, dice Carli, “sono solite prelevare il legname, pur non essendo specializzate, e rivenderlo a un prezzo molto più basso rispetto a quello di mercato”. Mentre i privati cittadini, che possono per legge raccogliere un massimo di 250 quintali all’anno per uso personale, “in moltissimi casi lo rivendono a terzi a tariffe che danneggiano tutti coloro che operano nel settore secondo le regole garantendo la sicurezza del lavoro e la salvaguardia del territorio”.
Nella Casa di Reclusione presentato Viva il Re! Viva la Repubblica! di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini. Il referendum del 1946 diventa occasione per...
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.