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Papa Francesco: “Il mondo è nella morsa di una terza guerra mondiale”

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“Situazione simile alla crisi dei missili di Cuba che portò il mondo sull’orlo di una diffusa distruzione nucleare”

ROMA –  La Conferenza “è quanto mai opportuna, dal momento che il nostro mondo continua ad essere nella morsa di una terza guerra mondiale combattuta poco alla volta e, nel tragico caso del conflitto in Ucraina, non senza la minaccia di ricorrere alle armi nucleari”. Lo dice Papa Francesco nel messaggio al Cardinale Peter K.A. Turkson, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in occasione del Convegno sulla Pacem in Terris organizzato dalla medesima Accademia.

In effetti, aggiunge, “il momento attuale assomiglia in modo inquietante al periodo immediatamente precedente alla Pacem in terris, quando nell’ottobre 1962 la crisi dei missili di Cuba portò il mondo sull’orlo di una diffusa distruzione nucleare. Purtroppo, negli anni successivi a quella minaccia apocalittica, non solo il numero e la potenza delle armi nucleari sono cresciuti, ma sono aumentate anche altre tecnologie belliche e persino il consenso di lunga data sulla proibizione delle armi chimiche e biologiche è in pericolo”.Oggi più che mai, dice ancora, “l’ammonimento profetico di Papa Giovanni secondo cui, alla luce della terrificante forza distruttiva delle armi moderne, è ancora più evidente che ‘le relazioni tra gli Stati, come tra gli individui, devono essere regolate non dalla forza armata, ma secondo i principi della retta ragione: i principi, cioè, della verità, della giustizia e della cooperazione vigorosa e sincera’”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Giorgetti attacca la Bce: “L’aumento dei tassi ci ha fatto perdere 14 miliardi”

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Sulla manovra il ministro Giorgetti dice: “È crocevia storico, alcune ipotesi che circolano sono fantasiose”

ROMA – L’aumento dei tassi di interesse ha fatto perdere all’Italia 14-15 miliardi. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti commentando, durante un’intervista al convegno ‘Le Buone Leggi. Semplificare per far ripartire l’Italia’, i recenti aumenti dei tassi da parte dell’Unione europea. “Certamente per chi è indebitato l’aumento dei tassi non è stato positivo, noi abbiamo un debito per cui lo spread di tassi di interesse rispetto all’anno scorso fa sì che la Manovra di bilancio sia stata portata via dalla rendita finanziaria”.

“NON MI FA PAURA UE MA VALUTAZIONI MERCATI”

Giorgetti ha poi detto ancora: “Non mi fanno paura le valutazioni Ue ma quelle dei mercati che comprano debito pubblico. Ogni mattina, quando mi sveglio, ho un problema: devo vendere il debito pubblico e per convincere la gente ad avere fiducia devo essere accattivante”, prosegue il ministro.

“MANOVRA CROCEVIA STORICO”

“È un momento decisivo. Leggo di ipotesi sulla prossima manovra, alcune fantasiose. Ma è un crocevia storico”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervistato al convegno ‘Le Buone Leggi. Semplificare per far ripartire l’Italia’.

“PER TRANSIZIONE GREEN SERVONO INVESTIMENTI ALTRIMENTI TI DAI MARTELLATE…”

“Per fare la transizione green devi fare come gli Stati Uniti e finanziare tanto. Se vuoi essere autonomo e green devi investire, altrimenti è una battaglia in cui ti dai le martellate sui… Te le dai là”, dice ancora Giorgetti.

“ACCORDO PATTO STABILITÀ CREDO A NATALE”

“L’accordo sul nuovo Patto di stabilità europeo, se non si raggiungerà ad ottobre, penso arriverà a Natale con una formula che permetta di calarla nella realtà storica”, afferma il ministro dell’Economia.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Stop alle lezioni dell’Anpi nelle scuole, Valditara: “Non hanno il monopolio della Resistenza

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“Faremo una convenzione con tutte le associazioni partigiane”

ROMA – Il ministro dell’Istruzione fa chiarezza sul mancato rinnovo della convenzione, in scadenza nei prossimi giorni, fra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e ANPI, che sta facendo molto discutere.. “Si rilassino i professionisti della polemica politica. I valori dell’antifascismo sono anche i miei e la Resistenza è un valore prezioso. Il Ministero è impegnato a costruire una convenzione che coinvolga tutte le associazioni partigiane, perché la Resistenza non è monopolio dell’ANPI e i valori resistenziali devono essere patrimonio di tutti. Per essere ancora più espliciti la Resistenza non l’hanno fatta solo i comunisti, ma anche i cattolici, i liberali, gli azionisti e perfino i monarchici. Dunque, ci sarà una convenzione per far conoscere l’importanza della Resistenza nelle scuole, ma con tutte le associazioni partigiane e non con una soltanto”, ha dichiarato Valditara.

UNIONE STUDENTI: INACCETTABILE DECISIONE VALDITARA SU ANPI

“Troviamo inaccettabile che il ministro Valditara abbia deciso, nel silenzio più totale, di non rinnovare l’accordo con Anpi per le lezioni di Resistenza e Costituzione nelle scuole. La possibilità di svolgere assemblee, lezioni, momenti di formazione sui temi della Restistenza e dell’Antifascismo viene meno. Il ministro già dai fatti di Firenze aveva dimostrato la non volontà nel prendere posizione sui temi della resistenza e dell’antifascismo, temi fondamentali e che fungono da imprescindibili pilastri per la democrazia”. È il commento dell’Unione degli Studenti in risposta alla decisione del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di non rinnovare la convenzione con l’Anpi.Il ministro Valditara, infatti, è chiaro come stia provando a forgiare un modello di scuola ben chiaro- si legge in una nota dell’Uds- Un modello di scuola che vede nell’umiliazione uno strumento educativo, un modello che vuole allontanarsi in toto dall’idea di didattica e scuola partecipativa, per andare nella direzione dell’autoritarismo e del nozionismo svuotato di ogni capacità critica necessaria per creare cittadini liberi e consapevoli. Un modello antifascista e partecipativo di scuola è un modello di scuola che educa a combattere le disuguaglianze e le oppressioni, nei luoghi della formazione e non”. “Ci è chiaro il modello che il ministro vuole mettere in campo a partire dal mancato rinnovo dell’accordo che permetteva all’Anpi di entrare nei percorsi didattici delle scuole per formare gli studenti rispetto ai temi della democrazia e dell’antifascismo. Abbattiamo la scuola del merito: il 17 novembre scendiamo in piazza in tutto il paese per lottare per un altra istruzione“

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Presto al Cardinale Matteo Zuppi la cittadinanza onoraria

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Orgoglio e prestigio per il nostro territorio”

Si rafforza sempre di più il legame tra il Cardinale Matteo Zuppi (Presidente della Conferenza episcopale italiana) ed il Comune di Trevi Nel Lazio, basato anche sull’ottimo e cordiale rapporto che intercorre tra il Sindaco l’avv. Silvio Grazioli e Sua Eminenza (nella foto) consolidato nel corso degli anni.  In virtù di ciò con un comunicato il Sindaco Grazioli, ha dato notizia di un grande evento di rilevanza per il territorio trebano. “ E’ intenzione dell’Amministrazione –si legge nella nota- di conferire la cittadinanza onoraria a S.E. Cardinal Matteo Zuppi Presidente della Conferenza episcopale italiana, in virtù del fatto che vi è uno storico legame tra la famiglia Zuppi ed il nostro territorio, segnatamente gli altipiani di Arcinazzo. Proprio agli Altipiani il papà Enrico Zuppi celeberrimo giornalista dell’Osservatore Romano costruì una delle prime ville del dopoguerra realizzando successivamente la cappella funeraria presso il cimitero di Trevi. Pertanto S.E. conosce benissimo il nostro territorio e le persone che vi abitano, tant’è che anche in questi periodi in cui è impegnato non solo come Arcivescovo di Bologna, come Presidente della CEI, come importante esponente della Comunità di Sant’ Egidio ma anche per gli incarichi specifici che il Papa ha voluto attribuirgli per la ricerca della pace nella martoriata Ucraina, trova comunque sempre il tempo di celebrare ad agosto una messa agli Altipiani per mantenere vivo questo legame con il territorio. Proprio in occasione della sua ultima venuta il 19 agosto scorso, ho manifestato direttamente a S.E. la volontà di conferirgli la cittadinanza onoraria sicuro di interpretare il sentimento di tutta la comunità”.

Il sindaco di Roccasecca rilancia su casello autostradale, connessione Stellantis -Mof di Fondi e stazione tav per le merci

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“La desertificazione industriale si combatte con progetti già pronti, non ci sono più i tempi per attendere i confronti, le idee e poi la messa nero su bianco”

“Se, come dice il presidente del Consorzio unico del Lazio, è la logistica il settore in crescita della provincia di Frosinone, le aziende che operano in questo comparto devono essere messe nelle condizioni di svolgere appieno la loro attività. E come si può fare? Sicuramente con una rete di infrastrutture e di trasporti di livello per superare le criticità attuali”.

E’ quanto dichiarato dal sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco in merito all’audizione convocata dall’XI Commissione sviluppo della Regione Lazio, sulla desertificazione industriale nella provincia di Frosinone.

“Il tema dello sviluppo mi interessa e come Comune, in collaborazione con il Cosilam del presidente Delle Cese, abbiamo messo a punto una serie di progetti che rivoluzionano la mobilità per le imprese e per i cittadini”. 

“Mi riferisco – continua Sacco – all’apertura del casello autostradale a Roccasecca a servizio del distretto della ceramica, alla direttrice interna Stellantis-Mof via Roccasecca per connettere il Cassinate e quindi l’Abruzzo e il Molise con il mare e con il porto di Gaeta, decongestionando tra l’altro la Casilina e soprattutto alla stazione Tav a San Vito di Roccasecca, già pronta anche questa, a meno di un chilometro da dove dovrebbe sorgere il casello autostradale”.

“Questi progetti – argomenta Sacco – sono una risposta reale e già definita al tema dello sviluppo industriale e del sostegno al settore della logistica. Vanno appoggiate però dagli enti sovracomunali, a partire dalla Regione. Per questo prenderò contatti con il presidente della Commissione Enrico Ghera, invierò a lui le progettualità, affinché rafforzi il discorso già avviato proprio la Regione per la realizzazione di una vera rivoluzione nel nostro territorio”.

“Sono i progetti già cantierabili, che fanno riferimento ad un discorso che investe l’intero basso Lazio a rappresentare l’unica via di sviluppo. Bisogna ragionare tenendo insieme Frosinone e Latina, per rispondere alla globalizzazione ed essere competitivi. Lo ribadirò anche agli Stati generali della Provincia di Frosinone del 28 settembre. Bene i confronti, bene la condivisione, ma poi quanto tempo passa dalla messa nero su bianco delle idee e per la loro realizzazione? Troppi, non ce lo possiamo permettere. Ecco perché occorre ripartire già da progetti definiti e subito cantierabili”.

ALBERGO DIFFUSO, APPROVATO IL NUOVO REGOLAMENTO REGIONALE

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La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato le modifiche alregolamento sulla disciplina delle attività ricettive dell’albergo diffuso. Il tutto nel quadro di una più organica riorganizzazione del sistema turistico laziale e in un’ottica di decentramento ammnistrativo.

Ecco le nuove disposizioni del regolamento:

  • L’albergo diffuso è localizzato in comuni con popolazioni fino a un massimo di 60mila abitanti.
  • Il Comune, entro il 15 gennaio di ogni anno, trasmette alla direzione regionale competente in materia di turismo gli aggiornamenti dei dati sulla capacità ricettiva degli alberghi diffusi che hanno presentato la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) nel corso dell’anno precedente, comprese le nuove aperture o le variazioni intervenute. Contestualmente, il Comune trasmette un elenco riepilogativo degli alberghi diffusi esistenti. La direzione regionale può richiedere la trasmissione degli aggiornamenti anche nel corso dell’anno.
  • Gli alberghi diffusi sono inseriti nell’apposita banca dati istituita presso la direzione regionale competente in materia di turismo.
  • A ciascuna struttura verrà assegnato un codice identificativoda utilizzare in ogni comunicazione relativa all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza.
  • Tutti i soggetti titolari o gestori degli alberghi diffusi dovranno comunicare, per via telematica, gli arrivi e le presenze alla Regione Lazio ai fini di una rilevazione statistica del movimento turistico regionale e del monitoraggio dell’impatto dell’offerta ricettiva entro e non oltre il mese successivo a quello dell’arrivo del cliente.

PARTECIPAZIONE DEL VICEPRESEDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, ON. ANTONIO TAJANI, ALLA SETTIMANA DI ALTO LIVELLO DELLA 78MA ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE (UNGA)

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Il Vice Presiedente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, sarà a New York dal 17 al 20 settembre per partecipare alla settimana di Alto Livello della 78ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA).

Il focus della missione sarà il tema delle migrazioni, di cui il Vice Premier discuterà in diversi eventi onusiani e durante numerosi incontri bilaterali con suoi omologhi e con vertici delle organizzazioni internazionali competenti per la materia. Ampio spazio sarà poi dedicato all’Africa, una priorità per la politica estera italiana, e ai Balcani Occidentali, una regione dove il nostro Paese svolge sempre più un ruolo da protagonista per accompagnarne l’integrazione nell’Unione Europea.

Lunedì 18 settembre Tajani guiderà la delegazione italiana al Palazzo di Vetro, intervenendo al Vertice sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), importante occasione di confronto tra i principali leader internazionali su come accelerare l’applicazione entro il 2030 dell’“Agenda dell’ONU per lo sviluppo sostenibile”.

Lo stesso giorno il Vice Premier presiederà una riunione di lavoro con i Ministri degli Esteri di Albania, Croazia, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Slovenia. Sempre nella giornata di lunedì avrà luogo un incontro con gli omologhi di Etiopia, Eritrea e Somalia per discutere delle problematiche del Corno d’Africa a livello socio-economico e degli effetti sul dossier migratorio e delle possibili collaborazioni regionali.

Martedì 19 settembre, a fianco del Presidente del Consiglio, il Vice Premier presenzierà all’apertura del Dibattito Generale.

Tra gli altri principali appuntamenti in agenda, Tajani presiederà la riunione ministeriale del gruppo “Uniting for Consensus” – nel quale l’Italia svolge il ruolo di coordinatore sin dalla creazione del gruppo – sul processo di riforma del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Nell’ambito degli eventi a margine del Dibattito Generale organizzati dall’Italia, il Vicepremier coordinerà i lavori di una riunione dedicata all’educazione quale fattore chiave per lo sviluppo e per assicurare un futuro ai bambini in contesti di crisi. Inoltre, insieme a Giappone, Emirati Arabi Uniti e ONU, presiederà un evento dedicato ai sistemi alimentari e al clima che, oltre a confermare il ruolo di primo piano dell’Italia sulla sicurezza alimentare, si colloca in continuità con il Vertice sui Sistemi Alimentari di Roma del luglio scorso.

Durante la settimana di alto livello, Tajani parteciperà inoltre alle tradizionali riunioni dei Ministri degli Esteri dell’Unione europea e del G7 e incontrerà le principali associazioni ebraiche.

Nel corso della missione a New York, il Vice Premier inaugurerà anche la mostra “Collezione Farnesina” presso l’Istituto Italiano di Cultura e avrà incontri con esponenti di primo piano del mondo imprenditoriale e finanziario americano cui illustrerà la rinnovata strategia di diplomazia della crescita promossa dal Governo italiano e le opportunità di investimento in Italia.

LAZIO: A TARQUINIA LIDO IL PRIMO RADUNO NAZIONALE DI PLASTIC FREE ONLUS

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Sì è tenuto a Tarquinia Lido (VT), il primo raduno di Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica. Oltre 200 referenti provenienti da tutta Italia si sono riuniti presso il Camping Village Tuscia Tirrenica per un fine settimana dedicato alle tematiche ambientali, all’impatto dell’abuso di plastica sulla salute della Terra e dei suoi abitanti e al confronto per una sempre maggiore sensibilizzazione dei cittadini su una problematica che invade la quotidianità di tutti noi.

“Plastic Free è una grande famiglia con gente determinata nell’adoperarsi concretamente per un mondo migliore che ponga fine all’abuso di plastica – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – Coinvolgendo sempre più cittadini ma soprattutto Enti, Istituzioni e imprese potremo accelerare nel cambiamento necessario per dare un futuro alla nostra permanenza sul Pianeta. Basti pensare che – conclude – le stime della scienza ci dicono che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nei nostri mari”.

In pochi anni, Plastic Free Onlus conta 1.100 referenti e oltre 260mila volontari attivi in progetti concreti: pulizie ambientali con circa 3,5 milioni di chili di plastica e rifiuti rimossi dall’ambiente, sensibilizzazione cittadini e studenti, salvataggio tartarughe, contrasto al volo dei palloncini e all’abbandono di mozziconi di sigarette. Plastic Free sostiene e accompagna, inoltre, Comuni e imprese a interpretare la transizione ecologica dicendo stop all’uso eccessivo di plastica. Il weekend si è concluso con la pulizia della spiaggia di Tarquinia Lido.

La montagna secondo Cheese, “ecco come farla vivere 365 giorni all’anno”

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Non solo una meta turistica, ma un luogo dove sviluppare servizi, lavoro
e innovazione

«L’Italia è un Paese delicato, da maneggiare con cura. La montagna non può essere trascurata, e noi a lungo lo abbiamo fatto, marginalizzandola, concentrando persone e attività in pianura, nelle città e su pochi tratti di costa». È lo “scivolamento a valle dell’Italia”, un concetto che Rossano Pazzagli, docente di Storia moderna presso l’Università degli Studi del Molise e direttore della scuola di paesaggio Emilio Sereni, ha ben raccontato nell’ambito della conferenza Riabitare la montagna a Cheese, la manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo organizzata da Slow Food Italia e Città di Bra che si tiene fino a domani, lunedì 18 settembre. 

Questo scivolamento a valle, lo spopolamento e l’abbandono sono fenomeni di lungo periodo – con un picco tra gli anni Cinquanta e Settanta – e hanno determinato quella disgregazione del paesaggio agrario che ha riguardato tutta l’Italia. Particolarmente colpite le aree montuose del nostro Paese, a cui si pensa spesso come un mondo altro, di realtà che si sono cristallizzate nel tempo e sono incapaci di evolvere. A Cheese invece Slow Food, insieme agli ospiti e ai produttori presenti, ha cercato di proporre una narrativa diversa, per mostrare come la montagna non possa essere relegata ai margini del nostro mondo, né possa essere vista come un altrove passato. 

Pazzagli sostiene che questo non è un processo irreversibile o ineluttabile, ma mostra altresì come, per invertire la tendenza, sia necessario agire comprendendo le ragioni di questo declino, partendo da una visione, elaborando una strategia e, dunque, progetti concreti: «Dobbiamo dare a chi torna, ai giovani che guardano alla montagna l’idea che questa davvero possa costituire un modello di vita alternativa. Ma perché davvero lo sia, perché davvero costituisca un’alternativa dobbiamo portare in montagna i servizi essenziali – che sono a tutti gli effetti dei diritti – come le scuole, i trasporti, e altro. E dobbiamo rileggere i territori attraverso i paesaggi, i paesi e i prodotti, che costituiscono un patrimonio non solo per le comunità che ci vivono, ma per tutta la società». 

A Pazzagli fa eco Antonio De Rossi, docente ordinario di Progettazione architettonica al Politecnico di Torino e autore, fra gli altri, del libro La costruzione delle Alpi. «Il problema del rapporto tra urbano e rurale è globale, ma vede l’Italia come protagonista del dibattito. Negli anni della pandemia si è registrata una nuova attenzione verso la montagna, ma spesso quello che si tende a proporre è l’idea di un mondo idealizzato, turistico, fatto di piccoli borghi, osterie e vasi di gerani sui davanzali. Un’idea estetizzata che cancella la possibilità di vedere altre opzioni di sviluppo e, di fatto, molto pericolosa. Invece, quello che si dovrebbe proporre, e ciò per cui si dovrebbe lavorare, è un’idea di montagna in grado di generare funzionalità ed economie».

La montagna, insomma, non solo come meta turistica, e luogo di evasione, ma un luogo in cui si sviluppino servizi per l’abitabilità adatti alle aree interne, e su cui investire facendone emergere anche le potenzialità di innovazione. Continua De Rossi: «Bisogna ricostruire l’economia delle aree montane, mettendo in luce come qui si possa affermare una visione fortemente innovativa, dove il sapere scientifico dialoga con le economie agricole e montane». I casi che cita De Rossi vanno proprio in questa direzione: nelle Alpi piemontesi, Ostana (Cuneo), che è passata dai 5 abitanti di una ventina di anni fa, ne conta oltre 50, tra cui molti giovani e nuovi arrivati, che lì hanno trovato un luogo in cui sviluppare i propri progetti di vita; in Appennino, Gagliano Aterno, nell’Aquilano, si è ripopolato mettendo al centro l’ecologia e la proposta concreta di nuovi modi di abitare, lavorando anche sul tema della transizione energetica. 

Dai margini, la montagna può tornare al centro dell’attenzione: dopo anni di abbandono e spopolamento può riprendere a essere viva e abitata, ma affinché questo succeda è necessario un cambio di passo. È necessario proporla come un luogo da abitare 365 giorni all’anno e non soltanto durante le vacanze, ed è necessario che la politica se ne occupi, elaborando strategie specifiche per le aree interne.

«La Strategia forestale nazionale è frutto di un lavoro corale, discusso e condiviso da un ampio pubblico – spiega il direttore generale dell’economia montana e foreste Alessandra Stefani –. L’obiettivo è quello di valorizzare e promuovere l’agricoltura di montagna e i pascoli montani come fondamentali presìdi della biodiversità in queste aree. E anche quello di riconoscere il giusto alle persone che garantiscono importanti servizi ecosistemici. Perché senza i luoghi e senza le persone non andiamo da nessuna parte».  


Di queste nuove economie e di queste energie Cheese si fa promotore proponendo come sempre, accanto alle voci di studiosi ed esperti, le testimonianze di chi la montagna la vive portandovi un’idea di agricoltura e allevamento rispettosi, in armonia con un ambiente fragile e delicato, da trattare con cura. Molti degli espositori presenti al mercato, le pastore, i pastori e i contadini – tra questi, Miguel Acebes dell’azienda Tularù, parte della rete Slow Grains, intervenuto alla conferenza – che sono le testimonianze concrete di questo mondo troppo spesso collocato ai margini e che invece può e deve essere protagonista di rigenerazione.

PREMIO CITTA’ DI SATURNO: RICONOSCIMENTI A LUCIANO FONTANA E AL GENERALE PASQUALE ANGELOSANTO

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Assegnati anche i titoli di Ambasciatore delle Città di Saturno nell’evento a Palazzo Ducale di Atina

L’ideatore Andrea Amata: “Valorizziamo la storia del territorio e le eccellenze che si sono distinte nella professione e nell’arte”

La corte interna del prestigioso Palazzo Ducale di Atina ha fatto da cornice alla cerimonia di assegnazione del “Premio Città di Saturno”, giunto quest’anno alla sua seconda edizione ma già diventato un appuntamento di prestigio e un riconoscimento ambito nel territorio provinciale.

Il premio, nato da un’intuizione di Andrea Amata, consigliere provinciale e referente per la provincia di Frosinone dell’associazione “Nazione Futura”, si propone come un riconoscimento simbolico a personalità che hanno elevato il prestigio del territorio grazie al loro contributo in ambito artistico e professionale.

L’iniziativa fonde mito e storia, perché il nome stesso del riconoscimento va cercato nella tradizione millenaria di cinque antiche città della provincia di Frosinone (Alatri, Anagni, Arpino Atina e Ferentino), le quali, secondo la mitologia pre-romana, sarebbero state fondate dal dio Saturno nella mitica Età dell’Oro e la cui testimonianza odierna è rappresentata da complesse opere megalitiche che si trovano in ognuna di esse.

“Il Premio – spiega l’ideatore Andrea Amata – vuole incoraggiare la valorizzazione del territorio, recuperandone l’identità storica da un lato e nello stesso tempo far affiorare le sue eccellenze. Anche quest’anno possiamo dire di aver compiuto il secondo passo per costruire una piccola, grande tradizione”.

Il riconoscimento dell’edizione 2023 è stato assegnato a Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera e al Generale Pasquale Angelosanto che ha assicurato alla giustizia il super latitante Matteo Messina Denaro.

“Abbiamo assegnato i premi a figure espressione di due mondi che sono legatissimi – ha aggiunto Amata – quante volte di fronte ai pericoli invochiamo le forze dell’ordine? O quante volte di fronte a fatti storici di enorme impatto ci affidiamo all’informazione? Sicurezza e informazione sono due pilastri di una società più libera, democratica e solidale”.

Oltre ai due riconoscimenti speciali, sono stati assegnati i titoli di Ambasciatore delle Città di Saturno, ognuno per ciascun cittadino originario di una delle cinque città ritenuto particolarmente meritevole e rappresentativo: a Mario La Rocca, imprenditore; alla memoria di Guido Fanfarillo, artigiano; ad Attilio Quattrocchi, filosofo e storico; a Michele Ranaldi, campione italiano di danza caraibica; ad Antonio Poce, artista.

A premiare gli ambasciatori, i sindaci o i delegati delle cinque città di Saturno, presenti all’iniziativa: Pietro Volante di Atina, Maurizio Cianfrocca di Alatri; il vicesindaco di Arpino Massimo Sera; l’assessore alla cultura di Anagni Carlo Marino e il sindaco di Ferentino Piergianni Fiorletta.

Presente l’onorevole Nicola Ottaviani che, consegnando il premio al direttore Fontana, ha espresso parole di entusiastico apprezzamento per l’iniziativa utile sia a celebrare le eccellenze locali sia a recuperare il patrimonio storico del territorio al fine di implementare progettualità di sviluppo. Anche l’assessore regionale Pasquale Cicciarelli, in rappresentanza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca,  ha offerto la piena disponibilità per supportare l’azione congiunta delle città di Saturno. L’evento è stato moderato dal giornalista Dario Facci, organizzato dall’associazione Nazione Futura, da Leaving Ciociaria di Alessio Pellegrini e Giulio Caira e dal consigliere comunale Manuel Caira che ha espresso “soddisfazione per la grande affluenza e partecipazione, che incoraggiano nell’azione tesa alla valorizzazione della comunità”.

“Voglio ringraziare tutti gli intervenuti – ha concluso Andrea Amata – dai sindaci che hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa e manifestato la volontà di collaborare in progetti di rete per la valorizzazione delle città di Saturno, all’onorevole Ottaviani e all’assessore Ciacciarelli che sono garanzia di sostegno alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo locale. Lavoriamo già per l’edizione 2024: le cinque città di Saturno possono essere una risorsa di crescita e alimentare quella connessione emotiva fra il visitatore e i luoghi di cui sono custodi”.

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