All’Angie Music Restaurant di Fiumicino, Cadenze Letterarie® ha presentato «Poesie d’amore» di Mauro Mazza tra letture, pittura, musica e riflessioni psicologiche. Il pubblico ha condiviso le proprie emozioni attraverso Slido. Cerulli: «Ho visto tantissime serate e devo dire che questa è la mia preferita»
Una sala piena per parlare d’amore attraverso versi, dipinti, canzoni ed esperienze personali. Domenica 25 ottobre, all’Angie Music Restaurant di Fiumicino, Cadenze Letterarie® ha presentato «Poesie d’amore» di Mauro Mazza, pubblicato da Laura Capone Editore. A condurre l’incontro Dino Tropea, ideatore e curatore della rassegna, insieme ad artisti e relatori che hanno affrontato il sentimento amoroso da prospettive diverse: quotidianità, desiderio, cura, fiducia e bisogno di condividere ciò che si prova.

L’appuntamento, anticipato dal Giornale del Lazio nell’articolo di presentazione, si è sviluppato anche attraverso la partecipazione del pubblico. Il programma ha alternato interpretazioni e conversazioni, con domande nate dalle poesie e riflessioni suggerite dalle opere esposte.
L’apertura musicale è stata affidata a Melissa Nasti e Flavia Renzi, già protagoniste di precedenti incontri della rassegna. Le loro voci hanno introdotto la serata prima del dialogo con Mazza, per tornare nella parte conclusiva. Il fotografo Giorgio Algherini, che ha documentato l’appuntamento, ha poi dedicato alle due interpreti un ringraziamento pubblico, sottolineandone la semplicità e la capacità di emozionare.



Mazza ha raccontato l’origine della propria scrittura, cresciuta dal 2020 attraverso la lettura ad alta voce, le registrazioni e la composizione di testi originali. Nel confronto con Tropea è emersa una poesia legata all’osservazione: uno sguardo incontrato per strada, una persona vicina, una scena domestica possono diventare il punto di partenza dei versi. Da qui l’abitudine di portare con sé un’agenda, per annotare le emozioni prima che perdano intensità.
«Se io non mi rispetto non posso rispettare gli altri», ha affermato l’autore.
La conversazione si è così spostata dall’innamoramento alla responsabilità personale nelle relazioni. Nei testi ascoltati, l’amore prende forma nel tempo dedicato a qualcuno, nella disponibilità a riconoscerne la fragilità e nell’attenzione verso esperienze che rischiano di passare inosservate.
A interpretare le poesie è stata Patrizia Ercolani, bibliotecaria ed educatrice. Le letture hanno dato voce alle immagini e ai passaggi emotivi dei testi prima degli approfondimenti. In «Cacio e pepe», l’accoglienza in una trattoria di Trastevere e la preparazione di un piatto diventano un racconto amoroso: gli ingredienti richiamano gli occhi e i capelli della donna. Cucinare per qualcuno assume così il significato di una dichiarazione, affidata a gesti e dettagli familiari. Con «Perché scrivo poesie» emerge invece il legame profondo dell’autore con la scrittura, mentre «Le emozioni della poesia» richiama il valore dei sentimenti e della sensibilità. In «Quella danza di Furchì», infine, ricordi, incontri e relazioni si intrecciano in una narrazione poetica ricca di significati simbolici.

Per le arti visive è intervenuto il maestro Modesto Furchì, presente con «La danza delle farfalle», «Dialogo con Bocca di Rosa» e «Donna allo specchio».

Le spiegazioni dell’artista e gli accostamenti alle letture hanno portato i dipinti dentro la conversazione.
«La poesia e la pittura sono due arti complementari», ha osservato Furchì, distinguendo lo sviluppo della parola nel tempo dall’immagine che si offre allo sguardo.
Con «La danza delle farfalle» ha raccontato la trasformazione interiore di una donna davanti al primo amore, associandola alla leggerezza del volo. «Dialogo con Bocca di Rosa» ha richiamato Fabrizio De André attraverso il personaggio femminile, la stazione e i treni. «Donna allo specchio» ha aperto il confronto con se stessi: l’immagine riflessa, il passare del tempo e le maschere che diventano difficili da sostenere.
Sergio Mingrone e Maria Grazia Imbimbo hanno introdotto testi e opere, coinvolgendo i protagonisti. Mingrone si è soffermato sul rapporto fra scrittura e dono di sé.

Imbimbo, mental coach ed europrogettista, sulle parole che scegliamo nelle relazioni. Da qui una domanda concreta: come cambia il rapporto con gli altri quando prestiamo maggiore cura al linguaggio con cui ci rivolgiamo a loro e a noi stessi?

La psicologa clinica Sonia Buscemi ha approfondito le dinamiche affettive presenti nelle letture. Partendo da «Quella danza di Furchì», ha esaminato la scena di un partner che guarda l’altro dormire: il desiderio di accarezzarlo incontra il rispetto del suo riposo. Un gesto trattenuto diventa attenzione alla vulnerabilità della persona amata.
Riflettendo sull’amore e sulla poesia come spazi di affidamento, Buscemi ha sintetizzato: «Ci si deve sentire protetti, ci si deve sentire sicuri».

Nel suo intervento, anche il cibo ha trovato posto come forma di comunicazione e convivialità. Preparare un piatto, sedersi insieme o trovare il tempo per un caffè sono azioni nelle quali può esprimersi la qualità di una relazione. Un altro passaggio ha riguardato la fiducia fra autore e lettore: chi scrive mostra una parte di sé e la consegna a qualcuno che ancora non conosce; chi legge entra in contatto con un’esperienza intima, da accogliere con attenzione.
Nella parte finale ha preso la parola Federica Cerulli, consigliera comunale, ricordando di aver seguito la nascita e la crescita della rassegna.
«Ho visto tantissime serate e devo dire che questa è la mia preferita», ha dichiarato.

Rivolgendosi a Mazza, ha spiegato che le poesie le avevano offerto spunti per un lavoro introspettivo destinato a proseguire oltre l’incontro. Ha quindi ringraziato Tropea per l’impegno e per i risultati raggiunti dal progetto.
Proprio il giorno precedente, 24 ottobre, nell’Aula Consiliare di Palazzo Valentini a Roma, Dino Tropea aveva ricevuto il Premio Internazionale Istinti Artistici, alla seconda edizione, con questa motivazione: «Per aver creato con Cadenze Letterarie uno spazio dedicato ai libri e alla cultura, dove autori e artisti possono condividere il proprio lavoro e trovare nuove occasioni per raggiungere il pubblico».
Il pubblico ha partecipato anche attraverso Slido, rispondendo alla domanda: «Qual è il valore di Cadenze Letterarie® che porti a casa stasera?». Un campo aperto, senza risposte predefinite, ha permesso a ciascuno di scegliere le proprie parole. La più ricorrente è stata «affascinante»: una descrizione dell’esperienza che suggerisce la capacità dell’incontro di suscitare curiosità e coinvolgimento. È emersa anche «condivisione», insieme a emozione, rispetto, passione, introspezione e desiderio di donarsi. Fra le altre espressioni, «amore incondizionato», «illuminante» e «sorprendente».La raccolta, presentata da Imbimbo, insieme a quelle degli incontri precedenti, contribuirà alla costruzione del manifesto di Cadenze Letterarie a partire dalle parole scelte dai partecipanti.
Nei commenti successivi, Mingrone ha parlato di «un alternarsi di voci diverse e allo stesso tempo in sintonia».
A valle dell’incontro la dottoressa Immacolata Savarese, una delle anime di Cadenze Letterarie, ha condiviso una riflessione intensa e profondamente personale sul significato dell’amore.
«L’amore è molto più di un sentimento: è una scelta quotidiana fatta di cura, ascolto, presenza e coraggio. È accogliere l’altro nelle sue fragilità, riconoscersi nei silenzi e continuare a scegliersi anche quando la vita si fa più complessa.
Perché amare davvero significa farlo sentire ogni giorno attraverso i gesti, gli sguardi e le piccole attenzioni che danno significato alla vita.»
In chiusura, la consegna di tre poesie da parte di Mauro Mazza ed i ringraziamenti a Ettore, Angie e lo staff dell’Angie Music Restaurant per l’accoglienza e l’organizzazione, insieme a Federica Cerulli e ai compagni di viaggio della rassegna. Un ringraziamento anche a Giorgio Algherini, le cui fotografie hanno restituito, ancora una volta, l’atmosfera della serata attraverso gli sguardi, i gesti e le emozioni dei protagonisti e del pubblico.




L’invito al pubblico è stato anche quello di seguire la pagina Facebook e i canali social di Cadenze Letterarie, selezionando “Segui” per restare aggiornati sui prossimi appuntamenti.
Archiviato con grande successo questo appuntamento, il calendario prosegue giovedì 5 novembre con «L’altra luna. Il coraggio del diverso» di Vincenzo Aruta. Dall’amore raccontato da Mazza, il dialogo si sposterà sul bisogno di essere riconosciuti e sulla possibilità di accogliere chi vive, pensa o sente diversamente da noi.

Le letture artistiche di Francesca Stajano Briganti, l’arte visiva di Salvatore Fazio e gli interventi di Sonia Buscemi e Maria Grazia Imbimbo accompagneranno il confronto condotto da Dino Tropea. Interpretazioni, domande e osservazioni offriranno un accesso ai temi del libro anche a chi non lo ha ancora letto.
Appuntamento alle 19 a L’Orto Stiloso, in via del Faro 115 a Fiumicino. Ingresso libero, posti limitati.

