Home PRIMO PIANO Paolo Battaglia La Terra Borgese spiega e commenta “Parau Parau”, l’inesprimibile nella...

Paolo Battaglia La Terra Borgese spiega e commenta “Parau Parau”, l’inesprimibile nella pittura di Gauguin

0
215
critico-d-arte-paolo-battaglia-la-terra-borgese.png
Parole sussurrate - precisa il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese -, è un olio su tela di 77 cm x 96,5 cm proveniente dalla collezione John Hay Whitney, e si trova dal 1956 presso la Galleria d'arte dell'Università di Yale


Il bisbiglio misterioso di donne indigene fu inaccessibile persino allo stesso Paul Gauguin, scrive Paolo Battaglia La Terra Borgese. Tuttavia il pittore – spiega il Critico – provò a tradurne l’impenetrabilità in “Parau Parau” (Parole sussurrate)


«Non dipingete troppo secondo natura – diceva Gauguin -. L’arte è astrazione; ricavatela dalla natura, mentre sognate di fronte a essa»

Il pittore francese Eugène Henri Paul Gauguin, durante un soggiorno a Tahiti nel 1892, con le caratteristiche tipiche del suo stile post-impressionista noto come Sintetismo, dipinse la quiete delle donne indigene, pur non comprendendo la segretezza dei loro scambievoli sussurii, non comprendendo di questa forma di vita ermetica, silenziosa e fortemente affascinante.

Un altro aspetto – dunque – della nuova pittura ormai vicina all’Espressionismo è rappresentato da Gauguin, che apparentemente sta agli antipodi del mondo angosciato di Van Gogh. Eppure anche la sua è angoscia, se lo spinge a cercare la felicità lontano dalle dimensioni borghesi, quotidiane, della sua vita, verso il ritorno più completo e disincantato alla natura.

Parole sussurrate –precisa il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese -, è un olio su tela di 77 cm x 96,5 cm proveniente dalla collezione John Hay Whitney, e si trova dal 1956 presso la Galleria d’arte dell’Università di Yale – ma non è in mostra.

La descrizione del Critico d’Arte

Le figure sono grevi, primitive. Le coloriture piatte, i colori infuocati rispecchiano un linguaggio che si è lasciato alle spalle tutto l’Impressionismo e prelude alla pittura moderna (con una parentela evidente che riallaccia Gauguin a Toulouse-Lautrec). Tra le molte note sulla sua vita e sulla sua pittura, che Gauguin buttò giù nella capanna tahitiana dove viveva, si legge un passo che illumina in modo particolare proprio questo dipinto. “Poiché voglio suggerire una natura esuberante e selvaggia e un sole tropicale che incendia tutto quanto”, scrive Gauguin, “devo inquadrare le mie figure in una cornice appropriata. Si tratta veramente di vita all’aria aperta, se pure intima; nelle macchie e tra i ruscelli ombrosi, quelle donne che sussurrano in un immenso palazzo che la natura stessa ha decorato di tutte le ricchezze di Tahiti. Donde i favolosi colori e l’atmosfera infiammata, e tuttavia dolce e silenziosa”.

critico-d-arte-paolo-battaglia-la-terra-borgese.png

Le conclusioni di Paolo Battaglia La Terra Borgese

Non si tratta quindi soltanto di un ideale di bellezza, ma di un desiderio più profondo: quello che spinse Gauguin a cercare se stesso nelle isole lontane. Quanto gli sia costata la realizzazione del suo sogno, tutti lo ricordano: incomprensioni, miseria, la malattia che lo portò alla tomba. Tuttavia la sua pittura conserva intatto per noi l’incanto di un Eden ritrovato.

PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE

Noto critico d’arte e saggista italiano è considerato una figura di rilievo nel panorama culturale contemporaneo per le sue attività di divulgazione e curatela. È particolarmente apprezzato per i suoi studi storici ed estetici su avanguardie, stili e movimenti artistici. È ampiamente citato ed è presente nella storiografia della critica artistica italiana contemporanea. Sostiene una visione del critico come un “mediatore culturale bilingue” che agevola il dialogo tra l’opera e il pubblico. Si espone frequentemente contro il mercato delle recensioni artistiche fittizie e prezzolate, difendendo la serietà e il valore della critica d’arte autentica. È autore di diverse monografie di analisi estetica e interpretativa. Cura mostre di rilevanza nazionale – alcune delle quali insignite della Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica – e scrive regolarmente approfondimenti sui grandi maestri.