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Vittoria delle opposizioni in Consiglio Regionale

Roma, Marotta (SCE), bloccata la svendita di sale cinematografiche

“Le sale cinematografiche chiuse non saranno trasformate in sale bingo, supermercati o altre attività commerciali. Questa notte, grazie a un’opposizione determinata, abbiamo ottenuto lo stralcio della norma che avrebbe permesso il cambio totale di destinazione d’uso per le sale cinematografiche nella Regione Lazio”. A dichiararlo è Claudio Marotta, capogruppo regionale di Sinistra Civica Ecologista e presidente della Commissione Vigilanza sul pluralismo dell’informazione. “Era una norma pericolosa – prosegue Marotta – che avrebbe aperto la strada alla svendita e alla speculazione immobiliare sulle sale storiche della nostra Capitale e della Regione. Il risultato ottenuto è una sconfitta per Rocca e per la sua maggioranza di centrodestra che ha dovuto ritirare il testo grazie alla pressione costante delle minoranze consiliari. L’approvazione della proposta di legge 171 in materia di urbanistica – aggiunge – ha dato alla luce un Frankenstein normativo: un insieme confuso di articoli cuciti alla bell’e meglio, tenuti insieme da una retorica della semplificazione che maschera, male, una legge scritta senza coerenza né misura. Eppure le opposizioni sono riuscite a contenere i danni: limitando le premialità urbanistiche fuori misura sugli interventi di rigenerazione urbana; evitando manovre non convincenti sulle conformità edilizie delle strutture sanitarie; ottenendo l’abrogazione dell’articolo 1, che riformava in modo dannoso la LR 38/99 sul governo del territorio; sventando infine la speculazione sulle storiche sale cinematografiche del nostro territorio. La destra regionale – commenta Marotta – aveva scelto di affrontare la trasformazione del settore cinematografico solo attraverso strumenti edilizi e logiche di profitto, senza mettere in campo politiche attive per il pubblico e per gli esercenti. Le sale rischiavano così di finire svendute al miglior offerente: noi abbiamo difeso ciò che resta, per rilanciarlo. Il tema del rilancio del settore rimane anche e comunque un tema nazionale: il Parlamento dovrebbe agire seguendo, ad esempio, il modello francese per sostenere davvero il cinema. Invece, il governo Meloni sta dando il peggio di sé, lasciando il settore praticamente fermo e privo del supporto che il Ministero dovrebbe garantire. Lavoriamo – conclude Claudio Marotta – affinché tutte le forze politiche e tutte le istituzioni affrontino con serietà e visione un tema cruciale per il futuro della cultura italiana”.

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