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Minorenni e criminalità: quando la prevenzione non basta più, serve la certezza della pena. Il nostro appello al Governo

La cronaca recente in Italia ci mette quotidianamente di fronte a una realtà che non è più possibile ignorare o derubricare a semplice disagio giovanile. Gli ultimi drammatici incidenti, gli episodi di violenza e i casi di cronaca giudiziaria che vedono come protagonisti dei minorenni impongono una riflessione seria, priva di retorica e orientata alla concretezza. Davanti a reati gravi, la sensazione di impunità rischia di sgretolare il patto sociale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Per troppo tempo si è teso a giustificare ogni devianza giovanile sotto il cappello protettivo dell’immaturità anagrafica. Ma se da un lato è doveroso investire sulla scuola, sulla famiglia e sulle reti sociali per prevenire il disagio, dall’altro dobbiamo avere il coraggio di ammettere che, quando si superano i confini della legalità e si lede l’incolumità altrui, la risposta dello Stato deve essere ferma. Non si tratta di vendetta, ma di giustizia e di tutela della collettività.

Da queste colonne intendiamo rivolgere un appello chiaro e diretto al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e ai leader delle principali forze politiche di maggioranza, Matteo Salvini e Antonio Tajani. È a loro, che guidano l’esecutivo e le forze di centrodestra, che chiediamo un intervento normativo definitivo. L’introduzione di leggi ancora più severe per i minori che commettono reati gravi o che si rendono protagonisti di condotte delinquenziali seriali non è più procrastinabile. La certezza della pena deve valere anche per chi, pur non avendo ancora compiuto la maggiore età, dimostra una piena e lucida consapevolezza nell’eseguire atti criminali. Adeguare il quadro penale minorile significa dare un segnale chiaro: la giovane età non può e non deve diventare una franchigia o uno scudo dietro cui nascondere la ferocia.

Come giornale radicato sul territorio, avvertiamo forte la richiesta di sicurezza che arriva dalle nostre comunità, dalle famiglie e dai cittadini che frequentano i nostri spazi pubblici. Accanto al recupero e alla rieducazione, concetti costituzionalmente sacrosanti, deve trovare spazio la responsabilità individuale. Chiediamo dunque all’esecutivo e alla sua maggioranza parlamentare un atto di coraggio e compattezza: solo coniugando una severa certezza della sanzione a un reale percorso di responsabilizzazione potremo arginare una deriva che rischia di ipotecare il futuro delle nostre generazioni più giovani.

Cav. Dr. Piero Fusaglia
Direttore Responsabile – Il Giornale del Lazio

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