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LETBE, ALLA SUA SECONDA PRESENZA AD EICMA, RIDEFINISCE I PARAMETRI DELL’ANDARE IN MOTO

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Ad EICMA 2025, torna il marchio motociclistico cinese LETBE, che presenta una serie di concept e tre novità della gamma “Mechanical Pets” (“Animali da compagnia meccanici”): Velocity, Mecha, Flygon.

All’insegna del motto “Rompi gli schemi: non accontentarti mai.”

Più di una semplice esposizione di nuovi modelli, per LETBE questa presenza ad EICMA rappresenta un’audace considerazione del valore della motocicletta e del come andare in moto.

DNA produttivo: il supporto del know-how e della capacità di Haojin – Dalla produzione di series u vasta scala, all’impegno per l’eccellenza nella qualità

Dietro LETBE c’è il Gruppo Haojin – uno dei dieci principali esportatori di motociclette in Cina, con 25 anni di esperienza nel settore, una capacità produttiva annuale di 1 milione di unità e una presenza globale in oltre 60 paesi.

Ad EICMA 2025 LETBE è presente con una serie di modelli dai 125 cc agli 700 cc, tutti conformi agli standard Euro 5+. Ciò dimostra non solo la competenza tecnica, ma rappresenta anche il biglietto da visita di LETBE per affrontare il mercato globale.

Sebbene i marchi cinesi siano stati a lungo etichettati come “opzioni economiche”, LETBE sta rompendo gli schemi attraverso una combinazione di design originali e connessione emotiva.

Visione del Brand: “Da mezzo di trasporto” ad “Animale da compagnia meccanico” – Il tuo compagno di viaggio emotivo

Mentre il mercato globale dei giocattoli di tendenza – guidato da marchi come Pop Mart – continua a dimostrare il potere del consumo emotivo, LETBE è pioniere del concetto di “Animale da compagnia meccanico” nel motociclismo. Superando il branding tradizionale, LETBE crea un’identità distinta: originale, personale e ricca di carattere. Ogni modello è un unico “Animale da compagnia meccanico” con un aspetto e una sensibilità interattiva propri – trasformando la guida di un mezzo di trasporto, in un’espressione di stile di vita e manifesto delle proprie attitudini.

Linea di prodotti: espressione in evoluzione. I nuovi modelli 2026

Velocity (125 cc/200 cc)

È uno scooter a ruote grandi progettato specificamente per uno spostamento urbano con stile, alimentato da un motore a 4 valvole raffreddato a liquido da 125 cc/200 cc. Il sistema a ruote grandi (anteriore: 100/80-16, posteriore: 120/70-14) offre un’eccellente adattabilità alla strada e stabilità di guida. Con un’altezza sella di 800 mm, freni a disco anteriori e posteriori, ABS a doppio canale + TCS, illuminazione full LED e avviamento senza chiave, Velocity viene fornito completamente equipaggiato. Rappresenta la soluzione di mobilità affidabile ed efficiente di LETBE per i motociclisti urbani moderni.

MECHA (125 cc/160 cc/200 cc)

Nato per sfidare le convenzioni, MECHA si distingue come un vero pioniere del design di scooter ispirato al cyber. Il suo linguaggio di design modulare ispirato ai mecha (ovvero mezzi o strumenti, di origine meccanica o naturale, presenti in numerose opere di fantasia, comandati da un pilota presente al loro interno), le linee nette e i gruppi ottici dinamici lo fanno sembrare un’opera d’arte cyberpunk in movimento. È alimentato da motori a 4 valvole raffreddati a liquido da 125 cc/160 cc/200 cc, dotati di pinze Nissin e sistemi Bosch ABS + TCS. Lo scooter dispone di un sistema di chiusura completamente elettrico – accensione, tappo del carburante e vano sella possono essere tutti operati senza chiave.

MECHA è costruito per i motociclisti che credono nell’estetica della bellezza meccanica.

Flygon (125 cc/200 cc/250 cc)

Si propone com il compagno versatile per molteplici scenari di guida. I suoi distintivi fari LED a “occhio di libellula” e lo stile possente, gli conferiscono un’identità visiva unica. Disponibile con tre opzioni di cilindrata.  125 cc monocilindrico raffreddato ad aria; 200 cc monocilindrico raffreddato ad aria e un imminente motore monocilindrico da 250cc raffreddato a olio. Combina una ruota anteriore da 18 pollici e una ruota posteriore da 14 pollici, con la scelta di pneumatici ad alto grip o semi-tassellata, offrendo sia un aspetto audace che un’eccellente maneggevolezza su diversi terreni. L’altezza della sella di 780 mm, la forcella anteriore rovesciata, l’ammortizzatore posteriore centrale e i sistemi di sicurezza CBS o ABS a doppio canale + TCS, rendono FLYGON adattabile a una vasta gamma di condizioni – dalle strade cittadine alle avventure all’aperto.

GAMMA FUTURA

Guardando al futuro, LETBE espanderà la sua gamma europea nel 2026 con modelli più diversificati, tra cui una off-road da 180 cc, una tourer ADV da 250 cc, uno scooter ricreativo da 400 cc e una cruiser da 500 cc,  coprendo più segmenti. Nel dettaglio, ad EICMA 2025 LETBE espone i seguenti concept: una all-tourer da 800cc e i veicoli Nomad, Punk, 180L e 282.

Ogni modello unisce un design originale, rivolto ai giovani, contraddistinti da stile e funzionalità intelligenti, costruendo costantemente una famiglia di “Mechanical Pet” più ricca, che soddisfi il desiderio di individualità dei motociclisti di tutto il mondo, secondo il motto “Rompi gli schemi, non accontentarti mai”.

Dopo il suo debutto lo scorso anno, il ritorno di LETBE all’EICMA non solo consolida la sua crescita internazionale, ma rappresenta anche un cambiamento di paradigma per i marchi cinesi: dal semplice esportare prodotti, all’esportazione di cultura e identità del marchio.

Con “Rompi gli schemi, non accontentarti mai”, LETBE sta gradualmente conquistando i giovani motociclisti europei con un atteggiamento fresco, emozionale e audace.

A proposito di LETBE

E’ un marchio di motociclette e scooter appartenente al Gruppo Haojin, creato per ridefinire la mobilità moderna attraverso un design originale, un’estetica giovanile e la filosofia del “Mechanical Pet”.

www.letbelife.com.cn

Legambiente: in 11 anni oltre 800 eventi estremi nelle città italiane. Ma solo 4 su 10 hanno un piano di adattamento

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Roma la più colpita, Napoli l’unica grande senza strategia climatica. L’associazione: “Il Governo dimentica sicurezza e resilienza, serve attuare subito il PNACC”

ROMA – In Italia la crisi climatica corre veloce, mentre le città faticano a reagire. Negli ultimi undici anni – dal 2015 a settembre 2025 – si sono registrati 811 eventi meteo estremi in 136 comuni sopra i 50mila abitanti, dove vivono complessivamente 18,6 milioni di persone, pari al 31,5% della popolazione nazionale. Solo nei primi nove mesi del 2025, gli episodi sono stati 97, ma appena il 39,7% dei comuni ha messo in campo un piano o una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.

A scattare questa fotografia è Legambiente, che alla vigilia della COP30 sul clima in Brasile e in vista della seconda edizione del “Climate Pride” del 15 novembre a Roma, diffonde il nuovo rapporto “CittàClima. Speciale governance per l’adattamento al clima delle aree urbane”, realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol. Il report si concentra sugli impatti della crisi climatica nei centri urbani e rilancia le proposte per città più resilienti.

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Allagamenti e raffiche di vento tra gli eventi più frequenti

Negli ultimi undici anni, i fenomeni più ricorrenti sono stati allagamenti da piogge intense (371 casi), raffiche di vento e trombe d’aria (167) ed esondazioni fluviali (60).
Non mancano i danni alle infrastrutture (55 episodi, legati soprattutto a piogge e temperature record) e le grandinate violente (33).

A pagare il prezzo più alto sono le città di media dimensione (50-150mila abitanti), dove si è concentrato quasi il 48% degli eventi estremi.
Tra i centri più colpiti: Agrigento (28 casi), Ancona (14), Fiumicino (11), Forlì (11) e Como (11).
Tra i comuni di fascia superiore, tra 150mila e 500mila abitanti, spiccano Bari (33), Bologna (18), Firenze (14) e Catania (13).

Roma maglia nera, Napoli senza piano

Doppia maglia nera per Roma, che detiene il triste primato di 93 eventi estremi registrati dal 2015 a settembre 2025: è la città più colpita d’Italia, seguita da Milano (40, di cui 16 esondazioni), Genova (36), Palermo (32), Napoli (20) e Torino (13).

Napoli è anche l’unica grande città a non aver ancora adottato un piano o una strategia contro i cambiamenti climatici. Stesso vuoto per Bari, Reggio Calabria, Prato e Perugia (tra i comuni medio-grandi) e per Fiumicino, Como, Lamezia Terme, Massa e Potenza tra i centri di fascia più bassa.

Legambiente: “Il Governo dimentica l’adattamento, urgente attuare il PNACC”

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Secondo Legambiente, “l’Italia paga sulla propria pelle i ritardi nell’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) e l’assenza di una legge contro il consumo di suolo: priorità completamente dimenticate dal Governo Meloni”.

L’associazione chiede di stanziarne subito le risorse per dare piena attuazione al piano, approvato due anni fa ma rimasto “solo sulla carta”, insieme alle 361 misure previste su scala nazionale e regionale.
Tra le urgenze indicate, anche l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, che avrebbe dovuto essere operativo entro il 21 marzo 2024 ma non è ancora stato istituito.

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Le proposte: città resilienti, stop al consumo di suolo

Per Legambiente, “il Paese ha bisogno di città in grado di puntare su mitigazione e adattamento”.
Tra le richieste, la redazione di un piano specifico per l’adattamento delle aree urbane, collegato a quello per le coste (sulla scia del modello spagnolo del 2016) e l’approvazione di una legge nazionale sullo stop al consumo di suolo, ferma in Parlamento dal 2016.

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Servono inoltre interventi per vietare l’edificazione nelle aree a rischio idrogeologico, riaprire fossi e fiumi tombati, e recuperare la permeabilità del suolo con sistemi di drenaggio sostenibile al posto di asfalto e cemento.

Zampetti: “Serve investire in sicurezza e resilienza, non nel Ponte sullo Stretto”

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“La crisi climatica in atto e i pesanti impatti ambientali, economici e sanitari – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ci ricordano l’urgenza di azioni concrete.
In Italia l’unica urgenza sembra essere quella legata al Ponte sullo Stretto di Messina, dimenticando la sicurezza delle persone esposte agli effetti del cambiamento climatico.
Occorre investire in interventi che incrementino la capacità di resilienza delle città”, ha aggiunto Zampetti, chiedendo che nella legge di Bilancio siano inserite le risorse necessarie per attuare il PNACC e che l’Italia “faccia la sua parte alla COP30 in Brasile, in coerenza con l’obiettivo di +1,5 gradi dell’Accordo di Parigi”.

Piani di adattamento: il 68% dei piccoli centri ancora scoperto

Legambiente segnala che la risposta dei comuni alla crisi climatica procede “a diverse velocità”.
Tra i centri tra 50 e 150mila abitanti, solo il 32% (35 su 110) dispone di un piano o di una strategia; la percentuale sale al 70% (14 su 20) per i comuni tra 150mila e 500mila abitanti, e all’83% (5 su 6) per le città oltre i 500mila abitanti.
Tra le buone pratiche figurano Bologna, prima grande città italiana ad adottare un piano nel 2015, Milano, Genova e, più di recente, Roma, che nel 2025 ha approvato la sua strategia.

Minutolo: “Serve una regia nazionale e risorse vincolate”

“L’assenza di una diffusione capillare di strumenti di pianificazione – spiega Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – deriva dai mancati sviluppi attuativi del PNACC, dalla carenza di risorse e competenze specifiche nei comuni.
Il Governo dovrebbe seguire l’esempio dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS), definendo requisiti minimi e vincolando le risorse a chi elabora piani di qualità. Solo così si può superare una programmazione a macchia di leopardo e fornire ai sindaci strumenti certi ed efficaci”.

Le città più colpite

Comuni tra 50 e 150mila abitanti: Agrigento (28 eventi), Ancona (14), Forlì (11), Como (11), Fiumicino (11), Sassari (10), Lamezia Terme (9), Potenza (9), Massa (8), Pesaro (8). Comuni tra 150 e 500mila abitanti: Bari (33), Bologna (18), Firenze (14), Catania (13), Reggio Calabria (9), Modena (9), Livorno (9), Messina (8), Prato (7), Perugia (7). Grandi città oltre 500mila abitanti: Roma (93), Milano (40), Genova (36), Palermo (32), Napoli (20), Torino (13).

 fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Ambiente, Tiso(Accademia IC): Stop a ecocidio Gaza, violenza che colpisce terra

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Ambiente, Tiso(Accademia IC): Stop a ecocidio Gaza, violenza che colpisce terra

“Quando parliamo di Gaza, non parliamo solo di conflitto. Non parliamo solo di vittime civili, di edifici distrutti, di vite spezzate. Oggi parliamo di un altro volto della violenza: quello che colpisce la terra, l’acqua, l’aria. Parliamo dell’ecocidio a Gaza. Il termine “ecocidio” descrive la distruzione sistematica dell’ambiente naturale. E a Gaza, questa parola ha assunto purtroppo un significato tragico e concreto. Secondo le Nazioni Unite, prima del 7 ottobre 2023, circa il 40% della superficie della Striscia era coltivata. Nonostante l’altissima densità abitativa, Gaza era sorprendentemente autosufficiente per verdure, pollame, olive, frutta e latte. Oggi, solo l’1,5% dei terreni agricoli sembrerebbe ancora accessibile e intatto. Questa devastazione non è un effetto collaterale. È una ferita aperta che minaccia la sopravvivenza stessa della popolazione. I bombardamenti hanno distrutto campi, uliveti, serre. Le infrastrutture idriche e fognarie sono collassate. Le fonti d’acqua sono contaminate. Questo disastro ambientale non si limita al presente. Le conseguenze si estenderanno per anni, forse decenni. La terra non può più nutrire. L’acqua non può più dissetare. L’ambiente non può più proteggere. Gaza rischia di diventare inabitabile, anche dopo la fine del conflitto. E allora ci chiediamo: può esistere la pace senza giustizia ambientale? Può esserci ricostruzione senza terra fertile, senza acqua pulita, senza aria respirabile? L’ecocidio è una forma di violenza silenziosa, ma devastante. È un crimine contro la natura, e quindi contro l’umanità. È tempo che la comunità internazionale lo riconosca come tale. È tempo che la tutela dell’ambiente diventi parte integrante della difesa dei diritti umani. Perché la pace non è solo assenza di guerra. È anche presenza di vita. Di terra che fiorisce. Di acqua che scorre. Di aria che respira”.

Così, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

Manovra Finanziaria, Pd Marino – Circolo Bruno Astorre boccia il governo Meloni

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Manovra Finanziaria, Pd Marino – Circolo Bruno Astorre boccia il governo Meloni

“La legge di bilancio approvata dal governo Meloni rischia di non avere alcun impatto positivo sulla crescita e di non far aumentare i consumi interni”. Lo dichiara Daniela Pace, segretario cittadino del Partito Democratico di Marino – Circolo Bruno Astorre, commentando i contenuti della manovra economica varata dal governo. “La premier Meloni – prosegue Pace – racconta un’Italia che non esiste, promettendo un rilancio che non arriverà. Siamo di fronte a una manovra improntata all’austerità, che dimentica i bisogni reali delle famiglie e dei lavoratori. È importante mantenere i conti in ordine, ma manca completamente una visione di rilancio per il nostro Paese. Si sarebbe dovuto investire con più coraggio e più forza – conclude Daniela Pace – in sanità, istruzione e politiche sociali, settori fondamentali per ridare fiducia a cittadini e famiglie, e costruire un futuro più equo e sostenibile per i nostri territorio. Il governo di centrodestra sceglie invece la strada dei tagli e delle promesse mancate, condannando l’Italia alla stagnazione”.

L’Ospedale dei Giocattoli Rotti. Un Larp poetico sull’empatia e sul coraggio di essere fragili

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Che siate bambole di pezza un po’ scucite, trottole rotte, peluche strappati o marionette dai fili spezzati, c’è un posto per voi: l’Ospedale dei Giocattoli Rotti del Dottor Milne, dove i giocattoli feriti vengono accolti, visitati e curati, affinché i pezzi di ognuno possano tornare al loro posto.

Il 14, 15 e 16 novembre al Teatro San Giustino di Roma una residenza artistica tutta al femminile presenta  – per la prima volta con l’ausilio di suggestive scenografie – l’Ospedale dei Giocattoli Rotti, un Larp che è un gioco, ma anche un percorso di empatia e cura, una palestra di consapevolezza sui dolori altrui  e un percorso di ricerca interdisciplinare condotto dalle artiste coinvolte, dalla direttrice artistica Martina Montenegro, da Alessandra Muschella, autrice delle scenografie realizzate con materiali di recupero, dall’illustratrice Elena Bianco e dalla musicista Arianna Ferrara Gennari, in arte Echo.

L’Ospedale dei Giocattoli Rotti è un larp (live action role playng) dove i partecipanti non solo interpretano i personaggi, ma sono coinvolti direttamente nello sviluppo delle loro storie. Grazie ad una traccia iniziale molto ampia possono “metterci del proprio” e usare i loro mezzi per comprendere le ferite e le scelte dei loro personaggi, entrando a far parte di un racconto corale fatto di vulnerabilità e rinascita. Dentro e fuori il palco.

Partendo dall’opera di Martina Montenegro, la squadra creativa del larp da camera “L’ospedale dei giocattoli rotti” ha indagato i temi della fragilità, della cura e dell’immaginazione, sperimentando nuove forme di narrazione partecipata in un ambiente laboratoriale che intreccia scrittura, arti visive, sound design e teatro immersivo.

La nuova proposta che verrà messa in scena costituisce la sintesi performativa di questo processo, nato come dispositivo culturale capace di generare conoscenza, empatia e trasformazione sociale all’interno della comunità del Municipio V di Roma.
Ad accogliere i partecipanti, le scenografie di Alessandra Muschella, che ha ricostruito un magico ospedale utilizzando materiali di recupero, le illustrazioni di Elena Bianco che danno volto e memoria ai personaggi, e le musiche originali composte da Arianna Ferrara Gennari, in arte Echo. Lo spettacolo diventa un viaggio di crescita e scoperta, dove il gioco partecipativo si unisce ad una straordinaria cura scenica e sensoriale, rendendolo un’esperienza unica nel panorama larp italiano.
«Con L’Ospedale dei Giocattoli Rotti abbiamo voluto esplorare le potenzialità del larp come strumento d’empatia, inteso come quello spazio nel quale, conoscendo noi stessi, comprendiamo meglio gli altri,» spiega l’autrice e direttrice artistica Martina Montenegro.
 «È un’esperienza che unisce gioco, teatro e introspezione, dove l’immaginazione diventa una forma di conoscenza empatica. In un tempo in cui la fragilità è spesso negata, l’arte può offrirle uno spazio sicuro, restituendole dignità e senso.»

Programma degli spettacoli:

L’Ospedale dei Giocattoli Rotti andrà in scena al Teatro San Giustino a partire da venerdì 14 novembre, con una prima replica serale alle 18:30. Il programma proseguirà per tutto il fine settimana con tre appuntamenti quotidiani: sabato 15 e domenica 16 novembre, alle 11:30, alle 15:00 e alle 19:00.
Ogni rappresentazione sarà preceduta da un breve momento laboratoriale pensato per introdurre e accompagnare il pubblico all’interno dell’immaginario dell’Ospedale e delle sue storie.

Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è

vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Un evento di Progetto Goldstein con il patrocinio di Roma Municipio V
Teatro San Giustino – Viale Alessandrino 144, 00172 Roma

14 novembre
18:00

15 novembre
10:30 | 14:30 | 18:00

16 novembre
10:30 | 14:30 | 18:00
L’ingresso è gratuito ma a numero limitato, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite a partire dal 24 ottobre 2025.

Per info e prenotazioni: https://www.progettogoldstein.it/ospedale-dei-giocattoli-rottiCome raggiungere il Teatro San Giustino?
Metro C

Autobus: 213, 313, 552, 450, NMC
Treno: Linea FC1L’Ospedale dei Giocattoli Rotti. Un Larp poetico sull’empatia e sul coraggio di essere fragili

LAZIO, REGIONE PARTECIPA A FIERACAVALLI 2025

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NEL SEGNO DELLA BIODIVERSITÀ E DELL’ECONOMIA RURALE

Roma, 7 novembre 2025 – La Regione Lazio e Arsial – Agenzia regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio – tornano protagoniste alla “Fieracavalli 2025”, la più importante manifestazione internazionale dedicata al mondo equestre, in programma a Verona fino a domenica 9 novembre.

L’evento prevede la partecipazione di 2.200 cavalli e l’attesa di oltre 140mila visitatori provenienti da 60 Paesi. Il Lazio rientra quest’anno con una collettiva regionale coordinata da Arsial, per raccontare la forza, la grazia e la storia delle razze equine autoctone e il valore economico di una filiera in crescita.

In uno spazio istituzionale di 200 metri quadrati, quattordici realtà del territorio – tra allevatori, università agrarie, artigiani e associazioni – offriranno ai visitatori un viaggio all’interno del mondo ippico, con dimostrazioni, attività divulgative e momenti di incontro.

Per il secondo anno consecutivo, nel Gran Galà d’Oro – uno degli eventi di punta della kermesse – l’Associazione Cavalieri Allevatori del Cavallo Tolfetano di Cottanello rappresenterà il Lazio con una spettacolare coreografia di oltre 50 cavalli.

In totale, oltre 100 cavalli provenienti dal Lazio saranno presenti a “Fieracavalli 2025”, a conferma della vitalità e della qualità del comparto regionale.

«La presenza del Lazio a Fieracavalli 2025 – ha affermato Giancarlo Righini, assessore all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare della Regione Lazio – rappresenta un segnale concreto della nostra attenzione verso un comparto che unisce tradizione, economia e tutela del territorio. Il cavallo, nelle sue diverse razze e funzioni, è parte integrante della nostra identità rurale e della nostra biodiversità agricola. Attraverso Arsial e le tante realtà presenti a Verona, vogliamo valorizzare il lavoro degli allevatori, promuovere la qualità delle produzioni regionali e sostenere un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità, sull’innovazione e sul legame profondo con le nostre comunità. Il Lazio è una terra che galoppa verso il futuro, nel rispetto delle sue radici e della ricchezza naturale che la contraddistingue».

«Il Lazio è una delle regioni più ricche di biodiversità equina e di professionalità nel settore – ha dichiarato Massimiliano Raffa, presidente di Arsial -. Il comparto equino nel Lazio conta oltre 55mila equidi, pari a circa il 12% del totale nazionale, con una crescita del +39% nell’ultimo decennio. Sono più di 270 gli allevamenti e i centri ippici attivi, con circa 5mila addetti diretti e indiretti e un indotto economico complessivo stimato in circa 300 milioni di euro l’anno».

MILANO, DE CORATO: «ALLARME ANCHE A LAMBRATE! BOTTE TRA STRANIERI

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ALTRA PERIFERIA A RISCHIO DOPO COLTELLATE ALL’AGENTE DI MARTINO. SUBITO PRESIDIO FISSO»!

Milano, 07 Novembre 2025 – «Alcuni cittadini mi hanno girato un video, che allego, dove si vede l’ennesima lite tra due ragazzi, stranieri, che a torso nudo si inseguono, peraltro in mezzo alla strada sulle corsie pericolosissime riservate agli autobus, si insultano e si tirano anche sassi con la gente che fa da spettatore davvero stupita. Tutto ciò è avvenuto durante il pomeriggio! Il teatro, ancora una volta, è piazza Bottini a Lambrate, un’altra periferia a forte rischio sicurezza. Sì proprio il luogo dove, l’8 maggio del 2024, il povero vice ispettore di Polizia di Stato Christian Di Martino, era stato accoltellato da un marocchino in forte stato di alterazione. Ecco, quella zona è completamente a rischio, qualsiasi ora del giorno e della notte e quotidianamente si assiste ad un crocevia di violenza e tensioni. Il Comune e tutto il Centrosinistra non hanno fatto nulla, nemmeno dopo il grave fatto che ha coinvolto il poliziotto Di Martino. Li occorre un presidio fisso h.24 di vigili o militari. Il Sindaco-Assessore alla Sicurezza Sala, si dia una mossa, perché i residenti e il gran numero di pendolari che ogni giorno frequentano Lambrate non ne possono più di vivere nel terrore assoluto».

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, membro della Commissione Parlamentare sul degrado e sulla sicurezza delle periferie italiane ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

Sotto nel video l’intera lite tra i due a torso nudo in piena piazza:

https://drive.google.com/file/d/1KfTuXMgFBFl–dFzGIav7IVwVGAjm4GS/view?usp=share_link

Droga, alcol e dipendenze, Meloni: “Nessuno resterà solo”. Il governo ha raddoppiato i fondi, ora sono 165 milioni

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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI

Giorgia Meloni annuncia un rinnovato impegno del governo sulle dipendenze: “Nessuno resterà solo in questa battaglia o sarà abbandonato a se stesso”. Mattarella: “Impegno corale”

di Emanuele Nuccitelli

ROMA – La settima conferenza nazionale sulle dipendenze “non è un semplice adempimento previsto dalla legge ma rappresenta la dimostrazione che per noi la droga e le dipendenze non avranno l’ultima parola, nessuno resterà solo in questa battaglia o sarà abbandonato a se stesso. Siamo capaci di riconoscere le sfide che vale la pena di combattere, confermiamo questo impegno solenne che manterremo come abbiamo fatto finora”. Lo dice la premier Giorgia Meloni intervenendo all’apertura dei lavori della Settimana conferenza nazionale sulle dipendenze, in corso a Roma.

“CONTRASTO DIPENDENZE PRIORITARIO, STANZIATI 165 MLN”

Fermare le dipendenze è una “sfida” che “lo stato italiano considera prioritaria”. Quella delle dipendenze “è una realtà complessa che chiede risposte all’altezza, concrete e lungimiranti. Serve l’umiltà di ammettere che non abbiamo tutte le risposte in uno scenario drammatico che corre più veloce di noi e quindi serve l’umiltà di chiedere aiuto a chi si trova immerso in quella realtà”. Lo dice la premier Giorgia Meloni intervenendo all’apertura dei lavori della Settimana conferenza nazionale sulle dipendenze, in corso a Roma.
Quindi, sottolinea Meloni, “dal 2024 al 2025 abbiamo raddoppiato le risorse portandole a 165 milioni di euro, cifra mai stata disponibile in passato, cifre decisive per sciogliere nodi come il tema mobilità con 15 milioni di euro, 30 milioni per rafforzare il personale dei servizi pubblici con un intervento strutturale. Poi c’è il fondo contro le ludopatie e abbiamo vincolate le risorse a queste specifiche destinazioni e rafforzato gli organismi che verificano che ciò avvenga. Abbiamo reso possibile di destinare l’8 per mille anche a interventi diretti di recupero dalle dipendenze”.

“ISTITUZIONI UNITE PER LIBERARE CHI È CADUTO IN GIOGO DIPENDENZE”

“La presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella testimonia l’impegno corale di tutte le istituzioni per liberare chi è caduto nel giogo della dipendenza. Sono grata al Santo Padre per le parole di speranza e incoraggiamento che ci ha rivolto dopo la storica udienza che ci ha concesso in Vaticano il 26 giugno nella giornata contro le droghe”. Lo dice la premier Giorgia Meloni intervenendo all’apertura dei lavori della Settimana conferenza nazionale sulle dipendenze, in corso a Roma.MATTARELLA: “LOTTA ALLE DIPENDENZE SIA IMPEGNO CORALE”

“La tragedia delle dipendenze, come l’ha chiamata l’onorevole Mantovano pocanzi, la tragedia delle vite distrutte dalla droga e dalla perversa presenza e opera della criminalità organizzata- ha sottolineato Mattarella- richiede un impegno consapevole, articolato costantemente aggiornato, un impegno costante nella determinazione. Richiede anche un impegno corale: vorrei accostare lo slogan di questa conferenza, ‘Insieme si può’, con le parole che ha usato la presidente del Consiglio, nessuno si troverà solo su questo fronte. È un impegno di grande importanza, perché è un fronte di libertà, come ha ricordato nel suo videomessaggio Papa Leone XIV, affinché i giovani siano liberi, protagonisti e responsabili, protagonisti della loro vita e del loro futuro”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla settima Conferenza nazionale delle dipendenze, in corso a Roma
“Per tutte queste ragioni- ha concluso il Capo dello Stato- vorrei concludere ringraziando quanti si impegnano con passione nell’azione di contrasto alla dipendenza e nell’opera così preziosa di recupero delle vittime”.

Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Diabete: L’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta ha presentato il convegno

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Roma 18 Ottobre 2025

“Diabete 2025: Innovazione, integrazione, nuovi orizzonti di prevenzione e cura”

Marcello Gemmato: “Il farmaco deve raggiungere il cittadino, non il contrario”.
Il Sottosegretario alla Salute rilancia la sanità di prossimità: “Cure più vicine, meno burocrazia e più prevenzione per rendere sostenibile il Servizio Sanitario Nazionale”.

Si è svolto a Roma, presso la Casa dei Cavalieri di Rodi, il convegno “Diabete 2025 – Innovazione, integrazione, nuovi orizzonti di prevenzione e cura”, promosso dall’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta, in collaborazione con Nuove Reti e con Boston Consulting Group (BCG), introdotto da Lorenzo Borghese – Presidente dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta.

L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti del mondo clinico e accademico, società scientifiche, industria e associazioni di pazienti per affrontare insieme le sfide future della gestione del diabete e delle malattie metaboliche.

L’obiettivo del convegno, come ha ricordato la giornalista e moderatrice Annalisa Manduca, è stato quello di offrire una visione multidisciplinare e innovativa del percorso del paziente diabetico, in un contesto sanitario in profonda trasformazione, dove innovazione e prossimità diventano leve fondamentali per migliorare la qualità della cura e la sostenibilità del sistema.

Ad aprire il convegno sono stati Antonio Aurigemma – Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e Paolo Trancassini – Questore della Camera dei Deputati.

Marcello Gemmato: “Innovazione e prossimità per un sistema più equo”
Il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha illustrato le priorità del Governo e del Ministero della Salute per garantire un accesso ai farmaci sempre più agevole per i cittadini e maggiore semplificazione normativa. Ha commentato in particolare quanto messo in atto per favorire un migliore accesso ad alcune classi di antidiabetici. “Vogliamo che sia il farmaco a raggiungere il cittadino, ovunque esso risieda, e non viceversa – ha detto – La parola chiave di una sanità efficace e moderna è prossimità: oggi molti medicinali fondamentali per i pazienti cronici vengono distribuiti nelle farmacie ospedaliere, notoriamente presenti nei centri urbani più grandi e con orari di apertura limitati; o attraverso la distribuzione per conto, che prevede un doppio passaggio in farmacia per il cittadino. Con la riclassificazione delle gliptine nel 2024 e delle gliflozine quest’anno, vogliamo rendere la cura più vicina ai 3 milioni di diabetici italiani e sollevarli dal carico sociale. Grazie all’eliminazione dei piani terapeutici, poi, viene favorita una sburocratizzazione a vantaggio dei medici e più in generale una continuità terapeutica che si traduce in maggior salute per i pazienti e minore impatto economico per il Servizio Sanitario Nazionale.” Gemmato ha, inoltre, aggiunto: «Abbiamo una popolazione che invecchia, una natalità ai minimi storici e un sistema sanitario che, pur con un finanziamento record di 7,3 miliardi di euro — superiore persino al periodo Covid — rischia di non reggere se non investiamo sulla sostenibilità e sulla prevenzione. Il diabete è una delle patologie croniche non trasmissibili che più impatta sulla vita dei cittadini e sulla spesa pubblica. Investire nella sua gestione preventiva significa risparmiare ricoveri e sofferenze future.»

Ha inoltre richiamato il Disegno di legge sull’obesità, che riconosce la patologia come malattia cronica nei LEA: “È un passo avanti per un vero programma nazionale di prevenzione e cura. Dobbiamo evitare che un paziente obeso diventi diabetico. Non solo in termini di salute, ma anche per la sostenibilità del sistema. Disponiamo di farmaci innovativi e molto efficaci, che però vengono erogati a chi è già diabetico. È un errore logico: dobbiamo spostare l’intervento prima, sull’obesità, per prevenire il diabete.» Gemmato ha concluso dichiarando: «Stiamo lavorando a un Testo Unico della legislazione farmaceutica, per mettere ordine in un settore ancora regolato da norme degli anni ’30. Sarà un testo condiviso, forte e moderno, al servizio dei cittadini.»

Nicola Napoli: “Il diabete richiede un approccio integrato”
A seguire, il Prof. Nicola Napoli, Ordinario di Endocrinologia presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha tracciato un quadro dettagliato sull’evoluzione epidemiologica e clinica del diabete: «Nel mondo oggi ci sono circa 589 milioni di persone con diabete, e la proiezione parla di 850 milioni nei prossimi vent’anni. È una crescita drammatica, trainata dai Paesi in via di sviluppo, ma che riguarda da vicino anche noi, perché le conseguenze di questi squilibri globali arrivano dentro i nostri confini. Il diabete non è più una malattia confinata a un’area del mondo. È un fenomeno planetario, che si muove con i flussi migratori e le trasformazioni sociali, e che richiede una visione di salute pubblica globale.» Il Prof. Napoli ha proseguito: «L’Italia oggi ha il più alto tasso di obesità infantile e adolescenziale d’Europa, con un picco nel Sud. È un dato allarmante, perché i bambini che ingrassano a 3 o 4 anni raramente tornano a un peso normale da adulti. Le spiagge del Sud Italia raccontano più di mille statistiche: famiglie intere con problemi di obesità. È da lì che parte la vera emergenza, perché quei bambini sono i diabetici di domani. Se c’è un momento in cui intervenire, è quello: l’età pediatrica. È lì che possiamo davvero cambiare il destino di una generazione.»

Il Prof. Napoli ha evidenziato il ruolo crescente delle nuove tecnologie digitali e dei farmaci innovativi, che consentono una gestione più efficiente e mirata del paziente, ma ha anche richiamato la necessità di un modello organizzativo in grado di connettere ospedale e territorio, assicurando continuità di cura e prossimità assistenziale.

Tavola rotonda: un’alleanza tra istituzioni e scienza
Nel confronto tra esperti, tra cui Robert Giovanni Nisticò Presidente AIFA, Alessio NardiniDirettore Generale dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema – Ministero della Salute, Andrea M. Isidori Professore Ordinario di Endocrinologia Sapienza Università di Roma, Daniela Poli Principal BCG, Raffaella Buzzetti Presidente SID, Riccardo Candido Presidente AMD, Giuseppe Fatati Presidente IO-NET, Maria Novella Luciani ASD Calabria Fitwalking è emersa la visione di un sistema sanitario che sappia valorizzare l’integrazione tra innovazione tecnologica e approccio umano alla cura, con una particolare attenzione alla prevenzione, all’educazione dei pazienti e alla collaborazione interprofessionale.

Infine, Tommasangelo Petitti, Direttore Sanitario dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta, ha illustrato come l’Ordine di Malta intenda contribuire concretamente con un modello organizzativo basato su prossimità, formazione e collaborazione interistituzionale, in linea con le esigenze del Servizio Sanitario Nazionale.

Edoardo Bellomo
Il convegno Diabete 2025, come sottolineato da Edoardo Bellomo, Direttore Generale delle Attività Sanitarie dell’Ordine di Malta, ha confermato la necessità di una visione innovativa per rivedere il modello di presa in carico del paziente diabetico, che ne anticipi le esigenze e supporti il territorio nella identificazione precoce della patologia e nella riduzione dell’impatto sul SSN.


Marcello Celestini: “Costruire una rete che accoglie e sostiene”
In chiusura, Marcello Celestini, Ospedaliere dell’Ordine di Malta in Italia, ha ribadito l’impegno dell’Associazione nel promuovere una rete solidale e competente per la cura del diabete: “Non c’è innovazione senza equità, e non c’è equità senza una visione condivisa della salute come bene comune.”

3 milioni e mezzo da Regione e Consorzio Industriale per 20 km di asfalti, marciapiedi e illuminazione al Nucleo Industriale di Rieti-Cittaducale

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Questa mattina a Rieti presso gli uffici della Regione Lazio di via Cintia si è tenuta la conferenza stampa di presentazione degli interventi sulla viabilità che interessano l’area del Nucleo Industriale di Rieti-Cittaducale.

Un progetto di manutenzione straordinaria finanziato per 3.425.140€ con il quale si sta realizzando una nuova pavimentazione stradale su oltre 20 km della rete viaria, con particolare attenzione alle arterie con maggiore traffico e criticità strutturali. Alla fresatura del vecchio manto stradale e la posa di un nuovo tappetino d’usura in conglomerato bituminoso si affiancherà la realizzazione di nuovi marciapiedi su via O. Di Fazio, e nel tratto che congiunge via E. Greco con via Delle Scienze e ancora l’installazione di nuovi lampioni a LED, che miglioreranno la visibilità notturna, riducendo i consumi energetici e valorizzando l’ambiente urbano. Concorrerà a garantite la sicurezza anche il rinnovo della segnaletica orizzontale.

Il Commissario del Consorzio Industriale del Lazio Raffaele Trequattrini:

“Con questo intervento il Consorzio Industriale del Lazio conferma il proprio impegno concreto per la riqualificazione delle aree produttive del territorio. La manutenzione straordinaria delle strade e la realizzazione dei nuovi marciapiedi rappresentano un investimento strategico per migliorare la sicurezza e la funzionalità della viabilità, a beneficio delle imprese insediate e di tutti coloro che ogni giorno operano nelle aree industriali di Rieti e Cittaducale. Il progetto rientra nell’ambito del piano di interventi finanziato con le risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione finalizzato a favorire la crescita del sistema produttivo regionale. Si tratta di un’azione concreta di rigenerazione delle aree industriali, mirata a migliorarne l’accessibilità, la sicurezza e l’attrattività per nuovi investimenti. L’attenzione alla qualità delle infrastrutture viarie si accompagna alla sostenibilità: l’installazione dei nuovi impianti di illuminazione a Led consentirà infatti di ridurre i consumi energetici e migliorare la visibilità notturna, contribuendo a rendere le nostre aree produttive più moderne, sicure e accoglienti. Questo intervento si inserisce in un più ampio piano di manutenzione e valorizzazione delle infrastrutture consortili che stiamo portando avanti in tutte le province del Lazio, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del tessuto industriale regionale e migliorare la qualità complessiva dei servizi offerti alle imprese”.

L’Assessore ai Lavori pubblici e alle Infrastrutture della Regione Lazio Manuela Rinaldi:

“Questo intervento rappresenta un passo importante per la sicurezza e il rilancio di un’area produttiva della provincia di Rieti. Migliorare e rendere sicure le infrastrutture è un segnale forte, e dimostra che la Regione Lazio ha tutte le intenzioni di far tornare attrattiva la Zona industriale di Rieti e Cittaducale, attirando nuove imprese e investimenti. Per questo ringrazio il Consorzio Industriale del Lazio, per l’impegno e la collaborazione, che ancora una volta dimostra che la sinergia istituzionale porta risultati importanti per tutta la comunità”.

Il Sindaco della Città di Rieti Daniele Sinibaldi:

“Quella del Nucleo Industriale di Rieti-Cittaducale non è solo un’area produttiva nella quale transita quotidianamente il traffico legato alle esigenze delle aziende, ma anche un importante snodo che collega popolosi quartieri e frazioni del Comune di Rieti con il centro e con i Comuni limitrofi. Una rete viaria percorsa quotidianamente anche dalle famiglie che risiedono in quei quadranti e per questo la manutenzione straordinaria in corso offrirà un sostanziale contributo alla sicurezza stradale e alla qualità della vita dei cittadini, grazie ancora una volta alle preziose sinergie con il Consorzio Unico Regionale e la Regione Lazio. Non dimentichiamo poi che molto del traffico turistico generato dal Monte Terminillo si convoglia su quelle arterie, accrescendo ulteriormente il valore dell’intervento. Il nostro territorio continua ad attrarre risorse e questa è la testimonianza di un’attenzione inedita da parte di Enti e Istituzioni in passato percepiti troppo spesso lontani e di una capacità di collaborazione che autorizza a guardare con ottimismo al futuro”.

Il Sindaco di Cittaducale Leonardo Ranalli:

“Dopo anni di attesa finalmente riusciamo a mettere mano alla sicurezza e al decoro del nostro Nucleo Industriale dove le aziende insediate e le Amministrazioni competenti avranno una risposta concreta. Saranno riasfaltate le strade, compresi alcuni tratti nel tratto urbano di Santa Rufina, e terminate alcune urbanizzazioni fondamentali in via Benito Graziani. Finalmente prenderà forma un lavoro iniziato da alcuni anni e siamo ben lieti di proseguire a spron battuto con l’impegno di premere nei prossimi mesi su Consorzio Unico Regionale e Regione Lazio anche per dotare l’area industriale di un nuovo impianto di illuminazione e di videosorveglianza”

Nel dettaglio le vie interessate per il Comune  di Rieti sono:

– Via Donatori di Sangue;

– Via dell’Informatica;

– Rotonda via Di Fazio;

– Via Emilio Greco;

– Via delle Scienze;

– Via della Meccanica;

– Via Maestri del Lavoro;

– Via della Genetica;

– Via della Chimica;

– Via F.M. Malfatti;

  • Via Kennedy

Per il Comune di Cittaducale:

– Via della Meccanica;

– Via delle Scienze;

– Via Benito Graziani;

– Prima Traversa di via Benito Graziani;

– Via della Chimica;

– Via delle Industrie;

– Via dell’Elettronica;

– Via dell’Industria;

– Via Filippo Turati.

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