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È morto il maestro Peppe Vessicchio

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BEPPE VESSICCHIO, DIRETTORE D'ORCHESTRA

Il direttore d’orchestra più famoso d’Italia è deceduto per una polmonite interstiziale. Aveva 69 anni

ROMA – Il Maestro Giuseppe ‘Peppe’ Vessicchio è deceduto oggi in rianimazione all’A.O. San Camillo Forlanini a seguito di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. Così in una nota dell’ospedale romano.

La famiglia chiede riserbo. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.

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CHI ERA IL MAESTRO PIÙ AMATO D’ITALIA

Giuseppe “Peppe” Vessicchio nasce a Napoli il 17 marzo 1956 e inizia i suoi studi musicali nella città partenopea, pur avendo intrapreso anche un percorso in architettura che presto abbandona per dedicarsi completamente alla musica.

Negli anni 70 muove i primi passi nel mondo dello spettacolo partecipando al trio cabarettistico napoletano Il Trettré (all’epoca “I Rottambuli”), prima di indirizzarsi verso la carriera di arrangiatore e compositore. Negli anni 80 inizia a collaborare con grandi nomi della musica italiana: tra questi Gino Paoli, per il quale firma e arrangia brani di successo come “Una lunga storia d’amore” e “Ti lascio una canzone”. Dal 1990 partecipa quasi continuamente al Festival di Sanremo come direttore d’orchestra, imponendosi nel panorama della musica italiana con uno stile riconoscibile e apprezzato.

Ha collaborato con artisti di rilievo come Andrea Bocelli, Zucchero Fornaciari, Ornella Vanoni, Elio e le Storie Tese e molti altri, in qualità di compositore, arrangiatore e direttore.

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Marianna Pignatelli tra le eccellenze dell’Athena d’Oro 2025

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Roma rende omaggio a chi contribuisce ogni giorno al progresso umano e culturale
Roma rende omaggio a chi contribuisce ogni giorno al progresso umano e culturale

Roma, 7 novembre 2025 – Nella suggestiva cornice di Palazzo Valentini, si è svolta l’edizione 2025 del Premio Internazionale Athena d’Oro, ideato da Angelica Loredana Anton e promosso dalla Fondazione Area Cultura ETS. L’evento ha celebrato l’eccellenza italiana in ambiti diversi, dall’arte alla medicina, dalla cultura all’impegno sociale.

Tra i protagonisti della serata, la giornalista e ufficio stampa Marianna Pignatelli, premiata per la sua attività professionale, la dedizione al volontariato e il costante lavoro nella promozione di valori inclusivi e progetti sociali. Il suo nome è stato inserito in una rosa di personalità che contribuiscono ogni giorno al progresso della società con passione e competenza.

I premiati dell’edizione 2025

  • Dr.ssa Vittoriana Abate – Giornalista RAI
  • Prof. Mauro Berta – Docente universitario di Medicina, infettivologo e dermatologo
  • M° Nino Camardo – Pittore naif di fama internazionale
  • Prof. Roberto Cetoli – Presidente e docente Accademia della Musica di Verona, musicista e arrangiatore
  • Dr.ssa Leila Cimarelli – Scrittrice e giornalista cinematografica
  • Dr. Alessandro Conforti – Medico specialista in reumatologia
  • Prof.ssa Carmela Costanzo – Poetessa
  • M° Ombretta Del Monte – Pittrice e scrittrice
  • Dr.ssa Carmen Di Stasio – Giornalista RAI
  • Dr.ssa Patrizia Faiello – Giornalista, Press Office Fox Production Italia
  • Dr.ssa Sara Fresi – Giornalista e organizzatrice di eventi
  • Dr. Antonio Giammusso – Consigliere della Città Metropolitana di Roma e di Civitavecchia
  • M° Gaspare Maniscalco – Violinista RAI e liutaio
  • Dr.ssa Catherine Meyere – Scrittrice
  • Dr. Alessandro Nardelli – Giornalista, direttore InPuglia24
  • Dr.ssa Romina Palmieri – Fisioterapista, specializzata in riabilitazione posturale e ortopedica
  • Dr.ssa Marianna Pignatelli – Giornalista e ufficio stampa
  • Alla memoria di Nicola Raucci – Presidente Nazionale ENSI (premio ritirato da Prof. Gennaro Ruggiero)
  • Dr.ssa Federica Rinaudo – Giornalista, ufficio stampa
  • Dr. Gaetano Ruocco – Presidente ANSI – Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia
  • Alla memoria di Gino Santercole – Cantautore (premio ritirato dalla moglie Melù Santercole)
  • Dr.ssa Paola Toppi – Tarologa, medium e coach di divinazione
  • Dr.ssa Michela Turco – Giornalista, Ambasciatrice OIRD/IHRO e osservatore ONU
  • Dr. Alberto Zeppieri – Produttore discografico, giornalista musicale e compositore (premio ritirato da Karim Mensah)

La serata è stata arricchita da esibizioni artistiche e musicali, creando un ponte tra talento professionale e impegno civile. Il Premio Athena d’Oro si conferma così uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi della Capitale, capace di valorizzare storie, percorsi e visioni che fanno grande l’Italia.

“C’è un tipo incappucciato, l’ho già visto altre”: così Marco Veronese ad un’amica prima di morire

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Non era la prima volta che Nicastri andava sotto casa di Marco Veronese per ‘tenere d’occhio’ l’ex compagno della donna che frequentava. Tra i due c’era un contrasto sull’affidamento dei figli

di Marcella Piretti

ROMA – “C’è un tipo incappucciato, è uno che già l’anno scorso stava qua, devo capire cosa vuole fare. Mi ha già bucato le gomme l’altra volta, ma ora lo buco io, ho un coltello”: sono le parole contenute in un messaggio inviato da Marco Veronese ad un’amica poco prima di essere ucciso a Collegno in provincia di Torino, accoltellato a morte da Michele Nicastri, che era il nuovo compagno della sua ex compagna. Veronese è stato ucciso nella notte tra il 22 e il 23 ottobre in strada, poco distante da dove viveva con i genitori. Nicastri, fermato dai Carabinieri il 3 novembre, lo ha colpito a morte con più coltellate, circa una decina. Il movente del delitto sarebbe il contrasto tra l’ex compagna di Veronese, Valentina, e l’imprenditore sull’affidamento dei figli: l’uomo che è stato ucciso aveva espresso infatti la volontà di passare più tempo con i tre figli e la compagna non voleva. Secondo quanto raccontato agli inquirenti da Nicastri, lo stavano tenendo d’occhio (e lo stavano facendo pedinare da un investigatore privato ingaggiato dalla ex) per scoprire cose e metterlo in cattiva luce, dimostrando che non era un bravo padre. Nicastri ha detto che non intendeva ucciderlo, che non era andato lì con quella intenzione. Si trattava di un appostamento che poi è andato a finire male. Forse perchè Veronese aveva con sè un coltello e hanno litigato? Un testimone ha sentito delle grida e la frase: “Cosa fai bastardo“. Un’altra testimone ha detto agli inquirenti che “l’aggressore sembrava una macchina per uccidere, i suoi movimenti erano definiti e puliti”.

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La colf sbaglia casa, e le sparano da dietro la porta: così si muore negli Stati Uniti

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NATIONAL RIFLE ASSOCIATION NRA ORGANIZZAZIONE CHE AGISCE IN FAVORE DEI DETENTORI DI ARMI DA FUOCO DEGLI STATI UNITI D'AMERICA USA FUCILE ARMA THE TRUMP THOMPSON ARMA DONALD

E’ successo alla periferia di Indianapolis: Maria Florinda Rios Perez de Velasquez, 32 anni e 4 figli, era appena arrivata con il marito per iniziare la giornata di lavoro. Ma provato ad aprire la porta sbagliata

ROMA – Negli Stati Uniti se bussi il campanello della porta sbagliata sei morto. Ti sparano. Sei sulla proprietà altrui, terra di nessuno. E così mercoledì all’alba, un colpo di pistola ha interrotto il silenzio della periferia di Indianapolis. Un proiettile sparato dall’interno di un’abitazione ha attraversato la porta d’ingresso e ha colpito a morte Maria Florinda Rios Perez de Velasquez, 32 anni, una donna delle pulizie appena arrivata con il marito per iniziare la giornata di lavoro. Aveva sbagliato casa.
L’episodio è avvenuto a Whitestown, Indiana. Temendo un’intrusione, chi era in casa ha contattato il 911. Nei cinque minuti trascorsi prima dell’arrivo della polizia – racconta il New York Times – uno di loro ha sparato, colpendo la donna alla testa. Le autorità stanno ora ricostruendo l’accaduto e il procuratore della contea di Boone, Kent T. Eastwood, dovrà decidere se presentare accuse formali.
La donna era madre di quattro figli, emigrata dal Guatemala con il marito tre anni fa. Secondo il racconto del fratello, la coppia aveva raggiunto per errore la casa sbagliata: quella da pulire si trovava poco più indietro. Il marito ha riferito che stavano cercando di aprire la porta quando il colpo è partito.
Il caso si aggiunge a una serie di episodi simili negli Stati Uniti, in cui persone innocenti sono state colpite per aver imboccato un indirizzo errato. In Indiana, la legge consente l’uso della forza, anche letale, se una persona ritiene ragionevolmente di dover difendere la propria abitazione, una norma nota come “dottrina del castello”.
Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando eventuali immagini di videosorveglianza. I due residenti hanno collaborato alle indagini.

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Un italiano è precipitato in Groenlandia con il suo aereo da turismo: arrivava dal Canada

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E’ successo sabato 25 ottobre, nei pressi di Nuuk. Lo ha reso noto la Farnesina. L’uomo è morto

ROMA – Un italiano è morto in un incidente aereo nei pressi di Nuuk, in Groenlandia, mentre era a bordo del suo velivolo da turismo proveniente dal Canada. E’ successo sabato 25 ottobre, e lo rende noto la Farnesina. Non si conosce ancora l’identità dell’uomo.

“Allertata dalle autorità locali, l’Ambasciata d’Italia a Copenaghen ha seguito il caso, in raccordo con il corrispondente consolare”, si legge nella nota. “Le autorità locali hanno individuato il relitto nella giornata di ieri, insieme al corpo del connazionale. L’Ambasciata d’Italia a Copenaghen è in contatto con i familiari della vittima”.

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Prodi: “Trump riceve Orban per spaccare l’Europa, siamo all’infamia”

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“Dopo aver detto che non dobbiamo mai comprare gas russo, dice Orban, tu lo puoi comprare”

di Mirko Billi

BOLOGNA – “Ma si rende conto che Trump riceve Orban per spaccare ancora più l’Europa e dopo aver detto che non dobbiamo mai comprare gas russo, dice ‘Orban, tu lo puoi comprare’”. Lo dice Romano Prodi, rispondendo ai cronisti a margine dell’evento Coldiretti a Bologna.

“Siamo arrivati all’infamia, entrare nella politica dentro i paesi, qualcosa che non si è mai visto. Come uscirne? Il mondo è grande- risponde Prodi- bisogna guardarsi intorno, bisogna costruire alleanze e bisognerebbe essere uniti, soprattutto. Bisognerebbe essere molto uniti”.

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Meloni: “Mai una patrimoniale con la destra al governo”

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LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI

La premier sui social: “Nelle proposte della sinistra ricompare ciclicamente”

di Maria Carmela Fiumanò

ROMA – “Le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra. È rassicurante sapere che, con la destra al Governo, non vedranno mai la luce”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni.

E la risposta a distanza al segretario della Cgil Maurizio Landini che ha parlato di contributo di solidarietà a carico delle persone con patrimoni superiori ai 2 milioni di euro.

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La prigione sotterranea di Israele, dove i palestinesi detenuti senza accusa non vedono mai la luce

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INCONTRO TRUMP-NETANYAHU

Rakefet è stato riaperto nel 2023: era stato chiuso perché troppo “disumano” già 40 anni fa. Tra i prigionieri anche un infermiere e un giovanissimo ambulante

ROMA – Israele detiene decine di palestinesi della Striscia di Gaza in una prigione sotterranea, dove non vedono mai la luce del giorno, mangiano pochissimo e male, e non hanno contatti con le loro famiglie o con il mondo esterno. Secondo gli avvocati del Comitato pubblico contro la tortura in Israele (PCATI), tra i detenuti ci sono almeno due civili mai accusati formalmente: un infermiere arrestato mentre lavorava e un giovane venditore di generi alimentari. Entrambi si trovano nel complesso di Rakefet, riaperto nel 2023 dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir dopo gli attacchi del 7 ottobre.

La struttura, chiusa negli anni ’80 perché ritenuta disumana, si trova interamente sottoterra: celle, cortile e sala per gli avvocati non ricevono luce naturale. Oggi ospita circa cento prigionieri, molti più dei 15 previsti al momento della costruzione. Nonostante il cessate il fuoco di ottobre e il rilascio di circa 2.000 detenuti palestinesi, Israele continua a trattenere almeno un migliaio di persone senza processo. Secondo il PCATI, le condizioni di detenzione a Rakefet equivalgono a tortura e violano il diritto internazionale umanitario.

Ben-Gvir ha descritto Rakefet come una prigione per “terroristi d’élite” di Hamas e Hezbollah, ma gli avvocati del PCATI affermano che i loro due assistiti sono civili, ed entrambi hanno denunciato abusi fisici, maltrattamenti e privazioni sistematiche.Gli avvocati riferiscono che i detenuti vivono in celle prive di ventilazione, condivise da più persone, e sono incatenati durante gli spostamenti. Le guardie impediscono ogni riferimento alle famiglie e alla guerra a Gaza, interrompendo le conversazioni. I materassi vengono ritirati per gran parte della giornata e il tempo all’aperto si limita a pochi minuti ogni due giorni.

Il PCATI definisce Rakefet un “abuso unico”, sottolineando gli effetti psicologici e fisici del confinamento prolungato senza luce solare. E ricorda che la stessa prigione era stata chiusa quarant’anni fa perché giudicata “troppo crudele per chiunque”.

Le autorità israeliane, interpellate sul caso dal Guardian, non hanno fornito chiarimenti.

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Le sanzioni di Trump per chi compra il petrolio russo non valgono, se sei amico di Trump

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VIKTOR ORBAN PRIMO MINISTRO UNGHERIA, DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

E così, smentendo mesi di minacce e dazi, il presidente degli Stati Uniti ha concesso all’Ungheria di Orbàn un’esenzione di un anno

ROMA – Alla fine, come al solito, con Trump è solo una questione di affari, e di rapporti personali.
Il Presidente degli Stati Uniti, che ormai da mesi arringa il mondo sull’importanza di uno stop all’acquisto del gas russo per mettere alle strette Putin e costringerlo a chiudere l’aggressione all’Ucraina, ha concesso all’Ungheria un’esenzione di un anno dalle sanzioni statunitensi per l’acquisto di petrolio e gas russi. La decisione, annunciata dopo l’incontro con Viktor Orbán alla Casa Bianca, rappresenta una significativa vittoria diplomatica per Budapest, che da mesi chiedeva un allentamento delle restrizioni.

Trump ha giustificato la deroga sostenendo che “è molto difficile per Orbán ottenere petrolio e gas da altre aree”, data la posizione geografica dell’Ungheria, priva di sbocchi sul mare e fortemente dipendente dalle forniture russe. L’esenzione riguarda esclusivamente il settore energetico e avrà validità di dodici mesi. L’accordo prevede anche l’acquisto da parte di Budapest di gas naturale statunitense per alcune centinaia di milioni di dollari, un gesto interpretato come concessione politica verso Washington.

La mossa arriva poche settimane dopo che gli Stati Uniti avevano minacciato sanzioni per chiunque avesse continuato a commerciare con due grandi compagnie petrolifere russe. L’inversione di rotta di Trump ha suscitato perplessità – eufemismo – in Europa, dove la linea ungherese sui rapporti con Mosca è da tempo considerata troppo morbida.Orbán, da anni stretto alleato politico e personale di Trump, ha difeso la sua posizione sostenendo che i gasdotti “non sono ideologici né politici, ma una realtà fisica”. Il premier ungherese punta a trasformare la continuità delle forniture energetiche a prezzi “popolari” in un argomento centrale della sua campagna elettorale per le politiche della prossima primavera.

Durante il colloquio alla Casa Bianca, i due leader hanno discusso anche della guerra in Ucraina. Trump ha dichiarato che Orbán “conosce bene Putin” e ritiene possibile “porre fine al conflitto in un futuro non troppo lontano”. Il premier ungherese, da parte sua, ha ribadito che solo Stati Uniti e Ungheria “vogliono davvero la pace”, aggiungendo che “un miracolo potrebbe ancora accadere” sul fronte ucraino. Trump ha lodato Orbán definendolo “un leader che l’Europa dovrebbe rispettare di più, perché ha avuto ragione sull’immigrazione”.

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Proiezione romana del film Le stanze di Verdi

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Arriva a Roma, per una proiezione speciale, il docufilm Le stanze di Verdi, diretto da Riccardo Marchesini, a cura di Pupi Avati, con protagonisti Giulio Scarpati e l’esperto di Verdi, Marco Corradi, già disponibile al cinema dal 6 ottobre.

Durante la proiezione – che sarà lunedì 10 novembre alle ore 21.00 presso il Cinema Farnese Arthouse, Piazza Campo de’ Fiori, 56 – saranno presenti in sala Giulio Scarpati e il produttore Giorgio Leopardi. I biglietti si potranno acquistare presso la biglietteria o sul sito https://www.2tickets.it/SelectTitolo.aspx?idt=1977257&set=C&car=&ide=629&prv=hmp 

Realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission, da Giorgio Leopardi, sulla base di un soggetto e sceneggiatura di Tommaso Avati e Luca Pallanch, liberamente ispirata al libro di Marco Corradi, Verdi non è di Parma (Persiani Editore), un’opera che ha aiutato a mappare i luoghi e le storie legate al Maestro.

“È importante raccontare figure come Giuseppe Verdi – dichiara Pupi Avati – per trasmettere valori e passioni autentiche, capaci di ispirare e di creare un legame profondo con il patrimonio artistico italiano. L’idea di raccontare Verdi attraverso i luoghi dove ha vissuto la parte più concreta e materiale della sua vita, è un’idea straordinaria che non ho avuto io, ma Riccardo Marchesini, mio complice in questa produzione”.

Un noto attore, Giulio Scarpati, è a Piacenza per uno spettacolo teatrale. Attratto da una gigantografia di Giuseppe Verdi su un palazzo adiacente al suo albergo, chiede informazioni al portiere, avendo letto sui giornali della casa del musicista in vendita. Il portiere lo mette in contatto con l’avvocato Marco Corradi, ex campione di rugby, che sa tutto della vicenda e della vita del Maestro.

L’avvocato Corradi carica Giulio a bordo della sua Jaguar d’annata e lo conduce in un viaggio alla ricerca di luoghi cari al musicista, tra Piacenza, Parma e Milano. Nel fare ritorno, Giulio si addormenta e suoi sogni si intrecciano magicamente con la realtà.

Un viaggio nella Bassa Padana, cara a Guareschi, alla scoperta di un Verdi inedito, concepito e realizzato in modo anticonvenzionale, con un percorso aperto, capace di seguire direzioni impreviste, di accogliere gli incontri e i racconti che via via si presentavano.

“Le stanze di Verdi – dichiara il regista Riccardo Marchesini – nasce dal desiderio di Giorgio Leopardi, produttore e appassionato verdiano, di restituire un’immagine nuova e meno conosciuta di Verdi. Non soltanto il sommo compositore, ma anche l’uomo curioso, agronomo, filantropo, imprenditore agricolo, patriota e benefattore. Ho trasformato le sue suggestioni e intenzioni in un road movie attraverso i luoghi verdiani, guidato da Giulio Scarpati, che con generosità si è prestato a vivere l’esperienza con autenticità e senza filtri”.

“Dopo aver prodotto decine di film a Roma, ci tenevo a rendere omaggio alla mia terra e al personaggio che più la rappresenta nel mondo, Giuseppe Verdi. Noi emiliani – chiosa Giorgio Leopardi – abbiamo un’anima contadina e mi piaceva quindi far conoscere il profondo legame che legava Verdi alla campagna, agli animali, ai prodotti alimentari. Verdi è stato un innovatore, non solo in campo musicale, ed è meraviglioso ritrovare le tracce delle sue fatiche quotidiane nei giorni nostri. La speranza è che questo documentario possa risvegliare l’interesse per la sua figura a 360 gradi e contribuire a recuperare la sua villa, l’ospedale e l’albergo San Marco, dove risiedeva a Piacenza. Verdi è sempre con noi, davanti ai nostri occhi, non solo nelle nostre orecchie, ma a volte ce ne dimentichiamo”. 

Un viaggio guidato da Giulio Scarpati, grande attore della scena teatrale e cinematografica, che con generosità si è prestato a vivere l’esperienza con l’autenticità e la passione che lo contraddistinguono:

“Amo molto la musica e quindi, per me, Le stanze di Verdi è stata una bella avventura. Mi sono trovato a svolgere un ruolo particolare, narratore e spettatore insieme. Nel raccontare un Verdi inedito ho scoperto un musicista pieno di interessi e attività parallele. Attraversando i luoghi del Maestro e sentendo i tanti racconti delle persone con cui ho parlato, oltre ad apprezzare ancora di più il Verdi musicista, ho conosciuto il Verdi agronomo e il Verdi benefattore. Ma il Maestro è stato soprattutto un grande mediatore culturale che ha avvicinato la musica alla gente comune, facendo echeggiare le sue arie per le strade di una Italia nascente, che si stava faticosamente formando. Un grazie per questa bella esperienza a Giorgio Leopardi, Luca Pallanch, Riccardo Marchesini, al maestro Pupi Avati e a tutti quelli che ho incontrato in questo bel viaggio”.  

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