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Guidonia Montecelio. Il Sindaco Mauro Lombardo: “Nessuna crisi politica, la maggioranza è compatta”

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In risposta al vivace dibattito politico che ha animato le ultime settimane, il Sindaco di Guidonia Montecelio, il più grande comune per numero di abitanti della provincia romana, è intervenuto pubblicamente per fare chiarezza. Lo ha fatto ieri, attraverso un video pubblicato sui suoi canali social (guarda il video).

Nel suo intervento, Mauro Lombardo ha smentito categoricamente l’esistenza di una crisi politica all’interno dell’amministrazione. Ha definito “del tutto infondate” le voci su presunte spaccature nella maggioranza, attribuendo le recenti polemiche a “interpretazioni distorte di normali dinamiche politiche”.

Il Sindaco ha riaffermato la compattezza della maggioranza e la volontà condivisa di proseguire con determinazione il percorso amministrativo, nel segno della coerenza e della responsabilità.Contestualmente, ha annunciato ufficialmente la sua ricandidatura per la prossima tornata elettorale.

Al Teatro Narzio nel segno del viaggio e della parola con Dacia Maraini e Giuseppe Patota

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Subiaco, Foppoli: “Due importanti incontri all’interno del calendario di Subiaco Capitale Italiana del Libro 2025”

Prosegue il programma di Subiaco Capitale Italiana del Libro 2025 che continua a porre al centro del proprio percorso il valore della lettura, della conoscenza e della parola come strumenti di crescita individuale e collettiva. Nel primo fine settimana di novembre, il Teatro Narzio di Subiaco ospiterà due importanti appuntamenti culturali promossi da Fondamenta – Fondazione per le arti e la cultura, dedicati al tema del viaggio come esperienza di libertà, scoperta e narrazione. Primo appuntamento sabato 1 novembre 2025, alle ore 17:30, con un evento dal titolo “Donne in viaggio con le parole. Il viaggio come esperienza di libertà, conoscenza e narrazione”. L’incontro vedrà la partecipazione di Dacia Maraini in dialogo con Paolo Di Paolo: una delle più autorevoli voci della letteratura italiana contemporanea rifletterà sul valore del viaggio come occasione di incontro, di conoscenza e di emancipazione attraverso la parola scritta. Secondo appuntamento domenica 2 novembre 2025, sempre alle ore 17:30, con l’appuntamento intitolato “In viaggio con Dante: Inferno”. La lectio sarà affidata al linguista e dantista Giuseppe Patota che accompagnerà il pubblico in un percorso di approfondimento dedicato al viaggio di Dante Alighieri attraverso l’Inferno, simbolo universale della ricerca di senso e della conoscenza interiore. “Gli incontri -sottolinea l’Assessore alla Cultura Ludovica Foppoli– rappresentano due ulteriori momenti di rilievo all’interno del calendario di Subiaco Capitale Italiana del Libro 2025, iniziativa che intende valorizzare la storica tradizione tipografica e culturale della Città, promuovendo il libro e la lettura come strumenti di dialogo, partecipazione e coesione sociale”.

La presenza dell’orso marsicano nel Parco dei Monti Simbruini

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Jenne, Tracce recenti del mammifero nel territorio del Comune di Filettino

Dopo aver rilevato in questi giorni la presenza dell’orso marsicano all’interno del territorio del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, con una nota congiunta il Direttore dell’Ente il Dott. Giovanni Abbruzzetti ed il commissario straordinario il Dott. Alberto Foppoli, sottolineano l’importanza di questa presenza, ed invitano, nell’eventualità di un fortuito incontro a tenere determinati comportamenti. “Nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini la presenza dell’orso marsicano non è una novità -si legge nel comunicato dell’Ente- ma anzi il Parco fa parte del territorio frequentato dalla popolazione di orsi dell’Italia centrale. Così anche quest’anno, grazie all’attività della Rete Regionale di Monitoraggio dell’Orso marsicano, sono stati rilevati segni di presenza sia nell’area protetta che nei vicini Monti Ernici, all’interno della ZPS “Monti Simbruini ed Ernici”. Fra gli altri segni di presenza rilevati, in un caso, pochi giorni fa un orso ha effettuato un danno presso un pollaio nel comune di Filettino (Fr). Come già capitato in passato, si tratta molto probabilmente di un giovane maschio, il quale forse è in cerca di un nuovo territorio in cui insediarsi, durante il vagabondaggio tipico di questa fase vitale. La popolazione di orsi dell’Italia centrale è unica al mondo e molto ridotta: secondo l’ultima stima ufficiale del 2014 si tratta di soli 40-60 individui. Durante il periodo primavera-estate del 2025 è stato condotto un progetto coordinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica al fine di raccogliere dati per realizzare una nuova stima di popolazione tramite analisi genetiche, che ha compreso tutto l’areale della popolazione di orso marsicano dell’Italia centrale, incluso anche il territorio dei Monti Simbruini e dei Monti Ernici; i risultati di questo lavoro saranno presentati fra qualche mese. Il territorio del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini ma anche quello della ZPS “Monti Simbruini ed Ernici” è infatti considerato altamente idoneo e molto importante per la conservazione di questa popolazione rarissima e unica. La maggior parte degli orsi marsicani mostra comportamenti molto riservati ed elusivi, ma qualcuno può mostrare curiosità nei confronti delle attività umane. È opportuno ricordare che non sono noti casi di aggressività dell’orso  arsicano nei confronti dell’uomo in Appennino, ma trattandosi di un animale selvatico è bene adottare comportamenti corretti. Per assicurare la loro e la nostra sicurezza, si consiglia di seguire le seguenti regole, del resto valide per tutte le specie di mammiferi, come ad esempio lupi, volpi e cinghiali:

• evitare di lasciare incustoditi resti alimentari o rifiuti (ad esempio l’umido) nelle adiacenze di casa, comprese ciotole piene di cibo per gatti o cani;

• evitare di lasciare a disposizione resti alimentari come rifiuti organici alla fine di un picnic per evitare che l’orso associ l’uomo alla disponibilità di cibo;

• mettere in sicurezza apiari, pollai e altre attività di allevamento di piccoli animali domestici chiudendo porte e cancelli in modo adeguato; al bisogno prevedere l’uso di reti elettrificate,

ricordando che in caso di presenza comprovata dell’orso da parte dei rilevatori della Rete Regionale di Monitoraggio, l’Ente Parco può fornire recinzioni elettrificate in comodato d’uso temporaneo;

• in caso di avvistamento di un individuo di orso sulle strade, evitare di seguirlo con l’autoveicolo per filmarlo o per curiosità, ma piuttosto fermare l’auto e lasciarlo andare via;

• in caso di incontri ravvicinati allontanarsi lentamente. In ultimo lasciare che l’orso si comporti da orso, come un animale selvatico schivo e prezioso. Per qualsiasi necessità o segnalazione è importante contattare tempestivamente il Servizio Guardiaparco dell’Ente Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini ai numeri di Servizio 348.289.1558 e 348.289.1559 e i Carabinieri Forestali competenti per territorio”.

Una delega importante dall’ANCI Lazio, che da lustro al territorio

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Vallepietra, Mioni: “Un ulteriore impegno che accentua la responsabilità ed i poteri nella gestione di queste materie a livello di normative regionali e locali”

Giovedì scorso si è tenuta, presso la sala convegni dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro (ISMA),  la riunione del Consiglio Direttivo dell’ANCI- Lazio (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) a seguito del quale sono state conferite importanti deleghe ai propri componenti e ha conferito le vicepresidenze, rafforzando l’assetto strategico e operativo dell’associazione. L’ing. Daniele Mioni, Sindaco di Vallepietra, è stato scelto per occuparsi delle tematiche relative all’Agricoltura, Parchi, e Riserve  regionali, in ambito regionale. Una delega importante, che è anche un riconoscimento per il Comune di Vallepietra,  per la Regione Lazio, e tutti piccoli comuni di montagna veri custodi dell’ambiente. Dalle ultime elezioni amministrative che hanno designato la nomina del Sindaco Mioni, l’immagine del paese di Vallepietra è cresciuta esponenzialmente, grazie ad azioni e progetti mirati, merito di un’amministrazione con un programma chiaro da concretizzare. Il conferimento di questa delega da parte del Presidente regionale dell’ANCI Lazio  Daniele Sinibaldi (Sindaco di Rieti, nella foto a sx), è perfettamente attinente al Sindaco di Vallepietra che di recente è stato nominato alla guida della Comunità dei Sindaci del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini (l’area verde più grande del Lazio) di cui il Comune il Comune di Vallepietra ne fa parte insieme ad altri sette Comuni. “Ringrazio il Presidente di ANCI-Lazio Daniele Sinibaldi -commenta il Sindaco Daniele Mioni (nella foto a dx)- e tutto il Direttivo per la fiducia che mi hanno riposto. La delega alle tematiche relative all’Agricoltura, ai Parchi ed alle Riserve regionali, un ulteriore passo che sommato a quelli fatti in questo brevissimo tempo mi carica ancora più di responsabilità e di poteri nella gestione di queste materie a livello di normative regionali e locali.”

Femminicidio, Tiso(Accademia IC): “Una strage che non si arresta. Allarmante”

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Femminicidio, Tiso(Accademia IC): “Una strage che non si arresta. Allarmante”

“Il fenomeno del femminicidio in Italia, ossia l’uccisione di donne in contesto di relazione affettiva o familiare, continua ad assumere dimensioni drammatiche e allarmanti. Per interrompere questa scia di tragedie, è chiaro ed evidente che serve un insieme coordinato di azioni immediate e di lungo termine. In primis, rafforzare i servizi di protezione e intervento, potenziando i centri antiviolenza, le case-rifugio, le linee 1522 e analoghe, affinché ogni donna che chiede aiuto abbia una via di uscita sicura. E ancora: espandere l’uso del braccialetto elettronico antistalking e garantire risorse adeguate alle forze dell’ordine, ai servizi sociali e alla magistratura per riconoscere e reagire prontamente alle situazioni ad alto rischio. Altro elemento cardine contro il fenomeno è quello della formazione, sensibilizzazione e cultura, promuovendo anche campagne nelle scuole per educare al rispetto, alla parità, alla gestione sana delle relazioni affettive. Infine incidere su normativa, coordinamento e monitoraggio, assicurando una più concreta sinergia tra forze dell’ordine, servizi sociali, centri antiviolenza e percorsi di reinserimento. Ricordiamo che il femminicidio non è un fenomeno marginale o “eccezionale”: nei primi sette mesi del 2025, in Italia, sarebbero stati registrati 60 casi di donne uccise in contesto di violenza di genere. Dietro ogni numero c’è una vita spezzata, una famiglia distrutta, una comunità in lutto.
Il calo complessivo dunque rischia di essere minimo e ingannevole: il vero allarme è nella componente “intima” del fenomeno — uccisioni da partner o ex che sono in aumento. Serve che la società, le istituzioni e ciascuno di noi non abbassi lo sguardo. È questione di civiltà, di diritti, di vite. “Non possiamo restare a guardare», recita uno slogan: è ora di trasformarlo in azione concreta”.

Così, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale dell’Accademia Iniziativa Comune.

Teatro Palladium presenta: VITE IN MUSICA

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Da Bob Dylan a Leonard Cohen, da Don Shirley a Priscilla Presley: quattro vite esemplari, quattro ritratti che intrecciano musica, cinema e vita, riportando sul palco del Teatro Palladium il battito di un’epoca, i sogni e le fratture di artisti che hanno fatto della musica una chiave di lettura del mondo. Dal 29 ottobre al 19 novembre, negli spazi del teatro dell’Università Roma Tre, a Garbatella, torna per la settima edizione, Vite in musica: un ciclo di proiezioni e appuntamenti tra talk e biopic musicali che attraversa la storia e i generi, riflettendo su come le note diventino racconto, ribellione, strumento di cambiamento e innovazione sociale.

Un viaggio che parte dal folk di Bob Dylan e dalla nascita della contro-cultura americana attraversa le lotte razziali del pianista afroamericano Don Shirley e la forza silenziosa di Priscilla Presley, fino all’amore inquieto tra Leonard Cohen e Marianne Ihlen: quattro storie che dialogano con le immagini del cinema, restituendo la musica come specchio del tempo, linguaggio universale e terreno di incontro tra libertà e destino.

Si parte mercoledì 29 ottobre con A Complete Unknown (2024, regia di James Mangold), il biopic dedicato a Bob Dylan: un racconto degli anni della sua trasformazione da giovane cantautore folk a icona della controcultura americana, esplorando la nascita di un mito e il prezzo della libertà artistica.

Lunedì 3 novembre è la volta di Green Book (2018, regia di Peter Farrelly), ispirato alla straordinaria figura del pianista Don Shirley. Ambientato negli Stati Uniti degli anni Sessanta, il film narra il viaggio di un musicista afroamericano e del suo autista italoamericano nel profondo Sud: un percorso umano che abbatte pregiudizi e barriere sociali attraverso la forza trasformativa della musica.

Martedì 11 novembre arriva Priscilla (2023, regia di Sofia Coppola), il ritratto intimo e potente di Priscilla Presley. Attraverso il suo sguardo, il film racconta la relazione con Elvis e la sua crescita personale tra sogno, prigionia dorata e autodeterminazione, restituendo il riflesso di un’epoca e il desiderio di emancipazione femminile.

A chiudere la rassegna, mercoledì 19 novembre, Marianne & Leonard: Words of Love (2019, regia di Nick Broomfield), documentario che ripercorre la storia d’amore tra Leonard Cohen e la sua musa Marianne Ihlen: un legame intenso e malinconico, specchio di un tempo di libertà creativa e inquietudine esistenziale, in cui la musica diventa linguaggio di intimità e resistenza.

Attraverso le loro vite in musica, il progetto invita a leggere la società attraverso le sue colonne sonore, mostrando come ogni epoca risuoni di nuove visioni, sonorità e forme di adattamento. Cinema e musica diventano così spazi di incontro, memoria e trasformazione: un continuo dialogo tra arte e vita, tra palco e schermo, tra chi suona e chi ascolta.

Vite in Musica è realizzato con il contributo del MiC / Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e curato da Luca Aversano ed Enrico Carocci con la collaborazione di Matteo Santandrea e Mattia Cinquegrani. Ogni appuntamento sarà introdotto da un seminario alle 16.30, aperto al pubblico e condotto da studiosi e critici musicali e cinematografici, seguito dalla proiezione del film alle 17.00.

29 ottobre, 3, 11, 19 novembre | ore 16.30

Teatro Palladium – Piazza Bartolomeo Romano, 8, 00154 Roma
Ingresso gratuito.

Paolo Battaglia La Terra Borgese, influente critico d’arte del XX secolo percorre la storia dell’acquerello sino al 9 novembre 1809

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Paolo Battaglia La Terra Borgese

Paolo Battaglia La Terra Borgese, tra i più influenti critici d’arte del XX e XXI secolo analizza la radiosa maturità del paesaggio all’acquerello attraverso la storia dell’arte: lo studioso passa per la schiavitù, per l’ipergrafia, e dalla topografia al Canaletto per momenti di profonda verifica

Storico e critico d’arte, scrittore e divulgatore, Paolo Battaglia La Terra Borgese ci conduce nel mondo del paesaggio all’acquerello, tra dinamiche e visione innovativa.

Il noto critico d’arte abbraccia la tecnica dell’acquerello sin dalle sue origini e spiega: sono gli uomini della preistoria i primi a mescolare all’acqua i pigmenti naturali, lo fanno per abbellire le caverne. E sono in seguito gli Egizi a fare altrettanto, ma questi eseguiscono con altri scopi, lo fanno per adornare le pareti dei templi, le sepolture e decorare i papiri.

Ma è dal 3000 a.C. – prosegue – che si sviluppa il primo esempio di pittura murale con la tecnica dell’affresco: acqua e pigmenti sono spesi su intonaco fresco per l’architettura minoica. 

E, contemporaneamente, in Cina e Giappone, ci si rende conto quanto fosse ottimale l’acquerello per le rappresentazioni su carta e su seta (tutt’oggi è così: la carta è il supporto preferito per i dipinti ad acquerello).

In Età moderna, il primo acquerellista pittore europeo di grande abilità e importanza è il tedesco Albrecht Dürer, e cento anni dopo un altro tedesco: Peter Paul Rubens. A seguire l’illustratore belga Antoon van Dyck e l’olandese Rembrandt, coetanei, che grazie alla protezione (guerra civile inglese) di Carlo I, giungono in Inghilterra, apportano un mutamento profondo che si verifica alla metà del XVII secolo, quando, la pittura inglese trae, dall’opera di Rubens, e specialmente di van Dyck, un impulso nuovo; ma anche Rubens e van Dyck subiscono durante il loro soggiorno in Inghilterra una certa trasformazione sdolcinata del loro genio originale.

Quel che spicca da tutto questo è che, in questo periodo come nei precedenti, la pittura inglese è dominata dagli stranieri.

Ma a condurre certamente in maniera risolutiva e duratura l’arte dell’acquerello nell’Età moderna sono i pittori inglesi del ‘700, primo fra tutti Paul Sandby (tra l’altro pioniere della nuova tecnica di stampa dell’acquatinta), su cui si sofferma oggi il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese che però ferma un inciso: nella prima metà del secolo XVIII, molti artisti, di cui il più importante fu il Canaletto, hanno, anche se non acquerellisti, un’influenza determinante sulla trasformazione del loro genere in tecnica acquerellista, che, a sua volta è ascendente i primi Impressionisti Paul Cézanne e Vincent Van Gogh e più tardi ancora essa influenzerà i dipinti di Kandinsky e Klee.

Dunque, da quel genere (Canaletto), attraverso il colore diluito dall’acqua, è breve il passo per evocare paesaggi e figurare altro ancora con fare molto contemplativo.

Torniamo a Paul Sandby.

Inizia la carriera artistica documentando la topografia militare. La tradizione critica è stata indotta a vedere in Paul Sandby il padre dell’acquerello moderno; e indubbiamente la sua opera rappresenta il progresso decisivo che, nel XVIII secolo, fa passare la tecnica dell’agrément topografico al valore di autentica arte. Il confronto delle opere di Sandby con quelle dei topografi ci impone di considerare la sua arte come una felice coincidenza della tradizione tecnica con una eccezionale personalità che, senza cessare di appartenere, per tecnica e gusto, alla categoria dei topografi, produce spontaneamente opere  piene di fascino.

Nato tra le terre di mezzo dell’Alto Medioevo, a Nottingham nel 1725, si trasferisce a sedici anni a Londra per seguire un corso di disegno, terminato il quale comincia subito ad avere incarichi importanti che gli consentono di visitare molti paesi, di farsi una solida posizione e di stabilire relazioni influenti negli ambienti artistici. È tra i fondatori della Royal Academy, dove ricopre a più riprese funzioni ufficiali, segno dell’accresciuta dignità della tecnica dell’acquerello (al secolo acquarello).

Sandby – insegna Battaglia La Terra Borgese – non si distingue dai suoi comportamenti né per l’estetica né per i gusti, come si potrebbe credere: se ne distingue molto di più per il suo temperamento, dotato di quel senso eccezionale che manca alla maggior parte degli altri e che gli fa ricercare il suo piacere nella fedele riproduzione delle graziose melodie di cui i suoi paesaggi favoriti gli offrono l’ascolto. Sandby non riprodurrà soltanto l’aspetto esteriore di uno spettacolo, ma anche il suo canto.

Niente di misterioso, perché non si tratta mai che di sensazioni¸ ma c’è, nella loro purezza, una finezza, di penetrazione che costituisce l’alto raggiungimento di una visione e di una espressione tanto deliberatamente realistiche della natura. La sua maestria gli fa evitare la banalità delle formule convenzionali, che comunque, tra le sue mani, cessano come per incanto di dare un’espressione di automatismo e di convenzione, per apparire del tutto libere da ogni meccanica rigidità. Senza dubbio – avverte Battaglia La Terra Borgese – bisogna ammettere che vi è, nella tecnica e nella trasformazione dovuta all’abilità tecnica, il segno di una sensibilità che distingue Sandby dalla folla degli artigiani. La sua comunione con la natura è così diretta che egli ne ricava immediatamente il fascino essenziale, organizzando, in un’ingenua combinazione di rapidi colori e di segni minuziosi, la semplice familiarità del paesaggio britannico.

Sandby non è un artista che proietta sulle forme della natura i colori e l’atmosfera dei suoi paesaggi interiori: rimane integralmente realista, pur distinguendosi dai suoi contemporanei topografi per la profondità e la finezza della sua ricettività. I suoi capolavori sono pertanto gli acquerelli ispirati da paesaggi realmente poetici; può essere d’altra parte sufficiente il movimento di un ramo, la disposizione del fogliame, il riflesso del cielo in una finestra, tanto fine e acuta è questa sensibilità dell’artista ai minimi appelli della natura. E a proposito di sensibilità, non si può fare a meno di ricordare – evidenzia Battaglia La Terra Borgese – che Sandby era abbonato alla seconda edizione di Pensieri e sentimenti sul male della schiavitù (1791) di Ottobah Cugoano, un opuscolo contro la schiavitù.

Sandby è un interprete, un ascoltatore, non un creatore. La sua pittura non nasce dal contatto di un temperamento con un paesaggio o dalla storia del loro conflitto o della loro complessa collaborazione. La sua attività è di esecuzione. Ma se è vero che una delle origini della poesia è questa capacità di “ascolto” della natura, Sandby è un maestro, e il suo sentimento della natura impregna di autentica poesia la prosa topografica.

Nell’attività di Sandby, Maurice Lemaitre (pittore lettrista francese noto per il suo uso dell’ipergrafia), distingue tre maniere che permettono di seguire in modo assai preciso le varie direzioni in cui si vennero orientando gli approfondimenti dell’artista. Durante il periodo della prima maniera, dal 1750 al 1760, sembra che il suo temperamento di poeta lo abbia spinto a praticare su alcuni soggetti privilegiati una tecnica in certo modo “sperimentale” il cui successo doveva condizionare l’ulteriore evoluzione. Sono acquerelli di interni che rompono con la produzione dell’epoca per il valore originale del colore nello studio della moltiplicazione degli effetti luminosi.

La seconda maniera, 1760- 1780, è caratterizzata da un periodo di equilibrio tra la tradizione e l’originalità, che, coincidendo con la maturità dell’artista, esprime in tutta la sua purezza il suo “realismo poetico”, il fascino della sua poesia descrittiva. La minuzia e l’esattezza documentarie del particolare non danneggiano l’unità e l’ampiezza dell’effetto ottenuto con il colore che costituisce per l’occhio il valore essenziale.

Dal 1780 al 1809, anno della morte (9 novembre), la terza maniera, in cui il colore non serve più soltanto a illuminare il paesaggio, ma vuole produrre effetti di massa e di potenza. La predominanza della pennellata sul segno si afferma e diventa sempre più libera; ma Sandby imbocca così una via che conduce molto oltre il suo temperamento e, negli ultimi anni, sopravvivendo a se stesso, tenta con poco successo di adattarsi ai gusti della nuova generazione.

Sulla sua tomba – conclude Battaglia La Terra Borgese – è scritto: «Il padre del moderno paesaggio dipinto ad acquarello».

Un racconto lungo un viaggio di Andrea Lelario

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Nell’ambito della mostra appena conclusasi, Un racconto lungo un viaggio di Andrea Lelario a cura di Nicoletta Provenzano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea il 28 ottobre 2025 alle ore 17:00, nella Sala delle Colonne, ospiterà la presentazione del catalogo della mostra, congiuntamente alla cerimonia di ingresso delle opere dell’artista “Taccuino di viaggio I” e “Taccuino di viaggio II” nella collezione permanente della GNAMC.

Il catalogo percorre la poetica dell’artista attraverso un percorso immaginifico sul tema del viaggio, inteso come processo simbolico, onirico e intimo, che intreccia fantasia e memoria in un racconto visivo sospeso tra conscio e inconscio. Le opere dell’artista – in disegno, incisione, grafite, fotoincisione – conducono in territori immaginari e reali da cui si originano profondità arcane, cosmogonie interiori, forme zoomorfe e paesaggi enigmatici. Il volume esplora questo universo creativo con particolare focus sui taccuini entrati a far parte delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, sia nella riproduzione in scala 1:1 che nella declinazione dinamica della livrea dei due modellini di treni Frecciarossa 1000.

Le opere “Taccuino di viaggio I” e “Taccuino di viaggio II”, entrate nella collezione permanente, sono realizzate a penna in finissimi e minuziosi tratti ed esplorano, in una topografia diaristica, fascinazioni simboliche e peregrinazioni ermetiche, convogliando spirito e materia, oscurità e risonanza emotiva, in un flusso ininterrotto di visioni e tracce appartenenti alle terre della psiche.

La presentazione intende addentrarsi tra le pagine del catalogo e lungo i disegni dei taccuini esplorandone lo spazio creativo e le diverse visioni nate dal viaggio intrapreso all’interno dell’immaginario dell’artista. Interverranno insieme all’artista:
Renata Cristina Mazzantini, Direttrice GNAMC
Umberto Croppi, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Rino Caputo, già Preside Lettere e Filosofia Università di Roma “Tor Vergata”
Nicoletta Provenzano, Curatrice della mostra
Yongxu Wang, AAIE Center For Contemporary Art
Sandro Salvagno, Libreria Editrice Il Leggio
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma
 Viale delle Belle Arti, 131 – Roma
 28 Ottobre 2025 ore 17:00-Ingresso gratuito

Autunno in Ticino tra profumo di castagne, cantine e paesaggi dai mille colori

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Quando i boschi ticinesi si tingono di rosso e d’oro, nel sud della Svizzera inizia una stagione fatta apposta per i buongustai e gli spiriti curiosi. L’autunno ticinese non è solo una stagione: è un caleidoscopio di tradizione, gastronomia e natura. Qui si trovano storie che parlano di autenticità, di mercati che uniscono le generazioni, di viticoltori che vivono con passione il proprio mestiere e di antiche usanze che ancora oggi sanno riunire le persone.

Mercati come anima delle città

Chi passeggia un sabato mattina per i vicoli di Bellinzona capisce subito perché il mercato di questa città è considerato uno dei più belli della Svizzera. Tra le mura storiche del centro, riconosciuto come Patrimonio mondiale dell’UNESCO, si allineano banchi che offrono formaggi d’alpe dal sapore deciso, salami stagionati all’aria e uva appena raccolta. I venditori presentano con orgoglio i loro prodotti, gli abitanti chiacchierano davanti a un espresso e i visitatori si immergono in un’atmosfera al tempo stesso autentica e mediterranea. Anche al mercato autunnale di Ascona il 19 e 20 ottobre 2025 si diffonde nell’aria l’inconfondibile profumo di formaggio, castagne e vino novello. I produttori delle valli presentano con fierezza le loro specialità, mentre sulla piazza risuona la musica e i bambini assaggiano la loro prima caldarrosta.

Il mercato di Bellinzona

Sagra d’autunno Ascona

Viaggi gastronomici nella regione

A pochi chilometri più a sud, tra le dolci colline del Mendrisiotto, in ottobre e novembre si aprono le porte delle cantine e dei ristoranti. Durante gli eventi Wine & Dine in Cantina, il 24 ottobre 2025, in due venerdì di novembre o il 6 dicembre 2025, gli ospiti possono sedersi tra vecchie botti di vino per degustare Merlot e specialità come le varie versioni di risotto. Ancora più ampia è la varietà offerta dalla Rassegna Gastronomica del Mendrisiotto e Basso Ceresio, in programma dal 1° ottobre al 02 novembre 2025. Più di 30 locali partecipano a questo evento gastronomico, dimostrando quanto si possa essere creativi con gli ingredienti regionali, dal pesce fresco del lago alle moderne interpretazioni della classica polenta.

Wine & Dine in Cantina

Rassegna gastronomica

Il castagno, simbolo della tradizione e re dell’autunno con i suoi marroni

Pochissime piante caratterizzano l’autunno ticinese quanto il castagno. I suoi alberi colorano le colline e i suoi frutti sono al centro di molte feste. Durante la Castagnata sul Lago Maggiore, ad esempio, il 26 ottobre 2025, famiglie e amici si ritrovano sulle rive di Ascona. Il fumo si alza dai tamburi in cui si arrostiscono le castagne, i bambini ridono e nell’aria si diffonde il profumo del vin brûlé dolce. Nell’isolata Valle di Muggio, come in alti posti del Ticino, sopravvive un’altra tradizione: la carica e scarica della grà. Alla fine di ottobre si può assistere al momento in cui le castagne vengono disposte a strati nelle antiche casette di pietra per l’essiccazione, ovvero quando la “grà” viene caricata o scaricata. Un’usanza che non solo offre uno sguardo sulla vita contadina di un tempo, ma che oggi fa parte del patrimonio culturale vivente.

Castagnate al Lago Maggiore

Il carico della grà

Monte Tamaro: un nuovo punto di riferimento: moderno, accessibile e aperto tutto l’anno

Da metà settembre il Monte Tamaro si presenta con nuove cabine da otto persone, più moderne, confortevoli e accessibili a tutti. Il nuovo impianto è più veloce, silenzioso e rispettoso dell’ambiente, ideale per ospiti con mountain bike, passeggini o sedia a rotelle. Inoltre, sulla sommità della stazione a monte nascerà una terrazza panoramica, da cui sarà possibile ammirare lo spettacolare paesaggio circostante. Un’altra novità: a partire da questo inverno il Monte Tamaro resterà aperto tutto l’anno. Durante i weekend invernali e le vacanze scolastiche saranno in funzione la funivia e il ristorante Alpe Foppa. Anche la chiesa Santa Maria degli Angeli, disegnata da Mario Botta e recentemente ristrutturata, sarà ora accessibile tutto l’anno.

Monte Tamaro, Rivera

Dolcetto o scherzetto tra i borghi toscani

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Appuntamenti imperdibili rendono la Costa degli Etruschi meta perfetta per trascorrere il weekend di Ognissanti

La provincia di Livorno si accende con i colori del brivido ed è pronta a far vivere il periodo di Halloween con proposte di ogni genere, adatte a grandi e piccoli. Dai mercatini dell’orrore alle cene con delitto, dalle letture spaventose ai laboratori per intagliare le zucche passando per tour guidati con creature mostruose e trekking nella Valle del Diavolo, ovunque è un tripudio di festa ad alto tasso di divertimento. Ecco, dunque, che vale la pena trascorrere il weekend di Ognissanti in Costa degli Etruschi, per esplorare il territorio partendo da Rosignano Marittimo, dove si trovano il Residence Borgo Verde e il Relais Antico Podere San Francesco, strutture perfette per tutta la famiglia.

La Costa degli Etruschi, quel territorio che comprende la provincia di Livorno fino a Piombino, non è sinonimo solo di vacanze balneari, di lunghe spiagge dorate e di baie protette, ma tanto di più. Si tratta infatti di una zona che vale la pena visitare in ogni periodo dell’anno, non solo in estate, per assaporare momenti di intensa libertà tra terra e mare, antichi borghi e verdi colline, fitte pinete e vegetazione mediterranea. Tante sono le attività che si possono praticare, e anche per quel che riguarda il weekend di Ognissanti non mancano proposte pronte ad accontentare ogni esigenza, anche quelle dei più piccoli. E’ cosi che la zona diventa meta prediletta anche per chi ama celebrare Halloween, ormai divenuto un appuntamento imperdibile e molto amato. A partire dalle 16:30,dopo una breve sfilata, apre l’”Orribile Fortezza”, ovvero il Torrione del Rivellino che si presenta trasformato in un vero e proprio parco a tema Halloween, con laboratori e l’elezione per la migliore maschera. Al Museo Archeologico di Piombino, sempre il pomeriggio del 31, si può partecipare alle visite guidate per bambini e famiglie intitolate “Mostri mitologici, divinità e creature fantastiche” con un finale di dolcetti e caramelle.

Il momento clou è con il grande ritorno de “La Notte Oscura” dalle ore 21.00, l’evento più horror della Costa Etrusca promosso dalla Pro Loco Piombino tra contest, dj set, spettacoli e animazione. Per tutta la serata le vie del centro sono animate da allestimenti a lume di candela, cene e menù a tema, performance di street band e giocolieri con il fuoco, creando un’atmosfera unica e coinvolgente. Da non perdere il celebre Tunnel “Incubo”, il percorso horror allestito nei suggestivi camminamenti sotterranei di Palazzo Appiani, pronto a far vivere ai visitatori un’esperienza intensa e adrenalinica. Tra percorsi immersivi, spettacoli, musica e momenti di partecipazione creativa, Piombino si conferma protagonista indiscussa delle celebrazioni di Halloween sulla costa, risultando una città perfetta da scoprire sotto una luce nuova, tra suggestioni, misteri e divertimento.

Anche l’incantevole borgo marino di San Vincenzo si prepara ad accogliere famiglie con bambini, grazie alle tante attività promosse tra le quali mercatini dell’orrore, animazione per i piccoli, truccabimbi, musica, balli in due giornate (il 31 e il 1° novembre) all’insegna del divertimento e della paura. Per i più grandi non mancano eventi a tema nelle discoteche sulla spiaggia e nei locali, dove si può ballare dal tramonto all’alba.

Per chi, invece, ha voglia di un’esperienza totalmente diversa ma ugualmente emozionante, allora può pensare ad un’escursione in quella che è conosciuta come la Valle del Diavolo. Si tratta di un territorio piuttosto particolare, simile all’Islanda dei geyser, poiché si mostra come un’area geotermica che si sviluppa in maniera misteriosa tra i comuni di Pomarance e Castelnuovo Val di Cecina, dando vita ad un paesaggio cosi insolito che leggenda vuole sia stato di ispirazione a Dante Alighieri per descrivere il suo Inferno. Appaiono infatti colonne di vapori bianchi che si alzano dal terreno, acqua che ribolle, zone che ricordano la superficie lunare. Il terreno caldo rivela tutta la forza intrinseca della natura, che si può ammirare grazie a diverse percorsi da intraprendere sia a piedi che in bicicletta. Il visitatore si ritrova in un mondo sospeso, quasi fosse in un fantasy, tra nuvole sulfuree e pozze fumanti. I soffioni boraciferi sono fluidi che fuoriescono dal terreno da spaccature naturali o perforazioni artificiali le cui emissioni possono raggiungere una temperatura di 130°-160°. Sono diverse le proposte per trekking dedicato a bambini e genitori, semplici e adatte a tutti i camminatori. E continuando a parlare di esperienze magiche non si può che prevedere il soggiorno al Residence Borgo Verde o al Relais Antico Podere San Francesco, strutture immerse nella verde campagna toscana in un ambiante di totale relax. Con diverse convenzioni per parchi di divertimento della zona ed offerte dedicate alla famiglia, si confermano una delle scelte migliori per rigenerarsi in questa splendida zona della Toscana.

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