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Domenica di Carta 2025: l’Istituto Centrale per il Restauro apre i suoi laboratori per un viaggio nella conoscenza

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Il 12 ottobre a Roma, un’apertura straordinaria per scoprire da vicino il lavoro dei restauratori e il valore degli archivi come custodi di identità e conoscenza.

In occasione della Domenica di Carta 2025, l’iniziativa nazionale promossa dal Ministero della Cultura per valorizzare il patrimonio archivistico e librario, l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) apre le porte della sua storica sede di via di San Michele 25, a Roma, domenica 12 ottobre 2025, dalle 10:30 alle 13:30.

Una mattina dedicata alla scoperta dei laboratori di restauro, cuore pulsante dell’Istituto, dove la scienza e l’arte si incontrano per restituire vita ai segni del passato. Tra questi, il Laboratorio Manufatti Carta e Pergamene, protagonista di questa edizione, offrirà ai visitatori la possibilità di conoscere da vicino le tecniche e i processi che permettono di preservare documenti, manoscritti e pergamene, testimonianze materiali della memoria collettiva.

Il tema scelto per quest’anno invita a compiere un viaggio attraverso gli archivi, intesi non soltanto come luoghi di conservazione, ma come spazi dinamici in cui la memoria si rinnova e diventa chiave di lettura del presente. Ogni documento restaurato, ogni frammento salvato, diventa parte di un racconto che contribuisce a definire la nostra identità culturale.

La Domenica di Carta all’ICR rappresenta un’occasione preziosa per avvicinare il pubblico al mondo del restauro e della ricerca, rendendo visibile il lavoro silenzioso e meticoloso che sta dietro la tutela del patrimonio culturale. Un invito a riflettere sul valore della memoria e sulla responsabilità di conservarla per le generazioni future.

Prenotazione obbligatoria su Eventbrite ICR

Alla scoperta dei boschi del Ticino in libertà

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Natura inviolata, paesaggi maestosi e cieli limpidi: ecco cosa s’incontra nelle riserve forestali

Se per rigenerarsi si ama immergersi nel verde e godere dell’effetto benefico della natura, in Ticino non si deve andare lontano. A due passi dalle città è possibile scoprire boschi che crescono senza l’intervento dell’uomo. Sono le riserve forestali. Gli alberi lasciati crescere liberamente creano un’atmosfera incantata. Il maestoso regno degli abeti bianchi della Valle Onsernone e il giallo splendente del Bosco Sacro sopra Brissago sono magici. Colori, suoni e profumi coinvolgono tutti i sensi. Anche i bambini rimangono stregati dall’inconfondibile verso della nocciolaia e dall’arcaico bramito del cervo che popola le foreste del Lucomagno.

Riserva forestale dei Denti della Vecchia

Hotspot di biodiversità, dove si ammira la natura

Sorprendente, eccezionale escursione fra faggi e pini mugo, pinnacoli di roccia calcarea e prati secchi, in una natura che ci regala immagini che non si dimenticano. Uno dei massimi della rete di riserve forestali del Ticino.

Questa riserva forestale si presenta con due distinti volti: una fascia inferiore coperta da una fitta, ombrosa faggeta, e l’area sottostante le impervie e imponenti creste di roccia calcarea dei Denti della Vecchia. Piatto forte è quest’ultima, ricca com’è di ambienti naturali: boschi di pino muro e di faggio, prati secchi, forre, guglie, spuntoni. I tronchi e le radici dei faggi si confondono con la roccia, sui dirupi vegeta il pino mugo, i prati aprono lo sguardo a un paesaggio che non a caso è considerato di importanza nazionale.

È una delle più spettacolari riserve forestali del Cantone Ticino, un punto caldo di biodiversità. Nei ripidissimi prati secchi, sui pendii a balzi crescono piante esclusive, alcune in pericolo di estinzione: genziane, gladioli, gigli, l’aquilegia, ciclamini, sassifraghe, tutte strettamente protette. Percorrendo con cautela i sentieri capita di osservare i volteggi del corvo imperiale, i voli in picchiata del falco pellegrino e la sagoma a forma di croce del gheppio che resta sospeso in aria.

Parco della Valle della Motta

Il Parco della Valle della Motta si estende su 163 ettari, è in gran parte coperto da una folta superficie boschiva ed è attraversato dal torrente Roncaglia.

La creazione del Parco ha portato al ripristino di una rete di sentieri che permettono un collegamento pedonale tra i diversi Comuni del Basso Mendrisiotto, percorribili all’interno di ambienti naturali di particolare bellezza. Lungo il sentiero principale sono presenti delle tavole didattiche che descrivono le particolarità della zona. Una passeggiata all’interno del Parco offre al visitatore scenari naturali particolarmente suggestivi in tutti i periodi dell’anno.

Il Mulino del Daniello, edificato nel 1801 a Coldrerio, rappresenta il cuore del Parco della Valle ed è stato rimesso in funzione. È possibile visitare la struttura, su appuntamento, contattando la Cancelleria Comunale di Coldrerio.

Riserva forestale dell’Onsernone

Nel regno del maestoso abete bianco

Sotto il Pizzo Ruscada, giù fino alle gole del fiume Isorno, si estende la grande Riserva forestale dell’Onsernone: vera perla naturale apprezzata dagli escursionisti che amano riscoprire la natura selvaggia delle valli ticinesi. Una foresta lasciata evolvere liberamente in un intreccio spontaneo di alberi di ogni età, tronchi morti in piedi su cui crescono funghi, tronchi che giacciono a terra, alberi coperti da muschi e licheni.

Caratterizzata per la presenza di un nucleo centrale di abete bianco, spesso consociato al faggio, nelle fasce altimetriche inferiori ospita una quindicina di specie arboree che formano un bosco misto di latifoglie. Su tutto il territorio, decisiva è l’assenza di attività forestali che permettono il pieno sviluppo di flora e fauna.

La presenza di vecchi alberi favorisce la presenza di uccelli, gli avvistamenti riferiscono di una settantina di specie, tra cui il picchio nero che non di rado è possibile udire. Si notano inoltre i grandi nidi della formica rossa dei boschi, alcuni alti 1,5 metri e più. Naturalmente il visitatore attento noterà le tracce del frequente passaggio di volpi, donnole, faine e lepri bianche o, tra gli ungulati, di camosci, caprioli e cervi.

Mergugno: nel bosco giallo

Il Bosco Sacro di Mergugno è unico in Svizzera. Vi cresce abbondante il maggiociondolo di montagna, piccolo albero che raggiunge un’età venerabile. Impregna profondamente l’atmosfera del luogo, soprattutto fra maggio e giugno con i suoi grandi fiori giallo-oro molto profumati.

In un quarto d’ora dalla Posta di Brissago, passando per la frazione d’Incella, dopo una serie di tornati si giunge al Monte Mergugno. Una ventina di minuti e ci si trova in un bel prato con rododendri e maggiociondoli solitari, che si stagliano magnificamente contro le falde del Ghiridone. Al momento della fioritura, tra maggio e giugno, questo posto è la mecca di botanici e ammiratori della natura. Lo spettacolo dei fiori a grappolo del maggiociondolo di montagna, gialli e profumati, è veramente unico. Ma il piatto forte è a venire.

Un’ulteriore ventina di minuti e infatti si ammirano gli esemplari più impressionanti, corrugati, fessurati, cavernosi, contorti. Sono grandi individualità, dimore di demoni della natura, alcuni a terra in lentissima decomposizione. I luoghi invitano alla camminata lenta. Gli scenari forestali sono unici, il panorama sul Lago Maggiore grandioso.

Centro Pro Natura Lucomagno

Il Centro Pro Natura Lucomagno vuole essere un luogo privilegiato per lo studio e la contemplazione della Natura alpina e il ritrovo ideale per chi desidera delle vacanze rigeneratrici lontano dalla frenetica vita cittadina. Il Centro comprende un albergo con bar-ristorante, sale per seminari e un campeggio.
I clienti possono trarre giovamento semplicemente rilassandosi nell’incantevole cornice del Lucomagno oppure godendosi l’annuale programma di manifestazioni che comprende escursioni guidate, corsi e seminari sul rapporto tra l’Uomo e la Natura.

Con il suo acquisto e la ristrutturazione, Pro Natura Ticino intende ora riportare il Centro di Acquacalda al suo originario splendore. L’associazione desidera gestire il Centro in modo esemplare puntando sul risparmio energetico e idrico, sull’utilizzo di fonti rinnovabili di energia e di materiali ecologici come pure sull’impiego di prodotti prevalentemente locali.

Il Centro si trova in una posizione incantevole, a 5 km a sud del valico del Lucomagno, e di valenza federale che da sola giustifica una visita. Luogo ideale per escursionisti e amanti della natura, il Centro Pro Natura Lucomagno è il punto di partenza di numerosi sentieri escursionistici che attraversano questa seducente regione alpina.

NORMA COSSETTO, DE CORATO: «RICORDATA MARTIRE ITALIANA AI GIARDINI MILANESI VIA EINSTEIN

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MAI INSIGNITA CONTRARIAMENTE A CRIMINALE TITO»

 «Questa mattina ai ‘Giardini Norma Cossetto’ di via Einstein 6 a Milano, noi di Fratelli d’Italia assieme al Movimento Nazionale Istria-Fiume-Dalmazia e all’Associazione Nazionale per la Venezia Giulia e Dalmazia-Comitato Milano (attualmente sfrattata dalla propria sede territoriale dal Comune di Milano che, invece, ai Centri Sociali sta facendo di tutto per trovare sedi e locali), abbiamo ricordato e omaggiato con alcuni fiori, come facciamo tutti gli anni, la povera martire italiana brutalmente uccisa in giovanissima età. Norma aveva solo 23 anni, viveva in Istria, a Santa Domenica di Visinada e avrebbe dovuto laurearsi in lettere e filosofia all’Università di Padova. Il 25 settembre 1943 un gruppo di partigiani di Tito irruppe in casa Cossetto razziando ogni cosa. Al netto rifiuto di Norma a collaborare, la rinchiusero nella ex caserma della Guardia di Finanza a Parenzo assieme ad altri parenti, conoscenti e amici. Lì venne violentata e torturata selvaggiamente per poi essere gettata nella foiba di Surani quando ancora era viva e lì lasciata morire. Devo constatare, purtroppo, che al contrario di quanto accaduto a Norma Cossetto, alla quale non è mai stata data l’ambita Onorificenza di “Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica italiana” ad uno degli artefici del massacro delle Foibe, il Maresciallo Tito, gli fu invece attribuita. A febbraio del 2024, in Commissione Affari Costituzionali della Camera, su precisa volontà del gruppo di Fratelli d’Italia, abbiamo votato finalmente la revoca dell’onorificenza al Maresciallo Tito ricevuta da Saragat nel 1969. Devo aimè segnalare che all’interno del Parco proprio davanti alla targa “Giardino Norma Cossetto”, c’era un cassonetto dei rifiuti. Con tutti gli spazi a disposizione nel Parco, che pur essendo pubblico ha la totale gestione il Politecnico di Milano, proprio in quel punto davanti alla targa andava messo? Spero e mi auguro venga presto rimosso e spostato in altra adeguata posizione».Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

In alto a sinistra un momento della commemorazione per Norma Cossetto odierna tenutasi negli omonimi giardini di via Einstein 6 a Milano. 

A destra, invece, il cassonetto dei rifiuti posizionato proprio davanti alla targa per Norma all’interno 

del parco pubblico di cui la totale gestione è stata affidata al Politecnico di Milano.

Sotto nel video il commento del Deputato Riccardo De Corato:

https://drive.google.com/file/d/1gG7MOO1TGuxpaBNVZ4mt5zvnUJhadxmC/view?usp=share_link

POGGIO MOIANO – CITTADUCALE. CONTROLLO DEI CARABINIERI NEL FINE SETTIMANA: DUE LE PERSONE DENUNCIATE

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Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio predisposti nel fine settimana dal Comando Provinciale Carabinieri di Rieti, con particolare attenzione alle ore serali e notturne lungo le principali arterie stradali, al fine di prevenire e contrastare la guida in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di bevande alcoliche o sostanze stupefacenti.

Nel corso di tali servizi, i militari della Stazione di Orvinio, impegnati nel comune di Poggio Moiano, hanno intimato l’alt a un’utilitaria con targa tedesca che procedeva ad alta velocità.

La conducente, ignorando l’ordine di arresto, ha accelerato dirigendosi verso Rieti. Ne è scaturito un breve inseguimento, al quale hanno preso parte anche altre pattuglie dei Carabinieri prontamente intervenute in supporto.

Il veicolo è stato raggiunto e fermato poco dopo. Alla guida si trovava una giovane italiana di 25 anni, incensurata, che appariva particolarmente nervosa e in evidente stato di alterazione psicofisica. Invitata a sottoporsi all’esame salivare volto a verificare un’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti, la donna rifiutava. Gli ulteriori accertamenti hanno permesso di appurare che l’auto risultava sottoposta a fermo amministrativo. La conducente è stata quindi denunciata in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il rifiuto a sottoporsi ad accertamenti sanitari e resistenza a Pubblico Ufficiale. Il veicolo,invece, è stato sequestrato per la successiva confisca.

In un secondo episodio, nel comune di Cittaducale, lungo la Strada Statale 4 Salaria, nei pressi dell’incrocio dell’ex Bosi, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia hanno proceduto al controllo di un 36enne italiano, che mostrava chiari sintomi riconducibili all’assunzione di sostanze stupefacenti. Sottoposto a test preliminari, l’uomo è risultato positivo alla cocaina. Invitato a recarsi presso l’Ospedale Civile di Rieti per ulteriori accertamenti, ha rifiutato, venendo così denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria, con contestuale ritiro della patente di guida.

Nella medesima circostanza, il passeggero che viaggiava con lui è stato sottoposto a perquisizione personale e trovato in possesso di un grammo di cocaina, destinata ad uso personale. Per tale motivo è stato segnalato alla Prefettura di Rieti quale assuntore di sostanze stupefacenti.

Analoghi servizi di controllo del territorio proseguiranno anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di garantire la sicurezza stradale e prevenire comportamenti pericolosi che mettono a rischio l’incolumità di tutti gli utenti della strada.

Si dà atto, come di consueto, che i procedimenti penali sono ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Montecelio, emozioni in musica nella chiesa di San Michele Arcangelo

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Montecelio — Nella serata di ieri, la storica chiesa di San Michele Arcangelo, nel comune di Guidonia Montecelio, ha fatto da cornice al concerto “A Montecelio”, un evento musicale di grande intensità promosso dalla banda musicale “Cornicolana” Montecelio. L’iniziativa ha saputo coniugare arte, tradizione e spirito comunitario, regalando al pubblico un’esperienza sonora ed emotiva di rara bellezza.

La performance si è distinta per la sua intensità e raffinatezza, capace di trasportare i presenti in un vero e proprio viaggio musicale. Ogni strumento ha raccontato una storia, dialogando con gli altri in un’armonia collettiva che ha incantato e commosso.

“La banda “Cornicolana” Montecelio ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di intrecciare musica, storia e comunità, confermandosi come un punto di riferimento culturale per il territorio. Un concerto che resterà impresso nella memoria di chi ha avuto il privilegio di assistervi”, ha commentato il Vicesindaco Paola De Dominicis.

Il Comune perde i contributi regionali per grandi eventi e turismo

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Piglio, Nonostante l’esclusività del territorio, l’Amministrazione Felli si fa sfuggire un’altra grande opportunità

La recente decisione della Regione Lazio di finanziare eventi strategici per promuovere il turismo, ha messo in evidenza l’impreparazione di alcune amministrazioni locali come Piglio. Infatti la Regione Lazio ha istituito con LR 22 del 24/12/2024 il  “Fondo per le iniziative di promozione e valorizzazione del territorio regionale” al fine di consentire la gestione unitaria e integrata delle iniziative che promuovono e valorizzano il territorio regionale, aumentano l’attrattività del patrimonio locale e rafforzano l’identità e la competitività territoriale, favorendo, in armonia con gli articoli 7, 8 e 9 dello Statuto, lo sviluppo sociale, culturale, turistico ed economico della Regione.  I criteri di valutazione sono chiari e permettono di valutare i progetti presentati, che per accedere al finanziamento dovevano raggiungere un punteggio tra i 45 e 100 punti. I criteri fanno riferimento: al radicamento della manifestazione sul territorio con riferimento alla storia, alla cultura, ai beni storico-artistici, al patrimonio culturale immateriale, agli antichi mestieri, alle tradizioni locali (storiche, artistiche, religiose e popolari) e alla sua continuità nel tempo; alla rilevanza della manifestazione in termini di attrattività turistica con riferimento alla capacità di promuovere, a livello nazionale ed internazionale, l’offerta e l’immagine del “Lazio”, le sue destinazioni e il suo territorio, generando e incrementando i flussi turistici ed escursionistici grazie alla risonanza e alla notorietà dell’evento; al garantire elevati livelli di visibilità e diffusione mediatica della manifestazione attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione articolati e integrati; alla valorizzazione e promozione del territorio rafforzamento dell’animazione territoriale locale attraverso con il recupero e la valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali; alla valorizzazione e la promozione delle tipicità locali e delle eccellenze enogastronomiche nell’ambito della manifestazione, dell’offerta turistica locale nel settore del cibo, dell’enogastronomia, dei prodotti agroalimentari e vinicoli di eccellenza (DOP, IGP, STG, DOC, DOCG, IGT). Nonostante le opportunità offerte il Comune di Piglio non ha presentato  progetti ritenuti validi, questa situazione solleva interrogativi sulla capacità dell’amministrazione comunale del Sindaco Mario Felli di cogliere le occasioni di sviluppo e promozione del territorio. In un momento in cui il Lazio cerca di attrarre visitatori e migliorare la propria immagine, è sorprendente che Piglio non abbia saputo allinearsi con le linee guida regionali, perdendo così un’opportunità preziosa specialmente per l’evento della Sagra dell’Uva, che ogni anno richiama una grande moltitudine di visitatori, considerando l’esclusività di questo territorio che vanta di avere l’unico DOCG del Lazio, il vino Cesanese del Piglio. Questo mette anche in discussione la visione strategica dell’amministrazione comunale per il futuro, la mancanza d’iniziative concrete dell’Amministrazione Felli dopo 10 anni d’inerzia, (come sottolineato dallo stesso Sindaco in campagna elettorale, causati prima dal covid e poi ad una mancanza di comunicazione istituzionale) continuano ad oggi a persistere , ma oggi quelli scusanti non valgono più!!.  

Trionda, il pallone ufficiale dei Mondiali, è un capolavoro tecnologico

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Lo ha presentato Adidas: ha dei sensori per comunicare con il Var, evidenziare il tocco di mano e usa l’intelligenza artificiale

ROMA – Adidas svela Trionda, il Pallone Ufficiale della Fifa World Cup26, dando il via al conto alla rovescia per il più grande torneo internazionale di calcio. Trionda è una celebrazione delle nazioni che ospiteranno il torneo, Canada, Messico e Usa. Realizzato con una nuovissima costruzione a quattro pannelli per alte prestazioni, la fluida geometria del design riprende le onde rappresentate nel nome ufficiale del pallone. Ogni pannello presenta i colori delle nazioni, rosso, blu e verde, che si collegano a forma di triangolo al centro del pannello, simboleggiando tre nazioni che si uniscono per ospitare il torneo per la prima volta. Ogni nazione ospitante è anche celebrata dall’inclusione di iconografie significative per i paesi, tra cui una stella per gli Usa, una foglia d’acero per il Canada e un’aquila per il Messico. Le icone sono inserite in modo distintivo sui pannelli, oltre ad essere sottilmente impresse sulla base opaca del pallone, fornendo una texture intricata su tutta la superficie, se osservata da vicino. Il design è rifinito con decorazioni dorate, in omaggio al trofeo della Fifa World Cup e con dettagli che rivelano i disegni sulla superficie del pallone: colori da campione per il pallone dei campioni.

Dal punto di vista delle prestazioni, la costruzione a quattro pannelli è progettata intenzionalmente con cuciture profonde e linee in rilievo, posizionate strategicamente insieme alle icone dei paesi, per creare una superficie del pallone che produce una stabilità ottimale, assicurando una resistenza sufficiente e uniformemente distribuita anche quando si trova in aria. Le icone in rilievo forniscono anche il vantaggio aggiuntivo di una maggiore aderenza sul pallone durante il dribbling, o di tiro in condizioni di umidità o bagnato.Trionda porta anche l’ultima evoluzione della tecnologia adidas Connected Ball, sotto forma di un innovativo sistema di chip montato lateralmente. Il chip del sensore di movimento Imu (unità di misura inerziale) da 500Hz ora si trova all’interno di uno strato appositamente creato in uno dei quattro pannelli, anziché essere montato centralmente, e tenuto in posizione da un sistema di sospensione. L’aggiunta di contrappesi sugli altri tre pannelli garantisce una continua stabilità e bilanciamento in aria.
Fornendo una visione senza precedenti di ogni elemento del movimento del pallone, la tecnologia invia dati precisi sul pallone al sistema Video Assistant Referee (Var) in tempo reale, che, combinato con i dati sulla posizione del giocatore e applicando l’intelligenza artificiale, aiuta gli ufficiali di gara a prendere decisioni più rapide sul fuorigioco.Sviluppata in stretta collaborazione con Kinexon, la tecnologia adidas Connected Ball può anche aiutare gli ufficiali di gara a identificare ogni singolo tocco del pallone, con conseguente minor tempo speso a risolvere specifici episodi, inclusi possibili fallo di mano.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

In Ucraina colpita una stazione con i droni, almeno 30 feriti. Zelensky: “Atto barbaro”. Von der Leyen: “Immagini choc”

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Un attacco con droni sulla stazione di Shostka, nell’Ucraina nordorientale, ha provocato almeno 30 feriti civili, tra i dipendenti delle ferrovie e passeggeri

ROMA – La stazione di Shostka, in Ucraina, è stata colpita oggi in un attacco russo con i droni: ci sono almeno 30 feriti, tra passeggeri e dipendenti delle ferrovie. A rendere noto l’accaduto è stato il presidente Volodymyr Zelensky, che ha definito quanto accaduto un atto “barbaro”. Ha scritto Zelensky: “I russi non potevano ignorare che stavano colpendo i civili. E questo è terrorismo che il mondo non deve ignorare. Ogni giorno la Russia toglie la vita alle persone. E solo la forza può fermarle. Abbiamo ascoltato dichiarazioni risolute dall’Europa e dall’America, ed è giunto il momento di trasformarle in realtà, insieme a tutti coloro che si rifiutano di accettare l’omicidio e il terrore come normali. Le parole non bastano ora. Sono necessarie azioni concrete“

CHI SONO I FERITI

La stazione di Shostka si trova nella regione di Sumy, nell’Ucraina nord-orientale. Quando i droni sono arrivati sulla stazione, c’erano al lavoro i dipendenti di Ukrzaliznytsia, le ferrovie ucraine, e diversi passeggeri. Su Telegram il governatore di Sumy, Oleh Hryhorov, ha precisato che è stato preso di mira il treno che collega Shostka a Kiev. Immagini condivise sui social dalle autorità ucraine mostrano almeno una carrozza di un treno in fiammeIL

LE PAROLE DI VON DER LEYEN

“L’Ue è al fianco dell’Ucraina mentre il suo popolo soffre ancora una volta per mano della barbarie russa. Le scene scioccanti che emergono dalla stazione ferroviaria di Shostka evidenziano la sconsiderata e continua volontà della Russia di prendere di mira i civili. L’Ue e i suoi partner globali devono continuare ad aumentare la pressione sulla Russia finché non accetterà finalmente una pace giusta e duratura”, ha scritto la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen.

(Foto da X @IlliaPonomarenko)

Flotilla, 26 italiani stanno rientrando. Ma 15 non hanno firmato e “saranno espulsi in modo coatto”. Tajani: “Ho chiesto garanzie su rispetto diritti”

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La Farnesina riferisce che 26 italiani che erano sulla Flotilla partiranno fra poche ore per la Turchia. Tajani: “Per chi resta ho chiesto garanzie”

BOLOGNA – È in corso il rimpatrio in Italia di 26 connazionali membri della Flottilla fermati in mare nei giorni scorsi dalle forze armate di Israele. “Questo gruppo- spiega la Farnesina in una nota- ha accettato di firmare il foglio di via e ha avuto quindi una procedura accelerata per la partenza. Assistito dall’Ambasciata a Tel Aviv, il gruppo è stato trasferito dal carcere di Ketziot alla base aerea di Ramon, nei pressi di Eilat”, si legge in una nota della Farnesina.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Trump lancia un ultimatum ad Hamas: “Accordo entro domenica alle ore 18 o sarà l’inferno”

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Il presidente degli Stati Uniti su Truth: “Se non ci sarà intesa scatteranno conseguenze come nessuno ha mai visto”

ROMA – Il Presidente USA Donald Trump ha fissato per domenica 5 ottobre alle 18 (ora di Washington D.C.) il termine ultimo per Hamas: accettare il piano di pace presentato dagli Stati Uniti oppure affrontare “l’inferno, come nessuno ha mai visto prima”. L’annuncio è arrivato in un lungo messaggio pubblicato su Truth Social.

Nel post Trump ha definito Hamas “una minaccia spietata e violenta”, affermando che “più di 25.000 suoi soldati” sarebbero già stati uccisi e che i restanti sarebbero “circondati e militarmente intrappolati”.L’inquilino della Casa Bianca ha inoltre invitato i civili palestinesi a lasciare le aree di Gaza considerate a rischio, assicurando che sarebbero “assistiti da chi è pronto ad aiutarli”.IL PIANO

Il piano proposto è articolato in 20 punti, che includono alcune condizioni considerate centrali:

–il rilascio immediato di tutti gli ostaggi, vivi e la restituzione dei corpi dei deceduti;

–il disarmo di Hamas e la consegna delle armi;

–un cessate il fuoco immediato e la sospensione delle operazioni israeliane;

-la creazione di un organismo internazionale di supervisione incaricato di gestire la transizione e la ricostruzione a Gaza;–l’esclusione di Hamas dalla futura governance del territorio.

Trump ha affermato che il piano è stato condiviso da Israele e da diversi Paesi della regione, sottolineando che si tratta dell’”ultima possibilità” anche per i combattenti di Hamas rimasti in vita.

La scadenza di domenica sera viene presentata quindi come ultimativa: “Ci sarà pace in Medio Oriente in un modo o nell’altro”, ha scritto Trump, chiedendo ad Hamas di “rilasciare subito tutti gli ostaggi” per evitare nuove azioni militari.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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