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Crosetto incontra la portavoce della Flotilla: “Pericoli elevatissimi e non gestibili”

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“Sono certo che si possano ottenere risultati migliori e maggiori per il popolo palestinese in altri modi, mezzi e sistemi”, ha detto il Ministro della Difesa

ROMA – “Oggi pomeriggio, alle ore 15.15, ho incontrato, presso il Comando della Compagnia Carabinieri Roma-San Pietro, la portavoce della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, e le altre esponenti del movimento Simona Moscarelli e Giorgina Levi. Ho ribadito loro tutte le mie preoccupazioni, ma anche l’importanza del dialogo e la necessità di evitare azioni che possano mettere a rischio qualunque vita, in primis degli attivisti italiani“. Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“L’obiettivo dichiarato della Flotilla- aggiunge- è quello di aiutare il popolo di Gaza, ma è fondamentale che questo impegno non si traduca in atti che non porterebbero ad alcun risultato concreto, ma che, al contrario, rischierebbero di avere effetti drammatici con rischi elevati ed irrazionali. La priorità mia e del Governo è e resta la sicurezza e il ricorso a soluzioni efficaci e sicure per aiutare realmente la popolazione di Gaza, attraverso i canali umanitari e diplomatici, tutti già attivi”.

“Le istituzioni italiane – a partire dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio e da tutte le principali cariche dello Stato – stanno profondendo ogni sforzo diplomatico e operativo affinché prevalga il senso di responsabilità– dice ancora-. Ma qualora la Sumud Flotilla decidesse di intraprendere azioni per forzare un blocco navale si esporrebbe a pericoli elevatissimi e non gestibili, visto che parliamo di barche civili che si pongono l’obiettivo di ‘forzare’ un dispositivo militare. Sono certo che si possano ottenere risultati migliori e maggiori per il popolo palestinese in altri modi, mezzi e sistemi, come ho ribadito loro, ringraziando per il confronto sincero e corretto”.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Agguato tra la folla a Napoli: ucciso un uomo vicino al bosco di Capodimonte

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Sparatoria alle 9:30 del mattino, a pochi passi dall’ingresso di uno dei parchi più frequentati della città. La vittima era già nota alle forze dell’ordine

NAPOLI – Intorno alle 9:30 un 33enne è stato colpito da proiettili mentre si trovava in auto a via Miano, vicino al bosco di Capodimonte a Napoli, ed è morto all’ospedale Cardarelli per le lesioni subite. La vittima è Umberto Russo, già noto alle forze dell’ordine. Sul posto i carabinieri della Compagnia Vomero. Indagini in corso.

L’agguato è avvenuto non distante dalla Porta di Miano, uno degli ingressi del bosco di Capodimonte, in quel momento già affollato per la presenza di famiglie e turisti diretti al parco.L’uomo, a bordo di una Jeep, percorreva via Miano in direzione Capodimonte quando è stato raggiunto da una raffica di proiettili esplosi perlopiù sul lato guidatore della vettura. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini di videosorveglianza della zona.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Caivano, intimidazione a don Patriciello: consegnato un proiettile durante la messa

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PADRE MAURIZIO PATRICIELLO

Un uomo già noto alle forze dell’ordine è stato fermato dalla scorta del sacerdote e da una pattuglia di carabinieri presenti all’esterno della chiesa

ROMA – Questa mattina a Caivano (Napoli), durante la celebrazione della messa a cura di don Patriciello, un uomo già noto alle forze dell’ordine è stato fermato dalla scorta del sacerdote e da una pattuglia di carabinieri presenti all’esterno della chiesa, mentre si trovava in fila per ricevere la Comunione. Aveva appena consegnato a Patriciello un plico contenente un proiettile calibro 9×21.
L’uomo è stato condotto presso la Compagnia di Caivano, dove si trova tuttora in attesa di accertamenti.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto pervenire a don Maurizio Patriciello la sua vicinanza e la sua solidarietà dopo il grave gesto intimidatorio di cui è stato vittima. Lo rende noto il Quirinale.“È raccapricciante e vergognoso quello che è accaduto questa mattina in mia presenza, a Caivano, nella parrocchia di San Paolo Apostolo dall’interno Parco Verde durante la messa officiata da don Maurizio Patriciello”. Lo racconta Pina Castiello, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei ministri: “Un esponente della criminalità locale, confondendosi tra i fedeli in fila per il rito di comunione, si è avvicinato a don Maurizio Patriciello e gli ha consegnato un fazzoletto contenente un proiettile, dileguandosi poi velocemente”.
Poi: “Pronto è stato l’intervento delle forze dell’ordine che stanno ora, con la consueta professionalità, svolgendo tutti gli accertamenti del caso. Ho avvertito dell’accaduto il prefetto di Napoli, Miche di Bari, e soprattutto il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni. Non ci faremo spaventare, non arretreremo di un millimetro nell’ affermazione della legalità e nella lotta senza quartiere alla camorra“, conclude Castiello.

PIANTEDOSI TELEFONA A DON PATRICIELLO, RAFFORZATA SCORTA

“Questa mattina il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha sentito al telefono don Maurizio Patriciello per esprimergli la propria solidarietà e ribadire la vicinanza dello Stato alla comunità di Caivano. Nell’occasione, il Ministro gli ha anche preannunciato una visita a breve.
Già da oggi, gli operatori della Polizia di Stato e dei Carabinieri hanno inviato pattuglie aggiuntive per presidiare Parco Verde. Inoltre, è stata disposta l’intensificazione delle misure di tutela nei confronti di don Patriciello. Domani si terrà una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica focalizzato sugli episodi di Parco Verde”. Lo comunica il Viminale.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Per i residenti del centro storico le serate della Sagra dell’Uva sono un incubo

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Piglio, Il Sindaco Felli nega la richiesta dei cittadini di spostare uno stand troppo caotico

Il prossimo week end dal 3 al 5 ottobre si svolgerà la 51° Sagra dell’Uva, un evento che come sempre (indifferentemente da chi guida il paese) richiamerà migliaia di visitatori, perché le tante feste legate all’enogatronomia sono feste di quantità e non di qualità. In questi ultimi 10 anni la Sagra dell’Uva, è diventato un evento di quantità, dove gli elementi che caratterizzavano e distinguevano questa manifestazione legata a quella che un tempo era “la Capitale del Vino Cesanese”,  si sono gradualmente persi primo fra tutti  il senso di  comunità e condivisione. Un tempo questa festa era  un momento di unione e orgoglio per tutta la comunità, oggi diventa “terra di conquista” anche da figure esterne per fare bussines, sfruttando questi giorni, si allestiscono degli stand, per vendere di tutto a prezzi diversi, in assenza di un valido regolamento comunale che si rispetti, e grazie anche  all’assenza di qualcuno che lo faccia rispettare. Per questa indifferenza amministrativa, per  i residenti del centro storico la Sagra dell’Uva è diventa un incubo. “Sono tre giorni che per noi diventano caos totale –commentano alcuni–  potesse almeno essere l’occasione per ripulire il centro storico, neanche quello, le due serate della Sagra dell’Uva,  sono il bivacco totale, lasciando il centro storico ancora più sporco di prima, ma al Sindaco questo non interessa minimamente”. Nei mesi scorsi era stata presentata una richiesta al Sindaco Mario Felli, con annessa raccolta di firme di residenti del centro storico, chiedendo al Sindaco di evitare la presenza dello stand in piazza Santa Maria dinnanzi la chiesa parrocchiale in quanto rappresenta (come lo è stato negli ultimi anni) un ambiente malsano per i ragazzi, che fino a tarda notte starnazzano indisturbati , non lasciando riposare nessuno. “Nei giorni scorsi siamo stati ricevuti dal Sindaco Mario Felli –commentano alcuni dei firmatari– speravamo di avere una rassicurazione, un chiaro intervento del Sindaco  affinchè vietasse quello specifico stand posizionandolo altrove, e lì inserire qualcosa di più idoneo al contesto come una mostra di pittura, invece nulla. Ci siamo trovati dinnanzi un Sindaco inerme, che quasi giustificava questo comportamento e ci liquidava dicendo che era troppo tardi, non c’erano più i tempi per farlo. Anche   questa volta invece di amministrare si è divertito prendendosi gioco di noi, mostrando indifferenza,  ad una problematica presentata.  Purtroppo questa Sagra è come un fiume in piena, e la sera  non vi è alcun tipo di controllo e sorveglianza, dovrebbe essere una festa di condivisione per tutta la comunità pigliese, ma molti sono costretti ad andar via se poi il giorno dopo devono andare a lavoro. Non è giusto e non è il modo in cui un Sindaco dovrebbe comportarsi verso i suoi cittadini. Visto che lui invece di apprezzare il dialogo e la sinergia nella soluzione di un problema si è mostrato così distaccato, al momento giusto chiederemo l’intervento delle forze dell’ordine”.

2184 giorni dopo, 9 volte Marquez: Mondiale in Giappone, Marc come Valentino | VIDEO

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Festa Ducati a Motegi: vince Bagnaia col motore fumante, secondo posto per il nuovo campione del mondo della MotoGp. “Ora sono in pace”

ROMA – La vittoria di Pecco Bagnaia col motore fumante, quasi in panne, a incorniciare letterariamente il nono Mondiale di Marc Marquez. E’ festa Ducati in Giappone. Motegi, come l’aritmetica preventivava, incorona lo spagnolo: nove titoli, il settimo nella classe regina. 2184 giorni dopo l’ultimo, 2019, 4 operazioni dopo. Come Valentino Rossi.

“È difficilissimo parlare – le sue prime parole a caldo – in questo momento provo una grande pace. Ho fatto tanti errori nella mia carriera: voler tornare a guidare troppo presto. Questo titolo mi ripaga”.Bagnaia che risorge nella sofferenza all’ultimo atto, a casa della Honda (terza, sul podio e stop) che vede trionfare il suo figliuol prodigo. Lo sport riesce sempre a raccontare storie inedite, se non perfette almeno significative. Il weekend perfetto di Pecco, con vittoria nella Sprint e in gara, funziona peraltro come lancio per la prossima stagione, per una possibile rivalità più accesa di quella di quest’anno.E’ Marquez l’uomo-copertina della stagione: un dominio assoluto. Molto più difficile l’annata del compagno di scuderia Bagnaia, che non è mai stato realmente competitivo. In Giappone, però, Pecco ha ritrovato moto e vittoria. Col brivido. A un certo punto, infatti, dalla sua moto è cominciato a uscire del fumo, che è anche andato aumentando con il passare dei giri. Troppa però la voglia di tornare al successo, Bagnaia ha guidato così fino al traguardo riuscendo a scacciare quella sfortuna che sembrava riaffacciarsi. Terzo un ottimo Joan Mir (Honda).Con i titoli assegnati, si torna in pista il prossimo weekend in Indonesia. In classifica Piloti Marc Marquez campione con finora 541 punti, seguito dal fratello Alex a 340, terzo Bagnaia con 274 punti.
Capitolo Costruttori: la Ducati, che aveva già vinto il titolo, ha al momento 587 punti, seguita dall’Aprilia con 273 e dalla Ktm a quota 255.

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Dazi, ci risiamo: dal 1° ottobre “puniti” farmaci (al 100%), mobili e camion

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Il rilancio di Trump appena entrati in vigore gli accordi con l’Europa. Nel 2024 gli Usa hanno importato farmaci per 233 miliardi di dollari

ROMA – Donald Trump ha rimesso mano al suo giocattolo preferito: i dazi. Mentre faceva incriminare l’ex capo dell’FBI ha annunciato una nuova raffica di tariffe punitive che colpiscono questa volta i farmaci (100%), i camion (25%), ma anche i mobili e l’arredamento per la casa (tra il 30% e il 50%). Il tutto in vigore dal 1° ottobre, senza preavviso e con il solito slogan buon un po’ per tutto: questione di “sicurezza nazionale”.

La misura più importante riguarda i medicinali. Nel 2024 gli USA hanno importato farmaci per 233 miliardi di dollari: raddoppiarne i prezzi significa costi fuori controllo per Medicare e Medicaid e ospedali in affanno. Le aziende farmaceutiche sono in allarme. “Moriranno persone”, ha detto senza giri di parole 314 Action.

Trump, che ad agosto aveva promesso un avvio graduale con “piccoli dazi”, ha cambiato marcia da un giorno all’altro come suo solito. Su Truth ha precisato che i nuovi balzelli non si applicheranno alle aziende che costruiscono stabilimenti negli USA: un incentivo a spostare la produzione in casa, ma con regole vaghe e tutte da chiarire. Intanto colossi come AstraZeneca, Novartis e Johnson & Johnson avevano già iniziato a muoversi.

I mercati hanno reagito come prevedibile: Wall Street in caduta e Asia al seguito. Persino la Fed si dice preoccupata: secondo Jerome Powell, i prezzi dei beni importati stanno già gonfiando l’inflazione.

Sul fronte industriale, i dazi sui camion puntano a proteggere marchi americani come Peterbilt e Freightliner, ma rischiano di colpire Stellantis (Ram, Chrysler) e Volvo, che producono in Messico. Proprio il Messico è il primo esportatore verso gli USA: ogni trattore stradale che attraversa il confine ha in media metà dei componenti “made in USA”. In pratica, Trump rischia di tassare anche l’industria americana. I principali fornitori degli USA sono partner fidati – Canada, Messico, Giappone, Germania, Finlandia – non esattamente minacce alla sicurezza nazionale.

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E’ morto Furio Focolari, la “voce” di Alberto Tomba

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Lo storico giornalista Rai aveva 78 anni, e da tempo era malato di Sla | VIDEO Le sue telecronache

ROMA – E’ morto a 78 anni Furio Focolari, storico giornalista della Rai, celebre tra le altre cose per aver raccontato con la sua voce le imprese di Alberto Tomba.

Focolari era in Rai dal 1976, dove al Gr3 aveva fatto l’inviato ai Mondiali di Spagna del 1982. Poi il grande successo dello sci, che lo portò – come si diceva spesso – nelle case degli italiani, rendendo iconiche le sue cronache.Focolari era da tempo malato di Sla.

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La pallavolo mondiale è solo azzurra

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Donne, uomini: unico dominio. Battuta in finale Bulgaria 3-1, è il secondo Mondiale di fila per l’Italia

ROMA – Italia mondiale. Straordinario bis d’oro per gli azzurri della pallavolo maschile, che si confermano campioni. Battuta 3-1 la Bulgaria (25-20, 25-17, 17-25, 25-10) nella finale della rassegna iridata disputata nelle Filippine.

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Addio a Carlo Sassi, l’uomo della moviola | VIDEO Il gol annullato di Turone

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Si è spento a 95 anni. Rivoluzionò il racconto del calcio in tv, alla Domenica Sportiva

ROMA – Dopo Furio Focolari, un altro lutto nel giornalismo sportivo: è morto a 95 anni Carlo Sassi, l’uomo che ha portato la moviola in Italia.

Sassi, classe 1929, era entrato in Rai nel 1960, iniziando da subito con La Domenica Sportiva. Introdusse, rendendola un fenomeno di costume, la moviola televisiva. Il seme di una delle ultime rivoluzioni del pallone. La moviola di Carlo Sassi chiudeva la domenica pallonara degli italiani, prima che poi arrivasse il “Processo del Lunedì” di Biscardi.C’è una data storica che segna l’inizio di tutto: il 22 ottobre 1967, derby Milan-Inter, gol fantasma di Gianni Rivera: Sassi si mise al dissezionare l’azione al rallentatore scoprendo la nuvoletta bianca del gesso sulla linea di porta: no, non era gol. Fu una rivoluzione: da quel momento la moviola sarebbe diventata un fenomeno.Storica anche la moviola del gol annullato a Turone

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500 droni e 40 missili sull’Ucraina, aerei Nato in volo a protezione della Polonia

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DONALD TUSK PRIMO MINISTRO POLONIA

Tensione altissima. Lavrov all’Onu: “Mai avuto intenzione di colpire Paesi europei, ma risponderemo duramente ad aggressioni”

ROMA – Notte di fuoco sopra l’Ucraina e di apprensione sui cieli della Polonia. Mosca ha lanciato “centinaia di droni e missili” mentre la gente dormiva: palazzi residenziali colpiti, vittime civili inevitabili. Lo ha denunciato su X il ministro degli Esteri Andriy Sybiga. A Kiev il bollettino è per ora di due morti e dieci feriti, numeri ovviamente destinati a crescere. Tra le vittime, una bambina di 12 anni nel quartiere Solomiansky.

In un post su Telegram pubblicato questa mattina, Zelensky ha scritto di circa 500 droni e oltre 40 missili
“Questo vile attacco è arrivato praticamente al culmine della settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ed è così che la Russia sta rendendo nota la sua vera posizione. Mosca vuole continuare a combattere e uccidere e merita solo la pressione più dura del mondo. Il Cremlino trarrà vantaggio dal proseguimento di questa guerra e del terrore finché ci saranno fondi energetici e una marina ombra. Continueremo a reagire per privare la Russia di queste opportunità di guadagnare e forzare la diplomazia.
Chiunque desideri la pace dovrebbe sostenere gli sforzi del Presidente Trump e bloccare tutte le importazioni dalla Russia. Il momento di un’azione decisa è atteso da tempo e contiamo su una risposta decisa da parte di Stati Uniti, Europa, G7 e G20″.

L’allarme ha fatto scattare anche Varsavia. La Polonia ha fatto decollare i propri caccia per “garantire la sicurezza dello spazio aereo” dopo la raffica russa. Alle 5 del mattino ora italiana, tutto il territorio ucraino risultava sotto allerta aerea. “Aerei polacchi e alleati hanno iniziato a operare nel nostro spazio aereo”, hanno confermato le Forze Armate di Varsavia, spiegando che si tratta di manovre preventive: blindare il cielo per proteggere i cittadini. Lo spazio aereo vicino alle città di Lublino e Rzeszów è stato chiuso per alcune ore. Intanto Zelensky avverte: “L’Italia potrebbe essere la prossima”.“La Russia non ha mai avuto e non ha alcuna intenzione” di attaccare paesi europei o della Nato, ha detto all’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il ministro degli esteri di Mosca Sergei Lavrov. Ma poi ha avvertito: “Qualsiasi aggressione contro il mio Paese incontrerà una risposta decisa”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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