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Caserta, 18enne ucciso in spiaggia a Castel Volturno: un 16enne in arresto

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A giugno l’omicidio: il minore avrebbe agito in concorso con un 19enne

NAPOLI – C’è un secondo arresto per l’omicidio di Nicola Mirti, 18enne ucciso l’8 giugno scorso in uno stabilimento balneare di Castel Volturno (Caserta). La procura per i minorenni di Napoli ha coordinato un’indagine che ha portato all’esecuzione, da parte della Squadra mobile di Caserta, di un’ordinanza cautelare nei confronti di un ragazzo di 16 anni, accusato di concorso in omicidio e porto di arma da taglio.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Omicidio Cinzia Pinna, il ‘re’ del vino Ragnedda si difende: “Parlava di demoni, ha preso un coltello”

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L’imprenditore Emanuele Ragnedda ha confessato di aver ucciso Cinzia Pinna ma ha sostenuto di averlo fatto per difendersi perchè la donna avrebbe preso in mano un coltello

BOLOGNA – Un omicidio scattato durante un’accesa lite, forse in condizioni di alterazioni psicofisiche (è stata trovata cocaina), con Cinzia che avrebbe iniziato a parlare di demoni, a urlare, e avrebbe afferrato un coltello. Lui ha preso una pistola e le ha sparato. Si difende così Emanuele Ragnedda, soprannominato dai giornali ‘il re del vino’, interrogato ieri in caserma alla presenza dei magistrati per l’omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne uccisa con alcuni colpi di pistola nella sua tenuta Conca Entosa la notte tra l’11 e il 12 settembre. L’uomo, fermato mercoledì 24 settembre con l’accusa di omicidio volontario aggravato dall’uso di un’arma da sparo e occultamento di cadavere, sostiene di averla uccisa per difendersi, ma le sue parole sono tutte la verificare. Di certo c’è che l’imprenditore (titolare di una azienda vinicola che produce bottiglie di vino vendute anche a 1.500 euro la bottiglia) dopo il delitto ha tenuto nascosto il corpo e se n’è sbarazzato (era sepolto nel vigneto), facendo finta di nulla. Successivamente, è pure andato a festeggiare la madre in elicottero, come niente fosse. E nonostante il tam tam e le ricerche per ritrovare Cinzia Pinna, ha continuato a fare finta di niente fino al giorno in cui, evidentemente avendo capito che gli inquirenti erano sulle sue tracce (c’era un video di lei che, barcollante, saliva sulla sua macchina che lo incastrava) ha pensato bene di mettersi in fuga, salendo sul suo gommone e poi scappando a piedi sugli scogli per correre fino alla casa dei suoi, nei pressi della spiaggia ‘Rena bianca’.

“Mi ha minacciato con un coltello e io ho avuto paura, non ho capito più niente e ho sparato”: è questo quello che Ragnedda avrebbe riferito. ha sparato più, in modo frontale. L’omicidio è avvenuto in soggiorno e il corpo di Cinzia, scrive la Nuova Sardegna sarebbe stato spostato sul divano, divano che poi l’imprenditore (o chi per lui) avrebbe cercato malamente di pulire (senza riuscirci, visto che sono rimaste vistosi aloni). Il divano, poi, è anche stato spostato e lasciato davanti all’ingresso.I carabinieri, coordinati dalla Procura, stanno cercando di ricostruire nel dettaglio tutto quello che sarebbe accaduto quella notte, quando Cinzia Pinna, dopo una serata per locali a Palau, si è spostata a casa dell’imprenditore. Stando a quanto scrive la Nuova Sardegna, gli investigatori pensano che Cinzia Pinna possa essersi ribellata a un approccio sessuale di Ragnedda. Ora bisognerà aspettare l’esito delle analisi del Ris che ha fatto rilievi nella tenuta dell’imprenditore. E anche dall’autopsia (la data non c’è ancora), per capire se ci sono segni di violenza e se la giovane avesse assunto sostanze. Cinzia Pinna, originaria di Castelsardo, si trovava a Palau, dove negli ultimi mesi aveva lavorato come stagionale in un albergo. La donna ha procedimenti penali in corso e fino a pochi mesi fa era stata sottoposta a obbligo di indossare un braccialetto elettronico. Aveva infatti ricevuta una diffida e una misura di non avvicinamento (non si sa a chi).Oggi, intanto, Ragnedda comparirà davanti al gip Marcello Pinna per la convalida del fermo L’uomo è difeso dall’avvocato Luca Montella. I familiari della giovane vittima hanno nominato gli avvocati Antonella e Nino Cuccureddu. 

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Effetto Trump: la Cina promette per la prima volta il taglio delle emissioni di gas serra

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Pechino ridurrà le emissioni del 7-10% entro i prossimi dieci anni. Xi a New York: “Transizione verde inevitabile”

ROMA – Dalla Cina arriva la prima promessa concreta sul fronte climatico: Pechino ridurrà le emissioni di gas serra del 7-10% entro i prossimi dieci anni. A dirlo è stato Xi Jinping, collegato in video al vertice ONU sul clima di New York. “La transizione verde e a basse emissioni di carbonio è la tendenza del nostro tempo”, ha scandito il leader cinese, con un riferimento poco velato agli Stati Uniti: “Alcuni paesi sono contrari”.

Il messaggio è chiaro: mentre la Cina, primo inquinatore mondiale, tenta un’operazione di immagine (e forse di sostanza), Washington si chiama fuori. Proprio ieri Donald Trump ha definito il cambiamento climatico “la più grande truffa mai perpetrata al mondo”, promettendo nuove trivellazioni e sconsigliando gli investimenti nelle rinnovabili. Gli Usa, non a caso, hanno deciso di disertare il summit, accentuando l’isolamento che ormai li separa dal resto del pianeta su questo tema.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Minorenni arrestati dopo gli scontri di Milano, Zerocalcare difende gli adolescenti: “Sono capri espiatori”

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MICHELE RECH IN ARTE ZEROCALCARE FUMETTISTA

Il fumettista e scrittore alla conferenza stampa al ‘Lambretta’ dopo la giornata del 22 settembre e quanto successo alla stazione del capoluogo lombardo

ROMA – “È importante che ci siano voci pubbliche che non accettino la logica del capro espiatorio. L’entità dei fatti è molto più risibile del clima che è stato costruito intorno. Adesso delle persone rischiano di pagare per colpa di una narrazione lontana dalla realtà“. Così il fumettista e scrittore Michele Zerocalcare alla conferenza stampa al ‘Lambretta’ di Milano dopo gli scontri del 22 settembre.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it – Autore: Nicola Mente

PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE INSISTE ACCORATO NELLA SUA OPINIONE: “FUORI LO SVAPO DAI SUPERMERCATI”

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critico_d_arte_paolo_battaglia_la_terra_borgese

Vaccini obbligatori, cinture di sicurezza obbligatorie, casco obbligatorio. E vaping libero nei supermercati?

critico_d_arte_paolo_battaglia_la_terra_borgese

Si racconta che lo svapo sia stato progettato per liberare fumatori e tabagisti dalla dipendenza dal fumo. E credo che – in un certo senso – questo sia vero; poiché credo di ricordare – se la memoria non mi inganna – che le prime sigarette elettroniche apparse in Italia erano vendute col sistema del Multi-level marketing e che la motivazione principale all’acquisto risiedesse proprio nel fatto che, non producendo fumo, grazie alla mancanza di combustione, si sarebbe potuto, perfino, “fumare” dentro un cinema! senza pericolo di infrangere quella legge che vietava (e vieta) il fumo in luoghi chiusi aperti al pubblico.

La trovata era (ed è), che siccome la sigaretta elettronica non produceva (e non produce) fumo ma vapore, si sarebbe potuto eludere (come si eludono) quelle leggi anacronistiche ancora legate al solo fumo prodotto da combustione.  

I perfidi sarebbero quindi legittimati a ipotizzare che quella del Multi-level marketing possa essere stata una sorta di test strategico di mercato orchestrato da alcune aziende del tabacco?

Se è vero che talune multinazionali del tabacco sono oggi produttrici di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato non bruciato, è altrettanto vero che è difficile credere nella narrazione che chi continua a produrre le sigarette possa mirare a ridurre la loro vendita, danneggiando se stesso. È invece più verosimile pensare che variare l’offerta sia l’obiettivo più ragionevole, con prodotti che magari – se ritenuti innocui – abbraccino nuovi consumatori, e ulteriori fasce di età.

I sostenitori dell’uso delle sigarette elettroniche – spesso autorevoli (clicca qui) (e guarda qui) – ne decantano anche i potenziali benefici come dispositivi che potrebbero aiutare i fumatori di sigarette tradizionali a smettere, riducendo così i rischi per la salute correlati al tabacco. E certa scienza afferma che “Data la loro introduzione relativamente recente, c’è stato poco tempo per sviluppare un corpus di prove scientifiche sugli effetti delle sigarette elettroniche sulla salute”.

Ma davvero le sigarette elettroniche sono innocue? L’epidemia mortale di danni polmonari da svapo del 2019-2020 nel Nord America è stata provocata primariamente dalla “vitamina E acetato” nel liquido da svapo contenente THC (Clicca qui per saperne di più).

CHE C’ENTRA L’ARTE CON LE SIGARETTE ELETTRONICHE

Presto detto: all’interno dei Musei Vaticani – ad esempio – è severamente vietato fumare, sia per la protezione dell’arte e dell’architettura in seno ai Musei Vaticani che per fornire un ambiente piacevole e sano ai visitatori. Perciò fumare (qualsiasi tipo) comprese sigarette elettroniche o dispositivi simili, è vietato lungo l’intero percorso museale, tutti gli spazi interni e le aree esterne come l’Octagonal Court. Si legge su https://vaticantourtickets.com/it/: ”Osservando un ambiente privo di fumo, i visitatori possono immergersi completamente nei capolavori del museo senza distrazioni aeree o potenziali danni”.

D’altro canto ci sarà anche un perché se Hong Kong vietarà l’uso delle sigarette elettroniche con pene fino a 7 anni di reclusione e se (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità) 35 PAESI NEL MONDO hanno già vietato la vendita di sigarette elettroniche, segnando un trend crescente a livello globale per la protezione della salute pubblica e anche, o soprattutto, per proteggere i giovanissimi.

Il Governo, il Parlamento e le istituzioni italiane hanno pensato ai nostri ragazzini? La ricerca indipendente è molto preoccupata della diffusione delle sigarette elettroniche, soprattutto tra i giovani (clicca qui)

“Questi prodotti sono spesso presentati come alternative meno dannose (o addirittura non dannose) delle sigarette tradizionali o come strumenti utili per smettere di fumare”, spiega Giulio Formoso, vicepresidente dell’Associazione Alessandro Liberati – Cochrane Affiliate Centre e autore, insieme a Giuseppe Gorini e Silvano Gallus, di un articolo sul tema uscito di recente su Scienza in Rete. “Il marketing punta su questo concetto, in modo che ‘meno pericoloso per il fumatore che non può smettere’ diventi ‘quasi innocuo per tutti’. Tuttavia, le sigarette elettroniche emettono sostanze potenzialmente tossiche mentre il tabacco riscaldato rilascia alcune delle stesse sostanze dannose presenti nel fumo di sigaretta”.

Qual è il fervore del legislatore nostrano quando si tratta di salvaguardare la vita del cittadino e la sua salute? (CLICCA QUI)

UN ESEMPIO PER TUTTI: MATTEO SALVINI DIFENDE LE SIGARETTE ELETTRONICHE DA CUI HA PRESO SOLDI IN CAMPAGNA ELETTORALE. SE NON CI CREDI CLICCA QUI E POI QUI e volendo anche QUI.

Sono davvero molto strani alcuni legislatori nostrani (o sistrani?)quando sanno essere diversamente molto accorti, e accurati con leggi ad hoc. Della serie: devi comprarti il vaccino (lo compro io con le tue tasse); la tua automobile deve essere equipaggiata di cinture di sicurezza (le paghi tu con l’acquisto dell’auto); devi obbligatoriamente indossare un apposito casco protettivo quando sei due ruote con motore a scoppio (o ti multo).

Traduzione: se non sei vaccinato: non puoi fare questo, quello e quell’altro; se alla tua macchina mancano le cinture: non puoi usarla; se vai in moto devi indossare il previsto casco omologato: se no ti multo, ti decurto 5 punti dalla patente, ti fermo il veicolo amministrativamente e posso anche sospenderti la patente (quanto filantropico! zelo).

Ma si sa!: tutte leggi acciocché il bene e il benessere del cittadino siano sacri, dunque anche per risparmiare sui costi della sanità, che diversamente graverebbero ulteriormente sulle tasse (tributi) del contribuente.    

Ma perché allora se si tratta di sigarette elettroniche, viene meno tutto l’impianto preventivo e protettivo del legislatore?

Eppure la SIF, Società Italiana di Farmacologia è stata molto chiara: l’aerosol inalato con le sigarette elettroniche contiene diverse sostanze tossiche che, se aspirate regolarmente, possono causare infiammazione delle vie respiratorie, danni cardiovascolari e alterazioni del sistema immunitario; e che alcune di esse possono anche interferire con il sistema ormonale.

C’è di più: LO SVAPO È DANNOSO ANCHE PER CHI STA VICINO – chiarisce la SIF -. E anche se gli aerosol producessero meno odore, è vero che rilasciano nell’ambiente sostanze che possono essere tossiche ugualmente per chi le respira indirettamente, INCLUSI BAMBINI, PERSONE FRAGILI E ANIMALI. Ma non finisce qui: allo stesso modo, i prodotti di scarto, che possono contenere batterie, metalli pesanti, plastiche, residui di nicotina e altri agenti tossici, rappresentano un rischio sia per la salute pubblica che per l’ambiente.

L’ho già chiesto e volentieri ripropongo la domanda: perché se si tratta di sigarette elettroniche, viene meno tutto l’impianto preventivo e protettivo del legislatore?

PENSIAMO AI SUPERMERCATI E AI LORO DIPENDENTI.

Nei locali pubblici come supermercati, bar, ristoranti, negozi, l’uso della sigaretta elettronica non è vietato per legge, clicca qui. Tuttavia, i gestori di questi esercizi hanno il diritto di stabilire proprie regole interne riguardo all’uso delle e-cig all’interno dei loro locali.

E tuttavia, dove non arriva la legge dello Stato dovrebbe arrivare la legge morale, quella che obbliga – ad esempio – al saluto quando si entra in un negozio, anche se ciò non è un obbligo di legge.

Ma si sa: ognuno vive della propria cultura, della personale sensibilità e della propria nobiltà d’animo. Capita spesso al supermercato di sentire qualcuno riprendere uno svapatore che con sistematica protervia risponde “ma è vapore…”, parole di cui mi dispiaccio ma che addirittura lo svapatore accompagna con una mimica di miserrima sorpresa. A costui verrebbe da chiedere se svaperebbe nella stanzetta di un neonato, magari suo figlio (tanto è vapore!).

Che cosa dice la legge italiana riguardo alle sigarette elettroniche.

Il Decreto Legge 12 settembre 2013, n. 104, all’articolo 4, comma 2, stabilisce il divieto di utilizzo delle sigarette elettroniche in:

Istituti scolastici e formativi: È vietato svapare all’interno di scuole di ogni ordine e grado, università e centri di formazione professionale, comprese le aree all’aperto di pertinenza degli istituti.

Centri per l’impiego e di formazione personale: L’uso delle e-cig è proibito all’interno di questi centri.

Queste restrizioni, è ovvio, sono state introdotte per TUTELARE LA SALUTE DEI MINORI e GARANTIRE AMBIENTI SALUBRI in ambiti educativi e formativi.

DAVVERO STRANE QUESTE LEGGI D’ITALIA

Col Decreto-Legge 12 settembre 2013, n. 104, all’articolo 4, comma 2, si stabilisce dunque il divieto di utilizzo delle sigarette elettroniche nei luoghi appena detti per tutelare la salute dei minori e garantire ambienti salubri.

Ma se volessimo dirla con una battuta: non sembra che ai minori sia vietato l’accesso ai supermercati! così come non sembra salubre lasciare rilasciare nell’ambiente di un supermercato sostanze che possono essere tossiche anche per chi le respira indirettamente: donne in gravidanza, neonati, asmatici, allergici, anziani e soprattutto per gli impiegati del supermercato.

Sì i poveri dipendenti dei supermercati. Sorprende che grandi catene di supermercati (anche straniere in Italia) non esercitino il diritto di stabilire proprie regole interne riguardo all’uso delle e-cig all’interno dei loro locali, almeno per salvaguardare la salute dei loro DIPENDENTI, che diversamente dai clienti NON POSSONO ABBANDONARE IL SUPERMERCATO.

La cosa più assurda (forse comica) sarebbe (se non “è”), vedere svapare un vigilante o un commesso dentro il supermercato.

Se i supermercati vietassero questa ignobile pratica (visto che il legislatore latita), garantirebbero un ambiente di lavoro confortevole per tutti i dipendenti ed eviterebbero potenziali conflitti anche tra i clienti.

Domanda: ma queste, sono solo stramberie di alcuni supermercati? E magari, giusto giusto, di quei supermercati che da un lato sventolano attenzione al benessere animale, ma dall’altro dimostrano scarsa cura dei propri dipendenti umani (ma io – precisa Paolo Battaglia La Terra Borgese – si sa: non faccio differenze tra viventi).

Auspico corta vita allo svapo dentro i supermercati – chiude Paolo Battaglia La Terra Borgese -. Il popolino è convinto che “è vapore”. Il legislatore provveda, se non di più, alla dovuta istruzione e informazione, cominciando dalle scuole, scevro da ogni finanziamento, a posto con la coscienza.

“FUORI LO SVAPO DAI SUPERMERCATI”

Netanyahu all’Onu in un’aula semivuota e dagli altoparlanti a Gaza, agli ostaggi: “Non ci fermeremo finché non sarete a casa”

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“Vogliamo finire il lavoro al più presto”: il leader israeliano prende la parola per 40 minuti mentre decine di rappresentanti escono per protesta. L’attacco ai leader occidentali che hanno riconosciuto la Palestina, l’ultimatum ad Hamas

ROMA – Mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu stava per cominciare il suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu, al palazzo di Vetro, a New York, decine di rappresentanti sono usciti dalla sala in segno di protesta

“VOGLIAMO FINIRE IL LAVORO A GAZA AL PIÙ PRESTO“

“Vogliamo finire il lavoro a Gaza il più velocemente possibile”: lo ha detto il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, intervenendo all’Assemblea generale dell’Onu.

IL MESSAGGIO “AI NOSTRI CORAGGIOSI EROI, NON CI FERMEREMO FINCHÈ NON SARETE TORNATI A CASA”

“Voglio parlare da quest’aula direttamente agli ostaggi, attraverso gli altoparlanti che abbiamo messo in tutta Gaza City”: il premier israeliano nel suo discorso, dopo avere elencato i nomi degli prigionieri del 7 ottobre, ancora nelle mani di Hamas si rivolge proprio a loro, svelando il motivo per cui ha fatto impiantare altoparlanti in tutta Gaza. Si è rivolto a loro prima in ebraico, poi in inglese. “Ai nostri coraggiosi eroi, sono il ministro Netanyahu, vi parlo dalle Nazioni unite- ha detto- Non vi abbiamo dimenticato neanche per un secondo. Noi non ci fermeremo finché voi non sarete tornati a casa”.

L’ULTIMATUM AD HAMAS: “DEPONETE LE ARMI E LIBERATE TUTTI GLI OSTAGGI, ORA”

Poi il premier spiega che il suo discorso sarà trasmesso anche ai cellulari di chi è rimasto a Gaza per far giungere un altro appello: “Signori e signori, grazie agli sforzi profusi dall’Intelligence israeliana- chiarisce infatti- le mie parole saranno trasmesse non solo dagli altoparlanti, ma anche anche ai cellulari di Gaza”. Questo infatti il messaggio-ultimatum ai gazawi e in particolare ai miliziani di Hamas. “Deponete le armi, liberate gli ostaggi, tutti e 48, adesso”.

“Se lo farete allora riuscirete a sopravvivere- prosegue- se non lo farete, allora vi daremo la caccia fino all’ultimo di voi. Se Hamas risponderà alle nostre richieste la guerra finirà adesso- va avanti- Gaza sarà smilitarizzata e Israele cercherà di prendere il controllo totale, mentre l’Autorità sarà impegnata a fare la pace con Israele”.

“IL 90% DEI PALESTINESI HANNO SOSTENUTO GLI ATTACCHI DEL 7 OTTOBRE”

Il 90 per cento dei palestinesi hanno “sostenuto” e “festeggiato” gli attacchi del 7 ottobre 2023: così il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, parlando di fronte all’Assemblea generale dell’Onu.
Il capo di governo ha parlato anche di “antisemitismo”. “L’amministrazione di Donald Trump lo sta combattendo, ma altri fanno il contrario” la tesi di Netanyahu.

AI LEADER DI FRANCIA, CANADA, GB E AUSTRALIA: “IL VOSTRO MESSAGGIO, UCCIDERE EBREI RIPAGA”

Il primo ministro ha poi accusato Francia, Canada, Gran Bretagna e Australia. “Hanno premiato i peggiori antisemiti”, ha detto Netanyahu, con il riconoscimento “senza porre condizioni” di uno Stato di Palestina. “Uccidere gli ebrei ripaga”, ha continuato il capo di governo: “Il messaggio è questo”.
E ancora: “Dopo gli orrori commessi da Hamas il 7 ottobre circa 90 per cento palestinesi ha sostenuto quegli attacchi e li hanno festeggiati, sia nella Striscia di Gaza che in Giudea e Samaria, quella che voi chiamate Cisgiordania”. Netanyahu ha poi menzionato gli attentati alle Torri gemelle a New York nel 2001: “Hanno anche festeggiato l’11 settembre”.

LA MAPPA DELLA “MALEDIZIONE“ E LA LOTTA DEL BENE CONTRO IL MALE

Benjamin Netanyahu, in apertura del suo discorso alle Nazioni Unite, ha mostrato una mappa e ha affermato che Iraq, Iran, Yemen, Siria, Libano e Striscia di Gaza sono una “maledizione”. Ha letteralmente parlato della “maledizione dell’asse del terrore”. Contro questi Paesi- maledetti, da due anni, Israele si è impegnato a combattere, ha spiegato, ribadendo poi il concetto più volte nel corso dell’intervento, riproponendo la dicotomia biblica del bene contro il male. “Negli ultimi due anni Israele conduce una guerra contro la barbarie- ha infatti ripreso poi il discorso- ma molti vostri Paesi si sono opposti. Noi combattiamo per i vostri cittadini e voi vi opponete, ci fate l’embargo e fate una guerra contro di noi, una nazione coraggiosa che combatte contro il male. State combattendo il bene, quando lo capirete”.

IL QUIZ DELL’ODIO

Per rendere meglio il concetto, ha preso un’altra slides e avviato un quiz. “Chi gridava morte all’America? Risposta a) l’Iran; b) Hezbolla, c) Houti d) Hamas e) Tutti; la risposta è la e) Tutti”, è infatti la prima domanda del test andato in scena al Palazzo di Vetro, presentato direttamente da Benjamin Netanyahu, nel corso del suo intervento fiume all’assemblea generale dell’Onu. Davanti a una platea con molte postazioni vuote, il quiz condotto dal premier israeliano rafforza il succo della teoria: l’odio, il bene contro il male, l’antisemitismo mai sopito. “Il punto è questo: i nostri nemici odiano tutti noi, con la stessa veemenza. Vogliono riportarci alla violenza del passato e penso che molti di voi lo sanno e sentono che sta nascendo il radicalismo nelle vostre città e sapete che Israele sta combattendo anche la vostra battaglia”. A dimostrarlo anche l’atteggiamento doppiogiochista che sarebbe condotto da alcuni capi di Stato: “I leader che ci combattono apertamente, invece a porte chiuse ci ringraziano- ‘svela’ il premier di Tel Aviv- fanno i complimenti ai nostri servizi segreti”.

“GLI USA E ISRAELE UNITI DI FRONTE A UNA MINACCIA COMUNE”

A smarcarsi da tutto questo teatrino c’è per fortuna l’amico Donald Trump. Il presidente degli Usa “comprende che Israele e gli Stati uniti sono di fronte a una minaccia comune”, plaude Netanyahu, e “lui ha riconosciuto che c’è un prezzo da pagare per tutto questo”.

“STIAMO FACENDO QUELLO CHE FAREBBE OGNI GOVERNO RISPETTABILE”

“Se il 7 ottobre fosse successo negli Stati uniti, con il massacro di centinaia di migliaia di americani e la presa in ostaggio di 10 mila americani, pensate che gli Stati uniti non spazzerebbero via quel regime?”, interroga così chi lo sta ascoltando tra la platea. “Noi stiamo spazzando via il regime terroristico di Hamas e vogliamo che non ci sia più una barbarie così, è quello che farebbe ogni governo rispettabile”, puntualizza per ribadire le ragioni di quello che sta accadendo a Gaza e in Cisgiordania.
“Tuttavia, spiace dirlo, nel corso del tempo molti leader mondiali che ci avevano sostenuto dopo il 7 ottobre si sono invece tirati indietro sotto la pressione dei media, pieni di pregiudizi, e di elettori del radicalismo islamico. Quando la situazione si fa dura, sono i duri che restamo a giocare: voi dovete insistere e non invece ritirarvi”.

“IL GENOCIDIO, LA CARESTIA? LA COLPA AD HAMAS“

Di fronte a un’aula semivuota, il premier israeliano torna a prendere le distanze dall’accusa di genocidio: “Israele è accusata di colpire i civili in modo deliberato, è vero il contrario. Pensate che stiamo facendo adesso a Gaza: per tre settimane Israele ha lanciato tanti volantini e messaggi e fatto chiamate per dire di lasciare Gaza, prima che entrasse il nostro esercito”. Quindi individua il vero colpevole: “Nello stesso tempo Hamas si è messo negli ospedali, nelle scuole, nelle case per dire ai cittadini di restare e li ha anche minacciati se volevano andare via”. Questo perché “Hamas usa i civili come scudi umani e fa propaganda di guerra contro Israele, propaganda che i media occidentali utilizzano. Nonostante tutto, 700 mila abitanti di Gaza hanno ascoltato il nostro appello”.
Insomma, “un Paese che commette un genocidio esorterebbe mai una popolazione civile ad andarsene? Invece è Hamas che vuole farli restare lì- incalza- Hamas massacra la popolazione. I nazisti hanno chiesto agli ebrei di andarsene prima di far entrare l’esercito? No. La verità è stata capovolta. Hamas è l’organizzazione terroristica che commette genocidio”.
Così come per il relatore è l’unica responsabile di aver ridotto alla fame la popolazione di Gaza: “Israele, dall’inizio della guerra, ha fatto entrare due tonnellate di cibo, è Hamas che ruba cibo e lo vende a prezzi esorbitanti per poter finanziare la sua macchina bellica”. In definitiva, tira le somme il premier, “chi parla di Genocidio e politica della fame e accusa Israele lancia accuse false”.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Inaugurata a Lanuvio la mostra “Connessioni culturali”: il pittore campano Fernando Mangone tra arte contemporanea e storia dei Castelli Romani

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Inaugurata a Lanuvio la mostra “Connessioni culturali”: il pittore campano Fernando Mangone tra arte contemporanea e storia dei Castelli Romani

Il Museo Diffuso di Lanuvio apre le porte alla mostra che trasforma reperti archeologici e miti antichi in pittura contemporanea

Un viaggio tra miti, reperti archeologici e segni contemporanei: la mostra “Connessioni culturali. L’archeologia musa ispiratrice di Fernando Mangone” ha aperto a Lanuvio, trasformando il borgo dei Colli Albani in un palcoscenico dove passato e presente si incontrano in un dialogo emozionante. Forse nessun luogo come Lanuvio si presta a un confronto tra antico e contemporaneo. Lo ha compreso Fernando Mangone, artista di Altavilla Silentina, “giramondo” e attento osservatore delle capitali artistiche europee, che ha scelto il borgo come musa ispiratrice per una mostra che unisce arte, storia e archeologia. Mangone commenta: “La mia arte nasce dall’incontro tra passato e presente. Qui a Lanuvio ogni reperto e ogni mito diventano occasione per creare un dialogo tra storia e contemporaneità, dando voce a ciò che spesso rimane silenzioso nei musei.”
Anna Coralluzzo, Presidente della Fondazione Arte Mangone, aggiunge: “Questa mostra è un ponte tra epoche diverse, un’occasione unica per vivere la storia attraverso la pittura contemporanea. Ogni opera trasforma il museo in un luogo vivo di emozione, ricerca e conoscenza.”
Il progetto Connessioni culturali valorizza in modo originale il Museo Diffuso di Lanuvio. Come sottolinea il Dott. Luca Attenni, Direttore del Museo Diffuso: “Grazie al dialogo con l’arte contemporanea, le testimonianze archeologiche di Lanuvio trovano nuove interpretazioni, rendendo il museo un luogo aperto e capace di dialogare con la società di oggi.”
Il Sindaco Andrea Volpi e Presidente del Consiglio Delegato alla Cultura Alessandro De Santis evidenziano come l’iniziativa rappresenti una tappa importante nel percorso culturale che sta trasformando il Museo Diffuso da novità a realtà stabile, capace di raccontarsi attraverso iniziative di contaminazione culturale. La mostra propone una rilettura nuova della storia di Lanuvio attraverso lo sguardo di un artista contemporaneo di fama internazionale. Nelle sale del Museo Archeologico, Mangone reinterpreta reperti e simboli storici con un linguaggio moderno, trasformando luci, colori e forme in narrazione pittorica. Le antiche terrecotte, i vasi e i materiali votivi prendono vita sulla tela, così come Giunone Sospita, rappresentata con la pelle di capra sul capo, la lancia in mano e il serpente sacro, simbolo del culto primaverile dedicato alla fertilità dei campi.
Il percorso espositivo continua con Poseidonia-Paestum, dai templi di Nettuno, Hera e Atena, al Foro Romano, ai vasi a figure rosse e nere, fino alla celebre Tomba del Tuffatore, reinterpretata più volte con tecniche sempre nuove. La pittura di Mangone unisce la velocità e sicurezza dell’Espressionismo, la ricchezza cromatica dei Fauves e suggestioni di Street Art e Pop Art, con segni rapidi, sciabolate di colore e intensa luminosità. Ogni opera diventa un momento concreto di emozione, trasformando il museo in un palcoscenico dove storia e arte contemporanea dialogano.
Un ringraziamento speciale va al Sindaco, al Presidente del Consiglio Delegato alla Cultura e al Direttore del Museum Grand Tour per il sostegno che ha reso possibile l’evento. La mostra, visitabile fino al 26 novembre 2025, è realizzata con il patrocinio del Comune di Lanuvio, del Museum Grand Tour, della Fondazione Arte Mangone e dell’Associazione Terra Cilento, con la partecipazione straordinaria di Walter Maioli. È un’occasione unica per riscoprire Lanuvio con occhi nuovi, lasciandosi guidare dalla sensibilità e dalla visione artistica di un Maestro che usa l’arte per connettere epoche, luoghi e culture.

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Tee Time con vista

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Viaggio tra i campi da golf più suggestivi della Maremma Toscana

Nel cuore della costa toscana, tra natura incontaminata, profumo di macchia mediterranea e affacci spettacolari sul mare, il golf diventa molto più di uno sport: è un’esperienza sensoriale a 360 gradi. A fare da cornice a questo scenario unico è il The Sense Experience Resort 5* lusso, struttura d’eccellenza immersa nella pineta di Follonica, che propone un pcchetto su misura per gli amanti del golf e del relax. A pochi minuti dal resort si trovano quattro tra i campi da golf più belli d’Italia, vere e proprie oasi verdi dove tecnica e bellezza naturale si incontrano, rendendo ogni partita un momento indimenticabile.

Nella Maremma, dove il mare incontra le colline e la natura incontaminata abbraccia antichi borghi e paesaggi intatti, il golf trova la sua massima espressione. In questo angolo autentico d’Italia, giocare a golf non è solo una pratica sportiva, ma un’esperienza immersiva, sensoriale, quasi spirituale. La storia del golf affonda le sue radici nella Scozia del XV secolo, quando nobili e pastori iniziarono a colpire pietre con bastoni rudimentali verso buche scavate nella sabbia. Da allora, questo gioco elegante e tecnico si è trasformato in una vera e propria arte, portando con sé un universo di valori legati alla concentrazione, alla calma e al rispetto per l’ambiente. In questo territorio unico al mondo, questi ideali si moltiplicano grazie alla bellezza naturale che accompagna ogni percorso. Sono quattro i campi da golf che definiscono oggi l’eccellenza del golf toscano, tutti a breve distanza l’uno dall’altro e pronti ad accogliere giocatori di ogni livello con scenari spettacolari e servizi di alto profilo. Il Riva Toscana Golf, situato a Follonica, è un campo a 18 buche, di cui 12 godono di una vista mozzafiato sul mare. Moderno e perfettamente integrato nel paesaggio, è dotato di campo pratica, pitching e putting green, ed è parte del Consorzio Maremma Toscana, che consente ai golfisti di vivere un’esperienza completa sul territorio.

Poco più a sud, immerso nella quiete del Monte Argentario, si trova il Golf Club Argentario, l’unico in Italia ad aver ottenuto la prestigiosa licenza “PGA National Golf Course Italy”. Questo campo di 18 buche, lungo oltre 6 chilometri, offre panorami spettacolari sulla Laguna di Orbetello, con un percorso che si snoda tra macchia mediterranea e oliveti secolari, con un tracciato tecnico ma sempre armonioso, degno delle più importanti competizioni internazionali. A pochi chilometri da qui, il Pelagone Golf Club, offre un’esperienza unica su un campo progettato dal celebre architetto Keith Preston: inserito tra i dieci migliori nuovi campi italiani, ospita regolarmente eventi internazionali come la Nick Faldo Series e tappe dell’Alps Tour. Immerso tra ulivi, pini e dolci colline, rappresenta un perfetto equilibrio tra sfida sportiva e bellezza paesaggistica. Infine, il Golf Club Punta Ala, uno dei campi più antichi d’Italia, rappresenta un vero e proprio gioiello affacciato sul mare: inaugurato nel 1964, si snoda tra pini marittimi e scorci che spaziano fino all’Isola d’Elba, regalando al giocatore un’esperienza intensa e irripetibile, fatta di silenzi, vento e profumi mediterranei. Il golf in Maremma, non è solo gioco ma è un’esperienza sensoriale, specie al tramonto quando i campi si tingono d’oro e il suono del mare si fonde con il silenzio del paesaggio.

Il punto di partenza ideale per scoprire questi luoghi è sicuramente il The Sense Experience Resort, affacciato sul Golfo di Follonica, rappresenta un’oasi di stile e comfort perfettamente inserita nell’ambiente maremmano. Il resort offre esperienze su misura per gli amanti del golf, con pacchetti che includono prenotazioni tee time, transfer, noleggio attrezzature, spiaggia privata, ristorazione gourmet e servizi personalizzati per vivere appieno l’esperienza sportiva e rilassarsi dopo una giornata sul green. Da qui è possibile raggiungere in breve tempo tutti e quattro i campi della Maremma, trasformando ogni giornata in un’avventura diversa, tra sfide tecniche e panorami sempre nuovi.

Il Pacchetto Golf comprende:

Soggiorno e Colazione, 1 Cena 3 portate presso il nostro Ristorante Dimora’, bevande escluse. Spiaggia privata con ombrellone, due lettini e sedia da regista a camera, Piscina esterna (riscaldata a 28° fino al 15 giugno e dal 10 settembre), Parcheggio auto, Free wifi, Utilizzo dell’area fitness esterna e del campo da tennis, Posto auto.

1 tee time offerto dalla struttura.

Prezzo in camera doppia a notte a partire da 392,00 Euro

Valido fino al 12 ottobre 2025

Il The Sense Experience Resort è il luogo da cui cominciare a vivere una Toscana meno battuta ma incredibilmente autentica, dove il golf diventa parte di un racconto più ampio, fatto di natura, cultura, benessere e bellezza. Giocare a golf in questo territorio unico è molto di più che colpire una pallina, è entrare in connessione con un ambiente che sa regalare emozioni vere, profonde, durature.

“Primattore”: all’ASP Fondazione Piccolomini di Roma il primo corso in Italia che forma l’attore a 360°

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Dal 30 settembre al 30 ottobre, presso l’ASP Fondazione Piccolomini di Roma, si terrà il corso “Primattore”, ideato in collaborazione con l’Associazione Culturale Teatroper e Generazioni Spettacolari (Agenzia per lo Spettacolo).

Si tratta del primo corso in Italia che affronta a 360 gradi l’organizzazione e la messa in scena di uno spettacolo, dando centralità all’attore sia come proposta di lavoro sia nella scrittura canonica.

Il corso, ideato e diretto da Fausto Costantini, viene così presentato dal suo ideatore:
«Un corso di studi al passo con i tempi, per ridare impulso e funzionalità alla professione attoriale e per ritrovare quelle figure di capocomici che oggi in Italia iniziano a mancare. Un corso pensato non solo per gli attori, affermati o emergenti, ma anche per società e operatori dello spettacolo».

Le materie trattate:

  • La scelta del testo: dalla scrittura ex novo al riadattamento
  • Idea di messa in scena dell’opera
  • Costi e organizzazione: dalle prove alla prima replica
  • La scenografia
  • Il costume e la selezione musicale
  • Prodotto offerto e mercato
  • Ufficio stampa e social network
  • Partner economici del progetto
  • La regia
  • La società di gestione
  • Trucco e cosmesi teatrale
  • Rappresentazione finale del progetto aperta al pubblico

Docenti del corso:

  • Francesco Montanari
  • Fausto Costantini
  • Barbara Bovoli
  • Ludovica Cremonini
  • Giovanni Nardi

Il corso, finanziato dall’ASP Piccolomini, sarà completamente gratuito per i partecipanti, e si svolgerà presso l’ASP Fondazione Piccolomini di Roma e prevede un numero chiuso di allievi.

Per informazioni e per richiedere di partecipare come uditori inviare una mail entro il 30 Settembre:
OGGETTO: RICHIESTA PARTECIPAZIONE COME UDITORE AL CORSO “PRIMATTORE”

MAIL: info@fondazionepiccolomini.it

Economia, Tiso(Accademia IC): “Danni del cambiamento climatico per Ue e Italia”

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Economia, Tiso(Accademia IC): “Danni del cambiamento climatico per Ue e Italia”

“Negli ultimi decenni, il cambiamento climatico ha smesso di essere una previsione scientifica e si è trasformato in una realtà tangibile, che colpisce l’Europa con una forza crescente. I dati, provenienti da autorevole analisi, indicano che l’Europa avrebbe subito perdite economiche per decine e decine di miliardi di euro a causa di eventi climatici estremi tra il 1980 e il 2020. Non è solo una cifra impressionante, è il segnale che il clima sta diventando un fattore economico, sociale e politico di primo piano. L’Italia, in questo scenario, è tra i Paesi più colpiti. E non è difficile capirne il motivo: siamo un territorio fragile, esposto a fenomeni estremi che vanno dalle alluvioni improvvise nel Nord, agli incendi e alla siccità nel Sud. Ogni evento climatico non è solo un disastro naturale, ma un colpo al cuore dell’economia, dell’agricoltura, del turismo, della vita quotidiana. E un colpo anche sociale e antropologico: un aspetto meno discusso, ma fondamentale, è che il riscaldamento globale non colpisce tutti allo stesso modo. Le fasce più vulnerabili – anziani, agricoltori, piccoli imprenditori – subiscono le conseguenze più dure. E questo crea una frattura sociale: chi ha risorse può adattarsi, chi non le ha resta indietro. E allora che fare? La risposta non può essere solo emergenziale. Serve una visione politica e culturale che metta il clima al centro della pianificazione urbana, della gestione del territorio, della finanza pubblica. Non basta piantare alberi, fare convegni di sensibilizzazione o installare pannelli solari: serve un cambiamento culturale, sistemico, che prenda tutti cittadini, istituzioni e imprese. Qui si tratta di ridisegnare e salvaguardare il nostro presente e il nostro futuro”.

Così, in una nota stampa, Carmela Tiso, presidente della associazione Bandiera Bianca e portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune

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