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Agroalimentare, Confeuro: “Ok tassa su cibo ultraprocessato ma serve cultura alimentare

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Agroalimentare, Confeuro: “Ok tassa su cibo ultraprocessato ma serve cultura alimentare”

“La proposta dell’Unione Europea di introdurre una tassa sul cibo ultraprocessato per finanziare il sistema sanitario rappresenta un segnale positivo nella lotta alle malattie alimentari e nella promozione della salute pubblica. Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo eccessivo di alimenti ultraprocessati sarebbe responsabile di circa 7.000 decessi al giorno a livello globale: un dato allarmante che non può essere ignorato. Accogliamo dunque favorevolmente l’iniziativa di Bruxelles, che potrebbe costituire un’opportunità per destinare nuove risorse a politiche sanitarie più incisive” – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Tuttavia, non possiamo limitarci solo a misure fiscali: serve soprattutto un investimento strutturale e duraturo nella cultura alimentare”. Confeuro da anni sostiene la necessità di introdurre l’educazione alimentare come materia stabile e trasversale nelle scuole, con l’obiettivo di fornire alle nuove generazioni gli strumenti per compiere scelte consapevoli. “È fondamentale – prosegue Tiso – insegnare ai bambini quali alimenti favoriscono la salute e quali, invece, mettono a rischio il benessere individuale. In questo contesto, la dieta mediterranea rappresenta un modello virtuoso, riconosciuto a livello internazionale per il suo equilibrio nutrizionale e i benefici a lungo termine. Per cambiare davvero i comportamenti – conclude Tiso – è necessario affiancare alle politiche economiche un percorso educativo che parta dalle scuole e arrivi fino agli adulti. Solo così potremo costruire una società più consapevole, sana e resiliente”.

Torna Fitwalking for Ail: l’Italia cammina insieme per la ricerca

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Roma palcoscenico della solidarietà: al Circolo del Tennis del Foro Italico, l’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma (Ail) ha presentato in conferenza stampa nazionale la nona edizione della Fitwalking for Ail, la camminata solidale non competitiva nata per raccogliere fondi a sostegno della ricerca scientifica e per garantire assistenza ai pazienti con tumori del sangue e alle loro famiglie.

La Fitwalking for Ail 2025, che continua a crescere costantemente di anno in anno, si terrà domenica 28 settembre in 38 città italiane, da nord a sud. Migliaia di persone cammineranno fianco a fianco per sostenere la ricerca scientifica sui tumori del sangue e l’assistenza ai pazienti e alle loro famiglie.

Il Fitwalking è una forma di praticare il cammino alla portata di tutti. Il termine inglese significa letteralmente ‘camminare per la forma fisica’. È il denominatore comune per tutte le attività motorio-sportive, per il tempo libero e per il relax, per il divertimento, per il fitness, per la salute e per il benessere. Avvicinarsi alla tecnica del fitwalking significa rendere il modo di camminare sufficientemente efficace da potersi muovere a una elevata velocità mantenendo una gestualità naturale.

Moderata dalla giornalista Costanza Calabrese e introdotta dai saluti del Direttore Sport Impact di Sport e Salute, Rossana Ciuffetti, e dai messaggi del ministro della Salute, Orazio Schillaci, e del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente nazionale AIL, Giuseppe Toro, Maria Christina Cox, Ematologa del Policlinico Tor Vergata di Roma, docente di Esercizio fisico adattato per la prevenzione primaria e secondaria delle malattie oncologiche, Università San Raffaele di Roma, Fabio Efficace, responsabile Health Outcomes Research Unit e Chair Working Party Quality of Life, Gimema Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto ‘Franco Mandelli’, il responsabile Uosd di Pronto soccorso e Accettazione ematologica, Policlinico Umberto I di Roma, Corrado Girmenia, la presidente AIL Roma, Maria Luisa Rossi Viganò, la presidente AIL Reggio Calabria – Vibo Valentia, Giusy Sembianza, il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), Antonio Zappi, e il responsabile Commissione AIA per il Sociale e Diversity, Equity and Inclusion Manager di AIA, Alberto Zaroli.

“La Fitwalking for Ail, giunta quest’anno alla sua nona edizione, è per noi molto più di una camminata solidale: è un grande abbraccio collettivo che unisce l’Italia intera nella lotta ai tumori del sangue. Camminare insieme- ha affermato il presidente nazionale Ail, Giuseppe Toro- significa sostenere la ricerca scientifica, garantire assistenza ai pazienti e alle loro famiglie e, al tempo stesso, promuovere uno stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente. La manifestazione si inserisce nel progetto Ambiente e Salute, perché siamo convinti che la cura della persona passi anche dalla cura dell’ambito in cui vive, in linea con gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030. È un appuntamento che testimonia come solidarietà, salute e sostenibilità possano camminare davvero fianco a fianco”.

Anche quest’anno la Fitwalking for Ail rientra tra le attività legate al progetto Ambiente e Salute. Secondo gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, infatti, un approccio integrato che comprende l’ambiente fisico, sociale, economico, ecologico e culturale del contesto territoriale è l’unico possibile per promuovere la salute umana e la sostenibilità ambientale.

“Negli ultimi anni- ha ricordato Fabio Efficace, responsabile Health Outcomes Research Unit e Chair Working Party Quality of Life, Gimema Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto ‘Franco Mandelli’- si è assistito a una crescente attenzione verso il ruolo dell’attività fisica come parte integrante dei percorsi di cura per i pazienti oncologici. Oggi numerosi studi scientifici hanno ampiamente dimostrato, principalmente nei pazienti con tumori solidi, che il movimento, quando adeguatamente calibrato sulla persona, rappresenta una sorta di vera e propria terapia, che ovviamente non sostituisce quella standard, che ha dei benefici importantissimi. Ad esempio: migliorare la qualità di vita, arginare gli effetti collaterali, ridurre il rischio di recidiva, e, in determinati casi, anche migliorare la sopravvivenza dei pazienti, come ha mostrato un recente studio nei pazienti con tumore del colon e pubblicata su una delle più prestigiose riviste mediche”. “Quindi- ha aggiunto Efficace- anche per i pazienti onco-ematologici, una attività fisica che sia calibrata sulle caratteristiche specifiche del singolo paziente può avere dei risvolti molto positivi che aiutano il paziente sul versante della funzionalità fisica, emotiva, psicologica e sociale”.

La Fitwalking for Ail vede il patrocinio di ministero della Salute, Stato Maggiore della Marina e Arma dei Carabinieri, ed è patrocinato da Coni, Centro Sportivo Italiano (Csi), Associazione Italiana Cultura Sport (Aics), Associazione Italiana Arbitri (Aia), Federazione Italiana di Atletica leggera (Fidal), Federazione Italiana Amatori Sport per Tutti (Fiasp) e Sport e Salute.
Per conoscere tutti i dettagli su location, orari di partenza e su come partecipare, consulta il sito https://fitwalking.ail.it/

Le Seychelles vincono il premio “MARIO BAGNARA” per il turismo sostenibile 2025

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Riconoscimento alla candidatura “Sustainable Seychelles” come Miglior Offerta Turistica

Le Seychelles si distinguono sulla scena internazionale del turismo sostenibile: il Comitato scientifico del Premio “Mario Bagnara” nell’ambito del Salone Internazionale del Turismo for World Heritage Sites che si è tenuto il 25–26 settembre 2025, ha conferito il prestigioso riconoscimento a “Sustainable Seychelles” nella categoria Miglior offerta turistica.

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri, 25 settembre 2025, in occasione del Salone Internazionale del Turismo for World Heritage Sites di Roma, evento di riferimento che ha riunito istituzioni, operatori e realtà del settore impegnati nella conservazione e tutela dei patrimoni naturali e culturali.

Il Premio “Mario Bagnara” per il Turismo Sostenibile nasce per valorizzare realtà, progetti e destinazioni che si distinguono per l’impegno nel coniugare la crescita del settore turistico con la tutela dell’ambiente, la salvaguardia del patrimonio culturale e il rispetto delle comunità locali. Istituito in memoria di Mario Bagnara, pioniere della promozione culturale e turistica, il premio viene assegnato annualmente da un Comitato scientifico indipendente nell’ambito del Salone Internazionale del Turismo for World Heritage Sites. Il riconoscimento rappresenta oggi un punto di riferimento nel panorama del turismo sostenibile, capace di dare visibilità internazionale alle eccellenze che adottano pratiche innovative e responsabili.

“Questo riconoscimento ci rende particolarmente orgogliosi perché testimonia come le Seychelles non siano solo una destinazione da sogno, ma anche un laboratorio di turismo sostenibile capace di ispirare viaggiatori e operatori del settore. Il premio conferma l’impegno costante del Paese nel preservare la propria unicità naturale e culturale, offrendo al contempo esperienze autentiche e responsabili,” ha dichiarato Danielle Di Gianvito, Marketing Representative di Tourism Seychelles in Italia che ha ritirato il premio.

Il progetto “Sustainable Seychelles” è stato riconosciuto come modello virtuoso di turismo responsabile: un approccio che coniuga la tutela dell’ambiente con la salvaguardia delle comunità locali e la promozione di esperienze autentiche, perfettamente in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

“Il premio – ha dichiarato il Comitato scientifico – valorizza l’impegno delle Seychelles nel promuovere un turismo che sia scoperta e, al tempo stesso, responsabilità e rispetto verso i territori e le culture ospitanti.”

Con questo riconoscimento, le Seychelles rafforzano ulteriormente la loro immagine come destinazione d’eccellenza per i viaggiatori alla ricerca di esperienze innovative, consapevoli e in armonia con l’ambiente.

Le Giornate Europee del Patrimonio a Napoli

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La Soprintendenza  inaugura il 27 e il 28 settembre l’apertura degli spazi sacri della Chiesa di Santa Maria dell’Incoronata

Nell’ambito delle GEP 2025 – Giornate europee del patrimonio (European Heritage Days), coordinate in Italia dal MIC, che si terranno il 27 e il 28 settembre intorno al tema “Architetture: l’arte di costruire”, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per il comune di Napoli inaugura l’apertura degli spazi sacri della Chiesa di Santa Maria dell’Incoronata a via Medina, che saranno adibiti a laboratori di restauro, per il recupero del patrimonio culturale, in particolare dei beni mobili provenienti dal territorio della città.L’iniziativa già avviata con il Capo Dipartimento Tutela dott.Luigi La Rocca, è stata fortemente voluta dalla Soprintendete arch. Rosalia D’Apice e curata da Barbara Balbi, Alessio Cuccaro e Elisa Di Crescenzo per restituire al pubblico una tra le chiese più care alla città di Napoli.Si inizia con il restauro del dipinto di Andrea Vaccaro, pala d’altare della chiesa di santa Maria Egiziaca a Forcella a cura di Dafne restauri. La chiesa dell’Incoronata e il suo patrimonio. Fondata per volere della regina Giovanna I d’Angiò, per la sua incoronazione avvenuta nel 1352, e intitolata alla “Corona di spine” di Gesù in virtù della reliquia donata dalla regina e proveniente dalla Sainte Chappelle di Parigi. La Chiesa fu costruita su di un preesistente edificio, dell’epoca di Roberto d’Angiò, destinato a Tribunale Regio (1309-43), a cui appartiene la navata principale ed il portico esterno, mentre la navata minore venne aggiunta in occasione della realizzazione dell’edificio di culto (1352). La struttura monumentale in stile gotico è caratterizzata da un importante portale trecentesco in marmo bianco sulla cui architrave è scolpita la “Corona di spine” sorretta da due angeli. Ancora trecenteschi sono gli affreschi realizzati da Roberto d’Oderisio oggetto di un importante storicizzato restauro visibili oggi, distaccati, all’interno della chiesa. I cicli pittorici che decoravano l’intera Chiesa, infatti, sono stati recuperati solo in parte poiché la chiesa a seguito del rialzamento del piano stradale dovuto ai lavori per i nuovi bastioni della reggia aragonese di Castel Nuovo nel XIV secolo fu sottoposta alla strada e successivamente inglobata in un edificio abbattuto solo nel primo trentennio del XX secolo. Sabato 27 settembre il cantiere aperto in occasione delle Giornate Europee del patrimonio sarà illustrato al pubblico dalle funzionarie e dai funzionari della Soprintendenza dalle ore 11:00 alle ore 13.00.

H di P

La storia di Marcetelli con interessanti particolarità riportate da un nativo del paese Alto Sabino: la fondazione di Monteflavio, da frazione di Varco a Comune; il paese dei “cerchiari”, il Comune più piccolo del Lazio.

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Le origini di Marcetelli sono molto antiche e sono da ritenersi contemporanee a quelle di molti paesi vicini.                                                                                                                         Non si hanno notizie che si possano riferire all’epoca della dominazione romana, o ad epoche precedenti, tranne quelle di Tito Livio sulla guerra contro gli Equi, di alcune vestigia, oggi scomparse, di una strada romana costeggiante la riva sinistra del Salto, ritrovate nei pressi di Rocca Vittiana e Sant’Ippolito.                                                                                                                                               Ciò dimostra che la zona stessa, in quei tempi non era disabitata e fa presumere che le popolazioni ivi stanziate abbiano seguito nel corso dei secoli le sorti di Roma mentre nel secolo X i Saraceni provenienti dall’Italia meridionale attraversarono sia la Valle del Salto che quella del Turano. Un chiaro segno del loro passaggio si ha nel fatto che tutti i paesi del territorio sorgono sulle cime dei monti perché le popolazioni, terrorizzate dalla ferocia di quegli infedeli, si rifugiarono su alture difficilmente accessibili agli invasori realizzando lì le nuove dimore.                                                                                    Ciò spiega perché i primi documenti storici, nominando i paesi della zona, usano la parola latina “castra”, ovverosia “accampamento” o “castello”.                                       Le prime notizie ufficiali dopo tale fenomeno si hanno dalla seconda metà del secolo XI e sono strettamente legate alle vicende della famiglia Mareri, alla quale appartennero per secoli molte terre al di qua e al di là del fiume Salto.                          La famiglia Mareri si affermava infatti nella zona verso la fine della dominazione normanna.                                                                                                                    Successivamente i Mareri vennero in possesso dei feudi di Rainaldo Sinibaldi, il quale nel 1185 aveva ottenuto da Gentile, Abate di San Salvatore di Rieti, alcune terre poste tra i fiumi Turano e Salto al tempo dell’imperatore Federico I detto il “Barbarossa”.                                                                                                                                   E un esemplare dello stemma dei Mareri “tre piramidi argentee in campo rosso sormontate da tre rose pure d’argento” si trova proprio a Marcetelli, nel cosiddetto “Palazzetto”.                                                                                                                                  Ma il documento più importante e di più antica data, è di Re Carlo D’Angiò datato Napoli 14 giugno1266 con il quale viene concessa a Tommaso Mareri l’investitura di alcuni feudi nello Stato di Cicoli. Da detto documento risulta come Tommaso Mareri, avendo dimostrato di detenere e possedere per successione dai suoi antenati anche i due castelli di Rigatti e Marcetelli situati ai confini del Regno di Napoli con lo Stato della Chiesa, ne ottenne la conferma da Re Carlo.                                                             Altri documenti successivi confermano l’appartenenza di Marcetelli al Regno di Sicilia ed alla contea dei Mareri (Nicolò figlio di Lippo Mareri fu anche signore dei castelli di Rigatti e Ascrea negli anni attorno al 1393). Nel 1530 l’Imperatore Carlo V investì Giorgio Cesarini della metà dei feudi di Rigatti e Marcetelli togliendoli a Francesco Mareri. Tre anni dopo lo stesso imperatore (poiché Rigatti e Marcetelli allora erano compresi nello Stato della Chiesa) rinnovando l’investitura al figlio del Cesarini, sostituì agli stessi metà di Poggio San Giovanni e Poggio Valle.                                                                                                                   Ma come mai tra il 1273 ed il 1530 Marcetelli (e anche Rigatti) sono passati dal Regno di Sicilia allo Stato della Chiesa? Quando ciò sia avvenuto e perché non è dato sapere, è certo però che il 3 dicembre 1662 Marcetelli fu acquistato per una forte somma, da Maffeo Barberini il quale lo ebbe in vendita dal Vice Re di Napoli conte di Pignerianda in nome del Re di Spagna Filippo IV mentre rimase ai Barberini fino all’abolizione del feudalesimo decretata da Napoleone Bonaparte nei primi anni del secolo XIX.                                                                                                                                         Marcetelli entrò così a far parte della Baronia di Collalto Sabino aggiungendosi agli altri paesi che la formavano: Collalto, Nespolo, San Lorenzo, Collegiove, Ricetto, e Paganico, facendo poi parte dal 1863 del Mandamento di Orvinio, legandosì così stabilmente alla Valle del Turano.                                                                                       Molto importante poi rilevare come nel 1578 diverse famiglie di Marcetelli accettarono l’invito del cardinale Flavio Orsini di stabilirsi nella tenuta di Montefalco, altro possedimento degli Orsini, fondando poi il vicino paese di Monteflavio, con il quale è stato fatto nel 2015 un interessante gemellaggio grazie ai sindaci Lanfranco Ferrante e al compianto Daniele Raimondi. Un fatto, questo, certamente unico e molto importante riportato alla luce negli anni ’70 da Guido Giacomelli, maestro della scuola elementare di Monteflavio, nonché appassionato ricercatore di storia locale, attraverso lo studio del “Capitolato degli Orsini“ conservato nell’Archivio Storico Comunale.                                                                                                                                 Da un’altra ricerca effettuata nell’archivio storico di Varco Sabino risulta poi che l’autonomia comunale di Marcetelli si sia realizzata nel 1884, essendo in precedenza frazione di quel comune, anche se da altre fonti del Comune la data sembra quella del 1859, autonomia originata da uno stato di fatto preesistente cioè che a Marcetelli vi era già un ente costituito: “la Comunità”, come testimoniano i Registri presenti nell’archivio comunale: quattro serie di registri che partono dalla metà del XIX sec. (1843 ca.) e giungono sino al 1992, includendo lo Stato civile del Regno di Napoli (1816-1860), lo Stato civile carloalbertino (1861-1865), lo Stato civile italiano subentrato nel 1866.                                                                                                                           Il 10 aprile 1923 passa, insieme ai comuni vicini, dalla provincia di Perugia alla provincia di Roma e il 12 gennaio 1927 alla nuova provincia di Rieti.                                  E proprio in questo secolo si sviluppa un’altra nota particolare: gli artigiani di Marcetelli, grazie all’abbondanza del legno di castagno presente nei loro territori sono diventati i famosi maestri bottai e cerchiari, arte apprezzata molto in tutto il Centro Italia per la realizzazione e sistemazione dei contenitori per la raccolta dell’uva e la sua trasformazione in vino, che all’epoca veniva effettuata in quasi tutte le case. Nel centro storico si trova il piccolo Museo delle attività rurali e la Bottega del Cerchiaro.                                                                                                           Attualmente fa parte della Comunità Montana Salto Cicolano, nata nei primi anni ’70 e costituita dai tre comuni dell’Alta Sabina gravitanti nella Valle del Salto (Concerviano, Marcetelli, Varco Sabino) e dai quattro Comuni del Cicolano: Borgorose, Fiamignano, Pescorocchiano e Petrella Salto; circostanza questa che ha dato il doppio nome di “Salto – Cicolano” al nuovo Ente.                                                                                            Dal 1988 fa anche parte della Riserva Naturale Navegna – Cervia e oggi, ultima particolarità di questo bello e interessante paese, con i suoi cinquanta abitanti, è il Comune più piccolo del Lazio.

Clemente Dominici

Lì 23.9.25

CAMPAGNA “HEALTHY SUMMER 2025”

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L’IMPEGNO DEI CARABINIERI DEL NAS A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA: CONTROLLI IN TUTTA ITALIA, DAI PARCHI ACQUATICI ALLO STREET FOOD

Il 21 settembre ha segnato la fine dell’estate e con essa la conclusione della campagna “Healthy Summer 2025” avviata a giugno dai Carabinieri del NAS ‒ su indicazione del Ministero della Salute e del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ‒ per tutelare la salute pubblica e verificare il rispetto della qualità e della sicurezza dei servizi offerti non solo ai vacanzieri ma anche a coloro che non hanno potuto godere di tale periodo in quanto assistiti in ospedale o all’interno di RSA.

Nel complesso sono state effettuate 3.563 ispezioni presso agriturismi, stabilimenti balneari, villaggi turistici, strutture socio-assistenziali, centri benessere, esercizi di ristorazione su autostrade e vie di comunicazione, aree di transito (porti, aeroporti e stazioni) nonché attività di street food.
Le verifiche hanno evidenziato 1.331 situazioni non conformi (pari al 37% dei controlli), con la segnalazione di 1.291 persone alle competenti Autorità amministrative e giudiziarie, e l’accertamento di 2.146 violazioni complessive. Sono state inoltre eseguite 20 misure restrittive della libertà personale.

Nel corso delle attività:

  • sono state contestate 183 violazioni penali e 1.963 sanzioni amministrative, per un importo complessivo superiore a 1,5 milioni di euro;
  • sono stati sequestrati alimenti e bevande non conformi, per un valore commerciale stimato in oltre 38 milioni di euro. I settori maggiormente interessati dalle irregolarità risultano essere lo street food, con 327 violazioni su 691 controlli, e le strutture socio-assistenziali, con 255 irregolarità su 852 verifiche.
    Particolare attenzione, infatti, è stata dedicata anche alle verifiche conseguenti al recente allarme per casi di botulismo associati al consumo di conserve e preparazioni artigianali. I Carabinieri NAS hanno intensificato i controlli mirati a garantire il rispetto delle norme di produzione, conservazione e tracciabilità degli alimenti, al fine di scongiurare gravi rischi per la salute pubblica. Nell’ambito della tutela della salute nei centri benessere e nelle attività estetiche, i controlli hanno riguardato anche la corretta applicazione della recente disciplina che vieta l’impiego di sostanze tossiche nei trattamenti estetici per le unghie. L’attività ispettiva ha permesso di individuare e sanzionare pratiche non conformi, garantendo maggiore sicurezza ai consumatori. Dallo scorso 1° settembre, infatti, è entrato in vigore un nuovo regolamento dell’Unione Europea che vieta la commercializzazione e l’utilizzo nei prodotti cosmetici, inclusi gel e smalti per unghie,

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di TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide) e DMTA (Dimethyltolylamine): queste sostanze sono state classificate come CMR 1B (Cancerogene, Mutagene, Tossiche per la Riproduzione) a causa dei potenziali rischi per la salute, in particolare la tossicità riproduttiva. Il divieto impone il ritiro dal mercato di tali prodotti e la ricerca di alternative più sicure da parte di produttori e professionisti del settore.

Ancora una volta l’operazione “Healthy Summer 2025” conferma il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri, attraverso il Comando per la Tutela della Salute e in aderenza alle indicazioni del Ministero della Salute, nel garantire elevati standard di sicurezza alimentare, prevenire i rischi sanitari e contrastare l’uso di sostanze vietate, contribuendo in maniera significativa alla tutela della salute dei cittadini e dei turisti.

TRA LE PRINCIPALI ATTIVITÀ CONDOTTE, SI RIPORTANO LE SEGUENTI:

NAS Bologna: sequestrati 674 kg di conserve e succhi di frutta a rischio botulino. Attività sospesa per gravi irregolarità igienico-sanitarie.
I Carabinieri del NAS di Bologna hanno eseguito mirati controlli presso aziende e stabilimenti di produzione di conserve vegetali, alla luce dei recenti casi di cronaca che hanno riportato l’attenzione sul rischio botulino. In particolare, nella seconda metà del mese di agosto è stata eseguita una ispezione presso una azienda agricola del bolognese, attiva nella produzione e nella vendita di confetture e succhi di frutta. Le verifiche hanno consentito di riscontrare la totale inadeguatezza delle procedure di pastorizzazione adottate, tali da non garantire la sicurezza delle conserve e da esporre i consumatori al concreto rischio di sviluppo della tossina botulinica.

Nel corso delle operazioni sono stati rinvenuti:

  • ‒  centinaia di vasetti di vetro già utilizzati più volte, in alcuni casi ancora sporchi, destinati a nuovo riempimento;
  • ‒  numerosi contenitori di confetture autoprodotte, privi di etichette e non conformi, alcuni dei quali avevano perso il sottovuoto;
  • ‒  oltre 1.500 vasetti e bottiglie di confetture e succhi di frutta, in larga parte privi di etichettatura, risalenti a produzioni degli anni 2010, 2012 e 2018;
  • ‒  ambienti di lavorazione e stoccaggio in condizioni igieniche precarie, caratterizzate da presenza di sporcizia, polvere, ragnatele, guano e materiali promiscui.
    All’esterno della struttura, poi, i militari hanno inoltre accertato la preparazione di passata di pomodoro in un paiolo di rame arrugginito, alimentato con legname di pallet dismesso, in assenza dei requisiti minimi di sicurezza alimentare.
    Al termine del controllo, i Carabinieri del NAS hanno sottoposto a sequestro amministrativo 674 kg di confetture e succhi di frutta, per un valore stimato di oltre 15.000 euro.
    Dell’esito dell’ispezione è stata data comunicazione alla competente AUSL che ha disposto l’immediata sospensione dell’attività di produzione, stoccaggio e commercio di conserve alimentari, quantificata in circa 150.000 euro. Per le violazioni accertate, sono state comminate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di 4.500 euro. NAS Napoli: sequestro di prodotti cosmetici tossici e cancerogeni. I Carabinieri del NAS di Napoli, nel corso di mirati servizi tesi a garantire la sicurezza del consumatore nell’ambito della produzione e vendita di prodotti di cosmesi, hanno proceduto al controllo di un’attività di rivendita ubicata nell’area dei paesi vesuviani al termine del quale il titolare

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dell’esercizio commerciale è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria competente, in quanto ritenuto responsabile della diffusione sul mercato di prodotti contenenti sostanze vietate e pertanto pericolose per la salute pubblica. In particolare, durante l’ispezione i militari del NAS hanno riscontrato la presenza, destinata alla vendita, di diverse confezioni di gel semipermanente contenente la sostanza denominata “trimethylbenzoyl diphenylphosphine oxide (tpo)” vietata dall’’Unione Europea in quanto cancerogena, mutagena e reprotossica (tossica per la riproduzione). Tale mancanza costituisce un pericolo per la salute pubblica sia dei consumatori che degli operatori di settore.

A seguito dell’irregolarità riscontrata, i militari hanno proceduto al sequestro di circa 800 confezioni dei suddetti articoli, per un valore commerciale stimato di circa 6.000 Euro.

RIETI: UBRIACA E SOTTO L’EFFETTO DI DROGA AGGREDISCE I CARABINIERI: ARRESTATA UNA 45ENNE

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I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Rieti, con il supporto dei militari della Stazione di Monte Terminillo, hanno tratto in arresto in flagranza di reato una donna reatina, già nota alle Forze dell’Ordine, ritenuta responsabile dei reati di resistenza, violenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Il provvedimento è scaturito a seguito di un intervento richiesto tramite il Numero Unico di Emergenza 112, con la segnalazione della presenza, in una via del centro cittadino, di una donna che, in evidente stato di agitazione, gridava frasi sconnesse disturbando la quiete pubblica nelle ore notturne.

Sul posto sono giunte due pattuglie dell’Arma che hanno individuato la donna in stato di ebbrezza.

Durante le operazioni di contenimento finalizzate a riportare la calma, la stessa si è improvvisamente scagliata contro i militari, provocando lievi lesioni a uno di loro.

È stato quindi richiesto l’intervento del personale sanitario che ha accompagnato l’interessata presso l’Ospedale di Rieti, dove gli accertamenti hanno confermato l’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti.

Al termine delle formalità di rito, la donna è stata dichiarata in stato di arresto e posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Rieti, immediatamente informata dell’accaduto, che valuterà le eventuali ulteriori misure da adottare nei suoi confronti.

Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che le responsabilità dell’indagato saranno accertate nel corso del giudizio, nel rispetto del principio di presunzione di non colpevolezza.

Atletica paralimpica: presentata a Roma la squadra azzurra per i Mondiali di Nuova Delhi

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Nel Salone d’Onore del CONI si è svolta la conferenza di presentazione della Nazionale italiana di Atletica paralimpica che parteciperà ai Mondiali di Nuova Delhi (27 settembre – 5 ottobre)

È stata presentata questa mattina a Roma, presso il Salone d’Onore del CONI, la Nazionale italiana di Atletica paralimpica che prenderà parte ai Campionati Mondiali in programma a Nuova Delhi (India) dal 27 settembre al 5 ottobre.
La conferenza stampa si è svolta alla presenza del Segretario Generale del CONI Carlo Mornati, del Presidente CIP Marco Giunio De Sanctis, del Presidente Fispes Mariano Salvatore e del DT della Nazionale Orazio Scarpa.
In rappresentanza delle istituzioni sono intervenuti l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato, il Consigliere della Regione Lazio Mario Luciano Crea e il Capo di Gabinetto del Ministero per la Disabilità Console Antonio Caponetto.
A portare la voce degli atleti sono stati gli Azzurri Assunta Legnante, Oney Tapia, Oxana Corso e Marco Cicchetti.

In apertura di conferenza il Segretario Generale del CONI Carlo Mornati ha sottolineato la solidità dell’Atletica paralimpica italiana: “Siamo contenti che abbiate scelto la nostra sede per questa conferenza: qui non siete ospiti, siete nella casa dello sport, che ci unisce tutti. Siete una squadra fortissima come avete dimostrato nelle scorse manifestazioni internazionali e siamo certi che al Mondiale in India andrete ad arricchire ancora di più il medagliere dell’Italia. Un grande in bocca al lupo a tutta la squadra e soprattutto divertitevi e fateci divertire, siamo con voi.”

Gli ha fatto eco il Presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis: “Un programma gare serratissimo, tredici atleti si misureranno a Nuova Delhi su 23 specialità, pronti a sfidare le proprie capacità per adeguarle agli obiettivi, ambiziosissimi. A un anno dai Mondiali del Giappone, aspettiamo con impazienza le prestazioni dei nostri atleti sul massimo banco di prova internazionale. Si torna in pista e in pedana, grazie ancora una volta alla RAI, e in particolare a Raisport, sarà possibile godersi da casa lo spettacolo: con ragazze e ragazzi impegnati sulla corsa, i salti e i lanci, interpreti di una tradizione, quella dell’Italia dell’atletica paralimpica, illustre e ormai ultradecennale”. Ha poi aggiunto: “Dopo le straordinarie affermazioni degli azzurri di questa estate, con i podi conquistati ai Mondiali di ciclismo, a quelli della scherma, della canoa, del nuoto in queste ore, ci prepariamo ai prossimi, mi auguro, grandi successi. La squadra azzurra è un mix di giovani talenti e di stelle di prima grandezza. Ci presentiamo con campioni del mondo in carica, campionesse paralimpiche, primatisti europei: le premesse ci sono tutte per fare una splendida figura”. E ha concluso: “Il mio augurio agli atleti è di considerare le ultime Paralimpiadi di Parigi​ una ‘prova generale’, perché le ambizioni non devono conoscere limiti, se la preparazione è stata seria e costante. Portate alti i colori azzurri, dal 27 settembre al 5 ottobre faremo il tifo in TV, ma vi aspettiamo per festeggiare al rientro!”

Il Presidente FISPES Mariano Salvatore ha evidenziato l’importanza della manifestazione e la fiducia nella delegazione: “I risultati ottenuti negli ultimi eventi internazionali dimostrano la solidità del percorso intrapreso dalla Federazione e ci danno fiducia in vista di Nuova Delhi. La squadra che presentiamo oggi ha tutte le potenzialità per confermare la tradizione azzurra ai massimi livelli, unendo esperienza e nuove energie. Rivolgo un sentito in bocca al lupo agli atleti e allo staff, che ogni giorno lavorano con passione e professionalità per portare l’Italia ai vertici. Siamo orgogliosi di questo gruppo e certi che saprà onorare la maglia azzurra con determinazione e spirito di squadra. Un ringraziamento sincero va al CIP per il sostegno e al CONI che oggi ci ospita in questa prestigiosa sede.”

Il Direttore Tecnico Orazio Scarpa ha presentato gli obiettivi sportivi della squadra… “Presentare la squadra qui è un grande onore, sono orgoglioso di essere il DT di questa nazionale che annovera grandi nomi che hanno fatto la storia dello sport paralimpico. La delegazione che si appresta a partire per l’India è molto solida, come dimostrato anche nella fase di avvicinamento, e siamo contenti che sia composta sia da atleti affermati sia da atleti emergenti, per dare testimonianza della vitalità del movimento.” Sulle aspettative per i Campionati ha aggiunto: “Questi Mondiali hanno un sapore un po’ diverso rispetto a quelli precedenti, perché tutto quello che avviene in questa stagione è già in funzione della Paralimpiade del 2028. Sappiamo che c’è sempre grande imprevedibilità di risultati nelle competizioni internazionali, ma ovviamente l’obiettivo per noi è superarsi e superare ciò che già è stato migliorato negli anni passati quando non sembrava possibile fare di più e invece ci siamo riusciti.”

L’Italia si presenta in India con tutte le carte in regola per ben figurare allo Jawaharlal Nehru Stadium, che ospiterà oltre 1000 atleti provenienti da 107 Paesi, pronti a sfidarsi nelle 186 gare in programma.

Assunta Legnante (F11), capitana della squadra e simbolo della pedana dei lanci, è tra le certezze più attese. Agli Assoluti di luglio nel peso ha gettato l’attrezzo a 14,78 confermando il suo livello di eccellenza: andrà a caccia del suo sesto oro mondiale e sarà protagonista anche nel disco, in cui due anni fa allo stadio Charléty aveva conquistato la medaglia di bronzo. “Ogni manifestazione è un’emozione nuova nonostante i tanti anni di attività. Sono certa che, come me, i miei compagni usciranno dalla pista e dalla pedana con la canotta sudata, avendocela messa tutta. Sono sicura che siamo tutti preparati al meglio e con grande voglia di gareggiare. Non si possono fare pronostici, ma sono tanti anni che lotto al vertice e se sono ancora qui è grazie a chi è attorno a noi atleti, non solo la Federazione e il Comitato Paralimpico, ma anche chi ci accompagna nella vita di ogni giorno.”

Al suo fianco, in conferenza e presto anche sulla pedana del Jawaharlal Nehru Stadium Oney Tapia (F11), oro mondiale nel disco a Kobe 2024 e campione paralimpico in carica della stessa specialità, che sarà in gara anche nel peso. Dopo quasi un anno di assenza, Tapia ha ritrovato buone sensazioni nelle ultime uscite stagionali ed è pronto a inserirsi nuovamente tra i protagonisti internazionali: “Ci stiamo preparando al meglio per portare a casa grandi risultati, senza dimenticare però di divertirci. Abbiamo grande fiducia nel gruppo che come sempre è molto unito e sono certo che ognuno di noi darà il meglio sia per se stesso per ripagare gli sforzi fatti, sia per tutto il gruppo e per tutti i ragazzi che si stanno avvicinando al mondo paralimpico.”

A voler sorprendere ancora una volta ci sarà Marco Cicchetti, neoprimatista europeo dei 100 e 200 T44, capace di unire la potenza sulla pista al talento sulla pedana del lungo. L’azzurro guarda con fiducia all’impegno di Nuova Delhi: “Si sta parlando di crescita e io quest’anno l’ho percepita molto, sia da parte della Federazione sia nel livello internazionale dei miei avversari. A mia volta ho portato una crescita di prestazioni sia tra le corsie sia in pedana, quindi le aspettative sono alte. Ora l’importante è portare in gara quello che si riesce a fare in allenamento.”

In pedana a difendere i colori azzurri per la categoria F35 ci sarà anche Oxana Corso, fresca primatista italiana del peso, che in India cercherà conferme a livello internazionale: “Questo Mondiale sarà per me un punto di partenza, quella che parte per l’India è una nuova me che fa il suo esordio iridato nei lanci. Mi aspetto di tornare a sorridere, di tornare a divertirmi e divertire e, perché no, qualche grande risultato, perché l’ambizione non deve mai mancare.”

In cerca di riscatto sulla pista indiana ci sarà Maxcel Amo Manu (T64), che due anni fa all’esordio iridato aveva vissuto l’exploit della doppietta nella velocità a Parigi. Dopo l’argento paralimpico nella distanza breve e la squalifica nelle batterie dei 200, il suo obiettivo è riprendersi la scena internazionale e confermarsi tra i grandi dello sprint.

Come protagonista tra le corsie l’Italia potrà contare su Ambra Sabatini, che a Parigi 2023 aveva guidato un podio tutto tricolore nei 100 T63 davanti a Martina Caironi e Monica Contrafatto, siglando anche il record del mondo. La campionessa toscana arriva in India con la voglia di riscatto dopo la caduta nella finale paralimpica della scorsa estate. Per lei non solo i 100, ma anche il debutto iridato nel salto in lungo, specialità in cui ha già fatto segnare un promettente 5,13 stagionale.

Il Mondiale indiano sarà anche il palcoscenico del campione del mondo in carica dei 100 T72 Carlo Calcagni, che detiene il record iridato anche dei 400 e che in entrambe le distanze punterà a confermare la sua leadership.

Sui 1500 e 800 T20 tornerà invece Ndiaga Dieng, che dopo il quarto posto paralimpico sulla distanza più lunga vuole riportarsi stabilmente tra i grandi protagonisti del mezzofondo.

Nei 400 T47 sarà al via Riccardo Bagaini, determinato a riscattarsi dopo l’esclusione che lo aveva tagliato fuori dalla finale del mondiale 2023, mentre sui 100 e 200 T64 Francesco Loragno cercherà la sua rivincita dopo l’amaro epilogo del Mondiale di Kobe, dove una squalifica lo aveva privato dell’oro.

Nel salto in lungo per la categoria T64 sarà protagonista Giuliana Chiara Filippi, in gara anche nei 200 metri, mentre fra le atlete T11 tornerà Arjola Dedaj, reduce dal quarto posto paralimpico e determinata a riconfermarsi tra le migliori al mondo. In pedana anche Antonella Inga (T12), che arriva in India forte del nuovo record italiano realizzato in stagione.

A Parigi nel 2023 l’Italia aveva conquistato 12 medaglie (5 ori, 3 argenti, 4 bronzo), mentre nell’edizione di Kobe 2024 che aveva preceduto i Giochi Paralimpici gli Azzurri erano saliti due volte sul gradino più alto del podio.

RaiSport seguirà i Mondiali di Parigi con il commento di Luca Di Bella e Claudio Arrigoni.

LA DELEGAZIONE AZZURRA A NUOVA DELHI
Donne
Assunta Legnante – disco e peso F11
Ambra Sabatini – 100 e lungo T63
Arjola Dedaj – lungo T11
Giuliana Chiara Filippi – 200 e lungo T64
Antonella Inga – lungo T12
Oxana Corso – peso F35

Uomini
Maxcel Amo Manu – 100 e 200 T64
Marco Cicchetti – 100, 200 e lungo T44
Ndiaga Dieng – 800 e 1500 T20
Oney Tapia – disco e peso F11
Francesco Loragno – 100 e 200 T64
Riccardo Bagaini – 400 T47
Carlo Calcagni – 100 e 400 T72

Sito ufficiale della manifestazione

L’FH55 Grand Hotel Palatino inaugura la Presidential Suite: un gioiello di lusso con vista sulla Città Eterna

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Il restyling da 27 milioni di euro proietta la storica struttura romana nel firmamento del lusso internazionale

Con l’inaugurazione della nuova Presidential Suite, l’FH55 Grand Hotel Palatino compie un passo decisivo nel percorso di trasformazione che lo porterà a diventare un 5 stelle lusso entro il 2026. Un investimento importante, una visione strategica chiara e una forte attenzione alla sostenibilità: così FH55 Hotels ridefinisce l’ospitalità di lusso nella Capitale – spiega Claudio Catani, Vice President Operations del gruppo.

La suite rappresenta l’essenza del nuovo posizionamento dell’hotel: spazi iconici, dotazioni di alto livello, una Spa privata e una vista senza eguali sul Colosseo e sul Rione Monti. È il simbolo della filosofia del gruppo FH55 Hotels, che punta a offrire esperienze su misura, capaci di unire comfort assoluto, autenticità e design contemporaneo.

“Con la Presidential Suite vogliamo dare un segnale forte del nuovo corso dell’FH55 Grand Hotel Palatino” – spiega Claudio Catani. “È il simbolo di una trasformazione che eleva la struttura al segmento lusso e incarna la nostra idea di ospitalità: non ostentazione, ma esperienze autentiche, esclusive e personalizzate, sempre in dialogo costante con la bellezza unica di Roma”.

L’apertura della suite è parte integrante di un restyling da 27 milioni di euro, cifra che ha già superato l’altissima soglia dei 20 milioni inizialmente prevista. Un investimento strategico che non solo ha trasformato l’hotel in una struttura di riferimento per il segmento lusso, ma ha già generato risultati concreti: +48% di ricavo medio per camera e +40% di RevPAR. L’obiettivo è mantenere un GOP del 35%, incrementare sensibilmente i ricavi e valorizzare l’immobile stesso, sfruttando i multipli di mercato. Tutto questo è reso possibile da una gestione accurata e da un controllo puntuale attraverso il sistema Usali, che consente di governare con precisione costi e performance operative.

“I ricavi possono variare per fattori esterni, ma i costi sono gestibili e monitorabili: è questa la chiave che ci permette di sostenere progetti così ambiziosi” continua Catani. “Abbiamo deciso di investire nell’FH55 Grand Hotel Palatino consapevoli delle grandi potenzialità ancora inespresse. Il riposizionamento nel segmento lusso, reso possibile anche dalla location esclusiva, porterà a una crescita del fatturato e, a parità di GOP percentuale, a un aumento significativo del valore immobiliare”.

Grazie alla posizione unica la struttura ha una forte vocazione leisure, che incide per circa l’80% annuo. Allo stesso tempo, il segmento MICE resta strategico in alcuni periodi dell’anno: per questo saranno realizzate due nuove sale multifunzionali al piano terra, mentre nell’inverno 2025-2026 si interverrà anche sul completo rifacimento delle cucine e degli spazi ristorativi.

Nel panorama romano del lusso, sempre più animato dall’arrivo di brand internazionali, l’FH55 Grand Hotel Palatino si distingue per una formula autentica e indipendente. L’esperienza delle “Hidden Gems”, un percorso che intreccia arte, design e fotografia, guida gli ospiti alla scoperta di una Roma segreta e inedita, arricchendo un soggiorno che unisce accoglienza personalizzata e servizi su misura. La location esclusiva a due passi dal Colosseo, un posizionamento tariffario competitivo, la ristorazione d’eccellenza in linea con le altre strutture del gruppo tra cui una già premiata con una stella Michelin, una terrazza panoramica mozzafiato e soluzioni uniche come la Family Accommodation garantita rafforzano l’unicità dell’offerta. A completare il quadro, la rigorosa insonorizzazione e le idee di soggiorno tailor-made, che pongono il benessere dell’ospite sempre al centro.

“Non vogliamo offrire semplicemente un soggiorno – aggiunge Catani – ma costruire esperienze su misura, destinate a restare nella memoria. Dal Suite Concierge dedicato agli ospiti delle 15 suite fino ai dettagli come la Juice Lady, che ogni mattina propone una colazione healthy e personalizzata: il nostro obiettivo è sorprendere e coccolare chi ci sceglie”.

FH55 Hotels ha ottenuto la certificazione ISO 14001 e punta alla LEED Gold per l’FH55 Grand Hotel Palatino, adottando criteri di bioedilizia e sistemi di gestione energetica in linea con i più elevati standard ESG. “La sostenibilità non è per noi una moda, ma un metodo di lavoro – precisa Catani – crediamo che il lusso del presente e del futuro debba essere anche responsabile”.

Il numero di camere è stato ridotto da 200 a 157 per adeguarne le dimensioni alle esigenze dei nuovi segmenti di clientela, mentre i servizi dell’FH55 Grand Hotel Palatino sono stati ampliati, con un conseguente aumento dell’occupazione. “Volevamo creare valore non solo per i nostri ospiti, ma anche per il territorio – evidenzia Catani. “Più servizi significano più professionalità coinvolte e una maggiore attrattività per Roma come destinazione di lusso”. L’hotel diventa così non solo un punto di riferimento per il turismo luxury, ma anche un motore di crescita economica e occupazionale per il tessuto romano.

La Presidential Suite rappresenta solo la prima tappa di un ambizioso piano di sviluppo, dopo il passaggio dell’FH55 Grand Hotel Palatino a 5 stelle lusso nel 2026, il Gruppo FH55 Hotels proseguirà con l’apertura di un ristorante fine dining e di una nuova terrazza panoramica nel 2027. Parallelamente, sono previsti interventi di rinnovamento tecnologico e soft refurbishment sulle altre strutture del gruppo, tra cui l’FH55 Hotel Calzaiuoli e l’FH55 Grand Hotel Mediterraneo. Sempre nel 2026, a Firenze verrà inaugurato un nuovo ristorante in un fondo di proprietà, mentre si valutano già nuove acquisizioni e gestioni in altre località per consolidare ed espandere la presenza del brand.

Sgarbi, la figlia ha chiesto un amministratore di sostegno. Ma lui potrebbe opporsi

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Intanto, nel Comune di Arpino di cui Sgarbi è sindaco dal 2023 stanno cercando di ‘farlo fuori’ e far tornare il municipio al voto

BOLOGNA – La figlia di Vittorio Sgarbi ha chiesto che venga nominato un amministratore di sostegno per seguire il patrimonio e gli affari del padre, che in seguito ai recenti mesi di delicate condizioni psicofisiche non sarebbe più in grado di occuparsene in modo ottimale. È per queste ragioni che Evelina Sgarbi ha chiesto che a gestire le cose sia un amministratore di sostegno: l’udienza in cui verrà discussa la cosa (l’avvocato della donna, Lorenzo Iacobbi, ha presentato un’istanza) dovrebbe svolgersi il 28 ottobre. Questa la data annunciata da diversi quotidiani online. La notizia della richiesta è emersa perchè alla luce della presentazione dell’istanza, sono stati ‘avvisati’ con altrettante notifiche tutti i parenti: la sorella Elisabetta, i figli Carlo e Alma, e la compagna di Sgarbi Sabrina Colle. 

È stato lo stesso critico d’arte a raccontare pubblicamente, nei mesi scorsi, della grave depressione che lo ha colpito, malattia in seguito alla quale nel marzo scorso è stato anche ricoverato al Policlinico Gemelli (perchè aveva smesso di mangiare).

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it – Autore: Marcella Piretti

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