Una serata di musica, teatro e suggestioni letterarie in riva al mare: sabato 31 agosto, alle ore 21:00, presso l’Oasi Beach Sport di Ostia (via Lungomare Amerigo Vespucci 180), andrà in scena “Fiumi di parole – Dal Tevere al Missisipi”, spettacolo scritto e diretto da Antonio Turco e portato in scena dalla Compagnia Stabile Assai con il sostegno di Aics Lazio e dell’Associazione Terra d’Orto Onlus.
Un viaggio narrativo e musicale che attraversa luoghi, emozioni e culture, collegando idealmente Roma e il suo Tevere alle sponde del grande fiume americano, il Mississippi. In scena, una fusione di parole e musica che accompagna lo spettatore in un racconto vivo e coinvolgente.
I musicisti: Mario Donatone (piano e voce), Roberto Turco (basso e voce), Fabrizio Collevecchio (batteria), Antonio Turco (chitarra). Gli attori: Giovanni Arcuri, Tamara Boccia, Nicolò Ayroldi, Angelo Calabria, Claudio Rasetti.
L’evento è parte delle iniziative promosse da Aics Lazio per valorizzare la cultura e il teatro come strumenti di inclusione sociale, dialogo e partecipazione. La Compagnia Stabile Assai, storica realtà teatrale nata all’interno della Casa di Reclusione di Rebibbia, porta in scena il proprio linguaggio originale, capace di coniugare impegno civile e intrattenimento di qualità.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
INFO: Pagina Facebook Aics Lazio https://www.facebook.com/share/p/1CpDY5mdro/
Il Basket Ladispoli usi avvia a completare il roster che affronterà la stagione 2025/2026 nel campionato di Divisione Regionale 1 . E’ infatti un nuovo giocatore rossoblù Francesco Scarnati, ala classe 2001, reduce da un esperienza in Serie C con la maglia del Basket Roma nella scorsa stagione.
Cresciuto sotto la guida di Roberto Castellano, Scarnati proviene da una famiglia con una forte tradizione cestistica. Il padre Roberto Scarnati è stato uno dei protagonisti dell’Halley di Sergio Saccares, mentre lo zio Paolo Scarnati ha calcato i parquet della Serie A, lasciando tracce importanti, tra cui una storica gara da 35 punti contro la Scavolini Pesaro con la maglia di Torino.
“L’entusiasmo con cui Francesco ha voluto essere parte del nostro gruppo è stato determinante quanto il suo assoluto valore tecnico – ha dichiarato coach Fabrizio Fabbri –. Ci garantirà pericolosità sul perimetro e dinamicità. Benvenuto tra noi.”
Parole di soddisfazione anche da parte del nuovo innesto rossoblù:
“Ringrazio il presidente Albano e lo staff tecnico per la fiducia. Entrare in un gruppo formato da giocatori di assoluto livello è uno stimolo importante. Voglio dare il massimo per contribuire al miglior risultato possibile. Sono convinto che ci divertiremo.”
Nel frattempo, è stato definito anche il quadro dello staff tecnico: accanto a coach Fabbri, lavoreranno Paolo Leo e Leonardo Ludovisi nel ruolo di assistenti.
Il Basket Ladispoli si prepara dunque ad affrontare la nuova stagione con grande entusiasmo e un gruppo motivato, pronto a far sognare i tifosi.
Piglio, Scarfagna: “Ci aspettiamo che il Sindaco Mario Felli ci aggiorni sulla vicenda, senza scappare nuovamente”
Ad ottobre dello scorso anno, con grande sdegno della cittadinanza, venne rimossa dopo 42 anni, la statua raffigurante San Francesco a grandezza umana ed il suo basamento, posta dinnanzi la chiesa del Convento di San Giovanni, il tutto senza alcun avviso . In un primo momento sembrava che né il Sindaco né l’ufficio tecnico comunale, fossero a conoscenza di tale intervento, e la cosa che destò maggior scalpore, è che comunque non intervenne nessuno nel rispetto della legge. Dalla comunità Nuovi Orizzonti, che attuò tale rimozione e demolizione del basamento, necessari a loro dire per il compimento dei lavori all’interno dell’ex convento, intervenne l’ing. Giuseppe Rota che rispose all’articolo con stupore (https://www.ilgiornaledellazio.it/2025/03/17/un-giallo-la-demolizione-e-rimozione-del-manufatto-il-comune-conferma-di-non-aver-ricevuto-nessuna-richiesta/) via social dicendo: “…..sarebbe bastato suonare al campanello della comunità Nuovi Orizzonti, chiedendo del responsabile, o domandare al parroco Don Raffaele per sapere che statua e basamento venivano solo temporaneamente rimossi, al fine di iniziare le predisposizioni per prossimi lavori necessari per il convento….”. Notando tanta disponibilità, abbiamo chiesto allo stesso ingegnere se fossero state presentate le dovute richieste per attuare questo lavoro di demolizione e rimozione, ma l’ing. Rota, non ha mai risposto, quindi accogliendo il suo invito abbiamo suonato al campanello della Comunità, ma il campanello suonava in vano. Venne contattato telefonicamente il referente del sito pigliese, che dichiarò di non sapere nulla riguardo alle domande depositate in Comune per tali lavori, ma che comunque sapeva che nei mesi precedenti c’erano stati degli incontri presso l’ufficio tecnico del Comune, tra il Sindaco Mario Felli, il tecnico comunale, il parroco ed un rappresentate della comunità, per attuare questi lavori. “Il Sindaco e l’ufficio tecnico sapevano da tanto che la statua sarebbe stata rimossa, e allora perché mentire? Forse perché non c’era alcun permesso di inizio e fine lavori? – i dubbi che molti cittadini si sono posti seguendo la vicenda-”. Agli inizi di dicembre il consigliere di minoranza del gruppo “Oltre” Cristian Scarfagna , presentò una regolare interrogazione sul caso, rivolta al Sindaco Mario Felli ed all’Ufficio Tecnico, chiedendo la documentazione che attestasse l’avvio dei lavori di demolizione e rimozione avvenuti e chiedendo inoltre i chiarimenti del loro disinteresse. “La risposta -ha commentato il consigliere Scarfagna- ha confermato che a Piglio non esistono le regole, o meglio il Comune l’Ente Istituzionale che dovrebbe tutelare la propria comunità le attua a sua discrezione personale e questo è davvero triste, e che oltretutto che non avevo alcun titolo per richiedere tale documentazione, un’affermazione che vale mille risposte: in parole povere tu semplice cittadino per un piccolo intervento nella tua proprietà devi provvedere a presentare nel rispetto della normativa una miriade di domande e pratiche, al contrario c’è chi può rimuovere una statua con demolizione di un basamento con mezzi pesanti senza mettere in sicurezza l’area, senza presentare alcuna richiesta ufficiale”. Comunque la risposta all’interrogazione si concluse con l’impegno che la statua sarebbe stata collocata a lavori conclusi. “I lavori sono conclusi da circa 2 mesi e della statua non si vede neanche l’ombra -continua il consigliere Cristian Scarfagna- dalla Comunità Nuovi Orizzonti onde evitare di essere rimproverati di dare informazioni come accaduto precedentemente non dicono nulla. A nome della comunità parrocchiale di San Giovanni legatissima a quella statua dal grande valore religioso, storico e culturale, chiedo che il Sindaco Mario Felli per una volta non fugga dalle sue promesse e solleciti la Comunità Nuovi Orizzonti a riposizionare la statua dov’era , è un atto doveroso verso la comunità, è un atto di rispetto verso la storia di questo paese, è un atto che tutti ci aspettiamo dal Primo Cittadino perché non deluda per l’ennesima volta tutta la cittadinanza”.
Dardust, l’artista e producer internazionale che vanta oltre 100 dischi di platino e che firma i più grandi successi della musica italiana, Michele Bravi il noto cantautore con due partecipazioni al festival di Sanremo e ora in giro con il “Sottovoce Tour 2025”, centomilacarie il cantautore rivelazione dell’anno reduce dal successo del tour nazionale “Io nessuno summer tour”.
Sono questi i grandi artisti che si alterneranno sul palco dell’arena Francesca da Rimini per la terza edizione di “Rim Rimini in Musica”, la rassegna musicale che si terrà dal 29 al 31 agosto nello spazio all’aperto all’ombra di Castel Sismondo.
Un evento, organizzato da Nove Eventi, in collaborazione con il Comune di Rimini, che promette di essere un appuntamento di grande interesse per tutti gli amanti della musica, grazie a una programmazione che ospita nomi importanti del panorama musicale italiano.
Le serate saranno arricchite da un DJ set curato dagli allievi della Music Academy di Rimini, che intratterranno il pubblico prima dell’inizio dei concerti.
Nove Eventi è una società di produzione con oltre 20 anni di esperienza nel mondo dello spettacolo, si distingue per il suo impegno nell’ambito discografico e nell’organizzazione di concerti e grandi festival. La rassegna “Rim Rimini in Musica” conferma il suo ruolo di protagonista nella promozione della cultura musicale in Italia.
Ecco il programma dettagliato della manifestazione (tutti gli appuntamenti saranno a ingresso gratuito):
29 agosto
Apertura della serata: Little pieces of marmelade, Aku boy e Tigri da soggiorno
Concerto: centomilacarie
Simone, in arte centomilacarie, cantautore, classe 2004, arriva sul palco di Rimini dopo il successo ottenuto con “Io nessuno summer tour”. Con l’EP d’esordio “neanche anch’io” e i singoli “notte vodka”, “quasi nuda” e“pupille”, pubblicati per Maciste Dischi, l’artista si conferma tra le nuovissime penne capaci di trovare parole, atmosfere e chiavi di lettura per raccontare un disagio emotivo generazionale. Nel 2024 viene selezionato da RADAR, il programma globale di Spotify nato per supportare i talenti emergenti. Il 28 febbraio pubblica “IO NESSUNO”, l’album d’esordio con cui l’artista si rivela al pubblico con tutta la sua forza e passione, un’esplosione di energia verso la vita e la musica.
30 agosto
Apertura della serata: Aku boy, Bea Makk, DәVA e Diamanti Neri
Concerto: Dardust
Dardustè Dario Faini, pianista italiano tra i più premiati al mondo della nuova generazione. Autore e produttore d’eccezione, artefice di uno stile personalissimo e innovativo in grado di ridisegnare i confini di classico e contemporaneo gettando la sua musica ben oltre le definizioni e creando da sempre atmosfere non convenzionali in un equilibrio perfetto tra pianoforte ed elettronica. Ha inoltre firmato numerosi grandi successi italiani, vantando un palmarés di oltre 100 dischi di platino.
L’artista ha pubblicato una trilogia di dischi: 7 pubblicato nel 2015, Birth del 2016 e S.A.D Storm and Drugs del gennaio del 2020. Dal 2019 ha firmato produzioni di grande successo, collaborando in più occasioni con artisti quali Mahmood, Elodie, Irama, Lazza e Angelina Mango anche durante varie edizioni del Festival di Sanremo.
31 agosto
Apertura della serata: Guglielmo, Campi e Andrea Belfiori
Concerto: Michele Bravi
Michele Bravi nasce a Città di Castello nel 1994. Cantautore, scrittore e attore, nonostante la giovane età ha già collezionato due partecipazioni al Festival di Sanremo, nel 2017 con il brano “Il Diario degli Errori” (doppio disco di platino) e nel 2022 con “Inverno dei fiori” (disco d’oro), la pubblicazione, per Mondadori, del libro “Nella vita degli altri” e quattro album in studio. È uno dei protagonisti di “Amanda”, film di Carolina Cavalli presentato alla 79ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione “Orizzonti Extra”. Dopo aver dato voce alla versione italiana di “Remember me” in Coco, scrive e interpreta il brano portante della colonna sonora di “Strange World”, 61º lungometraggio Disney. È uno dei tre giudici della ventiduesima edizione del programma “Amici di Maria De Filippi”. Ha preso parte al film di Saverio Costanzo “Finalmente l’alba”, presentato in concorso alla 80ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Viva ticket, Sgr, Radio Bruno, Radio Lattemiele, Radio Gamma, Radio Sabbia sono partner di Rimini in Musica.
Un’occasione per vivere l’emozione della musica dal vivo e scoprire nuovi talenti, il tutto in una cornice suggestiva come quella dell’Arena Francesca da Rimini.
“Come denunciato oggi da Repubblica, nei primi sette mesi del 2025 sono morte 146 persone nelle carceri italiane, di cui 48 suicidi, in un contesto segnato da sovraffollamento, carenze strutturali e mancanza di misure alternative. A fronte di questo dramma, il ministro Nordio sceglie di minimizzare, riducendo tutto a un’arida contabilità e parlando di dati ‘sotto la media’. Una risposta che rappresenta, di fatto, un’ammissione di impotenza e una mancanza di umanità inaccettabile. – Lo dichiara Emanuela Droghei, consigliera regionale del Partito Democratico del Lazio, che aggiunge: “Siamo in piena emergenza climatica, con caldo record e celle surriscaldate, spesso senza ventilazione, dove il rischio per la salute fisica e mentale cresce ogni giorno. Questa condizione colpisce i detenuti, ma anche chi lavora all’interno delle strutture, costretto a turni massacranti, spesso senza la possibilità di godere delle ferie, in un clima di continua emergenza. Ora che molti hanno la testa alle vacanze, c’è chi non smette di soffrire e chi continua a lavorare in condizioni durissime, senza pause e senza tutele. Il governo non può ignorare il legame tra condizioni di detenzione, crisi climatica e condizioni di lavoro del personale penitenziario. Nei penitenziari del Lazio la situazione è altrettanto grave: dal sovraffollamento cronico alle strutture fatiscenti, fino alla carenza di organico. Servono investimenti immediati per ridurre il numero dei detenuti, garantire misure alternative, potenziare il personale e adeguare gli edifici alla nuova realtà climatica. Non possiamo accettare che la pena diventi una condanna alla sofferenza o alla morte, né che il lavoro in carcere diventi un sacrificio insostenibile. La dignità e la salute di ogni persona, detenuta o lavoratrice, sono principi costituzionali che vanno difesi ogni giorno” – conclude Droghei.
“A giudizio di Confeuro, il protocollo d’intesa siglato nelle scorse ore tra Anci e Agea, con l’obiettivo di innovare il sistema delle autonomie locali, rappresenta certamente un buon passo avanti per migliorare la fluidità e la gestione delle pratiche amministrative legate anche alle domande PAC, soprattutto in ragione dell’individuazione di quei terreni oggi in stato di abbandono, che possono essere recuperati e rimessi in funzione”, dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo. “Tuttavia – prosegue – non è tutto oro quello che luccica. Negli ultimi anni Agea non ha adeguatamente valorizzato il ruolo dei Centri di Assistenza Agricola (CAA) sul territorio nazionale. Pur apprezzando il percorso di digitalizzazione e innovazione intrapreso, riteniamo necessario avviare una riflessione profonda sul ruolo strategico dei CAA, coinvolgendoli maggiormente nelle procedure decisionali e prevedendo un adeguato potenziamento delle risorse e degli strumenti a loro disposizione. I CAA rappresentano infatti un presidio fondamentale per il territorio e il principale punto di contatto tra l’amministrazione pubblica e le aziende agricole, ma troppo spesso sono stati lasciati soli e sotto pressione, senza il riconoscimento che meritano”. Altro nodo critico, secondo Confeuro, è la frammentazione degli organismi pagatori regionali, che in Italia risultano ancora troppo numerosi. “Questa situazione – sottolinea il presidente Tiso – comporta criticità operative e disparità di trattamento tra agricoltori, in particolare nell’accesso e nella gestione dei fondi comunitari. Chiediamo al Governo di avviare una riflessione seria e di valutare una semplificazione di questi strumenti, nell’interesse di tutto il comparto agricolo”.
La nota congiunta di Macron, Meloni, Merz, Tusk, Stubb e Starmer: “Pronti a sostenere questo lavoro diplomatico”
ROMA – Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che incontrerà Putin in Alaska il 15 agosto. Il Cremlino, per bocca del consigliere Yury Ushakov, ha confermato la data e precisato che i colloqui verteranno sulle possibili soluzioni a lungo termine per la crisi ucraina. Ushakov ha inoltre anticipato che il prossimo vertice tra i due leader dovrebbe tenersi in Russia.
Ma prima dovrebbe tenersi una telefonata tra i leader europei, Zelensky e Trump. Si tratterebbe di una conversazione preparatoria al meeting Usa-Russia, per coordinarsi. La Germania ha dichiarato che il cancelliere Friedrich Merz ospiterà dei “colloqui virtuali” tra i leader dell’Ue – Finlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito – a cui si uniranno i presidenti dell’UE von der Leyen e Costa e il segretario generale della Nato Mark Rutte per parlare con Zelensky. Poi ci sarà una successiva telefonata separata con Trump e il suo vicepresidente, JD Vance. I colloqui, fanno sapere dall’ufficio di Merz, si concentreranno su “ulteriori opzioni per esercitare pressione sulla Russia” e “sulla preparazione di possibili negoziati di pace”, comprese “questioni correlate di rivendicazioni territoriali e sicurezza”.
La notizia è stata riportata per prima dalla stampa tedesca, tra cui Welt e Süddeutsche Zeitung, e da Politico.L’APPELLO DELL’EUROPA A TRUMP: PACE SIA DECISA CON KIEV
“Il percorso verso la pace in Ucraina non può essere deciso senza l’Ucraina”.o affermano con forza Francia, Italia, Germania, Polonia, Finlandia, Commissione europea e poi Regno Unito, in una dichiarazione congiunta in vista del vertice.
L’appello ai presidenti di Stati Uniti e Russia è a non escludere il loro omologo ucraino, Volodymyr Zelenski, dai negoziati per giungere a un cessate il fuoco. A siglare il messaggio diplomatico sono il presidente Macron, la presidente Meloni, il cancelliere Merz, insieme al primo ministro polacco Donald Tusk, il presidente della repubblica di Finlandia Alexander Stubb, la presidente von der Leyen e il premier britannico Starmer.
La dichiarazione premette: “Accogliamo con favore il lavoro del presidente Trump volto a porre fine alle uccisioni in Ucraina, a porre fine alla guerra di aggressione della Federazione russa e a conseguire una pace e una sicurezza giuste e durature per l’Ucraina. Siamo convinti che possa avere successo solo un approccio che combini diplomazia attiva, sostegno all’Ucraina e pressioni sulla Federazione russa affinché ponga fine alla propria guerra illegale”.
I leader europei assicurano: “Siamo pronti a sostenere questo lavoro a livello diplomatico, oltre che continuando ad assicurare il nostro sostanziale sostegno militare e finanziario all’Ucraina, anche attraverso il lavoro della coalizione dei volenterosi, nonché sostenendo e imponendo misure restrittive nei confronti della Federazione russa. Condividiamo la convinzione che una soluzione diplomatica debba proteggere gli interessi vitali dell’Ucraina e dell’Europa in materia di sicurezza”.
Su X, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato: “La Russia sta prolungando la guerra e quindi merita una maggiore pressione globale. La Russia si rifiuta di fermare le uccisioni e quindi non deve ricevere alcuna ricompensa o beneficio. E questa non è solo una posizione morale, è razionale. Le concessioni non convincono un assassino. Ma una protezione davvero forte della vita ferma gli assassini.
Proseguono i controlli dei Carabinieri sulle strade urbane ed extraurbane della provincia di Rieti, finalizzati alla tutela della sicurezza stradale e al contrasto dei comportamenti pericolosi, in particolare la guida in stato di ebbrezza o dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti.
Nel corso dell’ultimo fine settimana, un’attività di controllo disposta dalla Compagnia Carabinieri di Rieti, con l’impiego di diverse pattuglie dislocate sul territorio, ha portato alla denuncia a piede libero di due persone, un ragazzo e una ragazza, per guida in stato di ebbrezza.
Nel primo caso, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno fermato durante la notte, nel centro abitato del capoluogo, un’autovettura condotta da un 21enne neopatentato, risultato positivo all’etilometro con un tasso alcolemico pari a 1,27 g/l, ovvero ben oltre il limite consentito.
Al giovane è stata ritirata la patente di guida per la successiva sospensione, mentre il veicolo è stato affidato a sua persona di fiducia.
Nel secondo intervento, sempre lungo le vie del centro di Rieti, i Carabinieri della Stazione di Monte Terminillo hanno controllato un’utilitaria guidata da una 30enne della provincia di Rieti, anch’ella risultata positiva all’alcoltest con un tasso alcolemico pari a 1,06 g/l.
Anche in questo caso è stato disposto il ritiro della patente per la successiva sospensione mentre per il veicolo è scattato il fermo amministrativo.
Si precisa che i procedimenti penali sono attualmente nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità saranno accertate dall’Autorità Giudiziaria competente.
Il Comando Provinciale Carabinieri garantisce che tale attività di controllo della sicurezza stradale continuerà anche nei prossimi giorni per la tutela di tutti gli utenti della strada.
Ginevra, 11 agosto – Alla quinta sessione dell’Intergovernmental Negotiating Committee (INC-5), il processo negoziale delle Nazioni Unite per un trattato globale giuridicamente vincolante contro l’inquinamento da plastica, il documento transitorio appena diffuso conferma che i Paesi sono ancora lontani da un consenso sui punti chiave. Lo segnala Plastic Free Onlus, impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica e unica associazione italiana presente a Ginevra come Osservatore.Le divergenze riguardano questioni centrali: la definizione delle plastiche problematiche e prioritarie, l’inclusione delle microplastiche, i meccanismi di finanziamento – soprattutto a sostegno dei Paesi in via di sviluppo – e l’adozione di obiettivi chiari e misurabili di riduzione e gestione sostenibile.La situazione è resa più complessa da un testo negoziale che, anziché semplificarsi, è diventato più lungo e frammentato, con numerose parentesi e opzioni alternative. A preoccupare è anche la significativa presenza di rappresentanti dell’industria della plastica all’interno di alcune delegazioni, elemento che solleva dubbi sulla reale volontà di giungere a un accordo ambizioso.“La comunità internazionale, la società civile e le future generazioni attendono un accordo che segni un reale passo avanti nella lotta all’inquinamento da plastica – dichiara Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus – Invitiamo tutti i delegati a procedere con coraggio e responsabilità, mettendo da parte interessi di parte per il bene collettivo”.Secondo Pettinicchio “l’assenza di consenso non deve scoraggiare, ma spronare tutti a raddoppiare impegno e determinazione nei prossimi giorni. È fondamentale non perdere di vista i veri obiettivi: proteggere il pianeta e le comunità dalla crisi globale della plastica. Serve un accordo ambizioso, inclusivo e tempestivo, capace di superare divisioni e interessi di parte”.Un incoraggiamento speciale viene rivolto alla delegazione italiana, impegnata senza sosta all’interno della High Ambition Coalition (HAC)– che riunisce, oltre all’Unione Europea, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, Messico, Cile e altri Paesi – per spingere verso un trattato forte, efficace e senza compromessi al ribasso.Il tempo a disposizione per definire un testo condiviso si sta rapidamente esaurendo: l’obiettivo iniziale di concludere i negoziati entro la fine del 2024 non è stato raggiunto e ogni ulteriore ritardo rischia di compromettere la possibilità di adottare presto un trattato ambizioso e vincolante per fermare l’inquinamento da plastica.
“Una tragedia ci ha attraversati, ma non possiamo permettere che il silenzio torni a coprire ciò che ogni giorno viene ignorato. Una settimana fa, sull’autostrada A1, due volontari della Misericordia di Terranuova Bracciolini, insieme a un paziente, hanno perso la vita durante un soccorso. Erano in ambulanza. Erano in servizio. Erano, come sempre, al servizio degli altri. Sabato li abbiamo salutati, nell’abbraccio di una folla immensa e commossa.
Il dolore è profondo, e davanti al dolore, spesso ci si ferma. Si esprimono cordogli, si abbassano le bandiere, si osserva un minuto di silenzio. Poi si volta pagina. Ma noi non possiamo permetterci di voltare pagina. Perché questa pagina parla di un sistema che ogni giorno si regge su uomini e donne silenziosi, troppo spesso invisibili, ma determinanti.
La verità è che su quell’ambulanza c’eravamo tutti. Tutti noi che ogni giorno mettiamo una divisa per stare accanto a chi soffre.
Forse Giulia e Gianni stavano rassicurando il paziente, parlando piano per alleggerire il viaggio. Forse si scambiavano un sorriso, un progetto per l’estate. Sicuramente erano presenti, con la mente e con il cuore, come sempre.
Ed è questo che fa male: sapere che a farsi carico di certe emergenze sono persone che lo fanno per scelta, non per dovere, che si assumono sulle spalle il peso di un sistema che spesso scarica altrove le sue mancanze.
Perché, diciamolo chiaramente: se la rete sanitaria fosse davvero strutturata, efficiente, vicina ai territori, molti dei trasporti che oggi gravano sul volontariato non sarebbero necessari.
Ma quando tutto il resto manca, ci siamo noi.
Non per obbligo, ma per senso di responsabilità. Non perché sostituiamo chi dovrebbe decidere, ma perché non possiamo accettare che qualcuno resti solo.
Il volontariato non è un’alternativa al sistema: è ciò che lo tiene in piedi quando tutto il resto crolla.
E allora, oggi più che mai, dobbiamo dirlo ad alta voce: Giulia e Gianni sono morti perché hanno scelto di esserci. Per questo non basta ricordarli. Dobbiamo cambiare sguardo: riconoscere davvero il valore di chi serve in silenzio, fare il possibile per proteggere chi ogni giorno tiene accesa la luce in un Paese che troppo spesso dà tutto per scontato.
Roma, Un viaggio tra musica e recitazione per omaggiare l'Albertone nazionale, dalla periferia romana ai borghi del territorio
Immaginate una serata all'aperto, all’ombra dello storico...
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