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Alla scoperta degli antichi Borghi caratteristici della Tuscia

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Panorama lago Bolsena

Le Reti di Imprese per il turismo quale fattore trainante dell’economia del territorio. Celleno, Montefiascone, Valentano e Calcata dove il tempo si è fermato

Nella Tuscia, territorio della provincia di Viterbo, c’è di tutto e molto altro. In questa fortunata terra si può fare un turismo esperienziale in modo che i visitatori non siano “solo turisti” ma desiderosi di vivere insieme agli abitanti del posto i luoghi che visitano, conoscere i prodotti enogastronomici ed artigianali, la natura e i monumenti dei centri storici. Recentemente si è concluso un tour alla scoperta dei borghi antichi di: Celleno, Montefiascone, Valentano e Calcata ricchi di storia e fascino  in collaborazione con le Reti di Imprese: “Cilenia”; “Montefiascone in Vetrina”; Il Mascherone”; “Conosci Calcata”. «Si è trattato di  un percorso enogastronomico per la valorizzazione e la promozione delle nostre eccellenze enogastronomiche e quelle proprie del territorio: la storia, la cultura e il folclore – ha dichiarato Vincenzo Peparello Presidente della DMO (Destination Management Organization) Expo Tuscia – le nostre produzioni del settore agroalimentare, dal vino all’olio, sono le eccellenze  di punta, ma anche  prodotti di nicchia che interessano  il turista  che vuole conoscere il territorio e la cultura, come si vive nelle località che visita, quello che si mangia, come quello che c’è da vedere e tant’altro». Il tour è stato preceduto da un workshop a Viterbo organizzato dalla Rete d’Impresa “Enjoy Viterbo+” il cui presidente è Sergio Cesarini presso lo Spazio Attivo di Lazio Innova, con una quindicina di buyer, di agenzie di viaggi, tour operator e un gruppo di giornalisti della stampa nazionale di settore e alcuni blogger. Continua Peparello: «Sono state effettuate delle visite guidate alle eccellenze che hanno fatto la storia del territorio, che vanno dal paleolitico, passando poi per gli etruschi e i romani. Sono stati visitati i borghi dove stiamo facendo tutta una serie di iniziative per valorizzarli poiché per anni,  anzi per decenni, sono stati trascurati e oggi finalmente ci si accorge di loro.  Questo è dovuto anche alla pandemia e a quello che ha comportato, che ha fatto riscoprire i valori della tranquillità, della salute, dell’ambiente e tutta una serie di attività che sono rinate come turismo esperienziale». Conclude Vincenzo Peparello: «Questo territorio della provincia di Viterbo può essere importante per rilanciare la zona anche dal punto di vista economico perché esso soffre ancora di stagionalità, le strutture lavorano soprattutto in alcuni periodi dell’anno anche se in un periodo di crisi. La mission della DMO non è solo quella di fare azioni per destagionalizzare, ma anche azioni per aumentare i flussi turistici per una permanenza maggiore sul territorio». Ha precisato Peparello: «La DMO, nonostante abbia terminato il percorso finanziato previsto dal bando dalla Regione Lazio, proseguirà  nei prossimi mesi con iniziative analoghe nella continuità. Quando  terminerò le mie funzioni da direttore, da manager, da presidente di questa struttura, vorrei almeno raddoppiare le attuali presenze di due milioni. Il territorio ha tutte le potenzialità per fare questo, voglio ricordare solo che quando abbiamo iniziato 13 anni fa con VisiTuscia, la provincia di Viterbo aveva 570 mila presenze e certamente  una parte del merito  di questo aumento sarà anche a seguito del nostro lavoro».

Celleno il Borgo Fantasma che fa rivivere  la Storia

Situato nel cuore della Tuscia viterbese, Celleno è un piccolo borgo medievale arroccato su uno sperone di tufo che affascina per il suo passato ricco di storia e per il suo presente sospeso nel tempo, in una posizione strategica lungo la via che collega Viterbo, Civita e Orvieto. Il sindaco Luca Beraldocosì presenta la cittadina: «Un piccolo ed affascinante borgo fantasma, suggestiva cornice di ruderi e antiche memorie con uno stupendo affaccio sul paesaggio circostante». Celleno è un luogo dove il silenzio racconta leggende, la pietra conserva la memoria e l’arte trova nuove forme di espressione. Le origini di Celleno risalgono all’epoca etrusca, ma è nel Medioevo che il borgo assume la forma che oggi possiamo ancora ammirare. Grazie all’impegno di artisti, volontari e istituzioni locali, Celleno sta vivendo una nuova primavera. La Rete di Imprese “Cilenia”  organizza o collabora a tanti eventi, come la festa delle ciliegie che si svolge da 37 anni, con carri allegorici e gruppi mascherati che sfilano per le vie del paese. L’evento clou è la “Crostatona”, una crostata lunga circa 20 metri. Uno stupendo crocifisso, attribuito alla scuola di Donatello, contornato da affreschi rinascimentali è collocato nella chiesa di San Rocco. Nella chiesa di San Carlo è situata una collezione di antichi grammofoni che possono essere azionati dai visitatori. Nel piccolo museo sono esposti ceramiche di epoca medievale e rinascimentale rinvenute in antico butto e una curiosità: un glirarium, una giara romana dove erano allevati i ghiri, considerati una squisitezza gastronomica.

Montefiascone  Vino est est est, Storia e Panorami mozzafiato

«Montefiascone ha tantissimo da offrire, lo dico non solo in senso campanilistico, da sempre è una cittadina che ha tutto, dalle bellezze storico-artistiche, architettoniche, naturalistiche, alla gastronomia, il turismo ed il commercio devono camminare sullo stesso binario per sviluppare ancora di più questa bellissima realtà in cui viviamo», sono queste parole del sindaco Giulia De Santis. Un affascinante borgo medievale che risale all’epoca etrusca, sulla via Francigena percorsa dai pellegrini che si recavano a Roma, posto su un’altura che domina il lago di Bolsena. Il borgo è celebre per il suo vino Est! Est!! Est!!! e per il suo patrimonio storico e architettonico, che racconta secoli di storia e cultura. La Rete di Imprese “Montefiascone in Vetrina”  promuove le visite alla Basilica di San Flaviano; al Duomo di Santa Margherita con la grande cupola, una delle più grandi d’Italia; alla Rocca dei Papi, con i ruderi di una fortezza medievale che fu residenza estiva dei pontefici.  

Valentano ricco di tesori nascosti tra storia, natura e tradizioni

Domina la cittadina la Rocca Farnese del XII secolo, un fortezza in cui è collocato un interessante museo che racconta la storia del territorio dalle epoche più remote fino al Rinascimento. Dal giardino che la circonda si gode un panorama stupendo sul Lago di Bolsena. Nelle vicinanze vi sono boschi di faggio, di castagni e querce percorsi da sentieri che conducono al lago di Mezzano di origine vulcanica. Tante le tradizioni contadine, fra cui la Sagra della Patata, una delle eccellenze del territorio. Il centro storico è costituito da vicoli e piazzette con antiche chiese  come quella di San Giovanni Battista. Valentano è proiettato verso il futuro, come riferisce il sindaco Stefano Bigiotti: «La nostra rete d’impresa Il Mascherone con 52 attività che fanno parte della rete in collaborazione con le associazioni di categoria del comune di Valentano hanno un progetto condiviso con tutte le realtà e gli stakeholder dei nostri cittadini che intendono promuovere Valentano oltre quelle che sono le nostre mura storiche. Valentano può veramente offrire molto all’esterno del nostro parco urbano». Continua il sindaco Bigiotti: «Abbiamo  ricevuto quasi 800.000 euro dal MIC, destinati  proprio alla realizzazione di nuove attività commerciali e di nuovi poli attrattori. Mi fa molto piacere poter anticipare che questi finanziamenti sono destinati proprio agli operatori del terzo settore dell’economia per la creazione di nuove attività agrituristiche, di nuovi B&B e di attività che possono potenziare e rendere ancora più attrattiva quella che è una realtà commerciale che si sta pian piano affermando sulla scia di quelli che sono gli interessi turistici del nostro territorio. Abbiamo la fortuna di trovarci in un crocevia di interessi generali che legano il patrimonio della Tuscia a quelle che sono le realtà di Umbria e Toscana». Conclude Bigiotti: «Questo ci fa sperare che possiamo scommettere sulla nostra bellissima realtà, siamo uno dei paesi che per numero di abitanti ha il maggior numero di dimore storiche registrate dalla Regione Lazio, abbiamo inoltre una bellissima sagra durante tutto il periodo di agosto che è l’unica sagra di qualità della Regione Lazio, premiata dal Parlamento della Repubblica Italiana».

Un sogno chiamato Calcata

 Questo piccolo centro medievale, abbandonato nel secolo scorso e poi rinato grazie all’arrivo di artisti, intellettuali, musicisti, artigiani provenienti da tutto il mondo, è oggi un luogo fuori dal tempo, dove convivono storia, arte, natura e leggenda. Negli anni ’30  fu dichiarato inagibile a causa del rischio di crolli dello sperone di tufo, a picco sulla valle del fiume Treja, circondato da boschi, cascate e forre tufacee. Gli abitanti furono trasferiti in una nuova zona lasciando il borgo originale. Oggi Calcata è diventata un vero e proprio “villaggio degli artisti”. Il borgo è un labirinto di vicoli acciottolati, archi in pietra, piccole piazze e case ricoperte di edera e fiori. La Chiesa del SS. Nome di Gesù, conservava un’antica reliquia legata alla leggenda del prepuzio di Cristo. La visita del villaggio è un’esperienza unica, dichiarato “Bandiera Arancione” dal TCI e “Villaggio Ideale d’Italia”. Le origini risalgono al XII sec. a.C., quale insediamento abitato dai  Falisci con il nome Narce. Il sindaco Cristian Di Giovanni  sottolinea l’importante attività della Rete d’Imprese Conosci Calcata, così presenta la storia unica del borgo, che si è mantenuto inalterato grazie ad una forma di resistenza e disobbedienza e per la contaminazione: «Calcata a seguito del terremoto di Messina del 1908 doveva essere distrutta completamente. I nostri predecessori, amministratori e cittadini,  hanno disubbidito e non l’hanno demolita, non se ne sono andati e hanno continuato a viverci fino agli anni ‘60.  E’ stato avviato un progetto di lottizzazione per creare il nuovo paese  come una città giardino, dove alcune strade sono più grandi e altre più strette perché non era previsto un grosso traffico, come se fosse un giardino con degli abitanti al suo interno. Simultaneamente è iniziata la fase di contaminazione,  è stato un periodo variopinto, unico, sano, bellissimo, persone che venivano da ogni parte del mondo sono state accolte  in questo tessuto sociale molto ristretto, a vocazione agricola . I miei bisnonni si erano incontrati al mare e avevano poi vissuto sempre solo qui. ».

E cosa si prevede per il futuro di queste incantevoli località della Tuscia,  poiché gli interventi per  le Reti di Imprese previsti dal piano finanziario della Regione Lazio sono esauriti ? Risponde Vincenzo Peparello: «Un progetto che continua, quindi, anche se adesso con fondi propri e nuove progettualità, nella convinzione che Expo Tuscia sia un importante volano di crescita e sviluppo di un intero territorio». 

Harry di Prisco

Calcio storico fiorentino: una sfida da assaporare nei quartieri storici di Firenze

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Appuntamento con le semifinali il 14 e 15 giugno e la finale il 24 giugno

Il Calcio Storico Fiorentino è una tradizione secolare che intreccia sport, storia e spirito di appartenenza ai quartieri cittadini. L’evento culmina il 24 giugno, giorno della Festa di San Giovanni, con la finale nella storica Piazza Santa Croce. Le quattro squadre – Bianchi, Azzurri, Rossi e Verdi – si sfideranno nelle semifinali del 14 e 15 giugno, anticipate da un affascinante corteo storico che anima il centro con colori, tamburi e costumi rinascimentali. È l’occasione perfetta per scoprire l’anima più autentica di Firenze e vivere la città in festa. Per un soggiorno nel cuore del centro storico, l’FH55 Hotel Calzaiuoli offre charme, comfort e una posizione privilegiata per godere di tutta la magia fiorentina.

Ci sono tradizioni del passato fatte di emozioni, passioni e un pizzico di rivalità che dura nel tempo, attraversando i secoli e coinvolgendo intere generazioni. Il calcio fiorentino è una di queste ed ha origini antichissime: dai tempi dei romani, passando per il Medioevo fino ad oggi con l’attesissima finale prevista per il 24 giugno festa patronale dedicata a San Giovanni Battista. Dietro all’emozionante sfida tra i cosiddetti “calcianti” che lottano su un’arena di sabbia per portare la palla nella rete avversaria, c’è molto di più di una semplice partita di calcio che ricorda un po’ anche il rugby: quattro squadre si sfidano in costumi tradizionali, seguendo regole non scritte, ma ben definite all’insegna di un codice rispettoso e di una competizione sana che inizia già nel cuore dei quartieri storici di Firenze. I Bianchi di Santo Spirito, gli Azzurri di Santa Croce, i Rossi di Santa Maria Novella e i Verdi di San Giovanni si sfidano in due semifinali, seguendo allenamenti, schemi e tattiche elaborati durante l’anno, rendendo questo evento storico, culturale e sociale ancora più interessante agli occhi di chi lo osserva.

Oltre alle leggende e alle ricostruzioni storiche, è innegabile il ruolo cruciale che il Calcio in livrea ha avuto nella definizione dell’identità dei quartieri fiorentini. Ha rappresentato un forte collante sociale, un simbolo di appartenenza, trasformando la competizione in un momento di rito collettivo capace di coinvolgere, però, anche le persone che tutti gli anni giungono a Firenze per godersi l’atmosfera di questa manifestazione. Nonostante il folclore, i veri protagonisti del Calcio Storico restano i quartieri di Firenze, con le loro tante sfaccettature, che vale la pena esplorare e conoscere proprio in occasione di questa grande festa. C’è il bianco del quartiere di Santo Spirito, nel cuore dell’Oltrarno, con la sua omonima piazza centrale, punto di ritrovo amato dai fiorentini, su cui si affaccia la splendida basilica. Da qui si diramano stradine ricche di atmosfera, costellate di trattorie tipiche, gallerie d’arte, antiquari, botteghe artigiane e la storica Via Maggio con i suoi atelier. Poi c’è il quartiere di Santa Maria Novella, sulla riva destra dell’Arno, facilmente raggiungibile dalla stazione omonima. È una zona vivace e dinamica, sede del Polo Fieristico, dove si tengono eventi internazionali, ma anche custode di importanti testimonianze religiose e artistiche, come la celebre Basilica di Santa Maria Novella e musei d’arte moderna ospitati in spazi prestigiosi come Palazzo Strozzi. Il quartiere offre inoltre un’ampia scelta per lo shopping, prima fra tutte Via de’ Tornabuoni, con le sue boutique di lusso e botteghe storiche, tra cui l’iconica Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella.

Da non perdere anche il quartiere di San Giovanni, cuore storico di Firenze, prende il nome dal patrono della città e custodisce alcuni dei suoi simboli più celebri, come il Duomo con la maestosa cupola del Brunelleschi e il Battistero, tra gli edifici più antichi. Tra le sue piazze spicca Santissima Annunziata, gioiello rinascimentale, ma anche lo Spedale degli Innocenti. Infine, ma non per importanza, c’è il quartiere di Santa Croce che prende il nome dalla basilica, con le tombe dei grandi, il Cenacolo e i suoi chiostri: un’area ricca di tesori artistici e culturali, tra cui Il Museo Horne, situato nel Palazzo Corsi, la Casa Buonarroti che celebra il genio di Michelangelo, ma anche il luogo dove si svolge ogni anno proprio il Calcio Storico Fiorentino.

Le semifinali si giocheranno sabato 14 giugno quando scenderanno in campo i Rossi contro gli Azzurri (riproposizione della finale 2024), mentre domenica 15 giugno si affronteranno i Bianchi e i Verdi. La finale, come da tradizione, si disputerà il giorno del patrono San Giovanni, martedì 24 giugno. Grande attesa anche per lo storico corteo che sfilerà alle 17:00 prima della finale con centinaia di partecipanti in costume in giro per le vie della città offrendo momenti di allegria e spettacolo. Un’occasione unica quindi per vivere Firenze in uno dei suoi momenti migliori, immergendosi nel clima di festa e approfittando di qualche giorno di relax in una delle strutture più confortevoli e centrali della città, l’FH55 Hotel Calzaiuoli.

FONTE NUOVA – Allo stadio comunale Domenico Mammoliti confronto tra le ragazze del Tor Lupara 1968 e il Cesano calcio

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Quando il calcio è mezzo di aggregazione, informazione, inclusione condivisione, E NON DIVISIONE

di Fausto Zilli

Un anno da incorniciare per il Tor Lupara 1968, per la prima storica iscrizione del calcio femminile ad un campionato federale, una stagione sportiva 2024 2025 pregno di emozioni, giorno dopo giorno con tanti sacrifici da parte di tutti, dal presidente Donato Olivieri, dirigenza, staff, tifosi, genitori hanno accompagnato le ragazze in questo percorso di crescita calcistica, ma sopratutto crescita di vita sempre nel rispetto dell’avversario delle regole e della condivisione. La squadra formata da mister Emanuele Trimarchi, mister Maria Cristina Viozzi, dirigenti ufficiali Daniele Generali, Teresa Baggieri, le ragazze: Ginevra Fabrizi, Gaia Generali, Esposito Ginevra, Nicole Barrucca, Nicole Iacoacci, Alisea Fazio, Ilaria Cesaretti, Sofia Lacetera, Marica Mariani, Noemi Lusha, Nicole Napolitano e Ginevra Becher.

Una meravigliosa mattinata questa appena trascora presso lo stadio Comunale Domenico Mammoliti – campo Aniello Cortini, dove le ragazze di mister Emanuele Trimarchi e Mister Cristina Viozzi sono scese in campo nel confronto con il Cesano calcio.

A fine gara complimenti per la correttezza di entrambe le squadre dentro fuori del terreno di gioco, dove hanno partecipato ad una conviviale, per ribadire che il calcio è condivisione non divisione.

Intervista a Mister Maria Cristina Viozzi segue link:

https://www.instagram.com/p/DKWnTiUoQDz/

Quando la Costa degli Etruschi si tinge di viola

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Lavender flowers in Tuscany, rolling hills and green fields. Santa Luce, Pisa Italy, Europe


Le suggestive distese di lavanda colorano di stupefacenti sfumature i paesaggi della campagna toscana

La lavanda sin dai tempi antichi è stata utilizzata in diversi modi, durante il Seicento anche come protezione alle malsane esalazioni della peste. Oggi è rinomata per le sue proprietà calmanti e rilassanti, favorendo il sonno e riducendo lo stress, oltre che per le sue diverse preparazioni in profumeria, nella cura del corpo e come repellente per gli insetti. In Toscana, dalla fine di giugno alla fine di luglio, è possibile ammirare infinite distese viola ed essere avvolti in tutte le sue sfumature grazie alla fioritura dei campi in località come Rosignano Marittimo, Bolgheri o Santa Luce. E per continuare ad essere circondati dalla natura anche durante il soggiorno gli indirizzi giusti sono quelli del Park Hotel Marinetta e del Relais Antico Podere San Francesco inseriti in contesti paesaggistici unici.

Non bisogna necessariamente partire per la Provenza ed intraprendere una delle sette Routes de la Lavande per poter ammirare uno dei fenomeni naturali più celebri al mondo, ovvero la fioritura dei campi di lavanda: i cugini d’Oltralpe, infatti, non sono i protagonisti assoluti di questo tipo di esperienza. Immense distese viola avvolgono i sensi dei visitatori a diverse latitudini, e l’Italia non è da meno. Da nord a sud, dalla fine di giugno alla fine di luglio e talvolta anche fino ad inizio agosto, in diverse regioni ci si può inebriare di tale bellezza. Chi si trova al centro del Belpaese non può perdersi la tappa in Costa degli Etruschi, quel lembo di terra che da Livorno arriva al promontorio di Piombino in un susseguirsi di spiagge ambrate, mare blu e il verde della macchia mediterranea. A cui si aggiungono non solo il rosso dei campi di papaveri e il giallo dei girasoli, ma anche l’intenso viola della lavanda. Nota per i suoi effetti rilassanti, per favorire il sonno e ridurre lo stress, la lavanda era conosciuta sin dall’antichità e i Romani la utilizzavano per profumare i bagni mentre gli Egizi per la mummificazione. Era impiegata anche come antidoto per i morsi di serpente, in quanto si riteneva che, strofinata sulle ferite dopo essere stata lasciata a macerare in acqua, rilasciasse proprietà antiveleno. Durante la terribile ondata di peste del Seicento i medici usavano maschere speciali con un becco ricurvo riempito di fiori di lavanda per proteggersi dalle esalazioni malsane e spargevano lavanda per cercare di purificare l’aria grazie alle sue proprietà antisettiche. Leggenda vuole che i guantai provenzali usassero l’olio di lavanda per profumare i loro pellami, diventando cosi immuni alla peste.

Secondo il linguaggio dei fiori, la lavanda assume un significato di diffidenza per il fatto che intorno ai suoi cespugli si raccolgono sempre molte api, bombi e calabroni che vengono attratti dal profumo intenso ed ai quali bisogna prestare attenzione quando ci si avvicina, ma cambia se i fiori vengono regalati. In questo caso simboleggia purezza, devozione virtù e serenità ed è sempre associata per la sua capacità di attirare energie positive, sia verso se stessi che verso gli altri. Non è un caso che si usava impiegarla nel corredo della sposa per assicurare protezione ed una vita felice e prospera. Quando si porta in dono un rametto di lavanda si vuole offrire un messaggio di legame profondo, al di là che si parli d’amore o d’amicizia. Se il colore viola è associato principalmente alle persone creative, è comunque apprezzato da tutti per la sua vitalità e freschezza, sia la sfumatura più chiara e delicata sia il lilla più intenso. Ci sono poi le varianti che tendono più al rosa, al blu o anche al bianco, ma in ogni gradazione la lavanda rimane sempre simbolo di eleganza e raffinatezza. Qualunque sia la nuance preferita, è un fiore capace di affascinare davvero tutti, chiunque rimane incantato dinnanzi alle immense distese che rapiscono gli occhi e stimolano tutti i sensi. Esperienze immersive di questo tipo si possono vivere in diverse località toscane, come a Bolgheri, il borgo cantato dal poeta Giosuè Carducci, dove il viale dei celebri cipressi si snoda proprio accanto ad una piccola distesa viola, in prossimità dell’oratorio di San Guido.

Spostandosi a Santa Luce, sulle colline pisane della Costa degli Etruschi, ci si riconcilia l’anima tra distese di campi di grano, vigneti ed ulivi contornati dal viola intenso dei campi di lavanda. Passeggiare a Pieve di Santa Luce durante la fioritura significa lasciarsi avvolgere da un’atmosfera unica, in cui si viene trasportati in altre dimensioni, dove a guidare il visitatore sono gli odori e i magnifici scorci panoramici. In provincia di Livorno è Rosignano Marittimo il luogo che sembra uscito da una tela impressionista, dove il viola blu delle distese di lavanda si fonde con il cielo azzurro e il blu del mare in una distesa di infinite sfumature capace di trasformare qualsiasi passeggiata in un’esperienza quasi magica, circondati dal silenzio della natura, cullati dal cinguettio degli uccelli e avvolti da inebrianti profumi. Per godere di questo e molto altro vale la pena scegliere come punto di partenza il Park Hotel Marinetta, che si affaccia sul mare di Marina di Bibbona, o il Relais Antico Podere San Francesco a Vada, strutture che garantiscono soggiorni all’insegna del benessere e del relax. Entrambe propongono diverse offerte di soggiorno dedicate, tutte studiate per garantire all’ospite il massimo comfort in ambienti immersi nella tranquillità totale.

Firenze capitale del rock internazionale

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La Città del Giglio risuona con le note delle star mondiali il 12, 13 e 15 giugno

Firenze si prepara a diventare il palcoscenico vibrante del rock internazionale, pronta ad accogliere leggende della musica come i Guns N’ Roses e i Green Day. Dal 12 al 15 giugno, la Visarno Arena si trasformerà in un’arena di emozioni, con oltre 110.000 fan attesi per una tre giorni imperdibile di energia, passione e grandi performance dal vivo. Ma Firenze Rocks non è solo musica: è anche attenzione all’ambiente. Il festival abbraccia l’ecosostenibilità con iniziative concrete, dimostrando che gli eventi di grande impatto possono andare di pari passo con il rispetto per la natura. Per vivere appieno l’esperienza, l’Hotel Botticelli rappresenta la scelta ideale: una raffinata oasi nel cuore della città, perfetta per chi vuole scoprire i mille volti di Firenze, dal fascino rinascimentale alla sua anima più rock.

Il conto alla rovescia è iniziato e tutti gli amanti della musica rock sono in fibrillazione per l’evento che porterà a Firenze i migliori nomi del circuito internazionale: è in arrivo, infatti, Firenze Rocks, in programma alla Visarno Arena il 12, 13 e 15 giugno. Prodotto da Live Nation Italia in collaborazione con Le Nozze di Figaro, questo appuntamento di cosi ampio respiro è pronto a riportare nel capoluogo fiorentino il meglio del rock mondiale. Negli anni hanno calcato questo palco artisti come Green Day, Metallica, The Cure, Guns N’ Roses, Foo Fighters, Aerosmith, Ed Sheeran, Muse, Red Hot Chili Peppers, The Who e anche quest’anno la programmazione promette di tenere alte le aspettative. Sono attese oltre 110 mila persone da ogni parte d’Italia e del mondo, confermando il Firenze Rock come uno dei maggiori punti di riferimento della scena musicale live nonché uno dei maggiori festival europei. Non si tratta di una semplice rassegna, ma di un evento capace di parlare sia al pubblico pop sia agli appassionati di rock e metal e anno dopo anno ha visto aumentare il proprio successo e i fan, non solo estimatori del rock o appassionati di musica, ma anche semplici curiosi. Anche per questa edizione targata 2025, cuore pulsante del festival sarà l’ampio parco dell’Area Village, esteso su 6000mq dove sono previste diverse attività di intrattenimento, punti food&beverage selezionati e spazi dedicati al relax e alla voglia di stare insieme.

E non solo: questo tipo di esperienza è aperta a tutti, famiglie con bambini compresi. Infatti non manca l’area kids attrezzata, pensata proprio per garantire il divertimento e la sicurezza dei più piccoli, un modo ancora più concreto per riuscire a coinvolgere davvero tutti. Un atteso ritorno è quello dei Guns N’ Roses, ad aprire la kermesse giovedì 12 giungo: già ospiti nell’edizione del 2018, tornano in Italia dopo lo show del Circo Massimo di Roma dell’8 luglio 2023. In apertura spazio anche alla miscela esplosiva di metal hip-pop e melodie contagiose dei Falling in Revers, del rock ’n ‘roll contemporaneo del gruppo californiano dei Rival Sons, ma anche realtà promettenti come Dirty Honey e le messicane The Warning. I protagonisti della giornata di venerdì 13 sono invece i Korn, i pionieri del genere nu-metal dal sound oscuro e sperimentale, che garantiscono esperienze uniche e diverse ad ogni loro concerto. Simbolo di ribellione e protesta anche i Public Enemy, con il loro rap potente e consapevole sul palco anche loro nella seconda giornata, condivisa con gli Enter Shikaricon e il loro mix di post-hardcore, elettronica, punk e rock sperimentale, con le sperimentazioni musicali dei Soft Play, con le sonorità rock e indie degli Atwood e con la band senese L’Occasione, capace di unire folk, rock e musica cantautorale. La chiusura di domenica 15 è affidata ai Green Day, una delle band punk rock più iconiche a livello mondiale: ad aprire il concerto sono di scena gli Weerzer, gli Shame, i Bad Nerves, gli italiani Punkcacke e Revue, capaci di scaldare gli animi con alternanza di rock, shoegaze e indie pop.

Nonostante l’incredibile cartellone e l’enorme macchina organizzativa non ci si scorda del discorso ambientale. Firenze Rocks, infatti, come ha sempre fatto negli scorsi anni, strizza l’occhio alla sostenibilità adottando misure eco-friendly. Ecco, dunque, che anche in questo tipo di eventi sono molto utili per veicolare messaggi importanti come quelli sulla raccolta differenziata, sull’economia circolare e la mobilità sostenibile. A promuovere un’ospitalità responsabile e sostenibile ci pensa anche l’Hotel Botticelli, boutique hotel situato nel cuore di Firenze. Ottimo punto di partenza per andare alla scoperta della città e di tutti gli eventi che la animano, l’hotel promuove un truismo che rispetta l’ambiente, valorizza la comunità locale e garantisce il benessere sia degli ospiti che di tutti i collaboratori. Ad esempio nelle camere è notevolmente ridotto l’utilizzo della plastica e dei prodotti da bagno monouso, mentre viene incentivato quello di prodotti da bagno ecologici e certificati; il sistema di illuminazione è a basso consumo ed è stata creata una gestione efficiente della climatizzazione; c’è una continua selezione quando possibile di prodotti biologici e locali per garantire freschezza e sostenere l’economia toscana, cosi come vengono integrati elementi realizzati da artigiani fiorentini. E ovviamente la gestione dei rifiuti mira alla raccolta differenziata in tutte le aree dell’hotel, con uno smaltimento responsabile in conformità alle normative ambientali vigenti. Agli ospiti viene proposto il Progetto We Plant, con la partecipazione all’iniziativa di Icon Collection per la riforestazione e la compensazione delle emissioni di CO₂. una parte delle risorse destinata alla piantumazione di nuovi alberi, le procedure online e l’utilizzo di strumenti digitali per ridurre lo spreco di carta.

Al collega Maurizio Lozzi, la più alta onoreficenza dal Comune e dall’Abbazia di Grottaferrata

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Con la preziosa “Medaglia del Millenario” dell’Abbazia di S. Nilo premiata la meritevole attività accademica e giornalistica di Maurizio Lozzi

L’Abbazia greco-bizantina di San Nilo e l’Amministrazione comunale di Grottaferrata, suo paese d’origine, hanno assegnato al collega Maurizio Lozzi la “Medaglia del Millenario”. Si tratta della più alta onoreficenza con cui la comunità castellana festeggia i suoi figli distintisi

in attività meritevoli di encomio, il cui nome resterà iscritto in un apposito registro della Biblioteca di questo antico monastero esarchico. Questa medaglia di pregevole valore non solo civile, ma anche numismatico, unendo fede ed arte raffigura un particolare dell’affresco del Domenichino presente nella Cappella Farnese della chiesa ed è stata realizzata dall’artista di fama nazionale Loredana Pancotto per celebrare i mille anni della consacrazione della Basilica abbaziale di S. Maria di Grottaferrata.

Rieti, 2 giugno 2025 – 79° Anniversario della Fondazione della Repubblica

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Lunedì 2 giugno 2025 si svolgeranno a Rieti, come di consueto, le celebrazioni per il 79° Anniversario della Fondazione della Repubblica.

Alle ore 10.00, in piazza Vittorio Emanuele II, alla presenza delle massime Autorità civili, militari e religiose, avrà luogo la cerimonia di deposizione di una corona d’alloro alla Lapide dedicata ai Caduti, situata sotto i portici del Palazzo Comunale.

A partire dalle ore 10.30, in piazza Cesare Battisti, si svolgerà la cerimonia ufficiale con la rassegna, da parte del Prefetto, dello schieramento delle rappresentanze militari e civili, dei Gonfaloni dei Comuni e dei Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Dopo la lettura del messaggio del Capo dello Stato e l’intervento di saluto del Prefetto, verranno altresì letti alcuni articoli della Costituzione Italiana.

Si procederà quindi alla consegna delle onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.

FIAMIGNANO:  I CARABINIERI DENUNCIANO L’AUTORE DI QUATTRO FURTI IN ABITAZIONI

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cittaducale hanno identificato e denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti un uomo di 40 anni, di nazionalità straniera ma da tempo domiciliato a Roma, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile dei reati di furto aggravato continuato (in quattro episodi) e ricettazione.

I fatti risalgono ad alcuni anni fa, quando l’uomo avrebbe perpetrato una serie di furti in abitazioni private di Fiamignano, sottraendo denaro contante, monili in oro, attrezzatura sportiva, utensili da lavoro e persino un’autovettura, per un valore complessivo stimato in circa 23.000 euro.

Le indagini, avviate subito dopo i fatti, sono proseguite con costanza e approfondimento da parte dei Carabinieri che, attraverso una scrupolosa attività investigativa e l’analisi di vari elementi probatori, sono riusciti a risalire all’identità dell’autore dei furti.

L’uomo è stato dunque deferito all’Autorità Giudiziaria competente e ora dovrà affrontare il relativo iter giudiziario, durante il quale saranno esaminati nel dettaglio tutti gli elementi raccolti a suo carico.

L’attività svolta testimonia l’impegno continuo dell’Arma dei Carabinieri nella prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, a tutela della sicurezza dei cittadini.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

LA POLIZIA DI STATO ARRESTA IL PRESUNTO AUTORE DELL’OMICIDIO DI UN GIOVANE DIPENDENTE DI UN BAR DI PIAZZA MANCINI BATTAGLIA

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La Polizia di Stato, ieri pomeriggio, ha arrestato un 37enne originario dello Zimbabwe per l’omicidio di un giovane di 31 anni. 

Alle 15 circa, è giunta presso la sala operativa della Questura di Catania la segnalazione relativa alla presenza di un giovane accoltellato riverso a terra in una pozza di sangue all’interno di un noto bar-pasticceria di Piazza Mancini Battaglia. 

Immediatamente sono state inviate le volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico che sono giunte sul posto nel giro di pochissimi minuti. All’arrivo dei poliziotti, i dipendenti del bar e numerosi avventori hanno riferito loro che l’autore del reato era un uomo extracomunitario, aggiungendo che si trattava di un parcheggiatore abusivo che spesso opera in quella zona, del quale fornivano dettagliate descrizioni.

I poliziotti hanno subito capito di chi si trattava in quanto l’uomo era stato da loro più volte sanzionato proprio perché fermato mentre esercitava l’attività di parcheggiatore abusivo e, in due occasioni, era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. 

Effettuata una perlustrazione nelle immediate vicinanze della scena del crimine gli agenti delle Volanti hanno notato l’odierno indagato in viale Alcide de Gasperi incrocio con via del Rotolo, mentre si allontanava correndo, e, pertanto, hanno proceduto al suo controllo. L’uomo aveva i vestiti e le mani sporche di sangue.

A quel punto i poliziotti lo hanno fermato, contenuto e perquisito e condotto presso gli uffici della Questura. Durante le fasi dell’arresto e successivamente presso la Squadra Volanti, il 37enne ha proferito frasi disconnesse e senza senso, pronunciando il nome della vittima farneticando.

Nel frattempo, sulla scena del crimine è intervenuta la Polizia Scientifica per effettuare i rilievi tecnici e personale della Squadra Mobile. Un carabiniere, libero dal servizio, che aveva notato le ultime fasi dell’aggressione, ha rinvenuto e consegnato ai poliziotti l’arma del delitto, un coltello da cucina di grosse dimensioni, sporco di sangue.

Contestualmente la sala operativa della Polizia di Stato ha iniziato l’analisi delle immagini di videosorveglianza del sistema pubblico che ha permesso di ricostruire le fasi dell’omicidio. In particolar modo, la vittima, terminata la giornata lavorativa, si è avviata verso la macchina parcheggiata nella discesa che conduce al porticciolo di Ognina. Non appena il giovane è arrivato a metà della rampa, l’arrestato, soggetto a lui conosciuto in quanto spesso presente in quel luogo ove esercitava abusivamente l’attività di parcheggiatore, gli si è parato davanti. Dopo qualche secondo, il 37enne ha sferrato alcuni fendenti in direzione del giovane che ha provato invano a difendersi indietreggiando. La vittima, nonostante le gravissime ferite, è fuggita in direzione del bar dove lavorava per chiedere aiuto, mentre il presunto assassino è fuggito in direzione di via Messina. Proprio davanti al bar sostava in quei minuti un’ambulanza, che ha soccorso il ragazzo, accompagnandolo al vicino ospedale “Cannizzaro” dove poco dopo è morto nonostante tutti i tentativi messi in atto dai medici per salvarlo. 

Al contempo, presso gli Uffici della Questura è stata sentita una coppia di giovani che si trovavano presso il porticciolo e che avevano assistito alla scena del presunto assassino che sferrava  fendenti alla vittima. 

Anche altri dipendenti del bar sono stati ascoltati in ospedale, dove si sono precipitati per avere notizie del loro collega, dai poliziotti del Commissariato Borgo Ognina. I colleghi di lavoro hanno riferito che la vittima conosceva bene l’indagato, al quale spesso tutti loro offrivano da mangiare.

Il Pubblico Ministero, informato tempestivamente di quanto accaduto, ha raggiunto i poliziotti presso gli uffici della Squadra Volanti per ascoltare le persone informate sui fatti, disponendo che il medico legale effettuasse mirati accertamenti sul presunto autore del reato e sul cadavere del giovane.

Al termine dell’attività d’indagine connessa al primo intervento, i poliziotti della Squadra Volante hanno proceduto all’arresto in flagranza del presunto autore del reato per l’omicidio del giovane.

Il Pubblico Ministero ha disposto che l’indagato venisse condotto in carcere in attesa dell’udienza di convalida davanti al Giudice per le Indagini Preliminari che si terrà nei prossimi giorni.

INDOTTO STELLANTIS, REGIONE LAZIO A SOSTEGNO DELLE PMI: DELIBERATO PROGRAMMA OPERATIVO E IMPEGNO DI 5,5 MLN

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La vicepresidente Angelilli: «Presto il bando per accedere ai contributi. 
L’obiettivo è supportare le realtà produttive e l’occupazione»

La Regione Lazio interviene a sostegno del sistema industriale del territorio e, in particolare, dell’indotto Stellantis.  La Giunta regionale ha, infatti, deliberato di dare attuazione al comma 1, dell’art. 2, della L.R. 46/2002 attraverso la predisposizione del Programma Operativo di Interventi per il biennio 2025-2026, al fine di attuare politiche integrate per lo sviluppo e l’occupazione nell’area dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone, e dell’indotto.

L’obiettivo è definire gli interventi da realizzare e le loro modalità di attuazione, anche tramite Lazio Innova spa e il Consorzio industriale, per individuare le aree, le imprese e l’indotto destinatari degli interventi.

Nello specifico, per indotto s’intendono i processi economici direttamente collegati (quando le imprese correlate forniscono direttamente beni e servizi all’impresa principale) e indirettamente (quando sono altre imprese a fornire servizi e beni alle imprese direttamente collegate all’industria principale o indirettamente collegate) con la produzione dello stabilimento di Stellantis di Piedimonte San Germano.

Verranno altresì definiti i requisiti a livello regionale delle attività imprenditoriali necessari per verificare quali siano le imprese dell’indotto dello stabilimento Stellantis destinatarie dei contributi finalizzati agli interventi previsti dal Programma Operativo.

Al fine di dare attuazione al Programma Operativo, la Regione Lazio impegnerà una somma complessiva di 5 milioni e 500mila euro per le annualità 2025 e 2026.  Verrà, inoltre, costituito il Tavolo permanente per l’unità di crisi e per la concertazione.

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