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REGIONE LAZIO, LA GIUNTA HA APPROVATO LA PROPOSTA DI LEGGE SULLA FAMIGLIA

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Previsti dodici milioni di euro in tre anni. Il presidente Rocca: «Dopo

oltre vent’anni, mettiamo mano a una riforma necessaria e coraggiosa»

Roma, 15 maggio 2025 – La Giunta regionale, presieduta daFrancesco Rocca, su proposta di Simona Baldassarre, assessore alle Pari opportunità, alle Politiche giovanili e della Famiglia, ha approvato la proposta di una nuova legge sulla Famiglia, da inviare al Consiglio regionale.

La proposta di legge, che impegna 12 milioni di euro in tre anni, aggiorna e amplia il quadro normativo, a due decenni di distanza della prima disciplina regionale di riferimento(legge regionale n. 32 del 7 dicembre 2001) e introduce misure specifiche per incentivare la natalità, sostenere le famiglie in difficoltà, promuovere la coesione sociale e riconoscere il valore specifico della famiglia.

«La proposta di legge che abbiamo approvato in Giunta rappresenta un impegno concreto della Regione Lazio verso le famiglie, cuore pulsante della nostra società. Dopo oltre vent’anni, mettiamo mano a una riforma necessaria e coraggiosa, che riconosce il ruolo insostituibile della famiglia e ne sostiene le sfide con risposte attuali e mirate», dichiara il presidente Francesco Rocca.

«Abbiamo costruito una legge che guarda avanti, che investe risorse vere – 12 milioni di euro in tre anni – per promuovere la natalità, aiutare le giovani coppie, sostenere la genitorialità e proteggere chi vive situazioni di fragilità. Lo facciamo attraverso progetti innovativi, con il rilancio dei Centri per la famiglia e l’istituzione della Carta Famiglia del Lazio. Questa proposta non è solo un testo normativo, è una dichiarazione di valori. Vogliamo favorire la coesione sociale e contrastare il declino demografico con azioni concrete per cui ringrazio, di vero cuore, l’assessore Baldassarre», aggiunge il presidente Francesco Rocca.

«Oggi è un momento storico, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia: dopo 24 anni dall’ultima normativa regionale in materia, aggiorniamo il quadro con una legge che riconosce il valore sociale della famiglia, mettendo in campo investimenti concreti: dal progetto “Famiglia giovane”, a “Maternità fragile” e ai Centri per la famiglia. Molte iniziative sono pensate per essere realizzate in co-progettazione con le associazioni familiari e i comuni», spiega l’assessore SimonaBaldassarre.

«Un’altra novità è la Carta Famiglia, per promuovere riduzioni, agevolazioni tariffarie e convenzioni con le aziende. Abbiamo previsto nuovi fondi per le famiglie numerose e interventi per le famiglie monogenitoriali. Centrali sono il tema della natalità, dello spopolamento delle aree rurali e dei borghi storici, e della coesione tra le generazioni, valorizzando genitori e nonni. Il Lazio si dota così di una legge moderna e coraggiosa. Perché la famiglia non è solo luogo di affetti, ma motore di crescita economica, sociale e demografica. Il Lazio riparte dalla famiglia», conclude l’assessore Simona Baldassarre.

La proposta di legge prevede, inoltre, le seguenti misure specifiche:

  • istituire il Programma triennale per la Famiglia, che definisce gli obiettivi generali, le priorità di intervento e le modalità di finanziamento, e il Piano annuale per la Famiglia, che ne dà attuazione;
  • introdurre specifiche misure a favore della natalità, includendo anche il nascituro tra i destinatari degli interventi previsti;
  • promuovere e valorizzare l’associazionismo familiare;
  • riconoscere il Fattore Famiglia, quale strumento per determinare i benefici a favore delle famiglie;
  • introdurre agevolazioni per la formazione di nuove famiglie, la Carta Famiglia del Lazio, e misure a favore delle famiglie numerose;
  • istituire il progetto Famiglia giovane, destinato a giovani coppie, comprendente un contributo economico e percorsi di accompagnamento alla gravidanza;
  • sostenere la genitorialità, la mediazione familiare e la gestione della conflittualità nelle separazioni, valorizzando il ruolo dei consultori e dei centri per la famiglia;
  • istituire il progetto Maternità fragile, prevedendo voucher e percorsi per le donne in condizione di vulnerabilità socioeconomica;
  • la creazione del Tavolo permanente sulle Politiche familiari, la Natalità e la Demografia; e della Conferenza regionale sulla famiglia, demografia e natalità. 

La proposta ora approderà in Consiglio regionale per seguire l’iter di approvazione, fra Commissione e Assemblea.

20 anni di Comuni Virtuosi: Erri De Luca e Franco Arminio tracciano il futuro delle comunità locali

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La nuova Carta dei Valori sarà presentata e sottoscritta il 21 maggio, a Vezzano Ligure, alla presenza degli oltre 150 sindaci dei comuni soci, l’assessore all’Ambiente della Regione Liguria e il presidente ANCI Liguria

Vezzano Ligure (SP), 15 maggio 2025 – A vent’anni dalla sua nascita, l’Associazione Comuni Virtuosi torna dove tutto è cominciato: Vezzano Ligure, piccolo borgo in provincia di La Spezia. Mercoledì 21 maggio 2025, esattamente due decenni dopo la fondazione, i sindaci dei 156 comuni soci si riuniranno nella sala consiliare del Municipio per rinnovare il loro impegno, festeggiare i traguardi raggiunti e sottoscrivere la nuova Carta dei Valori alla presenza dell’assessore all’Ambiente della Regione Liguria Giacomo Raul Giampedrone, del presidente ANCI Liguria Pierluigi Peracchini e del sindaco di Vezzano Ligure, Massimo Bertoni.

A firmare la nuova Carta dei Valori Erri De Luca e Franco Arminio, che con sensibilità e visione hanno saputo tradurre in parole il cambiamento che attraversa i territori, offrendo ai Comuni Virtuosi una bussola per orientarsi verso il futuro. Una scelta che Asia Trambaioli,Presidente dell’Associazione, racconta così: “Abbiamo voluto affidare la scrittura della nostra Carta dei Valori a due voci autorevoli della cultura italiana perché oggi, più che mai, serve una visione oltre che strumenti. I Comuni Virtuosi sono già laboratori di trasformazione, ma vogliamo che diventino sempre più un punto di riferimento per chi costruisce comunità solide, idee innovative e cambiamenti coraggiosi per poter guardare anche al di fuori dei confini nazionali ed estendere il nostro modello virtuoso in Europa”. 

“Tra Vent’Anni” è dunque molto più di un evento celebrativo, rappresenta un’occasione per restituire centralità a quelle esperienze locali che, ogni giorno, innovano politiche pubbliche e costruiscono legami di comunità perché proprio le “unità periferiche” come le ha definite Erri De Luca “sono il vero centro della democrazia”. Ed è così che “A contrasto e risalita verso l’alto si riuniscono le fibre della società restituendo alla persona il suo statuto di cittadino e la sua funzione di forza motrice”. Con il suo contributo, Franco Arminio ha poi riportato al centro il senso profondo dell’essere comunità: “Essere paese vuol dire essere sensibili alle persone e agli spazi, essere aperti, andare e tornare, sentire la piazza propria e quella degli altri, uscire, discutere, riprendere il gusto della vicinanza, dell’appartenenza a una comunità che non può essere quella di un tempo, una comunità che può farsi solo intrecciando intimità e distanza. […] Essere paese vuol dire ricostruire la realtà, rimettere in piedi ciò che è caduto, riparare, ripararsi dal vuoto di chi è senza luoghi”. 

Dalla mobilità sostenibile alla rigenerazione urbana, dall’inclusione sociale alla partecipazione attiva dei cittadini, il bilancio di questi vent’anni di Comuni Virtuosi – come approfondiranno anche gli ex presidenti dell’Associazione, Gianluca Fioretti, Bengasi Battisti ed Elena Carletti – è dunque tutto in positivo e con ulteriori margini di crescita. Trasformare i principi in azioni concrete d’altronde funziona, come dimostrano anche le altre numerose iniziative portate avanti dall’Associazione. Tra le più importanti: il Premio Comuni Virtuosi e il Festival della Lentezza, giunto alla sua XI edizione e in programma dal 6 all’8 giugno a Parma. 

La cerimonia “Tra Vent’Anni” si svolgerà nella sala consigliare di Vezzano Ligure (SP) il 21 maggio 2025 alle ore 11:00 e si concluderà con la visita delle istituzioni al borgo. 

FARA IN SABINA: I CARABINIERI HANNO TRATTO IN ARRESTO DUE PERSONE PER DETENZIONE AI FINI DI SPACCIO DI COCAINA, EROINA E HASHISH

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I Carabinieri della Stazione di Fara in Sabina hanno tratto in arresto in flagranza di reato due uomini, rispettivamente di 53 e 63 anni, entrambi cittadini italiani e già noti alle Forze dell’Ordine, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’arresto è scaturito da un mirato servizio di controllo del territorio, finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei reati in materia di stupefacenti, condotto nel comune sabino. Nell’ambito di tale attività, i militari hanno individuato un assuntore della zona – un 52enne italiano, anch’egli con precedenti – che, sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di una modica quantità di cocaina, destinata all’uso personale.

Considerato che l’uomo era stato notato nei pressi dell’abitazione di un 53enne noto per attività di spaccio, i militari hanno esteso i controlli all’interno della sua abitazione, dove era presente anche un secondo individuo, un 63enne residente poco distante, anch’egli con precedenti penali. La perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire diverse dosi di cocaina ed eroina già confezionate e pronte per la cessione, circa 20 grammi di hashish, 300 euro in contanti – ritenuti provento dell’attività illecita – oltre a materiale vario per la pesatura e il confezionamento della droga.

Alla luce degli elementi raccolti, i Carabinieri hanno proceduto all’arresto dei due, che, su disposizione del Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Rieti, sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

L’assuntore è stato segnalato alla Prefettura di Rieti per i provvedimenti amministrativi previsti dalla normativa vigente.

Tutte le sostanze stupefacenti e il materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro.

Si dà atto, come di consueto, che i procedimenti penali sono ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Inaugurazione dei nuovi locali adibiti a uffici del Compartimento  Polizia Ferroviaria di Ancona

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Si è svolta nella mattinata odierna la cerimonia di inaugurazione dei nuovi locali del Compartimento Polizia Ferroviaria per le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo, presso la sede della Stazione di Ancona Centrale alla presenza del Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato Prefetto Renato CORTESE, del Prefetto di Ancona Maurizio VALIANTE, del Questore di Ancona Cesare CAPOCASA e del Direttore del Servizio Polizia Ferroviaria Dott.ssa Francesca MONALDI. 

Per RFI erano presenti, il Responsabile Area Direzione Operativa Ing. Vito ORTOLANO, il Direttore Operativo Compartimentale di RFI Abruzzo, Marche e Umbria Ing. Emilio CONVERTINO, unitamente ad altre autorità locali tra cui il Sindaco della Città di Ancona Daniele SILVETTI, l’Assessore Regionale ai Trasporti Goffredo BRANDONI.

L’inaugurazione dei nuovi locali destinati dalla società R.F.I. alla Polizia Ferroviaria testimonia la concretezza di un impegno comune per garantire la sicurezza ferroviaria e rappresenta anche un modello di sinergia tra le istituzioni ed il mondo delle infrastrutture nell’ambito delle iniziative destinate a rafforzare la sicurezza degli scali ferroviari e degli utenti dei relativi servizi.

La cerimonia ha avuto inizio alle ore 12.00 al piazzale Ovest della stazione con la benedizione dei locali da parte di Don Giampiero DE NARDI, cappellano territoriale della Chiesetta della Stazione di Ancona, cui è seguito il taglio del nastro tricolore. E’ iniziata poi la visita della nuova sede del Compartimento dove, il Dirigente del Compartimento Dott. Michele DE TULLIO ha ringraziato tutti i presenti ed ha illustrato l’attività svolta dal Compartimento e dagli Uffici Polfer dipendenti operativi sul territorio delle Regioni Marche Umbria e Abruzzo. 

 A seguire sono intervenuti il Responsabile Area Direzione Operativa Stazioni Ing. Vito ORTOLANO ed il Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato il Prefetto Renato CORTESE.

E’ stata presentata la Nuova Sala Operativa Compartimentale che  garantisce il pronto intervento degli operatori in caso di necessità, coordinando le pattuglie presenti sul territorio (sia in stazione che a bordo treno e lungo linea) seguendone l’attività attraverso i monitor collegati alle telecamere di videosorveglianza presenti nelle stazioni di competenza delle tre regioni mentre a bordo treno e lungo linea tramite i sistemi di geolocalizzazione presenti sugli smartphone in dotazione agli operatori. Queste tecnologie forniscono un rilevante contributo in termini di sicurezza essendo utili non solo nell’individuazione degli autori dei reati in ambito ferroviario ma anche al fine di prevenire ogni forma di illegalità o più in generale nella gestione delle emergenze o di situazioni delicate sotto il profilo dell’ordine pubblico.

Al termine della cerimonia sono state consegnate medaglie di commiato al personale in quiescenza della Polizia di Stato che ha recentemente lasciato il servizio per raggiunti limiti di età. 

Nota Farnesina – Dichiarazione del Ministro Tajani sul “Decreto cittadinanza”

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“È molto importante il voto con cui il Senato ha approvato il ‘Decreto Cittadinanza’. È un provvedimento voluto per restituire dignità e significato a un diritto che deve fondarsi su un legame autentico con l’Italia, non solo burocratico, ma culturale, civico e identitario. La cittadinanza deve essere un riconoscimento serio e consapevole, che si conferma attraverso l’impegno.

Questa riforma non esclude, ma responsabilizza. Propone criteri più selettivi e trasparenti, capaci di rafforzare l’integrità del nostro sistema e prevenire abusi.

Non si procederà più a riconoscimenti automatici a favore di persone nate all’estero che non abbiano almeno un genitore o un nonno di cittadinanza esclusivamente italiana.

I figli dei cittadini italiani nati all’estero avranno comunque la possibilità di acquisire la cittadinanza se i genitori ne faranno richiesta. 

Su mia proposta, il Senato ha inoltre approvato un emendamento che apre alla richiesta di poter riacquistare la cittadinanza per gli italiani emigrati che hanno dovuto rinunciare alla cittadinanza italiana per lavorare nei Paesi dove si sono stabiliti. Una misura da lungo attesa, che rafforza i legami del nostro Paese con chi, pur vivendo all’estero, è fino in fondo italiano.

Il Decreto si inserisce nel quadro di un pacchetto di misure che comprende due ulteriori disegni di legge all’esame del Parlamento, che introdurranno ulteriori misure a garanzia del mantenimento di un legame effettivo con il nostro Paese.

Si tratta di misure a favore dei nostri connazionali italiani all’estero, che miglioreranno la funzionalità degli uffici consolari.

Ringrazio il Senato per il confronto approfondito e costruttivo, che ha consentito di migliorare ulteriormente il testo. Auspico che possa arrivare presto anche l’approvazione della Camera.”

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato oggi ad Abu Dhabi il Ministro dell’Interno e Vice Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, Sua Altezza Saif bin Zayed Al Nahyan

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Al centro del colloquio il rafforzamento di ogni forma di collaborazione nell’ambito del percorso di partenariato strategico tra Italia ed Emirati Arabi Uniti avviato dalla Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e dal Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sua Altezza Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in occasione della storica visita a Roma di febbraio scorso.

I due Ministri hanno espresso soddisfazione per l’ottimo livello della cooperazione in materia di sicurezza e si sono impegnati a rilanciarla su versanti di comune interesse quali la formazione congiunta delle rispettive Forze di polizia, il contrasto al crimine cibernetico, lo scambio info-investigativo ed il rafforzamento delle attività di prevenzione e di contrasto di tutte le più insidiose sfide poste dalla criminalità organizzata.

I due Ministri hanno condiviso il proposito di collaborare in maniera sempre più mirata per combattere le organizzazioni criminali transnazionali dedite al traffico di migranti.

“Percorsi di legalità – in scena con la Polizia di Stato”. Effetto “Brancaccio” nel viaggio che attraversa il Paese Italia

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 La quarta tappa di “Percorsi di legalità: in scena con la Polizia di Stato” ha visto protagonista il Teatro Brancaccio, che, questa mattina, ha ospitato il progetto dedicato al tema della legalità promosso dall’Ufficio Relazioni Esterne, Cerimoniale e Studi Storici della Segreteria del Dipartimento della P.S., ed organizzato dalla Questura di Roma in collaborazione con le specialità della Polizia Stradale e Ferroviaria, Postale per la Sicurezza Cibernetica, l’O.S.C.A.D  ed  il Gruppo Sportivo delle  Fiamme Oro.

Centinaia di studenti delle scuole primarie e secondarie di secondo grado hanno così riempito la sala di uno dei più prestigiosi teatri romani, trasformandolo in un palcoscenico di riflessioni ed emozioni condivise.

Accolti dal Questore di Roma e dalle sue parole «chi non ascolta, non può capire. E chi non capisce, non può aiutare», i ragazzi hanno avuto l’opportunità di assistere ad una vera e propria rappresentazione teatrale ispirata a temi di attualità: dal contrasto alla violenza di genere, alla sicurezza stradale e ferroviaria, alla sicurezza informatica, al bullismo, all’importanza dello sport ed al rispetto delle diversità.

Con un approccio dinamico e interattivo, i nostri specialisti della Polizia di Stato hanno dato l’opportunità ai ragazzi di partecipare a quiz tematici, visionare cortometraggi e spot educativi, assistere a dibattiti e ascoltare testimonianze di personaggi del mondo della cultura, dello sport, del web, – come quella del noto youtuber @Cicciogamer89 – offrendo loro un’esperienza educativa e coinvolgente. 

Un progetto fortemente voluto dal Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza per dire con forza che la legalità “non si impone…si ascolta, si condivide, si costruisce insieme…”.

Un viaggio scandito da diverse tappe ed ispirato ad un unico obiettivo: la legalità come scelta di vita, raccontata attraverso la musica ed il teatro, intramontabili mezzi di comunicazione che, dall’antichità ad oggi, hanno in parte trasformato – ma mai perso – le loro funzioni, le loro peculiarità e la forte impronta “antropologica”, in grado di stimolare la sensibilità e la riflessione, senza filtri e con un messaggio universale che attraversa il cuore di tutti noi.

LA POLIZIA DI STATO AL SALONE INTERNAZIONALE

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DEL LIBRO DI TORINO 2025

Anche quest’anno la Polizia di Stato ritorna al Salone Internazionale del libro di Torino da oggi fino al 19 maggio 2025 con una formula che ricalca il successo delle passate edizioni.

Presso la location del “Centro congressi Lingotto Fiere” (Padiglione Oval – Stand X157 e W158) all’interno dello stand Polizia di Stato, allestito dalla Questura di Torino, insieme ai corner dedicati alle Specialità della Polizia sarà presente un’area espositiva dedicata alla graphic novel della Polizia di Stato, creata ed edita da Poliziamoderna, Il Commissario Mascherpa, del quale sarà possibile acquistare i volumi (La rosa d’argento, Mare Nero e Banditi, Onorata sanità, Il ritorno dello scorpione e Big Game, Caccia grossa e L’imboscata).

Saranno promossi anche i volumi Cani&Eroi, Polizia e Motori, La Riforma dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, La Bandiera della Polizia di Stato e i due volumi: Fecero la scelta giusta. I poliziotti italiani che soccorsero gli ebrei e Fecero la scelta giusta. I poliziotti italiani che si opposero al nazifascismo.                 

Il ricavato della vendita di tutti i prodotti editoriali andrà al Fondo Assistenza per il personale della Polizia di Stato nell’ambito del piano denominato “Marco Valerio” anche per il 2025.

Allo stand e per tutta la durata del Salone, saranno presenti, come da tradizione, anche i “poliziotti scrittori” con le proprie opere letterarie.  

La selezione ha privilegiato opere che spaziassero dalle tematiche attuali legate all’uso legittimo delle armi, agli atti persecutori in particolare dello stalking, all’organizzazione e alle attività criminali delle pandillas fino ai rischi della Rete cui sono sottoposti i ragazzi, ma anche a storie di amicizia e solidarietà sociale. Oltre, naturalmente alla narrativa investigativa.  Quest’anno la selezione metterà in risalto il volume Ricchi di povertà di Maria Marasco, un sovrintendente della Polizia di Stato, ora nel Ruolo d’onore, che racconta la sua vicenda a partire dal 14 novembre 1991 in cui, mentre si trovava in Questura, rimase vittima dell’esplosione di cinque chili di polvere di petardi che le procurarono ustioni su tutto il corpo.  

Queste le trame dei libri dei poliziotti scrittori che i visitatori potranno conoscere presso lo stand della Polizia di Stato:

– Armando Albano, Uso legittimo delle armi e degli altri mezzi di coazione fisica nelle dinamiche d’intervento dell’operatore di polizia, La Tribuna editore.

L’opera offre una visione obiettiva e completa della scriminante dell’uso legittimo delle armi, di cui all’art. 53 del Codice Penale, visione caratterizzata spesso da indicazioni imprecise, se non contraddittorie, anche a causa della complessità dell’argomento. Il volume contiene inoltre una consistente e utilissima giurisprudenza in materia, che comprende anche le sentenze più “scomode” per un operatore di Polizia.

-Domenico Geracitano (con Maria Cristina Volpi psicoterapeuta), Ordin@mente, Edizioni Euroteam.

Sette storie che parlano delle difficolta e delle crisi dei giovani immersi in una società che offre loro una quantità enorme di stimoli e distrazioni. Il testo si propone nelle intenzioni dell’autore come una guida semplice per ritrovare se stessi e il proprio cammino favorendo un dialogo e la comprensione reciproca tra le diverse generazioni. 

-Maurizio Lorenzi, Dna ignoto. Profilo criminale, Bolis edizioni.

In un freddo giorno di febbraio, una ragazza di tredici anni viene trovata senza vita in un campo di Alta Pianura. La sua scomparsa era stata denunciata pochi mesi prima e la terribile scoperta getta nel panico un’intera provincia, travolta dal terrore che sia comparso un mostro. Scattano complesse e massicce indagini che dopo anni di insuccessi portano finalmente all’individuazione del presunto colpevole. A cercare di fare chiarezza sulla vicenda Milo Vera, un giornalista di origini messicane con alle spalle un passato complicato.

-Maria Marasco, Ricchi di povertà, Falco.

Maria Marasco racconta la sua storia dopo l’incidente avvenuto il 14 novembre 1991, mentre si trovava in questura, in cui rimase vittima dell’esplosione di cinque chili di polvere di petardi riportando ustioni su tutto il corpo. Il coraggio, la solitudine, la sofferenza e la voglia di ricominciare.

-Walter Massimiliani, Pandillas, Lupi editore.

 È un’analisi approfondita del fenomeno delle pandillas, le gang latinoamericane, in Italia. Il libro si basa sulle inchieste della Polizia di Stato e svela l’organizzazione, le attività criminali e la complessa struttura di queste bande. Vengono analizzate sia le “pandillas transnazionali” attive anche in Italia, sia le “pandillas autoctone” nate a Milano ad opera di giovani latinoamericani.

-Alessandro Miconi, Galassia stalking. Criminologia, strategie e normativa, Franco Angeli.

Il testo approfondisce il fenomeno degli atti persecutori, reato che sta assumendo, insieme a quelli di genere e di violenza domestica, proporzioni inquietanti. Nel volume viene proposta un’analisi sia della vittima che del suo autore e dei complessi intrichi relazionali in cui nascono e si sviluppano gli atti persecutori, senza trascurare i disturbi e le patologie correlate.

–Andrea Giuliano, Saggio breve sul servizio di dattiloscopia a Torino, Edizioni Minerva medica.
Un’ opera dedicata al settore delle scienze forensi che si dedica allo studio delle impronte papillari che, ad oggi, costituisce la soluzione più rapida per dare un nome alle tracce su luogo del reato, per rivelare l’utilizzo di false generalità o per restituire un’identità nei casi di morte ignote.

Inoltre, tra le iniziative di rilievo, si segnala che il 19 maggio nella Sala Viola – Piazzale Oval, alle 10.30 ci sarà l’incontro dal titolo “Fecero la scelta giusta” in cui saranno presentati i due volumi Fecero la scelta giusta (I poliziotti italiani che soccorsero gli ebrei e I poliziotti italiani che si opposero al nazifascismo) in collaborazione con i funzionari dell’Ufficio storico della Polizia di Stato. A parlare dei volumi gli storici Antonio Adduci, Paola Chirico e Gianni Oliva.

Ogni giorno, nell’Agorà dello Stand si terranno dei momenti formativi/informativi sulle attività di Polizia, con la proiezione di slides e video esplicativi e la distribuzione di materiale divulgativo.                    In particolare:

ü  Personale della Divisione Polizia Anticrimine terrà, nelle mattine di giovedì 15, domenica 18 e lunedì 19 maggio, incontri in materia di violenza di genere relativi alla campagna nazionale permanente “Questo non è amore”. Nella mattina di venerdì 16 maggio, alle ore 11.30, avrà luogo l’incontro dal titolo “Devianza giovanile. Riflessioni e strategie di intervento” con la partecipazione di esperti del Gruppo Abele e della Sezione Giovanile Fiamme Oro – Karate di Torino.

ü  L’Ufficio Sanitario Provinciale della Questura di Torino farà dimostrazioni didattiche in merito alla corretta esecuzione della rianimazione cardio polmonare, nelle mattine di venerdì 16 e lunedì 19 maggio.

ü  Personale del Compartimento Polizia Ferroviaria illustrerà i contenuti del progetto educativo per le scuole superiori denominato “Train to be cool”, con approfondimenti sulle norme comportamentali per la sicurezza e la prevenzione di reati in ambito ferroviario, svolgendo incontri nella mattina di giovedì 15 e del pomeriggio di sabato 17.

ü  Personale della Sezione Polizia Stradale di Torino fornirà consigli di educazione stradale, illustrando i contenuti della campagna di sicurezza stradale “Progetto Icaro”, svolgendo appuntamenti quotidiani in concomitanza con la settimana internazionale della “Sicurezza Stradale”.

ü  Personale del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica – Polizia Postale e delle Comunicazioni “Piemonte e Valle d’Aosta” esporrà le regole di comportamento in merito all’uso consapevole delle nuove tecnologie, svolgendo appuntamenti quotidiani sia al mattino che al pomeriggio.

ü  Personale del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica del Piemonte e Valle d’Aosta illustrerà la propria attività, con incontri mattutini su tematiche di settore, secondo il seguente calendario:

Ø  venerdì 16 maggio: sostanze stupefacenti;

Ø  sabato 17 maggio: dattiloscopia e sopralluoghi;

Ø  domenica 18 maggio: impronte latenti, falso documentale e incendio;

Ø  lunedì 19 maggio: biologia.

Vi saranno anche ulteriori iniziative in altri stand dove la Polizia di Stato sarà ospite:

ü  Giovedì 15 maggio, alle ore 13.15, presso lo stand della Direzione Regionale INAIL, si terrà un incontro dal titolo “La sicurezza corre sulla strada” rivolto alle classi delle scuole superiori, con la partecipazione della Polizia Stradale di Torino e di esperti dei Vigili del Fuoco e dell’INAIL.

ü  Giovedì 15 maggio, alle ore 18.30, Pad. 3 – Sala Lab. Scienza, si terrà un live talk dal titolo “L’impronta biometrica svela il codice scritto sulle nostre dita”, con la partecipazione del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica.

ü  Venerdì 16 maggio, alle ore 15.00, presso lo stand Editori Veneti, nel Padiglione Oval, personale della Divisione Polizia Anticrimine interverrà ad un dibattito sulla violenza di genere. Nel corso dell’incontro sarà anche presentato l’instant book “Il rumore delle parole”, che raccoglie storie di violenza di genere.

ü  Sabato 17 maggio, alle ore 12.00 presso l’Arena Piemonte, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica – Polizia Postale e delle Comunicazioni terrà un incontro rivolto alle scuole secondarie di secondo grado dal titolo “Oltre lo schermo. Combattere la violenza di genere sul web”, volto ad illustrare gli strumenti utili per fare rete contro violenze e soprusi sul web.

ü  Domenica 18 maggio, alle ore 12.30, nello spazio istituzionale Arena Piemonte, verrà presentato il libro “Violenza di genere, giustizia riparativa, ascolto e comunicazione. Una sfida possibile?”, redatto con il contributo della Divisione Polizia Anticrimine.

ü  Lunedì 19 maggio, alle ore 10.30 presso il Booklab (Padiglione 4), il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica – Polizia Postale e delle Comunicazioni terrà un incontro rivolto agli studenti delle scuole primarie dal titolo “Internet, il Paese delle Meraviglie?”, per sensibilizzare i piccoli naviganti sui pericoli della rete e su come intervenire per rendere la rete un posto più sicuro.

Tutta l’attività e le iniziative della Polizia di Stato al Salone potranno essere seguite attraverso i profili “X” (@QuesturaTorino), Instagram (questuratorino_official) e Facebook (Questura di Torino).

Mostra 1950 – 1970 Due decenni di arte a Roma

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1950 – 1970. Due decenni di Arte a Roma propone un viaggio attraverso una delle stagioni più fervide ed emozionanti della scena artistica italiana del dopoguerra. Nata dalla collaborazione tra Antonacci Lapiccirella Fine Art di Roma e Matteo Lampertico di Milano, l’esposizione riunisce opere di maestri che hanno segnato il panorama romano e nazionale in quegli anni, come Carla Accardi, Afro, Gastone Novelli, Bice Lazzari, Leoncillo Leonardi, Jannis Kounellis, Mario Schifano e Salvatore Scarpitta. 

Il percorso espositivo inizia con un lavoro monumentale di Leoncillo (Centralinista, 1949). È una delle sue più importanti sculture in ceramica di questo periodo, in cui l’artista dimostra la perfetta trasposizione in scultura dei dettami del cubismo, il linguaggio che nei primi anni del dopoguerra domina la scena artistica internazionale. Il passaggio verso la stagione informale è ben documentato da alcune opere di Scialoja, Afro e Mimmo Rotella. L’impostazione rigida e geometrica di ascendenza cubista si scioglie in uno stile più libero e corsivo, a volte caratterizzato da un cromatismo più intenso, altre volte dominato da un segno graffiante ed incisivo che sprigiona energia e dinamismo. Particolarmente significative, a questo proposito, le due opere di Afro, Il pendolo, 1962 e Sottobosco 2, 1965. Il momento più interessante ed innovativo dell’arte a Roma è senza dubbio quello che coincide con l’inizio degli anni Sessanta. In mostra sono presenti opere dei due protagonisti assoluti: Mario Schifano e Jannis Kounellis. Del primo viene esposto un lavoro del 1963, intitolato En plein air, in cui l’artista si avvale di immagini derivate dalla grafica pubblicitaria ma le ripropone con uno stile ancora squisitamente pittorico, mentre del secondo si può ammirare uno dei celebri Alfabeti, ovvero una delle composizioni con numeri e simboli matematici di colore scuro stampigliati su un foglio bianco. Sono opere, quelle del primo Kounellis, intriganti ed enigmatiche, che riflettono sull’ambiguità del linguaggio e sulla forza evocativa dei simboli. Un analogo interesse per il linguaggio e le sue convenzioni guida il lavoro di Gastone Novelli. Nei suoi dipinti, come in Campo dei giochi del 1965 (un’opera selezionata per la prossima retrospettiva di Cà Pesaro a Venezia), le parole fluttuano in uno spazio senza confini o prospettiva, finalmente liberate dalla schiavitù di un linguaggio razionale e, proprio grazie a questo, acquisiscono una inedita risonanza poetica. Non potevano mancare due tra le artiste che hanno maggiormente caratterizzato la scena artistica romana, a cui finalmente la critica e il mercato hanno riservato la giusta considerazione: Bice Lazzari e Carla Accardi. Di quest’ultima, in particolare, si può ammirare uno dei celebri sicofoil, un’opera in cui viene utilizzato un nuovo materiale inventato dall’industria chimica italiana negli anni sessanta e di cui l’artista fa uso per oltre un decennio. 

Tra sperimentazioni formali, linguaggi internazionali e una nuova visione della modernità, la mostra racconta l’energia di una città che fu crocevia di idee e di incontri, ponte tra la tradizione e la contemporaneità. Un’occasione per riscoprire, attraverso una selezione di opere significative, il ruolo di Roma come centro propulsore dell’arte tra gli anni ’50 e ’70.


13 MAGGIO • 13 GIUGNO 2025

Lunedì – Venerdì 10/19
Sabato su appuntamento 

“MATERIE”

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La pittura di Beppe Madaudo in mostra alla Galleria Aquilani & Sons di Roma dal 22 maggio al 14 giugno

Dal 22 maggio al 14 giugno 2025, la Galleria Aquilani & Sons presenta “Materie”, mostra personale di Beppe Madaudo, a cura di Diego Ferrante. L’esposizione inaugura il programma delle mostre temporanee della galleria con una selezione di opere recenti dell’artista palermitano.

Al centro della sua ricerca pittorica vi è un uso rigoroso dei materiali. Pigmenti, tessuti grezzi, foglia d’oro. Ogni elemento ha la sua rilevanza, a cominciare dal supporto. La scelta del piano pittorico è parte integrante del gesto, perché ogni colore e superficie reagisce in modo diverso: assorbe, resiste, restituisce.

L’opera non si limita a raffigurare, ma lascia emergere, nelle sue stratificazioni, qualcosa che appartiene alla materia stessa — come se la pittura ne portasse alla luce, di volta in volta, una possibilità latente.
L’uso della foglia d’oro, in particolare, non ha funzione simbolica, attraversa la superficie senza dominarla, modulando la luce, spezzandola, catturandone il fondo.
Pur muovendosi nell’ambito figurativo, la pittura di Madaudo si discosta da una riproduzione mimetica del reale. È un realismo che non si esaurisce nella verosimiglianza, ma interroga ciò che nella realtà resta indecifrabile, il suo nucleo più opaco.

In “13 luglio” la superficie craquelé restituisce una trama sottile di rotture e affioramenti, segnando una soglia tra ciò che è visibile e ciò che rimane in silenzio. In questo modo la pittura torna ad avere una funzione antica: non quella di descrivere il mondo, ma di farlo accadere di nuovo, ogni volta, nello sguardo di chi guarda.

In occasione dell’opening del 22 maggio la mostra alla Galleria Aquilani & Sons (in via S. di Sebastianello 16b) sarà aperta dalle 17:00 alle 21:00. Mentre tutti gli altri giorni, fino al 14 giugno, dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 19:00. L’ingresso è libero.

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