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Torna VisiTuscia la Borsa del Turismo e 

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il Palazzo dei Papi di Viterbo

dell’Enogastronomia della Provincia di Viterbo

Le eccellenze viterbesi: Tradizione, Innovazione e Impegno Imprenditoriale dal  22 al 25 maggio torna in provincia di Viterbo il VisiTuscia

La Tuscia, la regione che oggi si identifica in massima parte con la Provincia di Viterbo, è in possesso di tutte quelle peculiarità per un turismo lento: laghi di Bolsena e di Vico; i monti Cimini; borghi medievali; riserve naturali come la Selva del Lamone, Monte Rufeno, Bracciano e Martignano; ferrovie storiche e treni d’epoca; per soggiornare vi sono numerosi Bed and Breakfast, agriturismi, dimore storiche, confortevoli piccoli alberghi e alberghi diffusi, in luoghi di grande interesse storico e paesaggistico. L’enogastronomia è poi una delle punte di diamante. In questa fortunata terra c’è di tutto e molto altro, è fondamentale coinvolgere le amministrazioni locali e non solo per far conoscere la Tuscia. Un turismo esperienziale in modo che i visitatori di un territorio non siano “solo turisti” ma desiderosi di vivere insieme agli abitanti del posto i luoghi che visitano, conoscere i prodotti enogastronomici ed artigianali, la natura e i monumenti dei centri storici con lo scopo di stabilire  una continuità di informazione a due vie tra il territorio e i turisti che dovranno in seguito essere informati degli eventi che si svolgeranno nei luoghi che hanno visitato.

VisiTuscia Expo 2025 nel segno della continuità per lo sviluppo e la promozione del territorio

Vincenzo Peparello

Per promuovere le eccellenze viterbesi  dal 22 al 25 maggio torna in provincia di Viterbo il VisiTuscia, la Borsa del Turismo e dell’Enogastronomia della Tuscia, organizzata dalla DMO Expo Tuscia che si appresta ad  aggiungere l’ennesimo tassello della sua mission. Operando in continuità con quanto già fatto dalla DMO, nell’ambito del suo progetto finanziato dalla Regione Lazio, giunto peraltro a conclusione, il lavoro di valorizzazione e promozione continua. L’obiettivo resta sempre quello di presentare le eccellenze viterbesi con il coinvolgimento delle aziende per far conoscere quanto di interessante il territorio può offrire non solo dal punto di vista dell’ospitalità ricettiva, ma anche in ambito enogastronomico, culturale, ambientale, termale e – soprattutto – religioso considerato l’attuale anno giubilare. Viterbo e il suo entroterra fonde insieme storia, cultura e creatività, tutta la provincia di Viterbo ha saputo trasformarsi e adattarsi alle attuali esigenze della società grazie al particolare contributo delle aziende presenti sul territorio. Esse coniugano un modello virtuoso in cui la qualità, l’innovazione e il rispetto per il patrimonio culturale si intrecciano per dare vita a vere e proprie eccellenze. «Le attività della DMO – ha dichiarato il suo presidente Vincenzo Peparello, ideatore e promotore dell’iniziativa – hanno rappresentato uno strumento attuativo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi inseriti nei Piani Strategici della Regione quali la ridistribuzione dei flussi, la destagionalizzazione e l’aumento della durata del soggiorno sul territorio». Continua Peparello: «Obiettivi raggiunti anche grazie all’azione mirata della collaborazione attivata con le Reti d’Impresa locali che ha permesso di rendere maggiormente competitivo il territorio».  Le imprese viterbesi sono la chiave di volta dello sviluppo, innovazione e sostenibilità, esse sono il fulcro su cui si basa il sistema economico locale in continua evoluzione. La ricerca dell’eccellenza coinvolge aziende agricole, laboratori artigianali, cantine e realtà tecnologiche che si contraddistinguono per la capacità di unire la cura del dettaglio con l’adozione di tecnologie all’avanguardia. Questa simbiosi permette loro di offrire prodotti di alta qualità, in grado di valorizzare non solo il territorio, ma anche l’intero patrimonio culturale e naturale di Viterbo e della sua provincia. La sinergia tra tradizione e modernità è evidente in ogni fase della filiera produttiva, dalla coltivazione dei piccoli prodotti tipici alla trasformazione industriale, fino alla distribuzione sul mercato globale dove i consumatori sono sempre più esigenti con un attenzione particolare alle caratteristiche dei prodotti agro-alimentari. «Preminente – continua Vincenzo Peparello – rimane l’esigenza di far conoscere il patrimonio ambientale e culturale della Tuscia, capace di soddisfare la crescente domanda di turismo esperienziale, religioso e responsabile, attento alla sostenibilità ma con particolare orientamento all’enogastronomia ed alla scoperta di borghi autentici, ricchi di storia e fascino. La DMO, partita con 16 soci fondatori ne conta attualmente 35, a dimostrazione della volontà di una crescita condivisa. Un progetto che continua, quindi, anche se adesso con fondi propri e nuove progettualità, nella convinzione che Expo Tuscia sia un importante volano di crescita e sviluppo di un intero territorio».

Enjoy Viterbo+ Rete di Imprese per far conoscere Viterbo  in tutta la sua bellezza 

Sergio Cesarini

Viterbo è sinonimo di un passato ricco di tesori artistici, artigianali e gastronomici. Expo Tuscia ha attivato una sinergia  con la Rete “Enjoy Viterbo+ Rete di Imprese” nata dalla volontà delle imprese aderenti, nei diversi settori: turismo, commercio, servizi e artigianato, in sinergia con il Comune di Viterbo e dalla Regione Lazio. Il prossimo 22 e 23 maggio si terrà un workshop dedicato alla Rete di imprese, alle sue aziende e al territorio. L’incontro si terrà a Viterbo presso la struttura Spazio Attivo di “Lazio Innova” al fine di fare incontrare la domanda e l’offerta dei servizi turistici della città e della Tuscia. Sarà questo  un importante momento per stipulare accordi e scambi commerciali, come previsto dal progetto della Rete di impresa, nata dalla volontà delle oltre 46 imprese aderenti in rappresentanza di varie categorie merceologiche. La Rete è infatti beneficiaria dell’Avviso pubblico per il finanziamento dei programmi relativi alle Reti di Imprese tra Attività Economiche ed è stata ammessa con Determinazione n. G05757 del 28/04/2023. Al workshop, organizzato dalla DMO (Destination Management Organization) Expo Tuscia, parteciperanno oltre quindici operatori del settore turistico tra Tour Operator e Agenzie di Viaggio. Secondo il presidente della Rete Enjoy Viterbo+ Sergio Cesarini, l’obiettivo principale è promuovere la città di Viterbo, valorizzandone le bellezze e attirando nuovi visitatori attraverso strategie mirate. «Il nostro obiettivo – ha dichiarato Cesarini  –  è quello di investire in attività che possano promuovere la città di Viterbo in tutte le sue varie accezioni: religiose, culturali, termali, enogastronomiche e  farla conoscere in tutta la sua bellezza a quanti ancora non la conoscono. Per questo il nostro progetto prevede un’intensa attività di promozione mirata per cluster ma anche iniziative che facciano conoscere ad operatori turistici e giornalisti il nostro territorio. In questo senso particolare attenzione è stata data al tema dell’accessibilità in tutti i suoi vari aspetti, dalla fruibilità dei servizi, all’accoglienza, ai trasporti con una serie di attività attualmente in fase di realizzazione».  Gli interventi della Rete di imprese Enjoy Viterbo+  previsti dal piano finanziario, approvato dalla Regione Lazio, già avviati lo scorso anno proseguiranno fino all’estate del 2025.

Borghi caratteristici e  tradizioni locali   con  il  ruolo trainante delle aziende

Nei giorni successivi al workshop gli operatori turistici, i blogger e i giornalisti di settore parteciperanno ad un educational/press tour alla scoperta di borghi antichi della Tuscia, ricchi di storia e fascino. Il programma  toccherà la città di Viterbo e le sue frazioni, per far conoscere il patrimonio ambientale e culturale di Viterbo, capace di soddisfare la domanda crescente di turismo esperienziale attento alla sostenibilità con un particolare orientamento all’enogastronomia. Il programma è stato realizzato in collaborazione con le reti di imprese: “Cilenia”, “Montefiascone in Vetrina”, Il Mascherone”, “Conosci Calcata” e prevede la visita ai Comuni di Celleno, Montefiascone, Valentano e Calcata, che esprimono un patrimonio storico in continuo rinnovo.

Harry di Prisco

Nasce “Visit San Donato Val di Comino”: un nuovo modello di turismo esperienziale e sostenibile

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San Donato Val Comino, Pittiglio: “Investiamo sul futuro del nostro borgo”

Sarà presentato oggi (venerdì 16 maggio) alle ore 18:00, presso il Teatro Luigi Cellucci, il progetto “Visit San Donato Val di Comino”, un’iniziativa che mira a rilanciare l’identità turistica del territorio attraverso un approccio innovativo, sostenibile e integrato. Il progetto si articola su quattro principali direttrici operative: Portale web, una piattaforma ispirazionale e informativa, pensata per raccontare la storia, la cultura e l’identità del borgo, e per facilitare l’organizzazione del soggiorno; Sistema di gestione integrata (CMS), uno strumento a disposizione degli operatori locali per gestire autonomamente la propria presenza digitale, promuovere offerte e ricevere prenotazioni; App mobile, un assistente di viaggio digitale che guiderà i visitatori durante il soggiorno, offrendo itinerari, informazioni e servizi in tempo reale; Strumenti di analisi dati, per monitorare i flussi turistici, comprendere le preferenze dei visitatori e affinare le strategie di promozione. Il progetto è pensato per essere replicabile in altre realtà del Basso Lazio e delle aree interne, con l’obiettivo di creare una rete turistica diffusa. Alla presentazione interverranno istituzioni, esperti e operatori del settore tra cui: Enrico Pittiglio, Sindaco di San Donato Val di Comino; Alessio Pellegrini, Presidente di Living Ciociaria; Chiara Carla Napoletano, Territorial Brand Manager; Paolo Masini, Presidente della Fondazione Museo dell’Emigrazione Italiana; Luca Leone, Coordinatore del Museo del Novecento e della Shoah; e Guido d’Amico, Presidente di Confimprese Italia. “Con questo progetto – ha spiegato il sindaco Pittiglio – investiamo sul futuro del nostro borgo, valorizzando un turismo esperienziale che rispetta il territorio, coinvolge la comunità e racconta la nostra autenticità. È un’opportunità concreta di sviluppo sostenibile e un modello replicabile per molte realtà delle aree interne”. L’evento è aperto al pubblico e rappresenta un’occasione per conoscere da vicino una visione innovativa per il turismo nella Val di Comino.

Gestione comunale dei lotti pubblici: quale futuro per il Monumento Naturale La Selva ?

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Paliano, Gruppo Insieme: “Come opposizione e come cittadini , che hanno a cuore il futuro della Selva dobbiamo essere vigili su una situazione di stallo”

Una nota molto minuziosa quella dei consiglieri di minoranza del “Gruppo Insieme-. Paliano”, guidato in Consiglio da Eleonora Campoli sul futuro della Selva , attraverso una ricostruzione storica accurata, ed invitando la popolazione “ad aprire gli occhi” sulla questione.  “La storia della Selva i cittadini di Paliano la conoscono, -si legge nella nota della minoranza- ma forse non conoscono in maniera approfondita le fasi degli ultimi anni. Pertanto, è nostro dovere ricostruire una situazione che ci sta molto a cuore, perché rappresenta un’ immensa opportunità che tutti dovremmo contribuire a cogliere soprattutto dopo che con DGR n.257 del 28/09/18, I lotti di proprietà regionale sono stati affidati al Comune di Paliano. Decisione ” recepita’ dal consiglio comunale con delibera n.38 del 26/11/2018, in cui l’ allora maggioranza votò a favore e la minoranza si astenne. Comune di Paliano  che nel 2020, ha  provveduto a emanare dei bandi pubblici assegnando i lotti agricoli ad aziende agricole del territorio. Dall’ analisi della documentazione relativa alle assegnazioni e adempimenti conseguenti, è emerso che ad oggi: –  2/3 degli assegnatari dei lotti agricoli è inadempiente nel versare l’ affitto al Comune- dato al momento del rilancio degli atti – aprile 2025;   – in data 20/03/25  tre lotti sono stati addirittura riconsegnati al comune dalla società agricola che li aveva in concessione.          Sapete a cosa servivano le quote di quegli affitti?  A contribuire almeno alla manutenzione della parte della Selva,  gestita dal comune come ad esempio il vecchio borgo.  A tal proposito , nessun piano per la valorizzazione, ristrutturazione e assegnazione degli immobili è stato al momento avviato …tanto che spunta l’opzione Ospedale alla Selva , proprio in quei luoghi!!!   Opzione che riteniamo non percorribile, perché totalmente incompatibile con la destinazione del monumento naturale e con il Master Plan  varato nel 2012, il cui impianto fu confermato nel 2018 ed è tutt’ora in vigore.  Quindi bisognerà lavorare per attuarlo e non per distruggerlo.   Invece , mentre la parte che il Comune dovrebbe gestire , mantenere e valorizzare è abbandonata a se stessa, il Comune di Paliano tramite il fedele ed immancabile supporto della BCC di Paliano, finanzia solo una delle attività private proprietarie di una parte della Selva, per promuovere l importante del vivere a contatto con la natura ai più giovani.   Iniziativa  lodevole se non fosse discriminante per le altre attività private e per le associazioni , che di fatto ospitano le medesime attività, su altri lotti della Selva ad alto pregio naturalistico ed ambientale.   Una iniziativa lodevole se non fosse che il Comune non investe nemmeno un euro sulle parti di cui è concessionario.   Una gestione del tutto singolare, soprattutto per l’incapacità del Sindaco di metterei  in rete lotti privati e pubblici, creando ponti e collaborazioni che farebbero della Selva di nuovo,  il fulcro del rilancio turistico di Paliano e paesi limitrofi.

Allora ci chiediamo:

  •  perché il Comune si adopera solo ed esclusivamente per promuovere una sola parte “privata “della Selva , spendendo anche risorse proprie o chiedendo contributi ?
  • La promozione del benessere del” vivere in natura” per i nostri giovani , non potrebbe avvenire in forma di agevolazione o gratuità per i bambini/e e ragazzi/e residenti a Paliano, a cura del privato che ha tutto l’interesse a promuovere la sua attività?
  • il Master Plan per il rilancio e la valorizzazione della Selva approvato con DGR 169/2012 che fine ha fatto?
  • Il comitato per la tutela, promozione e valorizzazione del comprensorio Selva di Paliano, istituto con DGR 506/2011esiste ancora e cosa ne pensa di questo andamento?

Come opposizione e come cittadini che hanno a cuore il futuro della Selva dobbiamo essere vigili su una situazione di stallo, che si presenta così:

  •  Il Comune non ha incassato affitti dai lotti agricoli per una cifra superiore ai 100.000€;
  • finanzia e chiede contributi per sostenere attività di gestori privati su lotti privati per un tot di circa 35.000€;
  • Non investe sul rilancio della Selva nel suo complesso
  • Non si oppone a progetti di cementificazione della Selva, anzi li appoggia( vedi proposta ospedale);
  • Tace di fronte all’ invasione del fotovoltaico a ridosso del Monumento Naturale;

Nei paesi (soprattutto in quelli al di sotto dei 15.000 abitanti), chi decide le sorti del paese e lo guida è quasi esclusivamente il Sindaco.  Lo sanno tutti!!!   Quindi riflettete cari concittadini e  non cadete ancora nel tranello mediatico del fare di tutta un’ erba un fascio.  Aprite gli occhi davanti l’ evidenza che ha portato ,anche chi era prima in maggioranza, a prendere nettamente le distanze di fronte a un modo di governare e ad una visione  divenuta ormai obsoleta e selfie – autoreferenziale. Maturate anche voi il Coraggio di Cambiare, ma in meglio…. perché il paese ne aveva e ne ha tanto bisogno!”

“Ponti… e punti di connessione”: una giornata per costruire relazioni efficaci con le persone nello spettro autistico

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Piglio, L’associazione “Oltre ODV”, trasforma il paese in un Borgo Blu

Un evento speciale è previsto per sabato prossimo dedicato alla consapevolezza sull’autismo, un’opportunità unica per capire cosa è l’autismo e come rapportarsi con bambini e persone autistiche, per rafforzare e promuovere l’inclusione. L’iniziativa  dal titolo “Ponti… e punti di connessione”, è promossa dall’Associazione OLTRE ODV e segna la prima restituzione pubblica del lavoro di mappatura delle fragilità che il sodalizio pigliese  sta svolgendo sul territorio. All’evento parteciperanno l’on. Alessia Savo (Presidente commissione regionale Sanità –Politiche Sociali), il Sindaco Mario Felli, la dott.ssa Sabrina Morrea (Dirigente Scolastica Ist.Comprensivo O.Bottini), la dott.ssa Irene Paluzzi (psicologa-psicoterapeuta cognitivo-comportamentale) la dott.ssa Sara Palmieri (specializzata nel disturbo dello spettro autistico e nella comunicazione aumentativa alternativa CAA), l’Associazione Arte e Musica Malia Duo(specializzata in interventi educativi e terapeutici) a concludere la testimonianza di Antonio Cacciatori.   “L’evento –si legge in una nota dell’Associazione OLTRE ODV- s’inserisce in un percorso strutturato e continuativo di progettualità sociale, nato non solo per aumentare la consapevolezza collettiva sul tema dell’autismo, ma anche e soprattutto per mettere a disposizione della comunità strumenti pratici utili per costruire relazioni efficaci con chi vive questa specifica forma di fragilità. OLTRE ODV parte da un presupposto chiaro: l’autismo non è un ostacolo, ma una diversa modalità di interagire con il mondo. Per questo la sfida non è “integrare” ma “comprendersi” imparando a capire come comunicare e connettersi in modo efficace. È su questa linea che l’associazione propone un approccio pragmatico e operativo, basato sul coinvolgimento di scuole, famiglie, cittadini e istituzioni in una rete concreta di supporto.  Durante la giornata, aperta a tutta la cittadinanza, si alterneranno momenti formativi, laboratori esperienziali e testimonianze dirette.  A guidare il filo rosso dell’iniziativa sarà il “Gomitolo di Greta”, metafora di come le apparenze rappresentano dei limiti e che solo andando oltre queste è possibile cogliere l’essenza vera dell’altro. Il traguardo –conclude la nota- di lungo periodo è ambizioso ma necessario: trasformare Piglio in un “Borgo Blu”, un luogo accogliente, consapevole e abilitante, dove le persone nello spettro autistico possano realizzare un progetto di vita pieno, supportato da una comunità realmente partecipe”.

Upi, a Roma l’Assemblea dei Presidenti. Il Presidente del Consiglio di Frosinone Quadrini presente per la provincia

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Si è svolta questa mattina nella suggestiva cornice della Sala Convegni dell’Hotel Forum a Roma, l’Assemblea dei Presidenti di Provincia convocata dall’UPI (Unione delle Province d’Italia). Un momento di confronto importante sulla situazione istituzionale e finanziaria degli enti provinciali, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle Province da tutta Italia.
Presente anche la Provincia di Frosinone, rappresentata dal Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini che ha portato il saluto ufficiale del Presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano.


“È stato un onore rappresentare la Provincia di Frosinone in questa importante Assemblea nazionale – ha dichiarato il Presidente del Consiglio Provinciale Quadrini–. Ho portato il saluto del nostro Presidente e l’attenzione del nostro territorio su un dibattito che riguarda da vicino la vita dei cittadini. Le Province sono tornate al centro del dibattito istituzionale, ed è fondamentale che siano messe in condizione di esercitare al meglio le loro funzioni, con risorse adeguate e competenze ben definite. La proposta di legge presentata oggi rappresenta un passo significativo verso un riordino tanto atteso quanto necessario”.
L’Assemblea è stata anche l’occasione per illustrare la proposta di legge UPI dal titolo “Disposizioni per il riordino delle funzioni delle Province nelle materie di competenza regionale”, frutto del lavoro del Comitato Direttivo dell’Unione.
“Siamo pronti a fare la nostra parte – ha concluso il Presidente del Consiglio Quadrini – e continueremo a lavorare con impegno affinché le Province possano tornare ad essere un punto di riferimento per le comunità locali”.

ANCI Lazio: rinnovamenti e programmazione al centro del Comitato Regionale del 14 maggio

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Si è svolta ieri, in videoconferenza, la seduta del Comitato Regionale di ANCI Lazio. Un incontro ricco di contenuti strategici per la governance associativa e per il futuro delle autonomie locali laziali, alla presenza dei dirigenti regionali, dei membri del Consiglio Direttivo e dei rappresentanti territoriali.
L’assemblea, ha aperto i lavori con l’approvazione del verbale della seduta precedente, per poi entrare nel vivo con comunicazioni chiave e un ampio confronto su temi organizzativi e politici.
Tra i punti salienti della riunione, la presa d’atto della decadenza del Consigliere Ottorino Ferilli e delle dimissioni della Consigliera Linda Meleo. Il Comitato ha proceduto alla surroga dei due membri, secondo quanto previsto dallo Statuto, articolo 12 comma 8.
Spazio poi all’elezione di un nuovo componente del Consiglio Direttivo, in sostituzione della dimissionaria Lina Novelli, e alla nomina dei nuovi responsabili provinciali su proposta dello stesso Direttivo. Una fase importante, che rafforza il radicamento territoriale dell’Associazione e ne rilancia l’azione in tutte le province del Lazio.
Altro passaggio cruciale è stato l’approvazione del bilancio previsionale 2025 e della relativa relazione programmatica. “Abbiamo approvato un bilancio che guarda alle esigenze dei Comuni, garantendo sostenibilità e visione – ha dichiarato il dirigente regionale ANCI, Gianluca Quadrini, presente all’incontro –. La programmazione per il 2025 tiene conto delle sfide che ci attendono: PNRR, transizione ecologica, innovazione amministrativa”.
La riunione si è chiusa con la nomina del nuovo Segretario generale dott. Luca Masi e del Vicesegretario generale, figure chiave per il funzionamento operativo dell’organizzazione. Un grazie al Segretario uscente Giuseppe De Righi per il lavoro svolto finora in Anci. “Con queste nomine si rafforza la capacità amministrativa e il supporto tecnico ai Comuni. ANCI Lazio si conferma punto di riferimento concreto per gli enti locali, ha concluso Quadrini.
La partecipazione attiva e il clima costruttivo hanno confermato il ruolo di ANCI Lazio come luogo di sintesi tra le istanze dei territori e la necessità di una governance coesa ed efficace.

ProduttivItalia: presentato alla Camera il nuovo Centro Studi per rimettere la produttività delle mPMI al centro dello sviluppo

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Alla Camera dei Deputati la presentazione ufficiale del Centro Studi dedicato alla competitività e all’innovazione delle mPMI italiane

È stato presentato a Roma, il 14 maggio, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, ProduttivItalia, il nuovo centro studi indipendente che si propone di riportare al centro del dibattito pubblico il tema della produttività delle micro, piccole e medie imprese italiane, considerata una vera e propria priorità sociale oltre che economica.

L’incontro, a cui hanno partecipato esponenti del mondo istituzionale, accademico ed economico, ha segnato l’avvio ufficiale delle attività del Centro, nato con l’obiettivo di colmare il divario tra il mondo produttivo e quello della conoscenza, promuovendo un nuovo approccio alla produttività: non più intesa solo come efficienza dei processi industriali, ma come capacità di innovare, ripensare modelli organizzativi e generare impatto sociale.

​L’Onorevole Giulio Centemero, Capogruppo Lega in commissione Finanze, ha aperto l’incontro: “Un Centro Studi sulla Produttività è sicuramente un’ottima iniziativa perché offre una finestra attuale sul paese, analizzando un problema importante che riguarda soprattutto i piccoli. La produttività è certamente influenzata dall’innovazione e questo progetto nuovo, che parte dal basso, presenta anche un comitato scientifico di assoluto livello. Ora stiamo vivendo un’autentica rivoluzione industriale, quella dell’intelligenza artificiale, cambiamento che dobbiamo osservare da vicino e che riguarda tutte le imprese”.

«La produttività è oggi il primo problema sociale del nostro Paese – ha dichiarato Marco Travaglini, Presidente del Centro Studi – Troppe imprese sono escluse dai processi di innovazione, senza accesso a strumenti concreti, formazione e reti di supporto. ProduttivItalia nasce per dare una risposta strutturata a questa emergenza, mettendo a disposizione studi, dati e modelli operativi».

Successivamente è intervenuto il Senatore Antonio Misiani, responsabile Economia e Finanze, Imprese e Infrastrutture del Partito Democratico: “Ringrazio Marco Travaglini al quale faccio i complimenti per questo progetto che ha un grande pregio: quello di mettere in relazione il lavoro sul campo con un’analisi di approfondimento delle dinamiche più complessive. Impresa e ricerca sono mondi che spesso non dialogano. L’accademia spesso non parla con il mondo delle aziende, ovvero le imprese che soffrono le problematiche quotidiane come la bassa produttività. La sfida di questo centro studi è molto importante sono certo che verranno frutti positivi che la politica ha il dovere di raccogliere”.

Presenti all’evento di lancio del Centro Studi anche due dei membri del Comitato Scientifico che è stato annunciato: Ludovico Bullini Orlandi, Professore Associato in Organizzazione Aziendale presso l’Università di Bologna e Alessandro Pajewski, Direttore Generale della Fondazione Gran Sasso Tech a L’Aquila.

Un nuovo approccio alla produttività

ProduttivItalia nasce per affrontare la produttività come primo problema sociale, proponendo soluzioni concrete per migliorare le performance delle mPMI. Il Centro si impegna a superare i paradigmi tradizionali, promuovendo un approccio che mette al centro innovazione, riorganizzazione dei modelli di business e connessione con il terziario avanzato.

Nel corso dell’evento sono stati illustrati i primi cinque progetti di ricerca già avviati dal Centro, in collaborazione con prestigiose istituzioni accademiche, che affronteranno temi strategici come il legame tra produttività e benessere, l’organizzazione del lavoro nelle mPMI, il ruolo del terziario avanzato e l’accesso agli strumenti di innovazione:

  • Dinamiche di produttività nelle mPMI italiane – In collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, per analizzare l’impatto delle tecnologie digitali sulle mPMI.

  • Il contributo degli assetti organizzativo-manageriali nella produttività delle mPMI – In collaborazione con il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna, focalizzato su inserimento dei nuovi entranti e clima organizzativo.

  • Produttività delle mPMI e fenomeni socio-economici – In collaborazione con i Dipartimenti di Scienze Sociali del Gran Sasso Science Institute dell’Aquila, per comprendere le sfide delle imprese nei diversi contesti regionali.

  • Produttività delle mPMI e sicurezza sul lavoro – In collaborazione con la Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università Sapienza di Roma, il nesso tra produttività aziendale e sicurezza sul lavoro.

  • Innovazione per le mPMI: valutazione dell’impatto del progetto “100 IDEE” – In collaborazione con il Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa dell’Università della Tuscia di Viterbo, per sviluppare modelli di sviluppo sostenibile per le mPMI.
    Il Comitato Scientifico
  • È stato inoltre annunciato il Comitato Scientifico del Centro, composto da esperti di alto profilo, accademici e professionisti di rilievo nazionale e internazionale:
  • Gabriele Ferrieri – Forbes TOP 100 under 30, Presidente di ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori
  • Francesco Napoli – Docente presso la Facoltà di Ingegneria Chimica dell’Università Sapienza di Roma
  • Danilo Broggi – Presidente del Centro per la Cultura d’Impresa, ex Presidente CONFAPI
  • Alessandro Pajewski – Direttore Generale della Fondazione Gran Sasso Tech
  • Ludovico Bullini Orlandi – Professore Associato in Organizzazione Aziendale all’Università di Bologna
  • Alessandro Giudici – Full Professor of Strategy presso la Bayes Business School di Londra
  • Alessandra Faggian – Professoressa Ordinaria di Economia Applicata presso il Gran Sasso Science Institute
  • Villy de Luca – Responsabile Globale del Trading per Squarepoint Capital
  • Marco Travaglini – Presidente ProduttivItalia, CEO Mama Industry
  • Una sfida da affrontare insieme
  • La presentazione si è conclusa con un messaggio chiaro: ProduttivItalia non è un semplice osservatorio, ma uno strumento concreto a supporto delle imprese e delle istituzioni. Un punto di riferimento per affrontare in modo nuovo una sfida antica: quella della crescita.
  • Maggiori informazioni: www.produttivitalia.org.

Dichiarazione del Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni

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LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI

Sono orgogliosa di annunciare che l’America’s Cup si disputerà, per la prima volta nella storia, in Italia.

Sarà Napoli la città che ospiterà nel 2027 la trentottesima edizione del torneo velico più famoso e prestigioso al mondo, un evento globale che coinvolge milioni di appassionati e rappresenta una sintesi unica tra tradizione, innovazione tecnologica, eccellenza ingegneristica e spirito competitivo.

Ringrazio il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, Sport e Salute e tutti coloro che hanno lavorato, con passione e determinazione, per raggiungere questo grande risultato. 

La scelta del capoluogo partenopeo contribuirà a rafforzare il rinnovato protagonismo del Sud, che in questi anni ha saputo riscoprire il suo dinamismo e il suo orgoglio, registrando una crescita del PIL e dell’occupazione superiore alla media nazionale.

L’organizzazione dell’America’s Cup a Napoli consentirà, inoltre, di accelerare l’imponente piano di riqualificazione e rigenerazione avviato dal Governo per trasformare l’area di Bagnoli in un moderno polo turistico, balneare e commerciale. 

La scelta dell’Italia è una scelta che ci inorgoglisce, perché è un riconoscimento all’identità stessa della nostra Nazione. Senza il mare, infatti, noi non saremmo ciò che siamo. Il mare è storia, identità, cultura ma anche un pezzo insostituibile del nostro sistema produttivo ed economico, grazie alla posizione di leadership che ricopriamo nella nautica, nella cantieristica, nell’industria armatoriale, nella crocieristica e in tanti altri ambiti connessi alla blue economy.

Non vediamo l’ora di accogliere l’America’s Cup. L’Italia sarà all’altezza di questa sfida, e dimostrerà ancora una volta al mondo di cosa è capace.

Archeoares e Grotte di Castro insieme per una nuova stagione culturale

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Viterbo, 14 maggio 2025 – È stato presentato, presso la sede di Archeoares, il nuovo progetto di valorizzazione culturale promosso dal Comune di Grotte di Castro, un’iniziativa che segna l’inizio di una proficua collaborazione tra l’amministrazione locale, la società Archeoares e la cooperativa sociale Nova Castrum. Al centro, una visione condivisa: investire nella cultura per generare valore duraturo, attivando percorsi di crescita sociale, economica e turistica.

A testimoniare l’impegno del Comune è stato il sindaco Antonio Domenico Rizzello, che ha illustrato il progetto come parte di una strategia lungimirante: “Abbiamo scelto di destinare alla cultura lo stesso impegno economico riservato alla manutenzione del territorio. Per ogni euro investito nei servizi comunali, un euro andrà alla valorizzazione del nostro patrimonio. È una scelta politica, prima ancora che gestionale, che vuole restituire al borgo un ruolo attivo nei circuiti culturali e turistici regionali”. Una visione che ha trovato in Archeoares un partner tecnico pronto a raccogliere la sfida, mettendo a sistema competenze e progettualità.

“Quando un’amministrazione locale sceglie la cultura come priorità strategica, non può e non deve essere lasciata sola” – ha dichiarato Gianpaolo Serone, socio fondatore di Archeoares. “Da oltre due decenni accompagniamo i territori in questi percorsi, integrando competenze di strategia culturale, progettazione, innovazione tecnologica e storytelling. Grotte di Castro rappresenta oggi un esempio concreto di investimento consapevole e ispirato.”

Il progetto presentato prevede interventi su più livelli. Tra questi, la valorizzazione del Museo “Civita” – attualmente chiuso per lavori di ammodernamento e miglioramento dell’accessibilità finanziati con il PNRR – e un nuovo sistema di sentieristica per unire i comuni del Lago di Bolsena e non solo. A illustrare il ruolo e le prospettive dell’ente museale è intervenuta la direttrice Mariaflavia Marabottini:

“Il museo rappresenta l’espressione visibile della ricchezza storica e culturale del nostro territorio. È un luogo identitario che custodisce e racconta l’eredità di Grotte di Castro. L’intervento in corso punta non solo alla riapertura, ma a un riallestimento che permetterà di esporre nuovi corredi provenienti dalla necropoli di Vigna La Piazza, tra le più rilevanti dell’area del lago di Bolsena che l’amministrazione punta a rendere visitabile e integrata con le due necropoli già fruibili di Centocamere e Pianezze.”

Un’operazione culturale di rilievo, che si intreccia con la valorizzazione delle aree archeologiche, naturalistiche e storiche circostanti e si pone come snodo strategico nella costruzione di un’offerta integrata, capace di attrarre un pubblico diversificato e contribuire alla rinascita del borgo.

Fondamentale anche il contributo della cooperativa Nova Castrum, da anni attiva nella valorizzazione del patrimonio culturale di Grotte di Castro e profondamente inserita nel tessuto sociale del territorio. Nel corso dell’incontro, il presidente Ermanno Palombo ha sottolineato l’importanza di coniugare cultura e inclusione, affermando:

“La nostra partecipazione nasce dalla volontà di offrire nuove opportunità lavorative a persone in condizione di fragilità, che spesso incontrano ostacoli nell’ingresso nel mondo del lavoro. Questo progetto rappresenta per noi una sfida e un’occasione per mettere a frutto le competenze maturate nel tempo, rafforzando il nostro impegno e la nostra vocazione sociale.”

Un’adesione che conferma come la cultura possa essere leva di sviluppo sostenibile, non solo economico ma anche umano, generando impatto positivo sull’intera comunità.

“Archeoares non si limita a gestire musei – conclude Serone –: il nostro lavoro è costruire alleanze, raccontare territori, formare comunità culturali attive. Con Grotte di Castro condividiamo un orizzonte: costruire oggi le condizioni per un turismo culturale sostenibile, accessibile, autentico.”

REGIONE LAZIO, LA GIUNTA HA APPROVATO LA PROPOSTA DI LEGGE SULLA FAMIGLIA

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Previsti dodici milioni di euro in tre anni. Il presidente Rocca: «Dopo

oltre vent’anni, mettiamo mano a una riforma necessaria e coraggiosa»

Roma, 15 maggio 2025 – La Giunta regionale, presieduta daFrancesco Rocca, su proposta di Simona Baldassarre, assessore alle Pari opportunità, alle Politiche giovanili e della Famiglia, ha approvato la proposta di una nuova legge sulla Famiglia, da inviare al Consiglio regionale.

La proposta di legge, che impegna 12 milioni di euro in tre anni, aggiorna e amplia il quadro normativo, a due decenni di distanza della prima disciplina regionale di riferimento(legge regionale n. 32 del 7 dicembre 2001) e introduce misure specifiche per incentivare la natalità, sostenere le famiglie in difficoltà, promuovere la coesione sociale e riconoscere il valore specifico della famiglia.

«La proposta di legge che abbiamo approvato in Giunta rappresenta un impegno concreto della Regione Lazio verso le famiglie, cuore pulsante della nostra società. Dopo oltre vent’anni, mettiamo mano a una riforma necessaria e coraggiosa, che riconosce il ruolo insostituibile della famiglia e ne sostiene le sfide con risposte attuali e mirate», dichiara il presidente Francesco Rocca.

«Abbiamo costruito una legge che guarda avanti, che investe risorse vere – 12 milioni di euro in tre anni – per promuovere la natalità, aiutare le giovani coppie, sostenere la genitorialità e proteggere chi vive situazioni di fragilità. Lo facciamo attraverso progetti innovativi, con il rilancio dei Centri per la famiglia e l’istituzione della Carta Famiglia del Lazio. Questa proposta non è solo un testo normativo, è una dichiarazione di valori. Vogliamo favorire la coesione sociale e contrastare il declino demografico con azioni concrete per cui ringrazio, di vero cuore, l’assessore Baldassarre», aggiunge il presidente Francesco Rocca.

«Oggi è un momento storico, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia: dopo 24 anni dall’ultima normativa regionale in materia, aggiorniamo il quadro con una legge che riconosce il valore sociale della famiglia, mettendo in campo investimenti concreti: dal progetto “Famiglia giovane”, a “Maternità fragile” e ai Centri per la famiglia. Molte iniziative sono pensate per essere realizzate in co-progettazione con le associazioni familiari e i comuni», spiega l’assessore SimonaBaldassarre.

«Un’altra novità è la Carta Famiglia, per promuovere riduzioni, agevolazioni tariffarie e convenzioni con le aziende. Abbiamo previsto nuovi fondi per le famiglie numerose e interventi per le famiglie monogenitoriali. Centrali sono il tema della natalità, dello spopolamento delle aree rurali e dei borghi storici, e della coesione tra le generazioni, valorizzando genitori e nonni. Il Lazio si dota così di una legge moderna e coraggiosa. Perché la famiglia non è solo luogo di affetti, ma motore di crescita economica, sociale e demografica. Il Lazio riparte dalla famiglia», conclude l’assessore Simona Baldassarre.

La proposta di legge prevede, inoltre, le seguenti misure specifiche:

  • istituire il Programma triennale per la Famiglia, che definisce gli obiettivi generali, le priorità di intervento e le modalità di finanziamento, e il Piano annuale per la Famiglia, che ne dà attuazione;
  • introdurre specifiche misure a favore della natalità, includendo anche il nascituro tra i destinatari degli interventi previsti;
  • promuovere e valorizzare l’associazionismo familiare;
  • riconoscere il Fattore Famiglia, quale strumento per determinare i benefici a favore delle famiglie;
  • introdurre agevolazioni per la formazione di nuove famiglie, la Carta Famiglia del Lazio, e misure a favore delle famiglie numerose;
  • istituire il progetto Famiglia giovane, destinato a giovani coppie, comprendente un contributo economico e percorsi di accompagnamento alla gravidanza;
  • sostenere la genitorialità, la mediazione familiare e la gestione della conflittualità nelle separazioni, valorizzando il ruolo dei consultori e dei centri per la famiglia;
  • istituire il progetto Maternità fragile, prevedendo voucher e percorsi per le donne in condizione di vulnerabilità socioeconomica;
  • la creazione del Tavolo permanente sulle Politiche familiari, la Natalità e la Demografia; e della Conferenza regionale sulla famiglia, demografia e natalità. 

La proposta ora approderà in Consiglio regionale per seguire l’iter di approvazione, fra Commissione e Assemblea.

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