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Alzheimer e Dintorni – Dalla Cura a Prendersi Cura: Il Presidente del Consiglio Provinciale Quadrini  interviene all’evento organizzato dai Lions Club di Cassino

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Si è svolto questa mattina, presso la Sala Restagno del Comune di Cassino, l’evento “Alzheimer e Dintorni – Dalla cura a prendersi cura”, organizzato dai Lions Club di Cassino. Un incontro di grande valore, dedicato alla sensibilizzazione e al confronto sul tema dell’Alzheimer e della cura delle persone che ne sono affette. Alla manifestazione hanno preso parte il presidente del Lions Club di Cassino, dott. Carmelo Palombo, il direttore del Consorzio dei Servizi Sociali del Cassinate, dott. Emilio Tartaglia, la dottoressa Angela Abatecola, la dott.ssa Ornella Rodi, consigliere Comunale di Cassino, il dott. Marcello Russo, e un folto pubblico che ha seguito con grande attenzione l’incontro.

Il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, che ha partecipato all’evento, ha portato i saluti del Presidente della Provincia, Luca Di Stefano, ringraziando gli organizzatori per l’importante iniziativa. Durante il suo intervento, il Presidente del Consiglio provinciale ha sottolineato l’importanza di una riflessione collettiva sul tema dell’Alzheimer, una malattia che colpisce migliaia di famiglie, chiedendo un impegno sempre maggiore da parte delle istituzioni e della società civile.

“La cura delle persone affette da Alzheimer non riguarda solo gli aspetti medici, ma richiede un approccio integrato che coinvolga la comunità intera – ha dichiarato il Presidente del Consiglio –. È fondamentale, quindi, creare reti di supporto che sappiano offrire non solo assistenza, ma anche comprensione, vicinanza e sostegno alle famiglie. La sensibilizzazione su questi temi è un passo cruciale verso una società più inclusiva e solidale.”

Il Presidente del Consiglio provinciale ha poi espresso un sentito ringraziamento al presidente del Lions Club di Cassino, Carmelo Palombo,  e al consigliere comunale Ornella Rodi, per la  sensibilità e per l’organizzazione di questo evento che ha offerto uno spazio di approfondimento e riflessione su un tema tanto delicato. “È fondamentale – ha concluso – che eventi come questo possano contribuire a una maggiore consapevolezza, stimolando azioni concrete di supporto e di miglioramento della qualità della vita per chi è affetto da questa malattia.”

L’incontro si è concluso con un apprezzamento generale per l’importante opportunità di dialogo e approfondimento offerta dalla giornata, che ha visto la partecipazione di esperti e cittadini, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità su una tematica tanto rilevante.

Ecco le prove che il noto veggente palermitano non è un cialtrone e che forse può fermare la Terza Guerra Mondiale

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TAG ARCANGELO SAN MICHELE, BIAGIO CONTE, BRUXELLES, CALTANISSETTA, TERZA GUERRA MONDIALE, DAVID MURGIA, KIEV; MADONIE, MARCELLO STANZIONE, PACE, PALERMO, PETRALIA, RETE4, VEGGENTE

Il giornalista David Murgia chiama cialtroni molti dei 200 veggenti italiani nel suo libro, citato da giornali e TV. Essi parlano a chiunque, ma mai al Papa perchè temono di essere smascherati. Invece il veggente palermitano (detto delle Madonie o di San Michele Arcangelo), ha più volte affermato senza timore di avere un importante MESSAGGIO SEGRETO RISERVATO AL SOLO PAPA, ma che non riesce a consegnarlo dal 2012! Evidentemente l’intermediario scelto non sa cosa fare, e altri parlano troppo o troppo poco. Tale messaggio certo riguarda la Chiesa, e la PACE MONDIALE. Infatti San Michele che è Angelo della pace, santo patrono di Kiev e di Bruxelles (oltre che di Caltanissetta), potrebbe aver chiesto al Papa di fare qualcosa, come consacrare le nazioni, o la UE, alla Madonna, Regina della pace.

Altra prova è che a Petralia Sottana (PA), da anni gli ex voto testimoniano guarigioni “prodigiose” e si fotografano APERTI gli occhi che nel quadro della edicola votiva sono invece dipinti CHIUSI. Nel 2012 fu persino filmata scendere una LACRIMA! Anche il compianto fratel BIAGIO CONTE si è recato più volte alla edicola votiva di San Michele Arcangelo, posta al termine di una Via Crucis, che è lunga proprio quanto quella di Gerusalemme! 

Sono PROVE importanti riferite più volte da giornali e TV (Rete4 ecc). Anche la veloce diffusione di centinaia di Gruppi San Michele in Europa e nel mondo non è banale. Forse ci sarebbero anche altri prodigi se i messaggi, integralmente riportati nei libri di Sandro Mancinelli e di Don Marcello Stanzione, fossero più conosciuti. La Terza Guerra Mondiale si avvicina e queste righe tendono a facilitare la consegna del messaggio riservato al Papa fermo dal 2012!

Rosso Passione: il cocktail che celebra l’amore

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Il barman Fabrizio Sunda reinterpreta l’amore in un cocktail dal gusto intenso

Fabrizio Sunda, il creativo barman de Il Caravellino, l’iconico lounge bar dell’accogliente Hotel Saturnia & International di Venezia, affiliato a Space Hotels, presenta il cocktail perfetto per brindare all’amore: Rosso Passione. Questo signature cocktail è un vero e proprio inno ai sentimenti intensi, una sinfonia di sapori che unisce la dolcezza avvolgente, un tocco piccante intrigante e una delicata nota amaricante, proprio come l’alba di una passione travolgente. Un’esperienza sensoriale pensata per esaltare ogni momento speciale, lasciando un ricordo indelebile a chi lo assapora.

Guarnito con passion fruit e zenzero, servito in una raffinata coppa Martini e realizzato con la tecnica Shake & Strain, il Rosso Passione è molto più di un semplice cocktail: è un viaggio sensoriale che seduce il palato con il perfetto equilibrio tra dolcezza e vivacità, lasciando emergere sfumature aromatiche inaspettate. Ogni sorso è un’armonia di sapori avvolgenti e contrastanti, capace di risvegliare i sensi e accendere le emozioni, trasformando ogni brindisi in un momento indimenticabile.

“Un brindisi che celebra l’amore in tutte le sue forme, qualunque sia la persona che si porta nel cuore.” – così lo descrive Fabrizio Sunda, ispirandosi alle sfumature vibranti del sentimento più potente.

Con un’innata passione per l’arte della mixology e una costante ricerca di nuovi equilibri di sapori, Fabrizio Sunda ha una lunga esperienza che si traduce in creazioni raffinate e originali, capaci di sorprendere e coinvolgere i sensi. Ogni suo cocktail è un racconto, un perfetto connubio tra tecnica, ispirazione e qualità degli ingredienti. Con uno stile personale e un’attenzione scrupolosa ai dettagli, Fabrizio Sunda continua a ridefinire l’esperienza del bere miscelato, trasformando ogni sorso in un’emozione da ricordare.

Il Rosso Passione nasce da un perfetto equilibrio tra ingredienti selezionati con cura:

  • Vodka (4 CL)
  • Aperol (2 CL)
  • Paragon Monin (1,5 CL),
  • Purea di passion fruit (6 CL)
  • Ginger Beer (Top)
  • Angostura Bitter (3 Dash)

A Il Caravellino Bar, nel cuore pulsante di Venezia, l’arte della mixology si fonde con il fascino senza tempo della città lagunare, creando un’esperienza sensoriale che va oltre il semplice bere. Qui, tra eleganza e tradizione, ogni cocktail diventa un viaggio, e il Rosso Passione ne è la massima espressione: un brindisi avvolgente che celebra l’amore in tutte le sue forme. Per rendere l’esperienza ancora più unica, lo staff del bar invita i clienti a scegliere una canzone che accompagni il loro cocktail, creando una perfetta armonia tra sapori e suoni, per un’esperienza che allieta tutti i sensi. Disponibile in esclusiva per tutto il periodo di San Valentino, è l’occasione perfetta per lasciarsi sedurre dal suo equilibrio di sapori e dall’atmosfera romantica che solo Venezia sa offrire.

MILANO, DE CORATO A SALA: «GABRIELLI CHE GRANDISSIMO LAVORO HA SVOLTO CON CITTA’ CHE ERA ED E’ PIU’ PERICOLOSA D’ITALIA E CON SINDACO SU PIANO CASA IN BILICO»!

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«Le dichiarazioni odierne di Sala mi lasciano sempre più sconcertato e di stucco. Ma secondo il Sindaco qual’è stato il grandissimo lavoro dell’ex capo della Polizia in città visto che i risultati dimostrano esattamente il contrario? Ricordo che Gabrielli non conosceva i quartieri e le varie vicissitudini del capoluogo lombardo, quindi come avrebbe fatto a conoscere bene le nostre realtà e a porre fine all’alto tasso di delinquenza e criminalità che si sono impossessate di Milano? Siamo la città italiana, tra le grandi, più pericolosa d’Italia per colpa sia dell’attuale Sindaco (in bilico nelle ultime ore sul Piano Casa) che del suo predecessore Pisapia, i quali dal 2011 in poi hanno tolto i 436 militari che le Giunte di Centrodestra avevano schierato in giro per Milano grazie ai quali in quei anni, 2009-2010, i reati ebbero una netta diminuzione del 40%. Sul recente caso Ramy, poi, sia Sala che lo stesso Gabrielli non hanno esitato un istante a condannare i Carabinieri: Il Sindaco dicendo “i Carabinieri hanno sbagliato a fare un inseguimento notturno troppo lungo di 20 minuti”, mentre l’ex capo della Polizia affermando “l’inseguimento non è stato fatto in modo corretto”. Ma di cosa stiamo parlando! Tutto ciò è assurdo. L’abbandono di Gabrielli al ruolo di consulente per la sicurezza del Sindaco, è l’ennesimo fallimento di Sala e della Giunta di Centrosinistra che dal 2016 ad oggi non ha saputo dare le giuste risposte, dal tema della sicurezza a quello dell’ambiente giusto per citarne due, ai milanesi e all’intero capoluogo lombardo. Ricordo che la scelta di Sala dell’ottobre 2023 nel nominare Gabrielli (azione politica che non si era mai vista dal dopoguerra in avanti), è stata un chiaro commissariamento quindi mancanza di fiducia all’attuale Assessore alla Sicurezza Granelli che in vita sua si è sempre occupato di politiche sociali». 

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

Passione e raffinatezza a tavola: la ricetta perfetta per San Valentino

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Dalla delicatezza del mare alla vivacità degli agrumi, un equilibrio perfetto nella ricetta dello chef Daniele Arzilli

Per celebrare l’amore nel modo più raffinato, lo chef Daniele Arzilli del Ristorante Granace del Park Hotel Marinetta di Marina di Bibbona, che riaprirà in primavera, presenta una creazione culinaria unica: Tartare di ricciola con gelè agrumato e terra di olive taggiasche. Un piatto che unisce freschezza, eleganza e un perfetto equilibrio di sapori, pensato per rendere indimenticabile ogni cena di San Valentino. La combinazione degli ingredienti è studiata per creare un’armonia perfetta tra contrasti di gusto e texture, trasformando ogni assaggio in un viaggio sensoriale raffinato ed emozionante.

La ricetta dello chef Daniele Arzilli, Delegato Regionale della Toscana di AIFBM, nasce dall’idea di offrire un’esperienza sensoriale completa, in cui la delicatezza vellutata della ricciola si fonde con la vivace freschezza degli agrumi e l’intensa profondità aromatica delle olive taggiasche. Il risultato è un connubio perfetto tra dolcezza marina, acidità agrumata e note sapide, capace di stimolare ogni senso.

Ogni ingrediente è selezionato con cura per garantire un’esplosione di gusto equilibrata e sofisticata, conquistando il palato degli innamorati con ogni boccone. La dolcezza naturale del pesce crudo viene esaltata dalle note speziate della liquirizia, mentre il gelè di agrumi regala una sensazione di freschezza inaspettata.

La croccantezza della terra di olive taggiasche aggiunge un tocco finale che rende il piatto non solo delizioso ma anche intrigante nella sua consistenza.

TARTARE DI RICCIOLA CON GELÈ AGRUMATO E TERRA DI OLIVE TAGGIASCHE

Ingredienti per 2 persone:

  • 160g di filetto di ricciola fresca
  • 1 limone bio (buccia grattugiata)
  • 1g di polvere di liquirizia
  • 10ml di olio extra vergine d’oliva
  • Sale marino q.b.

Per il gelè agrumato:

  • 50ml di succo di pompelmo
  • 20ml di succo di lime
  • 30ml di succo di arancia
  • 3g di agar agar

Per la terra di olive taggiasche:

  • 100g di olive taggiasche marinate

Procedimento:

Disporre le olive taggiasche su una placca e farle essiccare in forno a 70°C per almeno 5 ore. Una volta raffreddate, tritarle finemente per ottenere la terra di olive.

Tritare al coltello la ricciola in modo grossolano. Assicurarsi che il pesce sia stato precedentemente abbattuto a -18°C per almeno 36 ore per garantire la sicurezza alimentare.

Condire la ricciola con la polvere di liquirizia, la buccia di limone grattugiata, l’olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale marino. Mescolare e lasciare riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

In un pentolino, scaldare i tre succhi di agrumi e aggiungere l’agar agar. Portare a ebollizione per almeno 2 minuti mescolando con una frusta. Versare il composto in un contenitore alto e stretto e lasciar raffreddare in frigorifero fino a completa gelificazione.

Prendere la tartare e, con l’aiuto di un coppapasta, formare un cerchio al centro del piatto, pressando leggermente con il dorso di un cucchiaio.

Tagliare il gelè di agrumi a piccoli cubetti e distribuirlo sopra la tartare.

Spolverare la terra di olive taggiasche e completare con un filo d’olio extravergine d’oliva toscano.

A piacere, decorare con erbette fresche, germogli o fiori eduli per rendere il piatto ancora più invitante.

Questo piatto non è solo una ricetta, ma una vera e propria esperienza di gusto pensata per sorprendere e sedurre. Perfetto per chi desidera celebrare l’amore attraverso la cucina, la ricetta di San Valentino dello chef Daniele Arzilli promette una serata indimenticabile, tra raffinatezza e sapori unici.

ICARO è il nuovo brano di Alessandra Latino

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ICARO è il nuovo singolo di Alessandra Latino, un brano scritto insieme a Giovanni Segreti Bruno e prodotto da Paolo Pasqua (L’ennesimo) per Joseba Publishing. La direzione artistica del progetto è affidata a Gianni Testa.

ICARO brucia per colpa della sua ostinazione -racconta l’artista- fino a rendersi conto che non può volare più in alto di quanto le sue ali di cera gli permettano. La sua caduta è la presa di coscienza: non sempre ciò che perseguiamo è giusto per noi. I cuori distrutti non possono amare. Così l’illusione si spezza e lascia spazio a una verità cruda ma necessaria. ICARO è il desiderio di ritornare a casa indenne, nonostante il viaggio abbia già lasciato delle cicatrici. Nella caduta però non c’è solo distruzione ma una nuova forza, quella di ricostruirsi da soli. ICARO è rinascita.

Spotify: https://open.spotify.com/album/48t1Ea6aaCSk17whAQ87pQ

Alessandra Latino, nata a Cosenza il 2 gennaio 2003 e attualmente residente a Montano Uffugo, un piccolo paese di provincia, ha costruito un percorso artistico ricco e variegato sin dalla tenera età. Dopo aver completato le scuole primarie e secondarie a Montalto, si è diplomata con successo al Liceo Classico “Gioacchino da Fiore” di Rende e attualmente frequenta la facoltà di Giurisprudenza all’Università della Calabria. Alessandra si è avvicinata al mondo della danza all’età di tre anni, iscrivendosi a una scuola locale dove ha studiato inizialmente danza classica e moderna, per poi concentrarsi sull’hip-hop, disciplina che continua a praticare con passione. Oggi, è anche insegnante di danza di primo livello in hip-hop e street dance. All’età di cinque anni, ha iniziato a studiare pianoforte con due maestri di Cosenza, proseguendo poi con lo studio del canto. Nel 2010, è entrata a far parte de “Il Piccolo Coro del Rendano”, diretto dal maestro Mariacarmela Ranieri. Per affinare le sue competenze artistiche, a otto anni si è iscritta all’Accademia CAM (Centro Artistico Musicale), dove studia attualmente pianoforte con il maestro Francesco Petrasso e canto con la maestro Daniela Arena. Inoltre, frequenta i corsi di canto e pianoforte pop/rock presso il Conservatorio di Musica di Cosenza “Stanislao Giacomantonio”. Nel corso degli anni, Alessandra ha accumulato numerose esperienze musicali significative, tra cui la formazione al CET di Mogol e Area Sanremo. Tra i traguardi più importanti, spiccano la registrazione del suo primo inedito, “Senza ritorno”, al Q Recording Studio di Milano, il premio al Festival Estivo di Piombino e un’esibizione all’Auditorium Parco della Musica di Roma per il “Premio Stefano D’Orazio” il 25 settembre 2022. Nel 2020, Alessandra è stata notata da Gianni Testa ed è entrata a far parte di Joseba Publishing, dove ha continuato a sviluppare la sua formazione artistica. Da allora, ha pubblicato diversi singoli, affrontando temi sociali e emozionali attraverso la sua musica, e si sta affermando come una voce autentica e coinvolgente nel panorama musicale italiano.

https://www.instagram.com/aleexjss._

Salinitro presenta il nuovo singolo “Al centro di me”

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“Al centro di me” (etichetta Up Music Studio) è il nuovo singolo di Salinitro, un brano che segna uno spartiacque tra il passato e il presente dell’artista. La fine di un rapporto, sentimentale o meno, può rappresentare il crollo di una serie di paradigmi su cui spesso fondiamo il nostro equilibrio, eppure tale equilibrio non può essere ricercato altrove se non in sé stessi.

Al centro di me – spiega l’artista- è un invito a guardarsi dentro e a trovare nella propria interiorità una luce che possa guidare le proprie incertezze e che possa essere fonte di cambiamento e di rinascita. Quando tutto attorno sembra muoversi in maniera confusa e preoccupante, la vera arma è mettersi al centro e stabilire ciò che rientra nel nostro benessere.

Videoclip: https://youtu.be/OniQMU5JUEQ

Emanuele Salinitro, in arte Salinitro. La grande passione per la musica trasmessa dai genitori e l’ascolto di vari generi musicali già durante l’infanzia avvicinano presto Salinitro alla sfera musicale. All’età di dodici anni inizia a prendere lezioni di piano per poi passare, all’età di quindici anni, alle lezioni di canto. Cantare diventa il suo canale espressivo principale e iniziano così a susseguirsi varie esperienze nell’ambito: partecipazione a contest canori locali e nazionali, formazione con professionisti del settore e serate live con musicisti. La formazione artistica viene affiancata alla formazione accademica e così Salinitro riesce a conseguire due lauree: una in Lingue per la Comunicazione Internazionale (2014) e l’altra in Traduzione Specialistica (2017). Tale percorso di studi porta l’artista a intraprendere la carriera di insegnante di lingue straniere, ma la voglia di crescere artisticamente spinge Salinitro alla scrittura di testi musicali e al desiderio di intraprendere, al contempo, una carriera discografica. Nel marzo 2019 incontra il produttore artistico Fabrizio Grenghi nei Massive Arts Studios di Milano e ciò apre un capitolo inatteso: insieme a Grenghi e agli altri collaboratori del team, l’artista realizza il suo primo prodotto discografico: un EP dal titolo Accanto a te, contenente n.4 brani di cui Salinitro è sia autore che interprete. La pubblicazione dell’EP, anticipata dai singoli Pezzi dello stesso cuore (2019) e Non mi rispondi (2020), vede la luce nelle piattaforme digitali il 5 febbraio 2021 insieme al terzo e al quarto singolo estratti Mi fido di te e Le solite apparenze. Ciascun singolo è accompagnato da un videoclip. La promozione tramite ufficio stampa dell’intero EP ha permesso la diffusione dei brani in molte radio e webradio del circuito locale e nazionale e la realizzazione di numerose interviste e recensioni su varie testate del settore, tra le quali All Music Italia, Più o Meno Pop e Meiweb. Gli anni 2022 e 2023 sono caratterizzati da una lunga pausa dovuta a una grave perdita familiare che colpisce l’artista, minando la determinazione che lo ha sempre contraddistinto e la voglia di proseguire in questo percorso. Tuttavia, a fine 2023 Salinitro stipula una collaborazione con l’etichetta Up Music finalizzata alla produzione e promozione di un nuovo brano.

Link Instagram: https://www.instagram.com/salinitroofficial
Link Fabebook: https://www.facebook.com/salinitroofficial
Link YouTube: https://youtube.com/@salinitro7082?si=th1i0tbi9r5VOPBg
Link Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/4dmf17MbaBR5Q7by3ICSVN

Destata l’attenzione da parte dell’Amministrazione comunale

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Piglio, Con l’apposizione del cartello edile si conclude l’anonimato del cantiere

All’indomani della pubblicazione dell’articolo dal titolo “Chi controlla i controllori?”  https://www.ilgiornaledellazio.it/2025/02/02/chi-controlla-i-controllori/    , che portava alla luce le lamentele dei visitatori del cimitero, riguardo l’anonimato del cantiere presente  (per la realizzazione dei 96 loculi cimiteriali senza nessun tipo di cartello edile), sembra abbia destato l’interesse di chi ha il compito di controllare questo tipo di attività sul territorio (il Comune) tanto che è stato affisso nell’immediato un cartello, dal quale si evidenziano  che i lavori iniziati lo scorso 8 febbraio si concluderanno il prossimo 9 marzo.  E’ bene ancora una volta ricordare che: “ il cartello permette agli organi di effettuare una vigilanza rapida. Quando non viene esposto si commette di fatto un reato edilizio, anche  nel caso in cui sia nascosto, non visibile, non compilato o addirittura cancellato da agenti atmosferici. Equivale a non averlo esposto. Deve essere posto in prossimità dell’accesso del cantiere, ben visibile e ben leggibile. Secondo l’art. 20 comma 6 del testo unico dell’edilizia: gli estremi del permesso di costruire sono indicati nel cartello esposto presso il cantiere, secondo le modalità stabilite dal regolamento edilizio. Il contenuto, indica tutta una serie d’informazioni importanti e doverose, la sua assenza o non visibilità, evidenzia un reato quale la  violazione dell’art. 44 c. 1/a del D.P.R. 380/2001, secondo cui  è prevista l’ammenda fino a 10.329 euro per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal presente titolo, in quanto applicabili, nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire, e degli artt. 110, 481, cod. penale”.

Chi era Lorenzo Rovagnati, morto sull’elicottero precipitato. Indaga la Procura

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L’erede del colosso di salumi Rovagnati aveva 41 anni: è morto ieri sera nello schianto dell’elicottero che doveva riportarlo a Milano dopo la visita al castello di famiglia

BOLOGNA – Era amministratore delegato insieme al fratello dell’azienda Rovagnati, il colosso dei salumi che tutti conoscono per il prosciutto ‘Gran Biscotto’ e aspettava il terzo figlio dalla moglie Federica Sironi: Lorenzo Rovagnati aveva 41 anni ed è morto ieri sera in un incidente. L’elicottero su cui viaggiava è precipitato a Castelguelfo, in provincia di Parma, poco dopo il decollo. L’incidente, secondo le prime ricostruzioni, è stato causato dalla fitta nebbia che ieri sera avvolgeva il castello di Castelguelfo, di proprietà della famiglia Rovagnati. Ma la dinamica dell’incidente è ancora tutta da chiarire. Oltre all’imprenditore, nello schianto avvenuto subito dopo il decollo, sono morti i due piloti: Flavio Massa e Leonardo Italiani. L’Agenzia per la sicurezza del volo, ieri sera, ha subito aperto un’inchiesta e ha inviato sul posto gli ispettori: arriveranno oggi nella tenuta di Castelguelfo. Anche la Procura di Parma ha aperto un’inchiesta.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Caso Almasri, la Corte penale dell’Aja indaga sul governo italiano. Nordio: “Ormai tutti indagano su tutto”

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Il quotidiano Avvenire pubblica in esclusiva la denuncia in cui sono indicati i nomi di Giorgia Meloni, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi

ROMA – La Corte penale internazionale dell’Aja ha avviato un fascicolo di indagine sull’operato del governo italiano per “ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma” in relazione al caso del rimpatrio del generale Almasri in Libia. Lo scrive il quotidiano ‘Avvenire‘ sul sito online.

Nella denuncia ricevuta dall’Ufficio del Procuratore, che l’ha trasmessa al cancelliere e al presidente del Tribunale internazionale, sono indicati i nomi di Giorgia Meloni, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi. Tutto nasce dalla denuncia di una vittima. A scrivere all’Aja attraverso i suoi legali – scrive Avvenire – è stato un rifugiato sudanese che già nel 2019 aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale Almasri, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia.Nella richiesta, inviata all’ufficio del procuratore appena dopo aver ascoltato alla Camera i ministri Nordio e Piantedosi, si legge: “Il richiedente, un cittadino sudanese del Darfur con lo status di rifugiato in Francia, sostiene che sua moglie, lui stesso e innumerevoli membri del gruppo di cui fa parte (‘migranti’) sono stati vittime di numerosi e continui crimini“.

NORDIO: “CPI INDAGA SU GOVERNO? ORMAI TUTTI INDAGANO SU TUTTO”

Sul caso Almasri la Corte penale internazionale indaga sull’operato del governo? “Credo che ormai a questo mondo tutti indagano un po’ su tutto. Noi abbiamo fiducia nella giustizia umana, o meglio, postulo la giustizia divina perché quella umana spesso è fallibile. Accontentiamoci di quella che abbiamo e vediamo come va”. Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervistato da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari.

“Certo che mi dispiace, però prima di tutto bisogna applicare le leggi, altrimenti torniamo al farsi giustizia da sè e allora non aveva senso nemmeno fare il Tribunale di Norimberga, non aveva senso fare il processo ad Eichmann, il più grande criminale del secolo, e non avrebbe senso nemmeno la Corte di Giustizia internazionale. L’idea che un torturatore debba essere punito in quanto tale indipendentemente dal rispetto delle regole significa delegittimare la stessa esistenza dei tribunali internazionali. Se le regole non si rispettano allora uno si fa giustizia da sè”. Lo dice il ministro della Giustizia quando gli viene chiesto se non gli dispiaccia umanamente che per un ‘cavillo’ Almasri non subirà il processo davanti alla Corte penale internazionale.
“Umanamente parlando – continua – io vorrei che ogni persona che ha commesso un reato fosse giudicata e, se trovata colpevole, fosse condannata e la pena eseguita secondo le regole e le procedure. Ieri si è detto molto ‘va bene il mandato sarà stato anche sbagliato pero’ quello è un torturatore’, ma se noi seguissimo questo criterio allora neanche la Corte penale internazionale avrebbe senso. I tribunali esistono perchè devono rispettare le regole. I tribunali internazionali sono fatti per rispettare le regole e se le regole non vengono rispettate non hanno senso nemmeno i tribunali internazionali. Vogliamo fare giustizia? Allora la facciamo tra di noi e torniamo alla legge della giungla“.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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