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In montagna fa troppo caldo, gli stambecchi stanno cominciando a vivere di notte

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Lo studio portato avanti dall’Università di Ferrara mette in luce i rischi dei cambiamenti climatici per le specie animali

AOSTA – Per sfuggire al grande caldo fino alle alte quote, gli stambecchi stanno cambiando abitudini: da animali diurni stanno diventando sempre più notturni. Una ricerca dell’Università di Ferrara dimostra che il riscaldamento globale mette a rischio gli ungulati, diffusi soprattutto sulle Alpi occidentali, con gli animali più attivi di notte come risposta al caldo sia nelle aree dove è presente il lupo, come il Parco nazionale del Gran Paradiso, sia in zone dove il predatore non c’è ancora, come il Parco nazionale svizzero. Secondo i ricercatori, “il bisogno di vivere in condizioni ideali da un punto di vista termico è più importante del rischio di essere predati” e questo potrebbe anche significare che il cambiamento climatico -a lungo andare- potrebbe essere davvero pericoloso non solo per gli stambecchi, ma anche per altre specie poco adatte alle temperature più elevate.

VIVERE DI NOTTE? AUMENTA IL RISCHIO DI PREDAZIONE

La risposta dello stambecco, che con il maggior caldo si sposta in aree meno idonee alla sua vita, aumentando l’attività notturna e accettando un rischio di predazione maggiore, secondo i ricercatori dell’Ateneo estense “potrebbe essere messa in atto anche da altre specie tipicamente diurne”. I cambiamenti implicherebbero un peggioramento delle condizioni di vita e un aumento del rischio di predazione, perché queste specie si sono evolute per essere attive di giorno”.

Lo studio -supervisionato dal professor Stefano Grignolio del dipartimento di Scienze della vita e Biotecnologie, con il contributo dell’Università di Sassari e delle due aree protette valdostana ed elvetica- ha dimostrato che l’aumento di attività notturna in relazione alla temperatura è simile sia nei maschi sia nelle femmine, anche se queste pesano circa la metà dei maschi e hanno corna decisamente più piccole, “andando incontro a un rischio di predazione più elevato”.

STAMBECCHI NOTTURNI, COSA CAMBIA PER L’UOMO

Le dirette conseguenze della ricerca, per ora sono essenzialmente due. In primis, “se gli animali cambiano i momenti del giorno in cui sono attivi, sarà necessario rivedere le nostre attività di gestione della fauna, ad esempio i censimenti, perché durante le ore di luce si farà più fatica a trovare e contare gli animali” spiega l’ateneo ferrarese in una nota. Inoltre, “sarà fondamentale ridurre le altre sorgenti di stress che potrebbero forzare ulteriormente gli animali ad essere meno attivi di giorno. Ad esempio, riducendo la presenza di turisti nelle aree più utilizzate dagli stambecchi o evitando il sorvolo di elicotteri”. “La nostra ricerca mette in luce un’ulteriore conseguenza del riscaldamento globale– commenta il professor Grignolio- che forzerà alcune specie diurne ad essere attive di notte, accettando un incremento nel rischio di predazione. Le conseguenze ultime di questi cambi nel comportamento delle specie diurne non ci sono ancora evidenti e dovremo capire se potranno mettere a rischio la conservazione di queste specie“.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Il mondo del calcio piange Gigi Riva, il “Rombo di tuono” che rifiutò la Juve

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Gigi Riva “Rombo di tuono” disse no alla Juventus che era disposta a cedere diversi giocatori e a spendere 1 miliardo di lire pur di averlo

ROMA – La sua storia è più vicina alla Leggenda che a quella di un ‘semplice’ grande calciatore. Era piuttosto quella di un attaccante che aveva tutte le potenzialità, che si trasferì in una squadra che lo voleva ma che rifiutò una grande che avrebbe fatto carte false per portarselo via. Luigi Riva, per tutti Gigi Riva o ‘Rombo di tuono‘, come lo soprannominò Gianni Brera per le sue doti sotto porta, tra cui una potenza del tiro che lo rendeva unico, se n’è andato a 79 anni.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Addio a Gigi Riva, la camera ardente allo stadio di Cagliari. Lutto cittadino oggi e domani

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A Cagliari una lunghissima fila di persone aspetta di salutare per l’ultima volta il protagonista dello scudetto rossoblu del ’70 Gigi Riva. Lutto cittadino oggi e domani

CAGLIARI – Fuori dall’Unipol Domus una fila sempre più chilometrica, dentro il feretro di Gigi Riva, con la tuta azzurra della nazionale italiana e ai piedi quella rossoblu del Cagliari. Centinaia e centinaia di persone da questa mattina stanno rendendo omaggio al campione protagonista dello scudetto del Cagliari, aspettando di poter entrare nella camera ardente allestita all’interno dello stadio di Sant’Elia- che a breve sarà intitolato proprio a Riva- e salutare per l’ultima volta “Rombo di tuono”.

“Il dolore è troppo forte, mi piacerebbe rispondere a tante domande, ma oggi bisogna stare in silenzio. Riva ha unito questo popolo e questa terra, e lo ha fatto per decenni- le parole commosse di Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, parlando con i cronisti-. Nessuno più di lui ha amato la Sardegna, continuerà ad essere la nostra stella in tutto quello che faremo”. Il nuovo stadio sarà intitolato a Gigi Riva? “Certo”, sottolinea quindi Giulini.

https://vimeo.com/905636917
Oggi, rimarca il capitano del Cagliari, Leonardo Pavoletti, “è difficile trovare le parole dopo il brutto colpo di ieri, è una mazzata difficile da elaborare. È scomparso il più grande attaccante italiano di tutti i tempi, ma soprattutto una grande persona. Avrebbe potuto giocare dove voleva- era il più forte di tutti- ma scelse di rimanere in questa terra, che amava e lo amava. Questo lo identifica di più rispetto ai gol segnati: Gigi non è stato solo un giocatore, è stato un esempio, un uomo di principi. E queste cose non moriranno mai”.
https://vimeo.com/905636963
Commosso anche Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari e tra i primi a rendere omaggio a Riva: “Abbiamo perso il migliore, un grande campione. Un grande uomo che ha rinunciato alla carriera e ai soldi in nome di un’idea e di un senso di appartenenza a una terra. Quello che voglio ricordare di Gigi è la sua straordinaria umanità e semplicità. È sempre stato uno di noi: ciao Gigi”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dir

FP CGIL Polizia Penitenziaria – Detenuto ricoverato nell’ospedale di Rieti per problemi psichiatrici aggredisce personale sanitario e poliziotti penitenziari

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“Questa mattina, nel reparto di diagnosi e cura dell’ospedale ‘De Lellis’ di Rieti, un detenuto ricoverato per problematiche psichiatriche, ha aggredito alcuni operatori sanitari e il personale di Polizia Penitenziaria che è subito intervenuto”. 

Lo riferiscono Francesco Frabetti, Segretario per la FP CGIL di Rieti Roma EVA e Ciro Di Domenico, Coordinatore regionale per la FP CGIL Polizia Penitenziaria.

“Il detenuto, è uscito dalla sua stanza di ricovero e ha colpito con diversi pugni il personale di Polizia. Un medico lì presente è intervenuto ma ha ricevuto una testata al volto e morsi. Solo con l’intervento di altro personale sanitario si è riusciti a contenere la furia del detenuto”.

“Questa Organizzazione Sindacale, ha più volte evidenziato la difficoltà nella gestione di persone con patologie psichiatriche che in carcere non trovano adeguata assistenza e se ricoverate negli ospedali, diventa molto difficile garantire la sicurezza degli operatori sanitari per l’esigua disponibilità numerica di personale di Polizia Penitenziaria da dedicare a tale servizio”.

Concludono i due sindacalisti: “Per affrontare efficacemente tali situazioni, si possono implementare soluzioni già previste dalla legislazione italiana, come la collaborazione tra le strutture sanitarie e penitenziarie, l’adozione di protocolli di sicurezza specifici, la formazione del personale, il monitoraggio regolare, il supporto psicologico per gli operatori e la collaborazione con specialisti. La CGIL oltre a dare solidarietà agli operatori aggrediti, chiede un urgente impegno e maggiore attenzione per garantire la sicurezza di tutti i lavoratori coinvolti in reparti e servizi ad alto rischio di aggressione e nel caso specifico nella cura dei detenuti con problemi psichiatrici”.

Accordo tra la Prefettura di Viterbo e la Sezione “F. Muscarà” di Viterbo dell’Associazione Nazionale Aviazione Esercito (A.N.A.E.) per il supporto alle attività di protezione e difesa civile

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Il 12 gennaio il Prefetto di Viterbo ed il Presidente della locale Sezione dell’Associazione Nazionale Aviazione Esercito (A.N.A.E.), Brig. Gen. (ris) Salvatore Mastrangelo, hanno siglato, alla presenza del Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Generale di Divisione Andrea di Stasio, l’accordo di collaborazione per l’impiego dei volontari dell’Associazione nelle attività di protezione e difesa civile.

Il Comando Aviazione dell’Esercito e la Presidenza nazionale dell’ANAE hanno promosso tale iniziativa e Viterbo é la prima cittá in cui nasce questo progetto, con l’auspicio che l’accordo possa coinvolgere tutte le sezioni ANAE sul territorio nazionale, a conferma dell’impegno degli uomini e delle donne in uniforme nella società anche dopo il servizio effettivo.

Nella fase di prima applicazione dell’Accordo, l’Associazione potrà supportare la Prefettura nel lavoro di studio e consulenza per la pianificazione generale di protezione e difesa civile, al fine di garantirne, in fase di attuazione, la massima efficacia operativa. L’accordo contempla anche il possibile, successivo impiego dei membri dell’Associazione in servizi operativi in occasione di eventi emergenziali.

I firmatari hanno espresso sincero apprezzamento per l’inizio di questo percorso di sinergica collaborazione che consente non solo di valorizzare il patrimonio di conoscenze teoriche ed operative acquisite dagli associati in ragione della loro esperienza professionale, ma anche di rafforzare l’efficacia e l’operatività della Prefettura in un ambito, la protezione civile, di importanza primaria per la tutela del territorio e l’incolumità dei cittadini.

Roma, inaugurata la nuova sede di Deloitte

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Gualtieri: «Roma protagonista sulla scena nazionale e internazionale: l’investimento di Deloitte ne è una conferma».

Mons. Fisichella: «Deloitte partner di grande professionalità che ci consentirà di sostenere in maniera significativa il Giubileo 2025».

Fitto: «L’investimento sui giovani talenti e sulle competenze, come quello portato avanti da Deloitte, è fondamentale per il successo del PNRR»

 Inaugurata ieri nel corso di un evento privato la nuova sede di Deloitte a Roma in via Vittorio Veneto 89. La nuova location sarà il punto di riferimento per le oltre 2.600 persone di Deloitte operative sulla capitale, finora dislocate in diverse sedi, che supportano più di 750 clienti sul territorio. Nel corso dell’evento Deloitte ha anche annunciato un piano di assunzioni per la capitale di oltre 1.000 persone nei prossimi tre anni.

La cerimonia si è svolta alla presenza di Sua Eccellenza e Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, Monsignor Rino Fisichella, del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, del Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, del Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario di Stato all’Attuazione del programma di Governo, Emilio Scalfarotto, del Presidente del CONI, Giovanni Malagò e del Ceo di Deloitte Central Mediterranean, Fabio Pompei. 

Al taglio del nastro il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha dichiarato: «Roma torna ad essere protagonista sulla scena nazionale e internazionale. Non solo grazie alla storica mole di investimenti che stiamo trasformando in opere capaci di cambiare il volto della città, ma anche grazie ad un’azione costante che si misura attraverso flussi turistici senza precedenti e una crescente attrattività internazionale per chi vuole investire. Penso al ritorno dei grandi eventi, all’avvenuta apertura di nuovi alberghi prestigiosi, alla rinascita di grandi e piccole aree monumentali, fino alla presenza di industrie tecnologiche e progetti di livello mondiale, a partire da quelli nell’area tiburtina, e all’apertura di start-up sempre più innovative. L’impegno sempre più forte sul territorio di una realtà come Deloitte è l’ulteriore conferma di questo costante percorso di crescita. Inoltre, la scelta di via Veneto come nuova sede ribadisce la centralità culturale ed economica di un luogo iconico della Capitale. Mentre la decisione di riqualificare un palazzo storico all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, si pone in piena coerenza con gli obiettivi promossi da questa Amministrazione».

Dopo la benedizione dei nuovi spazi di Deloitte, Monsignor Rino Fisichella ha affermato: «La preparazione al prossimo Giubileo ha trovato in Deloitte un partner di grande professionalità che consentirà di sostenere in maniera significativa l’evento giubilare. La sua presenza nell’ organigramma generale del Giubileo si affianca in maniera peculiare alla responsabilità del Dicastero e ci permette di cogliere la sua competenza nei vari settori insieme all’originalità con cui affrontare le inevitabili difficoltà che un simile evento comporta. Siamo grati a Deloitte per questa sua scelta coraggiosa e generosa di sostenere un evento straordinario per la Chiesa cattolica come il Giubileo e ci auguriamo che la sua azione imprenditoriale possa essere sempre più feconda ed efficace per Roma e per l’Italia».

Alla cerimonia è intervenuto anche il Ministro Raffaele Fitto, che ha dichiarato: «In un momento cruciale come quello segnato dalla partita del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il ruolo delle imprese si rivela imprescindibile per il rilancio dell’economia italiana. In particolare, l’investimento sui giovani talenti e sulle competenze, come quello portato avanti da Deloitte, sarà una delle componenti fondamentali per il successo del PNRR e per la crescita di tutto il Paese nel lungo periodo. Per questo il Governo saluta con favore l’impegno di Deloitte a Roma e in tutta Italia».

«Quella fatta da Deloitte è una scelta che ci rende orgogliosi. L’apertura della nuova sede di Roma e le importanti assunzioni in programma per i prossimi anni confermano il clima di grande fiducia che si è creato intorno al Paese. Questo ci sprona a continuare nella direzione intrapresa, sostenendo chi, come Deloitte, scommette sull’Italia, creando ricchezza e lavoro» ha dichiarato Emilio Scalfarotto,Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario di Stato all’Attuazione del programma di Governo. 

«Siamo orgogliosi di inaugurare oggi un nuovo capitolo per Deloitte a Roma. Il numero delle persone di Deloitte che lavorano nella capitale è quasi raddoppiato negli ultimi cinque anni e la scelta di trasferire la nostra sede in via Vittorio Veneto riflette la centralità di Roma nella strategia di crescita del network in Italia», ha concluso Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Central Mediterranean. «Abbiamo deciso di riqualificare un palazzo così iconico per Roma, in una via celebre per la sua mondanità intellettuale e artistica, con l’obiettivo di restituire valore alla città, generando un impatto positivo per il territorio, i nostri clienti e l’intera comunità. Ma non vogliamo fermarci qui: nei prossimi tre anni puntiamo ad assumere altre mille persone, ampliando ulteriormente la nostra presenza in questi spazi pensati per stimolare creatività, innovazione, benessere delle persone e inclusione», ha spiegato Pompei. 

Un palazzo storico nel cuore di Roma. La nuova location sarà il punto di riferimento per le oltre 2.600 persone di Deloitte operative sulla capitale, finora dislocate in diverse sedi, che supportano più di 750 clienti sul territorio. La nuova sede romana del network si trova in Via Vittorio Veneto, all’interno di un complesso architettonico in stile neoclassico progettato nel 1927 dall’architetto Carlo Broggi, già sede dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) e di Fintecna, che Deloitte si è impegnata a restaurare all’insegna della sostenibilità ambientale e dell’innovazione.

Un edificio con tripla certificazione per il benessere e la sostenibilità. Distribuita su una superficie di 16.000 mq, la nuova sede romana di Deloitte è uno dei pochi edifici storici della città a vantare una triplice certificazione (LEED, BREEAM e WELL). Confermando la grande attenzione del network Deloitte verso i temi ESG, le tre certificazioni assicurano i più elevati standard di promozione della salute e del benessere sul posto di lavoro, oltre che di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica.

Una nuova sede all’insegna dell’Hybrid Working. La nuova sede si compone di 70 sale meeting, oltre 750 postazioni di lavoro e un auditorium per conferenze ed eventi: uno spazio polivalente pronto ad accogliere clienti e professionisti abbracciando un approccio diHybrid Working. A partire dal 2020, infatti, tutto il network di Deloitte ha adottato una modalità ibrida di lavoro, dando alle proprie persone la possibilità di alternare momenti di lavoro in presenza e da remoto. I nuovi spazi di Via Vittorio Veneto 89, dunque, sono stati progettati per aumentare il benessere e la produttività delle persone, coniugando efficienza e flessibilità.

Deloitte in Italia

Deloitte è presente in Italia dal 1923: operativa in 24 città con oltre 13 mila persone, supporta oltre 11 mila clienti offrendo servizi di Audit & Assurance, Consulting, Financial Advisory, Risk Advisory, Tax & Legal, con l’obiettivo di contribuire a una crescita sostenibile e inclusiva del sistema Paese, nello spirito del programma “Impact for Italy”. Dal 2019 il personale di Deloitte in Italia è più che raddoppiato, passando da circa 6 mila a oltre 13 mila persone, mentre il fatturato è cresciuto del +75% (1.318 milioni di euro nell’anno fiscale con termine al 31 maggio 2023). Il trend positivo sui nuovi ingressi proseguirà anche nel 2024, con una previsione di circa 4.500 nuove assunzioni.

MALTEMPO: COLDIRETTI, SBALZO TERMICO COLPISCE COLTURE

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Green healthy Kale covered in winter morning frost in the farm.

Il forte e repentino abbassamento della colonnina di mercurio accompagnato da gelate mattutine, dopo il caldo anomalo, mette a rischio verdure e ortaggi coltivati all’aperto. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti, in occasione l’irruzione di aria gelida con temperature sotto lo zero e l’allerta della protezione civile per la caduta di neve al centro sud.

Un cambiamento improvviso – sottolinea la Coldiretti – in un inverno pazzo che aveva fatto segnare fino ad ora una temperatura superiore di quasi due gradi superiore la media storica (+1,87°), secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi al mese di dicembre.

L’arrivo del grande freddo – sottolinea la Coldiretti – colpisce le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli che reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni. A preoccupare – continua la Coldiretti – è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta energetica. Il caldo ha peraltro favorito in alcuni territori il risveglio anticipato delle coltivazioni ed il gelo rischia di bruciare le gemme delle piante con pesanti effetti sui prossimi raccolti.

Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere – conclude la Coldiretti – 6 miliardi di euro nel 2023, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

Danni da vaccino covid, il legale di Ivana Mazzarella: “Il pm faccia le indagini”

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L’avvocato alla Dire ha ricordato la necessità “di fare indagini, siamo qui per chiedere questo” e ha chiesto che sia “sentita la responsabile legale di Pfizer”. “Mi è stata tolta la salute”, ha detto la donna

ROMA – “Il pm ha chiesto l’archiviazione sulla base del nulla. Noi abbiamo fatto opposizione e abbiamo chiesto al GIP di ordinare al pubblico ministero di fare indagini”. A parlare con i giornalisti fuori dal Tribunale e’ l’avvocato Andrea Perillo, legale di Ivana Mazzarella la giovane donna che dopo essersi sottoposta al vaccino covid ha sviluppato una serie di patologie invalidanti, come ha raccontato alla Dire in un’intervista in cui ha ripercorso la propria dolorosa vicenda, e che ha deciso per questo di chiedere giustizia nelle aule di tribunale.

Il fascicolo al momento e’ contro ignoti e l’avvocato alla Dire ha ricordato la necessità “di fare indagini, siamo qui per chiedere questo non per chiedere una condanna”, ha aggiunto.
Sono stati depositati molti documenti e relazioni scientifiche e Perillo ha chiesto al Gip, tra le altre cose, “di sentire la rappresentante legale di Pfizer” e di “verificare come e’ stato chiesto il consenso, di ordinare la ricerca della prescrizione medica al vaccino, prevista nel bugiardino Pfizer e mai richiesta a nessuno in Italia”.Mi e’ stata tolta la salute”, ha detto Ivana che questa battaglia la porta avanti anche a simbolo di tanti che non hanno intentato la via legale. Parla di solidarietà e infatti intorno a lei si stringono le magliette rosse delle “reazioni avverse” e le foto su uno striscione di tante storie come la sua.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Pesaro Capitale della Cultura 2024, Mattarella: “La nostra identità è inimitabile”

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L’intervento del presidente della Repubblica alla Cerimonia di inaugurazione

ROMA – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto alla giornata inaugurale di Pesaro Capitale italiana della cultura 2024. La manifestazione, condotta da Paolo Bonolis, ha visto gli interventi del Sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, del Vice Sindaco di Pesaro e Assessore alla bellezza, Daniele Vimini, del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Il messaggio della senatrice Liliana Segre è stato letto da Lucia Ferrati e Mariangela Gualtieri ha letto la poesia inedita “Esortazione urbana e planetare”. La cerimonia è proseguita con l’intervento dal titolo “La natura della cultura” di Agostino Riitano, Direttore artistico di Pesaro capitale italiana della cultura 2024 e con la proiezione di un filmato ‘The Human Cell ATLAS‘, a cura di Ouchhh in collaborazione con il CERN di Ginevra. L’intervento del Presidente Mattarella ha concluso la cerimonia inaugurale.

“Un saluto e un augurio particolari al sindaco di Pesaro, e con lui a tutti i pesaresi, che si apprestano a vivere – con curiosità, speranza e, certamente, anche con fondato orgoglio – quest’anno da ‘capitale italiana della cultura’”. Così il presidente della Repubblica Mattarella, accolto con una standing ovation. A queste parole un lungo e caloroso applauso viene rivolto dai cittadini presenti alla Vitrifrigo Arena. Quando il capo dello Stato rivolge un saluto a distanza alla senatrice a vita a Liliana Segre il pubblico applaude di nuovo. “L’esecuzione dell’ouverture de ‘La Gazza ladra‘, la poesia di Mariangela Gualtieri e il video che ci è stato presentato – sottolinea il capo dello Stato – hanno fornito una anticipazione di ciò che accadrà negli eventi previsti dal ricco programma che oggi viene aperto. Da Bergamo e Brescia giunge qui il testimone, reso ancor più prezioso da quanto è stato realizzato nel 2023 e dall’interesse che, nel corso dell’anno, le due città – unite da così grande sofferenza durante la pandemia – hanno saputo insieme suscitare dentro e fuori il nostro Paese, avvalendosi della propria storia e delle tante risorse che hanno presentato e valorizzato”.

MATTARELLA: PLURALITÀ CULTURA RENDE UNICA IDENTITÀ ITALIA

“L’Italia raccoglie un gran numero di luoghi della cultura: dai centri più remoti della nostra provincia a importanti città. Questa catena è molto più di una teoria di siti esposti in vetrina, indicati da scoprire e visitare. È l’espressione della pluralità delle culture che fanno così attraente la nostra Patria e che rendono inimitabile la nostra identità. Si tratta un percorso di grande valore che attraversa l’Italia e mette in evidenza le radici antiche e robuste di ciascuno dei nostri luoghi e dei nostri centri”, spiega il presidente della Repubblica.

AUTONOMIA. MATTARELLA: COESIONE SOCIALE ALLA BASE DEL PATTO COSTITUZIONALE

“L’Unità d’Italia ha trovato con la Repubblica e il conseguente rispetto del sistema delle autonomie – per millenni, tanta parte della nostra tradizione – la possibilità di raccogliere il meglio delle tradizioni civiche delle nostre popolazioni e di esprimerle e consolidarle nei valori di coesione sociale alla base del nostro patto costituzionale”, ha detto Sergio Mattarella.

CULTURA. MATTARELLA: LIBERA DA OGNI IDEOLOGIA, INSIEME DI DIRITTI E DOVERI

Per Mattarella “è la cultura espressa in tutti i questi luoghi, con le sue diverse sensibilità e la sua irriducibilità a pretesi stereotipi, a essere alla base di tutto questo. La cultura. Libera da ogni ideologia, mai separata dalla vita quotidiana e dall’insieme dei diritti e dei doveri scanditi dalla Costituzione. Diritti e doveri che ci rendono e ci fanno sentire partecipi della comunità nazionale; cui conferiamo vita con le nostre diversità”. “Quella cultura che, proprio per la natura dei processi storici che hanno caratterizzato il progressivo divenire dell’Italia – aggiunge il capo dello Stato – è fatta di rapporti con i Paesi vicini, con gli altri popoli, con le aspirazioni proprie alla dimensione europea. La cultura delle cento Corti, dei Comuni autonomi, dei tanti mecenati che hanno dato vita all’inarrivabile patrimonio culturale che oggi l’Italia offre al mondo. Una civiltà fondata sull’umanesimo, che parla al mondo essendo riuscita a porre alle proprie fondamenta la dignità e la libertà della persona, l’uguaglianza dei

CULTURA. MATTARELLA: ABBIAMO PATRIMONIO ENORME, CAPITALIZZIAMO IL VALORE

Ciò che caratterizza la cultura italiana per il Capo dello Stato “è stato costruito nei tempi lunghi della storia e trova testimonianza nelle opere pittoriche, nelle sculture, nei libri, nella musica, in ogni forma d’arte, negli spettacoli, nell’architettura dei palazzi, negli ordinamenti che compongono l’immenso patrimonio di cui disponiamo. Da questo patrimonio, dalla civiltà che ne è derivata, viene un appello alla responsabilità. Responsabilità di capitalizzare il valore della libertà della cultura oggi e per l’avvenire, insieme alla consapevolezza che si tratta di un patrimonio indivisibile per tutta l’umanità”.

UE. MATTARELLA: LE GUERRE AI CONFINI DELL’EUROPA CI RIGUARDANO

Parlando di Europa, Mattarella ha spiegato che “le guerre che si combattono ai confini dell’Europa ci riguardano. Non soltanto perché il vento delle morti, delle distruzioni, degli odi percorre le distanze ancora più rapidamente di quanto non facciano le armi e incide sulle nostre esistenze, sulle nostre economie e soprattutto sulle nostre coscienze”.

UE. MATTARELLA: LA PACE È LA SUA IDENTITÀ, NON RIGUARDA SOLO GLI STATI

L’Europa “rinata nel dopoguerra, ha iscritto la parola pace nella sua identità”, ha detto il presidente della Repubblica. “L’Europa – aggiunge – è tornata a vivere con la pace e nella pace. La straordinaria stagione di creatività culturale della seconda metà del Novecento è figlia di quella scelta. Quella promessa di pace ha generato libertà e uguaglianza, consentendo anche di rianimare la parola ‘fraternita” – che la Rivoluzione francese aveva issato sui pennoni, e poi oscurata nell’evolvere dei conflitti sociali, dagli insorgenti nazionalismi, dalla pretesa di ridurre ‘ad unum’ il volere dei popoli, dalle volontà di potenza. Questioni cruciali, queste, che chiamano alla responsabilità i governanti. Responsabilità che coinvolge le comunità e le persone, non meno degli Stati. Questioni cruciali, queste, che chiamano alla responsabilità i governanti. Responsabilità che coinvolge le comunità e le persone, non meno degli Stati”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

La Polizia Locale festeggia il suo Patrono

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Un punto di riferimento e di contatto sul territorio

Nella ricorrenza odierna in tutta Italia vengono organizzati vari eventi religiosi e civili  per onorare San Sebastiano, Patrono della Polizia Locale, un giorno non solo commemorativo , ma anche un momento per riflettere sul significato della protezione civile, l’impegno dei vigili urbani per la sicurezza pubblica. Le celebrazioni di San Sebastiano non sono solo l’occasione per stilare un bilancio dell’attività svolta nei dodici mesi precedenti, ma anche l’occasione per esprimere la vicinanza di tutte le città alla Polizia Locale per il loro impegno, talvolta non pienamente compreso. Rappresenta un punto di riferimento e di contatto sul territorio vicino ai cittadini che si sentono più rassicurati dal passaggio di un veicolo di PL, o intravedono un agente vicino alla propria casa o nei vari punti della città. Una presenza che trasmette sicurezza e attenzione.  San Sebastiano è stato un martire cristiano del III secolo, noto per la sua lealtà alla fede cristiana e il suo coraggio di fronte alle persecuzioni. Il suo ruolo di protettore dalle calamità, richiama la mission della Polizia Locale nella tutela della salute pubblica e della sicurezza della comunità. La celebrazione di San Sebastiano diventa quindi un momento di riconoscimento per l’impegno quotidiano di questi professionisti al servizio della collettività.

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