Un nuovo polo penitenziario verrà realizzato nella periferia di Grosseto grazie al trasferimento dall’Agenzia del Demanio al Ministero della Giustizia di un’ampia porzione dell’ex caserma Rotilio Barbetti, originariamente in uso al Ministero della Difesa.
Il verbale di consegna dell’immobile è stato firmato questa mattina dal Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Toscana e l’Umbria, Paolo D’Andria, e dal Direttore Regionale Toscana ed Umbria dell’Agenzia del Demanio, Raffaela Narni. Erano presenti il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, i sottosegretari Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari, i vertici del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e i vertici dell’Agenzia del Demanio. Il nuovo polo penitenziario potrà accogliere molti più detenuti dell’attuale carcere di via Saffi, che potrà – in futuro – essere destinato ad altre esigenze.
La riconversione dell’ex caserma militare in struttura carceraria si inserisce in una più ampia intesa istituzionale tra il Ministero della Giustizia, il Ministero della Difesa e l’Agenzia del Demanio che, attraverso attività di razionalizzazione dei beni militari su tutto il territorio nazionale, ha consentito di individuare spazi idonei per realizzare strutture moderne e rispondenti alle esigenze di sicurezza penitenziaria.
Il compendio insiste su un’area di 15 ettari e ospita 40 fabbricati di varie dimensioni collegati tra loro da strade e aree verdi, e sarà riqualificato attraverso interventi finanziati dal Ministero della Giustizia, che seguirà la progettazione e la realizzazione della struttura detentiva.
“Oggi compiano un primo passo di un cammino concreto verso un obiettivo essenziale: migliorare la vita all’interno delle carceri”, commenta il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “I detenuti non sono tutti uguali: avere più spazi consente di assicurare condizioni più dignitose per tutti – aggiunge – e più possibilità anche di favorire il percorso costituzionale di reinserimento nella società delle persone private della libertà, innanzitutto attraverso il lavoro. Le caserme in disuso hanno le caratteristiche necessarie per soddisfare le esigenze del sistema penitenziario e per questo la firma di oggi rappresenta l’inizio di un percorso virtuoso”.
Il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, sottolinea l’importanza del progetto di riqualificazione dell’ex caserma Barbetti a Grosseto, per rispondere all’urgenza – su cui il Ministro e l’intero Governo ha posto molta attenzione – di fornire all’Amministrazione penitenziaria nuovi spazi. Un esempio che si presta a diventare un modello da replicare anche in altre realtà territoriali. “L’Agenzia del Demanio – ha aggiunto – risponde alle esigenze espresse dal Governo, dalle istituzioni e dai territori mettendo a disposizione delle pubbliche amministrazioni, degli enti locali e dei cittadini, immobili dello Stato da rifunzionalizzare secondo standard moderni, sicuri e sostenibili. Attraverso il recupero di immobili sottoutilizzati, come l’ex caserma Barbetti, offre soluzioni a importanti problemi del Paese e servizi più efficienti ai cittadini”.
AL NORDAl mattino molta nuvolosità in transito con fenomeni sparsi al Nord-Est e neve fin verso i 200-300 metri, più asciutto altrove. Al pomeriggio precipitazioni in estensione su gran parte del Nord con neve localmente fino anche a quote di pianura, più asciutto al Nord-Ovest. Migliora dalla serata con residui fenomeni in Emilia Romagna. AL CENTRO Nuvolosità irregolare al mattino su tutti i settori ma con tempo asciutto. Al pomeriggio nuvolosità in aumento con qualche pioggia tra Umbria e Marche. In serata tempo in peggioramento con piogge sparse e neve sui rilievi. Quota neve in calo nella notte, fin verso i 200-600 metri nelle zone interne.
AL SUD E SULLE ISOLE Al mattino nuvolosità irregolare in transito ma con tempo asciutto, ampie schiarite sui settori adriatici. Al pomeriggio nuvolosità in aumento ma senza fenomeni di rilievo associati. In serata e in nottata tempo in peggioramento con l’arrivo di piogge sparse e locali temporali, più asciutto tra Calabria e Sicilia.
Temperature minime e massime in generale diminuzione su tutta l’Italia
“Negli ultimi giorni, il carcere di Poggioreale ha assistito a due tragici episodi di suicidio di persone detenute. Questi non sono altro che l’apice di una situazione fuori controllo dell’intero sistema penitenziario: una crisi che ha origini lontane e che per serietà e coerenza non possiamo e non vogliamo scaricare e addebitare solo sul Governo in carica. Altrettanta serietà però la pretendiamo da chi ha raccolto l’onere della gestione delle carceri italiane e dell’intero sistema penitenziario”.
E’ il commento di Mirko Manna, FP CGIL Comparto Sicurezza al Question-time sulle carceri che ieri ha visto protagonista il Ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Non è possibile ascoltare ancora oggi che la soluzione del sovraffollamento è la costruzione di nuovi padiglioni detentivi o l’utilizzo delle caserme dismesse. Sono decenni che leggiamo i soliti comunicati dei Sottosegretari e del Ministro di turno per poi ritrovarci in situazioni ancora più difficili di prima da gestire. E’ inutile fare proclami sulla costruzione di nuovi padiglioni detentivi se poi manca il personale di Polizia Penitenziaria e delle funzioni centrali che sono indispensabili alla sicurezza e al trattamento delle persone recluse”.
“Il Governo e l’amministrazione penitenziaria, e ci riferiamo all’istituzione non alle persone – prosegue Manna – non sono in grado di risolvere alcunché perché a vario titolo, rispondono solo ad esigenze di propaganda elettorale sul breve periodo. Per migliorare le carceri, invece, serve un investimento che affronti la situazione con dati alla mano e con una visione di lungo periodo. Il primo approccio anche di questo Governo invece, è stata ancora una volta la suddivisione degli incarichi dei Sottosegretari alla Giustizia che agiscono solo per incrementare il proprio presunto bacino elettorale di riferimento: uno con delega alla Polizia Penitenziaria e l’altro alla gestione dei detenuti, come se i due argomenti potessero essere trattati separatamente e non facessero parte di un unico organico sistema, peraltro inevitabilmente collegato alla Sanità, alla Scuola, alle Regioni, agli Enti locali e al mondo imprenditoriale”.
Se, dopo più di un anno dall’insediamento della macchina governativa – conclude il sindacalista della CGIL – dobbiamo assistere ancora ai selfie del politico di turno davanti alle carceri, se dobbiamo ancora ascoltare in Parlamento le chiacchiere su quanto il lavoro (inesistente nelle carceri) rieduchi le persone, e se ognuno continua a tirare fuori le solite ‘soluzioni’ delle caserme dismesse o del taser e i guanti anti-taglio per la Polizia Penitenziaria, allora significa che qualcuno, consciamente o inconsapevolmente, sta lavorando per un modello sudamericano per la gestione delle carceri, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti in questi giorni in Ecuador”.
Si è svolto questa mattina, nel Cineteatro comunale “Gerardo Guerrieri”, il convegno dal titolo “Le vittime dell’odio”, promosso dall’OSCAD (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori) e organizzato dalla Questura e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Matera davanti ad una platea composta da quasi trecento studenti. Al convegno è intervenuto il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, Prefetto Vittorio Rizzi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori.
L’OSCAD – organismo interforze composto da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, incardinato presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale della Polizia Criminale – ha tra i suoi obiettivi la prevenzione e il contrasto dei reati di odio (hate crime) e di matrice discriminatoria, motivati cioè da un pregiudizio che l’autore nutre nei confronti della vittima, in ragione della sua origine etnico-razziale, religiosa, linguistica o della sua disabilità.
A dare il benvenuto agli illustri ospiti ed alla platea, composta da centinaia di studenti, sono stati il Prefetto della Provincia di Matera, Cristina Favilli e il vice Sindaco Antonio Materdomini in rappresentanza del Sindaco.
Il convegno, moderato dal Vice Questore della Polizia di Stato Francesca Romana Capaldo e dalla giornalista materana Rossella Montemurro, ha trattato due argomenti: l’abilismo e la discriminazione di genere.
Per il primo panel sono intervenuti il Tenente Colonnello dell’Esercito Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al valor militare, e l’Agente Tecnico della Polizia di Stato Emanuele Lambertini, campione paralimpico delle Fiamme Oro nella specialità fioretto e spada, che hanno raccontato la loro esperienza di vita, fonte di grande ispirazione per i giovani studenti presenti tra il pubblico. Gianfranco PAGLIA, gravemente ferito alla colonna vertebrale nella battaglia di Mogadiscio il 2 luglio 1993, è tornato a prestare servizio nell’Esercito e ora è anche consigliere ministeriale per le iniziative sportive del personale militare disabile, oltre ad essere capitano della squadra paralimpica della Difesa. Emanuele Lambertini, medaglia d’oro ai campionati mondiali di Terni 2023, ha raccontato dell’entusiasmo con cui affronta le piccole e grandi sfide della vita; è una persona estroversa e ricca di esperienze, nonostante la giovane età: tra le altre cose, suona il pianoforte dall’età di 12 anni e frequenta la facoltà di Ingegneria dell’automazione presso l’Università di Bologna, coltivando il sogno di progettare, un giorno, nuove protesi.
Un’altra storia di coraggio è quella di Gaetano Fuso, poliziotto della Questura di Matera, colpito dalla SLA, malattia che non gli ha lasciato scampo. L’ha raccontata la moglie, Giorgia Rollo, che ha spiegato come Gaetano è riuscito a realizzare il suo sogno di rendere il mare accessibile a tutti, anche ai disabili. Questa idea, che con caparbietà ha saputo realizzare sulla spiaggia di San foca, in provincia di Lecce, è stata contagiosa perché, su quell’esempio, altre spiagge attrezzate inclusive sono state aperte: da ultimo, quella inaugurata l’anno scorso proprio qui a Metaponto, in provincia di Matera.
Il secondo panel è stato dedicato, invece, alla violenza di genere e ha visto gli interventi del Questore di Matera, Emma Ivagnes, del Comandante Provinciale dei Carabinieri, Giovanni Russo, e dell’Assessora alla Cultura, pari opportunità e parità di genere del Comune di Matera, Tiziana D’Oppido. È stata l’occasione per ricordare che il 25 novembre scorso, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Questore e il Comandante Provinciale dei Carabinieri hanno siglato un protocollo con il Comune di Matera e altri attori sociali, con l’obiettivo di “fare squadra” e rafforzare i servizi offerti alle donne, condividendo modalità operative comuni e favorendo una formazione ad hoc per tutti gli operatori che entrano in contatto con le vittime.
Il Colonnello Russo ha parlato dell’impegno dell’Arma dei Carabinieri nella prevenzione e contrasto alla violenza di genere, nonché delle risorse investite nella formazione del personale, nella creazione di strutture investigative ad hoc nella collaborazione interistituzionale, mentre il Questore Ivagnes ha spiegato quali sono gli strumenti a disposizione delle donne per difendersi dalla violenza domestica e dagli atti persecutori, rilanciando l’invito, alle vittime e a chi sia a conoscenza di situazioni di disagio, di rivolgersi alle Forze dell’ordine. Durante il suo intervento, il Questore si è soffermato sull’Ammonimento, misura di prevenzione finalizzata a prevenire la cosiddetta escalation nella commissione di reati sempre più gravi, ribadendo l’importanza del fattore culturale nella lotta alla discriminazione.
La fiducia nelle Forze dell’ordine, da parte di chi è vittima, è un altro tassello fondamentale nel contrasto a reati così insidiosi: ne ha parlato specificamente il Luogotenente Gianvito De Benedetto, Comandante della Stazione Carabinieri di Matera, punto di riferimento della signora Lucia, vittima, insieme alle sue figlie, di maltrattamenti e stalking da parte del marito, anche lei intervenuta sul palco. L’empatia e la fiducia instauratesi con la signora, sono state importanti per aiutarla a denunciare i maltrattamenti a cui era sottoposta, raccontando la sua storia di violenze e soprusi durati anni. La signora Lucia ha raccontato, infine, come sia riuscita a venirne fuori, costituendo, in questo modo, un modello per tante altre donne.
Durante l’evento, inoltre, sono stati proiettati alcuni video e proposti dei monologhi teatrali molto toccanti: “Le parole hanno un peso”, di Tiziano Ferro, è stato interpretato dall’attore Antonello Morelli, mentre la professoressa Rosa Mastrosimone, Presidente del Centro Italiano Antiviolenza “Athena”, ha provato a dare voce a quelle vittime che in vita hanno parlato poco o non sono state ascoltate, con la speranza di infondere coraggio a chi può ancora salvarsi dalla violenza a cui è sottoposta.
Nel finale dell’evento, magistrale l’intervento del Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, Prefetto Vittorio Rizzi, Presidente dell’OSCAD, il quale, attraverso un percorso di riflessione che ha attraversato storia, filosofia e normativa, ha aiutato i presenti a comprendere quale carico emotivo debbano sopportare le vittime di odio. Perché l’odio colpisce non solo con azioni visibili, ma spesso, in maniera più subdola, attraverso parole che fanno male, che hanno un peso e che lasciano un segno indelebile.
Si è parlato di discriminazione e di risposta positiva alla sofferenza, dell’impegno portato avanti, tutti insieme, per costruire un mondo sempre più inclusivo, che non lasci fuori nessuno. Perciò, nel segno dell’ottimismo e della positività, si è voluto concludere il convegno con un intervento del comico Dino Paradiso, che ha fatto ridere ma anche un po’ riflettere. Il dialogo e la comprensione sono la chiave per superare l’odio e l’intolleranza.
L’evento è stato interamente trasmesso in diretta televisiva dall’emittente TRM Network ed è disponibile in streaming al link: https://youtube.com/live/Uo2pDOL7zXc.
Venerdì 26 gennaio p.v., alle ore 10.00, presso l’Auditorium di Santa Scolastica di Rieti, verrà celebrato il “Giorno della Memoria”, istituito dalla legge 20 luglio 2000, n. 211, per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Nella ricorrenza, il Prefetto Pinuccia Niglio consegnerà le Medaglie d’Onore ai familiari di tre cittadini italiani costretti al lavoro coatto nei campi nazisti dopo l’8 settembre 1943, insigniti con decreto del Presidente della Repubblica.
Cervara di Roma, Foppoli: “Un’occasione per osservare questo nobile animale e di ascoltarne, nei crepuscoli autunnali il suggestivo bramito”
Una delle aree più belle all’interno del Parco Naturale dei Monti Simbruini, è l’area faunistica del cervo, localizzata nel territorio di Cervara di Roma, in località Prataglia. Gli esemplari di cervo vivono in uno stato di semilibertà occupando una superficie di tre ettari, e sono facilmente avvistabili. Vedere da vicino questo maestoso animale è una grande emozione, che si concretizza con le visite organizzate periodicamente dall’Ente Parco, che per il 2023 hanno fatto registrare numeri importanti con oltre mille presenze. All’arrivo dei primi freddi, quando i boschi si colorano dei toni del giallo, dell’oro, del rosso e del marrone e si assiste alla magia del fogliage, i cervi danno spettacolo, esibendosi con profondi bramiti, durante la stagione dell’amore. Oltre ad assolvere a funzioni naturalistiche, attraverso le visite guidate l’area faunistica ha l’importante compito educativo, destinato a studenti, turisti ed appassionati di natura che possono imparare ad osservare e conoscere accompagnati da personale qualificato del Parco, i tanti e diversi segni di presenza, ed i comportamenti dei cervi. “Le finalità dell’area faunistica del cervo sono molteplici -commenta il commissario Alberto Foppoli- ma tutte in qualche modo concorrono, ad avere l’importante compito di sensibilizzazione nei confronti dei visitatori, turisti, e scolaresche. La possibilità di osservare questo nobile animale tra i più grandi animali selvatici europei e di ascoltarne, nei crepuscoli autunnali, il suggestivo bramito emesso dagli imponenti maschi in amore, è, infatti, un motivo in più per lasciarsi incantare dalla magia del Parco dei Monti Simbruini; ed i numeri delle presenze di visitatori lo dimostrano”. Il 2023 ha rappresentato un anno importante per la numerosa accoglienza di gruppi scolastici e gruppi di escursionisti in visita presso l’area faunistica, oltre un migliaio le prenotazioni e più di cinquecento visitatori occasionali. Clicca qui per visite guidate con personale del Parco
Quattro itinerari per scoprire la città più verde del Mediterraneo
Nel corso di una cerimonia al Palau de la Música, Valencia, la Capitale del Turia, ha presentato il programma di eventi e progetti che si terranno nel corso dell’anno in cui è stata ufficialmente nominata “Capitale Verde Europea 2024”. Il premio European Green Capital, nato da un’iniziativa di 15 città europee sensibili ad una visione ecosostenibile della vita nei grandi centri abitati, sancisce l’impegno nella transizione green della città vincitrice. La Commissione Europea ha successivamente esteso il premio a tutti i Paesi membri. Nel corso dell’anno da poco iniziato saranno oltre 400 le attività per celebrare il prestigioso riconoscimento e trasformare ulteriormente la città da lasciare alle generazioni future. Valencia è situata in un’enclave privilegiata: affacciata sul Mar Mediterraneo, circondata dal parco de La Huerta, è caratterizzata dalle aree naturali e protette come il Parco Naturale dell’Albufera e il Giardino del Turia. Questi sono i luoghi chiave dove si terranno gli eventi, altri progetti sono in fase di sviluppo, come il nuovo Parco Centrale di 230.000 metri quadrati verdi al centro della città.
Nel corso della cerimonia dei giorni scorsi è stata presentata la guida “Itinerari verdi di Valencia”, un manuale che racchiude gli obiettivi della Capitale Verde Europea di quest’anno, oltre ad una serie di percorsi per facilitare la fruizione dei risultati raggiunti dalla città in termini di sostenibilità. Gli itinerari si concentrano su tre temi principali: la natura, la mobilità sostenibile e il recupero dello spazio pubblico. Valencia possiede una ricca biodiversità, che si riflette nei suoi spazi naturali, come il Parco Naturale dell’Albufera, l’orto valenciano o il Giardino del Turia. Inoltre la città è da tempo impegnata per incentivare l’uso del trasporto pubblico, della bicicletta e degli spostamenti a piedi al fine di agevolare il più possibile una mobilità sostenibile. Valencia ha recuperato numerosi spazi pubblici trasformandoli in rigogliosi cittadini, come il Giardino del Turia o la Marina de València. Gli itinerari di València Capitale Verde Europea sono il modo green per conoscere la città. Il 2024 sarà un anno che vedrà coinvolti sia i cittadini che i visitatori nei grandi eventi internazionali e locali con la collaborazione tra pubblico e privato. Per valorizzare al massimo il Parco Naturale dell’Albufera prossimamente partirà un dettagliato programma che prevede vari incontri, con il coinvolgimento di tutta la città, come l’importante conferenza sulle “Mission Cities” sulle zone umide. La designazione di Valencia come Capitale Verde Europea 2024 è un riconoscimento dell’impegno costante della città per la sostenibilità. Questo impegno si riflette nel modello turistico, che ha consentito a Valencia di diventare una delle principali destinazioni del Mediterraneo. Il turismo è un’attività trasversale che ha effetti sociali ed ambientali ed è una realtà economica essenziale per il progresso e la coesione della società. Valencia ha deciso di affrontare le sfide urbane e turistiche da una prospettiva verde, considerando il turismo indispensabile per il consolidamento della vivibilità rendendo la città attraente per investimenti e visitatori. Si continua ad investire in progetti futuri per il miglioramento della vita dei cittadini e per l’esperienza di viaggio dei visitatori. Un esempio è dato dal progetto Canale di Accesso, che prevede la costruzione di un canale di accesso sotterraneo per i treni, sostituendo lo spazio in superficie con un grande viale verde. E’ previsto anche l’estensione del Giardino del Turia per collegarlo al Mediterraneo. Il recupero degli spazi pubblici ha trasformato il centro storico in un enorme punto d’incontro che promuove la mobilità sostenibile e attiva ed uno stile di vita rispettoso dell’ambiente. Con i mezzi pubblici o in bicicletta si può percorrere tutta la città fino alle spiagge, dove sventola la Bandiera Blu europea, e alla Marina de Valencia, una stupenda terrazza pubblica che si affaccia sul Mediterraneo.
Anagni, Una grande occasione per apprendere una nuova lingua, contribuendo alla crescita culturale e d’integrazione sociale
La comunicazione è un bisogno umano , per una persona non udente o con deficit uditivi, la lingua dei segni (LIS) può rappresentare uno strumento di comunicazione e integrazione essenziale per superare le barriere ed entrare in contatto con gli altri. Non deve essere concepito come metodo per entrare in comunicazione solo ed esclusivamente con persone sorde. La LIS è uno strumento anche per tutte le persone che hanno difficoltà di comunicazione verbale causata da varie patologie, non necessariamente legate alla sordità, in cui viene compromessa la componente cognitiva, comportamentale o quella emotiva/motivazionale come l’autismo, si tratta di un mezzo d’inclusione molto potente. Insegnare e diffondere la LIS è sicuramente indice di attenzione, crescita civile e culturale. Il primo passo di questa evoluzione culturale, è per certo il 19 maggio 2021, una data che segna una conquista storica per la comunità nazionale dei sordi e di civiltà per la collettività intera, la lingua dei segni italiana (Lis) riceve finalmente il riconoscimento legislativo: “La Repubblica riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (Lis) e la lingua dei segni italiana tattile (List)”. L’Italia si allinea così, per ultima, agli altri Paesi europei che già avevano riconosciuto le proprie lingue dei segni nazionali. Con l’obiettivo di far conoscere sempre di più la LIS, considerando anche che un individuo udente può trarre notevoli benefici dall’apprendimento della LIS, sia in termini cognitivi che in termini psicologici ed emotivi, il sodalizio “Multicomunicamente Associazione Onlus”, ha organizzato un Corso di Primo Livello della Lingua dei Segni Italiana, che partirà il prossimo 2 marzo, e si svilupperà in 160 ore di corso. Le lezioni si svolgeranno il lunedì e mercoledì dalle ore 14:30 alle 19:30 ed il sabato (a settimane alterne) dalle ore 9:00 alle ore 14:00, e saranno tutte in presenza presso la sede anagnina sita in via Bagno snc. Il corso ha il patrocinio del Comune di Anagni, dell’Associazione ANIMU (Associazione Nazionale Interpreti Lingua dei Segni Italiana e dell’Associazione di Promozione Sociale “Aiutaci ad Aiutare”. E’ una grande ed importante occasione, per apprendere quella che è una vera e propria lingua, che può arricchire il bagaglio culturale di ciascuno permettendo una maggiore integrazione sociale di coloro che vivono con un deficit comunicativo. Per qualunque informazione è possibile scrivere a : multicomunicamente@gmail.com oppure contattare telefonicamente il numero: 339 7419816.
Subiaco, Foppoli: “Mettiamo a disposizione la falegnameria per la segnaletica sentieristica del Parco dei Lucretili”
La fruizione turistica del territorio dei Parchi Naturali regionali o nazionali è assicurata da un’ampia rete di sentieri e percorsi che, rigorosamente verificati e tracciati con gps, si distinguono tra sentieri escursionistici, per famiglie, per diversamente abili, ippovie, percorsi per mountain bike e percorsi di sci di fondo escursionistico, ect. Il sistema dei sentieri dei Parchi, rappresenta oggi una rete di connessione strategica tra i principali attrattori presenti sui vasti territori protetti. Senza questi percorsi non sarebbe possibile godere delle principali attrazioni dei Parchi; delle loro rarità, ma per goderne in pieno ed in modo sicuro è fondamentale la segnaletica della sentieristica. A tal fine si è svolto nella giornata di ieri un incontro molto costruttivo a Subiaco presso la Porta del Parco, tra il commissario del Parco dei Monti Simbruini Alberto Foppoli ed il suo omologo Marco Piergotti del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili (nella foto) , concretizzando non solo la collaborazione tra i due Parchi, ma anche l’attività relativa alla segnaletica della sentieristica. Nel particolare presso la falegnameria del Parco dei Monti Simbruini sita a CamerataNuova, si produrrà la segnaletica anche per il Parco dei Lucretili. “La sinergia con il Parco dei Lucretili –ha commentato il commissario Foppoli– è da sempre molto produttiva, lavoriamo per il medesimo obiettivo legato alla tutela ed alla promozione dei territori. Mettiamo così in quest’occasione a disposizione una dell’eccellenze del Parco dei Simbruini, ossia la falegnameria per realizzare la segnaletica sentieristica”.
La presidente del Consiglio ha fatto il punto in occasione della prima cabina di regia dell’anno
ROMA – “Oggi, a Palazzo Chigi, la prima cabina di regia sul Pnrr del 2024. Un’occasione per fare il punto sugli importanti obiettivi raggiunti finora e su quelli futuri. Il lavoro di squadra che siamo riusciti a costruire in questi mesi, ci ha consentito di chiudere il 2023 con un bilancio estremamente positivo”. Lo scrive sui social Giorgia Meloni.
Per la presidente del Consiglio “nel corso dell’ultimo anno abbiamo ottenuto quattro grandi risultati. Primo: il completamento e la verifica degli obiettivi per il pagamento della terza rata. Secondo: la verifica e la rendicontazione degli obiettivi per chiedere la quarta rata, versata dalla Commissione europea. Terzo: il completamento della revisione del Pnrr con l’implementazione del capitolo REPowerEU e l’approvazione del nuovo Piano da parte del Consiglio Ue. Quarto: il raggiungimento degli obiettivi per la quinta rata e la presentazione della nuova richiesta di pagamento. Abbiamo toccato così un doppio primato: essere la prima nazione in Europa non solo a presentare la richiesta e a ricevere dalla Commissione europea la quarta rata, ma anche a presentare entro il 2023 la richiesta per la quinta rata”.Meloni conclude: “Dobbiamo essere molto orgogliosi di questo traguardo, che non era affatto scontato. È un obiettivo che ha richiesto tanto impegno, ma il risultato finale è molto gratificante e ringrazio tutti, ad ogni livello, per il contributo che hanno dato. Il 2024 è un anno decisivo ed è necessario assicurare il massimo presidio dell’attuazione di tutte le misure concordate per il raggiungimento degli obiettivi previsti, anche in vista della presentazione della sesta e della settima richiesta di pagamento. Avanti così”.
Il progetto guidato da Laura Mancini apre il secondo centro nella Capitale, ampliando l’offerta tra estetica avanzata, hair styling e consulenza d’immagine. Alla serata...
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