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“Vi faccio bere olio di ricino”, a Carpi minacciati volontari di Legambiente

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Alcuni volontari di Legambiente a Carpi sono stati intimiditi con la minaccia di far bere loro “olio di ricino”. L’associazione denuncia

Sono stati intimiditi con la minaccia di far bere loro “olio di ricino”. E poi si sono ritrovati davanti alla porta i sacchi con l’immondizia raccolta il giorno prima. Vittime dell’episodio sono alcuni volontari di Legambiente a Carpi, nel modenese, come rende noto la stessa associazione ambientalista.

LA DENUNCIA DELL’ASSOCIAZIONE

“Vogliamo denunciare l’episodio di intolleranza che ha coinvolto i volontari del circolo Terre d’Argine- riferisce Legambiente- sono stati avvicinati da una persona che li ha apostrofati in modo aggressivo, mentre svolgevano un’attività di pulizia in una zona della città di Carpi dove vengono periodicamente queste attività finalizzate alla riqualificazione dell’area, oggi particolarmente degradata”. I volontari di Legambiente sarebbero stati “accusati di prestare servizio in un’area che, secondo l’aggressore, avrebbe invece dovuto essere presa in carico dal Comune- riferisce ancora l’associazione- con l’opera dei propri dipendenti, delle persone ospitate nei centri di accoglienza o dei beneficiari del reddito di cittadinanza. L’aggressore li ha inoltre minacciati di far bere loro ‘olio di ricino’”. La mattina seguente “due dei volontari hanno trovato sotto la porta della propria abitazione due dei sacchi riempiti il giorno precedente”.

“INTIMIDAZIONE COME UN SECOLO FA”

Per Legambiente si tratta di un gesto “con finalità evidentemente intimidatorie, che è stato denunciato all’autorità giudiziaria e che non deve essere minimizzato. Siamo impegnati ogni giorno in attività finalizzate a rendere migliori le nostre città e i territori in cui viviamo, a prescindere dal colore politico delle amministrazioni che li governano. È inaccettabile essere vittima di aggressioni il contenuto delle quali richiama quanto avveniva quasi un secolo fa nel nostro territorio e in Italia. Tutta Legambiente è unita a fianco del circolo Terre d’Argine, nella speranza che episodi di questo genere non si ripetano”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Aumentano i costi delle bollette per l’inverno 23/24

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Per una questione legata al prezzo all’ingrosso dell’energia, i condomini italiani rischiano di pagare più cari sia il gas che l’elettricità

ROMA – Forse adesso si parla meno di caro energia e la percezione prevalente nell’opinione pubblica è che la situazione geopolitica e la conseguente crisi delle forniture di gas sia ormai alle spalle. Eppure, in questo inverno i condomini italiani rischiano di pagare più cari sia il gas che l’elettricità: nel primo caso l’aumento potrebbe essere dell’8%, mentre nel secondo del 6%. Questa l’indicazione che arriva da un’analisi di EnergyUp, società specializzata nella fornitura di energia elettrica e di gas per le utenze condominiali, nata dalla collaborazione tra VeryFastPeople e Illumia.

Per comprendere i fattori che determinano l’andamento dei costi, è necessario capire cosa si intende per prezzi dell’energia. La prima distinzione importante da tenere a mente è quella tra il prezzo all’ingrosso, cioè il costo della materia prima energetica, e il prezzo finale, ossia quello che viene pagato da tutti i consumatori. Gli utenti, infatti, devono normalmente farsi carico non solo dei costi della materia prima, ma anche di tutta un’altra serie di voci, tra cui trasporto, gestione del contatore e tassazioni che in Italia vengono definiti come oneri di sistema. Chiarita questa importante distinzione, emerge che, rispetto al picco registrato nell’estate del 2022 che aveva fatto scatenare il panico nelle capitali europee e prefigurato addirittura scenari di razionamento, i prezzi del gas nei mercati all’ingrosso sono diminuiti a partire dall’ultimo trimestre dello scorso anno.

Diverse le ragioni: innanzitutto la domanda interna è diminuita. Da un lato gli utenti finali, come conseguenza delle tariffe elevate, hanno adottato in maniera più o meno volontaria comportamenti più virtuosi – come abbassare di un grado la temperatura dei caloriferi. Dall’altro, imprese e industrie, grandi consumatrici di gas, hanno tagliato i propri consumi così da contenere gli eccessivi costi energetici. In aggiunta, a fine dicembre l’Unione Europea ha approvato il Price Cap, un meccanismo di correzione del prezzo del gas. L’approvazione di questo provvedimento atto a fissare un tetto massimo al prezzo del gas ha lanciato segnali positivi ai mercati, favorendo una rapida riduzione dei prezzi all’ingrosso.
Il clima mite nello scorso autunno-inverno, che è stato caratterizzato da temperature molto superiori a quelle stagionali, rappresenta un ulteriore fattore decisivo, con conseguenze importanti sul fabbisogno: la stima è che 2 gradi in più abbiano un impatto del 5-10% sulla domanda giornaliera.
Tutti questi eventi hanno influito sull’andamento dei prezzi all’ingrosso pagati dalle utility, mentre per quanto riguarda le bollette degli utenti finali, il sostanziale azzeramento degli oneri di sistema da parte dello Stato, a partire da ottobre 2021, aveva continuato a dare dei benefici/effetti positivi. A partire da aprile 2023 il Governo ha valutato conclusa la fase emergenziale dell’energia, ripristinando gli oneri di sistema, il cui mancato incasso pesava sul bilancio statale. Questa decisione ha delle conseguenze sulle bollette di famiglie, imprese e condomini. In particolare, secondo le stime formulate da EnergyUp e VeryFastPeople, l’impatto del ripristino degli oneri di sistema sui costi dell’elettricità è quantificabile in circa 173 euro di spese aggiuntive.

In questo contesto, nonostante un calo del Pun (Prezzo Unico Nazionale) medio dai 157,39 euro/Kwh del 2022/2023 ai 112,64 euro/KWh stimati per il 2023/2024 (-28%), la crescita della spesa elettrica per un tipico condominio italiano sarà del +6%: di fatto dai 1.161,89 euro di spesa media si arriverà a 1.231,09 euro. Nonostante la materia prima energia oggi costi decisamente meno rispetto a 12 mesi fa, le bollette elettriche saranno un po’ più salate per la ricomparsa di tutte quelle voci che erano state azzerate per tanti mesi. Per il gas invece, nonostante il Psv (Punto di Scambio Virtuale) medio sia sceso dai 81,62 euro/Smc dell’inverno 2022/2023 ai 46,80 euro/Smc stimati per l’inverno 2023/2024 (-43%), la spesa del Condominio medio Italiano salirà dell’8%. In questo contesto, infatti, peserà non solo la reintroduzione degli oneri precedentemente scontati dal governo, ma saranno delle variabili fondamentali anche le condizioni climatiche del prossimo inverno e la capacità di risparmio dei consumatori italiani. Qualora infatti si prospettassero nell’inverno 2023-24 condizioni climatiche drastiche, si stima che i consumi aumenterebbero addirittura del 30%: in questo scenario la spesa media salirà dai 12.463,19 euro ai 13.505,73 per un condominio medio.
“Il caro energia è tutt’altro che alle spalle- afferma Francesco Paini Cofondatore di VeryFastPeople- La crisi ha dimostrato che i mercati sono in balia delle vicende geopolitiche e questo ci espone a un rischio che non è solo nazionale o europeo, ma globale. Oltre a questo, il cambiamento climatico dovrebbe incoraggiare gli Stati dell’Unione europea, e l’Italia in particolare, a spingere a fondo sull’efficienza energetica e a promuovere le fonti rinnovabili”, conclude Paini.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Donna uccisa da un proiettile a Capodanno, fermato il nipote

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Per la morte della donna colpita da un proiettile la notte di Capodanno ad Afragola, è stato arrestato il nipote: ha un 46 anni ed è stato fermato per omicidio colposo e porto abusivo di arma

ROMA – “Questa notte a Casoria, nel napoletano, i carabinieri della sezione operativa della locale compagnia dopo un’attività di indagine durata ore e coordinata dalla procura di Napoli Nord hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto per i reati di omicidio colposo, porto abusivo di arma in luogo pubblico e ricettazione G.S., classe 1977″. Lo comunica una nota stampa dell’Arma dei carabinieri spiegando che l’uomo è gravemente indiziato dell’omicidio di Concetta Russo avvenuto nella notte tra il 31 dicembre 2023 e il primo gennaio 2024.

Concorrenza, Mattarella richiama Camera e Senato su rinnovo concessioni (anche delle spiagge)

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I meccanismi delle concessioni, sia per il commercio sulle aree pubbliche sia per le spiagge, per il Presidente Mattarella non vanno bene: la proroga automatica concessioni è contraria ai principi più volte ribaditi, tra gli altri, da Corte costituzionale e Autorità della concorrenza

ROMA – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato il 30 dicembre 2023 la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022 ma ha inviato oggi al Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, al Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, e al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, la seguente lettera: “Mi è stata sottoposta per la promulgazione la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022. Il provvedimento rappresenta uno dei traguardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da conseguire entro il quarto trimestre del 2023 e pertanto, al fine di adempiere all’impegno assunto in sede europea, è necessario procedere con sollecitudine alla promulgazione. Ritengo, tuttavia, doveroso richiamare l’attenzione del Governo e del Parlamento sull’articolo 11 della legge, in materia di assegnazione delle concessioni per il commercio su aree pubbliche, che, oltre a disciplinare le modalità di rilascio delle nuove concessioni, introduce l’ennesima proroga automatica delle concessioni in essere, per un periodo estremamente lungo, in modo che appare incompatibile con i principi più volte ribaditi dalla Corte di Giustizia, dalla Corte costituzionale, dalla giurisprudenza amministrativa e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato in materia di apertura al mercato dei servizi. Inoltre, i criteri generali per il rilascio di nuove concessioni, secondo quanto affermato anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, appaiono restrittivi della concorrenza in entrata e favoriscono, in contrasto con le regole europee, i concessionari uscenti”.

“SULLE CONCESSIONI MARITTIME AVEVO GIÀ ESPRESSO DUBBI IN FEBBRAIO”

“La disciplina in esame- spiega Mattarella- presenta evidenti analogie con quella delle concessioni demaniali marittime, introdotta con la legge di conversione del decreto legge 29 dicembre 2022, n. 198, recante ‘Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi’, oggetto di una mia precedente lettera del 24 febbraio 2023, inviata ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio dei ministri, ove evidenziavo i profili di contrasto di quella disciplina con il diritto europeo e, quindi, con il dettato costituzionale. Della legge ora in esame suscitano analoghe, rilevanti perplessità di ordine costituzionale le disposizioni del richiamato articolo 11 che intervengono sulle concessioni in essere e ne dispongono proroghe a vario titolo. Si prevede infatti che continuino ad avere efficacia fino al termine previsto nel relativo titolo, non solo – com’è logico – le concessioni assegnate con procedure selettive, ma anche le concessioni già riassegnate ai sensi dell’articolo 181, commi 4- bis e 4-ter, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77. Il predetto comma 4-bis ha disposto, a suo tempo, il rinnovo per la durata di dodici anni per le concessioni in scadenza al 31 dicembre 2020, mentre il comma 4-ter ha previsto la facoltà delle regioni di disporre che i comuni possano assegnare, su richiesta degli aventi titolo, in via prioritaria e in deroga ad ogni altro criterio, concessioni per posteggi liberi, vacanti o di nuova istituzione, ove necessario, agli operatori, in possesso dei requisiti prescritti, che siano rimasti esclusi dai procedimenti di selezione previsti dalla vigente normativa ovvero che, all’esito dei procedimenti stessi, non abbiano conseguito la riassegnazione della concessione”.

Ancora, “L’articolo 11 della legge in esame prevede, per i procedimenti di rinnovo dei titoli concessori individuati dal comma 4-bis non ancora conclusi anche per inerzia dei Comuni, un ulteriore termine di sei mesi, con applicazione, in sede di rinnovo, del termine di dodici anni di durata previsto dal comma 4-bis. Qualora l’amministrazione non concluda il procedimento in tale ulteriore termine di sei mesi, il titolo concessorio è rinnovato automaticamente, salva la rinuncia dell’avente titolo.
Infine, con una disposizione di cui non sono chiare la ratio e l’impatto, le concessioni non interessate dai procedimenti di rinnovo ai sensi del citato art. 181 sono automaticamente prorogate sino al 31 dicembre 2025, salva l’eventuale maggiore durata prevista nel titolo. La disciplina del commercio su aree pubbliche, come affermato anche dalla Corte costituzionale, con sentenza n. 291 del 2012, rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno (cd. ‘direttiva servizi’)”.
“La direttiva è autoapplicativa- continua Mattarella- con la conseguente necessità della disapplicazione delle norme interne incompatibili, con l’obbligo di una procedura di selezione ‘qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili’, escludendo procedure di rinnovo automatico. La necessità di disapplicare le norme interne in contrasto con tale obbligo è stata ribadita di recente, con riferimento alla disciplina delle concessioni demaniali marittime, dal TAR Lazio, con sentenza n. 19051 del 15 dicembre 2023, e dalla Corte di Giustizia, con sentenza del 20 aprile 2023”.

MATTARELLA PUNTA I FARI SU AREE COMMERCIO ROMA: “CASO PARADIGMATICO”

“Con specifico riferimento alle concessioni per il commercio su aree pubbliche, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, rispetto alla proroga disposta dal decreto legge n. 34 del 2020, aveva già rilevato, nel parere del 15 febbraio 2021, l’incompatibilità con la direttiva servizi, invitando i Comuni a disapplicare le norme di legge. Appare paradigmatica la vicenda del Comune di Roma che ha, quindi, proceduto a disapplicare il citato comma 4-bis e ha avviato le procedure per la messa a gara delle concessioni. Il Consiglio di Stato ha affermato la legittimità della disapplicazione da parte del Comune di Roma di tale disposizione interna, in quanto incompatibile con la direttiva servizi (Consiglio di Stato, sezione VII, sentenza n. 9104 del 19 ottobre 2023). Il Consiglio di Stato ha confermato, in tal modo, la sentenza di primo grado che aveva indicato anche per le concessioni dei posteggi per il commercio su aree pubbliche, oltre che per le concessioni del demanio marittimo, il limite massimo del 31 dicembre 2023, raggiunto il quale le concessioni cesseranno di produrre effetti, ‘nonostante qualsiasi eventuale ulteriore proroga legislativa che dovesse nel frattempo intervenire, la quale andrebbe considerata senza effetto perché in contrasto con le norme dell’ordinamento dell’U.E. e fermo restando che, nelle more, l’amministrazione ha il potere/dovere di avviare le procedure finalizzate all’assegnazione della concessione’ (Tar Lazio, sentenza n. 530/2022)”.

“Analogamente- ricorda ancora il presidente della Repubblica il Tar Lazio si è pronunciato in altri giudizi con le sentenze n. 539/2022; 8136/2022, non impugnate e, quindi, passate in giudicato. La proroga di dodici anni prevista dalla legge in esame per le concessioni in essere appare, alla luce di questi orientamenti giurisprudenziali, eccessiva e sproporzionata. Va rilevata inoltre l’incongruenza di prevedere una proroga automatica di durata superiore (12 anni) a quella delle nuove concessioni (10 anni)”.
Conclude Mattarella: “Il contesto che viene in tal modo a determinarsi presenta caratteristiche molto simili a quello oggetto della mia lettera del 24 febbraio scorso. I profili di contrasto con il diritto europeo e con decisioni giurisdizionali definitive accrescono l’incertezza del quadro normativo, determinando la necessità di garantire la certezza del diritto e l’uniforme interpretazione della legge da parte di tutti i soggetti coinvolti. Così come ho osservato riguardo alla vicenda delle concessioni demaniali, ciò rende indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di Governo e Parlamento”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Politica delle Aree Interne e Ridimensionamento scolastico

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Ponte sulla Turanense e il Borgo di Castel di Tora

Associazione ValTurano Terra Nostra                                                                                   Via Umberto I n. 51                                                                                                                       02020 CASTEL DI TORA (Ri) 

Al Presidente della Regione Lazio on. Francesco Rocca                                                                        

All’Assessore Regionale alla Scuola on. Giuseppe Schiboni           

All’ Assessore Regionale al Personale, Polizia locale, Enti locali, on. Luisa Regimenti                          

All’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici    on. Manuela Rinaldi                     

Ai Consiglieri Regionali Michele Nicolai e Eleonora Berni

Al Presidente della Provincia di Rieti prof. Roberta Cuneo                             

Ai sigg. Presidenti delle Comunità Montane del Reatino

Al sig. Commissario Riserva Navegna Cervia

Ai sigg. Sindaci della Valle del Turano

Ai sindacati CGIL Scuola, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Scuola, UGL Scuola 

Alla CNA Rieti

OGGETTO: Politica delle Aree Interne e Ridimensionamento scolastico.

“Facendo seguito alla propria nota del 14.12.23 avente il medesimo oggetto, la scrivente Associazione ValTurano Terra Nostra esprime ancora la propria preoccupazione per le notizie pubblicate nei giorni scorsi sulla stampa locale circa la probabile riduzione delle istituzioni scolastiche della Regione, di cui ben tre riguardanti la provincia di Rieti.

Tale tentativo di ridimensionamento è ovviamente il frutto di una diminuzione del numero degli alunni che purtroppo si verifica già da qualche anno e che dipende essenzialmente da due fattori convergenti: la diminuzione della natalità, cosa che avviene in tutto il territorio nazionale, e lo spopolamento dei territori marginali.

            E a quest’ultimo riguardo la scrivente non può non rilevare come questi territori appartengano alle c.d. “aree interne” intese come quella parte maggioritaria del territorio italiano caratterizzata dalla significativa distanza dai centri di offerta di servizi essenziali e per le quali da tempo si stanno sviluppando a livello nazionale e regionale sia un interesse particolare finalizzato alla salvaguardia delle stesse sia consequenziali dibattiti e confronti tra le varie realtà istituzionali e sociali; circostanze – queste – dalle quali sta emergendo la necessità di intervenire concretamente con provvedimenti atti a favore il ripopolamento di questi territori anche mediante il mantenimento (se non addirittura l’allargamento) dei servizi pubblici esistenti e l’adozione di incentivi per lo spostamento di cittadini magari residenti in realtà caotiche come quelle delle periferie delle grandi città.

La proposta di riduzione dei servizi scolastici avanzata dalla Regione sulla scia delle indicazioni nazionali va quindi contro lo spirito di questa nuova strategia che deve essere assolutamente fermata sia perché provocherebbe un ulteriore spopolamento di questi territori interni sia perché comprometterebbe il realizzarsi di queste nuove, positive tendenze che ci si augura vengano invece attuate al più presto.

Ed è con questo spirito che si invitano tutti i destinatari della presente nota a contrastare questo tentativo di riduzione dei servizi scolastici e a lavorare per la concreta realizzazione degli obiettivi previsti per le “aree interne” mediante interventi atti non solo a mantenere le popolazioni in loco ma anche a richiamarne altre.

E a tal proposito, ricordando che sono ben quattro le “Aree interne” regionali del Lazio interessate (Alta Tuscia, Monti reatini, Monti Simbruini, Valle di Comino), la scrivente chiede ai destinatari della presente di avviare una serie di azioni tendenti a favorire il ripopolamento di questi territori che passino attraverso atti concreti quali: il mantenimento dei servizi pubblici essenziali, il miglioramento dei trasporti pubblici, l’apertura/riapertura di negozi o bar di prossimità che qui svolgono una funzione sociale importante mediante detassazioni, decontribuzioni, agevolazioni varie nonché il ripopolamento di queste zone con contributi affitti o interventi similari.  

E qui non sarebbe neanche male procedere con progetti specifici, ad esempio ristrutturazioni di immobili da adibire a ricettività e/o da mettere a disposizione di genitori separati con problemi economici ovvero con la valorizzazione del territorio attraverso progetti di sviluppo di castanicoltura o altro.

Così come sarebbe utile mettere a disposizione per i servizi al cittadino i contributi tipo PNNR o simili anziché utilizzarli in azioni poco utili per questi scopi.

Solo così sarà infatti possibile invertire questa tendenza e ridare un futuro a tutte queste zone che – per quello che ci riguarda direttamente – ricomprendono quasi tutta la provincia di Rieti.  

Ciò detto, si reputa opportuno richiedere alle Autorità regionali in indirizzo l’indizione di un apposito convegno in cui sviluppare, discutere, confrontare le proposte che sull’argomento “aree interne” sono già sul tappeto e che potranno essere arricchite concretamente dai Sindaci o dalle Associazioni territoriali in tale contesto.

Rimanendo in attesa di cortesi notizie in merito, si invia un cordiale saluto a tutti i destinatari della presente 

Ottime notizie: Campo Staffi aprirà

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Filettino, De Meis: “Con grande dispiacere dei provocatori, la stagione è salva”

Nei giorni scorsi il Sindaco di Filettino Paolo De Meis, ha dato notizia attraverso un video messaggio, che neanche il secondo avviso per la gestione di Campo Staffi aveva avuto alcun esito positivo, pertanto non c’erano più speranze, anche se gli impianti erano tecnicamente pronti a partire, per l’apertura della stazione sciistica. Un messaggio sentito quello del Primo Cittadino, che si è speso in termini di energia e lavoro all’indomani dell’elezione di maggio, per trovare insieme a tutta la maggioranza una soluzione, affrontando una situazione finanziaria ereditata, disastrosa e che non permetteva di certo una tranquillità per le casse comunali. Mostrando attenzione, e soprattutto dando spazio alla comunicazione diretta con il cittadino, il Sindaco De Meis, ha fatto nella giornata di ieri (30 dicembre)  un nuovo video messaggio, nel quale annunciava l’interesse di una ditta, già invitata nei precedenti bandi, a voler gestire Campo Staffi, con la richiesta però di decidere le aperture durante la settimana, ciò in virtù che ancora non c’è neve sulle piste e che comunque l’arco di tempo di apertura è breve. Nel rispetto delle disposizioni, il Sindaco De Meis ha annunciato il rinnovo del secondo avviso con le suddette modifiche per altri 10 giorni (scadenza 9 gennaio). Comunque la certezza è che Campo Staffi aprirà!  Questa nuova opportunità, ha dato modo di osservare uno strano comportamento da parte di alcuni soggetti, appartenenti e non alla passata Amministrazione, che invece di gioire per il bene della comunità e del territorio a questa notizia positiva dell’apertura di Campo Staffi, hanno dato sfogo al proprio ego sui social, sentenziando e macinando fango contro il Sindaco De Meis e la sua amministrazione. Addirittura c’è chi, sta cercando di spaventare le possibili ditte/gestori, dando lezioni di economia e di giurisprudenza, ma ottenendo un effetto boomerang contrario. “E’ sbalorditivo quest’atteggiamento –commenta De Meis- hanno perso le elezioni e ancora non riescono a farsene una ragione, i cittadini di Filettino hanno espresso democraticamente la loro scelta e loro ancora non riescono ad accettarlo. Invece di essere partecipi a questa bella notizia, importante per l’economia di Filettino, loro criticano quasi a dimostrare che gli dispiace che Campo Staffi apre. Ogni giorno in modo martellante aizzavano gli animi sui social chiedendo informazioni ed ora che è stata data quest’importante notizia si lamentano, della troppa informazione. E’ chiaro che il loro unico ruolo, è guidare “la macchina del fango”, ma non hanno capito che i cittadini di Filettino sono persone concrete che non si fanno abbindolare dalle loro chiacchiere, e che guardano la realtà dei fatti che l’Amministrazione De Meis continua a realizzare”

Sarà un 2024 di crescita, per il Parco dei Monti Simbruini

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Jenne, L’analisi e l’augurio di buon anno del commissario Alberto Foppoli

Il 2023, è stato un anno importante per il Parco Naturale dei Monti Simbruini, che  ha compiuto 40 anni di vita, e che vede ora alla sua guida il commissario Alberto Foppoli. A pochi mesi dal suo insediamento Lei ha già ben delineato le sue linee guida. “Sto puntando molto sul coinvolgimento delle amministrazioni comunali, il mondo associativo, i cittadini e le scuole nei progetti di educazione ambientale.  Un lavoro svolto in sinergia con la Regione Lazio senza dimenticare il prezioso impegno dei dipendenti dell’Ente Parco che ringrazio vivamente. E’ stata un’attività intensa sotto il profilo istituzionale, finalizzata a valorizzare un territorio di straordinaria bellezza, ricchissimo di storia e proiettato su un futuro di progresso e di integrazione. L’Ente Parco rappresenta un riferimento importante il collante che lega gli 8 Comuni che ricadono in esso, per questo è stato doveroso, rinsaldare quest’importante  rapporto con ciascuno degli 8 Comuni, creando una sinergia, ed una collaborazione viva”. L’inaugurazione del Ponte di Comunacque ricadente tra i Comuni di Jenne e Trevi Nel Lazio è stato il punto di partenza. “E’ stata un’occasione importante, un luogo simbolo all’interno del Parco, uno dei più belli ed incontaminati ed è stato un momento molto significativo. Dopo alcuni anni dal crollo del Ponte è stato inaugurato un nuovo ponte realizzato insieme con i Comuni di Trevi Nel Lazio e Jenne, e quel giorno è stato importante vedere tutti i Sindaci presenti insieme all’Assessore Regionale Gianfranco Righini, un’attestazione della grande forza di fare squadra”. Il Parco non è solo la più grande area verde della Regione, ma è anche un territorio ricco di storia, tradizioni, cultura, spiritualità, sport…e tanto altro “Abbiamo la fortuna di vivere 365 giorni, tutte la peculiarità di un territorio che come un prisma mostra un’infinità  di sfaccettature, e la bellezza di ognuna di esse ne è l’unicità. Oltre all‘importante impegno di tutelare e preservare il contesto ambientale, la sua biodiversità,  vi è la promozione che avviene mettendo in rete queste caratteristiche che sono presenti sul territorio. La miriade d’iniziative che vengono elaborate e messe in programma  tutto l’anno, coinvolgendo i Comuni ed i vari sodalizi, rendono più interessante l’offerta, invitando ogni fascia di età, dall’esperto escursionista al semplice curioso, a conoscere i vari cammini, a partecipare ai vari eventi di trekking del Parco, così come per chi cerca momenti di pace e tranquillità, a chi invece vuole vivere la quotidianità dei luoghi, appassionandosi ad attività sportive o culturali, insomma il ventaglio delle offerte non manca, anzi c’è l’imbarazzo della scelta”. Prima si è parlato del Ponte di Comunacque , ci sono altri opere in prospettiva ? “In quest’ultimo periodo sono stati avviati i lavori per la Fattoria didattica a Trevi nel Lazio in località Ponte delle Tartare, si tratta di un’opera importante, che oltre a recuperare uno degli scorci più belli del Parco, mira a realizzare un’opera educativa e formativa. La Fattoria Didattica, ospiterà il museo dell’Acqua, ed avrà tecnologia multimediale, che aiuterà in vari percorsi i visitatori a conoscere il territorio , la natura ed i suoi amici animali , in essa inoltre ci sarà il museo dell’acqua, il tutto rappresenterà un tassello in più per la promozione del territorio. I siti presenti nel Parco, di grande valore e rappresentatività sono diversi. Sempre a Trevi vi è l’Orto Botanico e l’Ostello di Colli Mordani  La Casa delle Sementi di Vallepietra rappresenta un altro importante sito, un vero  baluardo  per la salvaguardia della tipicità  autoctona delle sementi”. In questi 40 anni come è cambiata la percezione dei cittadini per il Parco? “L’esempio concreto è la presenza della Porta del Parco a Subiaco. Si tratta di uno spazio poliedrico e polifunzionale in cui si incontrano attività turistiche, culturali, sportive, ambientali, artistiche, artigianali, didattiche, turistiche, agricole e di promozione, ed è concepito per coinvolgere tutti i comuni ricadenti all’interno dell’area protetta”. Un augurio per questo 2024? “Chiaramente che le guerre che attualmente sono in corso cessino, per il bene di tutti.  Ricordo che anni fa il Parco dei Monti Simbruini diede vita ad un interessante sinergia internazionale con il Parco Nazionale dei Monti Carpazi in Ucraina. Quel Parco è coetaneo del nostro, venne  istituito il 3 giugno 1980 per proteggere i paesaggi dei Carpazi.  E’ il primo parco nazionale istituito in Ucraina, con un bellissimo territorio, sarebbe bello alimentare questa ed altre collaborazioni internazionali, augurandoci appunto la fine di tutte le guerre: Buon Anno Nuovo”.

Gianluca Quadrini: “Forza Italia un partito che unisce e che da subito è a lavoro per la provincia”

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Fine anno, tempo di bilanci, di impegni futuri e proposte. A pochi giorni dal rinnovo del consiglio provinciale, Gianluca Quadrini, primo eletto tra i consiglieri della Provincia di Frosinone, per la quinta volta consecutiva, in questi giorni, seppur di festività, non ha stoppato la sua attività e si è soffermato sull’analisi del voto e sul lavoro che Forza Italia sta facendo sul territorio.

“Sono molto soddisfatto perchè Forza Italia è un partito vivo che giorno dopo giorno conferma la sua voglia di crescere e di essere protagonista nello scenario politico della nostra provincia.” Afferma lo stesso Quadrini in una nota – “Abbiamo ottenuto un risultato straordinario che dimostra il radicamento del nostro partito sul territorio, facendoci portavoce delle istanze di tutte le nostre comunità.  L’impegno, la determinazione e i nostri valori – prosegue Quadrini – sono sicuramente una risorsa per questo territorio, lo abbiamo dimostrato e continueremo a farlo.”

Gianluca Quadrini conferma il suo massimo impegno nei prossimi due anni di amministrazione, dando continuità a quanto iniziato in questi anni. “Ritorno da subito in campo per proseguire e portare a termine gli impegni assunti e per dare vita a nuovi progetti per il rilancio del nostro territorio. Questo consiglio proseguirà i lavori nel segno della continuità e insieme ai nuovi consiglieri eletti, raggiungeremo importanti traguardi per la nostra provincia”

“Voglio ringraziare ancora una volta chi ha creduto in me.” – conclude Quadrini che augura a tutti un sereno e felice anno nuovo – Ringrazio gli amministratori, i sostenitori, gli amici e la grande famiglia di Forza Italia con la quale continueremo a condividere grandissime soddisfazioni. Auguro a tutti un felice e sereno anno nuovo e la speranza di vivere un 2024 che spalanchi le bracca alla solidarietà, all’impegno sociale, al dialogo fra i popoli e alla pace.”

Roma: San Basilio, Rosati (M5S): “Umberti abbatte due chioschi con amianto ma li lascia in strada”

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“Il Presidente Umberti abbatte finalmente due chioschi abbandonati a San Basilio, ma lascia in strada uno scempio. E se ne vanta pure.

Lo scorso ottobre avevo denunciato il degrado delle strutture, la presenza di amianto e l’assenza di politiche sociali sul territorio, dato che una di esse era addirittura occupata abusivamente da una famiglia.

Oggi, dopo i roboanti annunci del presidente del Municipio IV, mi ritrovo invece a denunciare un cantiere su sede stradale e su marciapiede senza protezione, senza segnaletica, ridotto a discarica da alcuni cittadini incivili, mentre altri rubano indisturbati il materiale ferroso tra i detriti.

Le strutture distrutte, contenenti amianto, saranno probabilmente lasciate lì dove sono fino a dopo Capodanno. L’ex edicola è ribaltata in strada, senza nessuno degli accorgimenti previsti dalle normative: selezione dei materiali, cantierizzazione con appositi cassoni e trasporto nei locali di smaltimento idonei.

Uno scenario che testimonia l’inadeguatezza di questa amministrazione targata Pd. Un’inerzia che i cittadini subiscono anche a scapito della loro salute”.


Così in una nota Stefano Rosati, capogruppo M5S al Municipio IV.

Milano, furti per 450mila euro in centro: la Polizia di Stato arresta due persone

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La Polizia di Stato, nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito a Milano e a Cesate (MI) il fermo di indiziato di delitto emesso dai pubblici ministeri del VII Dipartimento a carico di due cittadini serbi di 56 e 66 anni, entrambi con precedenti di polizia, gravemente indiziati di essere gli autori di numerosi furti, commessi tra il mese di ottobre e dicembre 2023, in prestigiose gioiellerie, grandi alberghi e negozi di lusso ubicati nel quadrilatero della moda milanese.
L’attività di indagine, condotta dai poliziotti della Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile ha preso il via dopo il furto commesso lo scorso 27 ottobre da parte di due uomini che avevano rubato una collana del valore di 123mila presso una gioielleria in via Monte Napoleone. Due giorni dopo, il 29 ottobre, le stesse persone hanno commesso il furto di 10 bottiglie di vino del valore totale di circa 200mila euro presso un prestigioso hotel di via del Gesù.
Il successivo 5 novembre i due uomini, unitamente a una terza persona, hanno messo a segno un altro furto, questa volta presso la gioielleria che si trova all’interno di un hotel di lusso in via dei Giardini, asportando una collana il cui prezzo si aggira sui 100mila euro.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, l’ultimo colpo messo a segno dal gruppo criminale sarebbe quello commesso alla vigilia di Sant’Ambrogio quando, all’interno dei grandi magazzini di corso Vittorio Emanuele, è stata rubata una bottiglia di vino champagne dal valore di 3.200 euro.
L’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile, attualmente nella fase delle indagini preliminari, ha permesso di ricostruire puntualmente tutti gli episodi delittuosi, di identificarne gli autori, tutti cittadini serbi, e di acquisire numerosi e gravi indizi di colpevolezza a loro carico, tali da comportare l’emissione del provvedimento restrittivo della libertà a carico di due di loro.
Altri due cittadini serbi sono stati, attualmente, deferiti all’autorità giudiziaria in stato di libertà.

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