Home Blog Pagina 935

Lavoratori in staff leasing: nuova protesta dell’UGL Chimici davanti ai cancelli Sanofi di Anagni

0

LAVORATORE IN AFFITTO, I 15 ANNI SONO SCADUTI, SANOFI TI SFRATTA! STAFF LEASING SANOFI, ARRIVA IL REGALO DI NATALE, TI BUTTANO FUORI! 14 ANNI, 15 ANNI, 10 ANNI, 8 ANNI, IL LAVORATORE VALE QUANTO UN PACCO POSTALE PER SANOFI! L’ESSERE UMANO HA UNA DIGNITÁ, NON È UN OGGETTO, SALVIAMO QUESTE FAMIGLIE! DONNE E UOMINI NON SI AFFITTANO! FIRMA ANCHE TU A SOSTEGNO DEI TUOI COLLEGHI!

Questi alcuni degli slogan scolpiti sui cartelli che i lavoratori e i rappresentanti dell’UGL Chimici di Frosinone hanno mostrato davanti ai cancelli della Sanofi di Anagni nella nuova manifestazione a sostegno dei dieci dipendenti in staff leasing, a cui l’azienda ha dato il benservito, senza alcuna spiegazione, dopo molti anni di servizio. Una manifestazione che fa seguito a quella della scorsa settimana, iniziative che andranno avanti fin quando il management dell’industria farmaceutica non tornerà sui propri passi.


La Sanofi gode di ottima salute, sta facendo investimenti sul sito di Anagni e, per questi motivi, la decisione appare ancor più incomprensibile.
Così il Segretario Provinciale UGL Chimici Marco Colasanti: “Non ci fermeremo, la protesta in Sanofi continuerà, oggi siamo qui per gridare a gran voce quello che sta accadendo. Non capiamo come sia possibile che in un’azienda farmaceutica di questo calibro, si verifichi una situazione del genere; di solito le Big Pharma, paventano un’attenzione particolare verso i lavoratori e loro famiglie, in questo caso la situazione sembra essersi invertita, si abbandonano al loro destino persone che hanno speso una fetta importante della loro vita lavorativa in questo stabilimento e tutto ciò proprio a ridosso del Natale. Il paradosso è che parliamo di un’azienda che investe, che continua ad assumere e che ha decine di migliaia di dipendenti in tutto il mondo; il problema sono 10 lavoratori, il 50% donne tra l’altro, che si sono guadagnati con il loro sudore e tanti anni di lavoro un posto stabile? È inconcepibile. Siamo disposti se necessario a raggiungere anche la sede principale in Francia, non sappiamo se i vertici della compagnia siano a conoscenza di questa situazione. Martedì saremo nuovamente davanti allo Stabilimento di Anagni per una nuova iniziativa”.


Spiega il Segretario Provinciale Ugl Frosinone Enzo Valente: “questi lavoratori che hanno dato tanto all’azienda sono stati liquidati con una semplice dichiarazione verbale. Chi guida Sanofi ad Anagni deve dire la verità, non può raccontare ai vertici internazionali dell’azienda che questi erano progetti a breve termine, quando invece qualcuno è durato anche 15 anni. Torneremo martedì prossimo a protestare, e se sarà necessario ci recheremo a Parigi a parlare direttamente con il management dell’azienda farmaceutica”.
Accorato l’appello di uno dei lavoratori, Roberto Cori, da 10 anni impiegato ad Anagni: “ci stanno mandando via senza una spiegazione, a 45 anni mi trovo fuori dal mercato del lavoro e sappiamo che in Italia non è facile trovare un nuovo impiego. Per di più ho una famiglia, un mutuo da pagare e tante spese che non potrò più affrontare. Chiediamo all’azienda di essere reintegrati nel posto che ci spetta e che ci siamo meritati con l’impegno profuso in questi anni”.

Il miglior panettone del supermercato? Ce lo dice il Gambero Rosso

0

Ecco la classifica dei panettoni che si trovano al supermercato

ROMA – Sono sugli scaffali dei supermercati già da un po’, qualcuno è stato visto spuntare anche in piena estate. Ma in Italia è così, appena passato il Ferragosto, tutti già a fare il countdown per Natale e la voglia di panettone e copertina è già dietro l’angolo. E ora che il tempo è, finalmente, arrivato siamo lì davanti a un muro di panettoni e pandori e non sappiamo cosa scegliere. Il panettone, il ‘Pan de Toni‘ che lo sguattero della cucina si inventò dopo che il cuoco di Ludovico il Moro si dimenticò un dolce nel forno, è uno dei dolci della tradizione italiana: unico e inconfondibile il suo sapore, con uvetta e canditi e, da qualche tempo, anche in altre versioni per i più golosi.

Ad aiutarci nella scelta è il Gambero Rosso in ‘persona’ che non pubblica solo la più famosa e importante guida dei Ristoranti d’Italia descrivendo l’eccellenza della ristorazione italiana, ma recensisce anche prodotti chi non può spendere per un dolce di Natale artigianale.

Il Gambero Rosso, però, nel suo sito, raccomanda sempre di comprare ‘artigianale’ anche se i costi delle materie prime e i di produzione non permettono una cifra economica. Ecco quindi la classifica che, grazie a un team di assaggiatori, è stata fatta su sette panettoni in vendita nei più comuni supermercati.

ALL’ULTIMO POSTO IL PANETTONE ‘BALOCCO‘

Il panettone del ‘signor Balocco’ è non classificato. Gli assaggiatori spiegano: “Non siamo riusciti ad assegnare un punteggio a questo panettone: l’aspetto è poco rassicurante, dal colore chiarissimo e la mollica disomogenea, ma a colpire in negativo sono gli odori. Cartone, aceto, note di formaggio e fermentazione, sentori respingenti che non invogliano all’assaggio. In bocca, infatti, il lievitato conferma note di cartone, la mollica è secca e per niente scioglievole. Un panettone che proprio non ci sentiamo di inserire in classifica”.

SESTO CLASSIFICATO IL PANETTONE ‘MAINA‘

Ecco perchè: “Disomogeneo nell’aspetto, disordinato con fette imprecise dal colore fin troppo chiaro che sembra un bianco un po’ sporco, alla vista questo panettone non promette benissimo. All’olfatto i nostri sospetti vengono confermati da un forte odore di chiuso, con note alcoliche invadenti, un’acidità intensa e odori che rimandano al formaggio. I canditi sono duri, la mollica compatta e plastica, non fila e il sapore tende verso una dolcezza pronunciata, artificiale e industriale. Non riesce ad arrivare al 50 pieno”. Voto: 49.3/100

QUINTO CLASSIFICATO IL PANETTONE ‘PALUANI‘

“Compatto, chiaro, con pochissimi canditi sciolti in cottura e nascosti nella mollica pallida: la vista non colpisce e purtroppo neanche il naso, chiuso e stantio, un odore che potremmo definire vintage per essere gentili, nostalgico magari, perché ricorda quello del cassetto della nonna. Un naso cupo, polveroso, che in bocca si trasforma in un assaggio acido, stucchevole, e anche pungente per l’eccessiva quantità di lievito”. Voto: 51.6/100

QUARTO CLASSIFICATO IL PANETTONE ‘TRE MARIE’

Un quarto posto che uno non si aspetta. Eppure, ecco cosa hanno detto gli assaggiatori: “Una forma diversa dalle altre, il classico panettone milanese più basso e largo, dall’aspetto brillante e la pasta gialla ricca di uvetta, che in questo caso è più che discreta, morbida e generosa. Pochi, invece, i canditi, presenti in pezzi piccolissimi e non invadenti: non straordinari ma più buoni rispetto alla media di quelli assaggiati in degustazione. Il profumo è tutt’altro che allettante, con note alcoliche che ricordano le merendine, odori artificiali che richiamano il borotalco, sensazioni che si ritrovano anche all’assaggio con sentori alcolici persistenti e una nota amara sgradevole”. Voto: 53.8/100

TERZO CLASSIFICATO IL PANETTONE ‘MELEGATTI’

“Dal colore chiaro, quasi bianco latte, un impasto pallido con pochi canditi e non proprio invitante. Il naso, invece, rassicura: note di riso, latte, caramello, vaniglia, profumi dolci un po’ artificiali ma comunque piacevoli, infantili. È un dolce che “sa di credenza”, forse per questo non sembra poi di mangiare un panettone, piuttosto una merendina. Peccato per quel pizzico di lievito di troppo, che al palato si fa sentire”. Voto: 56.4/100

SECONDO CLASSIFICATO IL PANETTONE ‘BAULI’

“La mollica compatta e gialla brillante a un primo sguardo sembra cruda, è molto umida e si appallottola facilmente: dopo qualche fettina tagliata, il lievitato si affloscia, ma non bisogna perdere le speranze perché il risultato finale non è dei peggiori. All’esame olfattivo emergono note di vanillina e fialette dolci, in bocca però la sensazione migliora, nonostante il gusto pessimo dei canditi. È il classico panettone da supermercato, che ricorda l’infanzia e i pranzi in famiglia”. Voto: 57.7/100

AL PRIMO POSTO IL PANETTONE ‘MOTTA’

Secondo gli assaggiatori del Gambero Rosso è “l’unico panettone in degustazione a presentare un accenno di alveolatura, ben sviluppato e dal colore uniforme. I canditi sono pochi, l’uvetta è agglomerata sui bordi, la crosta un po’ troppo molle. Il profumo è distintamente artificiale (come in tutti gli altri casi), ma si distingue una buona nota di limone, e in generale sentori dolci che non dispiacciono. Al palato risulta un po’ secco, ma tutto sommato il morso non è spiacevole, pur lasciando la bocca un po’ impastata sul finale”. Voto: 61/100

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Roma, via Condotti si illumina di diamanti dorati

0

Le luminarie natalizie sono state finanziate da Renaut Italia

ROMA – Una fila di diamanti dorati da largo Goldoni e via del Corso fino a piazza di Spagna. È il ‘regalo di Natale’ a via Condotti e a Roma da parte di Renault Italia, che ha finanziato le luminarie di quest’anno in una delle strade dello shopping più famose del mondo. Ad accenderle, davanti a una folla di centinaia tra cittadini e turisti, è stato il sindaco Roberto Gualtieri, insieme al presidente dell’Associazione Via Condotti, Gianni Battistoni e all’ad di Renault Italia, Alessandro Fusilli, insieme all’assessore capitolino al Turismo, Alessandro Onorato, e alla presidente del I Municipio, Lorenza Bonaccorsi. Madrina dell’evento l’attrice Laura Chiatti.

luminarie via condotti gualtieri

L’accensione delle luci – installate anche nelle tre traverse di via Condotti – è stata accolta da un concerto della banda musicale dell’Arma dei Carabinieri. Oltre ai diamanti di via Condotti, Renault ha sponsorizzato anche l’installazione di dieci alberi di Natale in dieci luoghi della periferia di Roma: alti 6 metri, ecologici e con luce a led, gli abeti saranno a Ostia, Bastogi, Pigneto, Infernetto, San Basilio, Torre Spaccata, Tor de’ Cenci, Tor Marancia, Villa Lazzaroni e via dei Romanisti.

“La bellezza salverà il mondo e noi con la bellezza abbiamo sempre avuto a che fare. Crediamo che dare tempo di qualità alle persone sia una missione importante che va ben oltre la tecnologia, e la bellezza è un bel pezzo della qualità della vita di tutti“, le parole di Fusilli. Ecco perché, ha spiegato, “quando si è presentata l’opportunità di illuminare una passeggiata nella città più bella del mondo, l’abbiamo voluta cogliere. Queste luci hanno un effetto splendido di notte quando sono accese, ma anche di giorno con il sole che si rifletterà tra queste installazioni a forma di diamante. Inoltre, il nostro impegno è arrivato anche in periferia con 10 alberi di Natale in 10 quartieri diversi”, ha concluso Fusilli.

luminarie via condotti

Per Gualtieri “è un piacere essere qui per accendere delle luminarie che si preannunciano spettacolari nel Tridente più bello del mondo. Grazie a Renault anche per i dieci alberi di Natale nelle dieci piazze di periferia, che sono un segnale importante perché dobbiamo illuminare tutta la città”. Tutto questo, ha evidenziato il primo cittadino, “non sarebbe stato possibile senza il grande lavoro che l’assessore Onorato e la presidente Bonaccorsi stanno facendo, attraendo investimenti da tutto il mondo. Lavoriamo tutti insieme per dare ai romani un Natale gioioso in cui ci si possa godere la città, che noi cerchiamo di rendere ancora più bella e accogliente”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

In Romagna neve anche a 500 metri, temperature in calo ovunque

0

Piogge e temporali sparsi, ma anche schiarite

ROMA – Cala la temperatura e si abbassa la quota a cui si vede la neve. Le previsioni per oggi 1 dicembre del Centro Meteo Italiano.

AL NORD

Al mattino tempo instabile con piogge e temporali sparsi; neve sulle Alpi oltre gli 800-1000 metri. Al pomeriggio migliora al Nord-Ovest con ampie schiarite, ancora maltempo intenso altrove con quota neve in calo fin verso i 500-800 metri sulle Alpi. In serata e in nottata residui fenomeni al Nord-Est e sulla Romagna con neve fino a 500 metri, ampie schiarite altrove.

AL CENTRO


Al mattino piogge e temporali sparsi sulle regioni Tirreniche, poco nuvoloso altrove. Migliora il pomeriggio con cieli poco nuvolosi e residue nevicate in Appennino dai 1300 metri. In serata non sono attese variazioni di rilievo con tempo stabile e cieli sereni o poco nuvolosi. Possibili isolati piovaschi in Toscana. 


AL SUD E SULLE ISOLE

Al mattino cieli poco o irregolarmente nuvolosi con isolati piovaschi tra Campania e Sardegna. Al pomeriggio non sono attese variazioni di rilievo. In serata ancora tempo del tutto stabile con maggiori addensamenti tra Calabria e Sicilia. 

Temperature minime e massime in generale diminuzione.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Carne coltivata, Mattarella promulga il ddl. Il governo si conformerà all’Ue

0

Il governo ha trasmesso il provvedimento al Quirinale accompagnandolo con una nota

ROMA – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato in data odierna il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali”. Lo comunica il Quirinale, che precisa: “Il governo ha trasmesso il provvedimento accompagnandolo con una lettera con cui si è data notizia dell’avvenuta notifica del disegno di legge alla Commissione europea e con l’impegno a conformarsi a eventuali osservazioni che dovessero essere formulate dalla Commissione nell’ambito della procedura di notifica”. 

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Addio giovani: in 20 anni sono tre milioni in meno nell’Italia che invecchia

0

Il Rapporto Censis evidenzia un’emorragia inesorabile: andrà sempre peggio. In aumento gli italiani che emigrano all’estero

ROMA – L’Italia è un Paese che sta invecchiando molto rapidamente. I giovani diminuiscono e chi è in età lavorativa emigra sempre di più. Questa la realtà fotografata dal Censis.

Oggi nel nostro Paese i 18-34enni sono poco più di 10 milioni, pari al 17,5% della popolazione; nel 2003 superavano i 13 milioni, pari al 23,0% del totale: in vent’anni abbiamo perso quasi 3 milioni di giovani. E le previsioni per il futuro sono fortemente negative: nel 2050 i 18-34enni saranno solo poco più di 8 milioni, appena il 15,2% della popolazione totale. I giovani sono pochi, esprimono un leggero peso demografico, quindi inesorabilmente contano poco. Lo rivela il 57° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2023.

Nello specifico, solo l’11,1% dei 7.786 sindaci attualmente in carica (860 in tutto) ha al massimo 40 anni. Di questi, solo 72 sono under 30: l’età media dei primi cittadini in Italia è infatti di 54 anni; – nelle aree metropolitane maggiori, poi, solo il sindaco di Reggio Calabria ha 40 anni appena compiuti; – tra i presidenti di Provincia, per i quali l’età media è di 50 anni, solo 10 (il 12,8% del totale) hanno tra i 30 e i 40 anni; – e nessun presidente di Regione può essere definito giovane: l’età media di chi riveste questa carica è di 59 anni; – la situazione non migliora se si considerano i rappresentanti in Parlamento, dove siedono 57 deputati con meno di 40 anni (il 14,3% del totale) e l’età media è di 51 anni. Gli under 40 sono del tutto assenti al Senato, dove l’età minima per essere candidati è appunto di 40 anni; – anche all’interno della compagine del Governo la persona più giovane è il Presidente del Consiglio (46 anni) e l’età media dei ministri è di 60 anni.

LA GRANDE FUGA DALL’ITALIA

Il nostro Paese continua a essere un Paese di emigrazione (sono più di 5,9 milioni gli italiani attualmente residenti all’estero) più che di immigrazione (sono 5 milioni gli stranieri residenti nel nostro Paese). I 5.933.418 italiani residenti all’estero (pari al 10,1% dei residenti in Italia) hanno registrato un incremento del 36,7% negli ultimi dieci anni (ovvero quasi 1,6 milioni in più). A caratterizzare i flussi centrifughi più recenti è l’aumento significativo della componente giovanile. Nell’ultimo anno le iscrizioni all’Aire per espatrio sono state 82.014, di cui il 44,0% (la quota più elevata tra le classi di età considerate) da parte di italiani di 18-34 anni, per un totale di 36.125 giovani che hanno scelto di cercare altrove la propria strada, definitivamente o per un periodo transitorio. Se si aggiungono anche i minori al seguito delle loro famiglie (13.447), l’espatrio delle nuove generazioni di italiani ha sfiorato nell’ultimo anno le 50.000 unità, il 60,4% di tutti gli iscritti per espatrio. Le mete predilette rimangono il Regno Unito (il 16,4% delle partenze dell’ultimo anno), poi Germania (13,8%), Francia (10,4%) e Svizzera (9,1%).

IN AUMENTO LE FAMIGLIE NON TRADIZIONALI

Le famiglie in Italia sono complessivamente 25,3 milioni. Quelle tradizionali, composte da una coppia, con o senza figli, sono il 52,4% del totale. Pur essendo in calo nel tempo (erano il 60% nel 2009), rappresentano ancora la forma principale di famiglia. Di queste, il 32,2% (8,1 milioni) è formato da una coppia con figli (nel 2009 la percentuale era del 39%). Nel frattempo, tutte le altre tipologie non convenzionali stanno aumentando, e non sembra essere lontano il momento in cui i nuovi format familiari supereranno quelli tradizionali: il 33,1% delle famiglie è composto da persone che vivono da sole, e nel 20,9% dei casi (5,3 milioni) si tratta di single, ovvero di persone sole non vedove, cioè persone che vivono da sole per scelta o comunque senza un partner; il 10,7% delle famiglie (2,7 milioni) è di tipo monogenitoriale, in quanto è composta da un genitore solo con figli (nel 2009 la quota era dell’8,7%). Si tratta generalmente di nuclei formati a seguito di separazioni o divorzi, e nella grande maggioranza dei casi il genitore che vive con i figli è la madre.

CALANO I MATRIMONI

Il numero dei matrimoni si riduce (ne erano stati celebrati 246.613 nel 2008, solo 180.416 nel 2021) e oggi esistono 1,6 milioni di famiglie (l’11,4% del totale) costituite da coppie non coniugate. Dal 2018 al 2021 state celebrate 8.792 unioni civili (all’inizio del 2022 in Italia risultavano 17.453 cittadini residenti uniti civilmente). I cittadini stranieri oggi sono presenti in 2,6 milioni di nuclei familiari (il 9,8% del totale), e 1,8 milioni di famiglie (il 7,0% del totale) sono composte esclusivamente da cittadini stranieri

ITALIANI FAVOREVOLI ALL’EUTANASIA, MA NON ALLA GESTAZIONE PER ALTRI

Il 74% degli italiani si dice favorevole all’eutanasia, con percentuali trasversali al corpo sociale, che arrivano all’82,8% tra i giovani e al 79,2% tra i laureati. Sempre secondo il rapporto, ammonta al 70,3% la percentuale (quota che sale al 77,1% tra le donne e al 75,1% tra i giovani) di chi approva l’adozione di figli da parte dei single, mentre il 65,6% si schiera a favore del matrimonio egualitario tra persone dello stesso sesso, con percentuali che arrivano al 79,2% tra i giovani e raggiungono un significativo 45,4% di favorevoli anche tra gli anziani. Il 54,3% della popolazione è favorevole all’adozione dei figli da parte di persone dello stesso sesso, con percentuali che vanno da un massimo pari al 65,5% tra i giovani a un minimo del 41,4% tra gli anziani. Infine, rimane invece minoritaria, pari al 34,4% delle opinioni, la quota di italiani favorevoli alla gestazione per altri (Gpa), la forma di procreazione assistita in cui una donna si assume l’obbligo di provvedere alla gestazione e al parto per conto di altri senza assumersi la responsabilità genitoriale.

IL LAVORO PER IL 74% ITALIANI NON È PIÙ CENTRALE

Il 74,8% dei lavoratori italiani oggi dichiara esplicitamente di non avere voglia di lavorare di più per poter consumare di più, e non ha intenzione di farsi guidare come in passato dal consumismo. Il lavoro sembra aver perso il suo significato più profondo, come riferimento identitario, perno centrale della vita, misura del successo personale e dell’affermazione sociale, oltre che mezzo di gratificazione economica. Per l’87,3% degli occupati la scelta di fare del lavoro il centro della propria vita sarebbe un errore. Secondo il rapporto non sorprende, quindi, che il 62,1% degli italiani avverta il desiderio quotidiano di momenti da dedicare a sé stessi per combattere l’ansia e lo stress, o che un plebiscitario 94,7% consideri centrale la felicità delle piccole cose di ogni giorno, come appunto il tempo libero, gli hobby, le passioni personali. Rispetto al passato, l’81,0% degli italiani dedica molta più attenzione alla gestione dello stress e alla cura delle relazioni, perni del benessere psicofisico personale.

LA PAURA PER I CAMBIAMENTI CLIMATICI

L’84% degli italiani teme il clima impazzito, sempre più incontrollabile e ostile, causa della moltiplicazione delle catastrofi naturali, ogni anno più frequenti. A questo proposito, per il 70,6% i rischi ambientali, quelli demografici e quelli ora connessi alla guerra provocheranno un crollo della società, favorendo la povertà diffusa e la violenza. Sempre secondo il rapporto, il 73,4% ha paura che i problemi strutturali irrisolti del nostro Paese provocheranno nei prossimi anni una crisi economica e sociale molto profonda. Il 68,2% teme che in futuro patiremo la siccità per l’esaurimento delle risorse di acqua. Mentre il 43,3% che resteremo senza energia sufficiente per tutti i bisogni. Sempre secondo l’indagine, il 53,1% ha paura che il colossale debito pubblico, in cammino verso la cifra record di 3.000 miliardi di euro, provocherà il collasso finanziario dello Stato italiano

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

La XIII Edizione della Fiera del Vintage a San Marco Evangelista

0

Sabato 2 e domenica 3 al Polo Fieristico per un viaggio nel tempo

Una volta per i quartieri popolari di Napoli si aggirava nei vicoli un personaggio chiamato “saponaro”, al grido: «Robba ausata stamme ccà! Bona ge’! Aprite ‘e ‘rrecchie, sapunaro, sapunà’!» le nostre nonne aprivano la porta per consegnare – in cambio di sapone molle – a tale particolare ambulante quello che in casa non serviva più ed era stato riposto in cantina perché, si sa “potrebbe sempre servire !”. Si fa risalire l’origine del mestiere ai  monaci Olivetani che, per acquistare i mobili per il loro convento di via Monteoliveto, offrivano il sapone fatto nel convento e del tutto simile al noto sapone di Marsiglia. I saponari erano per lo più persone prive di qualunque formazione, pertanto venivano così appellati per schernirli coloro considerati incapaci. Quindi a Napoli si possono trovare le origini del moderno riciclo, basato anticamente sul baratto, che poi è evoluto nella moda vintage.

Sabato 2 e domenica 3 dicembre, dalle ore 10:00 alle ore 20:00, al Polo Fieristico A1 Expò di San Marco Evangelista, in Viale delle Industrie 10, poco distante dall’uscita di Caserta Sud dell’autostrada Napoli-Roma, si terrà la XIII Edizione di “Fiera del Vintage”. Un’edizione particolarmente attesa poiché allestita in un caloroso clima natalizio in perfetta sintonia con la tradizione. I valori della fiera sono la tutela dell’ambiente e l’eco-politica del riuso, omaggiando il passato attraverso una suggestiva passeggiata nel tempo. Si potrà in tal modo effettuare un viaggio a ritroso nel passato per un’esperienza nei ricordi dell’infanzia o della gioventù. Fiera del Vintage è un appuntamento annuale al quale non si può mancare, seguito con straordinaria attenzione anche dai più giovani, incuriositi dalle mode del passato e che spesso e volentieri tornano in maniera simile sulle passerelle dei marchi più blasonati che presentano le nuove collezioni o nelle vetrine dei negozi.  Fiera del Vintage è un evento che trascende i confini temporali con il passato come fonte di ispirazione in un revival di emozioni e dolci ricordi nostalgici, accompagnati da un DJ Set che farà da colonna sonora per i due giorni dell’evento. La fiera si suddivide in diverse aree tematiche: dal Salone dell’Antiquariato, agli articoli da collezionismo come il brocantage, vinili, modernariato, giocattoli, libri, artigianato ed il Fashion Vintage, ossia l’area dedicata all’abbigliamento ed agli accessori della moda. Antimo Caturano, Presidente del Polo Fieristico,  ha dichiarato: «All’A1Expò si ritorna giovani –  ironizza il presidente-  soprattutto in queste settimane dove abbiamo appena terminato con grandissimo successo Mostra Scambio, l’evento dedicato ai veicoli d’epoca. Proseguiamo, appunto, con Fiera del Vintage e a conclusione di questo straordinario 2023 termineremo con Natale Village che per antonomasia è l’evento che ci riporta un po’ tutti bambini. Tornando a questa imminente edizione di Fiera del Vintage, beh, che dire, anche quest’anno la manifestazione è cresciuta tantissimo, un sold out ormai fisso che ci consente di ragionare con uno spirito ancora più ambizioso. Per questa tredicesima edizione abbiamo allestito l’intera area espositiva con suggestive ambientazioni natalizie, con l’auspicio che questa novità possa essere accolta di buon grado dagli espositori ma soprattutto dai visitatori».

Harry di prisco

Rieti: Nuovi asfalti nella Piana Reatina: circa 48.000 mq di asfalti stesi

0

Si sospendono i lavori per la pausa invernale, completata oltre la metà dell’intervento previsto

Con la conclusione dei lavori odierni saranno circa 48.000 i mq di nuova pavimentazione stradale ultimata nella Piana Reatina, oltre metà dell’intervento complessivo previsto. Da domani i lavori saranno sospesi, per permettere gli ultimi allacci alla rete del metano e per le

temperature atmosferiche previste che non permetterebbero l’esecuzione di lavori a regola d’arte e destinati a durare nel tempo in massima efficienza. Continuerà invece nei prossimi giorni e fino a completamento di tutto quanto fino ad ora realizzato, nei giorni in cui le condizioni atmosferiche ed in questo caso soprattutto la pioggia lo consentirà, l’apposizione della segnaletica orizzontale.

Con l’arrivo di Marcell Jacobs, grazie a Simone Collio e la collaborazione con l’Assessorato allo Sport si apre per Raul Guidolbaldi una stagione al vertice mondiale dell’Atletica leggera

0

Con il prossimo arrivo a Rieti di Rana Reider, tecnico statunitense considerato uno dei punti di riferimento a livello globale nel settore velocità e il campione olimpico Marcell Jacobs, grazie alla fondamentale spinta propulsiva di Simone Collio e la collaborazione con l’Assessorato allo Sport del Comune di Rieti guidato da Chiara Mestichelli, si apre per il rinnovato Raul Guidolbaldi una stagione al vertice mondiale dell’Atletica leggera. Un risultato importante, frutto della professionalità, l’esperienza e le grandi capacità relazionali ai massimi livelli di Simone Collio e della capacità di comprendere la portata e cogliere l’occasione fornita, programmando e lavorando in sinergia dell’Assessorato allo Sport del Comune di Rieti.

Simone Collio “Sono molto fiero di poter essere utile a Rieti, città che mi accolto ormai da più di 20 anni, e che mi ha dato molte soddisfazioni. Ho nel cuore il Guidobaldi e sono certo che questa iniziativa contribuirà a rilanciare la città nell’Olimpo dell’atletica mondiale”.

L’Assessore allo Sport e Turismo Chiara Mestichelli “Rieti rilancia il suo ruolo tra le capitali mondiali dell’atletica leggera, grazie alla passione, la professionalità e l’amore per questa terra di Simone Collio e gli investimenti del Comune di Rieti, che hanno permesso al rinnovato stadio Raul Guidobaldi di presentarsi pronto a raccogliere la sfida. I punti di forza della nostra città, clima, distanza dall’aeroporto internazionale di Fiumicino, offerta alberghiera e qualità della vita, le permetteranno, durante periodo estivo, di ospitare la preparazione ai più importanti Meeting World Athletics e Wanda Diamond League, il tutto finalizzato a preparare al meglio le Olimpiadi di Parigi 2024”.

L’iniziativa favorita da Simone Collio, accettata e supportata in pieno dal Comune di Rieti, ha consentito la conferma della presenza del campione olimpico Marcell Jacobs e catalizzerà l’attenzione di atleti, stampa e dell’intero mondo dell’atletica leggera su Rieti, con prevedibili ricadute positive dal punto di vista turistico ed economico in generale.

Celebrazione del 25° Anniversario dell’inizio della Missione “Multinational Specialized Unit

0

MSU” in Bosnia Herzegovina e visita ai Comandi Provinciali di Gorizia e Trieste da parte del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Il 30 novembre, all’interno della Caserma “Cascino”, sede del 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”, si è tenuta la celebrazione del 25° anniversario dell’inizio della Missione “Multinational Specialized Unit – MSU” in Bosnia Herzegovina (2 agosto 1998 – 2 agosto 2023) alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Teo LUZI.

La cerimonia è stata preceduta dalla visita dell’alto Ufficiale al Comando Provinciale dei Carabinieri di Gorizia.

Ricevuto dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Gorizia, Colonnello Massimiliano BOLIS, il Comandante Generale ha incontrato tutti gli Ufficiali, i Comandanti di Stazione e una rappresentanza dei Carabinieri operanti nella provincia isontina, fra i quali anche quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo di Polizia Militare della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” di Gorizia, nonché i delegati della Rappresentanza Militare.

Nel corso dell’incontro, il Generale LUZI ha espresso il proprio apprezzamento per l’impegno quotidianamente profuso dai militari del Comando Provinciale di Gorizia, richiamando i valori etici che hanno reso l’Arma punto di riferimento per i cittadini e ribadendo la fondamentale importanza della presenza sul territorio delle Stazioni Carabinieri che rappresentano un irrinunciabile presidio di legalità per le comunità in cui sono chiamate a operare.

Successivamente il Comandante Generale si è spostato presso la Caserma “Cascino”, sede del 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”, dove, dopo essere stato accolto dal Vice Comandante Generale dell’Arma e Comandante delle Unità Mobili e Specializzate, Generale di Corpo d’Armata Riccardo GALLETTA e dal Comandante della Divisione Unità Mobili, Generale di Divisione Aldo IACOBELLI, ha presieduto alla celebrazione della ricorrenza che ha visto lo schieramento della Bandiera di Guerra del 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia, della Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze e di un Reggimento di formazione composto da appartamenti alla 2^ Brigata Mobile Carabinieri, ovvero 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia, 7° Reggimento Trentino Alto Adige e 1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania” con un’aliquota di militari appartenenti al Gruppo d’Intervento Speciale Carabinieri (GIS). Alla cerimonia, alla quale sono intervenute le più alte Autorità civili e militari della Regione, i delegati degli organismi della Rappresentanza Militare nonché dirigenti delle Associazioni Professionali a carattere Sindacale tra militari – presenti anche alle visite ai due Comandi Provinciali, hanno partecipato anche i militari che costituirono, venticinque anni fa, il corposo nucleo iniziale del primo Reggimento MSU in Bosnia e tra questi, in particolare, il Generale di Corpo D’Armata (in congedo) Leonardo LESO, Comandante all’epoca dell’Assetto.

Nel suo intervento il signor Comandante Generale, dopo aver indirizzato i saluti di rito alle Autorità presenti, ha rivolto un commosso pensiero a tutti i Caduti dell’Arma nelle missioni internazionali di pace, fra cui quelli in terra di Bosnia – Colonnelo Ermanno FENOGLIETTI, Maresciallo Marcello Joseph GALLONI e Carabiniere Angelo FOCCIÀ – i Caduti di Nassirya, di cui da pochi giorni si è celebrato il ventennale dell’attentato, e il Carabiniere Vittorio IACOVACCI, caduto in Congo il 22 febbraio 2021, insieme al suo Ambasciatore, Luca Attanasio e al loro autista.

Inoltre ha evidenziato che la forza dei rapporti umani, fattore di coesione nei Reparti dell’Arma, è stata essenziale per far germogliare e affermare quel nuovo assetto della NATO, che si basava su un modello di lavoro differente in grado di interpretare la complessa realtà bosniaca all’indomani della firma degli accordi di Dayton. Infatti, il contingente multinazionale NATO, con i suoi robusti assetti militari certamente adatti a un classico scenario di guerra, non riusciva invece a soddisfare quelle esigenze di ordine e di sicurezza pubblica, che invece potevano essere soddisfatte da una forza militare dotata di prevalenti capacità di polizia, in grado – in prima battuta – di sostituirsi alla polizia bosniaca, per poi affiancarla nella sua graduale crescita verso l’autonomia capacitiva. Su questi presupposti nacque la Multinational Specialized Unit.

Il modello MSU si rivelò vincente, tanto che poco dopo fu replicato ancora nei Balcani Occidentali (in Kosovo e in Albania) e dal 2003 anche in Medio Oriente (in Iraq) e trova ancora oggi piena applicazione a Pristina, in Kosovo, nell’ambito della missione KFOR della NATO. Tale modello è antesignano del concetto di Stability Policing (Polizia di Stabilità), che costituisce un moderno strumento di gestione delle crisi internazionali e consente di fornire supporto a paesi destabilizzati attraverso azioni di rafforzamento o sostituzione delle locali Forze di Polizia, nonché di supporto alla popolazione, consentendo così di ricostituire gli essenziali livelli di democrazia e sicurezza sociali. Oggi, lo Stability Policing ha ottenuto un riconoscimento dottrinale in una pubblicazione NATO, di cui l’Arma dei Carabinieri è custode nazionale, e ha portato ad istituire nel 2014 uno specifico Centro di Eccellenza NATO a Vicenza. Al riguardo, il Signor Comandante Generale ha evidenziato che il successo di questa continua affermazione internazionale è la capacità dell’Arma di esprimere, anche all’estero, gli stessi valori e i principi che contraddistinguono tutti i Carabinieri in Italia, al servizio delle comunità e del cittadino.

Il riconoscimento di quanto fatto dai Carabinieri nel corso delle missioni di pace, in effetti, è riconosciuto da Organismi Internazionali, fra cui NATO, EU e ONU, che sempre più frequentemente richiedono il contributo dell’Arma nei più diversificati e sensibili contesti operativi. Proprio recentemente, infatti, l’Arma è stata interpellata dagli Stati Uniti nella sua azione volta a promuovere il dialogo tra Israele e l’Autorità Palestinese e dal 17 novembre 2023, nel pieno del conflitto israelo-palestinese, è tornata a Gerusalemme schierando due Ufficiali superiori.

In conclusione, il Signor Comandante Generale ha voluto rivolgere il suo saluto ed esprimere la propria gratitudine e quella dell’intera Istituzione ai 386 Carabinieri che attualmente si trovano schierati nelle 22 missioni operative, in 16 Teatri, tenendo alto il prestigio dell’Arma e della Difesa italiana nel mondo. A questi se ne aggiungono altri 500 chiamati a garantire la sicurezza in oltre 200 sedi diplomatiche all’estero, di cui 21 considerate a rischio.

Al temine della cerimonia il Comandante Generale ha inteso visitare anche il Comando Provinciale di Trieste dove è stato ricevuto dal Colonnello Mauro CARROZZO. Anche in questo caso ha incontrato gli Ufficiali ed un’ampia rappresentanza del personale operante nella provincia nonché una delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Il breve ma significativo momento di confronto è stata l’occasione per un bilancio dell’attività condotta dall’Arma a Trieste e per un indirizzo di saluto pregno dei valori che informano l’operare quotidiano dei Carabinieri e la loro vocazione alla prossimità. Al termine dell’intensa giornata in Friuli Venezia Giulia, il Comandante Generale ha fatto rientro a Roma.  

Ultime Notizie