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Gaza, a un mese dalla guerra crescono gli appelli al cessate fuoco. Oltre 10mila morti

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Ieri al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stata bloccata una risoluzione proposta dai dieci membri non permanenti, che chiedevano un immediato cessate il fuoco, per via del veto apposto da Stati Uniti e Regno Unito

ROMA – In occasione del primo mese dall’offensiva di Hamas contro il sud di Israele, che ha innescato una controffensiva dell’esercito israeliano contro la Striscia di Gaza – dove la popolazione conta 2,3 milioni di persone – oltre duemilacinquecento accademici in Italia hanno sottoscritto una lettera per esortare il governo italiano ad agire per “un’immediata fine alla guerra in corso contro Gaza” e per far valere “il rispetto del diritto umanitario internazionale”. L’appello è indirizzato in particolare al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, alla Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, e alla Conferenza dei Rettori delle Università italiane (Crui).

Nell’appello si legge: “Come docenti, ricercatori e ricercatrici della comunità accademica italiana, da molti anni assistiamo con dolore e denunciamo ciò che accade in Palestina e Israele, dove vige, secondo Amnesty International, un illegale regime di oppressione militare e Apartheid”. Convinti che sia le azioni di Hamas che quelle delle autorità israeliane costituiscano “una evidente violazione del Diritto Internazionale e della Convenzione di Ginevra”, i firmatari suggeriscono che “pace, diritti e benessere” si raggiungano attraverso il “riconoscimento” delle radici storiche del conflitto “da ricercarsi- si legge ancora- nella illegale occupazione che Israele impone alla popolazione palestinese da oltre 75 anni” e della corretta “conoscenza del diritto internazionale”.

Nell’attacco di Hamas del 7 ottobre hanno perso la vita oltre 1.400 persone (la maggior parte dei quali civili) e sono stati rapiti circa 200 ostaggi. Nella Striscia di Gaza i raid israeliani hanno provocato secondo il ministero della Salute locale oltre 10mila vittime, di cui oltre 6mila tra donne e bambini. Più di 25mila i feriti. Morti civili si sono registrati anche nel sud del Libano, a causa dello scambio di attacchi tra l’esercito di Tel Aviv e il gruppo armato libanese Hezbollah.

Ieri anche 18 tra agenzie delle Nazioni Unite – tra cui Unicef e Oms e Programma alimentare mondiale – hanno rinnovato l’appello al cessate il fuoco, sostenendo di provare “shock e orrore” per “la tragedia di proporzioni colossali” che sta avvenendo nella Striscia di Gaza. ben 88 membri delle agenzie Onu hanno perso la vita dal 7 ottobre, un “numero record” secondo l’Organizzazione impegnata dal dopoguerra in teatri di conflitto nel mondo.

Stanno proseguendo intanto i raid nell’enclave e l’avanzata di terra delle forze israeliane. La notte scorsa l’esercito, come conferma la stampa internazionale, ha bombardato anche Rafah e a Khan Younis, sebbene dal 13 ottobre siano località indicate come “zone sicure per i civili” dal governo di Tel Aviv, verso le quali incoraggia la popolazione palestinese a sfollare. La Croce Rossa riferisce di un attacco anche contro l’ospedale Al-Quds a Gaza City.
Israele, come si apprende dalla stampa israeliana, ha rivendicato questi attacchi come necessari, sostenendo di colpire i covi in cui si nasconderebbero i combattenti di Hamas. I media riportano anche di attacchi delle Brigate Al-Qassam, l’ala militare di Hamas, contro postazioni militari nel territorio israeliano, ma non risulterebbero vittime.

Il Premier Benjamin Netanyahu in una intervista all’emittente americana Abc ha ribadito che Israele assumerà “la completa responsabiità della sicurezza di Gaza per un tempo indefinito” una volta che la guerra “sarà terminata”. Stamani alla Knesset, il ministro della Difesa Yoav Gallant è tornato sul punto, ribadendo che le priorità per Tel Aviv sono “la vittoria della guerra e il ritorno a casa degli ostaggi” e che nel frattempo eserciterà “piena libertà di azione” a Gaza.
Ieri al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stata bloccata una risoluzione proposta dai dieci membri non permanenti, che chiedevano un immediato cessate il fuoco, per via del veto apposto da Stati Uniti e Regno Unito.

IL GIAPPONE ESORTA ISRAELE A “CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO”

 “Il governo giapponese chiede a Israele la cessazione immediata delle operazioni militari nella striscia di Gaza che stanno causando distruzione e morte presso la popolazione civile palestinese”, ha dichiarato in conferenza stampa a Tokyo la neo ministra degli Esteri giapponese Yoko Kamikawa, che appena la scorsa settimana, nel corso della sua visita in Israele e dei colloqui a Tel Aviv con il suolo omologo israeliano Eli Cohen, aveva presentato la medesima richiesta di cessate il fuoco per garantire una tregua umanitaria. “Pur esprimendo la piena solidarietà a Israele per il vile attacco subito, tuttavia sottolineiamo anche l’importanza di agire in conformità con il diritto internazionale e garantire la sicurezza della popolazione civile e straniera nella regione”, ha aggiunto nel suo intervento il ministro Kamikawa.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

A VERONA NASCE LA PRIMA EQUIVIA DEI FORTI 

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L’iniziativa vede la collaborazione di Fieracavalli e Comune e si inserisce all’interno del progetto Smart Verona, città patrimonio dell’Unesco 

Il cavallo esce dalla fiera e arriva in città. Fieracavalli e il Comune di Verona lanciano il progetto dell’equivia dei Forti, un itinerario pensato per far scoprire le bellezze della città patrimonio mondiale UNESCO da una prospettiva diversa, quella del cavallo, attraverso il circuito del turismo lento. 

L’iniziativa si inserisce nelle attività di “Smart Verona, città Patrimonio Mondiale Unesco” il programma promosso dall’Assessorato alla Cultura, Turismo e ai Rapporti con l’UNESCO del Comune di Verona – ed ora curato dalla Direzione Cultura Turismo Spettacolo, ufficio Conservazione e valorizzazione sito UNESCO e Cinta Muraria – nell’ambito delle iniziative del Ministero del Turismo volte alla valorizzazione dei comuni a vocazione turistico-culturale nei siti riconosciuti dall’UNESCO. 

I percorsi dell’equivia dei Forti saranno operativi dall’anno prossimo e proporranno tre diversi itinerari, per un’offerta mirata a far conoscere al meglio, e attraverso nuovi punti di osservazione, Verona, il suo territorio e il suo patrimonio storico-culturale. 

“Una proposta che arricchisce i percorsi di visita cittadini, un unicum a livello nazionale che porterà a Verona un nuovo percorso legato all’ippica che unisce sport, natura e turismo lento – afferma l’assessora alla Cultura e al Patrimonio Unesco Marta Ugolini –. Un progetto frutto di un lavoro di squadra che trova in Fieravacalli un partner d’eccezione“. 

“Da 125 anni, Verona e la sua fiera scrivono la storia del mondo del cavallo, promuovendone la figura come elemento di passione e attività economica – ha detto il presidente di Veronafiere Federico Bricolo –. La creazione di nuove equivie sul territorio rafforza il ruolo di Verona come “città del cavallo” e ne valorizza la vocazione turistica” 

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il brand manager di Fieracavalli Armando Di Ruzza, il responsabile Ufficio Unesco del Comune Ettore Napione e Linda Fabrello di Horse Valley, l’associazione che gestisce il maneggio di Corte Molon. 

“Questa nuova iniziativa permette di far vivere in prima persona l’esperienza unica di Fieracavalli fuori dal quartiere fieristico e per 365 giorni all’anno e ne completa l’offerta con un viaggio alla scoperta delle bellezze storico-paesaggistiche della città dall’alto di una sella“, ha aggiunto Di Ruzza. 

La nuova ippovia dei Forti, potenziata rispetto a quella già esistente nella mappatura, nella presenza di punti ristoro e nell’installazione – lungo il percorso – di capannine di riparo per i cavalli con anelli di fissaggio, lunghine e abbeveratoi, si sviluppa in tre percorsi, diversi ma concatenati, che uniscono le mura scaligere delle Torricelle e la dorsale urbana dei bastioni, collegando idealmente tutti i luoghi dove sorgevano i forti di origine asburgica della città. 

Nel percorso di pianura, i 4 forti di Parona, Chievo, Lugagnano e Gisella sono uniti da una linea di percorso lunga 15,3 km per 3,5 ore di tempo di percorrenza mentre; nel percorso di collina, il viaggio a cavallo unisce i 3 forti di San Mattia, San Leonardo (oggi Santuario della Madonna di Lourdes) e il Forte Santa Sofia per 20 km e circa tre ore di percorrenza. Questi due tracciati si aggiungono all’Equivia Urbana, inaugurata a Fieracavalli nel 2019, che si estende per circa 14,6 km, dai bastioni di San Zeno, Castel Vecchio e Piazza Bra, seguendo la riva del fiume. 

Punto di partenza di tutte le equivie è sempre Corte Molon, dove ha sede il cuore operativo di tutti i progetti di equiturismo e ippoterapia di Fieracavalli che mette a disposizione anche per i cavalieri indipendenti, parcheggi per i mezzi degli escursionisti e dei loro cavalli. 

L’ippovia dei Forti riesce così nell’intento di collegare il parco dell’Adige con il Parco delle mura, rendendo Verona una città sempre più a misura di cavallo, riuscendo nell’intento di uscire dai padiglioni di Fieracavalli, per arrivare fino in centro città. 

www.fieracavalli.it  

SANITÀ: ROCCA INAUGURA LE ATTREZZATURE PNRR AL SANT’ANDREA

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Un investimento tecnologico da cinque milioni di euro in linea

con il potenziamento dell’Azienda ospedaliero-universitaria

Il 6 Novembre il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e la rettrice di Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, hanno inaugurato le ultime attrezzature acquisite dall’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea grazie ai fondi Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ad accoglierli il direttore generale,Daniela Donetti, e il preside della facoltà di Medicina e Psicologia della “Sapienza”, Erino Angelo Rendina. 

I nuovi macchinari dell’ospedale capitolino arricchiscono un parco tecnologico già avanzato, rappresentando il più recente acquisto del vasto investimento in attrezzature, finanziato con i fondi del Pnrr: tac, angiografi, telecomandato digitale e gamma camera si aggiungono alle altre 13 attrezzature già acquisite. Un investimento di oltre 5 milioni di euro in macchinari, che si somma ai 2,5 milioni per la digitalizzazione e ai 300mila euro per la realizzazione della Cot aziendale, la struttura di collegamento ospedale-territorio fondamentale per l’implementazione del nuovo modello di assistenza disegnato con il decreto ministeriale 77/2022.

La tac a 128 strati di ultima generazione è una macchina estremamente veloce e accurata, utilizzata per il centraggio del bersaglio in ambito oncologico, ma anche per trattamenti innovativi come le procedure di radioablazioni per eradicare le aritmie ventricolari.

La gamma camera ibrida della Medicina nucleare consente di acquisire contestualmente immagini scintigrafiche e radiologiche con una migliore risoluzione anatomo-funzionale rispetto ai modelli tradizionali, rafforzando la leadership del Sant’Andrea nella diagnostica delle infezioni occulte e nella diagnosi e cura dei tumori tiroidei, neuroendocrini e prostatici.

Il telecomandato digitale effettua esami radiografici contrastografici degli apparati gastro-intestinale e uro-genitale, indispensabili nella gestione post-operatoria dei pazienti, oltreché negli studi dinamici della deglutizione, prestazione diagnostica realizzata in poche altre strutture oltre al Sant’Andrea.

I due angiografi vascolari di ultima generazione, infine, rispondono in modo moderno, sicuro ed efficiente alle esigenze di radiologia interventistica clinica e operativa di una popolazione di pazienti, in continua crescita, affetti da tumori, ischemia dell’arto, stroke, emorragie e traumi.

«Vedere realizzati questi lavori di ammodernamento è una grande soddisfazione, il compimento di un grande percorso partito dai primi anni 2000. Tecnologia, umanità e integrazione con l’Accademia: una grande vittoria per il Sant’Andrea. Come Presidente della Regione Lazio continuerò a investire in questa, come in altre strutture, e anche nel rapporto con l’Università. Dobbiamo superare i 28 miliardi di debito che rischiano di limitare la crescita sanitaria della nostra regione. Servono attenzione, programmazione e, soprattutto, ascolto», ha affermato Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio.

«Per il Sistema sanitario regionale e per il Sant’Andrea – ha proseguito il presidente Rocca – è decisivo continuare a investire in tecnologia e in alta diagnostica di precisione. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un’occasione decisiva per la competitività della sanità laziale e per il suo legame indissolubile con il mondo universitario e scientifico. Ringrazio la rettrice di Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, il preside della Facoltà di Medicina, Angelo Rendina, e il direttore generale del Sant’Andrea, Daniela Donetti, per il lavoro di squadra che ci vedrà centrare tutti gli obiettivi della Missione 6 Salute previsti dal Pnrr». 

«Il senso di questa sfida complessa ma entusiasmante alla guida della Regione Lazio – ha aggiunto il presidente Rocca – sta nel restituire dignità e orgoglio agli operatori sanitari, agli studenti che nelle nostre strutture pubbliche si preparano a gestire la sanità del domani e ai pazienti che hanno diritto a cure e a prestazioni sempre più rapide ed efficaci».

«Le opportunità offerte dalla health-tech sono cruciali per la formazione di competenze specifiche, ma rappresentano anche uno strumento didattico eccezionale per plasmare le menti dei nostri giovani medici affinché siano sempre rivolti verso il futuro, verso la ricerca di quello che ancora non si conosce e va esplorato. È questo il tratto distintivo di un Policlinico Universitario: fare il meglio, fare un passo nella direzione del progresso ed insegnare come procedere su questo cammino», ha sottolineato la rettrice Polimeni.

«Abbiamo già speso il 95 per cento dei fondi stanziati per il rinnovo del parco tecnologico. Abbiamo corso, perché potenziare la diagnostica di precisione significa garantire prestazioni assistenziali innovative e personalizzate», ha commentato il direttore generale Daniela Donetti.

«Investimenti in tecnologie così avanzate – ha dichiarato il preside Erino Angelo Rendina – accompagnano quotidianamente la ricerca scientifica e aprono le porte a procedure cliniche e operatorie innovative».

Stellantis – Quadrini : “un futuro in bilico, non solo dello stabilimento ma di un intero territorio”

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Stellantis – Quadrini : “un futuro in bilico, non solo dello stabilimento ma di un intero territorio.”

 Il futuro dello stabilimento più importante e imponente del territorio del Basso Lazio, secondo le notizie trapelate negli ultimi giorni, continua a preoccupare. Gianluca Quadrini, Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone e Delegato Anci Lazio allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, interviene sollecitando le istituzioni a convocare una riunione per discutere della sorte dello stabilimento e del futuro delle tantissime famiglie. “Lavorare nello stabilimento Fiat, oggi Stellantis, era un privilegio e un’occupazione tanto ambita per le comunità dell’intera provincia.” Afferma in una nota Quadrini. “Un lavoro che si è tramandato di padre in figlio fino a quando anche il colosso più importante del nostro territorio ha dovuto fare in conti con il periodo di crisi che ha investito l’intero Paese. Oggi, la situazione e il futuro di Stellantis sta creando moltissime preoccupazioni. Il ridimensionamento del personale e dell’impiantistica finirebbe per mettere in ginocchio l’intero territorio a causa delle molte persone che si ritroverebbero senza lavoro. Una grave ripercussione sul tessuto economico ma anche su quello sociale. Bisogna assolutamente scongiurare che questo accada. È importante, in questo momento, un confronto tra tutte le forze politiche e i vertici di Stellantis, per discutere e trovare una linea comune che giochi a favore delle nostre famiglie e della nostra provincia.” Così in una nota il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini

Il Pon Legalità sceglie Crotone per il suo evento conclusivo

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Innovazione per lo sviluppo, beni confiscati e inclusione sociale al centro del dibattito. Presente il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi.

Il prossimo 17 novembre, alle ore 11, presso l’Auditorium dell’Istituto Pertini-Santoni di Crotone, si svolgerà l’evento annuale del Programma Operativo Nazionale (PON) Legalità 2014-2020 dal titolo “Costruiamo Legalità. Risultati, sfide e contributi per il futuro”.

All’evento, moderato da Daria Paoletti, sarà presente il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

L’appuntamento è la tappa conclusiva di un ciclo iniziato nel 2014 e punta ad approfondire il contributo fornito dal PON Legalità alle politiche di coesione – finalizzate a rimuovere i divari tra i territori europei – in termini di strategia, progetti finanziati, risorse rese disponibili e, in particolare, impatto reale sul sistema economico e sociale di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Tar del Lazio: Cisia deve presentare una relazione sul funzionamento dell’«equalizzatore» utilizzato per il Tolc Med 2023

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Judge and gavel in courtroom

Il 25 ottobre scorso si è svolta al Tar del Lazio la prima udienza cautelare di un maxi ricorso collettivo proposto dagli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Rosy Floriana Barbata nell’interesse di più di 300 studenti per contestare le modalità e i contenuti della prova di ammissione del cosiddetto “Test TOLC”.

I magistrati capitolini si sono pronunciati emettendo un’ordinanza contro le principali università italiane e il consorzio Cisia, che si occupa di organizzare su scala nazionale i test d’ammissione per le facoltà a numero chiuso, a favore dei ricorrenti. 

Il Tar del Lazio ha concesso un mese di tempo al Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per L’Accesso – CISIA per consegnare una dettagliata relazione di chiarimenti sul funzionamento del cosiddetto “equalizzatore” nei concorsi per l’ammissione al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi Dentaria per l’anno accademico 2023/2024 e ha fissato al 10 gennaio 2024 l’udienza di trattazione di merito del ricorso.

Il ricorso contesta anche la ripetizione delle domande nelle sessioni di aprile e luglio, la partecipazione degli studenti di quarto anno di liceo, il calcolo di equalizzazione dei punteggi che avrebbe falsato gli esiti delle prove fino ad arrivare, alla presunta compravendita dei quiz da parte degli studenti e delle scuole di preparazione. 

I giudici, ritenendo non sussistenti i presupposti per la concessione della richiesta misura cautelare hanno ritenuto necessario, invece,  disporre l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i controinteressati tramite pubblicazione sul sito web del ministero dell’Università e  hanno rilevato, ai fini della successiva trattazione nel merito del ricorso, l’esigenza di acquisire in via istruttoria «una dettagliata relazione di chiarimenti a cura del CISIA in ordine al funzionamento del cosiddetto equalizzatore».

La Relazione  dovrà affrontare una serie di aspetti ritenuti dal Collegio rilevanti alla luce dei rilievi del ricorso, ovvero: «Numero dei quesiti componenti la banca dati; criteri e modalità di individuazione dei quesiti da sottoporre ai candidati nei vari turni della medesima sessione e nelle diverse sessioni; modalità di calcolo del punteggio equalizzato, a tal fine indicando gli effetti del meccanismo di equalizzazione sul punteggio del singolo quesito, in relazione a ciascun possibile esito (risposta esatta, errata o non data) e, per ciascuno di detti esiti, rispetto a diversi scenari di difficoltà del quesito, e prendendo altresì specifica posizione sugli esempi numerici dedotti a supporto delle censure mosse».

Comprendere come e perché sia stato adottato un modello così problematico non è solo una questione tecnica.

L’equazione che sottende il punteggio equalizzato sembra essere basata su un presupposto fondamentale che solleva serie perplessità. La difficoltà di una domanda non dovrebbe essere determinata dalla percentuale di risposte corrette o sbagliate dei candidati, ma dovrebbe derivare dalle caratteristiche intrinseche della domanda stessa, anche perché se la stessa domanda non è stata sottoposta allo stesso numero di persone il dato che ne emerge  è falsato, con conseguente attribuzione di un punteggio errato. È sorprendente che chi ha formulato questo modello sembri ignorare questo semplice ma fondamentale aspetto che qualsiasi docimologo o ricercatore competente conosce.

Nuovo regolamento per la gestione degli immobili comunali, Sebastiani: “importanti novità, a partire dall’esclusione dai bandi di chi ha debiti con l’Ente

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Ok alle associazioni di volontariato e senza scopo di lucro”.

Nelle settimane scorse, su proposta dell’assessore al bilancio e patrimonio Andrea Sebastiani, il Consiglio comunale di Rieti ha approvato il nuovo “Regolamento per la gestione degli immobili di proprietà del Comune di Rieti”.

Di seguito una dichiarazione dell’assessore Andrea Sebastiani:

“Il documento è di notevole importanza perché permette di dare attuazione alla delibera approvata in occasione del bilancio finalizzata a valorizzare il patrimonio immobiliare del Comune e finalmente organizza e disciplina in maniera più puntuale, efficace, equa un settore strategico nella gestione dell’Ente. Con il nuovo Regolamento vengono apportate una serie di innovazioni significative, a partire dal fatto che d’ora in poi saranno esclusi dai bandi per la vendita e le assegnazioni a titolo locativo di immobili comunali, sia terreni che fabbricati, tutti coloro che hanno pendenze debitorie accertate con il Comune di Rieti. Apriamo, inoltre, il comodato, sia temporaneo che a tempo indeterminato, ad una serie di soggetti precedentemente esclusi cioè quelli avente finalità sociale, a partire da Onlus e associazioni ricreative. Discipliniamo, poi, i criteri di riduzione del canone per quanti svolgono attività nel campo del volontariato o dell’associazionismo senza scopo di lucro e, contestualmente, discipliniamo in maniera più puntuale e precisa rispetto al passato anche i contratti di locazione e comodato d’uso. Il Comune di Rieti aveva bisogno di una serie di innovazioni anche in termine di gestione e l’approvazione di questo nuovo Regolamento fa sicuramente segnare l’ennesimo importante avanzamento compiuto dalla nostra Amministrazione comunale nel percorso di efficientamento e miglioramento della gestione dell’Ente”.

Esedra di Porta romana, Chiarinelli: “mercoledì 8 novembre partono i lavori di riqualificazione e restauro”

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Mercoledì 8 novembre verrà avviato l’allestimento del cantiere per i lavori di riqualificazione e recupero della zona di Porta Romana e dell’Esedra, finanziati con 300.000 euro di cui 250.000 di euro della Regione Lazio e 50.000 del Comune di Rieti.

“Parte l’ennesimo cantiere della Città, atteso da tempo dagli abitanti del quartiere, che interverrà su una struttura storica, biglietto d’ingresso a Rieti per chi proviene da Roma – dichiara l’assessore ai lavori pubblici, Claudia Chiarinelli – L’intervento permetterà di restaurare l’esedra, le fontane e le pavimentazioni. Nella zona interna sarà ripristinata anche un’area giochi a verde e saranno collocate panchine in pietra. Con l’avvio dei lavori sull’Esedra e il prossimo completamento del restauro della Porta, restituiamo dignità e importanza ad una zona vitale della Città. Ringrazio gli uffici per il lavoro che, anche in questo caso, hanno portato avanti in tempi celeri, considerando che il progetto esecutivo era stato approvato in Giunta solo poche settimane fa”.

Partono i lavori di riqualificazione dell’esedra di Porta Romana: divieto di sosta da mercoledì 8 novembre

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La Polizia Locale del Comune di Rieti comunica che, in concomitanza con l’avvio dei lavori di riqualificazione delle esedre di Porta Romana, saranno in vigore le seguenti modifiche alla viabilità:

– divieto di sosta con rimozione in Piazza della Repubblica/Porta romana, nell’area parcheggio prospiciente le esedre nel tratto compreso tra via Salaria e via di Porta Romana, dalle ore 8 di mercoledì 8 novembre e fino a cessate esigenze.

Musica contemporanea, Pollice (Cidim): Riflettere insieme su importanza e prospettive settore in Italia

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Domani convegno a Roma al Ministero della Cultura

Roma – ‘Il centenario della Simc-Società Italiana Musica Contemporanea:occasione per un confronto sulle prospettive della musica contemporanea in Italia’, questo il titolo della Tavola rotonda organizzata dal Cidim-Comitato Nazionale Italiano Musica, in collaborazione con la Simc-Società Italiana Musica Contemporanea che, con il sostegno della Direzione Generale Spettacolo, si svolgerà domani mercoledì 8 novembre, alle ore 10, presso la Sala Cinema del ministero della Cultura, in piazza Santa Croce in Gerusalemme a Roma.”Da oltre 40 anni il Cidim promuove senza interruzione la musica contemporanea e lo fa con azioni concrete che spaziano dalle commissioni di nuove opere al censimento degli autori con la costituzione della Banca dati dei compositori italiani che ha permesso di realizzare la prima anagrafe italiana del settore- spiega il vice presidente Cidim e presidente Aiam (Associazione Italiana Attività Musicali), Francescantonio Pollice- Abbiamo promosso, inoltre, un concorso intitolato al Barone Francesco Agnello, fondatore dell’associazione, e predisposto una importante attività di sostegno alla creatività emergente attraverso la realizzazione della collana Stil novo in collaborazione con le Edizioni Curci”.”Il nostro primo impegno però- prosegue Pollice- resta la promozione all’estero dei principali esponenti italiani della musica contemporanea attraverso joint venture conla rete degli Istituti italiani di Cultura nel mondo. Questo incontro, alla presenza del direttore generale dello Spettacolo del ministero della Cultura, Antonio Parente, e di tanti altri esponenti del settore, rappresenta per tutti noi un momento importante per vagliare nuove prospettive di sviluppo di un settore musicale che è in grado di generare un indotto rilevante a livello economico ed occupazionale”.Dopo i saluti di Antonio Parente dg Spettacolo del ministero della Cultura, Lucio Fumo presidente del Cidim-Comitato Nazionale Italiano Musica, Piero Niro componente della Direzione Artistica del Cidim, compositore e Francescantonio Pollice presidente dell’Aiam-Associazione Italiana Attività Musicali e vicepresidente del Cidim sono previsti gli interventi di Andrea Talmelli presidente della Simc, Renzo Cresti coordinatore celebrazioni del centenario della Simc, Nicola Sani direttore artistico dell’Accademia Musicale Chigiana, Paolo Rotili presidente di Nuova Consonanza, Laura Morodirettrice editoriale Musica Classica delle Edizioni Musicali Curci, Fabio Massimo Capogrosso compositore, Silvia Colasanti compositrice e Filippo Michelangeli direttore ed editore delle riviste musicali Amadeus e Suonare news. Modera la tavola rotonda Simone Caputo, ricercatore nella Sapienza Università di Roma.
 

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