Home Blog Pagina 999

Strage di Bologna, scoppia il caso De Angelis. Il portavoce della Regione Lazio: “Io al rogo come Giordano Bruno”

0

Polemica dopo le affermazioni del responsabile della comunicazione Istituzionale su Fioravanti, Mambro e Ciavardini

ROMA – “Come ogni libero cittadino di questa Nazione, ho esercitato il diritto di esprimere la mia opinione su un evento solstiziale della nostra storia, fondata su decenni di inchiesta svolta come giornalista e parlamentare. E certo, non lo nego, animato dalla passione di chi ha avuto un fratello morto, vittima di uno degli accertati depistaggi orditi per impedire l’accertamento della verità, con l’utilizzo della falsa testimonianza del massacratore del Circeo Angelo Izzo. E quindi con il diritto personale e familiare di chiedere di approfondire ogni analisi finché non sia dissipato qualunque dubbio. Ho detto quello che penso senza timore delle conseguenze. Se dovrò pagare per questo e andare sul rogo come Giordano Bruno per aver violato il dogma, ne sono orgoglioso“. Lo scrive su facebook Marcello de Angelis, responsabile della comunicazione Istituzionale della Regione Lazio, dopo le polemiche suscitate dalle sue affermazioni sulla strage di Bologna in cui sosteneva “so per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini. Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza. E in realtà lo sanno tutti: giornalisti, magistrati e “cariche istituzionali”. E se io dico la verità, loro – ahimè – mentono. Ma come i martiri cristiani io non accetterò mai di rinnegare la verità per salvarmi dai leoni. Posso dimostrare a chiunque abbia un’intelligenza media e un minimo di onestà intellettuale che Fioravanti, Mambro e Ciavardini non c’entrano nulla con la strage. Dire chi è responsabile non spetta a me, anche se ritengo di avere le idee chiarissime in merito nonché su chi, da più di 40 anni, sia responsabile dei depistaggi”.

BONACCINI: DE ANGELIS? IGNOBILE E BUGIARDO

Parole quelle di De Angelis, che hanno subito dato vita a numerose polemiche da parte delle opposizioni che ne chiedono anche le dimissioni. Tra i primi a rispondere, Bonaccini: “Ignobile e bugiardo. Venga a dirle a Bologna queste cose. Guardando negli occhi i famigliari delle vittime della strage fascista del due agosto”.

SCHLEIN: DIMISSIONI DE ANGELIS, MELONI INTERVENGA

“Lo abbiamo detto in piazza di fronte alla stazione solo qualche giorno fa, il 2 agosto, in occasione dell’anniversario della strage di Bologna: non accettiamo ulteriori depistaggi e tentativi di riscrivere la storia, negando le evidenze processuali per cui l’associazione dei familiari delle vittime si è tanto battuta e la Procura di Bologna e le forze dell’ordine hanno lavorato in questi anni. Tantomeno se questi tentativi ignobili arrivano dal portavoce del Presidente della Regione Lazio: servono dimissioni immediate. Se non riescono a farlo i vertici della Regione Lazio sia la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a prendere provvedimenti immediati“. Lo ha affermato la segretaria del Pd, Elly Schlein.
“È grave- aggiunge- che Meloni il giorno della commemorazione non sia riuscita a dire che quella di Bologna sia stata una strage neofascista, sarebbe gravissimo se continuasse a permettere ai suoi sodali di stravolgere la verità processuale. Ponga fine, una volta per tutte, a questa scellerata aggressione alla storia del ‘900. Le evidenze processuali dimostrano che è stata una strage di matrice fascista commessa da organizzazioni neofasciste, con un disegno eversivo, facilitato da apparati deviati dello Stato. E se qualcuno fatica a riconoscerlo non è adatto a ricoprire incarichi istituzionali di nessun tipo”.

BONELLI: ROCCA DESTITUISCA IMMEDIATAMENTE DE ANGELIS

“Non è ancora arrivata la distanza del presidente della Regione Lazio Rocca dalle affermazioni del suo portavoce che sono di una gravità inaudita, non solo perché ha messo in discussione le sentenze dei tribunali italiani, che rispetto alla strage di Bologna hanno appurato chiaramente le piste neofasciste e loggia P2, ma ancor più grave é che abbia detto che magistrati e istituzioni mentono. Dichiarazioni che arrivano dopo alle affermazioni del Presidente della Repubblica Mattarella, durante la commemorazione dell’anniversario della strage, sulla chiara matrice neofascista”. Così in una nota Angelo Bonelli co-portavoce di Europa Verde e deputato di AVS, che conclude: “Non capiamo come questa persona possa continuare a fare il portavoce del presidente della Regione. Se questo Marcello De Angelis è a conoscenza di fatti nuovi e rilevanti vada in Procura. E comunque aspettiamo che il Presidente Rocca lo destituisca immediatamente dall’incarico perché è inutile pensare che il De Angelis abbia la decenza di dimettersi”.

ANPI: ANNULLATO EVENTO CON DE ANGELIS A MONTAURO

“Dopo la nostra protesta #maipiufascismi”. Così sull’account dell’Anpi che posta la locandina di un evento a cui avrebbe dovuto partecipare oggi Marcello De Angelis e che, dopo le proteste dell’associazione, è stato annullato. Il responsabile della comunicazione Istituzionale della Regione Lazio è al centro delle polemiche per un post sulla strage di Bologna. L’incontro con Marcello De Angelis, dal titolo ‘Cosa significa essere oggi di destra?’, si sarebbe dovuto svolgere questa sera alle 19 a Montauro, in provincia di Catanzaro.

SCHLEIN: DIMISSIONI DE ANGELIS, MELONI INTERVENGA

“Lo abbiamo detto in piazza di fronte alla stazione solo qualche giorno fa, il 2 agosto, in occasione dell’anniversario della strage di Bologna: non accettiamo ulteriori depistaggi e tentativi di riscrivere la storia, negando le evidenze processuali per cui l’associazione dei familiari delle vittime si è tanto battuta e la Procura di Bologna e le forze dell’ordine hanno lavorato in questi anni. Tantomeno se questi tentativi ignobili arrivano dal portavoce del Presidente della Regione Lazio: servono dimissioni immediate. Se non riescono a farlo i vertici della Regione Lazio sia la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a prendere provvedimenti immediati“. Lo ha affermato la segretaria del Pd, Elly Schlein.
“È grave- aggiunge- che Meloni il giorno della commemorazione non sia riuscita a dire che quella di Bologna sia stata una strage neofascista, sarebbe gravissimo se continuasse a permettere ai suoi sodali di stravolgere la verità processuale. Ponga fine, una volta per tutte, a questa scellerata aggressione alla storia del ‘900. Le evidenze processuali dimostrano che è stata una strage di matrice fascista commessa da organizzazioni neofasciste, con un disegno eversivo, facilitato da apparati deviati dello Stato. E se qualcuno fatica a riconoscerlo non è adatto a ricoprire incarichi istituzionali di nessun tipo”.

BONELLI: ROCCA DESTITUISCA IMMEDIATAMENTE DE ANGELIS

“Non è ancora arrivata la distanza del presidente della Regione Lazio Rocca dalle affermazioni del suo portavoce che sono di una gravità inaudita, non solo perché ha messo in discussione le sentenze dei tribunali italiani, che rispetto alla strage di Bologna hanno appurato chiaramente le piste neofasciste e loggia P2, ma ancor più grave é che abbia detto che magistrati e istituzioni mentono. Dichiarazioni che arrivano dopo alle affermazioni del Presidente della Repubblica Mattarella, durante la commemorazione dell’anniversario della strage, sulla chiara matrice neofascista”. Così in una nota Angelo Bonelli co-portavoce di Europa Verde e deputato di AVS, che conclude: “Non capiamo come questa persona possa continuare a fare il portavoce del presidente della Regione. Se questo Marcello De Angelis è a conoscenza di fatti nuovi e rilevanti vada in Procura. E comunque aspettiamo che il Presidente Rocca lo destituisca immediatamente dall’incarico perché è inutile pensare che il De Angelis abbia la decenza di dimettersi”.

ANPI: ANNULLATO EVENTO CON DE ANGELIS A MONTAURO

“Dopo la nostra protesta #maipiufascismi”. Così sull’account dell’Anpi che posta la locandina di un evento a cui avrebbe dovuto partecipare oggi Marcello De Angelis e che, dopo le proteste dell’associazione, è stato annullato. Il responsabile della comunicazione Istituzionale della Regione Lazio è al centro delle polemiche per un post sulla strage di Bologna. L’incontro con Marcello De Angelis, dal titolo ‘Cosa significa essere oggi di destra?’, si sarebbe dovuto svolgere questa sera alle 19 a Montauro, in provincia di Catanzaro.

SCHLEIN: DIMISSIONI DE ANGELIS, MELONI INTERVENGA

“Lo abbiamo detto in piazza di fronte alla stazione solo qualche giorno fa, il 2 agosto, in occasione dell’anniversario della strage di Bologna: non accettiamo ulteriori depistaggi e tentativi di riscrivere la storia, negando le evidenze processuali per cui l’associazione dei familiari delle vittime si è tanto battuta e la Procura di Bologna e le forze dell’ordine hanno lavorato in questi anni. Tantomeno se questi tentativi ignobili arrivano dal portavoce del Presidente della Regione Lazio: servono dimissioni immediate. Se non riescono a farlo i vertici della Regione Lazio sia la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a prendere provvedimenti immediati“. Lo ha affermato la segretaria del Pd, Elly Schlein.
“È grave- aggiunge- che Meloni il giorno della commemorazione non sia riuscita a dire che quella di Bologna sia stata una strage neofascista, sarebbe gravissimo se continuasse a permettere ai suoi sodali di stravolgere la verità processuale. Ponga fine, una volta per tutte, a questa scellerata aggressione alla storia del ‘900. Le evidenze processuali dimostrano che è stata una strage di matrice fascista commessa da organizzazioni neofasciste, con un disegno eversivo, facilitato da apparati deviati dello Stato. E se qualcuno fatica a riconoscerlo non è adatto a ricoprire incarichi istituzionali di nessun tipo”.

BONELLI: ROCCA DESTITUISCA IMMEDIATAMENTE DE ANGELIS

“Non è ancora arrivata la distanza del presidente della Regione Lazio Rocca dalle affermazioni del suo portavoce che sono di una gravità inaudita, non solo perché ha messo in discussione le sentenze dei tribunali italiani, che rispetto alla strage di Bologna hanno appurato chiaramente le piste neofasciste e loggia P2, ma ancor più grave é che abbia detto che magistrati e istituzioni mentono. Dichiarazioni che arrivano dopo alle affermazioni del Presidente della Repubblica Mattarella, durante la commemorazione dell’anniversario della strage, sulla chiara matrice neofascista”. Così in una nota Angelo Bonelli co-portavoce di Europa Verde e deputato di AVS, che conclude: “Non capiamo come questa persona possa continuare a fare il portavoce del presidente della Regione. Se questo Marcello De Angelis è a conoscenza di fatti nuovi e rilevanti vada in Procura. E comunque aspettiamo che il Presidente Rocca lo destituisca immediatamente dall’incarico perché è inutile pensare che il De Angelis abbia la decenza di dimettersi”.

ANPI: ANNULLATO EVENTO CON DE ANGELIS A MONTAURO

“Dopo la nostra protesta #maipiufascismi”. Così sull’account dell’Anpi che posta la locandina di un evento a cui avrebbe dovuto partecipare oggi Marcello De Angelis e che, dopo le proteste dell’associazione, è stato annullato. Il responsabile della comunicazione Istituzionale della Regione Lazio è al centro delle polemiche per un post sulla strage di Bologna. L’incontro con Marcello De Angelis, dal titolo ‘Cosa significa essere oggi di destra?’, si sarebbe dovuto svolgere questa sera alle 19 a Montauro, in provincia di Catanzaro.

SINISTRA ITALIANA LAZIO: DE ANGELIS DI DIMETTA

“Le dichiarazioni del responsabile della comunicazione della Regione Lazio, nominato dal Presidente Rocca, alzano il tiro sulla chiara strada intrapresa dal Governo di estrema destra Meloni: quella del revisionismo storico, ora anche revisionismo giudiziario. All’indomani della ricorrenza del 2 agosto 1980 Marcello de Angelis, cognato di Ciavardini condannato con Mambro, Fioravanti e Cavallini come esecutori della strage, sostiene l’innocenza dei membri NAR e rilancia un indefinito j’accuse schierandosi con i suoi ex camerati terroristi rinnegando anni di processi e sentenze. Questo episodio non deve nella maniera più assoluta passare senza conseguenze. La destra al governo non può essere un lasciapassare per cambiare il DNA della nostra storia e perché personaggi rigenerati e ripuliti possano in libertà fare delle affermazioni che sconfessano il difficile e sanguinoso percorso del superamento dei periodi più bui del nostro Paese, resi tali dall’azione di organizzazioni fasciste e neo naziste. Se il De Angelis ha verità nascoste si rechi in procura e le esponga. Ma contestualmente si dimetta o venga dimesso dal ruolo riservatogli in una istituzione pubblica, nel rispetto della Storia, delle vittime e delle solenni, ufficiali dichiarazioni del Presidente della Repubblica Mattarella in occasione della ricorrenza della strage”. Cosiì la segreteria di Sinistra Italiana Lazio.

LEODORI-CIARLA (PD): CHIEDIAMO DIMISSIONI DE ANGELIS

“Quanto scritto da Marcello De Angelis, che oggi non è un semplice cittadino ma è portavoce della comunicazione istituzionale della Regione Lazio, sul proprio profilo facebook è grave e inaccettabile. Un tentativo di riscrivere la storia della strage di Bologna nonostante una verità giudiziaria scritta nero su bianco. Chiediamo al Presidente Rocca di prendere le distanze e a De Angelis di fare un passo indietro: chi scrive certe cose non può guidare la comunicazione della nostra Regione”. Lo scrivono Daniele Leodori, Segretario Pd Lazio e Mario Ciarla, Capogruppo Pd alla Pisana.

BERSANI: SQUILLO DI TROMBA DE ANGELIS NON RIMARRÀ ISOLATO

“Lo squillo di tromba di Marcello De Angelis non rimarrà isolato. La studiata ambiguità della dichiarazione per il 2 agosto del presidente del Consiglio conteneva un messaggio che solo le anime belle non hanno voluto vedere”. Lo scrive su twitter Pier Luigi Bersani. “Lasciare aperto il vaso di Pandora delle falsità nere mentre finalmente la verità giudiziaria si afferma. Lo ripeto. Chi non rispetta le vittime innocenti negando loro una verità conclamata non merita il rispetto degli italiani“, aggiunge.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it Autore:Vittorio Di Mambro Rossetti

FP CGIL Polizia Penitenziaria – Roma, carcere di Rebibbia, detenuto sale su una gru

0

Ennesima prova delle falle nella sicurezza delle carceri snobbate dal Ministro Nordio

“Questa mattina, nel carcere di Roma Rebibbia intitolato a “Raffaele Cinotti”, un detenuto italiano è riuscito ad eludere la sorveglianza e dal Reparto G11 è riuscito a scavalcare la rete dei passeggi salendo su una gru alta circa 30 metri dove stanno facendo i lavori per la ristrutturazione del reparto G10. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che il detenuto riuscisse pure a farsi del male”.

Lo comunica il Coordinatore regionale Ciro Di Domenico della FP CGIL Polizia Penitenziaria: “Ignote le motivazioni della protesta, ma quel che è evidente è la falla nel sistema di sicurezza in un carcere come quello di Rebibbia Nuovo Complesso che ospita oltre 1.500 detenuti su una capienza attuale di poco più di mille posti disponibili. Oltre 150 in meno, invece, i Poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Rebibbia su tutti i turni giornalieri rispetto agli 850 previsti”.

Mirko Manna, Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria: “In occasione della sua prima uscita pubblica da Ministro della Giustizia durante la presentazione del calendario 2023 della Polizia Penitenziaria, Carlo Nordio lo scorso anno si prodigò a tessere le lodi dei Poliziotti penitenziari, del loro ruolo e del loro servizio al Paese e di quanto lui avrebbe tenuto a cuore tutti i problemi delle carceri. A distanza di quasi un anno, registriamo che quella sua prima uscita ed interesse per la Polizia Penitenziaria e per il sistema penitenziario in generale, fu poco più di un siparietto, forse dettato dall’euforia della sua allora recente nomina a Ministro della Repubblica. Poi il nulla. Ci rivolgiamo al Presidente del Consiglio: le carceri stanno implodendo e anche l’apparentemente banale evento di questa mattina, deve far riflettere sulla vulnerabilità di un carcere complesso ed importante come quello di Rebibbia”.

L’inerzia dell’Amministrazione Felli crea i debiti fuori bilancio

0

Piglio, La minoranza incalza la maggioranza che cade in uno stato d’imbarazzo e confusione

Una seduta consiliare quella svoltasi lo scorso giovedì a Piglio, davvero imbarazzante per la maggioranza del Sindaco Felli, in cui si è mostrato palesemente l’incapacità e la confusione in cui versano gli amministratori pigliesi. All’ordine del giorno l’approvazione dei debiti fuori bilancio legati alla realizzazione degli edifici ater nel centro storico di Piglio ed il regolamento della Protezione Civile. E’ bene fare un piccola cronistoria legata a questa “cattedrale nel deserto” degli appartamenti Ater:  “A seguito di un lungo iter iniziato nel 1996, la Regione Lazio aveva concesso al Comune di Piglio un consistente finanziamento di 1.342.787,94 Euro per la realizzazione di 8 alloggi di edilizia popolare (ATER) nel Rione Trastevere in pieno centro storico. Nel 2014 l’Amministrazione Cittadini, era riuscita ad intercettare  il finanziamento che consentiva di recuperare una zona nel centro storico che era in uno stato di abbandono. Successivamente la Giunta Felli (nel suo primo mandato) aveva appaltato i lavori nel mese di Luglio 2016 all’Impresa Esse Ci srl con sede legale in Anagni, per un importo dei lavori , al netto del ribasso d’asta del 11,525%  pari ad  € 668.299,21  oltre IVA al 10%  pari ad € 66.829,92, per un totale complessivo di € 735.129,13. I lavori per la costruzione di otto unità abitative nel Rione Trastevere iniziati nel mese di ottobre 2016, sono stati subito sospesi alla fine di novembre 2016 per una variante in corso d’opera perché durante i lavori, era stata rinvenuta pietra calcarea di appoggio dell’attuale fabbricato e dei fabbricati esistenti senza le fondazione che ha richiesto la redazione di una variante rispetto all’iniziale elaborato progettuale.  Detta variante, approvata dalla Giunta Comunale, è stata inviata sia al Genio Civile che all’Ater per le relative approvazioni. I lavori  sono stati poi ripresi nel mese di marzo 2017 e definitivamente sospesi dal 2019”. Che cosa è successo nell’arco di questi 4 anni? Una cosa è certa, è mancata la “diligenza” che un’Amministrazione Comunale seria dovrebbe avere, e cioè quella di controllare e verificare lo stato dei lavori. Tutto ciò oltre ad avere un opera incompiuta ed in stato di abbandono in pieno centro storico  grazie alla superficialità amministrativa, ha determinato che il Comune di Piglio l’obbligo di pagamento alla ditta, oltre il “danno anche la beffa”. Il  revisore dei Conti lo scorso 19 luglio ha esaminato la proposta di delibera del Consiglio Comunale relativa al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, ed ha dato parere favorevole al “riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio” per una cifra pari ad € 220.316,79. L’unico aspetto positivo della seduta di giovedì, è stato quello di vedere una minoranza per la prima volta compatta e determinata, che nella discussione si è fatta valere, mettendo in crisi un’Amministrazione sempre di più allo sbando, che ha mostrato anche di non conoscere lo stesso procedimento. L’Assessore al Bilancio Francesco Fontana è andato nel pallone e perdendo le staffe, ha mostrato un comportamento che mai un amministratore dovrebbe palesare, tanto da essere richiamato dallo stesso Sindaco imbarazzatissimo. L’Assessore Fontana, affermava, che la Regione Lazio non si è costituita nel giudizio di opposizione a D.I. n.1159/2019, il Consigliere di minoranza Elisabetta Fantini, gli  fa rilevare che  contrariamente a quanto riportato, nella relazione di accompagnamento sulla partita debitoria fuori bilancio a firma del segretario comunale la Dott.ssa Sabrina Urbano invece la Regione Lazio si è costituita. E’ intervenuto il Sindaco a rettificare quanto affermato dall’assessore, minimizzando sulla difesa della Regione Lazio. Ma la minoranza ha continuato ad incalzare, chiedendo il perché le fatture emesse dalla ditta  oggetto dei decreti ingiuntivi (che tra l’altro non ha terminato i lavori, ha abbandonato il cantiere ed ha grave responsabilità sul crollo) non sono mai state contestate dall’Ente Committente cioè il Comune di Piglio, che tra l’altro ha dovuto pagare in corso di causa perchè il decreto ingiuntivo emesso era provvisoriamente esecutivo, e che avrebbe dovuto contestarle prima e ribadirle in  sede di giudizio. Il clima diventa incandescente con il colpo di grazia, quando viene chiesto:  a quale titolo è stato richiesto ed emesso il D.I. N. 1159/ 2019  per un importo pari ad € 347.599,38?  L’Assessore al Bilancio, ormai irriflessivo, ripetutamente afferma che è stato emesso a titolo di interessi, quando in realtà si tratta di fatture emesse e non contestate pari ad € 347.599,38. Ancora una volta il Sindaco Felli sempre più imbarazzato interviene per calmare l’assessore  Fontana, che  perde le staffe e non è la prima volta, durante la seduta,  che si rivolge alla Consigliera  Fantini, con toni arroganti e violenti. Ma la domanda è rimasta inevasa: “A che titolo sono state emesse tali fatture se l’impresa è inadempiente?” Inoltre rimane sospesa un’altra questione: A  che titolo il Comune paga ancora l’affitto alla proprietaria dell’immobile crollato a causa dei lavori della Impresa,  considerato che il crollo è stato causato dall’impresa, e non promuove un’azione di rivalsa nei confronti dell’impresa?. Il denaro dei cittadini non può essere sperperato senza alcun legittimo fondamento.  La cosa grave è che il Comune di Piglio committente dei lavori non ha controllato la fase di  esecuzione dei lavori ed ora è costretta a pagare, nonostante i lavori non ultimati, il crollo e l’abbandono del cantiere. La minoranza già due anni fa faceva rilevare le inadempienze  della Impresa aggiudicatrice dei lavori e sollecitava l’Amministrazione Felli  a contestare gli inadempimenti, ma nulla ed oggi ecco le conseguenze.  La minoranza nel rispetto dei cittadini di Piglio sul debito fuori bilancio, esce fuori dall’aula e non approva, annunciando azioni a riguardo. Un’altra brutta figura della maggioranza del Sindaco Mario Felli è seguita con il punto relativo all’approvazione del regolamento sul Gruppo Comunale dei Volontari della Protezione Civile, nella bozza del regolamento portato in Consiglio Comunale da approvare, era stato omesso un punto importante, non risultando pertanto conforme alla Direttiva della Presidenza del Consiglio n.22.12.2022 laddove recita che “Il ruolo di coordinatore operativo è  esercitato a titolo gratuito ed è incompatibile con quella di amministratore locale, a qualsiasi livello istituzionale. E’ incompatibile con altri incarichi o funzioni conferite dal comune, “nonche’ con il ruolo di dipendente comunale appartenente alla struttura di Protezione civile” . Sarà stata una svista? Comunque per tale motivo, non potendo fare altro, il Sindaco è stato costretto a ritirare il punto all’ordine del giorno.  

L’Accademia Aeronautica di Pozzuoli “sbarca” a Nisida

0

Gli Aspiranti del Corso Borea VI sono stati i protagonisti a Nisida della IX edizione del modulo F.I.L.M.C. (Formazione Integrata alla Leadership, Management e Competenze Aerospaziali)

In Accademia si apprende la leadership e dal terzo anno in poi  in aggiunta alla self leadership i concetti di team leadership ovvero la gestione di un team e dei relativi collegamenti trasversali

Nei giorni scorsi, presso il Nucleo Addestramento Sopravvivenza in Mare di Nisida (Na), si è svolto il Media/Distiguished Visitors Day nell’ambito dell’esercitazione che ha coinvolto 45 Aspiranti del Corso Borea VI, impegnati nella conduzione di una campagna aerea in una situazione di crisi, simulando l’impiego di velivoli attraverso l’uso di imbarcazioni a vela. Il modulo formativo, suddiviso in due scaglioni da due settimane ciascuno, è stato articolato in una fase “pre-livex”, dedicata all’approntamento tecnico-logistico della banchina di Nisida ed alla preparazione dei frequentatori, ed in una fase “livex”, che rappresenta la parte meramente esecutiva.

Il F.I.L.M.C. permette ai frequentatori di addestrarsi ad operare in un’unità di volo dell’Aeronautica Militare rischierata in un’O.F.C.N. (Operazione Fuori dai Confini Nazionali) per conseguire un obiettivo operativo ben definito, supervisionati dal personale formatore. L’insieme delle attività è finalizzato a stimolare e verificare le capacità di leadership, di lavoro di squadra, di problem solving e di gestione autonoma di attività complesse. Inoltre, in tale contesto, i frequentatori hanno la possibilità di interiorizzare le dinamiche di un’unità di volo, operando secondo le procedure standard di Forza Armata, di sviluppare la conoscenza delle peculiarità delle operazioni aeree e di essere coinvolti nelle tematiche dei domini emergenti in cui l’Aeronautica Militare è protagonista: cyber e spazio. Tutta l’attività è stata supportata in modo encomiabile dal personale e dai mezzi dell’Accademia Aeronautica: del 2° Stormo di Rivolto, del 3° Stormo di Villafranca, del 15° Stormo, del 16° Stormo di Martina Franca, del 70° Stormo di Latina, del Centro di Eccellenza per Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR) di Amendola, della 4^ Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea e l’Assistenza al Volo di Borgo Piave, dal personale del C.O.R. Difesa (Comando per le Operazioni in Rete) e della Croce Rossa Italiana. Anche quest’anno gli Aspiranti hanno beneficiato del sistema XTAG, con l’utilizzo di fucili con proiettori laser e, dal punto di vista logistico, della mensa campale fornita dal 3° Stormo di Villafranca.

Il Comandante dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, Generale di Divisione Aerea Luigi Casali, ha ricevuto alcuni autorevoli rappresentanti del Comando Squadra Aerea, del Comando Logistico, del Comando per le Operazione in Rete, dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e del Comando delle Scuole dell’A.M./3^ R.A., per mostrare loro  il livello di preparazione raggiunto dai frequentatori dell’Istituto,  la loro presenza a Nisida ha testimoniato il supporto e l’importanza che la Forza Armata mostra verso questo tipo di attività addestrative. Il Generale Casali  così si è espresso per  descrivere uno dei principali obiettivi di questa esercitazione: «Formazione alla leadership in Accademia, dal terzo anno in poi iniziamo ad introdurre, in aggiunta alla self leadership, i concetti di team leadership, ovvero la gestione di un team e dei relativi collegamenti trasversali; tutta l’attività viene consolidata l’anno successivo attraverso la gestione della Direx (in questa edizione è toccato al Corso Aquila VI con il supporto ed il coordinamento dei formatori di Forza Armata)». La giornata è iniziata con un briefing illustrativo presso l’ Accademia Aeronautica di Pozzuoli; a seguire gli ospiti sono stati accompagnati a Nisida,  dopo la visita alle strutture e alla SOR, hanno assistito alle varie attività, tra cui: una demo di un attacco cyber, una demo di un attacco con un drone, l’addestramento alla pianificazione operativa ed il recupero in mare con il supporto di un elicottero HH-139, proveniente dal 15° Stormo. L’Accademia Aeronautica dipende dal Comando delle Scuole dell’Aeronautica Militare/3ª Regione Aerea, è un Istituto militare di studi superiori a carattere universitario che ha il compito di provvedere al reclutamento e alla formazione dei giovani che aspirano a diventare Ufficiali dell’Aeronautica Militare.

Frequentando i Corsi Regolari dell’Accademia si può diventare Sottotenenti in Servizio Permanente Effettivo dell’Arma Aeronautica, nel Ruolo Naviganti normale (piloti) e nel Ruolo Normale delle Armi, del Genio Aeronautico, del Corpo di Commissariato Aeronautico e del Corpo Sanitario Aeronautico. Presso l’Istituto vengono inoltre svolti i Corsi per gli Allievi Ufficiali (Piloti e Navigatori di Complemento e Ferma Prefissata) e i Sottotenenti a nomina diretta (sia del Ruolo Normale che del Ruolo Speciale); infine, nel Piano degli Studi dell’Accademia, sono previsti Corsi a connotazione specialistica aeronautica, a favore di personale straniero e di altre Forze Armate.

Harry di Prisco

Alle fonti del Sarno la Solania ha presentato il Mio San Marzano

0

Ritorna l’appuntamento annuale “Aspettando il Mio San Marzano”

“E di zaffiro i fior paiono, ed hanno de l’adamante rigido i riflessi, e splendon freddi e chiamano a i silenzi del verde fondo“, questo un brano dell’ode carducciana “Alle Fonti del Clitumno” che ben si adatta anche  alle sorgenti del nostro fiume Sarno.

Il fiume nell’antichità favorì lo sviluppo della civiltà umana per cui fu adorato come un dio. Le fonti più antiche, fra cui  Virgilio che nel VII libro dell’Eneide raffigura il fiume come un vecchio seminudo con la barba, disteso su un fianco nell’atto di reggere un vaso da cui sgorga acqua. Il Parco naturalistico Fluviale “5 Sensi” che racchiude le fonti del fiume campano, è stato scelto dalla Solania per presentare il progetto “Aspettando il Mio San Marzano”,  fortemente voluto dall’amministratore unico della Solania, Giuseppe Napoletano. Pizzaioli e ristoratori che aderiscono al progetto possono scegliere in tal modo il lotto di coltivazione e di produzione e personalizzare l’etichetta della latta di pomodoro San Marzano con il proprio logo, con la propria immagine o con qualsiasi altro segno distintivo. Il programma risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e avere garanzia della tracciabilità circa il controllo dell’intera filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione alla distribuzione.

La serata è stata presentata da Veronica Maya, nota presentatrice e conduttrice televisiva e da Renato Rocco Direttore de La Buona Tavola Magazine con la partecipazione di Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico de Il Mattino e del Luciano PignataroWineBlog e di Barbara Guerra co-organizzatrice della 50 Top Pizza e 50 Top Italy e Albert Sapere. Veronica Maya inoltre  ha realizzato il suo primo food luxury store dedicato al made in Italy enogastronomico, in cui spiccano anche le conserve di San Marzano Solania. La festa annuale dedicata tutta al pomodoro dell’Agro Sarnese Nocerino, celebra il pomodoro San Marzano nella fase di inizio della raccolta e della trasformazione, è stata organizzata da Solania, azienda leader nel settore della coltivazione e della trasformazione del pomodoro San Marzano, con la collaborazione di Perrella Network, leader nel settore, distributore esclusivo in Campania e Molise, con il patrocinio della città di Sarno. Un ritorno a casa, in un certo senso, a Sarno, nel Parco Fluviale 5 Sensi di via Foce, lì dove le acque limpide dell’omonimo fiume fanno dimenticare decenni di polemiche e di cattiva reputazione per la salubrità del corso d’acqua. La kermesse che celebra l’inizio della raccolta dei pomodori nei campi e della sua trasformazione è stata preceduta da visite guidate, prima in fabbrica e poi tra i filari, di ristoratori, chef e pizzaioli interessati al progetto “Il Mio San Marzano”.

Paolo Gramaglia

Protagonisti ai forni sono stati, fra gli altri: Sasà Martucci della pizzeria di Caserta I Masanielli – Sasà Martucci e Diego Vitagliano di 10 Diego Vitagliano a Bagnoli, entrambi reduci dalla classifica di 50 Top Pizza 2023 (Vitagliano primo classificato per la sua pizzeria in ex aequo, Sasà Martucci invece sesto classificato). «Questo è un momento felice per l’enogastronomia campana e si rileva un trend assolutamente positivo che non va sprecato adesso, perché non ci sono più scuse dopo gli anni bui delle emergenze rifiuti e del covid» è ciò che ha ricordato il giornalista de Il Mattino Luciano Pignataro.  Barbara Guerra con Pignataro e Albert Sapere anche quest’anno sono stati ospiti d’onore della manifestazione in quanto curatori dell’influente e importante guida di settore, punto di riferimento per l’intero mondo della pizza, 50 Top Pizza, di cui Solania è sponsor. Insieme a Vitagliano e Martucci c’erano anche Raffaele Bonetta e i pizzaioli dell’Accademia PizzaDoc con il loro presidente Antonio Giaccoli,  e quelli dell’AVPN, l’Associazione Verace Pizza Napoletana presieduta da Antonio Pace. E poi gli chef, con la guest star assoluta, Paolo Gramaglia, Stella Michelin del President di Pompei, e poi Giuseppe Daddio della scuola Dolce&Salato, Vincenzo Borrelli di Salotto Carnarius, Gerardo Figliolia dell’Osteria La Pignata di Bracigliano, Marco Iavazzo e lo chef “scellato” Antonio Peluso della Locanda del Baccalà  di Marcianise. «Il San Marzano è il re del pomodoro, elemento fondamentale della nostra cultura e tradizione, e celebrarlo qui, alle sorgenti di questo fiume tanto vituperato, è un fatto altamente iconico e simbolico»: sono state le parole pronunciate da Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno. Hanno portato il loro saluto:  Antonio Crescenzo, presidente dell’Ente Parco regionale del bacino idrografico del fiume Sarno; Enzo Tropiano, direttore della Coldiretti Provincia di Salerno e l’assessore alle attività produttive del Comune di Sarno, Francesco Squillante. La torta, preparata da Aniello Di Caprio era sormontata da un grappolo di pomodoro San Marzano fresco, è stata tagliata da Giuseppe Napoletano, il quale non ha mancato di ricordare l’importanza del Sarno per l’economia dell’intero comprensorio. «Bisogna rifiutare quell’etichetta di fiume più inquinato d’Europa che per anni è stata data a questo corso acqueo. Oggi non lo è più e la dimostrazione della sua salubrità viene proprio dallo specchio d’acqua limpido intorno al quale abbiamo dato vita a questa manifestazione – spiega Napoletano – un appuntamento fisso per gli amanti della buona cucina, per gli appassionati del San Marzano e per tutti i fedeli operatori del settore ristorativo che ci scelgono da anni come garanzia di qualità sul territorio». Napoletano non ha mancato di fare anche il punto sullo stato dell’agricoltura nei campi sarnesi: «Tra maggio e giugno le forti piogge primaverili hanno comportato una perdita della fioritura del 5-10 %, ma negli ultimi 20-25 giorni, grazie al caldo, abbiamo recuperato e ci aspettiamo pertanto un’annata abbastanza regolare». Giuseppe Napoletano così a concluso: «Quest’anno puntiamo l’attenzione su un elemento fondamentale per la coltivazione e per la produzione del San Marzano, rappresentato dall’acqua, e pertanto ringrazio l’amministrazione comunale di Sarno per averci permesso di organizzare l’evento lì dove nasce il fiume Sarno, dimostrandone la salubrità, cosa di cui non tutti sono a conoscenza».

Harry di Prisco

Ricco bottino ad Agosto: arriva il Bonus Busta Paga

0

Il Governo Meloni ha lanciato un’ iniziativa significativa attraverso la Legge di Bilancio, che ha avuto inizio il 1° gennaio 2023, introducendo un notevole aumento della busta paga per i dipendenti statali. Il Bonus Busta Paga è una parte integrante del più ampio Bonus Dipendenti Pubblici 2023. Questo sistema offre un sostegno costante durante tutto l’anno, garantendo ai lavoratori del settore pubblico un maggiore benessere economico.

L’iniziale data prevista per il versamento del contributo, ovvero luglio, è stata spostata ad agosto, per garantire una maggiore efficienza nell’erogazione e una migliore pianificazione per i beneficiari. Ciò permetterà ai dipendenti statali di godere appieno dei vantaggi del bonus, migliorando la gestione delle loro finanze personali e familiari. 

Questo incentivo sarà corredato dagli arretrati accumulati da gennaio a luglio, portando un significativo beneficio economico per i lavoratori. L’importante novità verrà erogata in tredici mensilità e avrà un impatto positivo sul trattamento di quiescenza o pensione, fornendo un sostegno aggiuntivo per i dipendenti statali.

Chi Può Usufruirne

Questa misura è estremamente ampia ed inclusiva, coinvolgendo circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici. Con la distribuzione di 13 mensilità durante tutto il 2023, il bonus mira a contrastare l’aumento dell’inflazione, fornendo un sostegno finanziario costante per tutto l’anno.

Inoltre, la misura si rivolge a diverse categorie di lavoratori della pubblica amministrazione, garantendo un accesso equo e giusto ai benefici del bonus.

Il bonus non riguarda solo alcuni dipendenti statali, ma copre una vasta gamma di categorie di lavoratori. Ecco un elenco delle diverse categorie di lavoratori che ne beneficeranno : 

  • le Amministrazioni dello Stato, 
  • Aziende ed Amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, 
  • Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, Consorzi e Associazioni,
  • Enti del Servizio Sanitario Nazionale, 
  • Personale delle carriere diplomatica,
  • Istituzioni scolastiche e universitarie e professori universitari
  • Istituti autonomi case popolari (IACP), Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, 
  • Enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali e le loro aziende, 
  • Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), 
  • Magistrati, Avvocati e Procuratori dello Stato, personale militare, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dirigenziale penitenziari, prefettizia. 

Va evidenziato che alcune categorie di lavoratori, come gli insegnanti supplenti, dovranno aspettare settembre per ricevere l’importo del bonus. Tuttavia, per la maggior parte dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, il bonus verrà erogato ad agosto, fornendo un aiuto tempestivo.

A Quanto ammonta il Bonus?

L’ammontare del bonus sarà pari all’1,5% della retribuzione dei dipendenti statali. Questo significa che l’importo varierà in base alla retribuzione di ciascun lavoratore, con cifre diverse per ogni individuo.

Mentre il minimo incremento potrebbe essere di circa 185 euro lordi, i dirigenti di prima fascia potrebbero godere di unaumento fino a 534 euro lordi. Questa somma aggiuntiva fornirà un sostegno finanziario ai dipendenti pubblici e contribuirà a contrastare l’aumento dell’inflazione.

In sintesi, il Bonus Busta Paga rappresenta una misura ampia ed inclusiva che mira a sostenere i dipendenti statali, garantendo un impatto positivo sulla loro situazione economica e contribuendo al benessere complessivo delle famiglie italiane. L’iniziativa del Governo Meloni si configura come un’importante risposta alle esigenze dei lavoratori del settore pubblico, mostrando una politica orientata al miglioramento delle condizioni di vita e al sostegno della classe lavoratrice, in seguito alla recente inflazione che sta gravando sui generi alimentari, sulle utenze di gas e luce e sugli affitti.

FONTE https://energia-luce.it/news/bonus-busta-paga/

FRASSOMUSICA  2023 XXXIII edizione

0

Ad agosto è regola, a Frasso Sabino, con ingresso libero, inaugurare la oramai storica edizione estiva musicale di  “FrassoMusica”, giunta quest’anno alla sua XXXIII edizione , ponendosi come il festival più vecchio della Provincia di Rieti su musica classica, operistica, leggera, insomma un coacervo di note per tutti i gusti da oltre trentatre anni .

Dopo la X edizione di “ Moda e Riciclo” svoltasi con successo il 15 luglio sotto la mole del castello Sforza Cesarini, ecco presentarsi per l’estate frassarola, il Festival di FrassoMusica, organizzato dal Comune e dalla Pro Loco con la direzione artistica di Fabrizio Fiorini della “PF organization”, nonchè dalla presenza della Regione Lazio e della Fondazione Varrone,  con 8 concerti di varia caratura,  che si svolgeranno nella piazza superiore del Castello Sforza Cesarini , alle ore 21,  con il suo nutrito programma che vado ad elencare:

SABATO 5 :

“A Cruda Voz”, per chi ama il folk, una carrellata sulle musiche e voci della tradizione popolare italiana e mediterranea, interpretate da Lavinia Mancusi, già apprezzata solista in altre occasioni ( voce, chitarra, violino) e da Mauro Menegazzi alla fisarmonica. Raccomandato per gli amanti delle musiche etniche e popolari, un viaggio tra le radici della tradizione folkloristica delle nostre terre.

LUNEDI 7:

“Giovani promesse del Festival”. Questa è una serata speciale, promozionale, dedicata a quei ragazzi, ragazze, che oggi studiano musica nei conservatori, nelle officine musicali, negli Istituti, sacrificando il loro tempo libero dedicandosi allo studio della Musica, rivelando anche interpreti particolarmente dotati e, tra questi, diversi neofiti che , davanti ad una consistente platea, proveranno l’emozione del palcoscenico. Una sorta di iniziazione a futuri traguardi nell’arte di Euterpe. Una serata che aiuterà a scoprire nuovi talenti e future speranze nel campo della musica. Da non perdere.

MARTEDI 8 :

“ Mokambo Jazz Quartet, Swing d’autore” . Concerto con la presenza di 10 artisti e relativi strumenti musicali che interpreteranno le canzoni dello Swing e del Jazz con le voci soliste di Mauro Antonelli, Simona Silvestri, Martina Miniucchi; accompagnati da Cristian Pratoforito ( pianoforte), Massimo Colabella (chitarra) , Luca Matassoni ( Basso ), Tiziano Tetro ( batteria ). Comleta il Coro “Modern Forma Singers” con le voci di Elisabetta Giacomini, Gloria Fabrizi, Martina Milardi, Irma Gargagli, Maria C. Pellegrini e Giulia Giafelice. Buon ascolto.

MERCOLEDI 9 :

“ Le quattro stagioni di Vivaldi”: Concerto davvero eccezionale, conosciuto dal pubblico per la sua bellezza musicale e che avrà come violino solista Soichi Ichikawa, una star nel mondo degli archi, accompagnata dal l’Orchestra d’archi “ l’Anello Musicale” diretta da maestro Luigi Pogiogalle e da Paola Venditti al pianoforte. Una serata che ci porterà indietro nel tempo con le magiche variazioni del grande Antonio Vivaldi, una gloria settecentesca della nostra  musica barocca.

GIOVEDI 10:

“ Mufasa e le Abatjour” . Serata di Rock, Blues, Funky, Bossa Nova; alla scoperta delle musiche esotiche del continente Americano , dagli USA al Brasile, facendoci rivivere gli anni brillanti di queste conosciutissime musiche con gli artisti : Ismail Amour ( basso elettrico), Marcello Lucio Casar ( voce e chitarra elettrica) , Gabriele “caciotta” Guerrieri ( chitarra elettrica ), Liam Giovannelli ( tastiera e synth ), Adriano casara ( Batteria ). Per chi è curioso il nome Mufasa, significa re leone  in lingua africana, in questo caso il riferimento è al tipo di musica: graffiante e ruggente.

VENERDI 11:

“Hanami” . Nome giapponese che significa “ guardare i fiori “ e  si riferisce alla usanza di godere della bellezza della fioritura primaverile degli alberi. E’ inteso come fenomeno di ammirazione e tale vuole essere il concerto di stasera che si basa sul Country e Pop sotto le stelle, manco a dirlo. Allieteranno i presenti Margherita Rinaldi ( voce), Antonia Pierleonardi ( voce e chitarra ), Marialuna Cipolla ( voce, chitarra, ukulele ), Ilaria Cappottella ( percussioni ). Una compagine tutta al femminile con le musiche country e pop più conosciute e, forse, è capace che qualche Perseide tra un canto e l’altro si comincerà a vedere.

SABATO 12:

“ La serva Padrona” opera buffa in due parti, musicato da Giovanni Battista Pergolesi ,una chicca della tradizione barocca operistica napoletana del XVIII secolo , di cui l’autore ne è uno dei principali rappresentanti  e stasera verrà presentata e interpretata da Fulvia Mastrobuono ( la furba Serpina), Mauro Utzeri ( Uberto, il padrone ) e Francesco Utzeri ( Vespone il muto servo infido ); il tutto sarà accompagnato dall’Orchestra ” l’Anello Musicale” diretta dal maestro Luigi Poggiogalle . Una serata dedicata ai melomani e alla lirica e,  per chi non conosce l’opera buffa, una serata da trascorrere in allegria con questa perla della musica del settecento.

DOMENICA 13:

“ Soul funk sotto le stelle” concerto con “ i Sbamby Brothers” conclusivo della stagione musicale 2023 con musica dedicata ad un pubblico relativamente giovane , amante del genere Soul e funk; il titolo “sotto le stelle” , manco a dirlo, è dedicato alla serata dove appaiono anche le cosiddette “lacrime di S. Lorenzo”, Le Perseidi: Naturalmente la data oscilla da prima del 10 al 13 agosto e ci accompagneranno per queste serate all’aperto. Fanno parte del complesso Alessandro Giammari” ( voce), Massimo Colabella ( chitarra), Francesco Bussotti ( basso ), Tiziano Tetro ( batteria ). Buon ascolto e buon divertimento a nome del Comune e della organizzazione PF , direttore artistico : Fabrizio Fiorini.

Aldo Masciangelo

PICASSO, MANCINI   E I SALTIMBANCHI 

0

E’ motivo di curiosità mettere o vedere assieme due giganti della pittura quali Antonio Mancini e ancora di più Pablo Picasso: sono, in parte, contemporanei e Picasso a Parigi sicuramente ha visto o preso conoscenza, dei dipinti creati da Mancini sia quando a Parigi anni prima sia quando a Londra ai primissimi del 1900 e, per converso, anche Mancini ha conosciuto  e visto o sentito parlare delle opere di Picasso del primo periodo,  ai primissimi anni del 1900.

Entrambi così autarchici e individualisti dal  punto di vista del loro lavoro, che di nessuno  e di niente abbisognavano, se non di dare libero sfogo alle proprie intuizioni ed emozioni. Picasso dalla potenza creativa magmatica e onnicomprensiva che tutto assorbiva e metabolizzava quanto idoneo e pertinente alla propria sensibilità, Mancini al contrario limitato nello sguardo e nell’orizzonte ma, in cambio, tutto sé stesso, tutta anima e corpo, partecipazione totale al proprio soggetto.

E le prime opere di Antonio Mancini (1852-1930)  sono considerate le più tipiche e coinvolgenti, dipinte all’età di poco più di venti anni a Napoli nel 1870, poi a Parigi nel 1875 poi di nuovo nel 1877-78: Antonio Mancini  a Napoli sempre affamato e senza soldi coi suoi due altri amici disperati come lui ma come lui geniali e cioè Vincenzo Gemito e Pasquale Fosca: nati tutti e tre lo stesso anno, morti a un anno distanza l’uno dall’altro, prede dei loro ideali dove non poteva esserci spazio per compromessi e accomodamenti e mode e scopiazzature, tutti e tre chi più chi meno addirittura piombati per un periodo nella pazzia e demenza, perciò delle esistenze travagliate e tormentate, scontrose e riottose e spigolose e scostanti eppure geniali, come i prediletti degli dei: figli diretti e indiretti di quella “strana e divina cosa che è Napoli” che marchia in qualche modo le esistenze dei propri figli!  Picasso, altra natura, padrone di sé, pur anche  lui in un  certo periodo preda della fame e della miseria, ma non precipitato negli abissi della emotività e della disperazione, perché sotto questo aspetto di altra natura e temperamento. E quindi ecco che nel 1905 all’incirca, tra periodo blu e periodo rosa, Picasso ha poco più di ventanni, realizza ‘Les Noces de Pierrette’, ‘Fillette à la corbeille fleurie’, ‘Le garçon à la pipe’ che raccomando caldissimamente di gustare in internet se non si conoscono; queste opere assieme ad altre del medesimo periodo, è da escludere che siano state realizzate, ad avviso di chi scrive, senza aver conosciuto quelle di Antonio Mancini degli anni che stiamo descrivendo intorno al 1870 in poi, dipinte a ventanni di età o poco più. Si obietterà: Picasso aveva tutto anche lui dentro di sé, una miniera, e non aveva bisogno di ispirazioni o di altro dall’esterno: è vero, epperò le convalide, le conferme, le testimonianze di un soggetto ad altro soggetto  assolvono e contribuiscono sempre al momento creativo. E che cosa produsse Mancini in questo periodo, profondendovi la sua anima e la sua mente, tutto se stesso? I saltimbanchi prestigiosi, le immagini miracolose di Luiggiello,  al tavolo a studiare o a leggere o col messale sotto braccio o coi giornali in mano a venderli, o vestito da Pulcinella, o gli scugnizzi col tamburello e il violino, o col  salvadanaio o che legge … un mondo di sofferenza, di miseria, di abbandono e pure di vita che Mancini ci ha dato, tutto trascendendo e facendo diventare poesia e che Picasso nelle vetrine di Parigi o nei giornali o in qualche mostra ha visto o di cui gli hanno parlato i cari amici giornalisti e scrittori ben informati quali Apollinaire, Salmon, Iacob, Cocteau…E’ sicuro che ha conseguito odore e sapore dei saltimbanchi di trenta anni prima anche allorché ha visto o sentito parlare o letto, questa volta a lui contemporanei quei capolavori pur se dipinti in una differente temperie morale, che Mancini esponeva nella grandiosa personale a Earl’s Court a Londra nel 1904,  l’anno del trapasso di Picasso dal periodo blu al periodo rosa: d’accordo, nessuna ispirazione, ma quale insegnamento o testimonianza, della titanica forza e vigore di Mancini! 

Un filo unisce, lega il periodo blu della disperazione di Picasso alle tele di Mancini e anche quelle degli inizi del periodo rosa, della resurrezione dunque:  è arduo immaginare tali capolavori di Picasso  senza prima in qualche modo aver conosciuto da parte sua i saltimbanchi o gli studentelli o i vari Luiggiello e pulcinella di Antonio Mancini.

Che  la ormai sconfinata bibliografia picassiana si arricchisca quanto prima anche dello studio di questa pagina!

                                                                                              Michele Santulli

AL VIA LA VENDEMMIA 2023 DOMANI GIOVEDI’ 3 AGOSTO

0

Al via domani giovedì 3 agosto la vendemmia 2023 in Italia con le prime stime sulla produzione di vino a livello nazionale e le prospettive del comparto in Italia e nel mondo.

L’appuntamento è per giovedì 3 agosto 2022 dalle ore 9 nell’azienda agricola Giuseppe Provenzano, ad Alcamo contrada Crocicchia nella provincia di Trapani con la vendemmia delle prime uve di pinot grigio.

Nell’occasione verrà divulgata l’analisi della Coldiretti con le anticipazioni sulla vendemmia ma anche dati sull’export e sull’impatto occupazionale ed economico del vino Made in Italy nel 2023 con le incognite dei cambiamenti climatici e delle tensioni internazionali e la straordinaria capacità di resilienza dei viticoltori e delle cantine tricolori.

Per raggiungere il luogo della vendemmia prendere l’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, uscita Alcamo, arrivare alla stazione del bus di Alcamo seguire via Fusinato e si arriva alla contrada Crocicchia, vicinissima al paese (per ulteriori indicazioni ufficio stampa Coldiretti Sicilia Cinzia Zerbini 3357861728).

Un salto nel passato per rivivere la nostra storia” così Gianluca Quadrini all’open day di Aquinum

0

Il sito archeologico di Aquinum apre le porte ai visitatori in due imperdibili giorni in cui sarà possibile ammirare la bellezza di tutta l’area. A testimonianza del grande fascino dei ritrovamenti, il Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini, che visita il sito accompagnato dalla dirigenza della campagna scavi è un una nota dichiara – “abbiamo un vero proprio gioiello di arte, testimonianza di un grande rapporto tra uomo e natura che ha portato alla luce la ricchezza della nostra storia.” Afferma Quadrini e continua – i complimenti alla direzione degli scavi, che da quindici anni hanno reso questo parco uno dei più importanti del territorio visitato e apprezzato da migliaia di appassionati e turisti.  Un ringraziamento, inoltre,  al sindaco di Castrocielo, Gianni Fantaccione,  per la sensibilità e il grande lavoro che svolge sul suo comune ma soprattutto perché ha saputo sfruttarne le potenzialità attraverso la comunicazione, la  valorizzazione e la fruibilità di un sito archeologico di inestimabile valore.”

Ultime Notizie

Protezione dei dati e trasparenza digitale: stretta sulle piattaforme e nuove...

0
Interventi mirati delle autorità garanti per tutelare la privacy degli utenti e garantire standard elevati nella gestione dei flussi informativi sensibili. Il panorama della digitalizzazione...