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AUGUSTO ZACCARIELLO RICEVE IL PREMIO NASSIRIYA 2026: «AI RAGAZZI DICO, QUANDO INCONTRATE UNA UNIFORME, REGALATELE UN SORRISO»

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A Marina di Camerota il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace 2026, tra le novità, la presenza per la prima volta degli stand della Polizia Penitenziaria.  
Organizzato dall’Associazione culturale Elaia, l’evento è dedicato anche al ricordo dei caduti di Nassiriya e dei militari italiani morti nelle missioni internazionali.
Un omaggio sarà rivolto ai quattro militari italiani deceduti il 29 ottobre scorso in Bosnia-Erzegovina, nell’incidente che ha coinvolto un elicottero CH-47 Chinook nell’ambito della missione europea EUFOR Althea: Franco Adriano Zecchillo. Simone Ruggia, Claudio Marchesi e Laura Procacci.

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Il Dott. Augusto Zaccariello, dirigente generale della Polizia penitenziaria, ha ricevuto il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace 2026, conferito dall’Associazione Culturale Elaia.
Un riconoscimento che valorizza il suo alto profilo istituzionale, la competenza professionale e il senso dello Stato dimostrati nel corso della sua lunga carriera al servizio delle istituzioni, con particolare riferimento all’impegno nel contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo in ambito penitenziario, nella tutela della legalità e della dignità delle persone detenute.
Ma è stato soprattutto il messaggio rivolto da Zaccariello ai ragazzi presenti alla cerimonia a rappresentare uno dei momenti più significativi.
Il dirigente generale della Polizia penitenziriaria  si è rivolto direttamente alle nuove generazioni con parole semplici, ma dal profondo significato umano e istituzionale:
«Quando incontrate un’ uniforme, una divisa, di qualsiasi colore essa sia, regalategli un sorriso, perché dietro quella divisa c’è un uomo o una donna come voi, che ha una famiglia come voi, ma che ha deciso di servire il proprio Paese per garantire i vostri diritti».
Un messaggio che oltre al semplice invito al rispetto delle forze di Polizia ha voluto compiere un vero e proprio passaggio di testimone educativo, ricordando ai giovani che la missione di chi indossa un’uniforme non è reprimere o limitare la libertà, ma proteggerla, garantendo a tutti di esercitare i propri diritti civili e di farlo assicurando la sicurezza di tutti.
Dietro ogni uniforme, ha ricordato Zaccariello, non c’è soltanto un ruolo istituzionale, ma una persona: un uomo o una donna con affetti, responsabilità, sacrifici e una famiglia, che ha scelto di dedicare una parte della propria vita al servizio della collettività.
È questo il valore più profondo della testimonianza: insegnare ai ragazzi che la legalità non si costruisce soltanto attraverso le regole, ma anche attraverso il rispetto reciproco, la fiducia e il riconoscimento dell’umanità delle persone.
Il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace assume così un significato che supera il riconoscimento individuale e diventa occasione di riflessione per le nuove generazioni.
Perché dietro ogni Uniforme c’è una persona. E a volte, per riconoscerne il valore, basta semplicemente regalargli un sorriso.
Zaccariello ha ricordato tutti i caduti e in particolare  quelli della Polizia penitenziaria a cui ha dedicato il premio di oggi.