CECCARELLI (SEGRETARIO NAZIONALE COINA): «L’ECCELLENZA DEL GEMELLI PASSA DAI LAVORATORI, MA IL PRESTIGIO NON PUÒ SOSTITUIRE RETRIBUZIONI ADEGUATE E VALORIZZAZIONE PROFESSIONALE. MENTRE NEL PUBBLICO IL RINNOVO CONTRATTUALE RIGUARDA IL 2025-2027, AL GEMELLI IL RIFERIMENTO RESTA IL 2019-2021. SERVONO RISPOSTE CONCRETE PER FERMARE L’ESODO»
ROMA, 10 OTTOBRE 2026 – Oltre la metà dei lavoratori intervistati al Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS si è già attivata per cambiare azienda. È quanto emerge dal sondaggio anonimo promosso dal COINA, Sindacato delle Professioni Sanitarie, organizzazione nata proprio al Gemelli nel 1992 e tra le principali rappresentanze sindacali della Fondazione, con 580 iscritti dichiarati nell’aprile 2026.
Alla rilevazione, condotta su base volontaria, hanno partecipato 266 professionisti, per l’83,5% infermieri. Il 54,9% dichiara di essersi già attivato per cambiare azienda, mentre un ulteriore 31,6% afferma di aver preso in considerazione questa possibilità negli ultimi sei mesi.
«L’eccellenza del Gemelli si costruisce ogni giorno grazie ai suoi professionisti, ma il prestigio dell’ospedale non può compensare il mancato riconoscimento economico e professionale», dichiara Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale COINA. «Quando oltre la metà dei partecipanti a un sondaggio cerca concretamente un’altra occupazione, siamo davanti a un segnale che la Fondazione non può ignorare».
IL SONDAGGIO: IL 94,7% SEGNALA CARENZE ECONOMICHE, IL 95,9% SI SENTE POCO VALORIZZATO
Il quadro restituito dall’indagine evidenzia criticità diffuse. Ben 252 lavoratori su 266, pari al 94,7%, indicano il riconoscimento economico tra gli aspetti maggiormente carenti della valorizzazione professionale.
Il 95,9% si sente poco o per nulla valorizzato professionalmente, il 77,1% giudica gli organici poco adeguati o assolutamente inadeguati rispetto alle necessità assistenziali e il 72,9% considera il proprio carico di lavoro pesante o molto pesante. Per il 72,2%, inoltre, l’attività lavorativa ha un impatto negativo significativo o estremamente negativo sulla vita familiare.
DAL 2023 AL 2026: AUMENTA LA PROPENSIONE A LASCIARE L’OSPEDALE
Il COINA aveva già denunciato queste problematiche con un precedente sondaggio e con una nota del 7 novembre 2023, richiamando l’attenzione della Fondazione su retribuzioni, carichi assistenziali e difficoltà di conciliazione.
Il confronto tra le due rilevazioni evidenzia un peggioramento: la percentuale di partecipanti già attivati per cambiare azienda passa dal 30,4% del 2023 al 54,9% del 2026, con un incremento di 24,5 punti percentuali. La quota di chi esprime i livelli più bassi di serenità lavorativa sale invece dal 49% al 68,4%.
Pur trattandosi di gruppi di rispondenti non necessariamente coincidenti, i dati segnalano una crescente insoddisfazione.
Il sindacato riferisce inoltre di diverse centinaia di dimissioni negli ultimi anni tra infermieri e tecnici sanitari di radiologia medica, un fenomeno che, secondo le segnalazioni raccolte dal COINA, fino a cinque o sei anni fa aveva dimensioni decisamente più contenute. In passato molti professionisti non partecipavano ai concorsi pubblici oppure, anche dopo averli vinti, sceglievano di rimanere al Gemelli.
«Quanto denunciamo da anni trova oggi ulteriore riscontro nelle risposte dei lavoratori e nelle dimissioni segnalate al sindacato», sottolinea Ceccarelli. «Perdere professionisti significa disperdere esperienza e competenze, aumentando inevitabilmente la pressione su chi rimane. Servono interventi urgenti per invertire questa tendenza».
CONTRATTO FERMO AL 2019-2021: IL DIVARIO CON LA SANITÀ PUBBLICA
Uno dei nodi centrali riguarda il rinnovo contrattuale. Il Gemelli, pur rappresentando un’eccellenza sanitaria nazionale, opera nell’ambito della sanità privata, con un sistema contrattuale distinto da quello del Servizio sanitario nazionale.
Mentre nella sanità pubblica il percorso di rinnovo contrattuale riguarda il triennio 2025-2027, al Gemelli il contratto di riferimento resta quello del 2019-2021.
Una distanza temporale che, secondo il COINA, rende urgente arrivare a un’intesa capace di riconoscere economicamente responsabilità, competenze e impegno dei professionisti sanitari.
«Non è accettabile che professionisti chiamati ogni giorno a garantire prestazioni di elevata complessità continuino ad attendere un adeguato riconoscimento contrattuale», afferma Ceccarelli. «Il rinnovo deve tradursi in miglioramenti economici concreti, valorizzazione delle competenze e condizioni di lavoro sostenibili. Non possiamo continuare a perdere professionisti mentre il divario contrattuale rimane irrisolto».
CONCORSI PUBBLICI: IL 71,1% INTENDE PARTECIPARE, IL 57,5% PREFERIREBBE IL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
Il sondaggio evidenzia che il 71,1% dei 266 partecipanti intende sicuramente o probabilmente partecipare al prossimo concorso pubblico. Inoltre, il 57,5% preferirebbe lavorare nel Servizio sanitario regionale anche a parità di stipendio e distanza da casa, mentre soltanto il 24,8% sceglierebbe di continuare a lavorare al Gemelli.
Tra i 189 partecipanti che hanno risposto alla sezione dedicata alle motivazioni dei concorsi, l’82,5% indica la retribuzione tra le principali ragioni del possibile cambiamento, il 56,1% la conciliazione vita-lavoro e il 49,7% il carico assistenziale.
Nello stesso gruppo, il 96,8% dichiara che lascerebbe sicuramente o probabilmente il Gemelli in presenza di una proposta di assunzione compatibile con le proprie esigenze.
Tra le misure considerate più efficaci per trattenere il personale, l’86,1% dei partecipanti al sondaggio indica l’aumento della retribuzione, seguito da una migliore conciliazione vita-lavoro e dalla riduzione dei carichi assistenziali.
COINA: CONFRONTO URGENTE, CALENDARIO NEGOZIALE E IMPEGNI CONCRETI
Il COINA chiede alla Direzione generale della Fondazione l’apertura immediata di un confronto sul rinnovo contrattuale, la definizione di un calendario negoziale con tempi certi, una proposta economica concreta e interventi verificabili sugli organici e sull’organizzazione del lavoro.
Il sindacato sollecita inoltre la disponibilità dei dati aggregati relativi a dimissioni, nuove assunzioni e posizioni rimaste scoperte, per misurare l’effettiva entità del fenomeno e le sue ricadute sull’assistenza.
«Il Gemelli non può permettersi di perdere il patrimonio umano e professionale che ne sostiene quotidianamente l’eccellenza», conclude Marco Ceccarelli. «Chiediamo risposte, impegni verificabili e tempi certi. Non bastano dichiarazioni di principio: servono retribuzioni adeguate, organici sufficienti, una migliore organizzazione del lavoro e un vero riconoscimento delle competenze. Riconoscere il valore dei lavoratori significa tutelare anche la qualità dell’assistenza e la sicurezza dei pazienti. Senza professionisti valorizzati non può esserci un’eccellenza sanitaria sostenibile nel tempo».

