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PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE, IL NUOVO ORDINE IDEALE DEL XX SECOLO

critico-d-arte-paolo-battaglia-la-terra-borgese.jpgIl “Nuovo Ordine Ideale” è un concetto teorico sviluppato dal critico d’arte italiano Paolo Battaglia La Terra Borgese per analizzare l’evoluzione delle avanguardie artistiche del XX secolo. Secondo la visione del critico, la vera rivoluzione dell’arte del Novecento non è consistita nella ricerca di mondi fantastici o magici inediti, ma nell’introduzione di nuovi canoni estetici e criteri interpretativi. La teoria si articola su alcuni punti chiave incentrati sulla semplificazione e il superamento del volume: il critico evidenzia come movimenti quali l’Espressionismo tedesco, i Preraffaelliti o artisti del calibro di Seurat e Gauguin abbiano progressivamente abbandonato la “volumetria illusoria” della pittura classica a favore di forme semplificate e stesure cromatiche piatte.

Una tra le osservazioni più interessanti che il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese fa sulle aperture inedite offerte alle arti è che non tanto ci si preoccupò di scoprire nuovi mondi ideali, fantastici e magici, quanto nuovi criteri, nuovi canoni estetici. È un fatto che gli Espressionisti tedeschi – ha affermato il Critico durante una sua conferenza tenuta a porte riservate – valorizzarono in particolar modo la scultura africana per la sua stranezza ed il suo sapore esotico, così come un ventennio più tardi i Surrealisti non nascosero il loro entusiasmo nei confronti delle sculture lignee policrome dei Mari del Sud.

È anche vero – come dice Battaglia La Terra Borgese – che Gauguin aveva chiaramente rivelato i forti influssi dell’arte polinesiana nelle sue sculture, sature di esotismo, che Picasso, Matisse, Derain, Brancusi e Modigliani guardarono all’arte nera, Klee a quella islamica, ancora Brancusi alla cicladica, Matisse, Rouault e Léger alla bizantina, Moore alla pre-colombiana, Giacometti all’egizia: e ciò era avvenuto perché tutti cercavano un «nuovo ordine» estetico, nuove soluzioni espressive, diverse da quelle discese dalla tradizione greco-romana, sino a quel punto unica ispiratrice degli studi e delle ricerche dei pittori, degli scultori e degli architetti europei.

Gli artisti d’avanguardia, sul far del nostro fu il XX secolo, tendevano a forme d’arte che non si fossero ancora cristallizzate nella monotona rispettabilità del classicismo e che, al contrario di quello, non fossero subordinate alla rielaborazione della realtà esterna, divenuta, a sua volta, stucchevole, poiché per troppi secoli aveva costituito – come spiegato da Paolo Battaglia La Terra Borgese in alcuni seminari – l’unico centro d’attrazione degli artisti europei così che l’imitazione della natura era giunta, anche sulla spinta degli Impressionisti da un lato e della Fotografia dall’altro, ad una tal perfezione da apparire ormai insuperabile.

Gli avanguardisti – argomenta Battaglia – insomma cercavano canoni estetici che obbedissero a criteri di semplicità e d’immediatezza, in netto contrasto con la complessa ed artificiosa macchinosità della Grande Arte, ispirata al pieno Rinascimento e al Barocco.

Le tendenze moderne del XX secolo ereditarono qualcosa del puritanesimo di John Ruskin, il quale riteneva disonesta e dannosa un’arte elaborata e sofisticata.

Infatti il culto dei “primitivi” – relazionato in talune pubblicazioni e con la massima cura da Battaglia La Terra Borgese – ebbe inizio più di tre secoli fa con la riscoperta dei pittori italiani del Protorinascimento, ispiratori della Fratellanza Preraffaellita in Inghilterra, dei Nazareni in Germania, del francese Pierre Puvis de Chavannes e, più tardi, di Seurat e Gauguin, ancora in Francia.

La semplificazione delle forme e l’entusiasmo che ne seguì descritto da Paolo Battaglia La Terra Borgese, per la loro piatta stesura, in contrasto con l’illusoria volumetria dello spazio prospettico, aveva spinto gli Impressionisti verso la conoscenza delle stampe giapponesi a colori, già intese come esempi di stile più che come rivelazione d’esotismi.

Fu infatti per la suggestione esercitata da dette stampe su Impressionisti e Post-impressionisti, che venne originato – puntualizza il Critico d’Arte – il fenomeno di un orientamento degli interessi estetici verso le arti prodotte da civiltà più lontane, anziché verso le tradizionali fonti europee.

D’altra parte – insegna Battaglia La Terra Borgese – un’arte orientale di genere meno popolare, più aulica, aveva già suscitato molto interesse in Europa nei secoli passati ed era stata talora oggetto d’imitazione e gli orientali erano considerati come esseri raffinati e di gusto squisito, creatori di preziosi esemplari d’artigianato artistico.

Sul piano culturale, per contro, l’Africa più autentica sembrava quanto mai arretrata nei confronti dell’Estremo Oriente e se la scultura africana divenne una tra le principali fonti d’ispirazione per le nuove forme espressive, non bisogna trascurare – precisa Paolo Battaglia La Terra Borgese – la decisiva influenza esercitata da Cézanne sul Cubismo, che costituisce la chiave di volta di tutti i movimenti artistici del secolo XX.

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