ROMA – Nuove regole e una profonda riorganizzazione strutturale per il mondo della scuola italiana. Con l’entrata in vigore del Decreto Scuola (Decreto-Legge n. 170/2026), il sistema dell’istruzione nazionale introduce rilevanti modifiche procedurali e organizzative che ridefiniscono la gestione delle classi e i percorsi di inclusione.
Il provvedimento, che ha già iniziato il suo iter di esame al Senato per la conversione in legge, punta a velocizzare la burocrazia interna degli istituti e a dare attuazione immediata ai target fissati dal PNRR, introducendo novità che impatteranno direttamente sulla quotidianità di studenti, famiglie e docenti a partire dalle prossime settimane.
Integrazione: scatta il limite del 30% di alunni stranieri per classe
Una delle misure politicamente più discusse del testo riguarda la composizione numerica delle aule, mirata a favorire un’equa distribuzione sul territorio:
- Il tetto massimo: Viene introdotto un limite tassativo del 30% di alunni con cittadinanza non italiana all’interno di ciascuna classe prima, applicato in modo graduale a partire dalle scuole elementari fino alle superiori.
- Potenziamento della lingua L2: Per supportare le classi maggiormente complesse, il decreto prevede il rafforzamento dell’organico dei docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua e una maggiore presenza di mediatori linguistico-culturali.
Meno burocrazia per il sostegno: addio al PEI integrale ogni anno
Rilevante svolta sul fronte dell’inclusione scolastica per gli alunni con disabilità. La nuova norma interviene su uno degli adempimenti burocratici più gravosi per i consigli di classe:
- Stop al rinnovo annuale obbligatorio: Viene eliminato l’obbligo di ridefinire integralmente il PEI (Piano Educativo Individualizzato) all’inizio di ogni anno scolastico.
- Solo aggiornamenti mirati: Il documento rimarrà valido nel tempo e si procederà a modifiche strutturali o aggiornamenti del piano esclusivamente in caso di reali variazioni delle condizioni dell’alunno o su specifica necessità certificata.
Istituti Tecnici: decolla il modello “4+2”
Il decreto accelera l’evoluzione della scuola secondaria superiore verso il mondo del lavoro attraverso il riordino dell’istruzione tecnica e professionale:
- La formula breve: Trova piena applicazione il percorso quadriennale (4 anni invece di 5) per gli istituti tecnologici.
- L’accesso diretto agli ITS: Gli studenti diplomati nei percorsi quadriennali potranno accedere direttamente ai due anni di specializzazione terziaria presso gli ITS Academy, accorciando i tempi di ingresso nel mercato del lavoro d’alta specializzazione.

