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Roma. Fazio dona quattro opere, l’arte resta alle persone

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Salvatore Fazio a Cadenze Letterarie al Parco Tevere Marconi di Roma
Salvatore Fazio durante l’appuntamento di Cadenze Letterarie al Parco Tevere Marconi di Roma. Foto: Giorgio Algherini

Dopo Cadenze Letterarie del 7 agosto, quattro opere di Salvatore Fazio raccontano storie e relazioni nate intorno al progetto culturale romano.

Salvatore Fazio ha portato sul palco di Cadenze Letterarie quattro opere nate dall’incontro con altrettante persone e ha scelto di donarle ai loro destinatari. È successo venerdì 7 agosto 2026 al Parco Tevere Marconi di Roma, durante il secondo appuntamento estivo del progetto all’interno di Notti di Cinema. Un gesto che, oltre la presentazione pubblica, permette di osservare da vicino un tratto della sua ricerca: trasformare storie, professioni e relazioni in arte.

La serata era già stata raccontata dal Il Giornale del Lazio per la crescita della partecipazione rispetto all’esordio romano di luglio e per un programma che aveva riunito letteratura, psicologia, musica, arte visiva e impegno sociale. In quel contesto le opere di Fazio avevano rappresentato uno dei passaggi tra esperienza personale e linguaggio artistico.

A qualche giorno di distanza, vale la pena tornare proprio su quei lavori: A Onda, Il tocco del risveglio, Il Salotto della Consapevolezza Psicologica e Guida alla trasformazione e al raggiungimento.

A Onda, dalla parola all’immagine.Tra le quattro opere, A Onda mantiene il legame più diretto con la letteratura. Nasce dalla poesia omonima di Dino Tropea, collegata al capitolo dedicato alla figlia nel libro Lasciato Indietro.

A Onda, opera di Salvatore Fazio ispirata alla poesia di Dino Tropea e al capitolo dedicato alla figlia nel libro Lasciato Indietro.

Il 7 agosto il testo era stato interpretato dall’attrice Francesca Stajano Briganti, creando sul palco un passaggio dalla parola recitata all’immagine.

Nel quadro un’ancora occupa il centro della composizione, circondata dal mare, mentre delfini, cavallucci marini, orologi, ingranaggi e richiami al cosmo costruiscono una trama legata al tempo e alla distanza.

Tropea, commentando successivamente il dono ricevuto, ha spiegato che Onda è il nome con cui racconta sua figlia e racchiude per lui movimento, distanza e possibilità di un ritorno: «Ha preso le immagini che appartengono alla mia storia — il mare, il tempo, l’ancora, il viaggio — e le ha trasformate in qualcosa che posso guardare».

Fazio aveva invece descritto l’opera come un ponte d’amore capace di attraversare «il tempo e lo spazio». Due testimonianze che aiutano a ricostruire l’origine del lavoro senza chiuderne i simboli in un’unica interpretazione.

Il tocco del risveglio è stato invece donato al fotografo Giorgio Algherini. Fazio evita una rappresentazione letterale della professione e costruisce un paesaggio naturale popolato da uccelli, una volpe e una creatura fantastica. Nella parte superiore due mani protese introducono il tema del contatto e dello sguardo.

Il tocco del risveglio, opera di Salvatore Fazio dedicata al fotografo Giorgio Algherini. Natura, animali e due mani protese costruiscono una composizione sul rapporto tra sguardo, percezione e immaginazione.

Con Il Salotto della Consapevolezza Psicologica, dedicato alla psicologa clinica Sonia Buscemi, la composizione si sposta sul territorio della mente. Un cervello, libri, ingranaggi, un orologio e l’acqua circondano il ritratto della destinataria. Durante la serata Buscemi aveva indicato tra i riferimenti simbolici l’inconscio, il mare e Jung, oltre ai libri e agli ingranaggi.

Il Salotto della Consapevolezza Psicologica, opera di Salvatore Fazio dedicata alla psicologa clinica Sonia Buscemi. Cervello, libri, ingranaggi, acqua e il riferimento a Jung compongono una rappresentazione simbolica tra conoscenza e inconscio.

In Guida alla trasformazione e al raggiungimento, realizzata per la mental coach Maria Grazia Imbimbo, ritornano invece bussola, faro, mare, orologi e ingranaggi. La montagna e le piccole figure impegnate nella salita introducono il tema del percorso: la guida offre riferimenti e orientamento, mentre il cammino resta affidato alla persona che lo compie.

Guida alla trasformazione e al raggiungimento, opera di Salvatore Fazio dedicata alla mental coach Maria Grazia Imbimbo. Bussola, faro, ingranaggi e figure in cammino richiamano i temi dell’orientamento, della crescita e del percorso personale.

Quattro soggetti differenti, dunque, ma una costruzione che presenta elementi comuni. Fazio non riproduce semplicemente il volto o la professione dei destinatari. Parte da alcuni aspetti riconoscibili delle loro storie e li inserisce nel proprio vocabolario visivo.

Un percorso iniziato prima del 7 agosto.Il rapporto tra Fazio e Cadenze Letterarie non nasce con la serata romana. Il Giornale del Lazio aveva già approfondito a maggio il percorso del maestro, nato a Catania nel 1955 e residente a Roma, e la sua produzione maturata in oltre trent’anni attraverso digital art, china, carboncino, acrilico, matite acquerellabili e mixed media.

In quell’occasione erano state raccontate le opere dedicate a Cadenze Letterarie, La Grooveria e Alice, nelle quali incontri e relazioni culturali diventavano materia della composizione. Il precedente approfondimento aveva utilizzato la definizione di “surrealismo umano” per descrivere una ricerca nella quale elementi surrealisti e simbolici vengono ricondotti alle persone, alla memoria e alle relazioni.

I quattro lavori presentati il 7 agosto sviluppano ulteriormente questa direzione. La persona non è soltanto il soggetto dell’opera: diventa il punto dal quale prende forma la composizione.

Il valore del dono.C’è infine un elemento concreto che distingue queste opere: Fazio ha deciso di donarle.

A Onda è stata consegnata a Dino Tropea, Il tocco del risveglio a Giorgio Algherini, Il Salotto della Consapevolezza Psicologica a Sonia Buscemi e Guida alla trasformazione e al raggiungimento a Maria Grazia Imbimbo. La consegna era già stata documentata nel resoconto della serata.

Il gesto completa il percorso iniziato con l’incontro tra artista e destinatario. I lavori vengono elaborati, presentati davanti al pubblico e infine affidati alle persone che ne hanno ispirato temi e simboli. Arte e relazione finiscono così per appartenere allo stesso processo.

È probabilmente questo il dato che il 7 agosto ha aggiunto alla conoscenza del lavoro di Salvatore Fazio: dietro orologi, ingranaggi, mare e immagini fantastiche rimangono storie riconoscibili. E, questa volta, le opere non hanno lasciato il palco per raggiungere una galleria: sono andate a casa con le persone per le quali erano state pensate.

Chi vorrà conoscere Salvatore Fazio avrà una nuova occasione venerdì 21 agosto alle 19.30 al Parco Tevere Marconi di Roma. Il maestro sarà presente al prossimo appuntamento di Cadenze Letterarie, dove il pubblico potrà incontrarlo e conoscere più da vicino il suo lavoro.