ROMA (RM) – Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, è lieto di comunicare il conseguimento di una straordinaria vittoria legale, l’ultima in ordine cronologico di una lunga serie, ottenuta grazie al costante supporto dello Studio Legale dell’Avv. Antonica di Roma, già da tempo convenzionato.

Grazie all’intervento dell’Avv. Antonica e al supporto del S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, il Consiglio di Stato ha ribaltato il giudizio emesso dal TAR del Lazio nel 2024 e ha annullato il provvedimento d’impiego esecutivo che disponeva il trasferimento di un Graduato dalla sede di Civitavecchia a quella di Firenze, del giugno del 2023.
Alla luce della citata sentenza del Consiglio di Stato, il Graduato in questione dal 10 agosto è potuto tornare a Civitavecchia, con la moglie e i suoi figli, grazie soprattutto alla tutela legale gratuita garantita dal S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, a tutti gli iscritti. In particolare, ciò ha consentito a lui non soltanto di beneficiare del validissimo supporto dello Studio Legale dell’Avv. Antonica e del Dipartimento Legale del S.U.M., ma di farlo senza gravare sulle già esigue finanze di una famiglia fuori sede e monoreddito, con figli in piena età scolare.
Quanto ai fatti, il Graduato è stato trasferito da Civitavecchia a Firenze nel 2023, anche a seguito di una sanzione disciplinare di stato, nonostante un primo ricorso avverso tale provvedimento presso il TAR del Lazio che, però, lo rigettava. Grazie alla strategia difensiva impiantata dall’Avv. Antonica, la sentenza del TAR del Lazio è stata recentemente ribaltata dal Consiglio di Stato, che ha evidenziato “che la motivazione del trasferimento palesa manifeste illogicità e insanabili contraddittorietà, tanto intrinseche al provvedimento quanto estrinseche ad esso alla luce dell’evoluzione globale della vicenda”.
La sentenza, che costituisce un precedente non da poco per tutti i casi similari, specialmente alla luce delle solide argomentazioni in essa contenute, ha comportato l’immediato annullamento del provvedimento d’impiego che disponeva il trasferimento del Graduato presso altra sede, condannando altresì il Ministero della Difesa, quindi i contribuenti italiani cioè noi, al pagamento delle spese di lite di entrambi i gradi giudizio.
A seguito di questa vittoria legale, il Presidente Nazionale del S.U.M. – Antonello Arabia, nel commentarne positivamente il lieto fine, ha espresso il proprio plauso per la validità del contributo offerto dal Dipartimento Legale e dallo Studio Legale Avv. Antonica – così come gli altri studi legali convenzionati – messi gratuitamente a disposizione di tutti gli iscritti, aggiungendo che questa vicenda fa emergere che è necessario un confronto con il DIPE per rivedere le penalizzazioni nell’impiego che scaturiscono da una sanzione di stato e un tavolo tecnico con lo Stato Maggiore della Difesa e la Direzione Generale per il Personale Militare per esaminare e prevedere una riforma del sistema sanzionatorio disciplinare militare. Non è possibile che per dei fatti lievi vieni sanzionato con sei mesi di sospensione dall’impiego, mente se, per esempio, sei stato condannato per lesioni gravi nei confronti di un inferiore, non subisci alcuna sanzione di corpo o di stato e quindi puoi progredire nella carriera e addirittura ricoprire incarichi dirigenziali di elevato livello.
È assolutamente necessaria quindi una profonda revisione del sistema vigente!
Su questo e su molti altri punti, il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari è già da tempo principale promotore di iniziative di revisione normativa e legislativa. Le attività e i lavori del S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, quindi, non si fermano neppure nel periodo estivo, bensì proseguono anche sotto l’ombrellone e con il solleone















