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Rome Playing Games. Grande successo per i giorni dedicati all’incontro tra spettacolo e gioco

Oltre 2.200 spettatori e partecipanti nei giorni di attività per RPG – Rome Playing Games, che dal 17 al 20 settembre 2026 ha portato a Roma quattro giorni dedicati all’incontro tra spettacolo e gioco, attraversando teatro, actual play, live action role playing, gioco di ruolo e forme di narrazione partecipativa.

Organizzato da Eryados, in collaborazione con Larp Studio e Fusolab e realizzato con il contributo della Regione Lazio, il festival ha animato gli spazi del Fusolab e del Casilino Sky Park, nel quartiere Alessandrino, con un appuntamento speciale all’Hacienda.

Il dato di partecipazione restituisce la risposta del pubblico a una proposta costruita attorno al passaggio da spettatore a protagonista: assistere a una rappresentazione, vedere uno spettacolo costruirsi attraverso il gioco oppure entrare fisicamente nella narrazione, interpretando un personaggio e contribuendo con le proprie decisioni a determinare ciò che sarebbe accaduto.

È in questo spazio che, durante RPG, gioco e performance si sono incontrati. Nel gioco di ruolo la storia ha preso forma nel momento stesso in cui veniva giocata, attraverso interpretazione, improvvisazione, relazioni e scelte. Una dimensione che ha attraversato l’intero programma, dalla letteratura di Bulgakov alle meccaniche del D20 System, mostrando nella pratica quanto possano diventare mobili i confini tra racconto, interpretazione e gioco.

Le anteprime

Per aprire il festival e diffonderne il programma, Eryados ha organizzato, tra giugno e settembre, settembre, una serie di appuntamenti disseminati nel territorio. Il percorso è partito il 20 giugno a Vaccheria, dove è stato presentato The Wall ed è poi andato avanti con azioni di teatro immersivo a Trevignano Romano e Lanuvio, sempre a giugno e ad Anguillara Sabazia e Maenza in settembre. Tra il 12 e il 13 settembre inoltre, Eryados ha presentato il primo studio di The Cave, un’esperienza immersiva notturna nell’area di Torraccia del Bosco di Cesano.

Dal teatro all’actual play

Ad aprire la programmazione intensiva, giovedì 17 settembre, è stato il teatro. Al Fusolab è andato in scena Il Maestro e Margherita – I manoscritti non bruciano, scritto e diretto da Miranda Angeli e Alfio Montenegro, con Andrea Lami, Giulia Sanna e Francesco Polizzi. Lo spettacolo ha condotto il pubblico nella Russia degli anni Trenta attraverso la vicenda di Michail Bulgakov e il suo rapporto con la censura, mentre realtà e finzione si sovrapponevano e il mondo fantastico del manoscritto irrompeva nella vita del suo autore.

Il rapporto tra interpretazione e azione scenica ha attraversato anche il programma diurno grazie all’Accademia Romana d’Armi, che ha portato al festival scherma storica e combattimento di scena, facendo del movimento e del confronto fisico strumenti della rappresentazione e del racconto.

Il passaggio dal gioco allo spettacolo ha trovato l’espressione più immediata in Drag Queens & Dragons, l’actual play dal vivo ospitato sabato 19 settembre all’Hacienda di Roma.

A guidare l’avventura fantasy è stato Guglielmo Scilla, nel ruolo di Master, insieme alle performer Fosca Labonia, Jamila Solis, Povera Crystal e Ursula Katzulova. Tra incantesimi, imprevisti, interpretazione e improvvisazione, le quattro performer hanno costruito in tempo reale una storia determinata dalle proprie decisioni.

Lo spettacolo si è così scompaginato davanti al pubblico, rendendo visibile il processo creativo normalmente racchiuso intorno al tavolo da gioco: non un copione già scritto, ma una narrazione costruita dal vivo, nell’incontro tra le possibilità predisposte dal Master e le scelte delle giocatrici.

Quando a interpretare la storia è il pubblico

Da venerdì a domenica sono stati invece i partecipanti stessi a diventare performer attraverso la rassegna di larp da camera, che ha riunito autori e autrici provenienti da Eryados, Laiv.it e Ikebana Team.

Nel live action role playing la separazione tra scena e pubblico è venuta meno: i partecipanti hanno interpretato direttamente i personaggi e costruito ciò che accadeva attraverso gesti, parole, relazioni e decisioni. La rassegna ha attraversato registri differenti, dal realismo magico de L’Ospedale dei giocattoli rotti alla commedia metanarrativa di I need a hero…?, fino a scenari investigativi, fantastici e storici.

Lo stesso meccanismo di costruzione collettiva della storia ha animato i numerosi tavoli di gioco di ruolo. Grande protagonista è stato il D20 System, declinato attraverso avventure originali come La storia dei bambini scomparsi, Where is my mind, Assemblea Condominiale, C come Coboldi e Il tempio dimenticato.

Anche intorno a un tavolo, interpretare un personaggio ha significato quindi performare: usare voce, immaginazione e improvvisazione per dare vita a una storia esistente soltanto nel momento in cui veniva condivisa con gli altri giocatori.

Il gioco e la performance, fin da piccoli

La possibilità di entrare in una storia anziché limitarsi a guardarla ha attraversato anche la proposta di RPG dedicata ai più giovani, con un’offerta separata e progettata specificamente per bambini e adolescenti.

Sabato e domenica il Fusolab ha ospitato un programma di larp Kids differenziato per fasce d’età, nel quale bambini e ragazzi sono diventati direttamente personaggi delle storie che stavano vivendo. Con Il mistero di Casa Malombra, pensato per i 10–13 anni, i partecipanti sono entrati in un’avventura fatta di ruoli, abilità e indizi da interpretare; Fuori Registro, dai 13 anni, ha utilizzato il teatro immersivo come spazio di interpretazione e relazione; mentre Emotional, dai 9 anni, ha portato in scena il mondo delle emozioni trasformando i partecipanti nei protagonisti di una storia costruita insieme.

A queste esperienze si è affiancata la Ludoteca Kids, con boardgame e giochi di ruolo dai 6 anni, ampliando la possibilità di sperimentare il racconto e il gioco condiviso attraverso linguaggi adatti alle diverse età.

Anche per i più giovani il festival ha così sperimentato una forma di esperienza performativa partecipata: non soltanto assistere a personaggi e mondi immaginari, ma interpretarli, prendere decisioni, improvvisare e scoprire insieme agli altri dove può condurre una storia.

Dal palcoscenico al tavolo, dall’actual play al larp, fino alle esperienze pensate per bambini e adolescenti, il festival ha costruito occasioni nelle quali la distinzione tradizionale tra autore, interprete, giocatore e spettatore ha potuto continuamente trasformarsi.

RPG – Rome Playing Games è un progetto di Eryados realizzato con il contributo della Regione Lazio, in collaborazione con Fusolab e Larp Studio.

Fusolab 3.0 – Viale della Bella Villa 94/96, Roma
Casilino Sky Park – Viale della Bella Villa 106, Roma
Hacienda – Via dei Cluniacensi 68, Roma

Per il programma completo e informazioni: rpg-fest.it

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