“Voglio mantenere vivo il suo ricordo nell’interesse della cultura”, ha dichiarato il noto studioso e critico d’arte. Con il rigore intellettuale che lo contraddistingue, Battaglia La Terra Borgese ha ricostruito fedelmente il percorso esistenziale e l’eredità spirituale del grande maestro Marcel Duchamp, arricchendo la nuova narrazione con dettagli inediti o poco noti. È un omaggio che nasce da una profonda stima e da un autentico legame intellettuale del Critico verso la statura artistica del geniale innovatore, scomparso il 2 ottobre 1968
L’OMAGGIO (IN SINTESI) TRIBUTATO DA BATTAGLIA LA TERRA BORGESE A DUCHAMP
Le origini e l’anti-arte
Nato a Blainville, Marcel Duchamp condivise la vocazione artistica con i fratelli Jacques (pittore) e Raymond (scultore). Il suo spirito eversivo anticipò e segnò il movimento Dada, in particolare a New York, dove si trasferì nel 1915 legandosi ad artisti come Man Ray e Picabia. Indipendente per natura, preferì fondare riviste proprie (The Blind Man, Rongwrong) e la Société Anonyme (1920), prima di abbandonare temporaneamente la pittura per gli scacchi.
L’ironia e il Surrealismo
Tra il 1927 e il 1933 tornò in Europa, collaborando attivamente con i Surrealisti (memorabili i suoi sacchi di carbone appesi al soffitto per la mostra del 1938). Sperimentò il cinema d’avanguardia con Anémic Cinéma e diede vita al suo iconico alter ego provocatorio Rrose Sélavy (“Éros, c’est la vie”).
Dalla pittura al Ready-made
Partito dalle influenze di Cézanne, del Cubismo e del Futurismo – evidenti nel celebre e scandaloso Nudo che scende le scale (1912) – Duchamp abbandonò presto la tela. Nel 1917 rivoluzionò la storia dell’arte introducendo il concetto di ready-made con Fontana (l’orinatoio firmato R. Mutt). Con quest’atto, Duchamp dimostrò che il valore dell’arte non risiede nella manifattura dell’oggetto, ma nell’atto intellettuale della scelta.
Il Grande Vetro
Il culmine della sua ricerca fu La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche (1915-1923), un’imponente opera su vetro che trasforma la tensione erotica in un diagramma meccanico e ironico, definita da Breton come “l’amore visto da un altro pianeta”. Negli anni successivi racchiuse il proprio museo portatile nelle Boîtes-en-valise, confermando la sua natura di genio visionario.
L’OMAGGIO (TESTO INTEGRALE) TRIBUTATO DA BATTAGLIA LA TERRA BORGESE A DUCHAMP
Marcel Duchamp, nato a Blainville in Francia, come i suoi due fratelli, Jacques – noto col cognome di Villon – e Raymond – conosciuto come Duchamp-Villon -, pittore l’uno e scultore l’altro, si dedicò all’arte. L’atteggiamento eversivo che lo contraddistinse ebbe molto peso nel movimento Dada, quantunque egli avesse lasciato l’Europa per l’America nel 1915 e cioè prima che il Dadaismo si fosse organizzato in gruppo.
A New York, Duchamp formò un circolo d’artisti animati dalle sue stesse tendenze; fra essi ricordiamo Convers, Vache, Francis Picabia, Man Ray ecc. Come già era avvenuto in Europa, Duchamp rivelò un carattere troppo indipendente per poter restare a far parte d’un gruppo: pubblicò allora, sempre a New York, due periodici, «The Blind Man» («L’uomo cieco») e «Rongwrong», nel 1917, mentre nel 1920 fondò, insieme a Katherine Dreier la «Società Anonima» e l’anno dopo abbandonò la pittura per volgere invece i propri interessi verso il gioco degli scacchi e a poco elaborate costruzioni burlesche.
Fra il 1927 ed il 1933, Duchamp tornò a vivere in Europa ed in quel tempo, così come in quello successivo, di nuovo trascorso a New York, fu abbastanza vicino ai Surrealisti; è a lui, anzi, che si deve l’idea dei sacchi di carbone appesi al soffitto, alla Mostra dei Surrealisti del 1938, ed anche quella dei seni in gomma-piuma rosa sulla copertina del catalogo dell’esposizione del 1947. Duchamp girò anche un cortometraggio dal titolo Anemic Cinema (dove «anemic» è anagramma di «cinema»).
Assunse talora lo pseudonimo Rrose Sélavy, che, pronunciato, poteva suonare: “Éros, c’est la vie” (l’erotismo è la vita), il che ci dà la misura del tipo di umorismo che stimolava i suoi scherzi.
Dapprima, nelle opere più giovanili, Duchamp aveva rivelato forti inclinazioni verso Cézanne e quindi verso il Cubismo. Nel suo primo importante lavoro, Nudo che discende da una scala (redatto nelle due versioni del 1911 e del 1912) la figura viene analiticamente scomposta e ricostruita alla maniera cubista, ma nello stesso tempo l’autore cerca d’infondervi un movimento quasi meccanico, rivelando in ciò d’aver subito qualche influenza da parte dei Futuristi. Il dipinto fu esposto all’Armory Show nel 1913 e suscitò clamorose reazioni.
Nel Macinino del caffè, concepito quale motivo decorativo da cucina, Duchamp cercò di esprimere il movimento in termini decisamente pittorici, prendendo quale pretesto la macchina e facendo assumere all’opera sua la funzione di un diagramma.
Altre sue imprese di questo periodo ci parlano d’un Duchamp alla ricerca di soluzioni burlesche, affatto irrispettose delle convenzionali tradizioni concernenti la bellezza in arte: Portrait of Gustave Candel’s Mother *(Ritratto della madre di Gustave Candel), ad esempio, è costituita da un busto collocato su di un piedistallo assurdo per la sua altezza.
Il proposito dell’artista di produrre sconcertanti effetti sulla sensibilità del pubblico, si accrebbe ulteriormente col tempo e nella Sposa (1913) l’erotismo del soggetto è accentuato dall’apparente atteggiamento antierotico dell’autore, il quale sembra porre a confronto i simboli dell’amore con le ruote e i pistoni d’una macchina.
Nel 1914, Duchamp espose la sua prima creazione «prefabbricata», un’asse bucata per disporvi le bottiglie; ma ancor più sensazionale fu l’invio all’Esposizione degli Indipendenti di New York del 1917, d’un orinatoio di porcellana, ch’egli firmò «R. Mutt». «Che l’abbia fatto o meno proprio il signor Mutt, non ha la minima importanza» scrisse Duchamp, allorquando protestò per l’esclusione di questo e d’altri suoi oggetti prefabbricati che non vennero accettati alla mostra, aggiungendo: «Egli lo ha scelto». Tale concetto di scelta, in opposizione a quello di costruzione d’una forma, parve sufficiente a sottolineare il logico sviluppo dell’opera d’arte e si affermò in maniera particolare nei collage dei Cubisti e soprattutto in quelli di Picasso. Duchamp ne sfruttò la trovata associando, in modi diversi, forme differenti e spesso combinando insieme elementi prefabbricati con altri da lui confezionati.
Al suo arrivo a New York, nel 1915, Duchamp dette inizio alla opera sua più ambiziosa, La sposa denudata dagli scapoli, condotta a termine solo nel 1923 ed eseguita con grande accuratezza nei minimi particolari, a testimoniare l’impegno dell’autore; i molti disegni e schizzi preparatori vennero poi editi dallo stesso Duchamp e furono pubblicati in facsimile nel 1934. Le forme, composte di frammenti vari e di pezzi di latta, dipinti e cosparsi di polvere, sono montate su due grandi lastre di vetro, misurando, nell’insieme, quasi tre metri d’altezza. Nel citato volume, così come ne La denudata dagli sposa scapoli, il tema erotico è presentato sotto forma di diagramma. André Breton così lo descrive: «l’amore umano com’è visto da un altro pianeta, tant’è vero che non ha né capo né coda». Le forme pseudo-meccaniche, partendo da opere quali La sposa, vanno poi raffinandosi in un’autonoma rielaborazione iconografica e le macchine «maschio e femmina» funzionano separatamente, senza alcun contatto diretto: nella parte alta c’è il Motore sposa, simile, nella forma alla Sposa, mentre al di sotto si ha il «dominio degli scapoli», ch’è assai più complesso, in quanto assomma gli scapoli, un sacerdote, un capostazione ed un poliziotto, i quali, attraverso i loro «capillari» ricevono il fluido emesso dalla sposa. Altri componenti del settore maschile, sono il macinatore di cioccolato, lo «scivolo» e il testimone oculare.
Più tardi Duchamp compose le cosiddette “boîtes en valise”, ossia delle scatolette contenenti riproduzioni in miniatura delle sue maggiori creazioni ed una fiala con cinque centimetri cubici d’aria di Parigi. Un genio.
* PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE | CHI ERA YOLANDE CANDEL
Yolande Candel (1930–2024) è nota principalmente nel mondo dell’arte per essere stata la custode della memoria e donatrice di importanti opere legate alla stretta amicizia tra suo padre, Gustave Candel, e il celebre artista d’avanguardia Marcel Duchamp.
Nata in Francia e scomparsa a Parigi nel giugno del 2024 all’età di 94 anni, ha vissuto a stretto contatto con l’ambiente artistico del Novecento. La sua figura è legata alla storia dell’arte per questi contributi fondamentali:
Legame con Marcel Duchamp
Suo padre Gustave era un amico intimo di Duchamp. Nel corso della sua vita, Yolande ha conservato aneddoti, ricordi e opere d’arte che testimoniano questo sodalizio storico.
Le donazioni museali
Yolande Candel ha effettuato storiche donazioni a importanti istituzioni, tra cui il Philadelphia Museum of Art. Tra i regali più significativi figurano due rari ritratti giovanili eseguiti da Duchamp tra il 1911 e il 1912 che raffigurano i nonni della donna (tra cui il Ritratto del padre di Gustave Candel), donati in memoria del padre e dello stesso artista. Altre opere e materiali d’archivio sono stati destinati ad istituzioni come il Ringling Museum.



