ROMA – Nuove fiammate sui listini energetici e immediata reazione dei vertici di Palazzo Chigi. Di fronte alla nuova escalation dei prezzi alla pompa che sta colpendo automobilisti e imprese, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato la linea dell’Esecutivo, confermando la piena disponibilità a mettere in campo contromisure fiscali immediate.
La strategia del Governo si muove su un doppio binario: da un lato l’attivazione del meccanismo di flessibilità nazionale, dall’altro la pressione sui mercati per il ripristino delle tutele comunitarie. Nel frattempo, l’onda dei rincari non risparmia i carburanti ecologici, con il prezzo del metano per autotrazione che nella piazza di Milano ha ufficialmente sfondato la soglia psicologica dei 2 euro al chilo.
La strategia di Palazzo Chigi: sul tavolo 170 milioni di euro
Per frenare la speculazione e alleggerire l’impatto economico sui bilanci delle famiglie, la Premier ha delineato il piano d’azione straordinario:
- Il ritorno delle accise mobili: Il Governo è pronto ad attivare il dispositivo che consente di tagliare le tasse statali sui carburanti sfruttando il maggior gettito derivante dall’IVA.
- Il fondo di riserva: Per la copertura finanziaria immediata della misura, l’Esecutivo può contare su un tesoretto di circa 170 milioni di euro già disponibili e pronti a essere stanziati.
- L’appello sul tetto ai prezzi: Accanto agli interventi interni, Meloni ha ribadito la necessità che i distributori e i mercati internazionali ripristinino pienamente le politiche di price cap, considerate l’unico vero argine strutturale contro le oscillazioni selvagge delle quotazioni all’ingrosso.
L’anomalia del metano: Milano maglia nera dei rincari
La vera emergenza di questa nuova ondata di aumenti colpisce il settore dei gas naturali, storicamente considerato un rifugio per il risparmio dei consumatori:
- La soglia dei 2 euro: Nei distributori dell’area metropolitana milanese e lungo i principali nodi autostradali lombardi, il metano ha superato la barriera dei 2 euro/kg, registrando punte record che annullano la convenienza rispetto ai carburanti tradizionali.
- L’effetto sulle filiere: Il rincaro del metano e del GNL (gas naturale liquefatto) spaventa la logistica pesante e il trasporto merci, comparti che negli ultimi anni avevano investito massicciamente nella transizione verso flotte a basso impatto ambientale.
La partita si sposta ora sulle prossime scadenze della manovra economica, dove il Governo dovrà calibrare l’intensità del taglio fiscale in base all’evoluzione dei mercati nelle prossime settimane, per evitare che la stangata energetica freni i consumi autunnali.

