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ROMA: DA TERMINI AL “QUADRANTE D’ORO”: 3 ARRESTI DELLA POLIZIA DI STATO TRA RAPINE, FURTI ED UN PASSAPORTO DAL “DOPPIO VOLTO”

STRETTA SUGLI ESERCIZI COMMERCIALI.

Tre arresti, un passaporto contraffatto smascherato sotto una pellicola, il bottino di una rapina recuperato sotto un’auto ed una rete di verifiche amministrative estesa dalle strutture ricettive agli esercizi commerciali: è il bilancio del dispositivo della Polizia di Stato che, dal perimetro della stazione Termini, ha progressivamente allargato la mappa dei controlli fino al “quadrante d’oro” della Capitale, saldando il presidio delle aree a maggiore pressione urbana alle verifiche dietro le vetrine del centro.

Il primo asse operativo ha interessato il quadrante Viminale-Termini, dove un dispositivo versatile, modulato sulla presenza costante e dinamica delle pattuglie, ha puntato sulle aree maggiormente esposte e sui punti nevralgici che gravitano intorno allo scalo ferroviario.

Sotto il coordinamento del Dirigente del Commissariato di P.S. Viminale, gli agenti hanno operato insieme alla Guardia di Finanza, con il supporto delle unità cinofile, della Sala Operativa Sociale di Roma Capitale e di AMA. Via Enrico De Nicola e via Marsala, già oggetto di segnalazioni da parte dei cittadini, hanno rappresentato il baricentro del dispositivo, mentre il camper della Polizia di Stato ha assicurato un presidio di prossimità in via Amendola e nelle strade limitrofe.

I controlli hanno raggiunto anche i giacigli di fortuna presenti nell’area, dove il fiuto dell’unità cinofila della Guardia di Finanza ha consentito di individuare un uomo in possesso di una modica quantità di cocaina, successivamente segnalato amministrativamente alla Prefettura. Parallelamente, gli operatori della Sala Operativa Sociale hanno preso in carico le situazioni di fragilità intercettate lungo il percorso, mentre il personale AMA ha provveduto alla sanificazione ed al ripristino del decoro degli spazi interessati.

Dalle zone d’ombra intorno alla stazione, il controllo si è spostato dietro le vetrine. Due affittacamere di via Cavour sono stati sottoposti alle verifiche della Squadra di Polizia Amministrativa del Commissariato di P.S. Viminale. In entrambi i casi è statariscontrata la mancata esposizione dei prezzi, con quattro diffide complessivamente contestate.

Lungo le direttrici che gravitano intorno a Termini il dispositivo ha intercettato anche tre diverse traiettorie criminali: un passaporto dal “doppio volto”, una mano sorpresa nella borsa sbagliata ed il bottino di una rapina affidato, durante la fuga, ad un lancio sotto un’auto. Le tre sequenze, diverse l’una dall’altra, sono tutte confluite nell’arresto delle persone ritenute rispettivamente responsabili.

In via Gioberti, a tradire un trentenne maliano è stato proprio il documento esibito agli agenti. Intervenuti in una tabaccheria per una lite nata intorno ad un “Gratta e Vinci”, gli operatori del I Distretto Trevi Campo Marzio hanno notato alcune anomalie nel passaporto: colori non uniformi e codici tra loro discordanti. Un controllo più approfondito ha svelato il “doppio volto” del documento. Sollevata la pellicola applicata sulla pagina anagrafica, sotto i dati dell’uomo sarebbero infatti riemersi quellidell’originaria titolare. Il trentenne è stato arrestato per possesso di un documento di identificazione falso valido per l’espatrio.

Poco distante, in via Cavour, il tentativo di furto è rimasto ‘con le mani nel sacco’. Un ventisettenne algerino sarebbe stato sorpreso mentre rovistava nella borsa della proprietaria di un ristorante. Fermato da un dipendente, con l’intera sequenza cristallizzataanche dalle telecamere di videosorveglianza del locale, è stato arrestato per tentato furto.

L’ultima scena si è consumata ancora a ridosso di Termini. Un ventiquattrenne tunisino è stato intercettato mentre cercava di allontanarsi dopo una rapina ai danni di un uomo. A conservare, dall’alto, la traccia visiva del bottino sono stati due turisti affacciatiad una finestra, che lo avrebbero visto accovacciarsi accanto ad un’auto e lanciare qualcosa sotto la vettura, da cui gli agenti hanno recuperato 130 euro in banconote accartocciate, poi ricondotte alla vittima. Nella scarpa del giovane è stato inoltre rinvenuto un coltello a serramanico. Il ventiquattrenne è stato arrestato per rapina aggravata e denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Da Termini, la mappa dei controlli si è quindi allargata verso il quadrante d’oro della Capitale, lungo gli assi a maggiore vocazione turistica che da piazza Barberini conducono a via Veneto ed alle strade limitrofe.

Qui, sotto il coordinamento del Commissariato di P.S. Castro Pretorio, il dispositivo ha affiancato alla vigilanza del territorio unfocus sulla regolarità amministrativa degli esercizi commerciali, estendendo la verifica dalle persone alle attività e, all’interno di queste, fino ai prodotti esposti sugli scaffali.

Le ispezioni amministrative hanno interessato diversi esercizi del quadrante.

In un’attività di compro oro nel quartiere Coppedè, gli agenti hanno riscontrato l’inosservanza delle prescrizioni relative ai sistemi di conservazione dei beni, ritenuti non idonei a garantirne la tracciabilità successivamente all’acquisizione. La violazione ha comportato l’applicazione di una sanzione amministrativa di 308 euro.

La lente si è poi spostata in una traversa del rione Sallustiano, all’interno di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande. Alla mancata esposizione al pubblico dell’autorizzazione, sanzionata per 308 euro, si è aggiunto un secondo profilo di irregolarità emerso direttamente dagli scaffali: alcuni prodotti sono risultati privi dei requisiti di tracciabilità. Per quest’ultima violazione è stata contestata un’ulteriore sanzione amministrativa di 1.500 euro, con il contestuale sequestro della merce.

Dalla strada alle strutture ricettive, fino al commercio e alla tracciabilità dei prodotti, il dispositivo ha così seguito le diverse declinazioni della sicurezza urbana lungo un’unica direttrice operativa, coniugando il contrasto ai reati predatori ed allacriminalità diffusa con il presidio di prossimità, l’assistenza alle fragilità, il recupero del decoro e la verifica del rispetto delle regole nel tessuto commerciale del centro della Capitale.

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