Partiti i primi vaccini aggiornati in Italia. Gli epidemiologi stimano tra i 12 e i 14 milioni di casi complessivi. Esperti concordi: «Si profila un’intensità minore rispetto allo scorso anno, ma i singoli sintomi saranno più pesanti».
ROMA – Ha preso ufficialmente il via in Italia la campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale. Le previsioni degli esperti per l’inverno delineano uno scenario parzialmente inedito: i modelli matematici sviluppati sulla base dei dati dell’emisfero australe suggeriscono che potremmo assistere a un calo del numero totale di contagiati, a fronte però di manifestazioni sintomatiche clinicamente più severe e aggressive.
Le stime mediche: attesi fino a 14 milioni di casi
Secondo le proiezioni diffuse dagli epidemiologi, per la sola influenza vera e propria si stimano in Italia tra i 12 e i 14 milioni di casi complessivi. Si tratta di una cifra imponente, ma in netta flessione rispetto ai numeri record della passata stagione, che aveva ampiamente superato la soglia dei 15 milioni di contagiati.
A determinare la maggiore severità dei sintomi nei singoli pazienti sarà la combinazione e la co-circolazione di specifici ceppi virali dominanti, in particolare l’A/H3N2 e l’A/H1N1. Quest’ultimo ceppo ha registrato isolamenti precoci nel nostro Paese già nel corso dei mesi estivi, preannunciando una diffusione anticipata.
Al via i vaccini aggiornati: le categorie coinvolte
Per rispondere tempestivamente alle varianti in circolazione, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato per questa stagione nove formulazioni vaccinali aggiornate, strutturate secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
La somministrazione è fortemente raccomandata e offerta in modo gratuito dal Servizio Sanitario Nazionale a tutte le persone over 60, alle donne in stato di gravidanza o nel post-partum, ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni, nonché ai soggetti affetti da patologie croniche debilitanti o considerati fragili. Le autorità sanitarie ricordano che sono necessarie circa due settimane dall’iniezione affinché l’organismo sviluppi una risposta immunitaria completa ed efficace.
Il monito dei medici: no all’uso improprio di antibiotici
In concomitanza con l’avvio della campagna vaccinale, la comunità scientifica ha rinnovato l’appello a un ricorso responsabile all’automedicazione. I medici evidenziano come una percentuale ancora troppo elevata di cittadini tenda ad assumere antibiotici in modo autonomo ai primi sintomi respiratori. Trattandosi di infezioni di origine prettamente virale, gli antibiotici risultano totalmente inefficaci e rischiano di alimentare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza; l’approccio terapeutico corretto deve prevedere esclusivamente l’uso di farmaci antinfiammatori e sintomatici sotto la supervisione del medico di base o del pediatra.

