ROMA – Il sindacato Fast Confsal-AV ha lanciato un monito sul futuro di ENAV, la società che gestisce il traffico aereo italiano, a seguito di osservazioni preoccupanti provenienti dal Performance Review Body (PRB) dell’Unione Europea. L’attenzione si concentra su una delicata dicotomia: da un lato, risultati economici positivi, con un risultato regolatorio di 70,7 milioni di euro e un utile netto di 93,1 milioni nel 2025; dall’altro, una serie di criticità organizzative e di gestione che rischiano di compromettere la qualità del servizio pubblico.
Evidenzia come la logica finanziaria, derivante dalla quotazione in Borsa di ENAV nel 2016, abbia portato a una compressione degli organici operativi, con una carenza di 24 unità in alcuni centri di controllo, una situazione che preoccupa per la sicurezza e l’efficienza. Il sindacato pone l’interrogativo cruciale sulla destinazione delle risorse, chiedendo che i benefici economici siano reinvestiti nel miglioramento del servizio e non semplicemente restituiti agli utenti.
Sottolinea, inoltre, come la particolarità del modello societario, con una partecipazione maggioritaria dello Stato, imponga una verifica approfondita del rapporto tra interesse pubblico, gestione industriale e remunerazione del capitale. Fast Confsal non chiede una semplice redistribuzione di risorse, ma una valutazione più ampia sull’idoneità dell’attuale struttura societaria per assicurare un servizio essenziale, invitando a un confronto che coinvolga Governo, ENAC e l’azienda stessa.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra risultati economici e un’organizzazione adeguatamente dimensionata, garantendo la continuità, l’affidabilità e la professionalità necessarie per affrontare le sfide future del settore aeronautico italiano.

