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Il nodo dei rimborsi nella vigilanza sussidiaria: la disparità con il Servizio Civile e il paradosso delle convenzioni comunali

Il quadro normativo che disciplina le funzioni di vigilanza sussidiaria, ambientale e zoofila in Italia necessita di un intervento di riordino strutturale non più rimandabile. Attualmente, l’ordinamento delega funzioni di controllo e accertamento di rilievo pubblico a una galassia di operatori specializzati inquadrati nel Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), i quali operano sulla base di specifici decreti prefettizi, decreti sindacali o nomine regionali. Tra queste figure spiccano le Guardie Particolari Giurate Zoofile, nominate dai Prefetti ai sensi della Legge 189/2004 e del R.D. 1165/1931 con funzioni di polizia giudiziaria e amministrativa nella repressione dei reati contro gli animali; gli Ispettori Ambientali e Rurali, deputati alla vigilanza sul corretto conferimento dei rifiuti urbani, sul contrasto alle discariche abusive e sulla tutela dei fondi agricoli ai sensi del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambiente); gli Ausiliari del Traffico, incaricati del controllo delle soste e della fluidità stradale nei centri urbani secondo l’art. 12 bis del Codice della Strada; e gli operatori dedicati alla Safety & Security, formati per la gestione dei flussi e dei rischi antropici in occasione di eventi e manifestazioni pubbliche in linea con le direttive ministeriali sull’ordine pubblico. L’operato di queste figure si traduce in un costante e indispensabile supporto alla Polizia Locale nello svolgimento delle sue mansioni quotidiane sul territorio, integrando i servizi di prossimità dei comandi comunali e sgravando il personale di ruolo da compiti di monitoraggio minuto.

L’elemento di massima criticità e ingiustizia del sistema risiede nella problematica dei rimborsi spese, attualmente miseri o del tutto inesistenti. A differenza dei volontari del Servizio Civile Universale (D.Lgs. 40/2017), i quali percepiscono un assegno mensile fisso interamente stanziato e garantito dallo Stato, gli operatori della vigilanza sussidiaria si trovano in un limbo economico paradossale. Per queste figure, infatti, lo Stato non prevede alcun fondo o capitolo di spesa centrale: se l’associazione di appartenenza non riesce a stipulare un formale contratto o una convenzione onerosa con il singolo Ente locale, il rimborso per i volontari è pari a zero euro. Gli operatori si trovano così a dover coprire di tasca propria i costi vivi di benzina, manutenzione dei mezzi, equipaggiamento e divise, pur svolgendo un servizio pubblico ad alto rischio. Tutto questo avviene mentre tutte le figure sopra citate esercitano compiti ispettivi che sfociano nell’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie ai sensi della Legge 689/1981, i cui proventi finanziari vengono interamente e profumatamente incamerati dalle tesorerie dei Comuni, senza che vi sia alcun obbligo di storno per coprire le spese operative dei volontari.

Per superare questa distorsione finanziaria che mina la sostenibilità del comparto e la dignità degli operatori, si rende urgente una proposta di riforma legislativa che imponga l’equiparazione dei rimborsi spese mensili a quelli del Servizio Civile, finanziata direttamente vincolando una quota percentuale fissa dei proventi delle sanzioni comunali. Questa necessaria evoluzione economica deve camminare di pari passo con un parallelo irrigidimento dei requisiti di accesso alla qualifica. L’esercizio di funzioni sanzionatorie e di ausilio ai comandi non può essere lasciato all’improvvisazione: richiede rigorosi corsi di abilitazione e costanti programmi di aggiornamento tecnico-giuridico somministrati esclusivamente da Scuole di formazione certificate e concrete. Si rende pertanto impellente un intervento del Governo volto a disporre un censimento straordinario dei decreti attivi presso le Prefetture, attuando una stretta decisiva che porti alla revoca delle autorizzazioni per quegli organismi fantasma che non esercitano realmente sul territorio, salvaguardando il decoro, l’efficacia e la trasparenza della pubblica funzione delegata.

di Cav. Dr. Piero Fusaglia
Direttore Responsabile

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