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A Certaldo il gusto incontra Boccaccio: quattro giorni tra sapori, storia e tradizioni toscane


Dall’8 all’11 ottobre torna Boccaccesca, la rassegna che trasforma il borgo di Giovanni Boccaccio in un viaggio tra eccellenze enogastronomiche, artigianato e cultura

C’è un luogo in Toscana dove letteratura e gastronomia si incontrano da secoli, e dove persino una cipolla può diventare protagonista di una novella. È Certaldo, il borgo legato a Giovanni Boccaccio, che dall’8 all’11 ottobre torna a celebrare la cultura del gusto con la 28ª edizione di Boccaccesca, manifestazione dedicata alle eccellenze agroalimentari e artigianali e alla valorizzazione del territorio. Da Firenze, l’FH55 Hotel Calzaiuoli è il punto di partenza ideale per vivere l’autunno toscano tra arte, gusto e piccoli borghi.

Per quattro giorni le vie del borgo si trasformano in un percorso dedicato ai sapori e ai saperi: il Mercato di Boccaccesca riunisce prodotti d’eccellenza toscani e specialità provenienti da altre regioni italiane, mentre le piazze ospitano degustazioni, incontri con i cuochi, laboratori, appuntamenti dedicati al vino, musica e intrattenimento. Tra gli appuntamenti del programma figurano anche “Cuochi in piazza”, “Arte e vino”, l’Enoteca di Boccaccesca e la “Piazza del gusto”.

Il legame fra Certaldo e il cibo non è però una trovata contemporanea. È lo stesso Giovanni Boccaccio a raccontarlo nel Decameron, nella novella di Frate Cipolla, l’unica dell’intera opera ambientata a Certaldo. Il protagonista è un frate dalla straordinaria abilità oratoria che arriva nel borgo per raccogliere elemosine e promette ai cittadini di mostrare loro una preziosa reliquia: una piuma dell’Arcangelo Gabriele. Quando, per uno scambio fortuito, al posto della piuma si ritrova davanti a dei carboni, Frate Cipolla riesce comunque, con grande abilità, a trasformare l’imprevisto in un nuovo racconto. Ma è un altro dettaglio della novella a rendere il collegamento con Boccaccesca particolarmente curioso. Boccaccio scrive infatti che Certaldo era famosa in tutta la Toscana per le sue cipolle, un riferimento che lega indissolubilmente il borgo alla sua tradizione agricola e gastronomica.

Una curiosità letteraria che permette oggi di guardare Boccaccesca con occhi diversi: tra le bancarelle, i profumi e le degustazioni del borgo si ritrovano infatti prodotti e tradizioni che affondano le proprie radici nella storia stessa di Certaldo. Durante Boccaccesca, Certaldo Alto diventa così il palcoscenico naturale di un racconto che passa attraverso il cibo. Via Boccaccio, le piazze e gli spazi storici del borgo accolgono produttori, artigiani e cuochi, creando un itinerario nel quale assaggiare, conoscere e acquistare diventa anche un modo per entrare in contatto con l’identità del territorio.

Il viaggio può partire dalle specialità toscane, dalle produzioni locali – a cominciare dalla Cipolla di Certaldo – per allargarsi alle eccellenze provenienti da altre regioni italiane, in un confronto fra territori, tradizioni e interpretazioni contemporanee del patrimonio gastronomico italiano. Non manca poi l’artigianato artistico, che accompagna il percorso trasformando il borgo in un vero e proprio itinerario dei sensi.

Soggiornare a Firenze permette di trasformare la visita a Boccaccesca in un’esperienza più ampia alla scoperta della Toscana. A fare da base al soggiorno è FH55 Hotel Calzaiuoli, nel cuore della città, tra Piazza del Duomo e Piazza della Signoria. È proprio questo il valore di un soggiorno costruito intorno all’evento: Firenze come punto di partenza e Certaldo come destinazione di una giornata dedicata al gusto e alla cultura, in un periodo dell’anno particolarmente piacevole per esplorare la Toscana.

E dopo aver seguito le tracce di Boccaccio tra le vie del borgo, il rientro a Firenze permette di proseguire l’esperienza nella città d’arte, magari con una cena che riporti ancora una volta al centro il tema della cucina toscana.

Boccaccesca diventa così il pretesto per un itinerario che unisce letteratura, storia, gastronomia e paesaggio. Un viaggio nel quale il nome di Boccaccio non resta confinato alle pagine del Decameron, ma torna a vivere nelle strade della sua città, nei prodotti del territorio e nella convivialità che da sempre accompagna la cultura del cibo.

Per chi sceglie l’FH55 Hotel Calzaiuoli come base, l’appuntamento di Certaldo può diventare una delle tappe di un soggiorno autunnale più ampio: Firenze da vivere con calma, una giornata nel borgo di Boccaccio e una Toscana da scoprire attraverso i suoi sapori.

Perché, a Certaldo, anche una cipolla può raccontare una storia. E quella storia comincia, naturalmente, con Boccaccio.

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